ROMA (ITALPRESS) – “Il Congresso nazionale della Fuci costituisce da oltre un secolo un’occasione di riflessione e di confronto non soltanto per il mondo universitario e per la comunità religiosa di cui la Fuci è parte, ma per l’intera società italiana. L’augurio che rivolgo ai dirigenti, ai delegati e a tutti coloro che parteciperanno in modalità telematica all’incontro è intenso, nella certezza che i temi e lo svolgimento del dibattito porteranno risultati positivi. La vitalità dei corpi sociali e delle formazioni intermedie è decisiva per la qualità del nostro modello sociale e della stessa democrazia”. Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del LXIX Congresso della Federazione Universitaria Cattolica Italiana, in un messaggio inviato ai presidenti nazionali Marina Occhipinti e Lorenzo Cattaneo.
“Siamo fin d’ora consapevoli che la ripresa dei pieni ritmi della vita dell’Italia produrrà una nuova stagione di sviluppo, più equo e sostenibile, se ci sarà un ampio concorso di forze e una significativa alleanza tra istituzioni ed espressioni della società”, prosegue Mattarella.
“La Fuci può vantare nella propria storia testimoni di straordinario valore che hanno contribuito alla liberazione del Paese, alla Costituzione e alla ricostruzione nella libertà – sottolinea il capo dello Stato -. Anche oggi siamo chiamati a porre in campo la necessaria innovazione con il rispetto della pluralità, delle differenze, dei diritti della persona. Il titolo scelto per il congresso è una promessa di impegno: le giovani generazioni non potranno che essere protagoniste del futuro dell’Italia e dell’Europa che a loro appartiene”.
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Mattarella “Lavorare a nuova stagione di sviluppo equo e sostenibile”
Bando per rilanciare “Comunità di cibo e della biodiversità” in Toscana
FIRENZE (ITALPRESS) – Un avviso pubblico per istituire nuove “Comunità del cibo e della biodiversità di interesse agricolo e alimentare” o per dare sostegno a quelle già esistenti.
Lo ha pubblicato la Regione Toscana rivolgendo il bando sia alle Comunità del cibo già strutturate (che hanno cioè predisposto e approvato delle regole di funzionamento con un soggetto referente e una propria organizzazione) e alle Comunità non strutturate e che dunque partecipando al Bando dovranno impegnarsi a farlo.
Le Comunità che risponderanno al bando dovranno presentare una proposta progettuale per la quale, se accettata, è previsto un contributo massimo di 12.000 euro su un importo complessivo di 60.000 euro.
La scadenza per partecipare al bando è fissata entro la mezzanotte del 27 maggio. “Con questo bando rilanciamo le Comunità del Cibo riconoscendone il ruolo fondamentale nello sviluppo locale – ha detto la vicepresidente e assessora all’agroalimentare Stefania Saccardi – Vogliamo ripartire dalle Comunità del Cibo che interpretano al meglio i principi di prossimità, accessibilità, solidarietà e salubrità custodendo il territorio, il suo paesaggio, la sua memoria, le persone che in esso scelgono di vivere oggi e le persone che, speriamo sempre più numerose, vi abiteranno domani, producendo cibo sano e buono, rilanciando un sistema agroalimentare che proprio in questa crisi sanitaria ha mostrato tutti i suoi limiti. E immaginando anche uno sviluppo del territorio, salvaguardando, tutelando e valorizzando la biodiversità che contribuisce alla costruzione della ruralità intesa come produttrice di coesione sociale, di appartenenza al luogo, di salute e di stili di vita”.&nbs p;
Cosa sono le Comunità di cibo
Nate spontaneamente in Toscana, si sono riconosciute come previsto dall’art. 13 della L. 194/2015. Sono ambiti locali derivanti da accordi tra agricoltori locali, agricoltori e allevatori custodi, gruppi di acquisto solidale, istituti scolastici e universitari, centri di ricerca, associazioni per la tutela della qualità della biodiversità di interesse agricolo e alimentare, mense scolastiche, ospedali, esercizi di ristorazione, esercizi commerciali, piccole e medie imprese artigiane di trasformazione agraria e alimentare e enti pubblici che hanno come finalità quella di tutelare e valorizzare le risorse genetiche locali, attraverso, ad esempio, lo sviluppo di filiere corte, la definizione di accordi commerciali, lo studio del germoplasma locale, la condivisione dei saperi locali e il coinvolgimento della cittadinanza.
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A fine marzo 9,7 mln dipendenti in attesa di rinnovo del contratto
ROMA (ITALPRESS) – Alla fine di marzo 2021, i contratti collettivi nazionali in vigore per la parte economica (30 contratti) riguardano il 21,5% dei dipendenti – circa 2,7 milioni – e un monte retributivo pari al 22,3% del totale. Lo rileva l’Istat.
Nel corso del primo trimestre 2021 sono stati recepiti otto contratti: ceramiche, trasporti marittimi, telecomunicazioni, editoria giornali, lavanderia industriale, conciarie, grafiche editoriali e servizi portuali.
I contratti che a fine marzo 2021 sono in attesa di rinnovo ammmontano a 43 e interessano circa 9,7 milioni di dipendenti – il 78,5% del totale – con un monte retributivo pari al 77,7%, si tratta di 300 mila lavoratori in meno rispetto al dato di fine dicembre.
A marzo 2021, il tempo medio di attesa di rinnovo per i lavoratori con contratto scaduto, rispetto a marzo 2020, è aumentato sia per i lavoratori con il contratto scaduto (da 13,9 a 22,6 mesi) sia per il totale dei dipendenti (da 11,2 a 17,7 mesi).
La retribuzione oraria media, rispetto al primo trimestre del 2020, è cresciuta dello 0,7%.
L’indice delle retribuzioni contrattuali orarie è invariato rispetto a febbraio 2021 ed è aumentato dello 0,6% rispetto a marzo 2020.
In particolare, l’aumento tendenziale è stato dello 0,9% per i dipendenti dell’industria, dello 0,6% per quelli dei servizi privati ed è stato nullo per quelli della pubblica amministrazione.
I settori che presentano gli aumenti tendenziali più elevati sono quelli del credito e delle assicurazioni (+2,0%), del legno, carta e stampa (+1,8%) e dell’edilizia (+1,6%). L’incremento è invece nullo per i settori del tessile, dell’abbigliamento e lavorazione pelli, delle industrie chimiche ,del commercio, delle farmacie private, delle telecomunicazioni e della pubblica amministrazione.
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Enpaia chiude il bilancio 2020 con un utile netto di 17,6 milioni
ROMA (ITALPRESS) – La Fondazione Enpaia chiude il bilancio di esercizio 2020 con un utile netto di 17,6 milioni di euro, in crescita del 18,1% (nel 2019 era di 14,9 milioni). Si tratta di un ulteriore segnale di consolidamento di una tendenza già evidenziata negli ultimi due anni, che dimostra come Enpaia, nonostante la crisi generata dalla pandemia da Covid-19, abbia reagito positivamente, anche rispetto al calo segnato dal settore agricolo. Si evidenzia una migliore performance della gestione finanziaria, il cui risultato ha generato un rendimento netto del 3,7%, in aumento rispetto al 2019 (2,7%). Complessivamente il rendimento netto, calcolato sui valori di libro dell’intero portafoglio della Fondazione (mobiliare e immobiliare), si attesta sul 3,3%, rispetto al 2,5% del 2019. Nel 2020 la Fondazione ha inoltre implementato, in maniera significativa, anche gli investimenti per l’ammodernamento dei sistemi informatici che si completerà entro il 2021, con il fine di realizzare una rivoluzione digitale della propria infrastruttura tecnologica per migliorare la qualità dei servizi offerti.
Nel 2020 si registra un miglioramento dei ricavi della Fondazione che segna un incremento di circa 23 milioni di euro, pari a un +10% rispetto al 2019. In particolare, tale variazione è attribuibile alla crescita dei proventi della gestione finanziaria (+26 milioni), al calo dei ricavi della gestione ordinaria (-1,7 milioni) e al decremento dei proventi immobiliari (-1,4 milioni di euro). La crisi sanitaria da Covid-19 non ha fermato gli investimenti finanziari della Fondazione il cui impiego lo scorso anno è stato di ben 779 milioni di euro. In particolare, per far convergere la struttura del portafoglio finanziario all’Asset Allocation Strategica, è stato ridotto il portafoglio assicurativo diretto e sono aumentati gli investimenti in strumenti OICR, in fondi alternativi (FIA), di cui una buona parte concentrati nel settore infrastrutture, e in strumenti azionari riguardanti utilities nazionali ad alto dividendo. Un secondo round di investimenti ha riguardato il venture capital, per complessivi 15 milioni di euro, nel settore del tech transfer e negli investimenti strategici mission related che hanno riguardato anche il settore agricolo. Nel 2020 la Fondazione ha venduto immobili residenziali per un totale di 8,4 milioni di euro, realizzando una plusvalenza di 2,5 milioni di euro, rispetto a quella prevista di 10,4 milioni. Nel 2021 si prevede un’accelerazione del turnaround immobiliare che dovrebbe incrementarne la redditività. Anche nel 2020 cresce sia il numero dei dipendenti, sia quello delle aziende; i primi sono 38,698 nel 2020 rispetto ai 38,324 nel 2019, con una crescita dell’1% (nel 2019 la crescita era stata pari allo 0,7% su base annua), con la componente femminile che registra un aumento del 2,2% su base annua e quella maschile un calo dello 0,1%. Le aziende iscritte nel 2020 sono 8,626 contro le 8,494 del 2019. La crescita del numero di iscritti è un trend che viene quindi confermato anche nel 2020. In uno scenario difficile per l’economia nazionale, a causa dell’emergenza sanitaria, anche il sistema agroalimentare italiano che vale il 12% del PIL, impiega oltre 1 milione di persone e ha garantito l’approvvigionamento e la sicurezza alimentare a tutta la popolazione durante il lockdown, ha subito un rallentamento. I suoi effetti sono stati proiettati anche sulle entrate contributive della Fondazione, che sono state complessivamente pari a 145,216,092 euro, in diminuzione solo dell’1,2% rispetto all’anno precedente (nel 2019 erano 146,963,841 euro). Mentre le prestazioni erogate sono state pari a 146,864,027 euro, in aumento di circa il 4% rispetto a quelle del 2019 (140,471,288). Il decremento dei contributi è da imputare prevalentemente alla manovra di sospensione dei versamenti contributivi (4,3 milioni di euro) a sostegno delle aziende agricole, messa in campo dalla Fondazione e solo in parte alla riduzione dell’accertato nell’anno 2020 (1,7 milioni di euro). Anche le Gestioni Separate di Periti Agrari e Agrotecnici e la Gestione Speciale dei dipendenti dei Consorzi di Bonifica hanno avuto un andamento quasi in linea con quello della Fondazione, chiudendo, nonostante le difficoltà dovute alla crisi sanitaria, il bilancio in pareggio grazie ad una buona performance dei rendimenti finanziari. La Fondazione Enpaia conferma, dunque, il suo ruolo di riferimento nel comparto agricolo grazie agli ottimi risultati di gestione e al consolidamento della nuova struttura che, negli ultimi anni, ha consentito di migliorare risultati e servizi agli iscritti.
“Enpaia anche nel 2021 si conferma una Cassa con ottime performance. Nonostante la pandemia – afferma il Presidente della Fondazione Giorgio Piazza – siamo riusciti a mantenere un trend positivo per quanto riguarda l’andamento economico che tende a rafforzarsi nei prossimi anni. Anche nel 2021 Enpaia continua a garantire la sostenibilità economica della gestione ordinaria e un solido patrimonio che assicura la copertura degli impegni previdenziali nel lungo periodo”. “L’esercizio 2020 – sottolinea il Direttore Generale Roberto Diacetti – si chiude, non a caso, con un utile di 17,6 milioni di euro. Si tratta di un segnale forte di buona amministrazione che si rende concreto nei numeri dei ricavi, dovuti ai buoni risultati degli investimenti. In tal senso, la Fondazione ha ormai intrapreso un percorso virtuoso dotandosi di una struttura che gli permette di migliorare le proprie performance, in termini di risultati e contestualmente di innalzare la qualità dei servizi offerti agli iscritti”.
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Covid, Sileri “Niente panico sulla variante indiana”
ROMA (ITALPRESS) – “Ogni volta che esce una variante si genera il panico, bisognerebbe essere più attenti nella comunicazione -ha affermato Sileri-. Non necessariamente le varianti sono più aggressive o contagiose, ma in ogni caso saremo capaci di reagire”. Lo dice il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri (M5S), intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” su Radio Cusano Campus.
Sulle riaperture: “Bisogna essere cauti come è stato il governo con le riaperture, credo che questo sia il giusto compromesso tra prudenza e coraggio. Tra 15 giorni si valuteranno i numeri e si valuterà come procedere. Pressing della Lega su coprifuoco? Era già evidente che si sarebbe rivalutata la situazione in base all’andamento dei dati, è poco auspicabile che ci possa essere un coprifuoco che duri per tutta l’estate, non vedo perchè dovrebbe essere così considerando la progressione delle vaccinazioni. Se poi arrivasse una variante che elude tutti i vaccini che abbiamo a disposizione non possiamo saperlo, ma questa è un’ipotesi molto improbabile”. Riguardo alla sua assenza in aula durante il voto sulla mozione di sfiducia a Speranza: “Roberto sapeva che partoriva mia moglie, purtroppo non potevo rinviarlo… Peraltro già mi ero espresso la scorsa settimana sul fatto che la mozione non serviva, è il momento di restare uniti, ci sarà tempo per capire le responsabilità del singolo, ad esempio sul piano pandemico, ma non questo non è nè Sileri nè Speranza, a mio avviso è un problema legato a qualche burocrate del Ministero, ma c’è una procura che sta lavorando”.
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Terrorismo, Cartabia “Pagina da chiudere, ma non è vendetta”
ROMA (ITALPRESS) – «Questa vicenda si protrae da oltre quattro decenni. Dietro questa svolta c’è un lavoro che ha coinvolto negli anni vari soggetti a più livelli. Sin dal mio primo colloquio col ministro della Giustizia francese ho percepito una chiara sensibilità alla portata storica e politica del problema, un’umana partecipazione al dolore delle vittime e una netta determinazione ad impegnarsi per porvi rimedio. Non so se le origini italiane del ministro Dupond-Moretti, di cui va molto fiero, possano aver giocato un ruolo. Decisivo è stato anche il fatto che, mai come ora, tutte le nostre istituzioni si sono mosse in modo compatto e tempestivo. Una modalità d’azione, a cui ispirarsi sempre». Lo dice, in un’intervista al Corriere della Sera, il ministro della Giustizia Marta Cartabia a proposito degli arresti degli ex brigatisti italiani ieri in Francia.
Nel colloquio con Dupond-Moretti “ho ribadito con fermezza l’importanza del fattore tempo, avendo ben presente il calendario delle imminenti prescrizioni. La prossima sarebbe stata il 10 maggio. E ho voluto anche fare chiarezza una volta per tutte sul duplice equivoco, che per anni ha ostacolato la concessione delle estradizioni: anzitutto stiamo parlando di persone condannate in via definitiva per reati di sangue e non processate per le loro idee politiche; in secondo luogo le condanne sono state pronunciate all’esito di processi celebrati nel pieno rispetto delle garanzie difensive del nostro ordinamento”.
Per Cartabia “nessun ordinamento giuridico può permettersi che una pagina così lacerante della storia nazionale resti nell’ambiguità, e resti irrisolta. La storia offre numerosi esempi di giudizi celebrati e di vicende giudiziarie portati a compimento a molti anni di distanza. La nostra volontà di riproporre la richiesta delle estradizioni non risponde nel modo più assoluto ad una sete di vendetta, che mi è estranea, ma ad un imperioso bisogno di chiarezza, fondamento di ogni reale possibilità di rieducazione, riconciliazione e riparazione, fini ultimi e imprescindibili della pena».
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Andata semifinale Champions, Mancity vince 2-1 in casa Psg
PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Non basta metà gara dominata al Psg per indirizzare la semifinale di Champions League. Anzi, al Parco dei Principi è il Manchester City a far festa, vittorioso in rimonta su 2-1 e ora favorito per la qualificazione alla finale di Istanbul. I padroni di casa andranno a caccia dell’impresa nel ritorno di Manchester in programma il prossimo 4 maggio, consci di aver sciupato 45′ minuti di grande livello. L’iniziale superiorità parigina trova il giusto coronamento al 15′, quando Marquinhos ruba il tempo alla difesa del City sul corner battuto da Di Maria e insacca alle spalle di Ederson. Gli inglesi arrancano, rischiano di subire il raddoppio da Paredes sugli sviluppi di un altro angolo e faticano a trovare varchi nella difesa del Psg. Le occasioni più importanti del primo tempo per la squadra di Guardiola arrivano solo su un paio di errori nella costruzione dal basso degli avversari: prima Paredes in spaccata volante cestina il pallone del pareggio a Bernardo Silva, poi Foden trova i guantoni di Navas su una conclusione troppo centrale. Il City, dopo l’intervallo, si ripresenta in campo senza un centravanti di ruolo ma pressa con più convinzione e coraggio il Psg. Serve però un episodio agli ospiti per riportare in parità il punteggio: al 64′ De Bruyne piazza la trappola con un cross dalla trequarti che rimbalza nell’area piccola e, senza essere toccata da alcun giocatore, beffa un Navas sorpreso. L’inerzia cambia padrone e gli uomini di Pochettino si disuniscono. Così come la barriera al 71′: Mahrez trova un pertugio su punizione tra Kimpembe e Paredes, Navas vede sbucare il pallone all’ultimo e il City ribalta lo score sul 2-1. Nelle fila del Psg prevale la frustrazione sull’orgoglio, al 77′ Gueye lascia i suoi in dieci per un brutto fallo su Gundogan e i citizens possono gestire, senza però affondare il colpo. Tra sei giorni l’appuntamento è all’Etihad Stadium.
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Due morti in una rapina a Grinzane Cavour
CUNEO (ITALPRESS) – Drammatica rapina questo pomeriggio in una gioielleria di Grinzane Cavour, nei dintorni di Alba. Sulla scena del crimine, ci sono due cadaveri che, stando alle prime informazioni, sarebbero quelle dei rapinatori. Sul posto i carabinieri della locale compagnia e del reparto mobile di Cuneo. Ancora da chiarire la dinamica dei fatti.
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