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La vocazione imprenditoriale della comunità San Gennaro

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La Fondazione di Comunità San Gennaro è una di quelle con più spiccata vocazione imprenditoriale. Tra i soci vanta, per esempio, l’associazione L’altra Napoli onlus, che gestisce le Catacombe di San Gennaro; nel cuore del Rione Sanità, ha fondato le Edizioni San Gennaro, che fanno del libro e della lettura strumenti per comunicare bellezza, identità e memoria. Capitale umano, cultura e innovazione sono i tre ambiti di intervento che vengono perseguiti attraverso la promozione di bandi e percorsi di progettazione partecipata con la comunità locale. Ne parliamo con il suo direttore, Mario Cappella.

La Fondazione di Comunità San Gennaro nasce nel 2014 dal bisogno di una comunità: ci vuole raccontare i suoi inizi?

“Da oltre 20 anni, gli enti del Terzo Settore che operano nel Rione Sanità cooperano per rispondere ai bisogni di un intero territorio. Dotarsi di una Fondazione di Comunità è stata la risposta concreta alle esigenze del territorio. Il primo passo per la nascita della Fondazione di Comunità San Gennaro Onlus è stata la costituzione nel 2014 di un Comitato Promotore che intendeva svolgere opera di promozione culturale presso le realtà locali (Associazioni, Cooperative, Enti Profit e liberi cittadini) per sensibilizzarle rispetto alle potenzialità di una Fondazione di Comunità e alle attività ad essa demandate. A supporto di quest’azione sono stati organizzati eventi ad hoc al fine di ricercare attivamente tutti i possibili partner fondatori e raccogliere i fondi necessari alla costituzione del patrimonio iniziale della istituenda “Fondazione”. Da un punto di vista strettamente amministrativo, il Comitato Promotore si è occupato di redigere lo statuto della Fondazione di Comunità San Gennaro Onlus per definirne l’oggetto sociale e regolamentarne la gestione interna”.

Quali i soci fondatori? Quali i sentimenti iniziali degli abitanti dell’area di riferimento?

“Se da un punto di vista istituzionale sono stato svolti i passaggi sopra descritti, dal punto di vista operativo la nostra è una Fondazione nata “dal basso”, cioè dall’ascolto del territorio che già da anni viveva un momento di rinascita grazie soprattutto all’opera di sensibilizzazione svolta dalla Parrocchia di Santa Maria della Sanità e al progetto di valorizzazione delle Catacombe di Napoli, che, di fatto, ha rilanciato un intero territorio. Quando è nata la Fondazione, infatti, al Rione Sanità vi erano già numerose Associazioni e Cooperative che si occupavano (e lo fanno tutt’ora) di valorizzare il patrimonio storico artistico e il capitale umano del quartiere. La Fondazione si può dire, è stata la diretta conseguenza del lavoro che già si faceva all’interno del Rione. La Fondazione ha scelto di coinvolgere soci che provenissero dal Privato Sociale e dal Profit. Tutti i soci fondatori della Fondazione San Gennaro si sono impegnanti a versare un capitale di 100.000 euro in 10 anni. I soci fondatori della Fondazione di Comunità San Gennaro sono la Parrocchia di Santa Maria della Sanità e di San Severo, L’Associazione “L’Altra Napoli Onlus – Associazione Napoli Dentro”, La Fondazione Grimaldi, Caronte&Tourist, Feudi di San Gregorio, L’Associazione Co-Operazione San Gennaro, La Rete San Gennaro Gli imprenditori del Rione, La Fondazione Vismara, La Fondazione Alberto e Franca Riva e la Famiglia Buonafede”.

Inizialmente quali problematiche intendeva risolvere?

“La Fondazione San Gennaro è nata allo scopo di mettere “a sistema” e “strutturare” i processi di sviluppo già in atto nel Rione Sanità dal punto di vista educativo, economico e dell’innovazione territoriale. La Fondazione funge infatti da aggregatore e facilitatore dei processi di comunità intendendo essere il contenitore giuridico in grado di rappresentare il territorio, interpretarne le esigenze e sostenerne la crescita in modo stabile ed equilibrato. Rispetto al Pubblico, la Fondazione si pone come un interlocutore intermedio capace di attivare processi, iniziative e progetti in una logica di coprogettazione e sistema integrato”.

Come si è sostenuta e si sostiene?

“La Fondazione San Gennaro ha partecipato al bando di Fondazione Con il Sud, che favorisce la nascita delle fondazioni di comunità nel Mezzogiorno. Il Patrimonio della Fondazione è attualmente costituito da beni economici e artistici, frutto di donazioni liberali di singoli cittadini, ma anche di enti profit e no-profit. Si sostiene grazie a donazioni private e attraverso contributi che provengono da bandi promossi da altri Enti. Oltre al patrimonio economico, la Fondazione è dotata di un patrimonio immobiliare ed artistico ricevuto in dono da generosi donatori privati e da artisti”.

In questi primi anni quali iniziative ha realizzato, tese soprattutto a sostenere l’imprenditoria sociale?

“La Fondazione ha supportato la start-up di diversi Enti (Associazioni o Cooperative) che operano nel territorio realizzando progetti innovativi. Negli anni è stata sostenuta un’azione di riciclo creativo della plastica; si è favorita la start-up di una gelateria sociale e della casa editrice Edizioni San Gennaro. Recentemente la Fondazione ha promosso la nascita di una cooperativa di consumo e di una cooperativa sociosanitaria”.

La pandemia ha fermato o mutato i suoi progetti?

“La pandemia ha sicuramente aperto nuovi scenari anche per la nostra Fondazione. Ci siamo interrogati su quali fossero le migliori strategie da mettere in campo per supportare la Comunità territoriale nel lungo periodo d’emergenza sanitaria. È per questo che nel corso del 2020 abbiamo attivato numerose campagne di raccolta fondi che son servite a dare un concreto sostegno materiale alle famiglie, alla Rete Educativa e agli imprenditori e i commercianti del Rione Sanità. Con la campagna “Nessuno si salva da solo” la Fondazione ha provveduto alla distribuzione di buoni spesa per le famiglie in difficoltà da utilizzare presso gli esercizi commerciali del Rione Sanità. Con l’iniziativa Tampone Solidale abbiamo invece provveduto ad organizzare una campagna di screening di massa per gli abitanti del quartiere, effettuando tamponi antigenici gratuiti. Allo stesso modo, abbiamo supportato l’azione dei Centri Educativi dotandoli di dispositivi di protezione individuale e di dispositivi digitali necessari a proseguire le attività didattiche e laboratoriali in questo periodo di emergenza educativa”.

Anche voi siete tra i soggetti promotori del bando avviato dalla Fondazione di Comunità di Messina rivolto ad aspiranti imprenditori e imprese già costituite. Che cosa vi attendete?

“La Fondazione si immagina di poter attrarre e coinvolgere in questo bando le Associazioni e le Cooperative già strutturate che da tempo operano sul territorio e che possono sicuramente trarre dal bando strumenti formativi utili a favorirne l’apertura verso nuovi orizzonti imprenditoriali nel campo del turismo, della cultura e della mobilità sostenibile”.

(ITALPRESS).

Pirlo “I rimpianti ci sono, l’Inter ha avuto più fame di noi”

TORINO (ITALPRESS) – “Abbiamo fatto una partita da squadra nonostante venissimo da una sconfitta brutta. C’è stata una buona reazione e non era facile, ma ci siamo aiutati, siamo stati belli compatti, abbiamo superato le difficoltà giocando tutti insieme. Avevamo bisogno di ritrovarci a livello di squadra”. Andrea Pirlo ha visto col Sassuolo la Juventus che avrebbe voluto in campo più spesso in questa stagione dove, “in certe occasioni, ci è mancata quella compattezza, bastava veramente poco per raccogliere qualche punto in più che ci sarebbe servito per lottare per il campionato e un posto in Champions. Invece ci sono stati dei cali di tensione, non eravamo concentrati al massimo sull’obiettivo e succede che quando non hai il fuoco dentro in tutte le partite, perdi punti per strada che ti costano i campionati. I rimpianti? Ci sono, se non arrivi all’obiettivo che ti sei prefissato a inizio anno devi avere dei rimpianti. Altrimenti non sei un allenatore ambizioso e io lo sono”. Domani arriva l’Inter di Conte che ha messo fine al lungo dominio bianconero e affrontare “una squadra che viene allo Stadium come nuova campione d’Italia deve bruciarci, deve darci quel qualcosa in più per l’obiettivo che dobbiamo raggiungere, perchè abbiamo ancora la possibilità di centrare un posto in Champions”. Pirlo si aspetta che i nerazzurri “arriveranno con la formazione migliore, per fare una grande partita e vincere. La prepareranno al meglio. Lo scudetto l’ha vinto l’Inter o lo ha perso la Juve? Lo scudetto l’ha vinto l’Inter e le altre lo hanno perso. Complimenti all’Inter, ma noi potevamo fare di più. Hanno fatto meglio, sono stati più regolari in tutta la stagione, hanno avuto più fame di noi. Venivano da tanti anni senza successi e questo li ha portati a fare qualcosa in più, sono stati più bravi. Da parte nostra errori ce ne sono stati tanti, in testa ho già tutto e a fine anno farò degli esami e parlerò di quello che ho fatto col mio staff, cercando in futuro di non commetterli più”.
(ITALPRESS).

Le “energie buone” della Val di Noto

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La Fondazione di Comunità Val di Noto persegue la vocazione imprenditoriale attraverso bandi e iniziative diverse mediante i quali individua e sostiene le “energie buone” del territorio, anche in maniera diretta come – ad esempio -l’incubatore di nuove imprese Eureka. Ne parliamo con il suo presidente, l’avvocato Giovanni Grasso. Quali sono le realtà che hanno dato vita alla Fondazione? “I soci fondatori della Fondazione di Comunità Val di Noto sono stati l’Arcidiocesi di Siracusa, la Diocesi di Noto, la Banca popolare Etica Società Cooperativa per azioni, Fondazione Sant’Angela Merici onlus, L’Arcolaio Società cooperativa sociale, Isituto Gestalt Therapy – H.C.C. – Human Communication Center- Kairos Srl, Don Giuseppe Puglisi associazione di volontariato, Don Giuseppe Puglisi società cooperativa sociale onlus, Fondazione Madre Teresa di Calcutta onlus, Cooperativa sociale Shaqed, Associazione Piccoli fratelli onlus, “Si può fare” cooperativa sociale onlus, “Centro di ascolto e di accoglienza” associazione di volontariato”.

Inizialmente quali problematiche intendeva risolvere? Di quali aree?

“Il territorio in cui opera la Fondazione è incredibilmente ricco di storia e umanità, ma allo stesso tempo sperimenta gli effetti di una cronica crisi sociale dovuta alla mancanza di lavoro, alla emorragia di giovani che emigrano per avere un futuro migliore, alla scarsità dei servizi ed alla mancanza di infrastrutture. La Fondazione nasce con l’idea di rafforzare i percorsi di accompagnamento, le “ripartenze” come sono state chiamate, di quanti sono rimasti indietro per condizioni familiare difficili, per scelte di vita sbagliate, per essere caduti di fronte le difficoltà che la vita ci pone”.

Come si è sostenuta e si sostiene?

“Per i primi anni la Fondazione ha potuto contare su cospicue donazioni dei suoi principali soci fondatori (le due diocesi di Siracusa e Noto) sul sostegno della Fondazione Con il Sud e sul contributo di Caritas italiana nel quadro di interventi sistematici contro la povertà. Adesso la Fondazione ha rivolto la sua attenzione alla partecipazione ai bandi nazionali pubblici e privati”. Attraverso quali progetti i risultati si sono concretizzati? “La Fondazione ha sino ad oggi promosso e sostenuto oltre 110 progetti riconducibili a tre ambiti d’azione: il welfare, l’inclusione e la coesione sociale, i progetti di economia sociale e solidale. Ad oggi gestiamo 8 cantieri educativi, lavoriamo nelle carceri, finanziamo case famiglia, ricoveri per senza tetto, mense per i poveri, centri di aiuto alle famiglie e centri di ascolto sparsi su tutto il nostro territorio”.

In particolare, quali le iniziative tese soprattutto a sostenere l’imprenditoria sociale?

“Abbiamo cominciato dalla cosa più semplice: finanziare una cooperativa sociale che già lavorava a progetti di inserimento lavorativo di detenuti all’interno del carcere ad espandere la propria attività nell’accompagnamento lavorativo al di fuori del carcere. Da lì è nata una linea di erbe aromatiche tipiche dei monti Iblei (rosmarino, timo, salvia, origano ma anche sale privatizzato e molto altro ancora) commercializzate dalla cooperativa sociale l’Arcolaio con il marchio “Frutti degli Iblei” (https://www.arcolaio.org/it/17-sali-condimenti-erbe) Abbiamo poi aperto “Eureka”, il primo Incubatore di Imprese della provincia, accompagnando decine di ragazzi da 22 ai 37 anni nel trasformare la loro impresa da idea a realtà. Nel 2018, visto che molte delle imprese che aveva contribuito a nascere realizzavano prodotti o erogavano servizi idonei ad essere venduti ai turisti, abbiamo aperto un ufficio di informazioni turistiche nel pieno centro storico della città con annesso Bookshop nel quale vengono venduti prodotti e servizi delle nostre startup e delle cooperative vicine alla Fondazione. All’interno dello stesso ambito rientrano diversi progetti di alternanza lavoro”.

La pandemia ha fermato o mutato i vostri progetti?

“Certo la pandemia ha assestato un duro colpo a tutte le attività della Fondazione, obbligandola a sospendere quasi tutte le attività in corso, a rinviare l’avvio di nuovi progetti ed a concentrare la propria attività sui progetti che potevano avere un impatto immediato su un territorio in fortissima difficoltà. Tutta la filiera del turismo è andata in sofferenza e con essa alcune delle startup che avevamo contribuito a far nascere. L’epidemia per converso ha consentito alla Fondazione di avere più tempo per valutare l’impatto di quanto fatto sino ad ora, di ripensare alcuni percorsi e di pianificare al meglio le attività future”.

Anche voi siete tra i soggetti promotori del bando avviato dalla Fondazione di Comunità di Messina rivolto ad aspiranti imprenditori e imprese già costituite. Che cosa vi attendete?

“Oltre ad aspirare a presentare almeno cinque o sei imprese che possano puntare ad ottenere il grant e l’accompagnamento del bando di cui sopra abbiamo dato il nostro contributo nel rafforzare questa alleanza tra fondazioni coinvolgendo le Fondazioni di Comunità nel meridione (da quella di Messina a quella Salernitana, da quella di Agrigento e Trapani a quella del Salento fino a quella del Centro Storico di Napoli) nell’ultimo bando che abbiamo emesso pochi giorni fa dal titolo “Eureka 3.2 – Tourist Edition”, in collaborazione con Civita Sicilia srl – operatore di primissimo piano nel campo della gestione di beni culturali e servizi collegati – per la selezione di nuove imprese (con sede nei territori delle citate Fondazioni di Comunità) che vogliano scommettersi nella produzione di artigianato di qualità e di prodotti che possano essere venduti nella serie di negozi che fanno capo alla Fondazione ed a Civita Sicilia srl. Oltre ad un accordo per la distribuzione dei loro prodotti in una rete di negozi dalla grande visibilità i vincitori potranno aspirare a percorsi di accompagnamento nello sviluppo della loro idea di impresa o aspirare all’accesso a canali di microcredito dedicato”.

(ITALPRESS).

Borgomeo “Lo sviluppo nasce dalla condivisione”

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“In un periodo in cui la pandemia scuote interi settori, una nuova collaborazione che inizia è un segnale inequivocabile di speranza, perché ci dice chiaramente che per fortuna l’ambizione di continuare a costruire il futuro non si è spenta. È proprio riconoscendo la gravità degli eventi, infatti, che si può innescare la capacità di fare quel passo in più per allargare il nostro orizzonte, anche mettendo in condivisione il bagaglio di conoscenze, riflessioni e visioni maturato da ciascuno”. Lo afferma Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione CON IL SUD. “È ciò che hanno fatto le Fondazioni di Comunità del Sud aderendo al bando promosso dalla Fondazione di Comunità di Messina per imprenditori o aspiranti tali con un orientamento alla sostenibilità e al bene comune: un ulteriore passo in avanti in termini di collaborazione, così come rivela la natura stessa di questi enti, la cui opera e la cui efficacia è data da un’articolata struttura di legami tra soggetti anche molto diversi che perseguono un obiettivo comune di sviluppo sano per il territorio”, prosegue.

“Fare sviluppo, oggi più che mai, vuol dire cooperare, non disgregarsi, ma al contrario saper condividere e partecipare nel senso di prendere parte con responsabilità alla costruzione di una società rinnovata, più giusta e inclusiva. In questo senso, le Fondazioni di Comunità sono da sempre presìdi di sviluppo, perché nascono per fornire risposte concrete ai territori solo dopo averne ascoltato le richieste e solo riuscendo ad aggregare le energie messe in campo dai territori stessi – sottolinea Borgomeo -. Per la Fondazione CON IL SUD, le sei Fondazioni di Comunità finora sostenute sono preziosi strumenti e concrete applicazioni dell’idea di una coesione sociale perseguibile solo a partire dal terzo settore e da una comunità che si fa protagonista del proprio futuro. È il principio che anima ciascuno degli oltre mille progetti sostenuti dalla Fondazione, principio che diventa nuovo strumento nelle Fondazioni di Comunità.

(ITALPRESS).

Zarco comanda seconde libere Gp Francia, bene Rossi

LE MANS (FRANCIA) (ITALPRESS) – Johann Zarco è il migliore nella seconda sessione di prove libere di MotoGP nel Gran Premio di Francia. Sul circuito di Le Mans, il pilota francese della Ducati comanda con il tempo di 1’31″747. Alle sue spalle, l’altro padrone di casa, Fabio Quartararo (Yamaha), staccato di 95 millesimi, e il suo compagno di marca, lo spagnolo Maverick Vinales. In top-10, e dunque con un posto ipotecato per il Q2, le Yamaha di Franco Morbidelli (quinto) e Valentino Rossi (nono). Quarto posto per Pol Espargaro, bene anche Miguel Oliveira (sesto), Jack Miller (settimo) e Marc Marquez (ottavo), poi Takaaki Nakagami a chiudere i primi dieci. Solamente dodicesimo il leader del Mondiale ‘Peccò Bagnaia, a lungo ai box dopo una caduta (senza conseguenze fisiche) e con poco tempo per tentare il time attack.
(ITALPRESS).

Marevivo “Energie rinnovabili unica via per la transizione ecologica”

ROMA (ITALPRESS) – Mai come in questi ultimi mesi si è parlato della necessità di una “transizione ecologica” che per essere vera non può prescindere dall’abbandono dei combustibili fossili a favore delle numerose alternative sostenibili e rinnovabili che il Pianeta ci mette a disposizione, come il vento, il sole e il mare. Questo il fil rouge della tre giorni di webinar organizzata da Marevivo per discutere degli aspetti relativi al ruolo delle energie rinnovabili nel percorso della transizione energetica che il nostro Paese si deve impegnare ad affrontare, per scongiurare gli effetti del cambiamento climatico e ridurre le emissioni di gas serra del 55% entro il 2030, come da accordo con l’UE.
Coinvolti nell’iniziativa, rappresentanti di istituzioni, imprese, ricerca, finanza e società civile: quella ambientale infatti non è una sfida che si può vincere da soli, e il passaggio ad un’energia 100% rinnovabile non deve essere una scelta auspicabile, ma l’unica possibile.
“Parlare di transizione ecologica e continuare a trivellare il mare è inaccettabile – ha dichiarato Rosalba Giugni, Presidente e fondatrice di Marevivo – anzichè continuare a investire sui fossili pensiamo a una seria programmazione di abbandono delle trivellazioni. Sul nostro Pianeta, attraverso il sole, il vento e il mare, abbiamo già a disposizione tutto quello che ci serve per far coesistere progresso economico e sostenibilità”.
“Siamo in piena transizione energetica e occorre evidenziare in ogni occasione i caratteri di procedure coerenti e trasparenti per la decarbonizzazione” ha dichiarato Livio De Santoli, professore ordinario all’Università La Sapienza di Roma, Presidente Coordinamento FREE. “I webinar di Marevivo affrontano un tema non negoziabile: la necessità che il futuro dell’energia abbia come riferimento le fonti rinnovabili e le comunità dell’energia in una direzione di sostenibilità, mettendo a confronto i soggetti interessati dal cambiamento”.
“Bisogna affrontare quanto prima il tema delle semplificazioni, il processo di autorizzazioni nel nostro Paese è ancora fortemente caratterizzato da cavilli burocratici e lungaggini, che penalizzano pesantemente il settore delle energie rinnovabili” ha dichiarato Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente Fondazione Univerde. “A questo proposito una soluzione potrebbe essere prevedere un incentivo normativo per le imprese che agevoli gli investimenti”.
Nel primo incontro “Il vento nel Futuro” che aveva come focus l’energia eolica è emersa una importante posizione da parte del mondo dell’industria, che ha chiarito il proprio impegno a non anteporre interessi di tipo imprenditoriale alla tutela degli ecosistemi: ne è un esempio la dichiarazione di Riccardo Toto, Direttore Generale Renexia SpA, che, riferendosi al nuovo progetto dell’azienda per la realizzazione di un Parco Eolico Offshore nel Canale di Sicilia, ha chiarito che in nessun caso lo sfruttamento della risorsa vento dovrà ledere la risorsa mare e i suoi abitanti.
Per Simone Togni, Presidente ANEV, occorre una governance per superare tutti gli ostacoli e le lungaggini burocratiche. Attualmente gli iter autorizzativi possono durare più di cinque anni, sia per realizzare un nuovo impianto eolico che per rifarne uno vecchio. Secondo Silvio Greco, Dirigente di Ricerca Stazione Zoologica Anton Dohrn, questo progetto rappresenta anche un’opportunità per svolgere attività di ricerca su ecosistemi marini ancora sconosciuti e di acquisire una nuova conoscenza di quel tratto di mare. Eugenio Tranchino dello Studio Watson Farley & Williams ha invece illustrato il rischio di possibili sovrapposizioni fra l’istituzione di una Commissione Tecnica PNIEC – PNRR (prevista dal Decreto Semplificazioni) e l’attuale Commissione VIA.
In occasione del secondo incontro dal titolo “Il Sole e il Futuro” dedicato all’energia solare Eleonora Petrarca, Responsabile Business Development Enel Green Power Italia, ci ricorda che il Sistema Paese da qui al 2030 dovrà installare ulteriori 40 GW di impianti di produzione di energia elettrica provenienti da fonti rinnovabili, in particolare solare ed eolica e che le imprese sono pronte. Eugenio de Blasio, Fondatore e CEO di Green Arrow Capital, ha evidenziato l’importanza di una semplificazione a livello amministrativo. Sul come intendere la tutela del paesaggio e sulla necessità di linee guida si è espresso Francesco Prosperetti, già Direttore Generale del paesaggio (PARC). Anche Alessandra Todde, Viceministra dello sviluppo economico, ha sottolineato che gli investimenti in infrastrutture e la semplificazione burocratica devono andare di pari passo con l’attività di produzione.
Il terzo incontro dal titolo “L’Onda del Futuro” ha preso in esame le prospettive e le problematiche relative alla produzione di energia dal mare. Questo è un settore in grande fermento, ma in Italia non è ancora decollato a causa dei costi elevati di produzione che, come ricorda Fabio Di Felice del CNR-INM, si aggirano in media sui 90 centesimi per kWh. Per Franco Rispoli, Presidente Owemes, sarebbe interessante pensare a degli arcipelaghi di energia in un mixing di fonti rinnovabili dall’eolico al fotovoltaico al moto ondoso e alle correnti. E’ quindi indispensabile procedere ad una seria pianificazione degli spazi marittimi. Lorenzo Matacena, Presidente Caronte&Tourist, ha ripercorso la storia del primo impianto concretamente realizzato nel Canale di Messina, un brevetto italiano oggetto di disseminazione nel mondo. Il panorama europeo è stato illustrato da Gianmaria Sannino, dell’ENEA. Nell’ottica di uno sviluppo del mercato, tra gli obiettivi a breve e medio termine, l’Unione europea ha posto la riduzione del costo del kWh dell’energia dalle maree e il finanziamento di progetti di ricerca. La disponibilità di risorse energetiche marine è maggiore lungo la costa atlantica (in particolare in Irlanda e Scozia), ma il mar Mediterraneo non è da meno, anzi offre opportunità interessanti sia per produzione energetica che per sviluppo di tecnologie.
L’organizzazione dei webinar si inserisce nel percorso del progetto “Sole, Vento e Mare per le Isole Minori Italiane: energie rinnovabili e paesaggio” che Marevivo porta avanti dal 2008 con la realizzazione di bandi internazionali che hanno stimolato idee progettuali innovative di produzione energetica da fonti rinnovabili compatibili con il nostro paesaggio.
Per l’edizione 2021 è stato istituito il “Premio Sole, Vento e Mare” per individuare, selezionare e premiare progetti internazionali già sperimentati e replicabili che abbiano le giuste caratteristiche tecnologiche, ambientali e di compatibilità con il paesaggio nella transizione ecologica.
Il Premio verrà presentato a Salina in occasione della manifestazione Green Salina Energy Days (9-10 settembre 2021) e si inserisce nell’ambito dell’iniziativa Salina Isola Pilota dell’Unione Europea, per la transizione verso l’energia pulita e la sostenibilità al 2030 di cui Marevivo è Partner.
Supportano il progetto Enel, Green Arrow Capital, Renexia e Studio Watson Farley & Williams. Il progetto ha il patrocinio del Ministero della Transizione Ecologica.
(ITALPRESS).

Covid, a Palermo mostra fotografica “Risorgiamo Italia”

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Un anno strappato alla quotidianità. Un anno in cui ogni certezza, ogni gesto abituale, è diventato un tesoro da salvaguardare. Stringersi, sedersi insieme, abbracciarsi: tutto negato, in attesa di tempi migliori. Igor Petyx c’era sempre, animato da una frenesia del racconto per immagini, dalla vogliadi non lasciar scoperto ogni momento di quotidianità mancata. Gli scatti del fotoreporter hanno percorso più di un anno di pandemia e sono diventati “Risorgiamo Italia”, una mostra offerta alla città, ospitata alla Fiera del Mediterraneo di Palermo.
L’esposizione è realizzata dalla struttura commissariale e promossa da MSC Crociere. Gli scatti saranno visibili esclusivamente agli utenti in arrivo alla Fiera del Mediterraneo per vaccinarsi.
Cento e più foto dei turisti in quarantena all’Hotel Mercure, dei saluti e dei canti dai balconi, della spesa per le famiglie più povere. “Se vedevamo un lenzuolo colorato al balcone, suonavamo a tutti i campanelli fino a quando trovavamo la famiglia – ricorda Igor – e dicevamo di sporgersi per un saluto: il padre in tuta, la madre in ciabatte, i bambini in pigiama, ma ridevano tutti, era qualcosa di nuovo”.
C’è l’omaggio ai genitori che si sono improvvisati professori, medici, psicologi e compagni di scuola; il tributo ai nonnini dietro le finestre. C’è Palermo immobile, i rider padroni delle strade, le mascherine introvabili. Poi la prima riapertura, la gente esce e trova il sole: è estate e sembra tutto finito, Trapani è la prima città Covid free, si torna nei musei e nei ristoranti ma dura pochi mesi. Le proteste dei commercianti e degli artisti, i ristoranti serrati, le prime multe, i tamponi, i vaccini.
Il racconto della pandemia e dell’abitudine alla pandemia. Ma soprattutto di come tutto ciò che era quotidiano e scontato ora è diventato una riconquista. La mostra è un monito ancor più potente lanciato dall’hub vaccinale.
“Le immagini di Petyx ripercorrono un anno in cui ognuno di noi ha dovuto attingere a eccezionali riserve di forza d’animo: probabilmente non pensavamo neppure di averle – dichiara il commissario Covid di Palermo e provincia, Renato Costa -. Abbiamo voluto questa esposizione permanente sulle pareti della Fiera del Mediterraneo per ricordarci dell’umana capacità di resistere alle difficoltà. Abbiamo immaginato, reagito, costruito”.
Il fotoreporter ha immortalato anche i lavori alla Fiera del Mediterraneo, quando non era ancora l’hub vaccinale di Palermo e provincia. “Sembrava impensabile che questi locali potessero ospitare un polo da quattromila vaccini al giorno – continua Costa -. Ora è una straordinaria realtà, insieme ai centri vaccinali negli ospedali, ai drive-in per i tamponi, alle riconversioni dei reparti. In questa mostra c’è la storia di come ci siamo rialzati, ma anche l’invito a continuare a camminare per allontanare per sempre la pandemia”.
(ITALPRESS).

Coronavirus, Speranza “Dal 16 maggio stop quarantena paesi Ue”

ROMA (ITALPRESS) – Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato un’ordinanza che prevede l’ingresso dai Paesi dell’Unione Europea e dell’area Shengen, oltre che da Gran Bretagna e Israele, con tampone negativo, superando il vigente sistema di mini quarantena. Nella stessa ordinanza sono, invece, prorogate le misure restrittive relative al Brasile. Con altra ordinanza si rafforzano i voli Covid tested, estendendone la sperimentazione agli aeroporti di Venezia e Napoli, oltre a Milano e Roma e ampliando i Paesi di provenienza a Canada, Giappone, Emirati Arabi Uniti, oltre agli Stati Uniti. Le ordinanze sono vigenti dal 16 maggio.
(ITALPRESS).