ROMA (ITALPRESS) – Diminuiscono gli spostamenti per studio e lavoro dopo la pandemia. è quanto emerge da un’indagine dell’Istat sulla mobilità degli italiani e le intenzioni per il prossimo autunno. Prima della pandemia oltre l’80% degli intervistati attualmente occupati o studenti maggiorenni si spostava, per studio e lavoro, almeno cinque volte a settimana. Una quota molto inferiore (13%) si muoveva da 1 a 4 giorni a settimana mentre era sostanzialmente trascurabile la frazione di intervistati che all’epoca effettuava meno di uno spostamento a settimana o nessuno spostamento. I risultati dell’indagine prefigurano un cambiamento importante nella frequenza degli spostamenti per i prossimi mesi di settembre-ottobre rispetto a quanto avveniva prima della pandemia. Diminuisce la quota di intervistati che prevede di raggiungere il luogo di studio o lavoro almeno 5 volte a settimana (68,1%); cresce invece, arrivando al 10,3%, la quota di rispondenti che reputano di non effettuare affatto spostamenti in autunno.
Infine, circa il 2% degli intervistati, una piccola quota ma notevolmente più elevata rispetto a gennaio 2020, si aspetta di recarsi sul luogo di studio o lavoro meno di una volta a settimana. La previsione di una generale diminuzione dei trasferimenti sembra caratterizzare in misura maggiore gli studenti rispetto agli occupati.
Anche sulla modalità di trasporto si prefigurano importanti cambiamenti, con una caduta nell’utilizzo del mezzo pubblico, previsto solo nel 22,6% dei casi (la percentuale per gli stessi intervistati era del 27,3% prima della pandemia), e un parallelo incremento nell’uso dell’automobile privata, che dal 44,1% arriverà a coprire quasi la metà degli spostamenti nel prossimo autunno. In aumento anche l’uso dell’auto utilizzata in qualità di passeggero. Un lieve calo caratterizza, invece, le forme di mobilità cosiddetta dolce (bicicletta e monopattino anche elettrici, spostamenti a piedi).
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Covid riduce la mobilità degli italiani ma cresce l’uso dell’auto
Al-Khelaifi “Fiero di presentare Messi, Leo è magia”
PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – “Sono molto felice e orgoglioso di presentare Leo come giocatore del Psg, è un giorno storico e incredibile per il nostro club e per tutto il mondo del calcio. Per noi è un momento veramente fantastico, Leo è un giocatore unico, il solo ad aver vinto 6 Palloni d’Oro, ha regalato la sua magia al calcio e sarà bellissimo per tutti i tifosi del Psg e di tutto il mondo vederlo con la nostra maglia, quello che siamo riusciti a fare insieme a Leonardo e ai tifosi è davvero incredibile”. Con queste parole il numero 1 del Psg, Nasser Al Khelaifi, presenta Lionel Messi. “Ricordo il primo giorno di Leonardo con noi 10 anni fa – dice riferendosi al dirigente brasiliano -, avevamo ambizioni altissime e oggi posso dire con grande orgoglio che stiamo realizzando i nostri piani. Abbiamo raggiunto l’accordo con il miglior giocatore del mondo, ringrazio Leonardo, il papà di Messi e la sua famiglia, in generale tutti quelli che hanno lavorato affinchè tutto questo fosse possibile. L’arrivo di Messi scrive la storia del Psg, ringrazio anche i nostri partner commerciali che ci hanno sostenuto sempre. Leo ha vinto tantissimi trofei e continuerà a farlo con il Psg, una squadra che ha in rosa alcuni dei migliori giocatori al mondo e uno dei migliori allenatori come Pochettino”. A proposito dei migliori al mondo, tra questi c’è anche Mbappè, grande obiettivo del Real. “Resterà a Parigi, è un giocatore molto competitivo che ha la mentalità da vincente, lo dico pubblicamente: voglio una squadra competitiva e ora più di così è difficile da immaginare, quindi Kylian non può che restare qui per vincere con noi. Non so se siamo i favoriti per la Champions, però non ci nascondiamo, sicuramente siamo una grandissima squadra”. Un’operazione che non ha convinto tutti, ma che al Khelaifi difende a spada tratta. “Abbiamo seguito tutte le leggi del Fair Play Finanziario, prima di fare qualsiasi passo abbiamo parlato con i soci, la Ligue 1 e i nostri partner, abbiamo pensato a tutto prima e questo ci ha consentito di ingaggiare Messi. E’ stata una trattativa incredibile, ma a volte, troppe volte, si cerca di vedere solo le cose in negativo, invece si dovrebbe guardare il positivo, è stato fatto tutto nella maniera migliore e con il benestare di tutti. Stiamo controllando dettagliatamente tutti gli aspetti economici, ma tutto è stato fatto in maniera chiara e precisa, rispettando tutti i parametri del fair play finanziario”.
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Messi “Al Psg per vincere, grazie Parigi”
PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – “Tutti sanno quanto sia stato difficile il mio addio al Barcellona, è stato veramente complicato gestire la separazione, perchè dopo tantissimi anni ho dovuto cambiare tutto, ma arrivare qui mi ha dato tantissima felicità e voglia di iniziare una nuova avventura, sono davvero felice di essere qui, mi sto godendo tutto sin dal primo momento, ma ora voglio iniziare ad allenarmi al più presto per conoscere i miei nuovi compagni, il mister e lo staff tecnico”. Queste le prime parole da calciatore del Psg di Lionel Messi, nel giorno della conferenza stampa di presentazione. “Voglio ringraziare il presidente, il direttore Leonardo e tutti quelli che immediatamente dopo il mio divorzio con il Barcellona, hanno lavorato per farmi arrivare qui – ha aggiunto Messi -. Questo è un club veramente ambizioso e io voglio continuare a vincere trofei, sono qui per questo. Ringrazio anche i tifosi, sono impazziti per il mio arrivo ed è stata bellissima l’accoglienza che mi hanno riservato, ora tutti insieme lotteremo per vincere. Abbiamo lo stesso obiettivo, vincere la Champions pur sapendo che non è semplice e che anche le migliori squadre al mondo possono non riuscirci, il calcio è anche una questione di dettagli e serve anche la fortuna, bisogna sempre andarsela a cercare. Io voglio vincere ancora la Champions e credo di essere nel posto giusto per riuscirci”. Il fuoriclasse argentino si è detto felice di giocare “con i più grandi al mondo, con Neymar e Mbappè, ma anche con Verratti che è il migliore nel suo ruolo e che il Barcellona ha inseguito per anni”. A proposito del suo passato, il numero 30 del Psg spiega: “Sarò sempre grato ai tifosi azulgrana, sono arrivato che ero un bambino, ma quando sono andato via sapevano che sarei andato in una grande squadra, sono un vincente e volevo una squadra competitiva. Potrebbe succedere di incrociare il Barcellona, sarebbe bello tornare a giocare in quello stadio, spero con i tifosi, ma sarebbe anche strano giocare in quella che è stata la mia casa con un’altra maglia, però sappiamo che nel calcio può succedere”, ha detto Messi.
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Filiera di eccellenze Made in Italy per il Ponte di Genova
MILANO (ITALPRESS) – Il ponte che da un anno sovrasta la valle del Polcevera è il prodotto di un lavoro corale, al quale hanno partecipato non solo i mille ingegneri, tecnici, operai che in poco più di dodici mesi hanno portato a termine l’opera, ma anche la filiera delle aziende fornitrici di Webuild e Fincantieri. Sono eccellenze provenienti da tutta Italia che hanno dato il loro contributo per la realizzazione del “vascello bianco” firmato dall’architetto Renzo Piano che unisce i nomi di Genova e di San Giorgio.
Sono state coinvolte 330 imprese di grandi, medie e piccole dimensioni che hanno lavorato alla costruzione del ponte contribuendo ad una considerevole creazione di valore. La quasi totalità, oltre il 99%, è costituita da imprese italiane specializzate nei lavori più disparati, dalla bonifica degli ordigni bellici, alla predisposizione delle fondamenta, dalla posa degli impalcati alle analisi nella galleria del vento, dalla produzione dei pannelli fotovoltaici alla fornitura dell’acciaio.
E’ stato un contributo prezioso all’impegno del Gruppo Webuild, che insieme a Fincantieri ha realizzato l’opera riuscendo a creare una sinergia positiva tra tutte le aziende coinvolte e attivando un processo di lavorazioni parallele che hanno permesso di consegnare il ponte in tempi da record.
Tra i fornitori e subfornitori tutte le regioni italiane sono state rappresentate: dal Trentino alla Sicilia, dalla Lombardia alla Puglia. Sole eccezioni una ditta turca e una tedesca. Inoltre 54 aziende su 330 vengono direttamente da Genova e dalla Liguria, a conferma di come le eccellenze tecniche di questo territorio siano state messe a disposizione nella realizzazione dell’opera.
Nell’insieme, il valore delle forniture del ponte è pari a 160 milioni di euro, circa l’80% del valore complessivo della commessa, un dato che dimostra anche il peso economico riconosciuto alle aziende che hanno contribuito a dare vita all’opera.
Come racconta Maurizio Ruggieri, uno dei direttori tecnici e soci della Faver, azienda di Bari che ha realizzato i pennoni alti 28 metri, simili agli alberi di una nave, che illuminano la scenografia del ponte, “tutto è iniziato con un disegno e da lì, insieme al project manager del ponte abbiamo lavorato alla realizzazione. A vederli realizzati, l’impressione è quella di avere di fronte degli spilli affusolati, con due punti luce. Il primo a 14 metri, dove sono posizionate le lampade progettate appositamente dalla Guzzini. Il secondo in testa, a 28 metri, servirà al segnalamento per gli aerei”.
I pennoni partono infatti da un diametro di 50 centimetri che man mano si riduce fino a diventare di 7 centimetri sulla sommità. Per realizzarli la tecnica è stata quella di assemblare una dopo l’altra 13 sezioni di tubi e ogni sezione è stata lavorata meccanicamente con un tornio affinchè raggiungesse il giusto grado di conicità. Una volta assemblati, i coni hanno dato forma al pennone che è stato poi lavorato molando a zero tutte le saldature, in modo che apparisse come un pezzo unico, dalla base alla testa.
“Per realizzarli – racconta ancora Maurizio Ruggeri – ci sono voluti quattro mesi di lavoro, con ritmi strettissimi per assicurare la consegna nei tempi richiesti. Abbiamo lavorato anche durante le settimane del lockdown, grazie a un’autorizzazione della Prefettura che ci ha permesso di operare in totale sicurezza per le nostre persone”.
Dalla cima del ponte alla base, il lavoro è tessuto di eccellenza e passione. Fondamenta è l’azienda che ha realizzato le basi nel terreno su cui si regge l’intera struttura. Sono decine di giganti di cemento, alti 50 metri e con un diametro di 1,5 metri ciascuno che si sviluppano interamente nel sottosuolo.
“A Genova – spiega Paolo Muneretto, ingegnere, socio e consigliere di amministrazione della Fondamenta – siamo stati incaricati di portare a termine 14 interventi di fondazione, 9 sul lato di Ponente, 4 sul lato di Levante e uno sulla spalla di Ponente”.
Per realizzarli sono state utilizzate macchine estremamente innovative e di grande potenza che superano le 100 tonnellate di peso, si muovono con cingoli e hanno un braccio verticale che si alza per oltre 30 metri e sul quale viene posizionata l’asta di perforazione che entra nel terreno. Al termine della perforazione viene incastrata ai bordi del buco profondo 50 metri una gabbia dentro la quale viene colato il calcestruzzo che darà poi vita al palo di fondazione. La parte superiore del palo, quella che fuoriesce dal terreno, viene poi annegata all’interno del grande plinto di fondazione della pila.
“Tutti i carichi del ponte – commenta l’ingegnere Muneretto – dal peso stesso del ponte a quello delle automobili che lo attraversano, vengono scaricati prima sulle pile, da lì sul grande plinto di fondazione che a sua volta li trasferisce nei pali interrati”.
Come Faver e Fondamenta tantissime altre aziende hanno dato un contributo specifico a quest’opera. Le Acciaierie Valbruna, un’eccellenza italiana nella produzione di acciai speciali in attività dal 1925; la Bosco Italia, che si è occupata dei pannelli fotovoltaici, essenziali per rendere il ponte autonomo dal punto di vista energetico, così come i pannelli di protezione in vetro; o ancora la Akron e la Geoinvest, specializzate nel campo della geofisica e incaricate di parte delle indagini del sottosuolo.
I profili delle imprese e delle istituzioni che hanno fatto il ponte raccontano una storia per molti versi sconosciuta. Per esempio la Drafinsub, chiamata per la bonifica degli ordigni bellici, un’operazione necessaria prima della costruzione di qualunque infrastruttura. E ancora del Politecnico di Milano, dove sono state realizzate le prove nella galleria del vento sul plastico del ponte. Una varietà di esperienze ed eccellenze che raccontano anche molto del mondo produttivo del paese.
Per maggiori informazioni sul ponte San Giorgio:
https://www.webuildgroup.com/it/progetti/ponte-genova?utm_source=Speciale&utm_medium=Italpress&utm_campaign=Un%20anno%20Ponte%20Genova&utm_id=Sito%20ponte
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Covid, Sileri “Quarta ondata iniziata, importante vaccinare over 50”
ROMA (ITALPRESS) – “La quarta ondata ci sarà e in effetti i casi che stanno salendo negli ultimi 20 giorni rappresentano già un inizio di quarta ondata”. Lo ha detto il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, a “Radio anch’io” su Rai Radio1.
“Però questa quarta ondata, almeno per quanto riguarda coloro che stanno male in forma seria, tanto da ricorrere alle cure ospedaliere, è prevalentemente per i non vaccinati”, ha aggiunto Sileri, che ha spiegato: “Questa ondata sarà caratterizzata probabilmente da un ulteriore incremento dei casi positivi, ma da una stabilizzazione dei ricoveri e dei decessi. Sarà più probabile vedere un incremento dei ricoveri e decessi laddove è maggiore la percentuale di popolazione non vaccinata. Ci stiamo sì concentrando a vaccinare la persone più giovane, con tantissime opzioni anche per invogliare gli over 12. Ma la cosa più importante, e che a me preoccupa di più, è andare a cercare gli over 50 perchè saranno loro, non vaccinati a maggior rischio, ad essere inclusi nel computo dei malati gravi di questa quarta ondata”.
“Immagino proprio che dovremo fare una terza dose di vaccino – ha spiegato il sottosegretario -. E’ difficile poter dire quando, ma è verosimile almeno dopo un anno dal vaccino”.
“Conosciamo questo vaccino da poco meno di un anno, come largo uso nella popolazione. Sappiamo che, ad oggi, la risposta anticorpale e protettiva permane – aggiunge -. Quanto però durerà questa risposta però lo scopriremo solo nei prossimi mesi. E’ verosimile che possa durare un anno, un anno e mezzo. Se così dovesse essere è chiaro che una terza dose sarà necessaria. Mentre invece, sin da subito, prima quindi che arrivi l’autunno-inverno è verosimile che una terza dose possa essere necessaria in coloro che hanno un sistema immunitario più fragile. Ad esempio persone molto molto anziane, pazienti oncologici in chemioterapia, o che hanno fatto il trapianto. Così come è possibile che una terza dose possa essere necessaria nel caso in cui compaia una variante tale da eludere i vaccini esistenti”.
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L’inflazione accelera a luglio, +1,9% su base annua
ROMA (ITALPRESS) – Nel mese di luglio l’Istat stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registri un aumento dello 0,5% su base mensile e dell’1,9% su base annua (dal +1,3% del mese precedente); la stima preliminare era +1,8%.
L’accelerazione tendenziale dell’inflazione si deve prevalentemente a quella dei prezzi dei Beni energetici (da +14,1% di giugno a +18,6%) e in particolare di quelli della componente regolamentata che registrano a luglio un’impennata della crescita (da +16,9% a +34,2%), mentre i prezzi della componente non regolamentata rallentano (da +12,8% a +11,2%). Contribuiscono all’accelerazione dell’inflazione, ma in misura minore, i prezzi degli Alimentari lavorati (che invertono la tendenza da -0,4% a +0,2%), quelli degli Alimentari non lavorati (che riducono la flessione da -1,1% a -0,2%), i prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (la cui crescita passa da +1,0% a +1,3%) e la minore flessione di quelli dei Servizi relativi ai trasporti (da -1,4% a -0,2%).
L'”inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici accelerano rispettivamente a +0,6% e a +0,4% (entrambe da +0,3% di giugno).
L’aumento congiunturale dell’indice generale è dovuto principalmente alla crescita dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (+11,3%), cui si aggiunge quella dei Servizi relativi ai trasporti (+1,1%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,8%); in calo i prezzi degli Alimentari non lavorati (-1,6%).
L’inflazione acquisita per il 2021 è pari a +1,6% per l’indice generale e a +0,8% per la componente di fondo.
I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona registrano una variazione tendenziale nulla (da -0,7%), mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto accelerano (da +1,6% a +2%).
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Meloni “Mai stata No Vax ma sul Green Pass ho dubbi”
ROMA (ITALPRESS) – “Mai stata No Vax, ma questo non mi impedisce di continuare a farmi domande. Non mi bevo cose che non mi sembrano ragionevoli. Sono a favore della campagna vaccinale, ma contraria a questo utilizzo del green pass”. Lo dice in un’intervista al quotidiano Il Giornale il leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.
Quello europeo “serviva a garantire il passaggio da un confine all’altro – prosegue -. La scorsa estate non è stato fatto nulla per gestire il contagio di ritorno, di chi era andato in vacanza all’estero e riportava il virus in Italia. Quando invece dicono che sono No Vax perchè contraria al green pass per entrare nei ristoranti cosa vuol dire? Che è No Vax anche la Merkel? Gli spagnoli e i greci, che hanno vaccinazioni più basse delle nostre? Tutto il resto d’Europa ad eccezione di Macron sono No Vax, allora? Magari hanno semplicemente considerato che uno strumento che serviva a far ripartire l’economia viene usato per il suo esatto contrario”, sottolinea Meloni.
Per il presidente di Fdi quella all’opposizione “non è una posizione comoda”. E spiega: “La maggioranza si è chiusa a riccio. E’ la prima volta nella storia che l’opposizione non è presente negli uffici di presidenza delle commissioni d’inchiesta, compresa quella sulla morte di David Rossi, l’ex portavoce di Montepaschi, oltretutto nata da una proposta di legge di Fratelli d’Italia”.
Alla domanda se si senta tradita da Salvini e Berlusconi, Meloni risponde: “Ci sono stati episodi sui quali mi sono interrogata. Il fatto che abbiamo partecipato a una sorta di conventio ad excludendum insieme a Pd e Cinque Stelle non mi ha fatto certo piacere. E’ una cosa che io non farei mai. Spero che siano stati solo episodi, legati magari a equivoci o incomprensioni”.
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Green Pass, Renzi “Spero si faccia chiarezza nelle prossime ore”
ROMA (ITALPRESS) – “Controlli sul green pass? Non è chiarissimo ancora come devono funzionare, è una cosa nuova, però c’è buona volontà da parte di tutti, spero che nelle prossime ore sia fatta chiarezza”. Lo ha detto il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, ospite di “Morning News”, su Canale 5.
“Non possiamo dare ai ristoratori l’onere di fare i controlli, di fare da Forze dell’Ordine, detto questo, viva il green pass – ha aggiunto -. Dobbiamo stare attenti ma l’Italia sta ripartendo e il green pass è uno strumento che aiuta”.
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