ROMA (ITALPRESS) – Sono 5.140 i positivi al Covid registrati nelle ultime 24 ore, come riportato dal bollettino del ministero della Salute. Numero stabile rispetto a ieri, quando si erano invece registrati 5.143 nuovi contagiati. Sono invece 5 le vittime in un giorno, in calo rispetto i 17 di venerdì 23 luglio.
Rispetto alle 24 ore precedenti sono stati effettuati meno tamponi, 258.929 numero che comunque fa calare il tasso di positività all’1,98%. I guariti sono 1.362, crescono anche oggi gli attuali positivi raggiungendo il numero totale di 62.523. Prosegue, sul fronte ospedaliero, la crescita dei ricoveri ordinari 1.340 (+36), così come crescono pure le terapie intensive a 172 (+17) con 21 nuovi ingressi (ieri 10). In isolamento domiciliare vi sono 61.011 persone. La regione con il maggior numero di casi è il Lazio (845), seguita da Sicilia (626) e Veneto (576).
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Covid, 5.140 nuovi casi e 5 decessi in 24 ore
Lodadio e Edalli non centrano la finale a Tokyo
ROMA (ITALPRESS) – Due riserve amare. Gli individualisti azzurri della maschile non riescono a centrare le rispettive finali e rimangono “tra color che son sospesi”. Non dovranno lasciare Tokyo entro 48 ore, ma attendere una finale che, salvo forfait altrui, potranno vedere soltanto in tv. “Preferirei tornare in Italia – dice un Lodadio visibilmente deluso, che con il 14.633 (D. 6.40 – E. 8.233) agli anelli, proprio nella prima rotazione della terza suddivisione, si ferma al nono posto della final eight, primo dei non ammessi – Ho avuto un’esitazione sullo slancio appoggio all’orizzontale unita, probabilmente per un affaticamento sulle parti di forza iniziali (il Balandin alla croce verticale, l’Azarian rondine, Jamawaki, Jonasson e l’Honma croce, ndr.) che avevo tirato molto bene. Poi c’è stato quel doppio passo in uscita (all’arrivo dello Tsukahara raccolto con avvitamento, ndr.) che ha compromesso tutto”. L’ottava piazza provvisoria è evaporata proprio all’ultimo giro con il 15.066 di Samir Ait Said. Il francese, che a Rio era stato vittima di un terribile incidente al volteggio, con il suo punteggio si piazza immediatamente alle spalle dei marziani, il greco Eleftherios Petrounias e il cinese Liu Yang, che hanno dominato le qualifiche agli anelli. “Lo sport ci insegna anche questo – continua il primo aviere di Frascati – magari speravo non mi accadesse proprio alle Olimpiadi, dopo aver fato miracoli per tornare a certi livelli e aumentare il punteggio di partenza dell’esercizio fino a 6,4. Torno al villaggio con l’amaro in bocca. Ringrazio tutte le persone che hanno creduto in me. Ci credevo anche io. E’ stato davvero complicato non poter fare gare di alto livello, per così tanto tempo, in questo anno sospeso tra il lockdown e il mio intervento alla spalla”. In effetti sembra una maledizione, con l’annuncio del rinvio dei Giochi da parte del Cio proprio il 24 marzo, il giorno del ventottesimo compleanno di Marco. E poi il Covid, esploso nel 2019, l’anno forse da incorniciare dell’azzurro allenato da Gigi Rocchini, con l’argento europeo pari merito con il vincitore, quello mondiale a 0,033 millesimi dalla vetta, e l’oro agli European Games di Minsk. Lodadio sembrava un treno lanciato verso il podio a cinque cerchi, forse, addirittura verso il titolo olimpico, con Petrounias convalescente che nel 2020 probabilmente non ce l’avrebbe fatta a qualificarsi. Poi arrivò il blackout del Coronavirus e si è spenta la luce. “Difficile gestire così la rincorsa, tra mille difficoltà fino a pochi giorni dalla partenza – prosegue il cinque volte campione italiano assoluto, l’ultima a Napoli due week end fa – Non ho niente da rimproverarmi. Sono riuscito a tornare quello che ero nel 2019, ho solo commesso un piccolo errore, e qui non te lo puoi permettere”. Più sereno Ludovico Edalli, che, malgrado la ventiseiesima piazza all-around (tolte le triple e quadruple nazionalità che lo precedevano, altrimenti con il suo totale, 81.231, sarebbe trentottesimo) ha fatto una delle gare più belle della sua carriera. E’ mancata soltanto la ciliegina, al di là dell’accesso al concorso generale, dominato giapponese Daiki Hashimoto, che, con il punteggio complessivo di 88.531, si è tolto lo sfizio, a diciannove anni, di mettere in fila il campione del mondo in carica Nikita Nagornyy (87.897) e l’iridato di Montreal 2017, il cinese Xiao Ruoteng (87.732). La ciliegina sarebbe stata il nome sull’elemento originale in apertura del suo esercizio sugli staggi pari, mancato per l’arrivo in brachiale anzichè in appoggio. “E adesso lo farà Malone Brody in finale, così si prenderà lui tutto il merito – commenta l’aviere capo di Busto Arsizio, tra il serio e il faceto – Ho perso un punto di caduta e mezzo di elemento, senza questo errore sarei tra i ventiquattro. Il resto della gara è andata liscia (VO. 13.733 – CM. 13.600 – AN 13.333 – VO 13.666 – PA 13.166 – SB 13.733), mi sono proprio divertito. Stavo aspettando questo momento da oltre un anno. Me lo sono goduto. A Rio uscivo da un periodo complicato, pieno di cambiamenti importanti nella mia vita, e poi non c’era il mio allenatore. Qui, invece, io e Paolo (Siviero, ndr.) ci siamo arrivati insieme e abbiamo fatto vedere il nostro lavoro. Sapevo che sarebbe stata dura, soprattutto contro avversari come Hashimoto che hanno dieci anni meno di me. Quindi sono contento così. C’è tanta gente dietro il mio cammino fino a Tokyo, vorrei ringraziarli tutti, in particolare ‘la pallinà (Laura, la sua compagna, ndr.), mio fratello Tommaso e Paolo Siviero. Lui è stato quello che mi ha convinto che si poteva fare. E aveva ragione. Parigi? No comment, prima me ne vado in vacanza in Sicilia”. Negli altri attrezzi si segnalano l’israeliano Artem Dolgopyat (15.200) al corpo libero, il cinese taipei Lee Chih Kai che, nonostante il triplo ex aequo a quota 15.266 con l’irlandese Rhys Mc Clenaghan e il nipponico Kameyama Kohei, guida il cavallo con maniglie per l’esecuzione migliore, il coreano Shin Jeahwan al volteggio (14.866 di media), anche qui sciolto il pari merito con l’armeno Artur Davtyan, e il cinese Jingyuan Zou (16.166) alle parallele pari. La sbarra, per ora, è l’orticello dell’astro nascente Hashimoto (15.033 sul ferro), mentre cadono stelle come l’idolo di casa Uchimura (13.866) e Epke Zonderland (13.833), protagonisti di due clamorosi errori e probabilmente al passo d’addio. L’unico e indisturbato Signore degli Anelli resta Leuteris, l’olimpionico di Rio, che, rispetto a Re Kohei e all’olandese volante non sembra proprio avere intenzione di abdicare. Domani mattina, alle 10 locali, fa il suo esordio l’Italdonne di Enrico Casella, capitanata da Vanessa Ferrari, con Lara Mori individualista a trave e corpo libero. Le fate cominciano sulla rincorsa dei 25 metri del volteggio, con la speranza di andare al massimo senza rimanere in riserva.
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Montecatini Terme e gli affreschi di Padova entrano nella lista Unesco
ROMA (ITALPRESS) – Montecatini Terme e i cicli di affreschi trecenteschi di Padova sono stati inseriti nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco. “Oggi è una giornata storica per l’Italia: Montecatini Terme è nella lista del Patrimonio Unesco. La candidatura transnazionale ‘The Great Spas of Europè in cui è inserita Montecatini Terme è l’esempio di sistema termale italiano unico da valorizzare”, dice su Twitter il sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni. Il via libera è arrivato oggi a Fuzhou, in Cina, dove si è svolta la 44ma sessione del Comitato del Patrimonio mondiale Unesco.
“Incassiamo un altro sì: Padova è patrimonio Unesco! Sono particolarmente orgogliosa di questo importante traguardo. La candidatura di Padova è certamente il risultato di un intenso lavoro e collaborazione fra il ministero, Comune di Padova e Regione Veneto”, aggiunge Borgonzoni.
“Con Padova Urbs Picta e Montecatini tra le Grandi città termali d’Europa diventano 57 i siti italiani iscritti nella lista del Patrimonio Mondiale dell’umanità – commenta il ministro della Cultura Dario Franceschini -: insieme ai 14 iscritti nella lista rappresentativa del patrimonio immateriale dell’umanità, diventano così 71 i riconoscimenti Unesco riguardanti il patrimonio culturale italiano. Padova diventa poi, insieme a Tivoli, una delle poche città al mondo a custodirne due: un primato che rafforza la leadership culturale dell’Italia, ribadisce la vastità del patrimonio culturale nazionale e riconosce il ruolo delle comunità nella tutela e promozione dei propri beni”. Franceschini inoltre ringrazia la sottosegretaria Borgonzoni che ha seguito l’iter di queste candidature.
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Dell’Aquila oro olimpico nel taekwondo “Medaglia per l’Italia”
TOKYO (GIAPPONE) (ITALPRESS) – Mesagne, un piccolo paese in provincia di Brindisi, è ufficialmente la capitale mondiale del taekwondo. Già, perchè il comune pugliese non solo ha dato i natali a quel Carlo Molfetta che nei Giochi olimpici di Londra 2012 trionfò nei +80 kg, ma anche a Vito Dell’Aquila, fresco di oro a Tokyo nella categoria 58 kg. Partito dagli ottavi di finale contro l’ungherese Salim, ha regolato senza difficoltà anche il thailandese Sawekwhiharee ai quarti e l’argentino Guzman in semifinale, fino all’urlo liberatorio dopo il gong dello scontro finale contro il tunisino Jendoubi. “Ho vissuto molto male il 2020, un anno senza obiettivi, tutto andava storto. Qui ho ritrovato me stesso. Ora che ho la medaglia al collo, posso dire che quest’Olimpiade è andata più che bene. Cosa c’è di speciale a Mesagne? Nessun segreto, solo tanto lavoro. Abbiamo un grande maestro, Roberto Baglivo, e poi la grinta di noi del sud. La mia famiglia è umile e mi ha insegnato a lottare per i miei sogni”.
“L’incontro è stato equilibrato, poteva vincere anche il tunisino. Ma in questi tredici anni mi sono fatto un mazzo tanto, dalla sera alla mattina pensavo solo al taekwondo, ho fatto tanti sacrifici. Penso alla lotta per tenere il peso, ma non solo: al tempo sottratto alla famiglia, agli amici… non voglio fare la vittima, ma sono stati anni duri”. Il primo oro della spedizione azzurra non è un oro qualsiasi: “Sono onorato di essere il primo medagliato italiano nato negli anni 2000, confesso che finora non ci avevo pensato” le parole dell’azzurro.
“Siamo felici, soprattutto per Vito, un ragazzo di 20 anni che ha fatto un quadriennio eccezionale, scalando record a livello mondiale. Fare un’Olimpiade e vincerla è l’essenza dello sport, sono contento” ha dichiarato all’Italpress il presidente della Fita Angelo Cito. “C’erano i presupposti per centrare il risultato, l’unico dubbio era la pressione vista la giovane età, ma dal punto di vista tecnico non avevamo alcun dubbio”.
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Dalla scherma prima medaglia Italia ai Giochi, Samele argento
TOKYO (GIAPPONE) (ITALPRESS) – La prima medaglia italiana dei Giochi di Tokyo arriva dalla scherma ed è un argento: a conquistarlo il foggiano Gigi Samele nella prova individuale di sciabola maschile. Una strepitosa cavalcata fermata sul più bello al cospetto del già bicampione olimpico Aron Szilagyi che dopo i successi di Londra e Rio cala il tris nel Paese del Sol Levante. Senza storia la finale in cui l’ungherese scappa via in avvio e poi mantiene il vantaggio chiudendo sul 15-7. Non riesce la rimonta come invece era accaduto nella semifinale con il coreano Kim (poi bronzo). E’ questa la gara che Samele conserverà fedelmente nell’album dei ricordi, il miglior regalo possibile per i 34 anni: perdeva 6-12, poi ha piazzato 9 affondi di fila ribaltando il punteggio sul 15-12. Batte i pugni al cielo prima di prelevare nella cerimonia di autopremiazione, dal vassoio che gli porge il presidente del Coni Giovanni Malagò, la sua medaglia d’argento. “Se me l’avessero detto ieri probabilmente avrei firmato, ma adesso sono ancora un pò arrabbiato per la finale” commenta il foggiano. “E’ un peccato – prosegue – però lui ha tirato molto bene, io ho provato a cambiare ma non me l’ha permesso”. Naturalmente il rammarico convive con la gioia: “Ancora non riesco bene a realizzare, mi sono fatto un bellissimo regalo nelle prossime ore prenderà il sopravvento la felicità. Sono fiero di quello che ho fatto, bisogna onorare una medaglia che ho agognato per una vita”. Con la testa Gigi Samele vuole già andare avanti, mercoledì 28 la prova a squadre per gli uomini del Ct Giovanni Sirovich. “Adesso pochissima pausa, mi prendo una mezza giornata domani per il mio compleanno, poi si pensa a una gara a squadre che non va messa in secondo piano. E’ importantissima, noi ci crediamo, i miei compagni sono pronti, sono forti e vogliamo farci valere. Enrico oggi ha tirato benissimo, Luca ha sofferto un pò la pressione del primo match ma è lo zoccolo duro di questo team”.
“Una grande emozione, proprio nel primo giorno di gara, in cui si apriva l’Olimpiade della ripartenza. Gigi è stato bravissimo, protagonista di una gara eccezionale” la dichiarazione all’Italpress del presidente della Federscherma Paolo Azzi. “E sentirlo festeggiare parlando, con la medaglia d’argento appena messa al collo, già di prova a squadre è ancora più bello”, ha aggiunto Azzi.
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Impresa di Samele, è argento nella sciabola a Tokyo
TOKYO (GIAPPONE) (ITALPRESS) – Prima giornata di gare ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020 e prima medaglia per l’Italia della scherma: è l’argento di Luigi Samele nella sciabola maschile individuale. Una straordinaria impresa, coronamento di un percorso emozionante, e una medaglia che arriva all’alba dei 34 anni (li compirà domani). Ha saputo fare meglio solo l’ungherese Aron Szilagyi, che ha superato l’azzurro 15-7 in finale e ha realizzato una prestigiosa tripletta d’oro: Londra 2012, Rio 2016 e Tokyo 2020. Medaglia di bronzo per il portacolori della Georgia, Sandro Bazadze. Luigi – Gigi, o Gino, a seconda di quel che scelgano gli amici – ha scritto la storia riavvolgendo il nastro del suo debutto a Cinque Cerchi: fu bronzo a squadre a Londra 2012, e nove anni dopo è salito sul secondo gradino del podio individuale tirando fuori una prestazione sontuosa, memorabile. Un capolavoro autentico quella compiuto in semifinale con una rimonta batticuore sul coreano Kim, recuperando sei stoccate di svantaggio e chiudendo con uno spettacolare 15-12. Un match che pareva compromesso e che invece Samele è riuscito a chiudere in trionfo. Il foggiano delle Fiamme Gialle, che si allena alla Virtus Bologna con il maestro Andrea Terenzio, era entrato tra i “migliori quattro” vincendo il derby tra sciabolatori azzurri nei quarti di finale con Enrico Berrè. Settimo posto per il romano, stop nel turno dei 32 per Luca Curatoli che cercherà riscatto nella prova a squadre con capitan Aldo Montano, nel team azzurro guidato dal ct Giovanni Sirovich. Nella spada femminile è invece finito ai quarti di finale il sogno di Federica Isola e Rossella Fiamingo (che chiudono rispettivamente sesta e ottava), mentre si è fermata agli ottavi Mara Navarria (per lei decima posizione). E’ la 126esima medaglia per l’Italia alle Olimpiadi, e Luigi Samele la festeggia così, con le candeline sulla torta: “Che bel regalo di compleanno che mi sono fatto”, ha detto sorridente ed emozionato. “Provo un’emozione incredibile, questa medaglia mi rende felice e orgoglioso, anche se resta sempre un pizzico di rimpianto a caldo per aver perso una finale. Eppure, se me l’avessero detto stamattina, che sarei stato medaglia d’argento olimpica, ci avrei messo la firma – ancora lo sciabolatore pugliese -. Però i festeggiamenti dureranno poco. C’è la prova a squadre. I miei compagni sono forti. E vogliamo giocarcela”. Le grandi emozioni azzurre con gli sciabolatori si erano accese già nel derby dei quarti di finale vinto per 15-10 da Luigi Samele su Enrico Berrè, suo compagno anche nelle Fiamme Gialle e a sua volta protagonista di una prova di grande spessore. A volare in semifinale è stato il foggiano che, superando poi il coreano Kim, ha conquistato la certezza di una medaglia, la seconda a cinque cerchi per lui che in carriera aveva già conquistato il bronzo nella prova a squadre a Londra 2012. In precedenza Samele aveva dominato contro l’iraniano Rahbari, che si è arreso sul punteggio di 15-7. Sempre negli ottavi era arrivato il bel successo di Berrè per 15-12 sul rumeno Teodosiu. Stop nel tabellone da 32, invece, per il napoletano Luca Curatoli, sconfitto proprio dal rumeno Iulian Teodosiu con il risultato di 15-13 dopo un assalto equilibratissimo e che aveva visto spesso lo sciabolatore partenopeo delle Fiamme Oro avanti nel punteggio. Nel turno d’esordio Berrè si era imposto sul tunisino Fares Ferjani per 15-11. Ottimo anche l’impatto di Samele: liquidato il cinese Xu per 15-12 in un match non semplice, ma vinto con grande autorità dall’azzurro, primo segnale di una giornata importante, storica. La finale di spada femminile ha invece visto la vittoria della Cina con Sun Yiwen, che a Rio 2016 era finita sul terzo gradino del podio e adesso, cinque anni dopo, si è migliorata battendo 11-10 la rumena Ana Maria Popescu nell’atto conclusivo. Fuori ai quarti di finale, invece, le spadiste azzurre. Rossella Fiamingo è stata sconfitta dall’estone Lehis, medaglia di bronzo oggi, in un match che ha visto la catanese dei Carabinieri costretta a rincorrere fin dal principio, non riuscendo poi a ricucire lo strappo che si era creato nel punteggio. Più beffardo il ko di Federica Isola, condannata all’ultima stoccata, nel minuto supplementare, dalla cinse Sun che si è imposta per 11-10. Era stata eliminata negli ottavi Mara Navarria, friulana dell’Esercito, sconfitta per 15-10 dalla estone Katrina Lehis. Peccato, perchè le emozioni non erano mancate. In particolare nella splendida la rimonta di Rossella Fiamingo sulla polacca Aleksandra Jarecka negli ottavi, dopo un match da impazzire. Sempre costretta a rincorrere, la siciliana nell’ultimo minuto aveva letteralmente sovvertito gli equilibri fino alla stoccata del 15-13 finale in suo favore. Eccellente anche la performance di “Chicca” Isola che agli ottavi aveva dominato contro la cinese Sheng Lin. Vittoria con il punteggio di 15-8 per la vercellese dell’Aeronautica, sotto 0-3 all’inizio, e poi incontenibile, in pedana sino al successo e nell’urlo liberatorio d’esultanza per il suo 15-8. La giornata si era aperta con Rossella Fiamingo che aveva battuto nel tabellone dei 32 l’italo-brasiliana Nathalie Moellhausen, testa di serie numero 3 della competizione e campionessa del mondo nel 2019. Un assalto condotto alla pari dalle due atlete e risolto solo al minuto supplementare con la stoccata vincente del 10-9 in favore della siciliana. Nel turno d’esordio Federica Isola aveva eliminato la tunisina Sarra Besbes con il punteggio di 14-12, mentre Mara Navarria aveva superato per 15-12 la russa Yulia Lichagina.
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Covid, Gruppo San Donato dona ossigeno, dpi e test rapidi alla Tunisia
TUNISI (TUNISIA) (ITALPRESS) – Nel quadro dell’ampio programma di cooperazione tra il Gruppo San Donato e la Tunisia, una nave proveniente da Genova è arrivata al porto tunisino, trasportando 20.000 litri di ossigeno, sostanza della quale in questo momento il Paese ha disperatamente bisogno. Si aggiungono 30.000 dispositivi di protezione individuale, 30.000 test rapidi Covid, 25 caschi CPAP e 27 concentratori d’ossigeno da 10 litri ciascuno.
Per far fronte alla gravissima crisi sanitaria che sta colpendo la Tunisia, il finanziere svizzero-tunisino Kamel Ghribi, vice presidente del Gruppo San Donato, presidente di GSD Healthcare Middle East e di GKSD Holding, ha risposto all’appello lanciato dal governo tunisino con questa donazione per aiutare il suo Paese di origine. Ad accogliere la nave l’ambasciatore italiano in Tunisia, Lorenzo Fanara, e il ministro degli Esteri tunisino Othman Jerandi.
Recentemente il Gruppo San Donato aveva donato anche un angiografo mono-plano per eseguire procedure di cardiologia interventistica pediatrica all’Ospedale La Rabta di Tunisi.
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A Valentina Parisse il premio “Ischia Exploit Music Award”
ISCHIA (NAPOLI) (ITALPRESS) – Nell’ambito dell’Ischia Global Film & Music Festival, Valentina Parisse ha ricevuto il premio “Ischia Exploit Music Award” per il suo talento artistico. La sera del 23 luglio il riconoscimento per i musicisti è stato assegnato alla cantautrice romana a nome dell’Accademia Internazionale Arte Ischia e dal fondatore del festival Pascal Vicedomini.
Con l’assegnazione di questo premio, Valentina Parisse entra a far parte del gruppo dei big della musica che sono intervenuti nelle prime 18 edizioni dell’Ischia Global Film & Music Festival, tra cui Quincy Jones, Sting, Sheryl Crow, Julio Iglesias, Andrea Bocelli, Zucchero, Laura Pausini, Gino Paoli, Al Bano, Antonello Venditti, Riccardo Cocciante, Stefano Bollani e i compositori premi Oscar Elliot Goldenthal, Jan Kaczmarek, Gustavo Santaolalla, Daria Marianelli, il compianto Luis Bacalov e tanti altri artisti della musica nazionale e globale.
Nel corso delle premiazioni Valentina Parisse si è esibita in una performance live, portando sul palco dell’isola il nuovo singolo “Estate Killer” (Polydor).
Inoltre, l’artista ha partecipato all’evento “International Music Symposium” del festival. Tra gli ospiti musicali di questa edizione Geoff Westley (UK), Niccolò Agliardi, Andrea Griminelli, Mariella Nava, Clementino, Valentina Stella e i musicisti de “La Compagnia del Cigno”. Tony Renis è il presidente onorario dell’Accademia Internazionale Arte Ischia.
Quest’anno la rassegna è presieduta dall’attrice americana Gina Gershon e dalla produttrice inglese Trudie Styler.
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