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Coronavirus, 7.567 nuovi casi e 182 decessi in 24 ore

ROMA (ITALPRESS) – Discesa dei casi di coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore. Secondo il bollettino del Ministero della Salute, i nuovi positivi sono 7.567, in calo rispetto agli 8.085 di ieri e ciò a fronte di un numero superiore di tamponi processati, 298.186, dato che fa calare il tasso di positività al 2,53%. Scendono sotto 200 i decessi, per la precisione sono 182 (-19). I guariti nelle ultime 24 ore sono 13.782 mentre gli attuali positivi scendono a 339.606 con un calo complessivo di 6.402.
Continua, sul fronte ospedaliero, il trend di alleggerimento delle strutture sanitarie. A partire dai ricoveri nei reparti ordinari dove oggi, con 13.050 ricoverati si registra un calo di 558 unità; nelle terapie intensive si evidenzia invece un calo complessivo di 33 degenti, con un numero totale di 1.860 e 99 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare vi sono 324.696 persone. La regione con il maggior numero di casi è la Lombardia (1.160), seguita da Campania (1.198) e Lazio (706). Al contrario il Molise registra il numero minore di nuovi contagiati, 15.
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Conte “Importante la vittoria con la Juve all’andata”

MILANO (ITALPRESS) – “Nel corso di una stagione ci sono delle partite che ti mettono di fronte ai più forti e ti dicono a che livello sei. Vincere all’andata contro la squadra che per nove anni di seguito aveva conquistato lo scudetto e dalla quale l’Inter aveva un gap da colmare ha significato molto a livello di autostima e di consapevolezza nei nostri mezzi. Da questo punto di vista è stata una vittoria molto importante”. Così, ai microfoni di Inter TV, il tecnico del team nerazzurro, Antonio Conte, alla vigilia della gara in trasferta contro la Juve, ricordando la sfida dell’andata. “C’era comunque un rischio in quella occasione, ovvero che rimanesse una gara fine a se stessa: poteva diventare un boomerang, avresti potuto pensare di essere forte e magari rilassarti. Invece, siamo stati molto bravi: l’abbiamo capitalizzata nella giusta maniera, le abbiamo dato la giusta importanza e abbiamo proseguito lungo la nostra strada”, ha aggiunto Conte.
“Avevo pronosticato un campionato molto equilibrato. E di fatto lo è stato, a parte l’Inter che ha preso una propria strada andando dritta fino al traguardo. L’equilibrio c’è ma dietro all’Inter: noi abbiamo fatto qualcosa di inaspettato, anche per come è stato fatto”, ha detto ancora il tecnico del team nerazzurro.
“Ogni partita vale tre punti ed è l’unica cosa a cui devono pensare i giocatori e tutto l’ambiente. Quando affronti squadre come Juventus, Milan, Napoli, Atalanta e così via il tasso di difficoltà è più elevato. Ma il campionato si vince in 38 partite: tutte valgono allo stesso modo”, ha chiarito Conte.
“In un campionato equilibrato c’è stata una squadra che ha fatto cose straordinarie: merito ai calciatori e a tutta l’Inter”, ha concluso il raggiante allenatore dei neo campioni d’Italia.
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Intesa Sanpaolo sostiene lo sviluppo dell’Università Campus Bio-Medico

MILANO (ITALPRESS) – Intesa Sanpaolo e Campus Bio-Medico SpA, uno degli Enti Promotori dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, hanno sottoscritto un accordo di finanziamento per un ammontare complessivo di 50 milioni di euro legato a investimenti con caratteristiche innovative di sostenibilità.
Il piano di investimenti così finanziato prevede la realizzazione di nuovi spazi ed infrastrutture per la didattica universitaria, la formazione e la ricerca scientifica tutti con caratteristiche di sostenibilità ambientale ed efficienza energetica.
Intesa Sanpaolo conclude così un’ulteriore operazione a valere sui 6 miliardi di euro dedicati alla circular economy previsti nel Piano d’Impresa 2018-2021, plafond che dal suo lancio ha finanziato circa 200 progetti. Il finanziamento è stato concluso dalla Divisione IMI Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo guidata da Mauro Micillo con il supporto del Circular Economy Desk di Intesa Sanpaolo Innovation Center, società dedicata all’innovazione e alla diffusione dell’economia circolare.
“Per Intesa Sanpaolo è motivo di grande orgoglio e soddisfazione poter supportare un’eccellenza italiana come l’Università Campus Bio-Medico di Roma nei propri progetti di sviluppo – afferma Richard Zatta, Responsabile Global Corporate della Divisione IMI Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo -. In un momento come quello attuale, segnato profondamente dagli effetti della crisi pandemica, il sostegno al settore della sanità, dell’università e della ricerca scientifica appare ancora più cruciale. Il progetto finanziato permetterà di ampliare ulteriormente gli spazi per la didattica universitaria con strutture ecosostenibili e a basso impatto ambientale”.
“Una grande crisi come quella in atto ha reso evidenti le molte fragilità del nostro sistema socio-economico ma al contempo rivela le grandi opportunità delle Università che si trovano a poter tradurre le esigenze di cambiamento verso grandi avanzamenti tecnologici, sociali, di conoscenza scientifica e di riflessione sui valori fondanti del nostro vivere civile, sull’organizzazione sociale e sull’impegno al servizio degli altri – spiega Giuseppe Garofano, presidente della Campus Bio-Medico SpA – Soggetto Promotore dell’Università Campus Bio-Medico di Roma -. In questo contesto, i fondi di cui potremo disporre saranno investiti secondo un disegno coerente con la mission dell’Ateneo per potenziarne l’offerta formativa e di servizio secondo il paradigma della sostenibilità integrale: ambientale, economica, sociale e finanziaria che saranno l’infrastruttura culturale sulla quale perseguiremo il piano di sviluppo a lungo termine dell’Ateneo”.
L’operazione prevede una tranche di circa 30 milioni di euro finalizzata alla realizzazione di infrastrutture verdi e di mobilità e spazi innovativi dedicati alla formazione universitaria, all’apprendimento informale e alla campus life che accoglieranno gli studenti dell’Ateneo già a partire dall’Anno Accademico 2022-23. Il progetto prevede un significativo miglioramento dell’efficienza energetica sia dei nuovi spazi, sia dei vari impianti connessi che permetteranno di ottimizzare l’irraggiamento solare, regolare il rinnovo dell’aria e consentiranno, inoltre, la produzione del calore necessario per il riscaldamento evitando così la combustione di metano.
Una seconda tranche da 20 milioni di euro sarà finalizzata a rifinanziare, allungando la scadenza, la rimanente parte di un precedente mutuo concesso per consentire la costruzione del complesso ospedaliero e universitario.
L’Università Campus Bio-Medico è composta dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia (con corsi di laurea in italiano e in inglese e 24 scuole di specializzazione), dalla Facoltà di Ingegneria (con il corso, tra gli altri, di Ingegneria Chimica per lo Sviluppo Sostenibile) e dalla Facoltà di Scienze e Tecnologie per l’uomo e per l’ambiente (con un corso specificamente vocato alla circular economy) e accoglie oltre 2.200 studenti. I suoi laboratori di ricerca ospitano 50 Unità di ricerca, con circa 400 ricercatori.
Il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico è dotato di 400 posti letto, 18 sale operatorie, 70 ambulatori e un Pronto Soccorso – DEA di I livello (temporaneamente riconvertito in Covid Center con 100 posti letto dedicati) e attrezzato con tutte le più moderne dotazioni tecnologiche in ambito diagnostico e terapeutico.
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Claudio Baglioni compie 70 anni, una vita in musica

ROMA (ITALPRESS) – Il cantautore di “Questo piccolo grande amore”, nato il 16 maggio 1951 nel quartiere romano di Centocelle, compie 70 anni. Sedici album in studio, tredici album dal vivo, 5 raccolte, 3 album di cover e 25 tour sono il bilancio della carriera di un gigante della musica italiana, Claudio Baglioni. Il successo vero arriva quando il concept album “Questo piccolo grande amore” si piazza al primo posto in classifica. Artista schivo in origine, Baglioni si è trasformato con il passare degli anni diventando anche un personaggio televisivo quando con Fabio Fazio conduce nel 1997 “Anima mia”, programma andato in onda su Rai2 rievocativo degli anni 70. Sempre con Fabio Fazio torna in televisione nel 1999 con “L’ultimo valzer”, mentre nel 2018 e nel 2019 è direttore artistico e conduttore del Festival di Sanremo. Laureato in archittetura, un figlio nato nel 1982 (oggi chitarrista) dal matrimonio con Paola Massari, Baglioni non si è mai tirato indietro nello schierarsi sulle questioni sociali sin dalla sua partecipazione nel 1988 alla tappa italiana del tour di Amnesty International “Human Right Now!. A quella sono seguiti la partecipazione al Live 8 organizzato da Bob Geldof a Roma al Circo Massimo e al “Concerto contro la mafia” e a “Giù la maschera” a Palermo, dopo l’uccisione dei giudici Falcone e Borsellino. Organizza, poi, in proprio a Lampedusa dieci edizioni del Festival “O’ Scia” per promuovere il rispetto reciproco e il valore della diversità. Dal 1999 a oggi ha pubblicato soltanto 4 album di inediti, ma non ha lesinato sui tour che sono stati 13 (compreso “Capitani coraggiosi” con Gianni Morandi) e sugli album live, ben 7.
Lo scorso 4 dicembre ha pubblicato “In questa storia che è la mia” con cui il 2 giugno dall’Opera di Roma sarà protagonista sulla nuova piattaforma ITsART, dell’omonimo evento in streaming con la partecipazione di Pierfrancesco Favino e l’etoile Eleonora Abbagnato, che trasformerà in ambiente scenico ogni spazio del Teatro – dal palchi alla platea, dal foyer ai camerini – nel quale va in scena.
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Letta “Draghi dia una nuova missione alla maggioranza”

ROMA (ITALPRESS) – “Chiediamo a Draghi di dare una nuova e chiara missione a questa maggioranza nei prossimi mesi, questa maggioranza non può limitarsi a stare insieme per l’invio del Pnrr e la chiusura della fase vaccinale, serve avere una chiara indicazione di marcia sulla velocità, semplificazione, capacità di spesa dei soldi del Pnrr. Ci fidiamo di Draghi gli chiediamo di essere chiaro e netto su questa missione e chiediamo ai partiti di maggioranza di essere”. Lo ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta, aprendo la direzione nazionale del partito.
“C’è un giudizio molto positivo dell’azione del governo Draghi per la presentazione del Pnrr, un piano fondamentale e importante che l’Italia ha presentato in tempo e con molta ambizione. Dentro quel piano ci sono tante idee e missioni per il Paese – ha spiegato Letta -. Ora bisogna avere in testa la nuova missione che la maggioranza di governo deve darsi, ovvero spendere ben questi soldi”.
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Le fondazioni di comunità attivano risorse e creano solidarietà

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Una fondazione di comunità è un ente non profit, che mette insieme soggetti rappresentativi di una comunità locale (privati cittadini, istituzioni, associazioni, operatori economici e sociali) con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita della comunità stessa, attivando energie e risorse e promuovendo la cultura della solidarietà, del dono, e della responsabilità sociale. La Fondazione di Comunità, grazie alla capacità di attrarre risorse e di valorizzarle investendo in progetti locali a carattere sociale, rappresenta un importante strumento di sussidiarietà. La Fondazione CON IL SUD nei suoi 12 anni di attività ha sostenuto attraverso il meccanismo del “raddoppio della raccolta” la nascita delle prime 6 Fondazioni di Comunità nelle regioni del Sud, diventandone partner strategico. Una linea d’intervento che ritiene fondamentale proprio perché esse rappresentano un importante strumento di infrastrutturazione sociale per il territorio dove svolgono un ruolo propulsore, specie per lo sviluppo dell’imprenditoria sociale.

Recentemente la Fondazione Comunità di Messina ha lanciato un bando, cui hanno aderito tutte le Fondazioni di Comunità sostenute dalla Fondazione con il Sud “rivolto ad aspiranti imprenditori e imprese già costituite nelle regioni del Sud Italia che abbiano un orientamento alla sostenibilità e al bene comune” per supportarli ulteriormente nella creazione di valore ambientale e sociale per l’intera comunità. I soggetti selezionati avranno accesso ad un percorso gratuito che include una formazione sui temi dell’imprenditorialità sostenibile e un coaching personalizzato, che li accompagnerà nel rafforzamento dell’attività imprenditoriale e nel reperimento di risorse finanziarie. Verranno presentati diversi strumenti finanziari, come i servizi di microcredito e di equity crowdfunding insieme alle misure agevolative gestite da Invitalia, come “Resto al Sud” e “Italia Economia Sociale”. Le migliori iniziative imprenditoriali che concluderanno il percorso accederanno a un concorso che darà loro la possibilità di aggiudicarsi una sovvenzione pari a 7.500 euro, da utilizzare per sostenere lo sviluppo della propria impresa. Questo bando si inquadra nell’ambito del Protocollo d’intesa siglato tra Invitalia e Fondazione CON IL SUD ed è l’occasione per un “viaggio” tra le Fondazioni di comunità sostenute da quest’ultima.

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La cultura del dono ad Agrigento e Trapani

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La Fondazione comunitaria di Agrigento e Trapani è la più giovane tra quelle sostenute dalla Fondazione Con il Sud. Attraverso la promozione della cultura del dono, della partecipazione e della corresponsabilità genera programmi d’infrastrutturazione sociale innovativi e capaci di assumere una valenza strategica sul territorio. Ce la illustra il suo direttore Giuseppe La Rocca.

Quando nasce e per iniziativa di quali realtà?

‘La Fondazione Comunitaria di Agrigento e Trapani è nata nel mese di gennaio 2019 dopo un percorso di animazione territoriale durato circa tre anni. La spinta decisiva, che ha messo in moto istituzioni, enti del non-profit e associazioni, è venuta da un gruppo di giovani del territorio che hanno costituito il comitato promotore (l’Associazione Scirocco). Questi giovani insieme alle Diocesi di Agrigento e Trapani e alla Fondazione Peppino Vismara hanno lavorato insieme per quasi tre anni, tessendo la rete che poi ha portato alla costituzione della sesta fondazione di comunità nel sud Italia. Grazie al programma di sostegno alle Fondazioni di Comunità nel Mezzogiorno promosso dalla Fondazione CON IL SUD abbiamo poi consolidato il patrimonio e avviato diverse iniziative di sviluppo locale’.

Quali i soci fondatori?

‘La Fondazione di Comunità sostiene lo sviluppo solidale delle comunità per offrire opportunità alle persone e agli enti del terzo settore. Attraverso la promozione della cultura del dono, della partecipazione e della corresponsabilità genera programmi d’infrastrutturazione sociale capaci di assumere una valenza strategica per il territorio. Attorno a questa mission si sono ritrovati i vari enti che ne hanno promosso la costituzione: Arcidiocesi di Agrigento, Associazione Confcooperative Sicilia, Associazione Farm Cultural Park, Associazione Scirocco, Banca Popolare Etica, Consorzio Agri.Ca. società cooperativa sociale, Consorzio Solidalia società cooperativa sociale, CRESM Centro di Ricerche Economiche e Sociali per il Meridione società cooperativa sociale, Diocesi di Trapani e Fondazione Peppino Vismara. Hanno contribuito in maniera decisiva in qualità di partner esterni alla costituzione anche: l’Archivio della Generatività Sociale dell’Università Cattolica di Milano, Assifero, la Fondazione Charlemagne’.

Inizialmente quali problematiche intendeva risolvere?

‘Affrontare le sfide insieme per ridurre le disuguaglianze. La Fondazione promuove e sostiene progettualità che rispondono alle priorità del territorio volte a produrre azioni di sviluppo locale concrete, innovative e sostenibili, in grado di facilitare la creazione di beni comuni nei seguenti settori di intervento: promozione del welfare comunitario nell’educazione e nell’assistenza, sostegno alle imprese giovanili socialmente responsabili, valorizzazione del patrimonio culturale e naturale. In particolare, lo sguardo è rivolto al mondo giovanile che le statistiche danno sempre più in fuga dalla Sicilia. Il nostro è un territorio segnato da deficit strutturali ma anche da straordinarie potenzialità, pensiamo per esempio al patrimonio archeologico, storico e naturalistico dal quale possono essere generate diverse opportunità per la crescita delle comunità. La questione del lavoro giovanile è il problema più urgente perché la disoccupazione ci interpella in modo particolare. Quindi, fin dalla sua costituzione, la Fondazione di Comunità ha lavorato per creare opportunità per la valorizzazione socio-economica dei più giovani, fornendo opportunità e occasioni di sviluppo personale e comunitario. Infatti, lo strumento della Fondazione di Comunità ci permette d’invertire il paradigma di un Sud inerme e destinato al fallimento, creando alleanze e valore per lo sviluppo locale’.

Come si è sostenuta e si sostiene?

‘La Fondazione di Comunità persegue esclusivamente finalità civiche, solidaristiche e di utilità e realizza attività di raccolta fondi al fine di: promuovere e sostenere programmi e progetti di sviluppo locale nel territorio in cui opera; formare un patrimonio della comunità la cui rendita sia permanentemente destinata a queste attività. La Fondazione aggrega, quindi, risorse con la finalità ultima di prendersi cura della comunità stessa e di tramandare alle generazioni future un patrimonio, sia economico che di relazioni, per lo sviluppo del proprio impatto socio-economico e con l’obiettivo ultimo di ridurre le disuguaglianze senza lasciare indietro nessuno. Dalla costituzione ad oggi i sostenitori delle attività della Fondazione di Comunità sono stati: Fondazione CON IL SUD, Fondazione Peppino Vismara, Fondazione Charlemagne, Fondazione Peretti, 8xmille alla Chiesa Cattolica, Fondazione Unipolis, Impresa Sociale CON I BAMBINI. A questi si aggiungono diversi soggetti privati ed imprese che hanno visto nella Fondazione di Comunità una piattaforma di collaborazione utile ad ampliare l’impatto della loro responsabilità sociale’.

In questi primi anni quali iniziative ha realizzato, tese soprattutto a sostenere l’imprenditoria sociale?

‘Le iniziative in questo ambito d’intervento che riteniamo più rilevanti sono in particolare tre. La prima è il bando Crowdfunding di Comunità 2020 ‘Ripartenze inclusive’ attraverso il quale la Fondazione di Comunità ha co-finanziato sei iniziative locali realizzate da Enti del Terzo settore, di cui tre imprese sociali. Dopo la fase di selezione delle proposte ricevute, le sei iniziative selezionate sono state pubblicate sulla piattaforma di crowdfunding di Intesa Sanpaolo ‘ForFunding’ con la quale la Fondazione di Comunità collabora: al raggiungimento di una raccolta pari al 30% dell’importo necessario a realizzare l’iniziativa la Fondazione di Comunità ha erogato il restante 70%. Si tratta di uno strumento innovativo – in relazione ai territori di riferimento – per il sostegno di tutte quelle iniziative community based capaci di potenziare o attivare servizi di utilità sociale a vantaggio delle diffuse fragilità che il contesto emergenziale ha generato e amplificato. Le tre imprese sociali sostenute sono: Cooperativa Sociale Arcobaleno – Valderice (TP) per un servizio di trasporto di anziani e persone diversamente abili; Cooperativa di Comunità Identità e Bellezza – Sciacca (AG) per un servizio di infopoint turistici inclusivi (attraverso integrazione LIS-Lingua del Segni Italiana); Cooperativa Sociale Al Kharub – Agrigento per un laboratorio di falegnameria e inserimento lavorativo di persone in condizione di fragilità nel campo dell’apicoltura. La seconda iniziativa è il programma ‘fa bene’ che vuole ri-conferire al cibo il suo valore comunitario adoperandolo come mezzo per promuovere la coesione sociale e l’inserimento lavorativo di persone che si trovano in una situazione di fragilità. ‘fa bene’ è una iniziativa di sistema che ha l’obiettivo di operare per la riduzione delle diseguaglianze di opportunità e agire – attraverso la leva del cibo – per promuovere filiere di co-responsabilità nelle comunità. Per realizzare questo intervento si avvieranno nei prossimi mesi: una rete di GAF (gruppi di acquisti familiari), un e-commerce etico-solidale, lo start-up di una impresa sociale per promuovere inserimenti lavorativi di persone in condizione di fragilità. Infine, la terza iniziativa è relativa al ‘South Working’. La Fondazione di Comunità sta sostenendo la nascita di un incubatore a Trapani – aperto proprio in questi giorni – volto alla promozione dell’impatto socio-economico derivante dal fenomeno del south working e di formule di accompagnamento all’impresa sociale e ai giovani del territorio. L’iniziativa ha visto il sostegno allo start-up di una cooperativa sociale denominata ‘Beehive’ promossa da un gruppo di giovani trapanesi che ha ideato e promosso il progetto dell’incubatore di comunità insieme alla Fondazione di Comunità e ad altri partner tra cui la Fondazione CON IL SUD’.

La pandemia ha fermato o mutato i progetti?

‘La Fondazione di Comunità promuove e sostiene iniziative che hanno come obiettivo quello di ridurre le disuguaglianze per favorire la ripresa inclusiva e sostenibile delle nostre comunità (secondo i principi degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite). Certamente la pandemia ci ha obbligato a rivedere le nostre priorità e per una organizzazione appena costituita come la nostra non è stato semplice. Adesso, la sfida che ci attende è quella della ricostruzione: è tempo di rigenerare i legami di prossimità, la coesione delle comunità, il lavoro di cura sociale, culturale, ambientale. In questo momento di crisi è ancora più importante lavorare insieme con determinazione, concretezza e rapidità. La Fondazione di Comunità, sempre di più in questi mesi, sta lavorando alla costruzione di legami e alleanze circolari, multiformi, ibride ma sempre attente a chi è più fragile. Si tratta di un percorso complesso che è solo all’inizio. Infatti, la Fondazione di Comunità sta sviluppando un ruolo strategico nei sistemi territoriali locali non solo attraverso le azioni di raccolta fondi, ma anche generando e facilitando progettualità comunitarie di sistema, capaci di affrontare la complessità, su cui far convergere risorse e competenze locali ed extra locali. Tutto ciò è reso possibile grazie all’ampio partenariato locale ed extra locale, e al contributo di privati e di organizzazioni che sostengono le attività della Fondazione di Comunità’.

Anche voi siete tra i soggetti promotori del bando avviato dalla Fondazione di Comunità di Messina rivolto ad aspiranti imprenditori e imprese già costituite. Che cosa vi attendete?

Le Fondazioni di Comunità del Sud, convinte della gravità del momento che sta vivendo il Paese, hanno scelto di rafforzare la loro collaborazione e la loro capacità di cooperazione, avviando un coordinamento. Mutualizzare esperienze, strategie e strumenti potrà meglio rendere capaci le nostre organizzazioni di servire efficacemente le comunità in cui si opera, diventando sempre più e sempre meglio strumenti in grado di ridurre le disuguaglianze nei nostri territori. Un processo di comunione e di unità, nel rispetto delle differenze e delle dinamiche evolutive di ciascuno, che riteniamo possa rappresentare un importante segnale politico di speranza e di corresponsabilità. In relazione a questa iniziativa specifica del bando rivolto ad aspiranti imprenditori e imprese già costituite ci aspettiamo di intercettare idee e capitale umano con una chiara visione di sostenibilità (economica, sociale, ambientale) e di impatto sociale nelle comunità capaci di fare la differenza sui territori. Questo perché la differenza la fanno sempre le persone’.

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Il mix vincente della Comunità Salernitana

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La Fondazione della comunità Salernitana è la più ‘anziana’ fondazione di comunità del Sud: il 27 aprile ha compiuto 12 anni. Non solo: opera anche nella provincia più estesa d’Italia (4578 kmq). La sua azione si esplica attraverso il coinvolgimento concreto di tutta la comunità. A parlarcene è Antonia Autuori, sua presidente.

La Fondazione della comunità Salernitana opera in una provincia immensa: come riesce a contribuire a trasformare responsabilmente il territorio?

‘Non è facile per la Fondazione della Comunità Salernitana essere presente su un territorio così ampio, naturalmente ci proviamo anche cercando di coinvolgere consiglieri che sono espressione di varie zone della nostra provincia che consta di 158 comuni, ma la nostra forza è anche quella di avere 63 fondatori anche loro di varia provenienza territoriale e che sono i nostri occhi attenti ai bisogni della comunità. Abbiamo poi pensato ad un bando che coinvolgesse direttamente tutti i comuni (ed in questo siamo stati aiutati dall’ente provinciale) e a chi ha partecipato abbiamo offerto un corso di fundraising. Ovviamente purtroppo non siamo ancora presenti in maniera pervasiva, anche se aver partecipato a bandi che prevedevano partenariati allargati ci ha fatto conoscere meglio i vari territori, e viceversa siamo riusciti a farci conoscere anche noi un pochino’.

Nella sua creazione si è ispirata al ‘modello Cariplo’: cosa ha comportato e come valuta oggi questa scelta?

‘Il percorso verso la costituzione era stato guidato dalla Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana, una fondazione di origine bancaria, che seguiva i consigli forniti dalla Fondazione Cariplo. Allora fu un perfetto mix tra le esperienze lombarde e l’innovazione proposta da Fondazione con il Sud. Ricordo bene quale componente del Comitato Promotore con la mia azienda il supporto di conoscenza offerto. Era un argomento nuovo per tanti ma abbiamo comunque deciso di scommettere sul desiderio di tanti di migliorare il nostro territorio. A distanza di anni, ho avuto la possibilità di partecipare all’incontro mondiale delle Fondazioni di comunità a Johannesburg. In quell’incontro ho visto che tante fondazioni nel mondo operano con poche risorse e realizzano grandi progetti. Non è sempre facile far comprendere che la fondazione non è un ‘bancomat’ ma che è un ‘motore’ della comunità e quindi per funzionare deve essere a sua volta alimentato (di idee, di passione, ma anche di fondi!) e per questo siamo anche concentrati sull’incremento del patrimonio che ci permetterà con la sua rendita di continuare ad essere agenti di cambiamento’.

Inizialmente quali problematiche intendeva risolvere?

‘La Fondazione non nasce per risolvere problemi che spesso lo Stato non riesce a risolvere. La Fondazione nasce per promuovere innovazione sociale sul territorio. La Fondazione ha promosso nei primi anni dei bandi specifici rivolti alle organizzazioni di terzo settore per l’acquisto di beni strumentali tipo il furgone per una Protezione Civile oppure una pesa per il banco alimentare, cose non particolarmente costose, ma indispensabili per operare. Ci siamo resi conto che spesso nelle organizzazioni di volontariato quello che mancava era quel quid per realizzare l’ultimo miglio di un progetto’.

Come si è sostenuta e si sostiene?

‘La Fondazione della Comunità grazie alla generosità di tanti donatori. Nel corso dell’ultimo triennio abbiamo raccolto complessivamente (a patrimonio, per l’attività erogativa e per la gestione) oltre 487 mila euro. Nello specifico per la gestione dobbiamo ringraziare la Regione Campania che, negli ultimi anni, ha deciso di sostenere le Fondazioni di Comunità campane con un contributo per la gestione e le attività culturali’.

In questi anni quali sono state le iniziative realizzate più significative a sostegno della comunità?

‘I bisogni del nostro territorio sono numerosi, variegati e diversificati, come abbiamo già sottolineato, per la dimensione territoriale. Moltissimi dei progetti che ci vengono presentati riguardano i bisogni legati alle disabilità e all’integrazione dell’assistenza, l’abbandono scolastico, il sostegno all’autoimprenditorialità (microcredito), l’integrazione di immigrati, ma ci vengono presentati anche progetti di restauro di opere d’arte particolarmente significative. Il nostro progetto più importante però è sicuramente la realizzazione di un centro diurno e residenziale per persone con disabilità a Sala Consilina. La costruzione (4 piani per un totale 3.200 mq circondata da un oliveto) – dalla posa della prima pietra all’inaugurazione del centro diurno al pian terreno – è durata solo 3 anni. L’iniziativa è stata resa possibile grazie alla determinazione dell’associazione ‘Una Speranza’, ma anche alle sinergie che grazie alla Fondazione sono state messe in atto con la Fondazione Cariplo, la Fondazione con il Sud e tanti privati. Un lavoro fatto dalla comunità per la comunità in cui fondamentale è stata la componente del dono e della fiducia e che ha anticipato anche il dettato normativo previsto dalla legge 112/2016 sul dopo di noi’.

E quelle tese a sostenere l’imprenditoria sociale?

‘La fondazione naturalmente sostiene anche progetti di cooperative del territorio provando ad attivare lo start up di nuove iniziative finalizzate a generare economie capaci di produrre reddito. Spesso le cooperative sociali si trovano in difficoltà e non hanno risorse da investire per implementare o innovare un servizio anche per i ritardi nei pagamenti degli enti pubblici. Stiamo proprio in questi giorni dando vita ad una impresa sociale con altri partner Remain che offrirà alle aziende servizi per i dipendenti che lavorano nei loro luoghi di origine lontani dalla sede centrale. Remain prevede di realizzare uffici attrezzati e moderni più vicini a chi lavora, ai suoi affetti, al suo tessuto sociale. Utilizzando contenitori pubblici dismessi, in pratica promuove ecosistemi estesi che siano in grado di creare vantaggi reciproci e nuove competenze sui territori’.

La pandemia ha fermato o mutato i suoi progetti?

‘Assolutamente non ci ha fermato, forse un po’ ha cambiato le priorità. Infatti, la Fondazione durante questo periodo ha sostenuto progetti nell’ambito sanitario e sociale in favore delle persone che hanno sofferto maggiormente la crisi derivante dalla pandemia. Sono stati donati generi di prima necessità a famiglie bisognose, per il tramite delle organizzazioni di volontariato, sono stati acquistati dei beni e donati alle strutture sanitarie. Durante il lockdown quella che non si è fermata è stata la generosità: la Fondazione ha completato una grande raccolta fondi che ha permesso di acquistare un casco refrigerante per permettere alle donne che si sottopongono al regime chemio terapico di evitare la caduta dei capelli; sono state trovate le risorse per un progetto di l’inserimento socio lavorativo di persone con disabilità; siamo stati tra i primi renderci conto delle enormi difficoltà del settore dello spettacolo e abbiamo realizzato una serie di eventi per raccogliere fondi da destinare ad un fondo di garanzia per il microcredito in particolare rivolto agli artisti e ai lavoratori dello spettacolo, Musicaccanto’.

Come vengono coinvolti i cittadini nei singoli progetti e nell’azione generale della Comunità?

‘I cittadini vengono coinvolti nei progetti dalle organizzazioni a cui spesso vengono chieste donazioni che servono per far sentire tutti corresponsabili della specifica azione progettuale. Se un progetto veramente interessa alla comunità è la stessa comunità che si fa carico di raccogliere le donazioni che servono a sostenerlo’.

Come vede il futuro?

‘Sicuramente lo immagino diverso dall’oggi. La crisi economica attuale mi spaventa moltissimo, perché il rischio di regredire nei diritti e nelle libertà è reale nel momento in cui la liquidità finanziaria è in mano a persone senza scrupoli. Dobbiamo pensare a paradigmi diversi, ripensare alla globalizzazione in maniera determinata. Gli obiettivi dell’agenda 2030 ci devono guidare’.

Anche voi siete tra i soggetti promotori del bando avviato dalla Fondazione di Comunità di Messina rivolto ad aspiranti imprenditori e imprese già costituite. Che cosa vi attendete?

‘Durante la pandemia le fondazioni di comunità del mezzogiorno hanno cominciato a lavorare su percorsi comuni: microcredito economico e sociale, focal point di Invitalia per la misura di Resto al Sud, etc…In questo lavoro in rete, la Fondazione di Messina, ha permesso alle fondazioni del Mezzogiorno di essere partner di una loro importante progettualità che abbiamo promosso attraverso i nostri canali. Sono state diverse le persone che hanno chiesto maggiori informazioni e speriamo con questa opportunità di poter aumentare la consapevolezza dei giovani sulle possibilità, le competenze e i profili richiesti dalle professioni verdi; favorire l’incontro tra domanda e offerta di green jobs e lo sviluppo dell’imprenditorialità in campo ambientale e sostenibile. La sfida dei giovani che si affacciano al mondo del lavoro oggi è immaginare quali saranno i lavori ancora utili tra dieci anni. E su questo la Fondazione di comunità di Messina è una garanzia per tutti noi’.

(ITALPRESS).