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Mescole più morbide rispetto al 2019 per il Gp del Brasile

ROMA (ITALPRESS) – Per il Gran Premio del Brasile, Pirelli fa sapere che saranno utilizzate la C2 come P Zero White hard, la C3 come P Zero Yellow medium e la C4 come P Zero Red soft, la stessa selezione fatta per tutte le gare disputate quest’anno nel continente americano. La nomination è uno step più morbida rispetto all’ultima volta in cui si è corso il Gran Premio a Interlagos nel 2019, quando furono selezionate la C1, la C2 e la C3. Nel 2019 la hard non era stata molto utilizzata, mentre la selezione di quest’anno dovrebbe consentire un utilizzo più equo di tutte le mescole e una maggiore varietà di strategie. Il Brasile ospita l’ultima gara dell’anno con il format della sprint qualifying, quindi c’è un’allocazione di pneumatici diversa dal solito: per l’intero weekend i piloti avranno a disposizione 12 set, anzichè i soliti 13: 2 set di P Zero White hard, 4 set di P Zero Yellow medium e 6 set di P Zero Red soft. In aggiunta, sono previsti fino a 6 set di Cinturato Green intermediate e 3 set di Cinturato Blue full wet in caso di bagnato. “Quest’anno siamo tornati su una nomination più simile a quelle fatte fino al 2018, con la mescola C4 come soft – spiega Mario Isola, responsabile F1 e Car Racing – Nel 2019 avevamo fatto una selezione di uno step più dura, per cercare di limitare graining e degrado con la soft, ma il risultato è stato uno scarso utilizzo della hard. Interlagos è un circuito vecchia scuola, che mette alla prova sia i piloti che i pneumatici, ed è spesso teatro di gare spettacolari, come abbiamo visto l’ultima volta. Un’altra variabile è il meteo: qui in passato abbiamo visto temperature asfalto da record, a volte le più alte della stagione, altre volte piuttosto basse. Di conseguenza, la nomination mescole di quest’anno, più versatile, dovrebbe adattarsi bene alle sfide poste dal circuito e favorire una maggiore variabilità nelle strategie. Anche se la gara si corre all’incirca nello stesso periodo dell’anno dell’ultima volta, i team non hanno mai sperimentato una sprint qualifying a Interlagos, quindi quest’anno ci sarà tanto da scoprire”.
(ITALPRESS).

IL DERBY DI MILANO NON MERITAVA UN ALTRO SPETTACOLO?

Un derby, due partite. La prima con il risultato accidentale, 1 a 1, un rigore e un’autorete, e scarsa goduria, più alto l’apporto del pubblico in un San Siro finalmente vivo, affamato di vedere esibirsi gli squadroni della Madunina. La seconda partita, suggerita dai cambi pandemici (che l’Ifab confermerà dopo il Covid) che vedranno Kalulu per Ballo-Tourè, Saelemaekers per Diaz, Rebic per Leao e Bakayoko per Krunic da una parte; Vidal per Barella, Correa per Dzeko, Dumfries per Damian, Sanchez per Lautaro, Bastoni per Dimarco dall’altra. Non vi sembra che tanto movimento (in spregio ai poveracci che stentano con panchine corte) avrebbe meritato ben altro spettacolo? Il Milan resta primo grazie al Verona di Tudor che dopo aver battuto la Juventus è riuscito a fermare anche il Napoli scatenato. Segnamocelo a futura memoria, questo risultato del “Maradona”. Verrà giorno che dovremo riparlarne. Tornando al derby, pompato dai media oltre ogni misura, esaltato in realtà soprattutto dal tifo, io diffido dei regali presentati con sontuoso e invitante packaging, spesso più prezioso del contenuto. Ricordo quell’amico di Acqualagna che mi consegnò frettolosamente un oggetto involtato in carta gialla: quando l’aprii, a casa, scoprii un olezzante tartufo bianco. Da svenire. A San Siro, dopo 90 minuti di derby presentato come la finale di un Mondiale, non sono svenuto. Esagero? Fingo di essere seduto nel mio antico posto, a San Siro, fra Brera e Annibale Frossi, il Dottor Sottile che mentre il Gioànn smoccola mi suggerisce: “Gol? Solo errori”.
Peccato per il Napoli che non ha approfittato di una partita sicuramente meno impegnativa per trovarsi solo in vetta. Mentre sta tornando in pista la sua primaria guastafeste, la Juve del golletto della salute, un’idea nuova dell’Allegri che doveva essere un reinventato ammodernatore del calcio all’italiana ma in verità sta esagerando. Anche per i catenacciari come me. Buon per Milan e Napoli, tuttavia, che il disturbo si limiti a un’Inter superdotata ma inconcludente. Anche il Mourinho annunciato come l’angelo vendicatore dei drammi giallorossi non fa miracoli. Ce l’ha con gli arbitri, giustamente. Ma non ha capito che a forza di blablabla sono gli arbitri che ce l’hanno con lui.

MILAN E NAPOLI NON VINCONO, INTER A -7

I pareggi del Napoli contro il Verona e quello nel derby milanese hanno lasciato tutto immutato. Milan e Napoli sempre in testa con l’Inter a sette punti. La partitissima di San Siro con due rigori (uno segnato dalle milanista Calhanoglu e uno parato da Tatarusanu), l’autogol di De Vrij, il palo di Saelemaekers nel finale, hanno reso la partita elettrica, emozionante ma fondamentalmente non ha causato scossoni. L’occasione l’ha persa l’Inter col rigore sbagliato da Lautaro. Il Milan nel finale avrebbe potuto vincere, prima avrebbe potuto avere la meglio l’Inter, ma come capita spesso nelle partitissime, l’equilibrio regna sovrano. Forse il meno contento dell’arbitraggio è stato il Milan. Non facile per il Napoli contro il Verona che era andato in vantaggio col solito Simeone (nono gol, Immobile 10). Ha rimediato Di Lorenzo, Osimhen ha colpito il palo, ma gli scaligeri hanno fatto un buon primo tempo. E nella ripresa hanno contenuto gli azzurri anche in dieci (espulso Bessa) e poi in nove (fuori Kalinic). Insigne sostituito, non è parso felice. Su un palo di Mertens si sono infrante le speranze napoletane. L’Atalanta (ora quarta) ha vinto a Cagliari: rossoblù sempre più ultimi in classifica. Non è bastato il gol di Joao Pedro. La squadra di Gasp corre verso la Champions. Per i rossoblù una situazione molto complicata e peggior difesa (26 gol subiti, come lo Spezia). Per la Roma un’altra giornata nera. Il Venezia, squadra dall’attacco inconsistente (era il peggiore del campionato) gliene ha rifilati tre in rimonta. In quattro gare, coppa compresa, la difesa giallorossa ha beccato tredici gol e corso molti pericoli. Su Mou “le polemiche fiocchieranno come le nespole”, avrebbe detto un noto anchor-man del secolo scorso. Per i lagunari vittoria salvifica, per i giallorossi una sconfitta (la quinta) che potrebbe mettere a repentaglio la Champions. Solo arbitraggi avversi? Il premiato Immobile ha sbloccato la partita della Lazio con la combattiva Salernitana (due legni, uno Immobile). Un gol di Svamberg aveva sbloccato la partita contro la Samp. Dopo il pareggio di Thorsby, Arnautovic invece ha fatto precipitare i blucerchiati (settimo ko) nei bassifondi della classifica. La squadra di Mihajlovic ha agganciato in “zona Europa” Juventus e Fiorentina. I viola a Torino nel primo tempo hanno giocato meglio della Juventus, che non aveva gli inossidabili Bonucci e Chiellini (infortunato), e aveva schierato Rugani e De Ligt. Vorrà dir qualcosa ? Poi la squadra di Allegri è riuscita a battere gli avversari in dieci per l’espulsione di Milenkovic. Dopo una traversa di Chiesa, nel recupero ha segnato Cuadrado, un ex dal destro venefico, da posizione impossibile. Ma Allegri, vittoria a parte, sarà davvero contento dei suoi ? La sua squadra non ha mai vinto con uno scarto superiore a un gol. Dopo il ritiro, l’Udinese è riuscita a ottenere quella vittoria che le mancava da settembre. Per il Sassuolo, agganciato dai friulani, qualche segno di declino, rispetto al passato. Beto (quarto gol) ha siglato il 3-2 friulano. Makengo espulso. La squadra di Gotti, che accusava qualche problema in fase offensiva, con un Deulofeu incisivo si è rimessa in sesto. Lo Spezia stavolta non ha subito reti (non era mai capitato quest’anno): ha segnato con un missile di Sala e ha battuto un Torino che ogni tanto scivola malamente. La squadra di Motta ha fatto un passo avanti, Juric uno indietro, con la sesta sconfitta in dodici partite (la metà della gare giocate). Contestazini per un mani in area ligure. Il Genoa, in vantaggio sul campo dell’Empoli grazie al quinto rigore segnato da Criscito, si è fatto ribaltare dalla squadra di Andreazzoli nel secondo tempo. Il Grifone è sembrato nei guai, ma in extremis i rossoblù hanno pareggiato col “panchinaro” Bianchi. Ma il pari non è bastato per conservare la panchina a Ballardini: arriverà Shevchenko. I nuovi padroni rossoblù vogliono guardare lontano. L’Empoli non aveva mai pareggiato, quest’anno. Ora la sosta azzurra per lo “spareggio” con la Svizzera che varrà un posto per i Mondiali. Alla ripresa, Inter-Napoli e Fiorentina- Milan.

Carfagna “Draghi resti premier, unico che può garantire le riforme”

ROMA (ITALPRESS) – Mario Draghi “E’ l’unico che può garantire la qualità delle riforme abilitanti per il Pnrr. Altre soluzioni sarebbero comunque di galleggiamento e quindi svantaggiose non per una parte, ma per l’intero Paese: non ci serve un governo-ponte, ma un esecutivo come questo che si assuma le responsabilità”. Lo afferma in una intervista a “La Stampa” Mara Carfagna, ministro per il Sud e la Coesione territoriale, che non ha dubbi: non si può rinunciare al premier in carica e al governo che ha reso l’Italia “un modello da copiare a livello mondiale” nella lotta al virus. A Matteo Salvini, che ha parlato di un futuro in mano ai sovranisti e di un Partito popolare europeo mai così debole fa notare che “senza il coraggio del Ppe nel rimettere in discussione l’austerity, congelare le regole di bilancio, imporre la solidarietà europea nella lotta alla crisi sanitaria ed economica, oggi l’Italia sarebbe in ginocchio, letteralmente. L’aumento del 6% del Pil, che abbiamo appena festeggiato, è figlio di un’Europa a guida popolare. Il futuro è di chi sarà più credibile nel dire: consolideremo questo rimbalzo e lo trasformeremo in crescita costante”.
Poi, guardando dentro Forza Italia, assicura che le divergenze con Berlusconi sono superate e che “La linea europeista, liberale e garantista espressa da Berlusconi è la nostra da sempre e l’abbiamo manifestata con forza anche quando altri sembravano incantati dalle sirene sovraniste. Per fortuna, ora che è tornato in campo, il presidente ha rimesso le cose a posto: adesso è chiaro a tutti che il modo migliore per rafforzare un centrodestra europeista è consolidare FI e la sua proposta, riportarla a percentuali a due cifre e farla pesare di più nella coalizione. Io sono al fianco di Berlusconi e il mio futuro è dentro Forza Italia”.
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Per lo studio “Top Job” Engie tra i migliori datori di lavoro in Italia

MILANO (ITALPRESS) – “Siamo molto orgogliosi di questo risultato poichè è il frutto dell’impegno costante di Engie nella valorizzazione delle persone. Siamo guidati da 4 valori fondamentali: essere coraggiosi, esigenti, aperti e attenti alle persone e all’ambiente”. Così Sara Callegari, Hr, Hse, Procurement Director di Engie Italia, commenta i risultati della quarta edizione dello studio “Top Job 2021-2022”, realizzato dell’istituto tedesco Qualità Finanza Itfq in sinergia con La Repubblica-Af, in cui vengono premiati i 300 migliori datori di lavoro del nostro paese. Engie, player mondiale dell’energia e dei servizi, è risultata al primo posto, con il punteggio massimo di 100, nel settore Gas e Luce della categoria Energia e Materie Prime.
Alla base dello studio, l’analisi di alcuni aspetti quali: clima di lavoro, sviluppo professionale, prospettive di crescita, sostenibilità e valori aziendali, attraverso il metodo del social listening.
“Abbiamo lanciato diverse iniziative finalizzate a rafforzare le competenze dei nostri collaboratori, realizziamo progetti di formazione che permettono di intraprendere percorsi di crescita personale e professionale – ha detto -. Ne è un esempio il programma Engie Development Path, alla cui base vi è il collaboratore come parte attiva nella definizione dei suoi percorsi di sviluppo, in linea con le esigenze interne e del mercato. A questo si aggiunge l’attenzione ai temi della diversity & inclusion che sono per noi tra le priorità. Valorizziamo la age diversity, attraverso iniziative dedicate, quali ad esempio progetti motivazionali per gli Over50, consentendo a ben 4 generazioni di lavorare in armonia nella nostra azienda”.
“Per colmare il Gender Gap e il Gender pay gap Engie – ha sottolineato Callegari – a livello globale si è impegnata a raggiungere il 50% di donne manager entro il 2030. In Italia, oltre ad avere un CEO donna, abbiamo un comitato esecutivo composto al 50% da donne e al 50% da uomini. Abbiamo inoltre lanciato un progetto insieme al Consorzio Elis per promuovere nelle scuole percorsi di studio STEM  per le donne, attraverso colleghe che diventano ambassador di percorsi di successo in ambito scientifico. Tutte le nostre iniziative hanno l’obiettivo concreto di porre le persone al centro”.
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Marotta “Derby bellissimo spot, futuro Inter con Suning”

ROMA (ITALPRESS) – Un pareggio che non può soddisfare l’Inter, nemmeno a mente fredda. “E’ stato un bellissimo spot per il mondo del calcio. La partita, vibrante ed emozionante, è stata vista in 150 paesi, con quasi 60mila spettatori presenti. Il rammarico rimane: abbiamo tentato di prendere l’intera posta, ma il merito è anche dell’avversario”. Beppe Marotta, amministratore delegato dell’Inter e consigliere della Lega Nazionale Professionisti Serie A, ai microfoni di ‘Radio Anch’io Sport’ su Rai RadioUno, classifica l’1-1 con i ‘cuginì rossoneri come una chance persa, l’ennesima in un confronto diretto con una big in campionato. “Sì, dobbiamo essere più cinici e furbi nello sfruttare le occasioni – ammette il dirigente nerazzurro, ancora ammirato per lo striscione della Curva Sud rossonera per i lavoratori del Covid – Siamo in una fase interlocutoria, noi abbiamo giocato 7 partite in trasferta e 5 in casa contro le 6 delle altre: per compensare questo piccolo gap dovremmo arrivare alla fine del girone di andata”. Di certo, il ‘Diavolò ha dimostrato ancora una volta tutto il suo valore: “Anche il Milan è cresciuto nella gestione Pioli. Credo sia al suo massimo e recita un ruolo autorevole nella lotta allo scudetto. Noi siamo i campioni in carica ma non sarà facile”. Anche perchè la crisi ha pesato sulle decisioni della società, che comunque resta solida: “Il nostro futuro è ancora con il gruppo Suning. Il presidente (Zhang Jindong, ndr) ha speso centinaia di milioni in questi anni, bisogna essergli riconoscenti. Inoltre, hanno confermato più volte la volontà di proseguire, con un modello non più di investimenti ma di sostenibilità interna, per garantire sempre quell’ambizione insita nel club ma senza dispensare illusioni”. E tale sembra restare, almeno al momento, l’arrivo di Insigne dal Napoli: “Oggi siamo concentrati su questo gruppo. Gran parte di questi sono campioni d’Italia ed è giusto riconoscere i loro meriti. La squadra sta rispondendo alle aspettative, credo che a gennaio non faremo cambiamenti, anche se siamo sempre attenti per il futuro”.
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Peugeot vince campionato costruttori Cir 2 ruote motrici 2021

ROMA (ITALPRESS) – Con la vittoria dell’equipaggio Nucita-Nucita al 12° Rally Liburna Terra, Peugeot si aggiudica il trofeo costruttori del Campionato Italiano Rally 2 Ruote Motrici di questa stagione. Una vittoria che segue quella del campionato piloti ottenuta qualche settimana fa dalla coppia di piloti siciliani alla guida della Nuova Peugeot 208 Rally 4 ufficiale. Un’auto che ha saputo raccogliere il pesante testimone dalla precedente generazione di 208, la R2B con motore 1.6 aspirato, e che ha debuttato la scorsa stagione vincendo subito il campionato. Anche in questo 2021 la situazione si ripete, vincendo il campionato piloti e quello costruttori. Una conferma ulteriore della superiorità della nuova vettura del Leone anche sui campi di gara nazionali e perfetto coronamento di una stagione concentrata, ma ricca di grandi soddisfazioni per tutto il team ufficiale Peugeot, come sempre supportato dalla F.P.F. Sport di Fabrizio e Michele Fabbri. Con 4 vittorie (Ciocco, Sanremo, San Marino, Liburna) su 5 gare disputate, il titolo costruttori è stato il perfetto coronamento di una stagione complessa ma ricca di soddisfazioni.
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Calhanoglu su rigore e autogol De Vrij, Milan-Inter 1-1

MILANO (ITALPRESS) – L’edizione numero 229 del derby della Madonnina termina 1-1, con Milan e Inter che tornano così a casa con un punto a testa. La sfida si sblocca al 10′, con Kessiè che commette un’ingenuità spianando la strada ai nerazzurri. L’ivoriano arretra in area di rigore con il pallone e si fa anticipare da Calhanoglu, con i due che vanno in contatto e l’arbitro che assegna il rigore. Dal dischetto si presenta il fischiatissimo ex di turno, che spiazza Tatarusanu firmando l’1-0 e andando a esultare in maniera provocatoria sotto la curva dei suoi vecchi tifosi. La risposta del diavolo è quasi immediata e arriva al 17′ quando Tonali batte un piazzato morbido dalla sinistra in area che viene involontariamente deviato dentro la propria porta da De Vrij, causando così l’1-1, che rimette il match in parità. Al 25′ nuova frittata difensiva dei rossoneri, targata Ballo-Tourè, che provoca il secondo penalty. Questa volta è Martinez a incaricarsi della battuta ma l’argentino si fa ipnotizzare da Tatarusanu. Al 44′ Ballo-Tourè si riscatta in parte, salvando sulla linea un tiro a botta sicura di Barella. Un minuto dopo Martinez arpiona una palla in area e ci prova di destro ma la sfera esce di un soffio. La prima chance della ripresa è ancora per gli uomini di Inzaghi, con Martinez che all’11’ manca l’impatto col pallone da due passi. Al 27′ è Kalulu a salvare i suoi con un doppio intervento con il corpo su due tentativi consecutivi a botta sicura del neo entrato Vidal. La banda di Pioli fatica a creare pericolo e si fa vedere per la prima volta al 36′ con Ibrahimovic, che su punizione calcia forte verso Handanovic che devia in tuffo. I rossoneri a questo punto si svegliano e sfiorano il vantaggio al 44′, quando Saelemaekers recupera palla a centrocampo, avanza e ci prova con un destro chirurgico che termina sul palo. Pareggio giusto, che porta il Milan di nuovo in vetta, a quota 32, assieme al Napoli, con l’Inter terza a 7 lunghezze di ritardo dalla coppia di testa.
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