ROMA (ITALPRESS) – “Io sono ancora un sostenitore convinto del Ddl Zan, come sono convinto che sia indispensabile che sia approvata una legge contro l’omotransfobia, per mettere al riparo i tantissimi ragazzi e ragazze che hanno sofferto atti di discriminazione e di violenza”. Così il sottosegretario all’Interno Ivan Scalfarotto, di Italia Viva, intervenendo ai microfoni di Radio 24.
“Il punto è che andremo in un’aula dove i numeri sono molto risicati, dove ci saranno milioni di emendamenti presentati da Calderoli, dove manca il relatore – aggiunge -. Allora mi chiedo se abbia senso andare incontro alla bella morte per una causa giusta con un bel testo di legge come quello Zan e perdere perchè eroicamente abbiamo offerto il petto al fuoco nemico oppure approvare una formulazione che non cambi la sostanza della legge evitando ostruzionismo e voti segreti e portandola a casa”.
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Scalfarotto “Sostengo il ddl Zan, ma in Aula numeri risicati”
Ddl Zan, Letta “Non capisco Iv, la maggioranza è quella della Camera”
ROMA (ITALPRESS) – “Attorno a questo tema c’è una sensebilità enorme. Per i più giovani questo tema è sensibilissimo. Salvini e la Lega non vogliono alcuna norma in questo campo. Tant’è che l’alleato principale di Salvini è Orban”, lo ha detto il segretario del Partito Democratico Enrico Letta intervistato a In Onda su La7 a proposito del Ddl Zan. “Salvini cerca solo argomenti per dare la colpa ad altri. Io preferisco la coerenza ai giochetti. Sono sette mesi che questo provvedimento è bloccato”, ha aggiunto Letta. “Non capisco la posizione di Italia Viva che al tempo facendo un lavoro di merito con l’onorevole Annibali e Scalfarotto si sono impegnati sul Ddl. Poi all’improvviso hanno cambiato idea tre giorni fa”, ha spiegato il segretario Pd. “Questo testo passa esclusivamente con i voti di quelli che hanno approvato il Ddl Zan alla Camera. Quella dev’essere la stessa maggioranza che lo voterà in Senato e il Pd non chiederà il voto segreto su nessun emendamento”, ha proseguito. “Il concetto sull’identità di genere contenuto nel Ddl Zan è condiviso da diciassette capi di Stato e di governo tra cui il nostro – ha detto ancora Letta – Nel Ddl Zan ci sono tutte le garanzie costituzionali e non è vero che va contro il concordato con il vaticano. Mi assumo la responsabilità di dire che se lo approviamo così daremo una norma di rispetto e civiltà altrimenti ci sono soltanto dei giochini politici per affossarla quella norma”.
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Mattarella “Da Raffaella Carrà eleganza, gentilezza e ottimismo”
ROMA (ITALPRESS) – “Sono profondamente colpito dalla scomparsa di Raffaella Carrà, un’artista popolare, amata e apprezzata da diverse e numerose generazioni di telespettatori in Italia e all’estero. Volto televisivo per eccellenza ha trasmesso – con la sua bravura e la sua simpatia – un messaggio di eleganza, gentilezza e ottimismo”. Lo afferma in una nota il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
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Ue, Draghi “Sui Balcani Occidentali serve visione strategica”
ROMA (ITALPRESS) – “Il vertice è un’occasione opportuna per confermare il nostro impegno nei confronti dei Balcani occidentali. Il “Processo di Berlino” è stato un utile quadro per promuovere la cooperazione e la riconciliazione nella regione”. Lo ha detto il premier Mario Draghi nel suo intervento al Vertice del “Processo di Berlino”.
“I Balcani occidentali sono una regione con un grande potenziale. Dobbiamo anche raddoppiare i nostri sforzi per la riconciliazione. Non c’è alternativa alla riconciliazione se la regione vuole andare avanti sulla strada di una maggiore integrazione con l’UE – ha sottolineato Draghi -. Mentre continua il processo di cooperazione e riconciliazione regionale, è anche essenziale che l’UE confermi il suo impegno. L’UE deve essere molto chiara sul fatto che il suo obiettivo finale è la piena adesione all’Unione per tutti i paesi in quest’area. L’UE deve dimostrare saggezza politica e visione strategica. L’integrazione è l’unico modo per stabilizzare la regione e consolidare la sua transizione democratica”.
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Consuelo Nora trionfa nella spada ai Mondiali paralimpici
VARSAVIA (POLONIA) (ITALPRESS) – L’Italia comincia con una medaglia d’oro i Campionati Mondiali Paralimpici in corso a Varsavia, riservati alla categoria C e alla sciabola a squadre. Il successo di giornata porta la firma di Consuelo Nora che ha conquistato il titolo iridato nella gara di spada femminile categoria C. L’azzurra ha prima superato 15-2 la portacolori della Georgia Diana Jishiashvili e poi ha battuto la padrona di casa Izabela Sopalska Rybak 10-9, bissando in questo modo il successo degli ultimi Campionati del Mondo a Cheongju nel 2019. Si è fermata al quarto posto, invece, la squadra di sciabola maschile composta da Nicola D’Ambra, Matteo Dei Rossi, Gianmarco Paolucci e Alberto Morelli. La formazione italiana aveva iniziato la giornata odierna vincendo contro la Francia con il punteggio di 45-37, poi in semifinale si è arresa al quartetto russo 45-34. Nella finale per il 3° e 4° posto è arrivata infine la sconfitta per 45-42 contro la Grecia.
In avvio di giornata si era interrotto nel tabellone degli 8 il percorso dei due azzurri impegnati nella gara di spada maschile cat. C. Il veterano William Russo è stato sconfitto dall’ucraino Dmitry Belyaev 15-3, mentre il giovane Leonardo Rigo, alla sua prima convocazione in nazionale, è uscito contro il russo Alexander Logutenko, in un assalto che si è chiuso sul punteggio di 15-10. Domani seconda e ultima giornata dei Campionati Mondiali: il programma prevede le prove di fioretto maschile e femminile cat. C e quella di sciabola femminile a squadre.
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Migranti, Tardino “Emergenza continua ma Ue assente”
STRASBURGO (FRANCIA) (ITALPRESS) – “L’emergenza immigrazione non si ferma: a dispetto dell’impegno per far ripartire il turismo e combattere la diffusione del virus e delle nuove varianti, continuano gli sbarchi sulle coste italiane, mentre la Ocean Viking, con 572 immigrati a bordo, attende un porto sicuro. Spicca l’assenza dell’Ue, ancora una volta incapace di affrontare il problema, come conferma la risoluzione sullo spazio Schengen in discussione al Parlamento Europeo, che nega le responsabilità delle istituzioni Ue nella gestione delle frontiere esterne e auspica ulteriori limitazioni alla sovranità degli Stati nazionali. Anziché confidare nei ricollocamenti, l’Ue prenda atto che si tratta di una proposta irrealizzabile e che si deve invece puntare sul controllo delle frontiere esterne, fermando le partenze: oggi più che mai, dopo l’allarme lanciato dall’Oms sull’andamento della pandemia in Africa, con due milioni di contagiati e solo l’1% della popolazione vaccinato. L’Italia non può essere lasciata sola: la situazione è allarmante e rischia di vanificare tutti gli sforzi per rilanciare il Paese e sconfiggere l’epidemia”. Così in una nota Annalisa Tardino, europarlamentare siciliana della Lega, coordinatrice ID in commissione Libe.
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E’ morta Raffaella Carrà
“Raffaella ci ha lasciati. È andata in un mondo migliore, dove la sua umanità, la sua inconfondibile risata e il suo straordinario talento risplenderanno per sempre”. Sono le parole con cui questo pomeriggio Sergio Iapino, compagno di lavoro e di vita, ha annunciato la morte di Raffaella Carrà, unendosi al dolore dei nipoti Federica e Matteo e di Barbara, Paola e Claudia Boncompagni. Una scomparsa che ha sconvolto tutti perché (quasi) nessuno era a conoscenza della sua malattia. Tanto che solo la scorsa settimana, in occasione della presentazione dei palinsesti Rai per il prossimo autunno, una delle domande rivolte al direttore di Raiuno Stefano Coletta riguardava proprio lei per capire se nel palinsesto dell’ammiraglia di viale Mazzini c’era ancora posto per lei.
Nelle poche righe uscite subito dopo l’annuncio la Carrà è stata definita da tutti, a ragione, “la regina della televisione italiana” vista la lunga e fortunata carriera non solo in Italia ma anche all’estero.
Nata a Bologna il 18 giugno 1943, la Carrà è cresciuta a “pane e Musichiere”, imparando canzoni e balletti del celebre programma. La sua passione è la danza che le fa lasciare la riviera romagnola quando ha solo 8 anni per andare a studiare a Roma. Eppure la sua carriera inizia nel cinema: prima qualche piccolo ruolo poi, dopo avere conseguito il diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia, i film “La lunga notte del ‘43” di Florestano Vancini, “Il peccato degli anni verdi” di Leopoldo Trieste, “I compagni” di Mario Monicelli e “Il colonnello Von Ryan” di Mark Robson al fianco di Frank Sinatra. Nel 1965 partecipa allo sceneggiato televisivo “Scaramouche” con Domenico Modugno. A metà degli anni Sessanta abbandona il cognome Pelloni per prendere quello d’arte, Carrà, che la accompagnerà per tutta la vita. Il successo televisivo arriva, però, qualche anno più tardi con lo spettacolo “Io, Agata e tu”, con Nino Taranto e Nino Ferrer. Segue, sempre nel 1970, “Canzonissima” con Corrado: la Carrà scopre per la prima volta l’ombelico in tv, cantando la sigla “Ma che musica maestro!”, ed è subito scandalo ma, anche, un gradimento e un successo che la consacrano la nuova stella della televisione. Da qui in poi i titoli delle trasmissioni e dei dischi vanno di pari passo: di qua “Canzonissima” (sempre con Corrado) e “Milleluci” (con Mina), di là “Tuca tuca” (celeberrima la performance con Alberto Sordi), “Chissà se va”, “Maga Maghella”, “Rumore”, “Forte forte forte”, “A far l’amore comincia tu” e “Fiesta”.
Dopo una parentesi in Spagna tra il 1975 e il 1980, dove riscuote un successo straordinario, Raffaella Carrà torna in Italia e conduce con Paolo Panelli, Bice Valori e Alighiero Noschese il varietà del sabato sera “Ma che sera”, cantando anche la sigla iniziale “Tanti auguri”. Nel 1983, dopo avere presentato con Corrado “Fantastico 3”, inizia la fortunata esperienza di “Pronto, Raffaella?”, il primo programma del mezzogiorno della Rai, diretto da Gianni Boncompagni, suo compagno di vita per diversi anni. Dopo avere condotto “Buonasera Raffaella” e “Domenica in”, nel 1987 la Carrà passa alla Fininvest. L’esperienza, tuttavia, non è esaltante e i due programmi “Raffaella Carrà Show” e “Il principe azzurro” non ottengono i risultati sperati. Nel 1990, perciò, la showgirl torna in Rai e ritrova il successo con “Raffaella Venerdì, Sabato e Domenica… E saranno famosi” e “Ricomincio da due”. Seguono, “Fantastico 12” con Johnny Dorelli e nuovi successi in Spagna, interrotti, nel 1995, dal ritorno in Italia. È l’anno di “Carramba, che sorpresa!”, format di sorprese e incontri inaspettati al quale negli anni seguenti si sarebbero ispirati tanti altri programmi. Il format ha talmente tanto successo che viene abbinato alla Lotteria Italia e diventa “Carramba, che fortuna!”.
Nel 2001 arriva sul palco dell’Ariston per presentare il 51° Festival di Sanremo con Piero Chiambretti, Enrico Papi, Megan Gale e Massimo Ceccherini. Seguono una nuova edizione di “Carramba!”, “Sogni” e “Amore” sulle adozioni a distanza. Nel 2009 è autrice per Raitre de “Il Gran Concerto”, programma di musica classica per bambini per la cui conduzione sceglie Alessandro Greco che, anni prima, ha lanciato con “Furore”. A febbraio 2013 è uno dei coach in “The Voice of Italy” e lo stesso fa l’anno successivo e, poi, nel 2016. Nel 2019, dopo una pausa televisiva durata tre anni (a parte qualche ospitata), la Carrà conduce “A raccontare comincia tu”, programma di interviste a personaggi del mondo dello spettacolo, della cultura e dello sport. Un successo che tutti speravano potesse replicare presto.
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Covid, 480 nuovi casi e 31 decessi in 24 ore
ROMA (ITALPRESS) – “Crollo dei nuovi casi Covid in Italia. Secondo i dati forniti dal Ministero della Salute sono 480, 760 in meno rispetto alle 24 ore precedenti e questo a fronte di 74.649 tamponi processati, e che determina un tasso di positività allo 0,64%. Crescita sostenuta dei decessi, 31 i morti contro i 12 di ieri, numero che però è determinato da un riconteggio di 10 deceduti da parte della Regione Campania per il periodo dicembre 2020 a giugno scorso, e 4 da parte della regione Toscana. I guariti sono 1.582 mentre gli attuali positivi calano di 1.133 attestandosi su un numero totale di 43.531. Si allenta anche oggi la pressione sugli ospedali: 1.337 i ricoverati (-27), 191 i pazienti in terapia intensive, con una flessione di 6 sul totale e 2 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare attualmente si trovano 42.003 persone. Sul fronte delle regioni il Lazio è prima per nuovi casi (83), seguita da Campania (68) e Sicilia e Piemonte (58).
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