MILANO (ITALPRESS) – Spettacolo, gol e tante occasioni da una parte e dall’altra. Il derby della Madonnina tra Inter e Milan se lo aggiudicano i rossoneri di Pioli per 2-1, ma i nerazzurri a larghi tratti hanno dimostrato di essere sicuramente alla pari. Pronti via ed è il Milan a rendersi subito pericoloso con la rapidità di Leao e la fisicità di Ibrahimovic. Proprio lo svedese al 13′ viene messo giù in area di rigore da Kolarov, per Mariani è rigore. Lo stesso numero 11 rossonero si presenta sul dischetto calciando alla destra di Handanovic che abilmente respinge ma non può nulla sulla ribattuta. Tre giri d’orologio e il Milan raddoppia: Leao va via in velocità sulla corsia sinistra e mette al centro un pallone delizioso che Ibra spedisce in rete a porta praticamente sguarnita. I rossoneri sembrano avere il predominio di campo e gioco ma l’Inter non ci sta e prova a reagire con le sue armi. Al 29′ è Lukaku ad accorciare le distanze con un tocco ravvicinato su cross di Perisic che non lascia scampo a Donnarumma. Tre minuti dopo i nerazzurri sfiorano il pari: cross di Hakimi, Lautaro ci prova di testa ma Kjaer salva. Sul pallone si fionda Barella ma il tentativo del centrocampista è debole. Nella ripresa la prima occasione è per il Milan al 56′: Leao parte in velocità e raggiunge il limite dell’area, il portoghese sterza e calcia a giro, palla di poco fuori. Il match è vivo e divertente con l’Inter che prova a forzare, mentre il Milan riparte in contropiede. Proprio da una ripartenza la squadra di Pioli sfiora il gol con Krunic al 73′. Sul ribaltamento accese proteste dell’Inter per un penalty prima assegnato e poi revocato da Mariani per un presunto fallo di Donnarumma su Lukaku. Nei minuti finali forcing dei nerazzurri, che creano anche un’occasione al 93′ con Lukaku, ma dopo i cinque minuti di recupero a portare a casa i tre punti è il Milan.
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Doppietta Ibrahimovic e gol Lukaku, Inter-Milan finisce 1-2
Samp-Lazio 3-0, i biancocelesti senza Immobile crollano a Marassi
GENOVA (ITALPRESS) – A Marassi una Lazio orfana di Immobile crolla per 3-0 contro la Sampdoria di Ranieri nella quarta giornata di serie A. Decisive le reti di Quagliarella e Augello nel primo tempo e Damsgaard nella ripresa. I blucerchiati, reduci da una vittoria e due sconfitte, centrano i 3 punti e salgono a quota 6, mentre i biancocelesti in piena emergenza infortuni subiscono un’ulteriore battuta d’arresto dopo lo scorso pareggio contro l’Inter. Primo tempo che parte guardingo da parte di entrambe le formazioni con i blucerchiati che sembrano però più propositivi in fase offensiva, tanto da trovare il vantaggio alla mezz’ora con Quagliarella. Dormita collettiva del terzetto difensivo biancoceleste con Augello che fa partire un cross con il contagiri per il capitano della Sampdoria che tutto solo punisce Strakosha con un colpo di testa. Gli uomini di Inzaghi sembrano aver subito il contraccolpo e non alzano il ritmo. Dall’altra parte, invece, i blucerchiati continuano a tenere alta la linea della pressione e trovano il raddoppio con Augello. Acerbi cerca di rinviare un pallone in area, ma viene intercettato dal numero 3 della Sampdoria che dal limite calcia di prima intenzione e mette alle spalle di Strakosha il suo primo gol in Serie A. Avvio deciso dei biancocelesti nella ripresa che con l’ingresso degli esterni riesce a trovare maggior freschezza, ma la Sampdoria si difende con ordine. Al 70′ gli uomini di Inzaghi vanno ad un passo dal gol con un grande appoggio del neo entrato Muriqi per Correa calcia in diagonale, ma la sfera termina sul fondo. Improvviso cambio di fronte della Sampdoria che cala il tris al 29′ con il giovane Damsgaard. Quagliarella dal limite calcia con il destro, la respinta di Strakosha viene raccolta da Patric. Clamoroso errore dello spagnolo che regala palla a Verre e l’ex Hellas Verona serve il numero 38 che trova la rete del definitivo 3-0.
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Il Pirelli Estoril Round incorona Jonathan Rea
Dopo ben ventisette anni di assenza dal circuito portoghese, il Campionato Mondiale Motul Fim Superbike è tornato in azione al Circuito Estoril per una prima ed emozionante giornata di gare al Pirelli Estoril Round. In WorldSBK, il pilota turco Toprak Razgatlioglu (Pata Yamaha WorldSBK Official Team / Yamaha YZF R1), dopo aver conquistato la sua prima Superpole in carriera, conferma la sua forma brillante anche nel pomeriggio e sale sul gradino alto del podio di Gara 1. In seconda posizione Chaz Davies (Aruba.it Racing – Ducati / Ducati Panigale V4 R) su Ducati ed in terza il pilota statunitense Garrett Gerloff (GRT Yamaha WorldSBK Junior Team / Yamaha YZF R1). È però il quarto posto di Jonathan Rea (Kawasaki Racing Team WorldSBK / Kawasaki ZX-10RR) ad attirare l’attenzione di tutti: con questi tredici preziosi punti il pilota nordirlandese si aggiudica per la sesta volta consecutiva il titolo di Campione del Mondo World Superbike. In WorldSSP trionfa l’italiano Andrea Locatelli (Bardahl Evan Bros. WorldSSP Team / Yamaha YZF R6), seguito da Philipp Oettl (Kawasaki Puccetti Racing / Kawasaki ZX-6R) e Hannes Soomer (Kallio Racing / Yamaha YZF R6), mentre nella classe WorldSSP300 il titolo iridato viene assegnato al francese Jeffrey Buis (MTM Kawasaki Motoport / Kawasaki Ninja 400). Ana Carrasco (Kawasaki Provec WorldSSP300 / Kawasaki Ninja 400) conquista invece il WorldSSP300 Pirelli Best Lap Award 2020 per aver conseguito il numero più alto di giri veloci – ben quattro – all’interno della stagione. In WorldSBK la maggior parte dei piloti ha scelto di gareggiare sulle soluzioni Pirelli di gamma, ovvero pneumatici regolarmente in vendita sul mercato ed accessibili da parte dei motociclisti di tutto il mondo. All’anteriore la soluzione più utilizzata è stata la morbida di gamma DiabloTM Superbike SC1 (opzione B), mentre al posteriore tutti i piloti tranne uno hanno scelto di gareggiare sulla morbida di gamma DiabloTm superbike SC0 (opzione B). In WorldSSP la maggior parte dei piloti hanno gareggiato con soluzioni morbide di gamma: all’anteriore la soluzione più utilizzata è stata la morbida di gamma SC1 (opzione A), mentre al posteriore è stata la morbida di gamma SC0 (opzione A).
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Acquaroli all’assemblea Anci “Istituzioni insieme per rilancio Marche”
ANCONA (ITALPRESS) – “Una filiera istituzionale, leale e collaborativa, è indispensabile per rilanciare le Marche. Chi governa e amministra non ha un’appartenenza politica, ma un obbligo di rappresentanza di un territorio. Su questa rappresentanza va costruita una filiera istituzionale che sappia individuare le risposte necessarie per ripartire”. Lo ha affermato il presidente della Regione Francesco Acquaroli, portando i saluti all’Assemblea elettiva di Anci Marche, convocata all’Hotel Federico II di Jesi per eleggere il nuovo presidente dell’associazione dei Comuni. “Saranno mesi intensi e difficili, dove la responsabilità e la capacità di fare squadra risulteranno determinati per affrontare la pandemia che abbiamo davanti, per programmare il rilancio delle aree terremotate e la ripartenza economica”, ha sottolineato. “Siamo tutti consapevoli della fase difficile e delle numerose criticità che la nostra regione sta attraversando – ha aggiunto Acquaroli – Per affrontare questi problemi occorre capacità di dialogo, di sinergia, la capacità di individuare le priorità, le procedure da percorrere insieme per incardinare poi i provvedimenti. E’ già un primo grande punto di partenza per avviare un positivo confronto e una positiva interlocuzione istituzionale. Una sinergia che riesca a portare le istanze della nostra regione sui tavoli nazionali, superando la frammentazione e le divisioni troppe volte avvertite, che penalizzano pesantemente la nostra regione”. Formulando gli auguri al neo presedente Anci che sarebbe poi uscito dal voto dei sindaci, Acquaroli ha ribadito che, “da parte della Giunta regionale c’è la massima disponibilità al confronto, al dibattito, a fare sinergia: elementi fondamentali in democrazia e per promuovere la crescita del territorio”.
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Poker del Napoli al San Paolo, Atalanta travolta per 4-1
NAPOLI (ITALPRESS) – Dodici gol fatti e uno subito, senza contare i tre virtuali inflitti a tavolino contro la Juventus. Dopo la pausa per le nazionali, un Napoli irresistibile conferma quanto di buono mostrato nelle prime due giornate e spazza via l’Atalanta per 4-1 con quattro gol segnati in un primo tempo a senso unico. Contro Ilicic (al ritorno in campo dal 1′) e compagni, Gattuso non bada all’equilibrio e schiera l’arsenale pesante con Osimhen supportato da Politano, Mertens e Lozano. La scelta si rivela corretta e la prima frazione di gioco è un monologo di occasioni e gol della formazione partenopea. Al 23′ c’è l’1-0: Di Lorenzo dal fondo crossa in area, Osimhen manca la deviazione vincente ma alle sue spalle c’è Lozano che appoggia a porta sguarnita dopo l’intervento sbagliato di Sportiello. Prima dello scoccare della mezz’ora, il Napoli trova altri due gol: Toloi e Romero si ostacolano a vicenda nel tentativo di fermare Osimhen e spianano la strada per Lozano che col destro firma il raddoppio. Al 30′ è invece il turno di Politano che col mancino da fuori area sorprende Sportiello e sigla il secondo gol stagionale. Nonostante l’Atalanta sia la prima squadra della Serie A ad aver segnato almeno quattro gol nelle prime tre giornate di campionato, prima del 45′ i ruoli si invertono. E a siglare il poker è Osimhen che per il suo primo sigillo in Serie A sceglie un tiro dai venticinque metri che coglie impreparato Sportiello. Al 69′ l’Atalanta accorcia il risultato: Romero vince un duello con Koulibaly e lancia Lammers che a tu per tu con Ospina non sbaglia e rende meno amaro un parziale comunque pesantissimo che rappresenta un campanello d’allarme per Gasperini.
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Ganna vince la crono di Valdobbiadene, Almeida resta in rosa
VALDOBBIADENE (ITALPRESS) – Filippo Ganna ottiene il successo nella 14a tappa del Giro d’Italia 2020, andata in scena da Conegliano a Valdobbiadene di 34.1 km. La cronometro individuale, caratterizzata da tanti saliscendi e un GPM di quarta categoria in avvio, finisce nelle mani dell’azzurro dell’Inoes-Grenadiers che trionfa per la terza volta nella Corsa Rosa numero 103 fermando il cronometro in 42’40”. Il classe 1996 di Verbania, iridato in carica della specialità, vola a una media di 48 km/h mettendosi alle spalle l’ex campione del mondo, nonchè compagno di squadra, Rohan Dennis (+0’26”) e l’americano Brandon McNulty (Uae Team Emirates). Joao Almeida chiude sesto e guadagna su quasi tutti i diretti rivali per la classifica generale: il portoghese della Deceuninck-Quick Step fortifica così la sua maglia rosa davanti all’olandese Wilco Kelderman. Vincenzo Nibali (Trek-Segafredo) dà tutto e prova a limitare i danni arrivando al traguardo con 2’53” di ritardo da Ganna, guadagnando qualcosa su Pozzovivo, Fuglsang e Masnada. Domani in programma la 15a tappa del Giro d’Italia, dalla Base Aerea Rivolto a Piancavallo dopo 185 chilometri. Una frazione temibile con i GPM di Sella Chianzutan, Forcella di Monte Rest e Forcella di Pala Barzana prima dell’ultimo sforzo a Piancavallo, salita di 14,5 km al 7,8% di pendenza media.
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Mafia, approvata da 190 nazioni risoluzione “Falcone”
PALERMO (ITALPRESS) – Ci sono le idee e le intuizioni di Giovanni Falcone, il suo metodo investigativo, la sua visione della lotta alle mafie nella risoluzione italiana approvata all’unanimità, a Vienna, dalle 190 nazioni che hanno partecipato alla Conferenza delle Parti sulla Convenzione Onu contro la criminalità transnazionale (Convenzione di Palermo). Delegazioni diplomatiche di tutto il mondo, esponenti delle istituzioni e della società civile, ong tra le quali la Fondazione Falcone, per quattro giorni, sotto l’egida dell’Unodc (l’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine), hanno discusso dello stato della lotta alle mafie nel mondo e di come migliorare e rendere più efficace la Convenzione di Palermo, il primo strumento legislativo universale contro la criminalità organizzata transnazionale ratificato nel 2000 e fortemente voluta dal magistrato ucciso dalla mafia il 23 maggio del 1992 a Capaci.
Nella risoluzione si rende un “omaggio speciale al giudice Giovanni Falcone, il cui lavoro e sacrificio ha aperto la strada all’adozione della Convenzione” e si afferma “che la sua eredità sopravvive attraverso l’ impegno globale per la prevenzione e la lotta alla criminalità organizzata”. E’ la prima volta che in una risoluzione internazionale si fa riferimento al contributo di una singola personalità.
La delegazione italiana era costituita dal Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, dall’ambasciatore italiano Alessandro Cortese, dal consigliere giuridico Antonio Balsamo, e dal primo segretario Luigi Ripamonti.
“Giovanni Falcone credeva fermamente nella necessità di creare un fronte comune, una mobilitazione mondiale contro le mafie – dice Maria Falcone, sorella del giudice ucciso a Capaci e presidente della Fondazione che del magistrato porta il nome. Al centro della sua visione c’è sempre stata la necessità di investire sulla cooperazione internazionale nel contrasto al crimine organizzato. Nella risoluzione approvata a Vienna, frutto del prezioso lavoro del nostro Paese, sono recepite molte delle sue idee: dalla necessità di colpire i patrimoni illegali e di seguire i flussi di denaro, al potenziamento della cooperazione giudiziaria internazionale, alla costituzione di pool investigativi comuni a più Stati che potrebbero essere decisivi nella lotta alle organizzazioni transnazionali di trafficanti di uomini. Quello raggiunto alla Conferenza delle Parti è un traguardo di cui essere orgogliosi”.
Tra i “suggerimenti” indicati nel documento italiano agli Stati: l’adozione delle misure patrimoniali – sequestri e confische – che dal 1982 in Italia si rivelano uno strumento utilissimo nella lotta ai clan, l’uso sociale dei beni tolti alle mafie, l’invito alla costituzione di corpi investigativi comuni che facciano uso delle più moderne tecnologie, l’estensione della Convenzione di Palermo a nuove forme di criminalità come il cybercrime e i reati ambientali ancora non disciplinati da normative universali e il potenziamento della collaborazione tra gli Stati, le banche e gli internet providers per il contrasto alla criminalità transnazionale.
La Convenzione di Palermo, che il 15 novembre compirà 20 anni, è l’unico strumento legalmente vincolante a livello mondiale contro la criminalità organizzata transnazionale. La ratifica da parte di 190 Paesi segnò un traguardo importantissimo nella lotta alle mafie e l’avverarsi del sogno di Giovanni Falcone che dagli anni 80 aveva compreso il rischio che la criminalità organizzata diventasse un problema globale l’importanza di un impegno corale degli Stati.
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Confindustria, Bonomi “dobbiamo ricostruire il Paese ma non c’è fiducia”
ROMA (ITALPRESS) – “Dobbiamo ricostruire il Paese. Abbiamo elaborato proposte che ci sono state richieste, siamo ancora in attesa di sapere cosa ne pensa il Governo. Dobbiamo fare quello che hanno fatto i nostri padri che usciti dalla Guerra hanno ricostruito un Paese meraviglioso, ma per farlo dobbiamo ricreare la fiducia dal basso”. Lo ha dichiarato Carlo Bonomi, Presidente Confindustria, durante il 35° Convegno dei Giovani di Confindustria.
“Questo Paese deve avere coraggio di sedersi a un tavolo e condividere la cose che non funzionano. Giusto reddito di cittadinanza, ma le politiche del lavoro non si fanno con questa misura. Se non funziona si trova un’altra strada; non vogliamo farne una questione politica – ha proseguito il presidente di Confindustria -. Anche sul blocco dei licenziamenti capisco che il Governo è in difficoltà, ma dobbiamo uscirne. Guai a lasciare le persone senza reddito, ma mentre siamo in emergenza guardiamo al futuro. Giusto fare interventi emergenziali, ma la propensione al risparmio è aumentata, segno evidente che non c’è fiducia nel Paese”, ha concluso Bonomi.
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