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Campionati giovanili nazionali, al via con semifinali

ROMA (ITALPRESS) – Dopo due anni di attesa, tornano le Finali Nazionali del Settore Giovanile Scolastico. Nelle cornici ormai abituali di Cesena e Ravenna, si apre oggi la settimana che assegnerà i titoli dei Campionati Under 18, Under 17 A e B e Under 17 C. La prima partita vedrà di fronte Roma e Atalanta, seconda e terza forza della stagione regolare per la categoria 2003, che alle 18 si affronteranno allo Stadio Bruno Benelli in una sorta di rivincita della sfida andata in scena nel Campionato Primavera, che ha visto trionfare la Dea per 1-2. Molti ragazzi hanno infatti giocato entrambe le competizioni, e visto anche l’impegno dei nerazzurri nella semifinale di sabato, c’è ancora molta indecisione sui titolari che mister Lorenzi avrà a disposizione. Difficile l’impiego di Scalvini, uno degli uomini decisivi della vittoria in Primavera, così come quello dell’attaccante Rosa, non al meglio fisicamente, mentre sarà della partita il capitano Falleni, numero 10 dei bergamaschi. Lato giallorosso, condizioni non ottimali per la punta Voelkerling-Persson, ma saranno sicuramente presenti il capitano Evangelisti, il fantasista Volpato e bomber Cassano, che insegue l’interista Jurgens nella classifica cannonieri.
Proprio l’estone sarà uno dei protagonisti di Inter – Genoa, la semifinale tra prima e quarta del campionato, che si disputerà al Dino Manuzzi di Cesena alle ore 21. I ragazzi di Cristian Chivu, dopo una stagione importante, vogliono trionfare nelle prime finali Under 18, condotti dai centrocampisti goleador Fabbian e Ballabio, dall’estro di Iliev e dal roccioso centrale Fontanarosa. Dall’altro lato, il Genoa di mister Ruotolo cercherà di ribaltare i pronostici con bomber Bamba, guidato dalle geometrie di Vassallo e dalla fantasia di Sahli e Fossati. Due incontri che si prospettano scoppiettanti e che saranno trasmessi in diretta da Sky Sport sul canale 202. Le vincenti si incontreranno alle 19 di lunedì 28 giugno, al Manuzzi di Cesena, nella prima Finale Scudetto dell’Under 18, con l’obiettivo di alzare il trofeo più ambito del Campionati Giovanili. A partite dalle ore 10.00 di domani, sarà aperta l’emissione biglietti su Vivaticket per la finale U18 del 28 a Cesena e Roma-Genoa U17 del 29 a Ravenna.
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U.17 A e B: Finale Roma-Genoa, battute Spal e Bologna

ROMA (ITALPRESS) – Sarà Roma – Genoa la finale del Campionato Nazionale Under 17 di Serie A e B. Il verdetto è arrivato dopo due partite avvincenti, in cui tutte le squadre in campo hanno fatto il possibile per raggiungere l’agognato traguardo. Contro una delle sorprese del torneo, la Spal, i ragazzi di mister Piccareta hanno dovuto dare fondo a tutte le loro energie, vincendo una partita all’ultimo respiro. Pisilli apre le marcature per i giallorossi, ma gli estensi rispondono con D’Andrea e Zuberek. L’insperato pareggio dei padroni di casa arriva all’87’ con Falasca, che porta la partita ai supplementari. Proprio all’ultimo minuto, D’Alessio firma il gol del successo romano, che supera definitivamente le resistenze della squadra di mister Serpini. Piccareta raggiunge così la sua seconda finale Scudetto consecutiva, dove incontrerà il collega Abdoulay Konko, alla guida del Genoa. Il grifone ha avuto la meglio in trasferta contro un coriaceo Bologna, con la rete della sicurezza arrivata oltre il novantesimo. A partire meglio è però la squadra di Vigiani, che si porta avanti al 26′ con Anatriello e chiude la prima frazione in vantaggio. Ma nella seconda, gli ospiti entrano in campo con un altro piglio e prima pareggiano con Romano, sfiorano il 1-2 con Bornosouzov e infine trovano il sigillo di Accornero al 62′ dopo un’azione di contropiede. Il Bologna ci prova, ma al 94′ è sempre Accornero che spegne i sogni rossoblu firmando il 1-3. L’ultimo appuntamento della stagione è previsto a Ravenna, martedì 29 giugno, dove alle 19 Roma e Genoa si daranno battaglia nella Finale Scudetto per alzare il trofeo che vale una stagione. La partita sarà trasmessa in diretta sul canale 202 di Sky Sport. A partite dalle ore 10.00 di domani, sarà aperta l’emissione biglietti su Vivaticket per la finale U18 del 28 a Cesena e Roma-Genoa U17 del 29 a Ravenna.
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A giugno migliora la fiducia di consumatori e imprese

ROMA (ITALPRESS) – A giugno 2021 l’Istat stima un marcato aumento sia dell’indice del clima di fiducia dei consumatori (da 110,6 a 115,1) sia dell’indice composito del clima di fiducia delle imprese (da 107,3 a 112,8).
Tutte le componenti dell’indice di fiducia dei consumatori sono in crescita seppur con intensità diverse: il clima economico e quello corrente registrano gli incrementi più decisi (rispettivamente da 116,2 a 126,9 e da 102,6 a 108,1); più contenuta la dinamica del clima personale e di quello futuro (il primo passa da 108,7 a 111,1 e il secondo da 122,5 a 125,5).
Per quel che riguarda le imprese, si stima un miglioramento della fiducia nella manifattura e, soprattutto, nei servizi. In particolare, nell’industria manifatturiera l’indice sale da 110,9 a 114,8, nei servizi di mercato aumenta da 99,1 a 106,7 e nel commercio al dettaglio cresce da 99,9 a 106,7. Solo nelle costruzioni l’indice di fiducia diminuisce lievemente, passando da 153,9 a 153,6.
Nell’industria manifatturiera migliorano i giudizi sugli ordini e le aspettative sulla produzione; le scorte sono giudicate in leggero accumulo rispetto al mese scorso. Si segnala una netta crescita della fiducia nel settore dei beni intermedi. Per quanto attiene alle costruzioni, i giudizi sul livello degli ordini sono in miglioramento mentre si registra un calo delle attese sull’occupazione presso l’azienda; tra i settori emerge un calo marcato dell’indice di fiducia nel settore dell’ingegneria civile.
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Covid, 175 mila contagi sul lavoro dall’inizio della pandemia

ROMA (ITALPRESS) – Rispetto alle 171.804 denunce rilevate dal monitoraggio precedente del 30 aprile 2021, i casi in più sono 3.519 (+2,0%), di cui 757 riferiti a maggio, 960 ad aprile, 541 a marzo, 249 a febbraio e 273 a gennaio di quest’anno, 201 a dicembre, 297 a novembre e 183 a ottobre 2020, mentre i restanti 58 casi sono riconducibili agli altri mesi dell’anno scorso. Il consolidamento dei dati permette, infatti, di acquisire informazioni non disponibili nelle rilevazioni precedenti. E’ quanto emerge dal 17esimo report nazionale sui contagi sul lavoro da Covid-19, elaborato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Inail. Dall’inizio della pandemia alla data dello scorso 31 maggio, le denunce di infortunio sul lavoro da Covid-19 segnalate all’Istituto sono 175.323, pari a quasi un quarto del totale delle denunce di infortunio pervenute da gennaio 2020 e al 4,2% del totale dei contagiati nazionali comunicati dall’Istituto superiore di sanità (Iss) alla stessa data.
Il nuovo report conferma che la “seconda ondata” di contagi, che in ambito lavorativo può essere circoscritta al periodo ottobre 2020-gennaio 2021, con il 59,6% delle infezioni denunciate ha avuto un impatto più intenso rispetto alla “prima ondata” del periodo marzo-maggio 2020 (29,0%). Nel quadrimestre febbraio-maggio 2021 al momento si registra invece l’8,4% delle denunce da inizio pandemia. Lo scorso novembre, in particolare, con 40.029 denunce è il mese col maggior numero di infezioni di origine professionale, e precede marzo 2020, che con 28.600 casi è al secondo posto per numero di contagi denunciati.
La “prima ondata” della pandemia ha avuto invece un impatto maggiore della seconda per i decessi: il 55,0% dei casi mortali, infatti, è stato denunciato all’Inail nel trimestre marzo-maggio 2020 (il 30,2% nel solo mese di aprile) contro il 29,6% del trimestre novembre 2020-gennaio 2021, percentuale che sale al 41,5% se si considera il periodo novembre 2020-maggio 2021. Le morti da Covid-19 segnalate all’Istituto alla fine dello scorso mese sono 639, circa un terzo del totale dei decessi sul lavoro segnalati all’Istituto dal gennaio 2020, con un’incidenza dello 0,5% rispetto al totale dei deceduti nazionali da nuovo Coronavirus registrati dall’Iss alla stessa data.
Rispetto ai 600 casi rilevati dal monitoraggio del mese precedente, i casi mortali sono 39 in più, di cui otto a maggio, 11 ad aprile, cinque a marzo, due a febbraio e due a gennaio 2021, quattro a dicembre e tre a novembre dello scorso anno, mentre i restanti quattro decessi sono riconducibili ai mesi precedenti.
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Casaleggio “I principi del M5S non sono più chiari”

ROMA (ITALPRESS) – “Il Movimento 5 Stelle si sta trasformando in qualcos’altro in questi ultimi anni. I principi del Movimento erano ben chiari, ora non lo sono più. Ancora non ho capito le idee di Conte sul Movimento, non capisco perchè tenga così segreto il suo Statuto. Non è con uno statuto che si fa un movimento. Sicuramente è il momento più difficile in tutta la storia del Movimento 5 stelle”. Così Davide Casaleggio, ospite a “The Breakfast Club” su Radio Capital.
“Cosa resterà del Movimento? Sicuramente il simbolo, i principi fin qui sono scritti nello Statuto e nel codice etico ma mi sa che vogliono riscrivere pure quelli. Nell’ultimo anno troppe deroghe e violazioni ai principi e alle regole costitutive, che sono stati il motivo per cui sono state attratte tante persone, per questo se i principi vengono meno le persone si disaffezionano – ha spiegato Casaleggio -. La regola dei due mandati? E’ uno dei tre pilastri che avevamo proposto durante il V Day, era la legge dei cittadini. Semplicemente per far partecipare i cittadini alla politica e secondo me potrebbe essere applicato all’intero arco costituzionale. Beppe Grillo ha ribadito il suo punto di vista sul tema dei due mandati. Lui crede che sia in linea con i principi costitutivi del Movimento”.
Sulla consegna dati degli iscritti alla piattaforma Rousseau, Casaleggio precisa: “Noi abbiamo sempre detto che se il rappresentante legale del Movimento ci avesse chiesto i dati, li avremmo consegnati. E così è stato, ma solo dopo che è stato individuato chi fosse questo rappresentante legale. Il tema non è una questione di dati, il Movimento non si fonda su uno statuto nuovo tenuto segreto o su una serie di mail contenute in un server. Si fonda su degli ideali, su delle battaglie. Questo è il tema principale. Di Battista? Con Alessandro abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto di amicizia, come con altre persone del Movimento. Credo che in questo momento sia focalizzato su altri progetti. Mio padre di destra e Grillo di sinistra? Cerco di evitare di utilizzare le etichette della politica, preferisco parlare di singole battaglie. Mettersi addosso una bandiera politica serve a semplificare le discussioni”.
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Dall’1 luglio in libreria e negli store digitali “La mafia che canta”

PALERMO (ITALPRESS) – Dall’1 luglio sarà disponibile in libreria e negli store digitali “La mafia che canta – i neomelodici, il loro popolo, le loro piazze” (Zolfo Editore, www.zolfoeditore.it), il nuovo libro di Calogero Ferrara, magistrato ora alla neonata Procura europea, e di Francesco Petruzzella, saggista e studioso di fenomeni criminali, che analizza la relazione tra gli artisti neomelodici, il contenuto delle loro canzoni e il mondo mafioso, nonchè l’influenza sul pubblico giovane e non. Il libro, con un’interessante prefazione di Dino Petralia, indaga come, in un crescendo di messaggi che istigano alla violenza e al trionfo del sistema malavitoso, determinate canzoni neomelodiche diventino lo strumento di un’insospettabile propaganda di deriva criminale.
Un racconto che s’interroga sui motivi del successo dei “cantanti di malavita”, analizzando gli effettivi legami col mondo mafioso e i contenuti dei loro testi, che “esaltano l’eroismo criminale di chi pretende di appropriarsi con la forza di ciò che non ha potuto avere attraverso la negoziazione sociale”. E’ così che canzoni come ‘Nu latitante o ‘O rre di Corleone (dedicata al famigerato Totò Riina), ‘O killer o Il mio amico camorrista entrano nell’immaginario dei giovani e giovanissimi come esempi ripetibili di chi è riuscito a ottenere fama e denaro partendo dai luoghi della marginalità. E “poco importa se questa diversità e superiorità” passa “attraverso l’ostentazione dell’uso di armi, violenza e droga”, protagonisti di testi e videoclip.
Con scrupolo nella ricerca delle fonti, delle notizie e delle citazioni, in 198 pagine “La mafia che canta” ricompone un quadro storico e sociale che è allo stesso tempo cornice del fenomeno preso in considerazione. Ad arricchire il libro, un’attenta analisi strofa per strofa delle canzoni di malavita più famose.
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Ermini “Serve svolta sulla giustizia, Parlamento faccia le riforme”

ROMA (ITALPRESS) – “La delegittimazione della magistratura crea effetti gravissimi, perchè significa delegittimare uno dei cardini della democrazia liberale”. Lo afferma in un’intervista al Corriere della Sera David Ermini, vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura.
“Uno degli errori che abbiamo commesso è stato accorgersi troppo tardi di quanto stava montando nell’opinione pubblica la sfiducia verso la categoria – aggiunge -; senza distinzioni, che pure esistono, tra i pm che fanno le indagini, i giudici che emettono le sentenze, il Csm e l’Associazione magistrati. Ma tant’è. Con il caso Palamara c’è esplosa tra le mani una bomba, ma la miccia era accesa da molto tempo, e dopo la deflagrazione ci siamo trovati a dover difendere un’istituzione e correggere le storture”.
Per Ermini “la svolta può arrivare da due fronti: da un lato il cambiamento morale e culturale, dall’altro le riforme; noi abbiamo imboccato la prima strada, la seconda tocca al Parlamento”.
“Abbiamo fatto nomine importanti seguendo criteri nuovi, celebrato procedimenti disciplinari e di incompatibilità ambientale più numerosi che in passato, insieme a tante altre attività poco note all’esterno ma fondamentali per il lavoro degli uffici giudiziari”, sottolinea il vicepresidente del Csm, per il quale, riguardo alle riforme, “quella del Csm è improcrastinabile”.
Alla domanda se abbia fiducia che il Parlamento faccia le necessarie riforme sulla giustizia, Ermini risponde così: “Deve farle, altrimenti è inutile lamentarsi della crisi di credibilità della magistratura. Le riforme rappresentano l’altra strada obbligata per restituire ai cittadini un pò di fiducia nell’istituzione”.
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Mattarella “La pandemia non è sconfitta, l’impegno deve proseguire”

ROMA (ITALPRESS) – “La pandemia non è stata ancora definitivamente sconfitta, e l’impegno dovrà comunque proseguire anche per accompagnare la ripresa dell’economia e l’azione riformatrice avviate nell’ambito dell’Unione Europea”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione dell’incontro con una delegazione della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome.
“Come ha ben messo in luce il Presidente Fedriga, i successi nell’azione di contrasto al virus sono il frutto di una leale collaborazione che ha coinvolto tutti gli attori istituzionali nella valorizzazione dei rispettivi ruoli. Poco meno di un anno addietro abbiamo ricordato, qui al Quirinale, i cinquant’anni dell’ordinamento regionale, sottolineando come il sistema regionale completato cinquant’anni fa abbia assunto e rivesta il carattere fondamentale nell’architettura della nostra Costituzione, nell’architettura istituzionale della Repubblica e sottolineando il contributo fornito all’accrescimento della nostra vita democratica”, ha proseguito Mattarella.
“Il pluralismo istituzionale, le autonomie territoriali e quelle sociali – autonomie che riflettono, rispettandola, la preziosa articolazione del nostro Paese – si sono confermati valori fondanti della Repubblica, in grado di assicurarle forza ed efficacia, insieme al consenso dei cittadini. Il pluralismo è garanzia di libertà e, affinchè possa esprimere tutte le sue potenzialità, richiede rispetto e, insieme, attenta responsabilità, in vista di un interesse comune e indivisibile. Questo è particolarmente evidente per il diritto alla salute, tutelato dall’art.32 della Costituzione e garantito dal Sistema sanitario nazionale, organizzato su base regionale”.
“Il Piano nazionale di ripresa e resilienza fa parte di un più ampio progetto europeo volto a governare la transizione verso un’economia verde e digitale senza trascurarne le ricadute a livello sociale. Questa grande sfida, comune all’intera Europa, riguarda in modo particolare e assolutamente decisivo l’Italia. Ci si presenta l’opportunità di superare nodi strutturali che, da anni, limitano le nostre potenzialità di crescita e indeboliscono la coesione sociale – ha proseguito il capo dello Stato -. Per affrontare questa sfida è indispensabile che perduri un clima di collaborazione e di responsabilità istituzionale e che le Regioni e le Province autonome continuino a fornire il loro imprescindibile contributo in una logica di sistema, a tutela dell’interesse nazionale. L’orizzonte dei Piani nazionali, come sappiamo, è il 2026. Tra breve dovrà essere avviata la fase, complessa e decisiva, di concreta, veloce, attuazione degli interventi che deve avvenire coinvolgendo al massimo grado tutti gli attori politici e sociali chiamati a fornire il proprio apporto”.
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