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Dermatologia, l’innovazione della terapia fotodinamica

ROMA (ITALPRESS) – La Terapia Fotodinamica in Dermatologia è entrata di recente a far parte dei protocolli terapeutici di importanti malattie, da quelle degenerative a quelle infiammatorie. Mercoledì 5 maggio, dalle 17:30 alle 20:30, UPMC presenta il live webinar ECM, “Terapia fotodinamica in Dermatologia: un’opportunità terapeutica naturale, dall’estetica ai tumori della cute”.
“La terapia fotodinamica è innovativa di per sè – ha spiegato all’Italpress Marcello Monti, responsabile scientifico dell’evento e dermatologo UPMC Salvator Mundi International Hospital di Roma – perchè non usa farmaci, radiazioni o energie ma semplicemente un fotosensibilizzante e la luce visibile. Questa reazione che avviene tra luce e fotosensibilizzante riesce a svolgere molte azioni differenti sulla pelle”.
“Una di queste, la più importante – ha proseguito -, è mandare via, allontanare, distruggere le cellule pretumorali o anche quelle tumorali. E’ un agente che agisce come anti-tumore in molti di quelli cutanei, soprattutto quelli epiteliali. D’altra parte, la stessa reazione fotodinamica è in grado di spegnere molte reazioni infiammatorie che avvengono sulla pelle”.
Il centro di terapia fotodinamica dell’UPMC di Roma consente di coprire anche le esigenze del Centro-Sud. “L’offerta di terapia fotodinamica – ha affermato Monti – non è così frequente nelle dermatologie ospedaliere del Centro-Sud quindi abbiamo pensato di creare un centro a Roma che sia in grado di raccogliere tutte le esigenze della stessa Roma e del Centro-Sud, un pò sguarnito di questa importante prestazione dermatologica”.
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A Palermo taxi gratis per over 80 che vanno nei centri di vaccinazione

PALERMO (ITALPRESS) – Una corsa gratis in taxi per tutti gli ultraottantenni soli che devono raggiungere i centri di vaccinazione Covid-19. E’ l’opportunità che dal 1° maggio viene offerta ai residenti del comune di Palermo dalla Fondazione ANIA attraverso il progetto “Ti accompagno io”, realizzato con la collaborazione della Cooperativa Radio taxi Trinacria, dell’Associazione Indagini3, della Fondazione Univerde e il patrocinio del Comune di Palermo.
Le persone che hanno più di 80 anni e non possono contare su nessuno che le accompagni a effettuare il vaccino contro il Covid-19, non dovranno far altro che telefonare al numero 091-6878 e richiedere un taxi facendo presente di essere un ultraottantenne solo/a che deve raggiungere un centro di vaccinazione Covid-19. Una volta saliti sulla vettura, basterà mostrare il certificato di prenotazione del vaccino con l’indicazione del centro da raggiungere e un documento che dimostri la propria età. Il cliente non dovrà corrispondere nessuna cifra all’autista e potrà usufruire dello stesso servizio anche al ritorno.
Il progetto “Ti accompagno io” è stato voluto dal settore assicurativo italiano che, attraverso l’attività della Fondazione ANIA, promuove da oltre 17 anni iniziative di protezione e assistenza alla popolazione.
La Cooperativa Radio taxi Trinacria, da sempre attenta alle tematiche di carattere sociale ed ambientale, ha subito sposato l’iniziativa di Fondazione ANIA mettendo a disposizione i suoi taxi presenti sul territorio palermitano, perchè il progetto ha una duplice valenza e affianca, al risvolto sociale, un importante supporto economico ad una categoria, quella dei tassisti, che ha subito pesanti perdite a causa delle limitazioni alla mobilità e alla circolazione. Grazie al supporto dei partners Fondazione UniVerde e Indagini3, da sempre impegnati nella difesa dell’ambiente e nel sociale, Fondazione ANIA intende coinvolgere il più ampio numero di cittadini palermitani over 80. L’iniziativa ha coinvolto anche Roma, dove sono state effettuate oltre 17mila corse in meno di 2 mesi e, dal 1° maggio, partirà anche a Torino, Trieste e Napoli.
Per sapere come aderire al progetto “Ti accompagno io” e per aver tutte le informazioni sulle modalità di utilizzo del servizio taxi gratuito, basta telefonare al numero 091-6878 oppure consultare i siti internet www.fondazioneania.it o www.6878.it . (ITALPRESS).

Covid, esteso allo Sri Lanka il divieto di ingresso

ROMA (ITALPRESS) – Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato un’ordinanza che proroga di 15 giorni le misure
di contenimento relative agli arrivi dai Paesi europei. Nella stessa ordinanza si estendono le misure di
divieto di ingresso, previste per India e Bangladesh, anche allo Sri Lanka. Il rientro da questi Paesi sarà consentito solo a chi ha cittadinanza italiana.
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Screening neonatale fondamentale contro la SMA

ROMA (ITALPRESS) – L’importanza di una diagnosi precoce, attraverso lo screening neonatale, per intervenire con tempestività sull’atrofia muscolare spinale (Sma) grazie alla terapia genica. E’ il tema al centro dell’incontro online “Atrofia muscolare spinale: l’innovazione della terapia genica e le sfide dello screening neonatale”, promosso da Novartis.
L’atrofia muscolare spinale è una rara malattia genetica neuromuscolare e determina una perdita rapida e irreversibile di motoneuroni, compromettendo le funzionalità muscolari. Si stima che in Italia, con un’incidenza di un caso su 10 mila, ogni anno nascano circa 40/50 bambini con la Sma, che è anche la principale causa genetica di morte infantile. Grazie alla terapia genica, oggi è possibile trattare questa malattia affrontando la causa genetica, intervenendo, quindi, direttamente sulla funzione del gene mancante o non funzionante. Ed è per questo che risulta fondamentale ottenere presto una diagnosi e avviare un trattamento precoce: il processo di degenerazione dei motoneuroni, che inizia prima della nascita, non può essere invertito. Sebbene lo screening neonatale sia attivo in Italia dal 1992, oggi solo Toscana e Lazio vi hanno incluso anche l’atrofia muscolare spinale.
Nei prossimi mesi partiranno studi pilota anche in Piemonte e Liguria. “Non esistono bambini di seria A e di serie B, lo screening deve essere su tutto il territorio nazionale”, ha affermato Anita Pallara, presidente Famiglie Sma.
“L’atrofia muscolare è una malattia di tipo degenerativo – ha spiegato Eugenio Mercuri, direttore Unità Operativa Complessa Neuropsichiatria Infantile del Policlinico Gemelli di Roma – che nei casi più gravi impedisce al bambino di reggere autonomamente la testa, di deglutire o di compiere i normali progressi fisici e motori e può interferire anche con le funzioni respiratorie”. Per Mercuri la terapia genica rappresenta “una grandissima innovazione, ma è necessario che venga accompagnata da diffusi programmi di screening neonatale”, in quanto è “fondamentale intervenire con tempestività anticipando la perdita dei motoneuroni nei pazienti, poichè si tratta di un processo irreversibile”.
“La diagnosi di Sma prima non era proprio semplice – ha ricordato Valeria Sansone, direttore clinico del Centro NeMO di Milano -, adesso abbiamo di fronte diverse possibilità e la terapia genica sicuramente ha un aspetto sostenuto dai dati e dagli studi scientifici che stanno crescendo. Poter proporre qualcosa che possa permettere un miglioramento o un rallentamento della progressione della malattia – ha aggiunto – ci rallegra moltissimo”.
“Siamo contenti – ha detto Filippo Giordano, vice president e general manager di Novartis Gene Therapies – di poter offrire uno strumento terapeutico che possa permettere di intervenire sulla causa primaria della patologia. L’impegno di Novartis prosegue, sul fronte dell’accesso ma anche nel continuare a generare dati ed evidenze. Questa grande innovazione aveva bisogno di un lavoro di squadra”, ha aggiunto facendo riferimento a “tutte le componenti” che hanno raggiunto “questo traguardo lavorando insieme e mettendo al centro la salute dei bambini”. Novartis ha anche annunciato l’intenzione di avviare “Smart”, uno studio clinico globale.
“Con oltre 1000 pazienti trattati finora in tutto il mondo – ha affermato Giordano -, è stato possibile constatare l’impatto rivoluzionario della terapia: lo studio globale SMART, che sarà avviato proprio al fine di valutare la sicurezza e l’efficacia della terapia anche per pazienti con peso fino ai 21 Kg, amplierà le evidenze cliniche e potrà fornire alla comunità SMA dati preziosi sul suo utilizzo anche per questa fascia di pazienti. Si tratta di un’ulteriore tappa significativa che sottolinea il costante e progressivo impegno di Novartis per essere al fianco dei pazienti e delle loro famiglie”.
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McDonald’s disponibile a vaccinare i suoi 25.000 dipendenti in Italia

MILANO (ITALPRESS) – McDonald’s Italia annuncia la propria disponibilità a organizzarsi, attraverso strutture adeguate e personale qualificato, per la vaccinazione anti Covid-19 dei suoi 25.000 dipendenti.
L’azienda, presente con 615 ristoranti in tutta la penisola, è disponibile insieme ai propri licenziatari a mettere in atto tutto quanto necessario per consentire la vaccinazione ai dipendenti che vorranno usufruirne, in conformità con le modalità e le tempistiche indicate dalle istituzioni sanitarie e dai protocolli nazionali e regionali.
“La decisione si pone il duplice obiettivo di facilitare la vaccinazione dei propri dipendenti e di sostenere la più ampia copertura della popolazione nel minor tempo possibile, a supporto del sistema sanitario nazionale e a beneficio dell’intero Paese e dei territori in cui McDonald’s opera”, si legge in una nota.
La scelta di impegnarsi in modo diretto per facilitare la campagna vaccinale segue di pochi giorni l’annuncio della validazione delle procedure anti-Covid in atto nei ristoranti McDonald’s da parte dell’Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani.
“Stiamo lavorando con i medici del lavoro e le strutture sanitarie per definire una rete di supporto alla vaccinazione che riesca a essere capillare sul territorio così come i nostri ristoranti”, dichiara Mario Federico Amministratore Delegato di McDonald’s Italia. “L’obiettivo è offrire un servizio ai nostri dipendenti per garantirne la sicurezza e dare un contributo al Paese supportando la macchina organizzativa del piano vaccinale nazionale e regionale”.
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Vaccini, 2,5 milioni di dosi in arrivo in Italia

ROMA (ITALPRESS) – Sono circa 2,5 milioni le dosi di vaccini che giungeranno entro la giornata all’hub nazionale della Difesa all’interno dell’aeroporto militare di Pratica di Mare.
Si tratta, in particolare, di tre lotti distinti: oltre 2 milioni di Vaxzevria (Astra Zeneca), più di 270 mila di Moderna e circa 160 mila di Janssen (Johnson & Johnson), che verranno ripartiti e poi distribuiti nei prossimi giorni alle Regioni/Province autonome.
L’approvvigionamento odierno di 2,5 milioni di dosi, insieme a quello di 2,2 milioni di Pfizer avvenuto il 27 aprile, “permetterà alle Regioni/Province autonome di consolidare il trend in crescita delle somministrazioni dall’inizio della campagna vaccinale nazionale, di cui si allega un riepilogo grafico su base settimanale”, spiega in una nota la struttura commissariale.
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Industria, a marzo prosegue fase di crescita prezzi alla produzione

ROMA (ITALPRESS) – A marzo, secondo i dati Istat, prosegue la fase di crescita congiunturale dei prezzi alla produzione dell’industria che registrano rialzi diffusi per tutti i raggruppamenti principali di industrie, i più marcati per energia e beni intermedi. Su base annua, si conferma la ripresa avviata a febbraio, spinta soprattutto dalle dinamiche positive di energia e beni intermedi. In un quadro di incrementi diffusi a quasi tutte le attività manifatturiere, sono, in particolare, i settori coke e prodotti petroliferi raffinati e metallurgia e fabbricazione dei prodotti in metallo a fornire il maggior impulso alla crescita. Per le costruzioni, i prezzi segnano aumenti su base annua in leggera accelerazione rispetto al mese precedente, di entità simile per edifici e per strade e ferrovie.
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Green Pass, Parlamento Ue “Evitare discriminazioni”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Il Parlamento Europeo ha adottato la sua posizione negoziale sulla proposta di un certificato per riaffermare il diritto alla libera circolazione in Europa durante la pandemia. Gli eurodeputati hanno concordato che il nuovo “certificato EU COVID-19” – che dovrebbe sostituire la dicitura “certificato verde digitale” proposta dalla Commissione – dovrebbe avere una validità di 12 mesi e non di più.
I deputati vogliono che il documento, che dovrebbe essere disponibile in formato digitale o cartaceo, attesti se una persona è stata vaccinata contro il coronavirus o, in alternativa, se ha effettuato un recente test con risultato negativo o se è guarita dall’infezione. Tuttavia, i certificati COVID-19 UE non serviranno come documento di viaggio, nè diventeranno una precondizione per esercitare il diritto alla libera circolazione.
La proposta legislativa che riguarda i cittadini europei è stata approvata con 540 voti a 119 e 31 astensioni, mentre quella sui cittadini di paesi terzi è passata con 540 voti a 61 e 60 astensioni. La votazione ha avuto luogo mercoledì e i risultati sono stati annunciati giovedì mattina.
Il Parlamento Europeo afferma che i titolari di un certificato COVID-19 UE non dovrebbero essere soggetti a ulteriori restrizioni di viaggio, come la quarantena, l’autoisolamento o i test. Secondo i deputati, al fine di evitare discriminazioni contro coloro che non sono vaccinati o non posso permettersi economicamente il test, i paesi UE dovrebbero “garantire test universali, accessibili, tempestivi e gratuiti”.
I deputati sottolineano che i vaccini COVID-19 “devono essere prodotti su scala, a prezzi accessibili e distribuiti a livello globale”. Esprimono anche “preoccupazione per i gravi problemi causati dalle aziende che non rispettano i programmi di produzione e consegna”.
Il Parlamento vuole assicurare che il certificato UE “sia armonizzato a qualsiasi iniziativa istituita dagli stati membri”.
I Paesi UE devono accettare i certificati rilasciati in altri stati membri per le persone vaccinate con un vaccino autorizzato in UE dall’Agenzia europea del farmaco (EMA) (attualmente Pfizer-BioNTech, Moderna, AstraZeneca e Janssen). Spetterà agli stati membri decidere se accettare anche i certificati di vaccinazione rilasciati in altri stati membri per i vaccini elencati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per uso di emergenza.
La posizione del Parlamento Europeo prevede che i certificati siano soggetti a un controllo continuo per evitare frodi e falsificazioni, così come si debba verificata l’autenticità dei sigilli elettronici inclusi nel documento. I dati personali ottenuti dai certificati non dovrebbero essere conservati dagli stati membri di destinazione nè si dovrebbe costituire una banca dati centrale a livello UE. La lista delle entità che tratteranno e riceveranno i dati dovrà essere resa pubblica in modo tutti possano esercitare i loro diritti di protezione dei dati secondo il regolamento UE sulla protezione dei dati.
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