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Di Maio “M5s movimento moderato e liberale, sì a Conte”
ROMA (ITALPRESS) – Il M5s “è cresciuto, maturato. Questo governo rappresenta il punto di arrivo di un’evoluzione in cui i 5 stelle mantengono i propri valori, ma scelgono di essere finalmente e completamente una forza moderata, liberale, attenta alle imprese, ai diritti, e che incentra la sua missione sull’ecologia. Tutta la trattativa con il premier Draghi è stata fatta sul ministero per la Transizione. Questo per noi è un nuovo inizio». Lo dice il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio in un’intervista a Repubblica. «Sarei veramente felice di un passo avanti di Conte dentro il M5s”, aggiunge. «Non deve considerarsi una scissione” all’interno del movimento, ma “è evidente che lo spazio per i nostalgici dell’Italexit è scomparso da tempo. Puntiamo agli Stati Uniti d’Europa, a un progetto ancorato a determinati valori in cui gran parte del M5S e degli italiani si riconoscono».
II Movimento è ora su una linea “moderata, atlantista, saldamente all’interno dell’Ue. Questa evoluzione si può completare con l’ingresso di Conte – sottolinea -. L’ex premier, che ha rappresentato questi valori, metta la parola fine alle nostre ambiguità e ai nostri bizantinismi. Io rispetto tutto, ma l’assemblearismo estremo finisce solo per dare un’immagine di caos. Se si sta parlando di far entrare Conte, significa che a un anno da quando ne ho lasciato la guida il Movimento ha realizzato che senza una leadership forte non si vada nessuna parte”. Come potrebbe entrare Conte. Si creerà una carica apposta per lui? “Un modo si trova sempre”.
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Il nome di Mario Draghi più di due volte al minuto sui media italiani
ROMA (ITALPRESS) – Negli ultimi 22 giorni, da quando ha ricevuto l’incarico dal Presidente della Repubblica, il nome di Mario Draghi è stato pronunciato quasi 70.000 volte (68.804) dai mezzi di informazione italiani: una media di oltre 2 volte al minuto. Il dato emerge dal monitoraggio svolto su oltre 1.500 fonti media fra carta stampata (quotidiani nazionali, locali e periodici), siti di quotidiani, principali radio, tv e blog da Mediamonitor.it, che utilizza tecnologia e soluzioni sviluppate da Cedat 85, azienda attiva da oltre 35 anni nella fornitura dei contenuti provenienti dal parlato.
Mediamonitor.it ha indagato qual è stata la visibilità del nuovo premier dal 3 al 24 febbraio, mettendola a confronto con quella dei leader politici.
Alle spalle di Draghi, sia pure con oltre un terzo di citazioni in meno (18.878), troviamo Matteo Salvini, il cui appoggio – per alcuni sorprendente – al nuovo governo gli consente di ottenere il 2° posto, mentre Giorgia Meloni, grazie alla sua scelta isolata ma netta di collocarsi all’opposizione, si colloca sul gradino più basso del podio per numero di citazioni totali (12.337), ma supera Salvini per numero di presenze in radio e tv (2.803 vs 2.371).
E’ solo sommando le citazioni di Beppe Grillo (10.686) e Vito Crimi (7.548) che gli esponenti del M5S si avvicinano a Salvini, mentre il segretario del PD Nicola Zingaretti, con 10.537 menzioni, supera il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi (8.424). Zingaretti, tuttavia, è in ultima posizione per quanto riguarda le citazioni dei leader politici nelle sole radio e tv (688, poco più della metà di quelle di Vito Crimi – 1.094 – che lo precede in questa classifica).
Mediamonitor.it ha anche indagato la visibilità sui mezzi di informazione del nuovo esecutivo, analizzando la presenza dei nuovi ministri sui mezzi di informazione italiani da sabato 13 (giorno del giuramento al Quirinale) a mercoledì 24 febbraio. Come prevedibile, complice l’emergenza sanitaria ancora in corso, guida la classifica il titolare del dicastero della Salute, Roberto Speranza (8.310 citazioni), che precede Luigi di Maio (4.716), al suo secondo mandato consecutivo al Ministero degli Esteri.
In grande spolvero i ministri in quota Lega: Giancarlo Giorgetti (3.937), in 3^ posizione, lascia ai piedi del podio il ministro del Lavoro Andrea Orlando (2.877), mentre il neoministro del Turismo, Massimo Garavaglia, 7° con 2.583 menzioni, precede Roberto Cingolani (2.566), titolare del nuovo Ministero della Transizione ecologica fortemente voluto dai grillini.
Il più citato fra i tecnici è Daniele Franco, ministro dell’Economia, (5° con 2.753 citazioni), insieme al Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi che è in 6° posizione (2.677), mentre la ministra della Giustizia ed ex presidente della corte Costituzionale Marta Cartabia è 9° con 2.418 menzioni.
Le ministre senza portafoglio Mariastella Gelmini (Affari regionali e autonomie) e Mara Carfagna (Sud e coesione territoriale), tornate nella squadra di governo a 10 anni di distanza dal Berlusconi IV, oscurano Luciana Lamorgese (13°, 1.889 citazioni), riconfermata agli Interni: Gelmini, con 2.298 citazioni, è 10^, Carfagna (2.093) è 12^, alle spalle del ministro della Cultura Dario Franceschini (2.248).
Dall’insediamento del nuovo governo, i meno citati in assoluto secondo l’indagine di Mediamonitor.it sono le ministre delle Politiche giovanili Fabiana Dadone (22^, con 838 citazioni) e dell’Università e Ricerca Maria Cristina Messa (23^ e ultima, 260). Ai primi tre posti della classifica che considera solo le emittenti radiofoniche e televisive ci sono Roberto Speranza (640), Daniele Franco (577) e Luigi Di Maio (557).
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Atalanta in 10 cede solo nel finale, Real vince 1-0
BERGAMO (ITALPRESS) – In dieci uomini per più di un’ora di gioco, con Zapata costretto ad uscire al 30′ per infortunio e senza Hateboer indisponibile, l’Atalanta è ancora in corsa contro il Real Madrid nell’ottavo di finale di Champions League. Nel match di andata al Gewiss Stadium la squadra di Gasperini regge l’urto per 85′ contro i blancos ma subisce un gol nel finale di Mendy e perde 1-0. Ma la partita è falsata dall’episodio in avvio di primo tempo. Il Real Madrid orfano di tanti titolari (Sergio Ramos, Benzema, Marcelo e Hazard su tutti) riesce comunque a sfondare ripetutamente sulla catena di sinistra. Lo fa anche al 17′ quando Freuler è costretto a stendere Mendy all’imbocco dell’area. L’arbitro Stieler estrae il cartellino rosso per il centrocampista e costringe, tra le polemiche, Gasperini a cambiare strategia. Fuori Zapata, infortunato, dentro Pasalic. L’Atalanta in ripartenza è pericolosa e porta Muriel al tiro al 42′. Ma le occasioni più pericolose sono di marca madrilena. Al 25′ Nacho si incunea sulla sinistra in area e calcia senza trovare la porta sull’uscita di Gollini. Al 38′ tocca a Isco con una conclusione dal dischetto del rigore sporcata in angolo. Ad inizio ripresa l’Atalanta non riesce ad andare oltre la sua metà campo e al 53′ rischia grosso: sugli sviluppi di un cross dalla sinistra, Vinicius ha la palla dell’1-0 ma da pochi passi è Gosens ad immolarsi e deviare in corner la conclusione. Nel finale Gasperini prova a blindare il risultato inserendo anche Palomino per Maehle. Ma il Real Madrid la sblocca con una magia. All’86’ Mendy si coordina da fuori area e lascia partire un destro che non lascia scampo a Gollini. Tutto si deciderà martedì 16 marzo.
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Un gol per tempo, Mancity vince 2-0 in casa Moenchengladbach
BUDAPEST (UNGHERIA) (ITALPRESS) – Basta un gol per tempo al Manchester City per sbarazzarsi del Borussia Moenchengladbach nell’andata degli ottavi di finale di Champions League e centrare la 19^ vittoria consecutiva in tutte le competizioni. Troppa la differenza di qualità in campo, con gli inglesi che vincono 2-0 e mettono un’ipoteca sulla qualificazione ai quarti grazie ai gol di Bernardo Silva e Gabriel Jesus. Alla Puskas Arena di Budapest, campo neutro scelto dalla Uefa per via delle restrizioni anti-Covid in Germania, ci provano soprattutto Sterling, Bernardo Silva e Foden a creare superiorità numerica, ma al pressing asfissiante sulla costruzione dei difensori avversari non segue la solita cattiveria in area. Al 29′ il City decide di affondare il colpo: Joao Cancelo disegna un cross al bacio dalla sinistra per la testa di Bernardo Silva che firma l’1-0. La ripresa si apre con un regalo di Bensebaini al 54′: l’esterno algerino mette in porta Gabriel Jesus con un retropassaggio scellerato, ma l’attaccante del City spreca tutto. E così sono i tedeschi ad affacciarsi dalle parti di Ederson: al 60′ Zakaria sradica il pallone a Rodri ma dosa male il passaggio in profondità che avrebbe messo Plèa davanti al portiere. Passata la paura la macchina di Guardiola alza i giri del motore e al 65′ mette in ghiaccio risultato e, probabilmente, qualificazione: cross del solito Cancelo, sponda aerea di Bernardo Silva e tocco a porta vuota di Gabriel Jesus per il raddoppio. Nel finale proteste dei tedeschi per un presunto rigore non concesso dopo un contatto in area di rigore tra Joao Cancelo e Hofmann. Nel ritorno in programma il 16 marzo servirà un’impresa alla squadra di Rose per ribaltare il risultato.
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Casalino “Conte è sottovalutato, al M5S serve un aggiornamento”
“Mi piacerebbe che Conte tornasse a Palazzo Chigi con il voto degli italiani. L’ultima volta non è stato scelto lui ma il Movimento 5 Stelle, adesso sarebbe bello che scegliessero lui, magari a capo del Movimento”. Lo ha detto Rocco Casalino, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’Agenzia di Stampa Italpress, parlando dell’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte.
“Secondo me è sottovalutato – ha evidenziato Casalino, che di Conte era portavoce a Palazzo Chigi -, è un grande politico, uno statista e dal punto di vista umano ha uno spessore infinito. Ho la sensazione che ogni volta si dubiti delle sue capacità e si pensi che dietro ci sia qualcuno. Non ti crei una credibilità internazionale – ha aggiunto – perché c’è dietro qualcuno. Quando sei nel Consiglio europeo, per esempio, sei da solo con gli altri leader”.
L’augurio di Casalino è “che si vada a elezioni un po’ prima del 2023, magari anche a metà 2022, che si faccia una campagna elettorale dove io possa dare un contributo, con Conte e che stravinciamo”, ha detto. Per quanto riguarda il Movimento 5 Stelle, secondo Casalino, “ci vuole un aggiornamento”. “Alcuni valori e alcune visioni di Gianroberto Casaleggio – ha spiegato – li terrei come fondamenta perché dentro c’è una verità che vediamo anche adesso. La politica, una classe dirigente di qualsiasi partito dopo un po’ si stacca dai cittadini. Stare nel palazzo, per una serie di meccanismi, ti allontana dalla realtà”. Questo, ha detto, va recuperato “con una riforma costituzionale perché il paradosso che abbiamo adesso è: questo sistema, con un parlamento centrale, siamo sicuri che garantisca la volontà dei cittadini? Basterebbe – ha evidenziato – anche forse qualche aggiustamento, per dare la possibilità ai cittadini di incidere davvero”. Per Casalino c’è anche la questione del tempo che “è un’altra variabile”. “In un anno non cambi nulla, in due anni è uguale. Pure cinque anni sono pochi – ha detto -. Anche Draghi avrà delle difficoltà, non durerà 20 anni”.
“Sul reddito di cittadinanza – ha spiegato rispondendo alle domande di Claudio Brachino – va fatta un’operazione perché manca ancora la parte del lavoro. Bisogna creare un database con tutte le offerte di lavoro in tutta Italia”, ha aggiunto.
Casalino ha parlato anche del suo libro, “Il portavoce”, e delle sue esperienze di vita. “Ho scritto il libro a giugno, luglio e anche agosto e quando l’ho riletto mi sembrava talmente forte che l’ho cambiato tutto”, ha detto. “Poi mi sembrava falso”, ha aggiunto facendo riferimento in particolare a quanto scritto sul rapporto con il padre e raccontando di aver fatto leggere le due versioni alla sua famiglia. “Sono tornato alla prima versione”, ha chiarito. Nel libro parla anche del suo paese, Ceglie Messapica. “Ne parlo con un amore profondo”, ha spiegato. “In Germania – ha continuato – vivevo una certa freddezza nei rapporti umani e nelle amicizie, mentre quando arrivo in questo Sud sento le mie radici, il mio territorio, questo Sud che esplode di passione. Quando si pensa all’omosessualità, si pensa che al Nord sia più facile. Invece nel Sud – ha proseguito – ho avuto le esperienze più belle omosessuali perché c’è una certa libertà culturale, non esibita, nascosta. I rapporti umani sono sempre forti, intensi”.
“Quello dello spettacolo – ha spiegato – è sicuramente un ambiente molto aperto, dove l’omosessualità è facile esporla. Il percorso iniziale nel mondo dello spettacolo mi ha aiutato in questo. Nel mondo politico romano l’omofobia è molto più forte. Nascosta, non esplicitata, molto forte. Mi sono sentito sotto osservazione in quanto omosessuale. Lo noti dalle piccole battute, dagli sguardi. Il mondo politico è molto omofobico, maschilista, conformista”.
E sull’esperienza del Grande Fratello ha ricordato: “Mi ha permesso di fare un po’ di soldi e questo mi ha aiutato”, mentre la fama è durata “un anno o due ma alla fine ti rendi conto che non è niente”. “Poi ho intrapreso tutto un altro percorso, quello del giornalismo. In realtà – ha continuato – quella è stata una formazione vera. Probabilmente avevo questa predisposizione per la comunicazione e per il giornalismo politico. Sotto sotto feci il Grande Fratello perché la notorietà per me era la chiave per potere aprire le porte per fare politica. Questa mia predisposizione c’era già, non è il Grande Fratello che l’ha accentuata”. Secondo Casalino il suo principale difetto è “la vanità”. “Stando in politica – ha poi aggiunto – è cambiata in meglio l’opinione sui politici, invece avevo un’idea straordinaria dei giornalisti” che “è peggiorata”.
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Coronavirus, 16.424 nuovi casi e 318 decessi in 24 ore
ROMA (ITALPRESS) – Nuovo balzo dei contagi da coronavirus. I nuovi positivi salgono a 16.424 (ieri erano stati 13.314) a fronte di 340.247 tamponi, con l’indice di positività che si alza attestandosi al 4,8%. Flessione dei decessi, 318 contro i 356 del giorno precedente.
I guariti sono 14.599, mentre gli attuali positivi tornano dopo settimane a crescere: +1.485, con un totale complessivo pari a 389.433. Si allenta leggermente la pressione sugli ospedali, 18.217 i ricoverati nei reparti ordinari (-78) mentre si evidenzia un leggero incremento nelle terapie intensive, dove si trovano attualmente 2.157 degenti (+11) con 178 nuovi ingressi. Le persone in isolamento domiciliare sono 360.059. La regione con il numero più alto di nuovi positivi è la Lombardia (3.310), a seguire Campania (2.185) e Piemonte (1.453).
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Casalino “Conte sottovalutato, al M5S serve un aggiornamento”
ROMA (ITALPRESS) – “Secondo me è sottovalutato, è un grande politico, uno statista e dal punto di vista umano ha uno spessore infinito. Ho la sensazione che ogni volta si dubiti delle sue capacità e si pensi che dietro ci sia qualcuno”. Lo ha detto Rocco Casalino, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’Agenzia di Stampa Italpress, parlando dell’ex presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.
“Non ti crei una credibilità e un rispetto a livello internazionale – ha evidenziato Casalino, che di Conte era portavoce a Palazzo Chigi – perchè c’è dietro qualcuno. Quando sei nel Consiglio europeo, per esempio, sei da solo con gli altri leader”.
“Mi auguro – ha spiegato – che si vada a elezioni un pò prima del 2023, magari anche a metà 2022, che si faccia una campagna elettorale dove io possa dare un contributo, con Conte, e che stravinciamo”.
“A me piacerebbe – ha aggiunto – che Conte tornasse a Palazzo Chigi con il voto degli italiani. L’ultima volta non è stato scelto lui ma il Movimento 5 Stelle, adesso sarebbe bello che scegliessero lui, magari a capo del Movimento”.
Sui dissidenti tra i Cinquestelle ha sottolineato: “Dall’esperienza del passato quando si esce dal movimento difficilmente si rientra”. Per Casalino “sicuramente ci vuole un aggiornamento del MoVimento 5 Stelle. Alcuni valori e alcune visioni di Gianroberto Casaleggio li terrei come fondamenta perchè dentro c’è una verità che vediamo anche adesso. La politica, una classe dirigente di qualsiasi partito dopo un pò si stacca dai cittadini. Stare nel palazzo, per una serie di meccanismi, ti allontana dalla realtà”.
“Magari – ha continuato – serve anche una riforma costituzionale perchè il paradosso che abbiamo adesso è: questo sistema, con un parlamento centrale, siamo sicuri che garantisca la volontà dei cittadini? Basterebbe anche forse qualche aggiustamento, per dare la possibilità ai cittadini di incidere davvero”. Per Casalino c’è anche la questione del tempo che “è un’altra variabile”. “In un anno non cambi nulla, in due anni è uguale. Pure cinque anni sono pochi”, ha detto. “Anche Draghi – ha aggiunto – avrà delle difficoltà, non durerà 20 anni”.
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