La direzione e la redazione dell’Agenzia Italpress augurano ai lettori un felice anno nuovo. L’aggiornamento delle news ITALPRESS riprendera’ l’1 gennaio 2021.
Lavoro, denunce infortuni in calo ma più morti
ROMA (ITALPRESS) – Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Istituto tra gennaio e novembre sono state 492.150, in diminuzione di quasi 99 mila casi rispetto alle 590.679 dei primi 11 mesi del 2019 (-16,7%). Il calo si è registrato pur in presenza nel 2020 delle denunce di infortunio sul lavoro a seguito dei contagi da Covid-19 segnalate all’Inail fino al 30 novembre, che rappresentano circa il 21% del totale delle denunce di infortunio pervenute da inizio anno. I dati evidenziano a livello nazionale un decremento sia dei casi avvenuti in occasione di lavoro, passati da 498.454 a 435.405 (-12,6%), sia di quelli in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il luogo di lavoro, che registrano un calo percentuale più sostenuto, pari al -38,5%, da 92.225 a 56.745. L’analisi territoriale evidenzia un calo delle denunce di infortunio in tutte le aree del Paese. La flessione che emerge dal confronto dei primi 11 mesi del 2019 e del 2020 è legata soprattutto alla componente maschile, che registra un calo del 23,4% (da 379.711 a 290.712 denunce), mentre quella femminile si attesta al -4,5% (da 210.968 a 201.438). La diminuzione delle denunce ha interessato sia i lavoratori italiani (-17,5%), sia quelli comunitari (-8,8%) ed extracomunitari (-14,1%).
Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale sono state 1.151. Pur nella provvisorietà dei numeri, questo dato evidenzia un aumento di 154 casi rispetto ai 997 registrati nello stesso periodo del 2019 (+15,4%). L’incremento è influenzato soprattutto dai decessi avvenuti a causa dell’infezione da Covid-19.
Si registra una riduzione solo degli infortuni mortali in itinere, che sono passati da 271 a 199 (-26,6%), mentre quelli avvenuti in occasione di lavoro sono aumentati da 726 a 952 (+31,1%). L’incremento è legato soprattutto alla componente maschile, i cui casi mortali denunciati sono passati da 912 a 1.022 (+110 decessi). In aumento le denunce di infortunio mortale dei lavoratori italiani (da 813 a 978), mentre calano quelle dei lavoratori comunitari (da 57 a 54) ed extracomunitari (da 127 a 119).
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“Salute al nuovo anno”, pochi 9 miliardi per il sistema sanitario
MILANO (ITALPRESS) – La bozza del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnr) presentata dal Governo non prevede risorse sufficienti per cambiare il sistema della salute in Italia, in quanto riserva agli investimenti sanitari solo 9 miliardi, ovvero il 4,6 % delle enormi risorse messe a disposizione con il Next Generation UE, 200 miliardi di euro. E’ il messaggio principale emerso dall’evento virtuale intitolato ‘Salute al Nuovo Annò, che oggi pomeriggio ha unito diverse regioni italiane sul tema della salute, mai come quest’anno di pandemia percepita come bene primario da tutelare.
Promossa dall’associazione ‘Prima la comunità’, rete nazionale di oltre cento realtà del Terzo settore, la streaming ha avuto come base l’Adriano Community Center, nella periferia nord-ovest di Milano, attualmente operativo come “Covid Hotel”. Il dibattito ha coinvolto medici, accademici operatori sociali e rappresentanti delle istituzioni, tutti concordi nella richiesta di un nuovo paradigma in materia di salute, capace di incrociare politiche sanitarie con quelle sociali.
“Nove miliardi per la sanità sono del tutto insufficienti- afferma don Virginio Colmegna, presidente di ‘Prima la comunità’-. Oggi vogliamo ribadire l’urgenza di una svolta radicale nelle politiche sanitarie che devono difendere il servizio pubblico e promuovere la cittadinanza attiva. Tra gli interventi necessari per la medicina territoriale, chiediamo l’istituzione delle “Case della comunità” e la sperimentazione di nuovi strumenti come i budget di salute di comunità”.
A riconoscere le scarse risorse destinate al comparto sanità è la stessa Sandra Zampa, sottosegretario al Ministero della salute, che, nel suo intervento, rivela: “Quello che mi ha colpito molto dolorosamente è scoprire che quello che avevamo chiesto si è trasformato in 9 miliardi, che in realtà sono 15, se si calcolano tutti i punti in cui ci sono investimenti previsti in quella bozza di piano del Recovery che abbiamo potuto computare, ma sono però pochissimi”.
Un segnale, continua Zampa, che il ricordo delle debolezze emerse nella sanità italiana in quest’anno di Covid, “si sta già sbiadendo, e se questo accade nel 2020, lo sforzo di tutti deve essere quello di tenere una memoria molto viva”. Il sottosegretario enfatizza anche la necessità di ridurre le diseguaglianze, che, spiega “in grande misura dipendono dalla organizzazione sostanzialmente federalista del sistema sanitario”. Da qui la necessità di “mettere mano a questo tema, altrimenti- conclude il sottosegretario- noi parleremo sempre di qualche realtà eccellente, anche magari al Sud, ma non avremo quello che serve perchè le persone vivano nel benessere”.
Da parte sua, l’europarlamentare Patrizia Toia sostiene l’importanza di creare “una sola politica, che metta insieme sia l’aspetto produttivo che quello della salute e del Welfare”. Di fronte alla “grande ondata di digitale che investirà il nostro Paese”, anche nella sanità, Toia evidenzia “che la mole di dati che ne uscirà, dovrà essere un patrimonio comune che deve essere utilizzato dal sistema pubblico” e non privato.
Se Valeria Negrini, portavoce Forum Terzo Settore Lombardia, ricorda il ruolo svolto dalle organizzazioni del privato sociale, per lo psichiatra Franco Rotelli, tra i protagonisti della Riforma Psichiatrica in Italia segnata dalla legge Basaglia, oggi l’obiettivo è “cambiare le regole con cui viene amministrata la sanità pubblica”. Rotelli cita quindi l’appello intitolato “Uno schiaffo alla sanità” lanciato da una vasta coalizione di associazioni e da Cgil, Cisl, Uil, che rivendica almeno 30 miliardi di euro per finanziare un Piano nazionale dedicato al potenziamento dell’assistenza sociale e sanitaria territoriale.
“Culturalmente bisogna far capire che la soddisfazione dei bisogni è più facile se siamo una comunità”, afferma Graziano Delrio, capogruppo del Partito democratico alla Camera dei deputati, sottolineando l’importanza “non solo di mezzi appropriati” o di una efficiente “tecnica sanitaria”, ma ” di un’attenzione alla fragilità sociale”. Un ruolo svolto, conclude Delrio, da strutture socio-assistenziale e residenziali come le “Casa di Comunità”, le cui esperienze vanno ampliate.
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La “Giornata della trasparenza” in consiglio regionale
ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio regionale del Lazio ha celebrato la “Giornata della Trasparenza”, organizzata quest’anno in modalità telematica. All’evento hanno partecipato quasi 100 persone, la maggior parte delle quali dipendenti del Consiglio regionale.
Il presidente Mauro Buschini ha rivolto un saluto istituzionale a nome di tutta l’assemblea e ha poi espresso “un convinto e sentito apprezzamento a tutto il personale del Consiglio regionale, al di là dei ruoli e delle competenze, perchè, pur in condizioni mai vissute, del tutto nuove, è riuscito comunque ad assicurare la continuità dei servizi e delle attività istituzionali”. In tal senso, il presidente ha spiegato che “a proposito di trasparenza intesa nella sua accezione più ampia ossia come accessibilità alle informazioni e agli atti, anche nell’ottica di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali, sull’utilizzo delle risorse pubbliche e sul rispetto degli indeclinabili princìpi di buon andamento e imparzialità in sede di espletamento dell’attività amministrativa, nulla è venuto meno o è stato, anche solo temporaneamente, accantonato”.
Dopo Buschini è intervenuto il Segretario generale del Consiglio, Cinzia Felci, che ha tracciato il bilancio dell’anno che sta per concludersi. “Rispetto al 2020 – ha detto Felci – ciascuno di noi parte da un profilo emotivo che ha caratterizzato l’organizzazione delle nostre attività. L’emergenza causata dal Covid-19 ha avuto risvolti importanti anche nel nostro lavoro e abbiamo dovuto fare del nostro meglio per garantire il funzionamento di una istituzione centrale per la nostra Regione, con risultati tangibili e soddisfacenti”. Il segretario generale ha sottolineato i due punti centrali intorno ai quali è stata orientato il lavoro degli uffici: da un lato, assicurare continuità alle attività dell’assemblea legislativa; dall’altro, garantire la tutela e la sicurezza di tutto il personale.
“C’è stata una unione forte, a tutti i livelli per garantire la continuità in sicurezza”, ha aggiunto Felci, che, a tal proposito, ha citato il costante raccordo con gli altri Consigli regionali, attraverso il tavolo dei segretari generali, per condividere le decisioni da prendere e le misure da adottare in conseguenza dei provvedimenti del Governo. Il segretario generale ha quindi ringraziato l’Ufficio di presidenza, i direttori dei Servizi, tutto il personale, i sindacati, il Comitato unico di Garanzia e l’Organismo indipendente di valutazione, per il contributo che, ciascuno per la propria parte, ha dato per gestire la fase emergenziale.
Barbara Dominici, direttore del Servizio Prevenzione della Corruzione, Trasparenza, ha messo in evidenza il ruolo cruciale della trasparenza nell’azione della pubblica amministrazione, “perchè rappresenta – ha detto – uno degli antidoti più efficaci per contrastare la corruzione e l’illegalità. Va vista come un dato assoluto, come il principio base dell’azione amministrativa”. A tal proposito, Dominici ha sottolineato “l’importanza della conoscenza approfondita dei procedimenti interni, attraverso un’accurata mappatura dei processi, perchè essa consente di individuare le aree a rischio corruttivo, secondo un sistema di gradazione e di pesatura”. Per Dominici, infatti, l’implementazione della mappatura dei processi costituisce l’obiettivo strategico trasversale a tutte le strutture del Consiglio regionale.
Concetto ribadito anche dal professore Giuseppe Russo, componente dell’Organismo Indipendente di Valutazione, che lo ha indicato come l’obiettivo più importante raggiunto nel 2020, insieme al sistema di valutazione della performance (“sfidante e stimolante, non ritorsivo”) all’efficientamento energetico, alla digitalizzazione e al sistema di pesatura delle strutture organizzative, da lui giudicato uno dei migliori tra tutti gli enti pubblici. Russo, infatti, ha annunciato che le buone pratiche e le innovazioni introdotte dal Consiglio regionale del Lazio saranno oggetto di uno studio scientifico che verrà presentato in occasione della prossima “Giornata della trasparenza”.
Ha chiuso gli interventi, l’avvocato Leo Stilo, responsabile della Protezione dei Dati per conto del Consiglio regionale, il quale ha sottolineato l’importanza della tutela della privacy, intesa come “continua ricerca di un punto di equilibrio tra la riservatezza dei dati personali e la trasparenza, perchè l’amministrazione deve essere trasparente, la persona no”, ha detto. Stilo ha anche spiegato che, per il futuro, è necessario porre una maggiore attenzione alla sicurezza della infrastruttura informatica del Consiglio a tutela dei dati archiviati, perchè durante quest’ultimo anno si sono registrati numerosi attacchi di hacker contro le amministrazioni pubbliche.
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E’ subito Balotelli, gol e vittoria all’esordio col Monza
MONZA (ITALPRESS) – E’ subito SuperMario. Prima da titolare per Balotelli e gol dopo 4 minuti nel big match che vede il Monza travolgere 3-0 la capolista Salernitana. Una prova di forza quella della formazione brianzola, che centra la terza vittoria di fila e battendo una Salernitana a tratti rinunciataria avvicina i posti che valgono la promozione diretta in A. Gara subito in discesa per il Monza: Carlos Augusto pesca Balotelli tutto solo che insacca sotto porta. Biancorossi in palla: Frattesi arma il destro di Boateng che costringe al volo Belec (31′), Mota Carvalho cerca l’incrocio trovando ancora il portiere (33′). La Salernitana aspetta e prova ripartire, ma Anderson sciupa da distanza ravvicinata, mentre la rasoiata di Di Tacchio è ben letta da Di Gregorio. Allo scadere il bis: tacco di Boateng, Frattesi accelera e serve al centro Barillà che non sbaglia. Monologo brianzolo anche nella ripresa: gestione e possesso. Al 21′ Mota Carvalho bacia il palo mentre i campani raramente si fanno vedere dalla parti di Di Gregorio. In pieno recupero Armellino chiude i conti dal limite castigando severamente i ragazzi di Castori.
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Conte “Accelerare verifica di maggioranza,a febbraio documento Recovery”
ROMA (ITALPRESS) – Accelerare sulla verifica di maggioranza, andare in consiglio dei ministri già nei primi giorni di gennaio per affrontare il Recovery Plan e arrivare così entro la metà di febbraio con il documento definitivo. Sono questi i prossimi e urgenti obiettivi del premier, Giuseppe Conte, evidenziati nel corso della tradizionale conferenza stampa di fine anno che si è tenuta a Villa Madama a Roma. “Dobbiamo continuare nel confronto a rafforzare le nostre priorità, abbiamo pochi giorni davanti perchè non possiamo permetterci di galleggiare e procedere in questo clima di azione sospesa. Non si può governare senza la coesione delle forze di maggioranza, si può vivacchiare – ha spiegato – e il Paese non ha bisogno di un governo che sta lì a galleggiare e vivacchiare”.
“Io dico sempre – prosegue – che in questo momento abbiamo una prospettiva di fine legislatura, pur avendo una sofferenza diffusa siamo riusciti a rafforzare la nostra credibilità in Italia e Ue e non dobbiamo disperdere questo patrimonio. Ma, se verrà meno la fiducia di una forza di maggioranza ci sarà un passaggio parlamentare dove tutti esprimeranno la propria opinione e si assumeranno la propria responsabilità. Il sottoscritto – ha assicurato – non va alla ricerca di altre maggioranze in Parlamento, vado avanti con la maggioranza che ho. Non riesco assolutamente a considerare la prospettiva elettorale, non lavoro certo a fare una mia lista o una campagna elettorale. Io sono qui per programmare il futuro”.
Il premier, ringraziando anche l’opposizione per il contributo costruttivo, è entrato nel dettaglio dei prossimi passaggi del Recovery Plan: “dobbiamo aprirci al confronto con le parti sociali, mandare il documento di aggiornamento al Parlamento il prima possibile o rischiamo di andare in ritardo. E’ una occasione storica e dobbiamo procedere a questo confronto, l’atteggiamento di critica costruttiva ci predispone ad arrivare prima a una sintesi. Vorrei andare in Consiglio dei Ministri già dopo i primi giorni di gennaio – ha precisato – vorrei subito partire con il confronto con tutte le parti sociali e dare la possibilità al Parlamento di dare un contributo ulteriore. Al momento i tempi” per il documento definitivo sono “a metà febbraio”.
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A causa del fumo in Italia 80 mila morti all’anno
ROMA (ITALPRESS) – Chiusura d’anno, tempo di bilanci. Tra i buoni propositi per l’anno che verrà, saranno in molti, anche per questo 2021, a porsi come obiettivo quello di diventare degli ex fumatori.
Nel quadro delle attività dell’Osservatorio Eurispes-Enpam su Salute, Previdenza e Legalità, nel corso degli ultimi tre anni, sono state svolte una serie di indagini sul campo con l’obiettivo di esplorare le abitudini dei fumatori, il rapporto con i nuovi strumenti, la propensione a smettere di fumare o a cambiare prodotto, ma anche l’efficacia dei metodi di cessazione attualmente disponibili e le posizioni del mondo medico-scientifico da un lato e delle Istituzioni dall’altro. Sono state quindi condotte due indagini campionarie sui fumatori (2018-2019) e, allo stesso tempo, tre indagini sugli utilizzatori degli strumenti senza combustione (2018-2020). La maggior parte dei dati racchiusi nel Rapporto ‘Il fumo in Italia tra abitudini consolidate e nuove tendenze. Il ruolo dei nuovi strumenti nella logica di riduzione del rischiò è inedita.
Ad oggi il mercato del fumo è in leggera diminuzione (soprattutto nei paesi occidentali), tuttavia l’OMS prevede che nei prossimi 10 anni il numero dei fumatori nel mondo supererà il miliardo.
In Italia i dati si sono stabilizzati: tra gli 11 e i 12 milioni di fumatori, e le malattie tabacco-correlate producono 80.000 morti all’anno; purtroppo la diminuzione nel numero dei fumatori che si è riscontrata nel primo decennio del nuovo secolo si è progressivamente arrestata.
Tra i fumatori italiani, la sigaretta tradizionale si conferma il prodotto più diffuso (81,4%), segue il tabacco trinciato (28,2%). La sigaretta elettronica è utilizzata da circa un fumatore su cinque (20,8%), risultato sostanzialmente invariato rispetto al 2018; nel 2019 sono di poco aumentati anche gli utilizzatori di sigari e di pipa, fumati rispettivamente nel 12,1% e nel 5,1% dei casi. Per i prodotti a tabacco riscaldato si osserva, rispetto al 2018, un aumento della diffusione di circa tre punti percentuali, superando la pipa, con il 7,2% di utilizzatori. Lo Snus risulta ancora poco diffuso in Italia (2,1%).
Il 64,3% del campione si dichiara abbastanza e molto informato sulle differenze tra sigaretta tradizionale e sigaretta elettronica, mentre a dirsi poco o per niente informato è il 35,7%. Nel 61% dei casi (sommando le risposte ‘per nientè e ‘pocò) non si ha alcuna conoscenza circa le differenze tra prodotti a tabacco riscaldato e la sigaretta tradizionale; mentre i ‘moltò e ‘abbastanzà informati raggiungono una quota del 39%.
Quanti hanno provato sigaretta elettronica e tabacco riscaldato?
Il 34,8% del campione non l’ha mai provata e il 29,3% l’ha provata senza scegliere di continuare a utilizzarla. Il 23,6% dei fumatori l’ha utilizzata per un periodo limitato di tempo e il 12,3% la usa regolarmente.
Sebbene l’utilizzo costante della sigaretta elettronica resti limitato a poco più di un fumatore su dieci, rispetto al 2018 si osserva una diminuzione di quanti non hanno mai provato questo prodotto (-4,4%) ed un incremento di fumatori che l’hanno utilizzata per un periodo limitato (+5%) e che continuano ad usarla regolarmente (+0,7%).
La sigaretta elettronica incuriosisce, dunque, ma non convince del tutto i fumatori italiani inducendoli a dimenticare la sigaretta tradizionale. Per quanto riguarda i prodotti a tabacco riscaldato, rispetto al 2018 sono diminuiti di 12 punti percentuali i fumatori che dichiarano di non averli mai provati (passando dal 75% al 62,7%), di conseguenza sono in aumento gli italiani che li hanno solo provati (dal 19% al 22,2%) e, ancora di più, quelli che li hanno utilizzati (più che raddoppiati rispetto al 2018) e quelli che li utilizzano regolarmente (4%), che sono triplicati rispetto alla precedente rilevazione, quando si fermavano all’1,2%.
Quasi un terzo del campione (30,5%) afferma che dovrebbe smettere di fumare, ma non vuole farlo; il 26,3% dovrebbe, ma non crede di riuscirci. Poco più di un fumatore su cinque (21,9%) non ha alcuna intenzione di smettere di fumare, mentre il 12,3% degli intervistati vorrebbe smettere, ma non in tempi brevi e solo il 9% si prefigge di farlo entro sei mesi.
Al campione è stato poi chiesto se il medico curante avesse mai dato loro delle indicazioni sull’abitudine di fumare.
Nella maggior parte dei casi (56,6%) questo non è mai capitato; il 31,5% dichiara, invece, di essere stato spronato a smettere di fumare e all’11,9% è stato suggerito di passare ad un prodotto meno dannoso, come la sigaretta elettronica o il tabacco riscaldato.
Nonostante per un fumatore non sia mai facile cambiare le proprie abitudini e i propri gusti, anche nel 2019 si conferma una certa propensione al cambiamento con il 40,4% di fumatori che si dichiara probabilmente disposto a cambiare tipo di prodotto se venissero a conoscenza dell’esistenza di un prodotto meno dannoso rispetto a quello a cui sono abituati, a cui si aggiunge il 21,5% (in aumento rispetto al 2018) che lo farebbe sicuramente. Le risposte negative provengono invece dal 30,5% del campione che probabilmente non riuscirebbe a cambiare prodotto e dal 7,6% che sicuramente non lo farebbe (-2,2% rispetto al 2018).
Sulla base di recenti indagini svolte dall’Eurispes si conferma la sostanziale inefficacia dei 292 centri antifumo presenti sul territorio
Per quanto riguarda l’identikit dei consumatori di prodotti a tabacco riscaldato, l’indagine campionaria è stata realizzata tra febbraio e luglio 2020 su un campione probabilistico (346 questionari) composto da utilizzatori dello strumento IQOS, uno dei due device di tabacco riscaldato presenti nel nostro Paese, ma che riscontra quasi il 99% dello specifico mercato.
I consumatori di prodotti senza combustione prediligono nell’82,7% dei casi l’utilizzo esclusivo dei prodotti a tabacco riscaldato; l’11,8% usa la sigaretta elettronica, mentre solo il 5,5% fuma abitualmente entrambi i prodotti.
Il 60,7% utilizza i prodotti senza combustione da 6 mesi-1 anno, e il 22,8% da meno di sei mesi, per un totale di 83,5% nuovi consumatori nell’ultimo anno.
La scelta di prediligere il consumo dei prodotti senza combustione in alternativa alla sigaretta tradizionale è motivata nel 47,7% dei casi dal minor impatto negativo di questi prodotti sul corpo (denti, pelle, unghie); il 37,3% del campione afferma di utilizzarli perchè si sente meglio fisicamente rispetto a quando fumava prodotti tradizionali, mentre il 15% è convinto che i prodotti senza combustione infastidiscano meno chi gli è accanto.
Nel passaggio ai prodotti senza combustione, il 52,3% dei consumatori ha riscontrato effetti abbastanza positivi sulla qualità della propria vita a cui si aggiunge il 36,4% che esprime un giudizio molto positivo.
Il questionario ha successivamente approfondito alcuni argomenti riguardanti la tassazione: il 64,7% del campione si dichiara certo che sarebbe incentivato a continuare a consumare i nuovi prodotti in caso di abbassamento dei prezzi dovuto ad una minore tassazione e il 25,7% probabilmente continuerebbe ad utilizzarli; per il 5,2% un abbassamento dei prezzi non rappresenterebbe probabilmente un incentivo valido e per il 4,3% non lo sarebbe sicuramente.
Riguardo alla tassazione è molto alta anche la percentuale di consumatori convinti che il tabacco riscaldato e le sigarette elettroniche non dovrebbero essere soggetti a tassazione (69,4%), il 17,3% non sa dare una risposta e il 13,3% ritiene giusta la tassazione su tali prodotti.
(ITALPRESS).
Ghirelli si ricandida alla presidenza della Lega Pro
ROMA (ITALPRESS) – Il presidente in carica della Lega Pro, Francesco Ghirelli, ha depositato la sua candidatura per il rinnovo dei vertici della terza serie calcistica italiana, che si svolgerà nell’Assemblea Elettiva in programma per il prossimo 12 gennaio. Ghirelli ha designato come candidati alla vicepresidenza Luigi Ludovici e Marcel Vulpis. “Desidero ringraziare i vicepresidenti uscenti Cristiana Capotondi e Jacopo Tognon per lo straordinario lavoro di questi due anni. Cristiana Capotondi proseguirà come componente del consiglio direttivo del settore giovanile e scolastico, oltre al suo ruolo in Figc come capodelegazione della nazionale femminile. Anche con Jacopo Tognon continueremo a mantenere rapporti, utilizzando le sue grandi capacità professionali”, dichiara Ghirelli in una nota. In questo biennio 2018-20 caratterizzato fortemente dall’emergenza sanitaria, economica e sociale legata al coronavirus, Lega Pro ha lavorato per garantire la sopravvivenza del sistema calcistico, profondamente colpito. Il lavoro svolto dall’attuale gruppo dirigente, d’intesa con i vertici della federazione, ha portato a raggiungere alcuni risultati concreti come la cassa integrazione in deroga, il rinvio delle scadenze fiscali, il credito di imposta sulle sponsorizzazioni. Come candidati alla vicepresidenza, la scelta è ricaduta su due profili autorevoli con background diversi e complementari alle spalle: Luigi Ludovici, dirigente di Sport e Salute e Marcel Vulpis, giornalista e co-fondatore di Sporteconomy. Il piano di Ghirelli per il prossimo quadriennio si basa su due pilastri: garantire la sostenibilità economica dei club, anche di fronte alla sfida del coronavirus, e lavorare alla riforma dei campionati secondo un approccio di sistema. Il programma completo sarà dettagliato nel corso dell’Assemblea Elettiva del 12 gennaio 2021.
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