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Covid, 13.158 nuovi casi in 24 ore e 217 decessi

ROMA (ITALPRESS) – Sono 13.158 i nuovi casi di Coronavirus in Italia (ieri 13.817) a fronte di 239.482 tamponi effettuati su un totale di 57.126.017 da inizio emergenza. E’ quanto si legge nel bollettino del Ministero della Salute – Istituto Superiore di Sanità di oggi. Nelle ultime 24 ore sono stati 217 i decessi (ieri 322), che portano il totale di vittime da inizio pandemia a 119.238. Con quelli di oggi diventano 3.962.674 i casi totali di Covid in Italia. Attualmente i positivi sono 461.212 (-236), 437.688 le persone in isolamento domiciliare. I ricoverati in ospedale con sintomi sono 20.971 di cui 2.862 in Terapia intensiva. I dimessi/guariti sono 3.382.224 con un incremento di 13.176 unità nelle ultime 24 ore.
La regione con il maggior numero di nuovi casi nelle ultime 24 ore è la Lombardia (1.967), seguita da Campania (1.854), Puglia (1.203), Lazio (1.185) e Sicilia (1.061).
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L’Inter batte il Verona di misura, decide Darmian

MILANO (ITALPRESS) – Con una rete di Darmian nella ripresa, l’Inter batte 1-0 il Verona di Juric a San Siro e torna alla vittoria dopo i due pareggi con Napoli e Spezia. Inter frizzante nei primi minuti di gara con Lautaro Martinez che, al 3′, tutto solo davanti a Silvestri spara incredibilmente alto, ma Abisso aveva già bloccato il gioco per un precedente tocco di mano della punta argentina. Il Verona non si lascia intimorire e prova a riorganizzarsi ma, al 17′, sono i padroni di casa a rendersi pericolosi: sponda di Lukaku per Hakimi, l’ex Real Madrid calcia di prima intenzione e Silvestri è costretto a superarsi in tuffo per evitare lo svantaggio. Dalla panchina veneta Juric prova a scuotere i suoi che, al 24′, sfiorano la rete. Iniziativa di Bessa che da posizione defilata ci prova col sinistro ma Handanovic è pronto e respinge il pallone. Sulla ribattuta arriva prima di tutti Dimarco che da ottima posizione calcia fuori. Scampato il pericolo, l’Inter prova ad assestare la zampata vincente, ma l’ottima organizzazione tattica dei veronesi non lascia nulla al caso e la prima frazione di gara si chiude sullo 0-0. Al ritorno in campo dagli spogliatoi, l’Inter si riversa in fase d’attacco con veemenza e, al 64′, su azione di ripartenza, mette i brividi a Silvestri col solito Lautaro Martinez che in percussione si libera dei suoi marcatori e calcia in porta di prima intenzione, ma l’estremo difensore veneto si oppone e salva il risultato. La pressione dell’Inter non cala e, al 69′, direttamente da calcio di punizione, Hakimi si inventa col destro una conclusione a giro che si infrange sull’incrocio dei pali della porta veneta. Il momento è favorevole all’undici di Conte che, al 76′, può esultare per la rete del meritato vantaggio: iniziativa personale di Hakimi e verticalizzazione filtrante per Darmian, l’ex Manchester col piatto non sbaglia e batte Silvestri per la rete dell’1-0 che chiude la gara e avvicina sempre di più i nerazzurri allo scudetto.
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Europei, Vanessa Ferrari bronzo corpo libero con “Bella Ciao”

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Vanessa Ferrari si mette al collo il bronzo al corpo libero nella seconda giornata di finali per attrezzo del Campionato Europeo di Basilea, in Svizzera. Per la ginnasta di Orzinuovi – classe 1990 – è la quinta medaglia continentale in questa specialità, (dopo i due ori ad Amsterdam 2007 e Sofia 2014 nonché i due argenti a Volos 2006 e, in casa, a Milano 2009) e l’ottavo podio senior della sua lunga carriera, contando anche i piazzamenti di squadra in Grecia e a Bruxelles, e il titolo individuale assoluto in Olanda. L’albo d’oro dell’Artistica femminile si aggiorna quindi e, con il bronzo di Maria Teresa Gargano nel 2004, sale a sei medaglie europee al corpo libero. Il 25 aprile, anniversario della liberazione dell’Italia dall’occupazione nazista e dal regime fascista, il caporal maggiore dell’Esercito italiano, con il suo esercizio montato sulle note di “Bella Ciao” torna a vincere in campo europeo dopo sette anni. Con uno Tsukahara avvitato, un doppio teso, una doppia in presa, un enjambè cambio ad anello con enjambè cambio un giro, uno Tsukahara, un Gojan, un “Ferrari” (tour jete’ ad anello con mezzo giro – l’elemento del codice dei punteggi che porta il suo nome) e una ribaltata teso avvitato, ottiene 13.600 punti e la piazza d’onore dietro all’inglese Jessica Gadirova (pt. 13.966), che prende lo scettro di specialità dalla campionessa uscente di Mersin 2020, la romena Larisa Iordache.
“La medaglia di oggi è per me un simbolo di resilienza e di resistenza – ha dichiarato Vanessa al termine della premiazione – Lo dimostra la mia storia agonistica fatta di successi ma anche di sconfitte. Nonostante questo non ho mai mollato. I miei sogni mi danno la forza necessaria per andare avanti. Dedico questa medaglia all’Italia intera in una data così importante per il nostro Paese, il 25 aprile, giorno della liberazione. Speriamo di poterci liberare presto anche della pandemia che sta flagellando il mondo intero, per poter tornare a riempire i palazzetti, riaprire le palestre, far ripartire le società che stanno provando a resistere e per tornare tutti alla normalità! Ringrazio Enrico (Casella, il Direttore Tecnico Nazionale della femminile, ndr.), tutto lo staff dell’Accademia internazionale di Brescia, dove mi alleno, la mia famiglia e il mio fidanzato Simone, che mi sostengono sempre, la Federazione e l’Esercito italiano”. Martina Maggio invece, anche lei qualificata per la finale al quadrato, si ferma ai piedi del podio svizzero con il personale di 13.266. Entrata come sesta ginnasta, dopo la Ferrari, ha eseguito bene la sua doppia in accosciata, il doppio teso, il salto teso avanti rondata flick doppio carpio, il fick tempo flick tempo flick doppio raccolto, l’avvitamento 1e mezzo e l’enjambè cambio ad anello validi per la quarta posizione europea.
Martina Maggio – agente del Gruppo Sportivo Fiamme Oro della Polizia di Stato – è arrivata quinta nella finale alla trave all’europeo di Basilea. Per la ginnasta di Villasanta (MB) – medaglia d’oro al volteggio al campionato junior di Berna (SUI) nel 2016 – è il secondo campionato Continentale dopo quello di Cluj Napoca (ROU) del 2017, dove arrivò 6ª nel concorso generale. L’esercizio, composto da un enjambè cambio, un enjambè anello collegato a enjambe pari, un flik salto/salto, un enjambè cambio ad anello, una ruota senza, una ribaltata senza costale e un giro in passe rondata 1 e mezzo, è stato valutato con un 13 netto. Melanie De Jesus Dos Antos vince la medaglia d’oro con il personale di 13.900. La francese ottiene il titolo di specialità togliendolo a Larisa Iordache, che lo aveva conquistato a Mersin nel 2020. Assente oggi la romena perché costretta al ritiro per un sopraggiunto malore dopo la fase di qualificazione che le ha permesso di strappare il pass per l’Olimpiade di Tokyo.
Carlo Macchini è il quarto miglior ginnasta alla sbarra del 9° Campionato Europeo di Artistica maschile di Basilea. Il primo ginnasta italiano ad eseguire un “Pegan” – elemento che dalla dorsale rappresenta un doppio salto mortale avanti con mezzo giro, impugnando la sbarra e proseguendo con una gran volta frontale – si ritaglia un posto tra i grandi interpreti dell’Artistica maschile azzurra a livello continentale. L’agente del Gruppo Sportivo delle Fiamme Oro della Polizia di Stato è entrato in finale come penultimo ginnasta e la giuria ha valutato il suo esercizio con 13.600 punti validi per i piedi del podio svizzero. Mezzo punto perso dopo il giro Adler con mezzo giro che doveva proseguire avanti e invece è tornato indietro. Questo il motivo della quarta posizione di Carlo Macchini al Campionato Europeo 2021. La medaglia d’oro di questa specialità è stata vinta da David Belyavskiy con 14.066 punti. Il russo succede al lituano Robert Tvorogal che aveva trionfato nell’Europeo di Mersin 2020. Con il bronzo al corpo libero di Vanessa Ferrari arrivano a tre le medaglie – sommando i due bronzi ad anelli e corpo libero di Salvatore Maresca e Nicola Bartolini – della delegazione azzurra a Basilea.
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L’Udinese passa a Benevento 4-2

BENEVENTO (ITALPRESS) – L’Udinese travolge 4-2 il Benevento al Vigorito e si porta a 39 punti in classifica. La squadra di Filippo Inzaghi resta a quota 31 e fallisce l’occasione di allontanarsi dalla zona calda della lotta per non retrocedere. L’Udinese la sblocca dopo quattro minuti con l’asse argentino: invenzione di De Paul e diagonale vincente di Molina dalla destra. Ed è sempre grazie a De Paul e Molina che nasce il gol del 2-0: al 32′ combinazione dei due argentini e palla in area ad Arslan che col destro a botta sicura lascia immobile Montipò. A dare una scossa al Benevento ci pensa però proprio l’Udinese con un errore clamoroso che riapre la partita: al 34′ lo stesso Arslan sbaglia un retropassaggio di testa e premia Lapadula steso da Musso in area. Mariani indica il dischetto e dagli undici metri Viola non sbaglia. L’Udinese con nove reti si conferma la squadra più battuta su calcio di rigore nei cinque maggiori campionati europei nel 2021. Ma si conferma anche dipendente dalle invenzioni di Rodrigo De Paul che al 50′ costruisce la rete del 3-1 con un cross dalla trequarti per il colpo di testa vincente di Stryger Larsen.
Venti gol su trentasei per il Benevento sono arrivati da situazione di palla inattiva. E alla mezz’ora la squadra di Inzaghi va vicina al gol da corner in due occasioni: calcio d’angolo dalla destra, colpo di testa di Ionita e deviazione di Musso decisiva. Poco dopo, situazione simile e altra parata provvidenziale del portiere su un tocco a botta sicura di Gaich da due passi. Sul capovolgimento di fronte, l’Udinese sfiora il poker: Pereyra scambia con De Paul e penetra in area prima di calciare e colpire il palo. Ma la rete è solo rinviata al 73′: il 2002 Braaf sigla il 4-1 con un dribbling su Glik e un tiro sul primo palo che fulmina Montipò. Nel finale, l’ultima reazione sannita: Iago Falque scambia in area con Lapadula che batte Musso per il definitivo 4-2 che sorride ai friulani e condanna il Benevento ad un finale di stagione bollente in chiave salvezza.
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Migranti, Papa: “Ennesima tragedia in mare, momento della vergogna”

ROMA (ITALPRESS) – “Vi confesso che sono molto addolorato per una tragedia che si è consumata nei giorni scorsi nel Mediterraneo: 130 migranti sono morti in mare: sono persone, sono vite umane che per giorni interi hanno implorato invano aiuto, un aiuto che non è arrivato. Fratelli e sorelle, interroghiamoci tutti su questa ennesima tragedia. E’ il momento della vergogna, preghiamo per loro e per tanti che continuano a morire in questi drammatici viaggi. Preghiamo per coloro che possono aiutare ma preferiscono guardare da un’altra parte”. Queste le parole di Papa Francesco in occasione dell’Angelus.
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Farmacisti, Andrea Mandelli confermato alla guida della Federazione

ROMA (ITALPRESS) – Nelle giornate del 23, 24 e 25 aprile si sono svolte le elezioni per il rinnovo del Comitato centrale e del Collegio dei Revisori dei conti della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani. Dopo la proclamazione dei risultati, il Comitato Centrale si è riunito per l’elezione del Consiglio di Presidenza. Andrea Mandelli è stato confermato alla Presidenza, Luigi D’Ambrosio Lettieri è stato confermato alla carica di Vicepresidente, Maurizio Pace a quella di Segretario e Mario Giaccone a quella di Tesoriere. Il Comitato Centrale è ora composto da Andrea Carmagnini, Vitaliano Corapi, Florindo Cracco, Luciano Diomedi, Maximin Liebl, Paolo Manfredi, Maurizio Manna, Roberto Pennacchio, Gianfranco Picciau, Francesco Rastrelli, Giovanni Zorgno. Il Collegio dei Revisori dei conti è costituito da Andrea Giacomelli, Giuseppe Guaglianone, Sigismondo Rizzo. Alle elezioni ha partecipato il 96% degli aventi diritto e la lista del Presidente Mandelli ha raccolto il 90% dei suffragi. Questo risultato premia la linea politica professionale, perseguita in questi anni dalla Federazione, a sostegno della sanità pubblica, delle istituzioni e a beneficio dei cittadini.
Il Comitato Centrale, nella sua prima riunione, ha deliberato di avvalersi del lavoro delle seguenti commissioni: Pari opportunità , coordinata da Daniela Musolino, Presidente dell’Ordine di Reggio Calabria; Medicina di genere, coordinata da Anna Olivetti, Presidente dell’Ordine di Gorizia; Volontariato e Solidarietà, coordinata da Enrica Bianchi, Presidente dell’Ordine di Cuneo.
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Pioli “Contro la Lazio è ‘spareggiò Champions”

MILANO (ITALPRESS) – Quello contro la Lazio “è uno ‘spareggiò Champions. Gli scontri diretti valgono doppio, loro sono indietro e per entrambe le squadre è una partita importante”. Stefano Pioli non si nasconde alla vigilia della sfida dell’Olimpico. “Queste 32 partite ci hanno detto che siamo stati più forti di tutti tranne che dell’Inter e ci permettono di arrivare a giocare le ultime sei giornate col nostro obiettivo ancora lì. Non siamo stati fortunati a essere qua, ci siamo perchè ce lo siamo meritato e dovremo meritarcelo fino alla fine – ha aggiunto Pioli – Un fallimento mancare la Champions? Non possiamo e non dobbiamo ragionare in questa direzione. Abbiamo dimostrato di essere forti e dobbiamo farlo fino alla fine, finora siamo stati migliori dei nostri rivali e dobbiamo continuare a mettere in campo i nostri valori e le nostre qualità. Ho sempre detto che c’erano sette squadre in lotta per la Champions, le quattro che ci arriveranno saranno soddisfatte e le tre che non ce la faranno saranno deluse”. Pioli esclude che il Milan possa farsi prendere dalla paura di non farcela: “La paura se l’affronti scappa, se scappi tu, la paura ti corre dietro. Il nostro motto è che se vuoi puoi e le altre cose sono tutte una scusa, e noi vogliamo, faremo il massimo per ottenere questo obiettivo”. Quello con la Lazio “è un crash test, ma ne abbiamo superati tantissimi in questo anno e mezzo. Anche nella sconfitta di mercoledì contro il Sassuolo siamo stati squadra dall’inizio alla fine, abbiamo sempre dimostrato che nelle difficoltà tiriamo fuori qualcosa in più”. Domani mancherà Ibrahimovic, che dovrebbe rientrare nel Benevento e che nel frattempo si è legato al Milan per un altro anno. “Ha alzato il livello di intensità negli allenamenti, di qualità, di personalità, e i suoi compagni sono stati bravi a seguire questa scia e a crescere con costanza – sottolinea Pioli sull’apporto dello svedese – Tutti noi siamo cresciuti, siamo diventati una squadra di alto livello e Ibra ha aiutato tutti a crescere”.
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Un libro ricorda Maria Paola Colombo Svevo

MILANO (ITALPRESS) – Il 19 aprile 2010 moriva Maria Paola Colombo Svevo. Era nata a Rho (Milano) il 21 gennaio 1942. Oggi un libro edito da Laterza e curato da Maria Chiara Mattesini la ricorda: Maria Paola Colombo Svevo. Una cattolica democratica libera e forte. Tra le numerose attività, è stata membro della Commissione Centrale di Beneficenza di Fondazione Cariplo, portando un fondamentale contributo per le attività legate ai temi sociali e culturali. E in suo nome a Monza è stata costruita una casa per l’accoglienza di donne in difficoltà.
Lo stabile, che ha sede a Monza, ospita donne, lavoratrici e studentesse; alcuni posti sono riservati a studentesse europee e lavoratrici dell’Est Europa a condizioni accessibili. Una palazzina è adibita alla comunità alloggio “Alba Chiara” per accogliere 8 minori e una residenza per favorire l’autonomia di ragazze neomaggiorenni. Nella struttura, infine, c’è spazio per una biblioteca dove sono raccolti gli studi dei Maria Paola. Il progetto è stato promosso da una rete di soggetti guidati dalla Caritas di Monza e gestito dalla Cooperativa Novo Millennio. L’ordine religioso femminile “Opera Maria Assunta” ha messo a disposizione lo stabile per ospitare la casa-alloggio. Un modo concreto per non perdere la memoria di chi ha messo la propria vita in diversi contesti al servizio degli altri.
Anche il libro è un’occasione per ripercorrere il suo pensiero e le sue opere.
Il volume si struttura in due parti: nella prima si ripercorre la formazione culturale e politica di Maria Paola; nella seconda si passa ad esaminare, in concreto, la sua azione, svolta nelle varie sedi istituzionali, nazionali ed europee. Il libro è il frutto della consultazione di libri e archivi, certamente, ma è il frutto, soprattutto, dei racconti delle tante persone che hanno conosciuto Maria Paola e che hanno voluto contribuire ad arricchire questa narrazione, nell’intento di far emergere una storia “corale” e al plurale, fatta da tanti uomini e donne che, assieme a Maria Paola, hanno lavorato per una diversa democrazia.
Difficile ricordare in breve le tante iniziative promosse da Maria Paola Colombo Svevo. Certamente non si può dimenticare la sua attività in d’Europa: dal 1994 al 1999 è al Parlamento Europeo.
Anche in questa sede, l’attenzione ha continuato a rivolgere agli ultimi, agli invisibili, con un sguardo sempre femminile sulle cose. Nel 1995 è nominata relatrice del progetto sulla “Parità di retribuzione per lavoro di pari valore” e sulla “Tratta di esseri umani”. Come relatrice di quest’ultimo progetto, Nel 1996, al termine di una lunga attività di sensibilizzazione sull’argomento, è riuscita a ottenere l’approvazione delle linee guida nella lotta al traffico di donne e minori a scopo di sfruttamento sessuale. che rappresenta il primo intervento delle istituzioni europee per la repressione di tale reato e per l’adozione di servizi di tutela e integrazione sociale delle vittime. Nel 1998 è designata quale relatrice del progetto “Ruolo delle cooperative nella crescita dell’occupazione femminile”.
Un altro capolavoro politico: si tratta del piano regionale dei servizi socio-assistenziali, il primo piano specificatamente assistenziale elaborato in Italia, legge regionale 35 e 39 del 1980. Maria Paola Colombo Svevo ha attuato una nuova organizzazione dei servizi socio-assistenziali in una fase di recessione economica e in un clima culturale segnato da diffidenze e ostilità nei confronti del progressivo ampliamento dell’intervento statale. E’ un altro capolavoro, in qualità di assessore regionale ai Servizi sociali.
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