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Parità di genere, Mazzeo “Bisogna rompere il ‘tetto di cristallo'”

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FIRENZE (ITALPRESS) – Rompere quel” tetto di cristallo” che impedisce le stesse opportunità tra uomo e donna anche con azioni forti, “a colpi di martello per mandarlo in pezzi”, è ormai imperativo. La Toscana, su proposta del presidente del Consiglio regionale, Antonio Mazzeo, ha fatto un primo e importante passo avanti verso il fondamentale diritto dell’uguaglianza, “condizione necessaria per un mondo pienamente sostenibile”, approvando una legge che garantisce parità di genere non solo nelle proposte ma anche nelle nomine effettive. “Garantire alle donne e alle ragazze parità di accesso all’istruzione, a un lavoro dignitoso, così come la rappresentanza nei processi decisionali, politici ed economici, promuoverà economie sostenibili e il Pnrr ci offre un’occasione imperdibile e irripetibile” ha dichiarato il presidente nel suo intervento al convegno organizzato dall’Associazione Italiana Cultura e Sport (AICS) dal titolo “Pari o dispari? Le opportunità donna-uomo in Italia tra obiettivi di sviluppo sostenibile, sport e cultura”.
La riflessione di Mazzeo è partita da un articolo pubblicato qualche giorno fa sul quotidiano ‘Avvenire’ nel quale si raccontava l’esperienza di Lilian Thuram, già campione del mondo con la Francia, ora impegnato nei processi di discriminazione con una sua fondazione. Invitato in una riunione per spiegare di cosa si occupasse, sottolineando la disparità di genere tra i presenti ad ascoltarlo, ha osservato che a mancare non erano le donne ma che c’erano troppo uomini. Una “constatazione”, come ha detto al quotidiano, che gli uomini presenti hanno accolto come “un’aggressione”.
“Se partissimo da questa semplice osservazione della realtà – ha continuato Mazzeo – ci renderemmo subito conto di quanto lavoro ci sia da fare per costruire delle effettive pari opportunità fra uomini e donne. Una necessità che non appartiene solo alla sfera della giustizia etica ma anche a quella dell’utilità economica e sociale”. È ingiusto – ha osservato – che una donna, una ragazza o una bambina abbia meno opportunità di un uomo, un bambino o un ragazzo solo perché femmina”.
“Il Piano nazionale di ripresa e resilienza è una grande occasione per ridisegnare il modello di sviluppo dell’Italia e dell’Europa attraverso una crescita che ci conduca a un sistema più sostenibile sia dal punto di vista ambientale che sociale. Saremmo degli illusi se pensassimo di far correre veloce un Paese utilizzando una sola gamba”. Mazzeo ad esempio del suo pensiero ha portato l’immagine della Regione: “Il Pegaso alato è simbolo di una Toscana con i piedi ben piantati nelle sue tradizioni di civiltà, diritti e libertà ma pronta a spiccare il volo verso il futuro. Se dovesse volare con un’ala legata negheremmo la sua ragione di esistere”.
“È nell’interesse di tutti noi, soprattutto dei giovani e del loro futuro – ha proseguito – rompere una volta per tutte quel tetto di cristallo che impedisce a tante donne di guidare la politica, l’università, l’impresa. E sono convinto che per riuscirci servano anche delle forzature, atti concreti come la nostra legge che impedisce una parità di genere solo formale. Prima bastava inserire un numero di proposte femminili uguali a quelle maschili. Nessuna garanzia era prevista per le nomine. Di fatto un rispetto delle quote solo su carta. Abbiamo rotto questo paradosso dimostrando quello che si può fare se si vuole. Ed è un inizio importante perché ogni lunga marcia inizia sempre da un primo passo, anche se piccolo” ha concluso Mazzeo.

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Draghi “Scienza e politica devono collaborare”

ROMA (ITALPRESS) – “Sono molto felice che le accademie nazionali delle scienze e le accademie nazionali delle scienze sociali e umane abbiano deciso di dare il loro contributo alla presidenza italiana del G20. L’evento di oggi ha luogo nell’Accademia dei Lincei, che si è distinta nei secoli per la qualità della sua produzione scientifica e il prestigio dei suoi membri”. Lo afferma il presidente del Consiglio Mario Draghi, in un messaggio al Summit G20 in corso all’Accademia Nazionale dei Lincei. Si tratta di una conferenza delle accademie omologhe con lo scopo di produrre due documenti congiunti su temi di interesse globale che andranno sottoposti all’attenzione dei governi che partecipano al summit.
“Ringrazio il Presidente Antonelli, il Vicepresidente Parisi e tutti i soci dell’Accademia per aver favorito questa importante iniziativa – aggiunge Draghi -. Voglio congratularmi per i documenti approvati dalle accademie nazionali dei Paesi qui rappresentati. Essi offrono un ottimo modello di collaborazione internazionale e aiutano a individuare le giuste priorità per il nostro futuro. La ricerca di base e il lavoro attento e paziente degli accademici sono essenziali per poter formulare politiche responsabili e lungimiranti”.
“La pandemia ha esposto alcune gravi carenze nella condivisione di dati sanitari e tecnologie in campo medico. Condivido pienamente il Vostro appello per una maggiore collaborazione scientifica a livello internazionale che favorisca una risposta tempestiva ed efficace a nuovi eventi pandemici. E’ altrettanto importante far fronte alle ricadute economiche e sociali della pandemia e rafforzare le nostre comunità – sottolinea Draghi -. Come viene proposto nel secondo documento che avete approvato, è prioritario investire nella ricerca e nell’accesso all’istruzione, e migliorare la tutela del nostro patrimonio culturale e naturale. Scienza e politica devono collaborare per il raggiungimento di questi obiettivi senza rinunciare alla propria indipendenza”.
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Mobilità, Federmetano “Noi protagonisti della decarbonizzazione”

BOLOGNA (ITALPRESS) – Nella corsa alla decarbonizzazione il biometano vuole giocare la sua parte e lo fa puntando anche alla “transizione tecnologica” legata alla novità delle colonnine self service. “Riteniamo profondamente sbagliato affrontare il problema della decarbonizzazione semplicemente dal punto di vista dell’elettrico, fissandolo come unica soluzione. L’elettrico è importante, può dare risposte utili, ma non copre tutto il mercato dei trasporti e della mobilità, così come richiesto”. Lo dice all’agenzia Italpress Dante Natali, presidente di Federmetano, in occasione dell’evento “Mutamenti in corso” a Bologna, dove è stato fatto il punto con gestori e tecnici del mercato del metano. Anche i consumatori, però, sono chiamati in causa perchè da parte loro per Natali “non c’è sufficiente consapevolezza, c’è una visione molto parziale e precostruita”. La carta “fondamentale nella decarbonizzazione che ci chiede l’Europa” è quella “del biometano, un prodotto che non ha nulla di legato al fossile, ma chimicamente è la stessa cosa”.
“Sfruttando la stessa infrastruttura già esistente, – aggiunge Natali – fino ad oggi usata solo per il metano fossile, vogliamo traghettare” verso il green, “e in parte lo stiamo facendo, con già un 20% di biometano che già oggi viene usato da chi va a metano. Un quinto dei chilometri percorsi dalle auto a metano, una quota significativa, è a impatto zero, senza Co2 emessa”. Quello del metano è un mercato “sempre in cambiamento e noi dobbiamo cercare di adeguarci cercando di difendere le nostre peculiarità”. Per Natali “le sfide del mercato sono sempre più dure”. A rincarare la dose contro l’elettrico è Gian Primo Quagliano, presidente di Econometrica, secondo il quale “l’irresistibile ascesa dell’auto elettrica sembra essere sempre più resistibile. Molti concessionari sono preoccupati perchè quando il bluff sarà scoperto ci sarà un bagno di sangue”. Il mercato del metano, però, potrebbe crescere grazie alle stazioni self service, regolamentate dal decreto del marzo 2019 ma ancora poco conosciute. Per Marco Rinaldi, progettista di impianti, è “un’opportunità storica”.
“Adesso – spiega a margine dell’evento di Federmetano – il momento è maturo. Dal punto di vista normativo abbiamo tutti gli strumenti che ci consentono di pensare a una futura rete di distributori a metano che operino anche in modalità self”. “Dal punto di vista tecnico – aggiunge – non ci sono particolari problemi. I nuovi distributori potranno essere già costruiti per lavorare in modalità self, ma ci sono anche possibilità di innovare tutta l’impiantistica esistente”. Con il self service “l’impianto deve essere trasformato in un luogo veramente sicuro e l’impiantistica deve essere sempre funzionante”. Anche i numeri dicono che ai clienti piace il self service. “Il nostro primo self è partito a luglio, è un’esperienza breve ma abbiamo già considerazioni da fare”, racconta Francesco Pinardi, CEO di Ekomobil. Ad esempio, dai dati di Ekomobil, il 50% del metano erogato in agosto è stato con il self service facendo registrare un +70% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. A settembre la percentuale si attesta al 30%. Per Pinardi “il periodo è ridotto e i mesi estivi non sono i migliori per trarre conclusioni”, ma i dati danno già alcune indicazioni sul futuro. Anche i dati di Tamoil dicono che il metano erogato col self service piace.
A giugno di quest’anno Tamoil ha aperto il primo punto vendita self service a Monastier, nel Trevigiano, e dai dati risulta che il trend è in aumento: si è passati dal 14% a luglio al 20% di settembre. Per Silvia Gadda, retail manager di Tamoil, però, occorre “migliorare la fase autorizzativa” perchè attualmente occorrono “quattro mesi di tempo”. A sentire quanti sono intervenuti nel corso dell’incontro c’è la necessità di velocizzare la transizione al self service. Ora, però, gli occhi sono tutti puntati sul decreto Semplificazione, rispetto al quale Natali esprime “delusione per i ritardi nel confronto con i ministeri” dello Sviluppo economico e dei Trasporti. “Le mie aspettative – dice rivolgendosi alla platea – sono notevoli perchè si tratta di un’occasione unica per cercare di cominciare a snellire e far evolvere una attività fossilizzata dal 1950 e che non siamo mai riusciti a migliorare se non in piccoli dettagli e in cose non più accettabili dal mercato attuale”.
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Azzurri atletica Fiamme Gialle olimpici e paralimpici dal Papa

ROMA (ITALPRESS) – Una numerosa delegazione di atleti Olimpici e Paralimpici dell’atletica leggera Fiamme Gialle, insieme ad alcuni ragazzi delle Sezioni Giovanili, è stata ricevuta dal Santo Padre in Vaticano. La rappresentanza gialloverde, tra cui spiccano le medaglie olimpiche Antonella Palmisano (oro nella 20km di marcia), Fostine Desalu e Lorenzo Patta (oro nella staffetta 4x100m), e quelle paralimpiche Ambra Sabatini e Martina Caironi (rispettivamente oro e argento nei 100m categoria T63), è stata accompagnata all’udienza dagli atleti e dai tecnici di Athletica Vaticana, che hanno voluto così dare un segno di amicizia e di stima, non solo sportiva, alle Fiamme Gialle, nonchè di gratitudine per le numerose attività fatte insieme negli ultimi anni. A partire infatti dall’Asta di beneficienza dello scorso anno, fino al meeting “We run together” di ieri, con cui sono proseguiti i festeggiamenti per il Centenario dell’atletica leggera gialloverde, le Fiamme Gialle e la “squadra del Papa” sono state fianco a fianco in iniziative intese a sottolineare il messaggio universale dello sport come strumento di solidarietà e possibilità anche di riscatto sociale. Gli atleti, negli intensi ed emozionanti minuti in cui hanno potuto intrattenersi con Papa Francesco, hanno condiviso con il Santo Padre la loro esperienza olimpica, mostrato le proprie medaglie e fatto dono della medaglia commemorativa dei Cento Anni.
Particolarmente toccante è stato il momento in cui la campionessa Paralimpica dei 100m T63 di Tokyo, Ambra Sabatini, con un gesto spontaneo, ha voluto mettere al collo di Papa Francesco la propria medaglia d’oro. Con l’occasione, le Fiamme Gialle esprimono un sincero ringraziamento a chi ha collaborato all’organizzazione del Meeting “We run together” di ieri, nonchè a tutti coloro che, a vario titolo, sono intervenuti. In particolare, è importante sottolineare il clima di particolare entusiasmo ed emozione che ha caratterizzato le Staffette dell’Amicizia, gara conclusiva dell’evento ideata proprio nel solco dello spirito con cui si è voluto caratterizzare il meeting, improntato alla visione dello sport come inclusione e superamento delle barriere. In pista si sono trovate a correre fianco a fianco realtà anche molto distanti l’uno dall’altra, ma rese vicine, per qualche minuto, dal gesto sportivo, quali il Team Governo, la Croce Rossa, gli Special Olympics, le diverse rappresentative delle case Circondariali di Roma Rebibbia e Velletri, insieme ai ragazzi di Athletica Vaticana e delle Fiamme Gialle Simoni.
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Formigoni “Il potere non va demonizzato, l’ho usato per dare libertà”

ROMA (ITALPRESS) – “Il libro tratta dei diversi periodi che ho attraversato partendo da Comunione e Liberazione, prosegue parlando della fondazione movimento popolare negli anni ’70 e infine sono raccontati i 18 anni alla guida di Regione Lombardia e l’esperienza in Senato”. Così l’ex senatore e presidente di
Regione Lombardia, Roberto Formigoni, intervistato da Claudio
Brachino per la rubrica Primo Piano dell’Agenzia Italpress,
parlando del suo libro “Una storia popolare”. L’intervista è quindi proseguita discutendo della concezione di potere in politica. “Io ho sempre concepito il potere senza demonizzarlo, perchè il potere è la possibilità di fare e dipende da come lo eserciti. Credo che la Regione Lombardia degli anni che ho governato, sia la testimonianza di come abbiamo utilizzato il potere per rendere i cittadini più liberi. Con la riforma della sanità – ha aggiunto – i cittadini per la prima volta hanno avuto la possibilità di scegliere il medico da cui farsi curare e l’ospedale in cui andare”. Quindi il Covid e come la Regione ha affrontato la pandemia. “La Lombardia è stata la prima regione del mondo a essere colpita dal Covid, dopo la Cina. Il mondo intero era impreparato. L’Oms non aveva diffuso linee guida e linee di comportamento. Quindi la colpa è l’impreparazione”, ha spiegato Formigoni. “Ma c’è anche da dire che la sanità che ho lasciato non era identica soprattuto per quanto concerne l’aspetto della medicina territoriale . La Lombardia oggi è ai vertici delle percentuali di vaccinazioni e anche questo c’è da ricordarlo”, ha sottolineato. La questione green pass è vista assolutamente a favore dall’ex presidente Formigoni che si è detto “pro vax e pro green pass, perchè il vaccino è l’unica misura che abbiamo a disposizione per combattere Covid. E’ chiaro che va rispettata la persona che non vuole vaccinarsi ma il limite è sempre quello della libertà altrui, ovvero la mia libertà non deve recare nocumento all’altro”. Infine, ha affrontato la questione politica a partire dal centrodestra che per lui è “maggioranza nel Paese come testimoniato da tutti i sondaggi, ma non sa organizzare il consenso al momento delle elezioni perchè nelle grandi città probabilmente sarà sconfitto”. Su Draghi Formigoni ha sostenuto che “sta facendo bene sul fronte della pandemia e poi stiamo arrivando quasi al 6% di crescita del Pil. Auspico che possa continuare a guidare il Governo”, escludendo una candidatura del premier al Quirinale. “Credo che sia meglio eleggere un Parlamento quando sarà fresco di voto”, ha concluso.
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Formigoni “Il potere non va demonizzato, l’ho usato per dare libertà”

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“Il libro tratta dei diversi periodi che ho attraversato partendo da Comunione e Liberazione, quindi con un cristianesimo autentico e vivace. Poi si prosegue parlando della fondazione del movimento popolare negli anni ’70, nato per dare una scossa democratica sia ai cattolici un po’ dormienti sia all’Italia che era sotto l’onda dell’egemonia marxista e infine sono raccontati i 18 anni alla guida di Regione Lombardia e l’esperienza in Senato. Questo è anche un libro che ho infarcito con episodi di vita vera”. Così l’ex senatore e presidente di Regione Lombardia, Roberto Formigoni, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’Agenzia Italpress, parlando del suo libro “Una storia popolare”. “Ho sempre concepito il potere senza demonizzarlo perché il potere è la possibilità di fare e dipende da come lo eserciti, da come utilizzi il potere che i tuoi cittadini ti hanno dato”, ha proseguito Formigoni. “Credo che la Regione Lombardia degli anni che ho governato sia la testimonianza di come abbiamo utilizzato il potere per rendere i cittadini più liberi, più padroni del proprio destino, più capaci di decidere. Con la riforma della sanità, i cittadini per la prima volta hanno avuto la possibilità di scegliere il medico da cui farsi curare e l’ospedale in cui andare. Parlo anche dei cittadini più umili che, con la nostra rifotma, hanno avuto la possibilità di andare a farsi curare negli ospedali una volta ad appannaggio dei ricchi, perché noi come Regione Lombardia pagavamo le cure là dove il cittadino decideva di andare a farsi curare”. Quindi il Covid e come la Regione ha affrontato la pandemia. “La Lombardia è stata la prima regione al mondo a essere colpita dal Covid, dopo la Cina. Il mondo intero era impreparato. L’Oms non aveva diffuso linee guida e linee di comportamento. La Lombardia ha avuto la sfortuna di essere la prima a essere colpita. Quindi la colpa è l’impreparazione”, ha spiegato Formigoni. “Ma c’è anche da dire che la sanità che ho lasciato non era identica soprattuto per quanto concerne l’aspetto della medicina territoriale. Noi avevamo costituito delle equipe di medicina del territorio, ma questo è stato completamente abbandonato. Dal territorio non è scattato quell’allarme che sarebbe invece dovuto scattare. Già nell’ottobre del 2019 alcuni medici di famiglia avevano notato forme strane di polmoniti e se ci fossero state ancora quelle equipe, le cose sarebbero andate diversamente. Ma la Lombardia oggi è ai vertici delle percentuali di vaccinazioni e anche questo c’è da ricordare”. La questione green pass è vista a favorevolmente da Formigoni che si è detto “assolutamente pro vax e pro green pass, perché il vaccino è l’unica misura che abbiamo a disposizione per combattere il Covid. Il green pass è un fastidio estremamente leggero e la polemica dei no vax e dei no green pass mi sembra non fondata e informata sui reali vantaggi di una vaccinazione completa. E’ chiaro che va rispettata la persona che non vuole vaccinarsi, ma il limite è sempre quello della libertà altrui, ovvero la mia libertà non deve recare nocumento all’altro. Il green pass è una garanzia della libertà di tutti, non una limitazione della libertà personale”. Infine ha affrontato la questione politica a partire dal centrodestra che per lui è “maggioranza nel Paese come testimoniato da tutti i sondaggi e c’è invece insoddisfazione dei cittadini nei confronti dei partiti di sinistra e dei 5Stelle”. Poi però una critica al centrodestra, che “non sa organizzare il consenso al momento delle elezioni, perché nelle grandi città probabilmente sarà sconfitto. C’è da dire che sia a Roma che a Milano il centrodestra è indietro. A Milano ha indicato un candidato sconosciuto alla grande opinione pubblica, un candidato civico e quindi qui il centrosinistra è avanti”. Per Formigoni “non fa bene la gara al primato tra Meloni e Salvini, perchè litigi e contrappozioni non piacciono alla gente. Bisognerà dire chi sarà il candidato premier della coalizione”. Quanto al Governo Draghi, “sta facendo bene sul fronte della pandemia e stiamo arrivando quasi al 6% di crescita del Pil. Auspico che Draghi possa continuare a guidare il Governo ancora per almeno un anno, due o addituttura tre. Bisogna risolvere in profondità alcuni problemi e penso che se fosse eletto al Quirinale dovrebbe interrompere i lavori. Se tutti i partiti o quasi tutti lo spingessero a candidarsi, Mattarella potrebbe fare quanto fatto nel 2013 da Giorgio Napolitano. C’è poi da ricordarsi che il prossimo Parlamento avrà soltanto 600 parlamentari e c’è da considerare che gli equilibri politici saranno completamente diversi. Credo che sia meglio eleggere un Parlamento quando sarà fresco di voto”, ha concluso Formigoni. (ITALPRESS).

Climate change, un concorso letterario per racconti sul mondo che verrà

MILANO (ITALPRESS) – Alla ricerca dei Cormac McCarthy d’Italia. Al via The Source, il concorso letterario che sceglierà i migliori racconti di genere climate fiction italiani. L’iniziativa, promossa da Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, in collaborazione con Libromania, società controllata dalla casa editrice DeA Planeta Libri, prende spunto dal podcast omonimo, The Source, rilasciato quest’estate e disponibile gratuitamente su tutte le più importanti piattaforme, e che racconta gli effetti e le conseguenze dei cambiamenti climatici in un’Italia che per 15 anni ha ignorato gli allarmi degli scienziati, ritrovandosi all’improvviso vittima della prima crisi idrica della storia.
Il concorso, che prende il via oggi 22 settembre e termina il 30 novembre, rilancia la sfida a scrittori e aspiranti tali: scrivere un racconto inedito all’interno del genere letterario chiamato climate fiction (Cli-Fi), ovvero quel filone della fantascienza che si misura col tema dei cambiamenti climatici.
Da sempre, infatti, il cinema, il teatro e la letteratura hanno svolto anche una funzione profetica. La narrazione di un futuro possibile, la creazione di un immaginario, di volta in volta apocalittico, fiabesco, allegorico è parte stessa della tradizione narrativa del mondo. La riflessione sul tempo e sul domani ha prodotto grandi capolavori, e solo alla metà del Novecento, per circoscrivere un macrogenere, si è coniato il termine fantascienza o science fiction.
La climate fiction è, invece, un’etichetta decisamente più recente. Tra i nomi illustri che vi sono misurati troviamo, per limitarci ai più celebri, James G. Ballard (Il mondo sommerso), Ian McEwan (Solar), Margaret Atwood, celebre per Il racconto dell’ancella, (la Trilogia di Maddaddam) e, il più famoso di tutti, Cormac McCarthy, autore del romanzo post apocalittico La strada, vincitore del premio Pulitzer nel 2007.
Quella dei cambiamenti climatici è una questione che costituisce oggi la grande priorità nelle agende dei governi e delle principali istituzioni internazionali. Lo scioglimento dei ghiacci, la crescita del livello degli oceani, le precipitazioni e i fenomeni meteorologici estremi sono sempre più diffusi, mentre vaste aree del pianeta sono colpite da siccità e ondate di calore senza precedenti. Questa estate in Italia sono letteralmente andati in fumo 158 ettari di territorio, un’area pari alle Città di Roma, Napoli e Milano messe insieme. Le inondazioni che hanno devastato il centro Europa nel mese di luglio hanno causato più di 180 vittime nella sola Germania.
Si tratta di fenomeni che, secondo gli scienziati, sono destinati a intensificarsi: si pensi che il decennio 2010-2019, è stato il più caldo da quando esistono registrazioni attendibili e regolari della temperatura. Cambiamenti che rendono sempre più frequenti fenomeni di dissesto idrogeologico, crisi dei sistemi agricoli, crisi idrica, diffusione di epidemie ed estinzione di specie animali e vegetali. Scopo di The Source è quello di dare un contributo in termini di sensibilizzazione e di farlo attraverso lo strumento dell’immaginazione e dello storytelling.
Fino al 30 novembre, sarà possibile inviare il proprio racconto di climate fiction, compreso fra le 20 e le 30 mila battute, caricandolo sul sito ufficiale thesource.gruppocap.it. I migliori elaborati, selezionati da una giuria, saranno raccolti in un libro-antologia curato in collaborazione con Libromania, che vedrà la luce nella primavera del 2022.
The Source è solo l’ultima delle tante iniziative di sensibilizzazione sui temi ambientali ideate da Gruppo CAP. Lo scorso anno l’azienda pubblica ha promosso l’operazione Let’s Green!, concorso nato con l’intento di premiare le buone pratiche di sostenibilità di cittadini e associazioni eleggendo i Comuni più green della Città Metropolitana di Milano.
Per maggiori informazioni, per ascoltare le puntate di The Source, e per consultare il regolamento del concorso: https://thesource.gruppocap.it/
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Mourinho “Strada Roma ambiziosa ma fatta di curve”

ROMA (ITALPRESS) – “Trasformare la tristezza in motivazione”, perchè “la nostra stagione non sarà un’autostrada”. Usa immagini suggestive Josè Mourinho che chiede equilibrio ma punta subito ai tre punti nel turno infrasettimanale che vedrà la sua Roma di scena all’Olimpico contro l’Udinese. Dopo il passo falso contro l’Hellas Verona, la Roma vuole ripartire: “Abbiamo perso una partita e non abbiamo giocato bene. Non ho condiviso l’euforia delle prime giornate e non condivido ora la depressione”, afferma il portoghese che lancia un messaggio alla piazza: “Lasciateci tranquilli nei momenti buoni e in quelli cattivi – ha detto nella conferenza stampa della vigilia – Vogliamo vincere la prossima partita, dobbiamo trasformare la tristezza in motivazione e non in depressione. Facciamo la nostra strada che è ambiziosa ma che poggia le basi nella tranquillità”. Ora c’è l’Udinese reduce dalla sconfitta contro il Napoli per 4-0. Uno “schiaffo sul piano del risultato più che del gioco”, dice Mourinho che giudica i friulani di Gotti come “una squadra che sa difendere in modo solido e sa far male in attacco, sarà difficile da affrontare”.
A pochi giorni dal derby, Vina sarà indisponibile per l’Udinese e il tecnico sembra intenzionato a lanciare per la terza volta consecutiva il giovane Calafiori: “Riccardo è valido per noi ma forse non lo è per le cinque squadre più forti perchè ha 19 anni e poca esperienza. Contro il Verona ha giocato bene ma dai miei terzini mi aspetto qualcosa in più”. Non ci saranno cambi invece a centrocampo dove Villar e Diawara continuano a non convincere Mourinho: “Cristante e Veretout giocheranno dal 1′. Ci sono delle squadre che possono permettersi di fare rotazioni, mentre per noi è più difficile in alcune zone del campo”. Dovrebbe però esserci un mini turn over. Possibile turno di riposo per Zaniolo con Carles Perez che si allena bene e punta ad una maglia per mettersi in evidenza. L’allenatore ha fiducia ma è anche consapevole delle difficoltà: “La nostra stagione è una strada fatta di curve, bisogna guidare con concentrazione, visione e tranquillità. Non è un’autostrada”.
(ITALPRESS).