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Coronavirus, 15.774 nuovi casi e 507 decessi in 24 ore

ROMA (ITALPRESS) – Crescono i nuovi casi di coronavirus in Italia. Nelle ultime 24 ore i nuovi contagiati sono 15.774 (in aumento rispetto ai 14.242 di ieri). Crescita che dipende pure dall’aumento dei tamponi effettuati, 175.429, determinando un rapporto tamponi/positivi che scende all’8,9%. In flessione pure il numero delle vittime, 507 (ieri 616). I guariti nelle ultime 24 ore sono 20.532, mentre gli attualmente positivi si riducono di 5.266 unità, toccando quota 564.774.
La pressione sugli ospedali, secondo i dati del bollettino del Ministero della Salute, sembra allentarsi. Meno ricoverati (187), con un numero totale di 23.525 di persone attualmente negli ospedali, calo pure delle terapie intensive (-57) con 2.579 degenti. Il dato dei nuovi ingressi nelle rianimazioni conta però 165 nuovi pazienti. Le persone in isolamento domiciliare sono 43.098. La Lombardia è la regione con più nuovi contagiati (2.245), seguita da Sicilia (1.969) e Veneto (1.884).
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L’Inter elimina la Fiorentina, derby col Milan in Coppa Italia

FIRENZE (ITALPRESS) – L’Inter fatica, passa il turno e si regala il derby contro il Milan nei quarti di finale di Coppa Italia. Al “Franchi” la squadra di Conte batte la Fiorentina ai supplementari per 2-1 grazie ad un rigore di Vidal e al sigillo di Lukaku e si lascia alle spalle il momento no in campionato dopo un punto in due partite. La novità dell’Inter è la presenza di Eriksen come regista basso e protagonista di una manovra di qualità che all’11’ dà subito i suoi frutti: i nerazzurri costruiscono in verticale e portano al tiro Lautaro murato all’ultimo da Castrovilli. Al 37′ c’è la svolta: Sanchez colpisce il palo dopo una respinta di Terracciano su un precedente tiro di Eriksen e Massa col Var concede il rigore per un intervento giudicato falloso dell’estremo difensore. Dagli undici metri si presenta Vidal che non sbaglia e sigla la prima rete nerazzurra. L’episodio scuote i viola che trovano la reazione immediata e il secondo episodio da moviola del match: Kouamè viene fermato da Skriniar in area, Massa concede inizialmente il penalty per poi tornare sui propri passi dopo la consultazione al Var. Nella ripresa l’Inter ha la chance del ko: sugli sviluppi di un cross, Martinez Quarta sbaglia l’intervento e favorisce Lautaro Martinez che spara a lato da posizione favorevole. Gol sbagliato, gol subito. La più classica delle leggi non scritte colpisce l’Inter al 57′: Kolarov rinvia male un pallone, Kouamè controlla e fulmina Handanovic con un gran destro dal limite. Conte però vuole la vittoria senza passare per i supplementari. Lo confermano i cambi nell’ultima mezz’ora: fuori Lautaro, Young e Gagliardini, dentro Lukaku, Hakimi e Barella. Ma non basta per superare la retroguardia viola prima del triplice fischio. Basta invece per chiudere la contesa ai tempi supplementari. Al 119′ per la precisione: Barella crossa dalla destra, Lukaku si libera della marcatura di un avversario e di testa batte Terracciano siglando il gol qualificazione.
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Il “Modello Genova” una storia di successo

MILANO (ITALPRESS) – Quindici mesi di lavori per portare a compimento la costruzione del nuovo Ponte San Giorgio, il viadotto che attraversa la valle del Polcevera e restituisce alla città di Genova un’infrastruttura strategica per la sua rete di mobilità. Alle spalle c’è quello che molti hanno chiamato il “Modello Genova”, un nuovo paradigma per il settore delle costruzioni che basa la sua efficacia su alcuni fattori chiave.
Al primo posto la collaborazione. Come ricorda il Gruppo Webuild, “nasce dalla puntuale collaborazione tra le imprese che hanno realizzato l’opera con le istituzioni centrali, quelle locali, le forze di polizia, i sindacati fino alla stessa cittadinanza. Tutti hanno dato il loro contributo; tutti hanno remato nella stessa direzione, superando le lungaggini della burocrazia e permettendo alle imprese di concentrarsi sulla costruzione”.
Il secondo pilastro del “Modello Genova” è stato la trasparenza, “intesa come condivisione del progetto, ma anche come apertura del cantiere agli sguardi esterni”. E questo non solo attraverso le telecamere attive 24 ore su 24, ma con una mostra permanente allestita nel Porto Vecchio della città e una serie di visite organizzate con i ragazzi delle scuole di Genova per presentare quello che sarebbe diventato il loro ponte. Fondamentale è stato anche il lavoro di squadra con tutta la filiera. Oltre 330 imprese, provenienti da tutte le regioni italiane, hanno dato il loro contributo come fornitori e subfornitori di Webuild. Nella maggior parte dei casi imprese di medie e piccole dimensioni che hanno messo le loro eccellenze e i loro brevetti al servizio di un obiettivo condiviso. Alla realizzazione hanno preso parte anche gli oltre mille addetti, tra ingegneri, tecnici e operai, che per mesi hanno lavorato giorno e notte in cantiere.
“Mille persone impegnate contro la pioggia, la neve, il vento, la minaccia del Covid-19, rispettando i più rigidi protocolli di sicurezza, e permettendo con il loro lavoro e la loro passione di conquistare quello che per tutti è ormai un record nella storia italiana delle grandi opere. Un record ottenuto solo grazie alla collaborazione, alla trasparenza, al lavoro di squadra, alla sicurezza, in una parola grazie al ‘Modello Genovà”.
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Vino, nuove abitudini e più attenzione a sostenibilità d’impresa

ROMA (ITALPRESS) – Dalla ricerca IRI presentata nell’ambito di Wine2Wine Exibition per Vinitaly nei primi 10 mesi del 2020, si evince un incremento delle vendite di vino nella grande distribuzione pari al 6,9% a valore e del 5,3% a volume, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La crescita, influenzata anche dall’aumento delle vendite nel trimestre primaverile dovuto ai mesi del lockdown e alla chiusura di bar e ristoranti, si è trasformata in una buona prestazione per gli spumanti, i vini doc e i vini da tavola. Anche le vendite di vino online hanno registrato un’impennata pari al 122% e del 200% per i grocery di piccole dimensioni. “Il 2020 è stato un anno di cambiamenti che ha coinvolto anche il settore del vino e il relativo modo di consumare i prodotti. Si sono registrate delle crescite non costanti nel tempo dovute, appunto, all’andamento delle misure adottate in Italia e nel mondo per prevenire il contagio da Covid-19. Un’altalena di vendite che, probabilmente, riscontreremo per tutto il 2021”, spiega Andrea Sartori, presidente del Consorzio Italia del Vino. Nel 2020 i consumatori hanno testato nuove tipologie di acquisto. Tra le priorità troviamo la qualità dei prodotti, sostenibilità, piacere della degustazione e anche la convenienza. Per Sartori “in questo periodo di incertezza a livello globale, credo sia opportuno soffermarci sul concetto di sostenibilità economica, ovvero la necessità per le aziende di generare profitti nel tempo. Questo implica dei cambiamenti nelle politiche di governance dell’azienda che riguardano l’innovazione, un nuovo modo di concepire il prodotto, lo sviluppo delle relazioni con gli stakeholder. Inoltre, il progresso sostenibile è strettamente correlato alle buone pratiche adottate dalle imprese per continuare a operare il proprio business nel rispetto dell’ambiente, in un sistema sempre più globalizzato. In futuro una delle sfide più importanti delle cantine sarà quella di modernizzarsi per adattarsi alle richieste di un mercato in piena evoluzione”.
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Gruppo Hera, 3,2 miliardi di investimenti nel piano industriale al 2024

BOLOGNA (ITALPRESS) – Il Consiglio di Amministrazione del Gruppo Hera ha approvato il Piano industriale al 2024. “Il nuovo documento strategico quinquennale riflette un rinnovato impegno per lo sviluppo e la crescita, alzando le attese rispetto al Piano precedente, con azioni per la transizione energetica e la tutela ambientale, l’evoluzione tecnologica e la coesione sociale”, si legge in una nota.
Il Piano industriale al 2024 si fonda sulle solide basi delle proiezioni di chiusura del 2020: il preconsuntivo conferma infatti i principali indicatori in crescita sull’anno precedente. Il MOL atteso per il 2020 è di circa 1.118 milioni di euro, in aumento rispetto ai 1.085 milioni del 2019. Lo schema di riferimento del nuovo Piano si compone di tre dimensioni- ambientale, socio-economica e innovazione – intorno alle quali si articolano tutte le progettualità di Hera. Il Piano al 2024 prevede investimenti in crescita, per circa 3,2 miliardi di euro, in media di 640 milioni all’anno: un volume significativamente superiore (circa +40%) rispetto alla media dell’ultimo quinquennio.
In particolare, sono previsti in aumento gli impieghi per lo sviluppo organico, per 2,9 miliardi, 400 milioni in più rispetto alla precedente pianificazione, con un impegno proporzionale alla presenza di Hera sul territorio e alle caratteristiche delle filiere.
“Con il nostro nuovo Piano industriale, possiamo capitalizzare gli sforzi fatti sin qui e incrementare i nostri target di crescita al 2024 – afferma Tomaso Tommasi di Vignano, presidente esecutivo Hera -. A sostegno dei nostri obiettivi abbiamo stanziato un consistente piano di investimenti per espandere i nostri asset e renderli, al tempo stesso, sempre più sostenibili, in linea con le indicazioni delle istituzioni internazionali. Confermiamo inoltre tutte le nostre politiche economico-finanziare, a partire dal mantenimento di un profilo patrimoniale conservativo che ci permette di finanziare anche eventuali ulteriori progetti di investimento non inseriti a Piano. Tutto questo, senza incidere sulla distribuzione ai nostri azionisti dei dividendi, che sono anzi previsti in crescita nel quinquennio, con un incremento del 25% rispetto all’ultimo dividendo pagato, fino a raggiungere i 12,5 centesimi per azione al 2024”.
Per Stefano Venier, amministratore delegato, “Hera da sempre gestisce tutte le proprie attività con un approccio sostenibile e integrato nelle strategie di business. Pertanto, con il nostro nuovo Piano industriale possiamo promuovere un ulteriore sviluppo, con progetti dedicati alla circolarità, alla carbon neutrality e all’innovazione tecnologica, in piena coerenza anche con le linee dettate dall’Authority e raccogliendo i frutti di quanto già fatto in passato, anche in termini di premialità per la qualità del servizio. E vogliamo anche rendicontare ai nostri stakeholder con la massima trasparenza l’impegno del Gruppo per la sostenibilità, con l’applicazione delle raccomandazioni TCFD a partire già dall’esercizio 2020”.
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Marotta “Suning valuta opportunità nell’interesse dell’Inter”

FIRENZE (ITALPRESS) – “La proprietà Suning sta valutando le opportunità nell’interesse dell’Inter e nel rispetto del blasone storico del club, del presente e del futuro”. Con queste parole, rilasciate ai microfoni di RaiSport, l’amministratore delegato nerazzurro, Giuseppe Marotta, commenta le indiscrezioni circa possibili novità societarie. “Detto questo – ha aggiunto Marotta nel pre-partita della sfida in casa della Fiorentina valida per gli ottavi di finale di Coppa Italia – il management da me rappresentato sa di agire in un contesto societario molto solido, queste voci sono sopra la nostra testa e non ci devono condizionare”.
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Sibilia si candida alla presidenza della Figc “Non sogni, ma riforme”

ROMA (ITALPRESS) – “Mi candido alla presidenza della Figc per rispetto di coloro che hanno deciso di riporre in me la loro fiducia. Mi riferisco ai Delegati Assembleari della Lega Nazionale Dilettanti che sono l’espressione dei dirigenti di società delle varie regioni d’Italia, un movimento che conta quasi 12 mila società e oltre 1 milione di tesserati”. Cosimo Sibilia spiega così il motivo principale che lo ha portato a presentare la sua candidatura alla massima carica della Federcalcio per il prossimo quadriennio olimpico. Una candidatura accreditata da oltre il 75% dei delegati della Lnd, giunta al termine di un percorso che ha visto lo stesso Sibilia incassare più del 90% dei consensi per la sua conferma a presidente dei Dilettanti. “Qualcuno ha ironizzato sui tempi di presentazione della mia candidatura – le parole di Sibilia – vorrei ricordare che la Lega Dilettanti è stata costretta a svolgere 23 assemblee in poco più di tre giorni. Ho dovuto per forza aspettare che si concludessero per avere le necessarie indicazioni. Io sono uno che rispetta le regole e sono abituato a consultare chi rappresento”. Insieme alla candidatura, Sibilia ha ovviamente depositato il suo programma: “Non ho voluto presentare un libro dei sogni – ha spiegato il numero uno della Lnd – dove inserire tutto e il suo contrario nel tentativo di acquisire consensi. Del resto, dovrà essere compito del nuovo Consiglio Federale, nella sua indispensabile collegialità, a procedere alla realizzazione delle riforme e dei singoli interventi grazie all’apporto di tutte le componenti federali. Ho voluto promettere poco cercando di indicare la strada per una concreta realizzazione degli obiettivi”. Un documento sobrio, con i concetti essenziali condensati in meno di 30 pagine: governance, attività sportiva, riforma dei campionati, giustizia sportiva, attività dilettantistica e giovanile, calcio femminile e altre discipline, formazione e attività sociali e culturali.
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Crisi di governo. Un sondaggio: italiani tra rabbia e preoccupazione

ROMA (ITALPRESS) – Negli ultimi giorni, le discussioni all’interno della maggioranza di Governo tra gli esponenti di Italia Viva e il premier Conte, stanno portando l’esecutivo alla crisi. Crisi che, dopo un anno di pandemia e il rischio di una terza ondata di contagi, non è compresa e quindi condivisa dagli italiani. I sentimenti prevalenti, nell’ascoltare queste notizie, sono rabbia, preoccupazione e sconcerto. A dirlo è un sondaggio di Euromedia Research.
Per gli italiani, il nostro Paese in questo momento ha altre priorità e non può affrontare anche una crisi politica. Per poco più di 1 intervistato su 4, la soluzione potrebbe essere quella del ritorno alle urne. Ipotesi caldeggiata soprattutto dagli elettori di centrodestra e, in particolare, della Lega. Un altro 26,6%, invece, è convinto sia giusto continuare con questo Governo. Soluzione, questa, sostenuta da oltre la metà degli elettori 5 Stelle e più di un terzo di quelli del Partito Democratico. Questi ultimi, infatti, si dividono tra questa soluzione e quella di un Governo Conte-3 con la stessa maggioranza, ma con pesi diversi e la sostituzione di alcuni Ministri.

Dati Euromedia Research per La Stampa – Realizzato l’11/01/2021 con metodologia mista CATI/CAWI su un campione di 1.000 casi
rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne
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