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Conte “Il reddito di cittadinanza non è in discussione”

NAPOLI (ITALPRESS) – “Il reddito di cittadinanza non è in discussione. E’ una misura di protezione che noi vogliamo rendere ancora più efficace”. Così il presidente del M5S, Giuseppe Conte, a Napoli per lanciare la volata del candidato sindaco Gaetano Manfredi. “Possiamo incrociare meglio la domanda con l’offerta – spiega -. Dobbiamo coinvolgere oltre che le Regioni più efficacemente i Comuni per quanto riguarda progetti utili per la collettività. Gli stessi percettori di reddito di cittadinanza ci chiedono dignità sociale. Salvini ha cambiato idea sull’argomento? Rincorrere i cambiamenti di pensiero di chi oggi cambia idea e dice il contrario di quello che ha detto è un pò difficile. L’importante è tenere la barra dritta, il Paese è in grande difficoltà ma noi stiamo ponendo le basi per un nuovo miracolo economico e sociale. Quindi andiamo avanti e poi gli altri comprenderanno che queste sono misure necessarie”.
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Pesca Sportiva, a Pesaro azzurri campioni del mondo di Big Game

PESARO (ITALPRESS) – Azzurro è il colore del gradino più alto del podio del campionato mondiale di Pesca di altura che si è concluso nelle acque di Pesaro. E’ azzurro anche il secondo posto. Alla Croazia la medaglia di bronzo. Due giorni di gare, 44 tonni di grandi dimensioni allamati, misurati e rilasciati dai 16 equipaggi in gara che si sono sfidati nelle Marche. Antonio Panico, Pasquale Scotto di Luzio, Matteo Guidicelli e Daniele Lambertini sono riusciti a mettere in riga tutti gli sfidanti grazie a 9 catture totali. La Fipsas, Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee, in collaborazione con il club Nautico Pesaro, ha portato a termine il primo Campionato di Big Game del Mondo ‘post covid’ seguendo ogni disposizione sanitaria sulla pandemia. “Un successo davvero importante – ha spiegato Ugo Claudio Matteoli, presidente della Fipsas – per i colori azzurri. Con questo titolo iridato continua la ‘stagione d’orò dello sport italiano: dopo i successi agli Europei della nazionale di calcio, quelli delle Olimpiadi, delle Paralimpiadi, delle nazionali di volley e del ciclismo, arriviamo anche noi. Ed è con grande orgoglio che ci uniamo alla ‘festa dello sport’ italiano”.
Gli fa eco il presidente del club Nautico Pesaro, Francesco Galeppi: “Una vetrina internazionale è ciò che ci voleva in un momento dove ‘ripartirè è la parola d’ordine. Il mare di Pesaro ha regalato ai colori azzurri un oro e un argento. Era il risultato che tutti ci auguravamo, una gioia immensa. Noi, la città di Pesaro e gli addetti ai lavori siamo orgogliosi di questo straordinario successo”.
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Covid, Aresu (Rinascimento) “L’infodemia crea confusione e paura”

ROMA (ITALPRESS) – “La cosa bellissima quando si sta con Vittorio Sgarbi è che tutti lo amano, per quanto qualcuno possa dire ‘è un pò estremò o ‘troppe parolaccè. Siamo molto speranzosi”. Così Cristiano Aresu, vicepresidente di Rinascimento, movimento fondato da Vittorio Sgarbi. Aresu è stato intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’Agenzia Italpress.
“E’ nato tutto da un coraggio estremo di Vittorio Sgarbi, il nostro presidente”, ha spiegato Aresu, che ha fatto il punto sulle origini di Rinascimento, sul futuro e sulla sua esperienza. “Prima – ha evidenziato – stavo con Fratelli d’Italia. Se ho scelto di passare con Sgarbi è perchè ho avuto sempre una grande ammirazione, oltre che per il suo intelletto e per la sua libertà, per la grande coerenza, una coerenza che credo oggi serva tanto all’Italia”.
Il vicepresidente di Rinascimento ha spiegato qual è la linea in tema di vaccini e green pass. “Noi non siamo contro il vaccino – ha sottolineato -, anche perchè i vaccini nell’arco degli anni hanno salvato molte vite. Siamo, però, per la libertà. A mio avviso – ha continuato – le persone sono spaventate per un motivo: grazie o per colpa di quella infodemia, si è creata molta confusione, cioè ogni notizia è vera quanto è contraria”. “Se un cittadino è spaventato – ha aggiunto -, non spaventiamolo di più, non andiamo a obbligarlo per cercare di far fare qualcosa che non vuole. Cerchiamo di accompagnarlo in maniera consapevole”. Secondo Aresu, il green pass è “un pò forzato” e ha messo “la libertà un pò in disparte”. C’è chi dice, invece, che grazie al green pass si è liberi di fare ciò che si faceva prima. “E’ questo il problema – ha detto – perchè non è grazie al green pass, ma grazie all’obbligatorietà del vaccino”. “Le persone che non vogliono essere vaccinate sono giustificate: se l’Ema vuole prendersi del tempo, perchè non lo può fare il cittadino?”, ha aggiunto.
Per Aresu, il suo è un “partito tradizionale”. “C’è stato un cambiamento – ha ricordato – tra prima Repubblica e seconda Repubblica. La prima è stata demonizzata. Poi non c’è stato più un partito, tutti movimenti. In realtà quei partiti, che erano fatti di tanti uomini e non solo dello scandalo, hanno dato tante certezze all’Italia. Noi vorremmo – ha spiegato – riprendere ciò che di buono ci ha insegnato la prima, ciò che di brutto ci ha insegnato la seconda e fondarne una terza”.
(ITALPRESS).

Covid, Aresu “L’infodemia provoca confusione”

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ROMA (ITALPRESS) – “La cosa bellissima quando si sta con Vittorio Sgarbi è che tutti lo amano, per quanto qualcuno possa dire “è un po’ estremo” o “troppe parolacce”. Siamo molto speranzosi”. Così Cristiano Aresu, vicepresidente di Rinascimento, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’Agenzia Italpress.
“È nato tutto dal coraggio estremo di Vittorio Sgarbi, il nostro presidente”, ha spiegato Aresu, che ha fatto il punto sulle origini di Rinascimento, sul futuro e sulla sua esperienza. “Prima – ha evidenziato – stavo con Fratelli d’Italia. Se ho scelto di passare con Sgarbi è perché ho avuto sempre una grande ammirazione, oltre che per il suo intelletto e per la sua libertà, per la grande coerenza, una coerenza che credo oggi serva tanto all’Italia”.
Il vicepresidente di Rinascimento ha spiegato qual è la linea in tema di vaccini e green pass. “Noi non siamo contro il vaccino – ha sottolineato -, anche perché i vaccini nell’arco degli anni hanno salvato molte vite. Siamo, però, per la libertà. A mio avviso – ha continuato – le persone sono spaventate per un motivo: grazie o per colpa di quella infodemia, si è creata molta confusione, cioè ogni notizia è vera quanto è contraria”.
“Se un cittadino è spaventato – ha aggiunto -, non spaventiamolo di più, non andiamo a obbligarlo per cercare di far fare qualcosa che non vuole. Cerchiamo di accompagnarlo in maniera consapevole”. Secondo Aresu, il green pass è “un po’ forzato” e ha messo “la libertà un po’ in disparte”. C’è chi dice, invece, che grazie al green pass si è liberi di fare ciò che si faceva prima. “E’ questo il problema – ha detto – perché non è grazie al green pass, ma grazie all’obbligatorietà del vaccino”. “Le persone che non vogliono essere vaccinate sono giustificate: se l’Ema vuole prendersi del tempo, perché non lo può fare il cittadino?”, ha aggiunto.
Per Aresu, il suo è un “partito tradizionale”. “C’è stato un cambiamento – ha ricordato – tra prima Repubblica e seconda Repubblica. La prima è stata demonizzata. Poi non c’è stato più un partito, tutti movimenti. In realtà quei partiti, che erano fatti di tanti uomini e non solo dello scandalo, hanno dato tante certezze all’Italia. Noi vorremmo riprendere ciò che di buono ci ha insegnato la prima, ciò che di brutto ci ha insegnato la seconda e fondarne una terza”. Per Rinascimento Aresu ha lasciato un partito già strutturato, Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni che ha già il suo seguito.
“Credo molto nella lotta – ha spiegato -, non punto al risultato. La lotta fatta al fianco di una persona come Vittorio Sgarbi è la più bella che si possa fare”. Con uno sguardo sul futuro, tra cinque anni il vicepresidente di Rinascimento si immagina in Parlamento. “Trovo nella parte parlamentare – ha detto – la parte più viva di un politico, quella che può realmente fare qualcosa per il popolo”.
Aresu ha ripercorso, tra l’altro, la vicenda del suo video diffuso sul web nella prima fase della pandemia, in cui parlava di un farmaco utilizzato in Giappone. “Inizialmente piacque tantissimo”, ha spiegato. “Subito dopo che la notizia è uscita in Italia – ha aggiunto – improvvisamente c’è stato un cambiamento. Ci sono stati sei-sette giorni terrificanti”, ha affermato. “Credo che l’Italia – ha detto – avesse scelto una sua strada da percorrere che non era quella delle terapie domiciliari”.
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Energia, Descalzi “L’Europa si dia un piano per la sicurezza”

ROMA (ITALPRESS) – “L’Europa deve dotarsi di quello che oggi non ha, ossia un piano di sicurezza energetica strutturato e a lungo termine. L’Italia importa il 92% della sua energia, l’Ue importa praticamente tutto il gas che consuma e buona parte del petrolio.
Dunque è strutturalmente dipendente da fonti estere. Ma oggi, di fronte a forniture che arrivano prevalentemente da Est, ossia dalla Russia, o da Nord, cioè dalla Norvegia, la grande opportunità è quella di rivolgersi verso Sud, all’Africa”. Così, in un’intervista a la Repubblica, l’Ad di Eni Claudio Descalzi, per il quale “si tratta di guardare anche al futuro. Non si tratta solo di fare politica energetica, ma politica, anzi geopolitica in senso più ampio, perchè bisogna prima di tutto dotare l’Africa di infrastrutture per produrre energia, darla in primo luogo alle popolazioni locali e poi esportare quella che non viene utilizzata là”. Secono l’Ad per affrontare la transizione energetica “non c’è un solo modo, ma un’intera gamma di modalità, una sorta di mosaico che va composto e probabilmente adattato di continuo. Quel che è sicuro è che non c’è una sola tecnologia che basterà in futuro per soddisfare tutta la domanda. Per questo bisogna avere un approccio senza pregiudizi ideologici che prenda in considerazione tutto quello che si può usare, dall’idrogeno, alle bioraffinerie, alla cattura delle emissioni, tanto per fare qualche esempio”. L’Eni ha un programma netto di transizione con l’obiettivo di essere a emissioni zero per il 2050 e per arrivare al traguardio ervirà “molta tecnologia. Negli ultimi otto anni – spiega Descalzi – siamo diventati sempre di più una società tecnologica, che cerca di crearsi in casa le soluzioni di cui ha bisogno. Questo ci permette di avere da una parte soluzioni studiate su misura per le nostre esigenze e dall’altra dà una forte motivazione alle persone che in azienda fanno ricerche sulle tecnologie e poi le applicano ai nostri problemi concreti. In questo modo si riducono anche i tempi di accesso al mercato”.
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A Liliana Segre onorificenza dalla Germania “Dolorosa riconciliazione”

ROMA (ITALPRESS) – L’ambasciatore Viktor Elbing ha consegnato alla Senatrice a vita Liliana Segre l’Ordine al merito della Repubblica Federale di Germania. La cerimonia di consegna dell’alta onorificenza, già conferita nel 2020 dal presidente Frank-Walter Steinmeier “per lo straordinario impegno per ricordare la Shoah e l’instancabile lotta contro l’odio e l’intolleranza”, era stata rinviata a causa dell’emergenza Covid.
L’evento si è tenuto nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani presso il Senato della Repubblica.
“Sono molto onorata ma anche colpita nel profondo. E’ un’occasione per meditare sul mio lungo e doloroso percorso di riconciliazione con la Germania – ha detto la Segre -. Rivedo lo storico gesto del Cancelliere Willy Brandt, che nel 1970 nella sorpresa generale si inginocchiò a Varsavia davanti al monumento ai caduti del Ghetto. Ripenso alle migliaia di intellettuali e di insegnanti tedeschi che, nel corso dei decenni, ribellandosi al precedente oblio, hanno fatto un lavoro straordinario affinchè le nuove generazioni, nate dopo la guerra, facessero i conti con il passato della nazione, con un impegno che è d’esempio per molti paesi europei, compresa l’Italia”.
“Il mio pensiero va anche al Presidente Steinmeier ed alla Cancelliera Merkel, che oggi guidano con saggezza una Germania baluardo della democrazia e messaggera di pace nel mondo, così come alla Presidente Ursula von der Leyen – che ho avuto il piacere di conoscere personalmente – vera paladina di un’Europa sempre più unita e solidale, contro nazionalismi e oscurantismi.
Ringrazio le amiche Elisabetta Alberti Casellati, presidente del Senato, e Noemi Di Segni, presidente dell’UCEI, che hanno voluto essere al mio fianco in una giornata per me così particolare e colma di significati. Dedico questa onorificenza alla memoria dei miei cari Alberto, Olga e Giuseppe Segre”, ha concluso la senatrice a vita.
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Covid, 3.797 nuovi casi e 52 decessi in 24 ore

ROMA (ITALPRESS) – Calano i casi Covid in Italia. Secondo il bollettino fornito dal Ministero della Salute, nelle ultime 24 ore i nuovi contagiati sono 3.797, in flessione rispetto ai 4.061 registrate nelle 24 ore precedenti, nonostante un numero inferiore di tamponi effettuati, 277.508. Il tasso di positività cresce lievemente all’1,36%. Calano pure i decessi, 52 (-9). Il numero dei guariti oggi registra il numero di 5.265, mentre per quanto riguarda gli attualmente positivi si osserva ancora un calo, stavolta di 1.527 segnando il numero totale di 103.556.
Migliora la situazione negli ospedali. Nei reparti ordinari si evidenzia anche oggi una riduzione con 3.553 pazienti (-97); la discesa riguarda le terapie intensive, 479 (-16) ma con 35 nuovi ingressi. Scendono sotto quota 100 mila le persone in isolamento domiciliare: per la precisione sono 99.514. Sul fronte delle regioni, la prima regione per numero di nuovi casi è la Lombardia (488), seguita da Sicilia (464) e da Veneto (428).
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Dal 15 ottobre il pubblico impiego torna in presenza

ROMA (ITALPRESS) – La modalità ordinaria di lavoro nelle Pubbliche amministrazioni dal 15 ottobre torna ad essere quella in presenza. Lo prevede il Dpcm firmato dal presidente del Consiglio, Mario Draghi.
“Le PA assicureranno che il ritorno in presenza avvenga in condizioni di sicurezza, nel rispetto delle misure anti Covid-19”, rende noto Palazzo Chigi.
“Con la firma del presidente del Consiglio Mario Draghi al decreto che fa cessare il lavoro agile come modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nella Pubblica amministrazione, si apre l’era di una nuova normalità e si completa il quadro avviato con l’estensione dell’obbligo di green pass a tutto il mondo del lavoro: dal 15 ottobre i dipendenti pubblici torneranno in presenza, e in sicurezza – afferma in una nota Renato Brunetta, ministro per la Pubblica amministrazione -. Con successivo decreto ministeriale, fornirò apposite indicazioni operative affinchè il rientro negli uffici sia rispettoso delle misure di contrasto al Covid-19 e coerente con la sostenibilità del sistema dei trasporti”.
“Nel frattempo, sono in corso le trattative per i rinnovi dei contratti pubblici, che garantiranno, una volta concluse, una regolazione puntuale dello smart working. Entro il 31 gennaio 2022, inoltre, ogni amministrazione dovrà presentare il Piano integrato di attività e organizzazione, all’interno del quale confluirà il Pola per il lavoro agile – aggiunge -. Con le regole e con l’organizzazione, potrà finalmente decollare uno smart working vero, strutturato, ancorato a obiettivi e monitoraggio dei risultati, che faccia tesoro degli aspetti migliori dell’esperienza emergenziale e che assicuri l’efficienza dei servizi, essenziale per sostenere la ripresa del Paese, e la soddisfazione dei cittadini e delle imprese: il mio faro”.
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