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Sampdoria-Atalanta 0-2, la Dea aggancia la Juventus

GENOVA (ITALPRESS) – L’Atalanta espugna il ‘Ferraris’, aggancia la Juventus (pur con una partita in più) e lancia l’ennesimo segnale per la corsa alle prime quattro posizioni. La Dea vendica l’1-3 interno dell’andata con un cinico 2-0, dimenticando le polemiche post Real Madrid e piazzando il terzo successo consecutivo in campionato. Qualche rimpianto per Ranieri, prima d’oggi vittorioso per sei volte su nove incroci contro Gasperini. I suoi uomini non riescono a legittimare un ottimo primo tempo, giocato con aggressività e un pressing portato sino alla linea difensiva degli orobici. Un paio di palloni recuperati su Toloi e Palomino costringono Sportiello a sporcare i guantoni, al 20′ invece il portiere nerazzurro esce male su corner ed è proprio Palomino a salvare quasi sulla linea su Jankto. La qualità in fase offensiva dell’Atalanta, però, non è una novità. Al 40′ Muriel lavora spalle alla porta, Malinovskyi brucia Thorsby con il primo controllo e toglie la ragnatela dall’incrocio dei pali alle spalle di Audero per l’1-0. La Samp non demorde e inizia con un buon piglio anche nella ripresa, al 50′ subisce il raddoppio di Maehle ma viene salvata da un fuorigioco dell’assist man Gosens. Intorno all’ora di gioco le due squadre cambiano i riferimenti offensivi: Gritti – in panchina al posto dello squalificato Gasperini – si affida a Pessina e offre a Ilicic la chance del riscatto dopo la prova opaca in Champions, Ranieri risponde con Keita e Quagliarella. Chi non entra con la giusta cattiveria, invece, è Candreva: l’ex Inter si fa sorprendere alle spalle dal solito Gosens sul cross dell’altro esterno Maehle, Audero non riesce a spingere il pallone fuori dallo specchio e al 70′ è 2-0 per gli ospiti. Negli ultimi venti minuti l’estremo difensore della Samp evita il tracollo, per i nerazzurri con l’unica notizia negativa della squalifica di de Roon, in diffida e ammonito, per l’infrasettimanale con il Crotone.
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Brignone vince super G Val di Fassa, Curtoni 4^

VAL DI FASSA (ITALPRESS) – Federica Brignone trionfa nel Super-G femminile in Val di Fassa valevole per la Coppa del Mondo di sci alpino 2020/2021. La valdostana, che eguaglia il record della Compagnoni, torna alla vittoria a oltre un anno di distanza con il tempo di 1’14″61. Alle sue spalle le svizzere Lara Gut-Behrami, vincitrice delle due discese inaugurali a 0″59, e Corinne Suter (+0″72). A un passo dal podio chiude Elena Curtoni con il quarto tempo (+0″78), davanti ad altre due azzurre, ovvero Francesca Marsaglia (quinta a +0″83) e Marta Bassino (sesta a +0″86). Esce di scena senza conseguenze fisiche Laura Pirovano, a differenza della norvegese Kajsa Vickhoff Lie e l’austriaca Rosina Schneeberger, entrambe portate via in elicottero dopo due brutte cadute. Va a punti Roberta Melesi (18^). Fuori dalle prime 30 Teresa Runggaldier (40^), mentre non chiudono la propria gara Nadia Delago e Federica Sosio. 
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Covid, Solinas “Test e tamponi a chiunque arrivi in Sardegna”

ROMA (ITALPRESS) – “La Sardegna l’estate scorsa ha pagato un prezzo pesantissimo, ci è stato riportato il virus sull’isola, ecco perchè il vero tema adesso saranno i controlli da un lato e il senso civico delle persone dall’altro”. Lo ha detto Christian Solinas, presidente della Regione Sardegna, prima zona bianca d’Italia, ospite di Maria Latella al Caffe della domenica su Radio24. “Abbiamo adottato un’ordinanza specifica che prevede l’impiego di personale regionale per effettuare test antigenici o tamponi alle persone in arrivo nei prossimi giorni sia nei porti che in aeroporti”, ha spiegato Solinas aggiungendo che “le persone e i turisti sono i benvenuti, chiediamo solo nel loro interesse di arrivare con un test già eseguito o qualora non lo avessero, di dedicarci qualche minuto all’arrivo per eseguirlo”.
“Da domani in Sardegna ci sarà una riapertura graduale. L’ordinanza che entrerà in vigore consentirà a tutti ristoratori di tenere aperti gli esercizi fino alle 23, i bar fino alle 21 e tarderà l’orario del coprifuoco” ha detto Solinas. “Se nel corso della prima settimana di allentamento vedremo indicatori con segno positivo procederemo con la riapertura di palestre, piscine e scuole di danza, fino al ritorno alla tanto agognata nuova normalità”, ha spiegato Solinas.
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Sfida Luna Rossa-New Zealand slitta a dopo il 10 marzo

AUCKLAND (NUOVA ZELANDA) (ITALPRESS) – A causa del nuovo mini-lockdown messo in atto dal governo neozelandese a Auckland nella prima mattinata per contenere la diffusione della pandemia di Covid-19, l’Americàs Cup ha posticipato il primo fine settimana di regate sabato 6 e domenica 7 marzo. “Per essere prudenti, ACE richiederà un’esenzione per gareggiare con restrizioni di livello 3 in modo da mantenere aperte quante più opzioni possibili. Tuttavia, le regate non si svolgeranno prima almeno di mercoledì 10 marzo”, ha sottolineato la presidente dell’Americàs Cup Event Ltd, Tina Symmans. In acqua, per il trofeo, scenderanno Luna Rossa, che si è guadagnata l’accesso alla finale dopo il trionfo nella Prada Cup battendo Ineos UK, e Team New Zealand.
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Sangiuliano “Da Reagan un esempio per la ripartenza post pandemia”

ROMA (ITALPRESS) – “C’è analogia tra l’arrivo di Reagan alla Casa Bianca e quello che sta succedendo oggi dopo la pandemia, perchè Reagan arriva alla presidenza degli Stati Uniti quando il mondo occidentale è in una profonda depressione”. Lo ha detto Gennaro Sangiuliano, direttore del Tg2, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’Agenzia di Stampa Italpress, presentando il suo libro “Reagan. Il presidente che cambiò la politica americana”, edito da Mondadori.
Per Sangiuliano, Ronald Reagan è arrivato in un “frangente di grande depressione e, con una grande carica di ottimismo, è riuscito a ribaltare questa condizione di enorme sfavore, non solo per gli americani ma per tutto l’Occidente. Anche per l’Italia furono anni molto positivi”. Il presidente americano “crede nelle potenzialità del ceto medio e non fa altro che metterlo nelle condizioni migliori per svilupparle”, ha spiegato Sangiuliano. Si tratta di “una grande iniezione di fiducia supportata anche da strumenti normativi che potessero liberare queste forze che ci sono nella società ma che vogliono essere messe in condizioni di potersi esprimere. In Italia – ha aggiunto – ci sono tante forze positive, devono avere la possibilità, la libertà di potersi muovere”.
Anche grazie alle sue precedenti esperienze il presidente americano ha sviluppato “una forte empatia, un’empatia umana – ha detto Sangiuliano – che oggi è un ingrediente imprescindibile della politica. Oggi, se non si ha una capacità di leadership empatica, non si va da nessuna parte”. “Con Reagan – ha poi evidenziato – per la prima volta il paradigma cambia ed è un uomo di comunicazione che diventa soggetto politico”. Per Sangiuliano tra Ronald Reagan e Donald Trump “esiste un’enorme differenza” mentre in Italia Silvio Berlusconi “è stato certamente il politico italiano più vicino a Reagan”. “Forse – ha continuato il direttore del Tg2 – gli è mancato l’ultimo miglio, cioè la capacità di non ascoltare le sirene che ti circondano quando sei al potere e di fare le cose che ti sei prefisso di fare”. Però “Berlusconi, come Reagan, ha portato l’empatia in politica”, ha spiegato.
Infine, una riflessione sull’attualità italiana. “L’Italia ha accumulato ritardi, ha perso gran parte della sua capacità produttiva, know-how tecnologici – ha detto Sangiuliano -, ha una scuola in enorme difficoltà e certo non può essere Draghi con la bacchetta magica a risolvere problemi che si sono accumulati negli ultimi trent’anni. Certamente può essere l’inizio di una fase nuova che però deve vedere la collaborazione di tutti”.
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MCC, Mattarella “Nel piano industriale rilancio Popolare Bari”

ROMA (ITALPRESS) – «Ulteriore specializzazione della Banca a sostegno del Sud e delle imprese, con un focus sempre maggiore sul segmento delle pmi, lungo quattro direttrici: smart banking, agevolazioni, rilancio della Popolare di Bari e attivazione di un Distretto finanziario del Sud». E’ in estrema sintesi il piano industriale 2021-2023 del Mediocredito centrale, così come lo delinea l’amministratore delegato Bernardo Mattarella al Corriere della Sera.
«La mission di sostegno al Sud ha origine nel 2011, quando con l’acquisto da parte di Poste diventiamo Banca del Mezzogiorno-Mcc. Mission che resta anche con il passaggio a Invitalia. E infatti, nel corso degli anni, Mediocredito Centrale ha aumentato la quota di finanziamenti al Sud, passando dal 36% di crediti verso la clientela del Mezzogiorno a fine 2017 al 41,7% nel 2020, sempre oltre il 50% considerando le operazioni al Sud di imprese del Centro-Nord. Riposizionandoci, in particolare, verso le pmi meridionali i cui finanziamenti sono più che raddoppiati nel 2020 rispetto al 2019».
Sul rilancio della Banca popolare di Bari Mattarella dice:
“Puntiamo a creare veicoli specializzati per lo smobilizzo dei crediti nei confronti della PA. Noi siamo proprietari del 97% di Popolare di Bari che, a sua volta, ha in portafoglio il 73% della Cassa di risparmio di Orvieto. L’operazione Bari, pur essendo nata in un contesto emergenziale a causa dei problemi dell’istituto, ha un senso industriale perchè noi siamo una banca specializzata sulle imprese mentre il target della Popolare di Bari è il retail. Due modelli, quindi, compatibili, con molte possibili sinergie sul fronte della raccolta: noi saremo la fabbrica prodotto per i servizi che le nostre controllate potranno offrire alla clientela imprese: penso al factoring che non era presente nell’offerta di Popolare Bari e Cassa Orvieto».
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Sangiuliano “Reagan un esempio per la ripartenza post pandemia”

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“C’è analogia tra l’arrivo di Reagan alla Casa Bianca e quello che sta succedendo oggi con la pandemia, perché Reagan arriva alla presidenza degli Stati Uniti quando il mondo occidentale è in una profonda depressione”. Lo ha detto Gennaro Sangiuliano, direttore del Tg2, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’Agenzia di Stampa Italpress, parlando del suo nuovo libro “Reagan. Il presidente che cambiò la politica americana”.
Per Sangiuliano, Ronald Reagan è arrivato in un “frangente di grande depressione e, con una grande carica di ottimismo, è riuscito a ribaltare questa condizione di enorme sfavore, non solo per gli americani ma per tutto l’Occidente. Anche per l’Italia furono anni molto positivi”. Il presidente americano, che “era stato per due mandati governatore della California”, “credeva nelle potenzialità del ceto medio e non faceva altro che metterlo nelle condizioni migliori per svilupparle”, ha spiegato Sangiuliano. Si tratta di “una grande iniezione di fiducia supportata anche da strumenti normativi che potessero liberare queste forze che ci sono nella società ma che vogliono essere messe in condizioni di potersi esprimere. In Italia – ha aggiunto – ci sono tante forze positive, devono avere la possibilità, la libertà di potersi muovere”.
Il direttore del Tg2 ha spiegato di aver dedicato il libro alla storia del presidente Reagan perché si tratta di “un mito controcorrente della mia gioventù”, ha detto. È, quindi, “un saggio politologico sul mondo conservatore e sulla destra” ma con dentro “la storia umana”. Reagan per Sangiuliano, era “figlio dell’America profonda” e “pian piano, mattoncino dopo mattoncino, ha costruito la sua vita che lo ha portato alla Casa Bianca. Quella di Reagan è stata una rottura”, ha affermato.
Anche grazie alle sue precedenti esperienze il presidente americano ha sviluppato “una forte empatia, un’empatia umana – ha detto – che oggi è un ingrediente imprescindibile della politica. Oggi, se non si ha una capacità di leadership empatica – ha proseguito -, non si va da nessuna parte. L’essere stato attore lo ha aiutato tantissimo. Quando è stato eletto alla Casa Bianca gli hanno chiesto se potesse un attore diventare presidente degli Stati Uniti. Ribaltando la battuta ha risposto: ‘Può un presidente non essere anche un po’ attore?’. Anche nella politica italiana – ha aggiunto Sangiuliano – sono tutti lì a interpretare un ruolo”.
“Con Reagan – ha poi evidenziato – per la prima volta il paradigma cambia ed è un uomo di comunicazione che diventa soggetto politico”.
Fra Ronald Reagan e Donald Trump “esiste un’enorme differenza”. “Reagan – ha sottolineato – era molto rispettoso delle istituzioni, della liturgia istituzionale americana, del Congresso, era un uomo della mediazione, del dialogo, non aveva l’irruenza che ha avuto Trump”. In Italia, invece, Silvio Berlusconi “è stato certamente il politico italiano più vicino a Reagan”. “Forse – ha continuato – gli è mancato l’ultimo miglio, cioè la capacità di non ascoltare le sirene che ti circondano quando sei al potere e di fare le cose che ti sei prefisso di fare”. Però “Berlusconi, come Reagan, ha portato l’empatia in politica”, ha spiegato.
Sangiuliano, citando Giuseppe Prezzolini, si è soffermato anche sull’etimologia del termine ‘conservatore’ che “viene da un’antica parola indoeuropea” che indicava “colui il quale la notte guardava il fuoco e faceva attenzione che non si spegnesse. È una metafora – ha continuato – in cui il fuoco sono i valori di una società, quindi il conservatore è colui il quale presidia i valori di una società. Prezzolini dice – ha proseguito – che il progressista è la persona di domani e il conservatore è la persona di dopodomani perché i grandi conservatori devono essere anche grandi innovatori cioè devono modernizzare la società salvaguardando un nocciolo fondante di valori. Questo è quello che ha provato a fare Reagan”.
Infine, una riflessione sull’attualità di casa nostra: “L’Italia ha accumulato ritardi, ha perso gran parte della sua capacità produttiva, know-how tecnologici, ha una scuola in enorme difficoltà e certo non può essere Draghi con la bacchetta magica a risolvere problemi che si sono accumulati negli ultimi trent’anni. Certamente può essere l’inizio di una fase nuova che però deve vedere la collaborazione di tutti”.
“Sono molti anni che ho abbandonato i giudizi – ha precisato il direttore del Tg2, rispondendo alle domande di Brachino -, adesso mi limito a raccontare i fatti. Di Draghi posso dire che ha un curriculum ineccepibile e abbiamo già visto effetti positivi perché abbiamo avuto un abbassamento dello spread che non avevamo mai avuto. Significa un risparmio per tutti gli italiani sul debito. Abbiamo una persona seria, che ha studiato e che è passata per grandi esperienze internazionali. Già questo nell’Italia di oggi è tantissimo”.
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Boccia “Chi liquida Conte sbaglia”

ROMA (ITALPRESS) – “Chi dice che Conte è il passato non solo è ingeneroso, ma sbaglia. Significa non capire il sentimento popolare che c’è intorno all’esperienza umana e politica che abbiamo fatto. Basta farsi un giro nei nostri circoli e nei quartieri popolari per capirlo».
Lo sostiene in una intervista al Corriere della Sera Francesco Boccia, Pd, ex ministro degli Affari regionali nel Conte II
«Nuovo Dpcm? E’ giusto che Draghi continui sulla linea del rigore. Quando c’è una pandemia di questa portata, chi ricopre funzioni pubbliche non deve nascondere la verità ma anteporre la salute e la vita agli interessi economici. La discontinuità invocata da Salvini? Lui è in campagna elettorale permanente e propone ricette magiche che non ci sono. Gelmini sposta asse a destra? La stella polare resta l’appello del presidente della Repubblica al governo di emergenza, che non avendo matrice politica non può avere alcun asse». Boccia si sofferma sulla scelta di Matteo Renzi: «Il dato oggettivo è che ha portato la destra al governo del Paese, sia pure un governo di unità nazionale. E lo ha fatto tradendo gli elettori del Pd, perchè lui e i parlamentari di Italia viva sono stati eletti da una comunità che non avrebbe mai consentito il ritorno della destra al governo. Renzi lo rimuove, ma è in Parlamento con i voti del Pd».
“Italia viva è riuscita a far saltare l’alleanza tra Pd, M5S e Le? L’obiettivo era quello, prova ne sia che i temi sollevati per innescare la crisi, dal Recovery al Mes, sono scomparsi dal dibattito. Il progetto di unire il riformismo che non si vergogna di avere radici a sinistra con le fratture sociali che attraversano il Paese è la sfida identitaria del Pd».
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