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Villino Geraci, da bene confiscato a centro culturale nel palermitano

ROMA (ITALPRESS) – Villino Geraci, ad Altavilla Milicia in provincia di Palermo, è un bene confiscato a un imprenditore affiliato a Cosa Nostra che da fortezza inaccessibile e circondata da mura è diventata un Centro Culturale Polivalente con attività rivolte alla comunità e in particolare ai giovani: laboratori esperienziali, mostre fotografiche, dibattiti, presentazione di libri e attività rivolte ai bambini. Ospita anche una scuola di cucina per l’inserimento di giovani in situazioni di difficoltà nella cucina dell’omonimo ristorante e lounge bar. Progetti e attività positive per tutto il territorio che in questo momento contingente rischiano di avere un brusco fermo.
Ne parliamo con il presidente del Consorzio Ulisse Dario Flenda
Come è nato il progetto?
Il Consorzio Ulisse Soc. Coop. Sociale è un consorzio di cooperative sociali che opera a Palermo e provincia dal 1997 con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo di comunità attraverso la diffusione della cultura cooperativistica e della legalità; oltre a promuovere azioni per la promozione delle proprie socie è esecutore di progettualità specifiche nell’ambito della gestione di beni confiscati alle mafie, formazione finalizzata a inserire in percorsi di inclusione sociale soggetti più deboli del nostro tessuto sociale.
Nel 2012 il Consorzio Ulisse riceve in affidamento a seguito di un bando pubblico il bene confiscato alla mafia e noto come “Villino Geraci”, residenza estiva di un imprenditore affiliato a Cosa Nostra, assassinato dalla stessa nel 2004. La villa si trova in una posizione geografica straordinaria, a strapiombo sul mare, e le caratteristiche strutturali la rendono un luogo ideale per attività di accoglienza, di educazione e formazione che il Consorzio Ulisse rivolge prevalentemente ai giovani.

Le prime attività
Nel 2013 abbiamo realizzato, grazie al contributo dei due fondi Mutualistici di Coopfond e Foncoop e al coofinanziamento delle cooperative socie, una zona adibita a lounge con licenza di somministrazione bevande e licenza di pubblico spettacolo.

Nel 2014 abbiamo presentato il progetto Cambio Rotta alla Fondazione Con il Sud e si è implementata la seconda fase del complessivo progetto di riutilizzo sociale ed economico del bene, cioè la realizzazione della Scuola Internazionale di Cucina del Mediterraneo e del ristorante per cui abbiamo ottenuto una seconda licenza. Il contributo della Fondazione ci ha permesso in buona parte l’adeguamento della struttura,sistemando tutta la parte esterna del bene, la realizzazione di una la cucina modulare completa di attrezzature e materiali e di un’area ristorativa. Oltre a questo contributo il consorzio ha co-finanziato con mezzi propri e con finanziamento a valere sul Fondo FEI e di Banca Etica.
Nel 2017 grazie al contributo di Fondazione con il sud abbiamo avviato la terza fase che prevede la realizzazione di un museo del mare all’interno della casa, proprio nelle stanze non ancora utilizzate; la realizzazione di diversi percorsi tematici col supporto di attrezzature audio e video e la possibilità di vivere esperienze di realtà aumentata e immersione virtuale attraverso l’utilizzo di visori 360′.
Questi ultimi strumenti ci hanno consentito di portare il progetto FUORI dal Cambio Rotta partecipando a numerose iniziative presso gli istituti scolastici o manifestazioni locali di promozione dell’ambiente
Anche in questo caso oltre al contributo di Fondazione con il sud (il progetto è ancora in atto) è stato necessario un cofinanziamento da parte del Consorzio e dei Partner del progetto.

Gli aspetti economico-finanziari
Per ciascuna delle attività promosse è stato necessario fare degli investimenti sull’immobile e sulle attrezzature per diverse centinaia di migliaia di euro. Ciò è stato possibile grazie al contributo di Fondazione con il Sud in primo luogo che ha finanziato in modo prevalente le iniziative. Ma chiaramente come è normale che sia il consorzio ha cofinanziato tali investimenti con capitale proprio o delle socie o di terzi (Banca Etica), attraverso finanziamenti con un piano di ammortamento e di rientro. La sostenibilità dell’iniziativa è fattibile se le attività poste in essere hanno un orientamento anche verso un mercato privato-sociale che usufruendo dei servizi e dei beni prodotti consente la remunerazione dei fattori produttivi e del capitale di terzi.

Le difficoltà attuali
Ogni interruzione ai servizi è una minaccia alla sostenibilità di questa iniziativa così come delle altre.
Il 2020 ha visto il rischio di bloccare quasi del tutto sia le iniziative già avviate con la progettualità precedente che quelle che dovevano essere lanciate: questa è stato per noi il COVID.
Le attività che erano orientate ad un pubblico di ragazzi e bambini anche attraverso le scuole non sono partite, e quelle del centro culturale che d’estate in particolare animano le serate della struttura con eventi orientati ad un pubblico giovanile hanno subito il ritardo nell’avvio e una pianificazione limitata.
La fine del 2020 e il 2021 non ci fa sperare in un rilancio delle attività e il clima di incertezze che si respira nella scuola che per noi è un termometro importante che ci fa temere un ritardo nella programmazione e conseguentemente un ritardo nella copertura degli investimenti fatti.
Tra l’altro il Consorzio insieme ad altri partner ha avviato un progetto formativo sulla ristorazione nelle carceri e rivolto anche a soggetti destinatari di misure alternative alla detenzione intramuraria, e il Cambio rotta potrebbe essere strumento e laboratorio per il recupero di alcuni di questi beneficiari. Ma tutto questo è reso incerto dal protrarsi dello stato di emergenza.
(ITALPRESS).

Garante detenuti “Scuola e università in carcere, lezioni in forse”

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“Mentre in alcuni istituti penitenziari la programmazione dell’offerta scolastica è ancora largamente al di sotto delle necessità, la didattica a distanza sta incontrando grandi difficoltà. L’amministrazione penitenziaria se ne sta occupando con grave ritardo, nonostante le sollecitazioni giunte da alcuni istituti penitenziari che hanno riscontrato problemi per la creazione di una rete dati di collegamento delle aule o per potenziare la rete esistente”. E’ quanto ha dichiarato il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale del Lazio, Stefano Anastasìa, a margine del seminario “Polo universitario in Carcere: Diritto allo studio per costruire il futuro” che si è appena nell’istituto penitenziario di Secondigliano di Napoli. “L’amministrazione penitenziaria ha avviato solo a fine luglio il monitoraggio sulle esigenze di cablaggio e di dotazioni informatiche”, ha aggiunto Anastasìa, il quale ha partecipato al seminario nella sua veste di portavoce della conferenza nazionale dei garanti territoriali.
Nel Lazio i detenuti iscritti alle università attualmente sono 133 (73 a Roma Tre, 19 alla Sapienza, 35 a Tor Vergata, cinque a Cassino, un iscritto all’università della Tuscia). Anastasìa ha ricordato che nel Lazio sono stati sottoscritti protocolli d’intesa tra l’ufficio del Garante dei detenuti, il Provveditorato dell’Amministrazione penitenziaria e le università di Tor Vergata, Roma Tre e Cassino, in base ai quali i detenuti sono esentati dal pagamento delle tasse universitarie e, tramite Disco, l’ente regionale per il diritto allo studio della Regione Lazio, gli studenti detenuti possono ottenere i testi universitari in comodato d’uso gratuito. Inoltre, con i fondi della legge regionale per i diritti dei detenuti, la Regione sostiene finanziariamente il tutorato didattico degli studenti detenuti attivato dalle singole università convenzionate.
(ITALPRESS).

Coronavirus, 2.499 nuovi casi positivi e 23 decessi

ROMA (ITALPRESS) – Dopo l’impennata di ieri restano stabili i dati sui contagi da Coronavirus. Nelle ultime 24 ore, secondo il bollettino elaborato dal ministero della Salute e dalla Protezione civile nazionale, sono 2.499 i nuovi casi di contagio in Italia, 49 meno di ieri, quando i tamponi risultati positivi erano 2.548. In tutto, i positivi italiani da inizio pandemia toccano quindi quota 319.908. Attualmente le persone positive al Covid-19 sono 53.997, 350 in più rispetto a ieri. Di questi, 3.142 sono ricoverati con sintomi, 294 sono in terapia intensiva (ieri erano 290) e 50.561 in isolamento domiciliare.
I tamponi effettuati nelle ultime 24 ore sono stati 120.301, circa duemila più di ieri. Oggi si registrano inoltre 23 decessi, il numero delle vittime sale quindi a 35.941. La regione con il maggior numero di nuovi positivi è la Lombardia (307), seguita da Campania (392), Lazio (264), Toscana (223) e Piemonte (219). La Regione Piemonte segnala che dei 219 casi, 58 sono riallineamenti riferiti alla giornata di ieri. Molise (4) e Valle d’Aosta (11) le regioni con il minor numero di nuovi casi. A livello di ricoveri, la regione più in sofferenza è il Lazio con 678, seguito dalla Campania con 439, dalla Sicilia con 30e e dalla Lombardia con 302. Le terapie intensive più affollate sono quelle di Lazio (49), Campania (39) e Lombardia (39). Non ci sono pazienti in terapia intensiva in Trentino, in Alto Adige, nella Valled’Aosta e in Molise.
(ITALPRESS).

Artemisia, nuovo spazio a Bari nella villa confiscata al boss

ROMA (ITALPRESS) – In una villa confiscata nella zona Santo Spirito di Bari sono stati realizzati un b&b con american bar, bistrò e spazio per eventi. La struttura, inoltre, ospita 6 ragazzi migranti in regime residenziale o semi residenziale, che frequentano un’academy di formazione turistica per essere inseriti nello svolgimento delle varie mansioni di cui la villa necessita in base alle inclinazioni personali.
Il progetto è stato sostenuto dalla Fondazione CON IL SUD nel 2013, ma a causa di tanta burocrazia e una lunga ristrutturazione, la struttura è stata inaugurata solo lo scorso novembre alla presenza della ministra Lamorgese. E’ un ottimo esempio di un proficuo incontro tra sociale ed economia. La struttura, infatti, ospita 6 ragazzi migranti in regime residenziale o semi residenziale, che frequentano un’academy di formazione turistica per essere inseriti nello svolgimento delle varie mansioni di cui la villa necessita in base alle inclinazioni di ciascuno. Negli scorsi mesi estivi, la struttura si è affermata ed ha registrato il pienone. In vista dell’inverno, hanno già l’agenda piena tra matrimoni, cresime ed ospitalità per tante persone che arrivano a Bari per lavoro e la scelgono per la vicinanza con l’aeroporto.
Ce lo illustra il presidente della Cooperativa Sociale CAPS, Marcello Signorile
Come è nato il progetto?
Artemisia nasce sulle ‘cenerì di quella che è stata a tutti gli effetti la lussuosa fortezza di un boss mafioso appartenente al Clan Lazzarotto: oltre 1500 mq tra immobili e terreni, rivisitazione di una villa ottocentesca adibita a centro operativo della criminalità pugliese dedita al traffico internazionale di stupefacenti. Dopo il sequestro negli anni Novanta la Cooperativa Sociale C.A.P.S. (Centro Aiuto Psico-Sociale) ne chiede l’assegnazione per destinarlo a una nuova funzione sociale sul territorio. Nel 2001 C.A.P.S. ottiene l’assegnazione del bene: si tratta di un passo importante nella lotta alla criminalità perchè la villa è il primo esempio di confisca alla malavita in terra di Bari, ed è un importante esperimento per dimostrare che un simbolo dell’attività mafiosa può trasformarsi in un bene per la comunità.

Con quali fondi avete risistemato e riadattato la villa e sviluppato il progetto?
Il 27 dicembre 2013 la villa è pronta ad ospitare un nuovo progetto, grazie al finanziamento di 280.000 Euro ottenuto partecipando al bando ‘Beni Confiscati 2013’ di Fondazione con il Sud. Qui CAPS progetta e sperimenta un modello innovativo di mix abitativo, residenziale e turistico-sociale, destinando parte della villa a un gruppo appartamento per neomaggiorenni italiani e stranieri ex minori non accompagnati, integrato con un B&B co-gestito dagli stessi ragazzi, nella quale sarà possibile trovare spazi destinati alla ristorazione e alla programmazione culturale.
Quando abbiamo candidato per la prima volta il progetto, abbiamo peccato, forse, di un pò di spregiudicatezza, non preoccupandoci tanto degli imprevisti che si sarebbero potuti presentare durante la fase di ristrutturazione. Per fortuna La Fondazione con il Sud ha creduto fortemente nel progetto, e lo ha dimostrato nei successivi anni supportandoci anche con gli enti locali nel trovare le migliori soluzioni per ristrutturare un immobile confiscato alla mafia così maestoso. Quel primo finanziamento è stato elemento importante e trainante nell’intercettare gli ulteriori finanziamenti. Il protrarsi degli anni per completare il processo di ristrutturazione, però, (e qui è subentrato, invece, quel pizzico di fortuna che serve sempre quando si crede fortemente in un progetto), ci ha permesso, nel frattempo, di trovare nuove risorse economiche per completare l’opera.
Nei 6 anni che hanno preceduto l’inaugurazione, le soddisfazioni ci arrivavano dai nostri finanziatori che, analizzando le presentazioni del nostro progetto, osservando i disegni di quella che Artemisia sarebbe diventata, se ne innamoravano supportandoci nei pezzi mancanti. A supporto degli interventi di riqualificazione dell’intero complesso e per la gestione operativa dell’iniziativa già messi in piedi dalla Fondazione con il Sud, la Cooperativa ha ottenuto nel corso degli anni finanziamenti da parte di enti e fondazioni di rilievo nazionale, impegnati fortemente nel sostegno a progetti di welfare e di innovazione sociale. Hanno contribuito nello specifico: il Comune di Bari attraverso l’avviso pubblico ‘Urbis’ (PON Citta? Metropolitane 2014-2020) ha finanziato la formazione dei beneficiari neomaggiorenni, la Regione Puglia attraverso il programma FESR 2014-2020 ha permesso la ristrutturazione del gruppo appartamento per giovani adulti (ex art.72 R.R. 4/2007), il Fondo di Beneficenza IntesaSanpaolo ha erogato 12 borse lavoro per 12 mesi in favore dei ragazzi accolti, Ikea ha contributo con gli arredi del Gruppo Appartamento e del Bed and Breakfast.

Quali difficoltà avete incontrato?
Ci sono stati momenti, in cui per via dei grossi problemi che incontravamo durante la ristrutturazione e nel reclutamento del personale, pensavamo che all’improvviso tutto dovesse implodere mandando in frantumi il nostro sogno, creando enormi difficoltà economiche per via degli impegni e delle spese effettuate nel corso degli anni; e poi siamo arrivati all’ultimo miglio, e complice in questo caso la tenacia (non più la fortuna), il 25 Novembre 2019 abbiamo inaugurato il bene con le sue attività alla presenza della ministra Lamorgese, il sindaco Decaro, il prefetto di Bari Magno.
Quel giorno abbiamo superato la prima sfida dimostrando che è possibile mettere attorno ad un tavolo vari partner finanziatori (privati e pubblici) per realizzare opere grandiose, che a volte non è possibile fare perchè un solo finanziatore non riesce da solo.

Da un progetto all’altro….dopo l’inaugurazione
La seconda sfida è iniziata esattamente il giorno dopo, provando a dimostrare che tutto quel lavoro sarebbe stato la base per mettere in pratica un esempio virtuoso di economia circolare. Una Academy del turismo, a favore di neomaggiorenni italiani e stranieri fuoriusciti dalle comunità educative, all’interno di un bene confiscato, finanziata degli stessi clienti che frequentando il posto, vivendo i suoi spazi (ristorante, american bar, caffetteria, piscina e zona solarium, bed and e breakfast, sala co-working, aree per eventi culturali) ne permettono la sostenibilità. Sostenibilità ed impatto economico che sono, ad oggi, la nostra paura, perchè a differenza di tante classiche esperienze ristorative, ci sono costi ulteriori relativi alle professionalità del settore che fanno anche da formatori, operatori sociali (educatori, psicologi, assistenti sociali) e borse lavoro dei tirocinanti; costi che non puoi ribaltare sui clienti perchè si rischierebbe di non essere competitivi rispetto ad altri ristoranti, bar, american bar, b&B. Quindi, è necessario alzare il livello della qualità, distinguersi, diversificare, innovarsi e rinnovarsi perchè solo così il tassello sostenibilità sarà completato al 100%. A livello nazionale, si è sviluppata un’attenzione specifica rispetto alle esigenze e vulnerabilità dei cosiddetti ‘Care Leavers’, ovvero giovani di età compresa tra i 18 e i 21 anni, rimasti improvvisamente privi di validi supporti, o che già da minori hanno vissuto esperienze di accoglienza extrafamiliare, tipicamente in Comunità Educative.
Al compimento della maggiore età, infatti, in assenza di soluzioni alternative, molti di questi giovani permangono all’interno delle strutture per minori, sebbene queste non risultino effettivamente rispondenti alle inedite esigenze di emancipazione personale e di indipendenza, nonchè di autonomia alloggiativa, economica e lavorativa, che i giovani neomaggiorenni esprimono.
L’iniziativa ‘Artemisià nasce in risposta a tali criticità e si propone come modello flessibile, volto a garantire a giovani neomaggiorenni un luogo idoneo per la loro accoglienza, formazione, avviamento al lavoro, all’interno di un bene confiscato alla criminalità organizzata, in concessione al C.A.P.S.
Il Covid ci ha bloccati da Marzo a Giugno, ma siamo riusciti ad impiegare alcune risorse in altre attività della cooperativa. Il 12 Giugno abbiamo riaperto, rispettando le norme previste dai Decreti. Abbiamo cercato di trasmettere sicurezza ai clienti che ci hanno ripagato frequentando assiduamente Artemisia durante il periodo estivo.

E quindi….
All’interno di Villa Artemisia abbiamo realizzato un Gruppo Appartamento per giovani adulti (ex art. 72), in grado di accogliere in forma residenziale, per un periodo di 12 mesi, 6 giovani neomaggiorenni (uomini e donne, italiani e stranieri). Proprio recependo le proposte di modifica avanzate dal C.A.P.S., in ragione delle nuove emergenze sociali rilevate e dei cambiamenti del contesto territoriale, la Regione Puglia ha inserito con Legge Regionale n. 11/2015, l’ innovativo modello di ‘Gruppo Appartamento per giovani adultì, a modifica del precedente art. 72 del R.R. n. 4/2007. Il Gruppo appartamento è un servizio residenziale rivolto a giovani neomaggiorenni, italiani o stranieri, che non possono restare o rientrare in famiglia, oppure che, al termine di un percorso comunitario all’interno di strutture per minori, devono ancora completare il percorso educativo per il raggiungimento della loro autonomia, in termini formativi, lavorativi e alloggiativi. L’inserimento degli ospiti all’interno del Gruppo Appartamento avviene su invio dei Servizi Sociali Comunali e Municipali.
Gli operatori sociali hanno il compito di supportare i ragazzi durante l’anno di Academy, di fare da ponte con le figure tecniche dell’ambito ristorativo-turistico e di aiutarli a trovare un lavoro in contesti specifici, rispetto al loro percorso formativo/lavorativo (cucina, sala, american bar, caffetteria, gestione b&B), ed uno spazio in cui vivere soli o con loro coetanei, cioè raggiungere l’autonomia lavorativa ed abitativa.
Per promuovere la piena autonomia dei giovani Care Leavers (neomaggiorenni italiani fuori famiglia ed ex minori stranieri non accompagnati tra i 18 e 21 anni) segnalati dai Servizi Sociali Comunali e Municipali, l’accoglienza residenziale in Gruppo Appartamento (ex art. 72) per un periodo di 12 mesi prevede; l’inserimento nella ‘Academy del turismò di Artemisia: l’avvio di un percorso di formazione teorica e pratica nel settore della ristorazione, dell’accoglienza turistico-alberghiera e dell’agricoltura sociale, l’attività di avviamento al lavoro, attraverso la co-gestione del bistrot, del B&B, dell’orto sociale e delle attività culturali, ricreative e di socializzazione promosse all’interno di Villa Artemisia, l’affiancamento nella co-gestione delle attività e tutoraggio da parte di uno staff composto da figure formate in ambito sociale (educatori, assistenti sociali), con competenze trasversali nel settore della ristorazione (cuoco, aiuto cuoco, barman, personale di sala) e dell’accoglienza turistico-alberghiera (receptionist, addetto ai servizi generali), il riconoscimento di una borsa lavoro, della durata di 12 mesi, l’accompagnamento graduale verso l’autonomia personale dei giovani, in termini lavorativi, alloggiativi ed economici, nelle fasi conclusive del percorso, attraverso l’individuazione di soluzioni alternative sul territorio locale o nazionale.

All’interno di Artemisia sono attivi un B&B, un Bistrot sociale, con annessa caffetteria e american bar, legato ad un orto pertinenziale, nel quale coltivare spezie ed erbe aromatiche, per l’approvvigionamento di alcune materie prime. La formazione e la successiva esperienza lavorativa nel B&B offre ai giovani beneficiari la possibilità di acquisire competenze in materia di accoglienza della clientela, booking, web marketing, normative igienico-sanitarie e in materia di sicurezza sul lavoro.
Sito Web Artemisia: www.artemisiabari.it
Pagina FB Artemisia: www.facebook.com/artemisiacaps
Sito Web Cooperativa rocaille CAPS: www.coopcaps.it
(ITALPRESS).

La cooperativa Verbumcaudo germoglia dove prima dominava la mafia

ROMA (ITALPRESS) – La cooperativa Verbumcaudo sta germogliando dove prima dominava la mafia e, grazie ad una nuova iniziativa progettuale sostenuta da Fondazione con il Sud e Fondazione Peppino Vismara e realizzata da Consorzio Agrietica in partenariato con i comuni di Polizzi Generosa e Valledolmo, Confcooperative Sicilia, Consorzio Madonita per la Legalità e lo Sviluppo e CRESM – Centro di ricerche economiche e sociali per il Meridione, continuerà a rendere fertili e produttivi i 150 ettari di terreno che custodiscono tutta la speranza di un territorio e delle persone che lo abitano, delle tante realtà associative e cooperative, e dei lavoratori che hanno deciso di non cedere all’oblio ma coltivare comunità e seminare futuro.
Nelle Madonie, in Sicilia, la Cooperativa Sociale Verbumcaudo, formata da giovani del territorio sta valorizzando l’omonimo feudo confiscato alla mafia, attraverso la messa in produzione di 151 ettari di terreni che vengono coltivati ad origano, pomodori e cereali. L’IRVO – Istituto Regionale Vini e Oli di Sicilia vi ha anche impiantato un vigneto sperimentale.
Sino al 1983 Verbumcaudo apparteneva ai fratelli Greco, boss reggenti della famiglia di Ciaculli: oggi racconta l’impegno quotidiano e concreto di Giovanni Falcone, è simbolo di riscatto e rappresenta tutta la tenacia di una generazione che ha deciso di lottare con ostinazione per il diritto di rimanere nella propria terra e lavorare con dignità. Ne racconta storia, difficoltà, vision e progetti futuri Epifania Lo Presti, referente della comunicazione.
Verbumcaudo è un modello innovativo di gestione dei beni confiscati
Dopo anni di abbandono, acquisito dell’assessorato all’Economia della Regione siciliana nel 2011, il feudo è rinato grazie alla determinazione del Consorzio Madonita per la Legalità e lo Sviluppo, espressione di 19 comuni delle alte e basse Madonie, che attraverso un bando pubblico ha selezionato giovani del territorio interessati alla formazione professionale in ambito cooperativo. Dopo un periodo di formazione utile a costruire competenze solide e capacità progettuali, un gruppo di ragazzi e ragazze, guidati dal CRESM – Centro di ricerche economiche e sociali per il Meridione e da Confcooperative, ha costituito la nuova Cooperativa Sociale Verbumcaudo, fatto che ha permesso non solo di creare sviluppo nel territorio, ma anche di fermare l’esodo di 11 giovani che altrimenti avrebbero lasciato la Sicilia: le loro sono storie di “restanza”.
Parliamo quindi di una cooperativa produttiva che si è assunta la responsabilità di gestire il fondo per il suo ritorno alla legalità e all’attività economica trasparente e per riconsegnarlo alla sua comunità e alla sua storia, per dare vita a una filiera umana, sociale e produttiva che coinvolga direttamente gli abitanti e i giovani del territorio.
Le storie delle ragazze e dei ragazzi della cooperativa sono storie di “restanza”, tutti giovani che stanno scegliendo di investire nell’entroterra siciliano: ci sono ingegneri, geologi, guide naturalistiche, agronomi, commercialisti e addetti alle lavorazioni agricole qualificati.
In cosa consiste il progetto Verbumcaudo?
Grazie ad una nuova iniziativa progettuale sostenuta da Fondazione con il Sud e Fondazione Peppino Vismara e realizzata da Consorzio Agrietica in partenariato con i comuni di Polizzi Generosa e Valledolmo, Confcooperative Sicilia, Consorzio Madonita per la Legalità e lo Sviluppo e CRESM – Centro di ricerche economiche e sociali per il Meridione, Verbumcaudo è una realtà capace di essere volano per il territorio; le operazioni colturali stanno rivolgendo una grande attenzione alle eccellenze locali, tutte rigorosamente biologiche, come i grani, ceci, lenticchie, pomodoro siccagno e su questo solco si stanno strutturando interventi per il sociale, con percorsi di educazione alla legalità ed educazione ambientale.
Quali sono le difficoltà che avete incontrato e che state ancora incontrando nello sviluppo del progetto?
La visione su Verbumcaudo è sempre stata chiara a tutti i soci della cooperativa già ben prima che arrivasse il sostegno di Fondazione con il Sud, che è stato fondamentale per realizzare una parte importantissima del progetto, ma non esaustivo: servono infatti ancora tanti altri interventi per rendere efficiente la filiera agroalimentare e coprire l’intero piano industriale che abbraccia tutte le produzioni che si estendono per 150 ettari di terra. Ecco perchè cercheremo altri finanziamenti tra le misure dedicate all’agricoltura.
E quali le maggiori soddisfazioni?
La comunità è stato il nostro primo finanziatore, prima ancora che arrivassero sostegni esterni, quando ancora non avevamo accesso al credito nè alcun bene da capitalizzare: questa è la nostra più grande soddisfazione, il fatto che persone comuni e piccoli coltivatori diretti abbiano anticipato e investito risorse perchè credevano che il progetto Verbumcaudo potesse essere una risorsa per tutto il territorio. Sono stati loro il nostro “incubatore” di impresa e senza il loro sostegno iniziale non ce l’avremmo mai fatta. Il nostro capitale umano, in fase di startup è stata quindi la comunità, e subito dopo è arrivata Fondazione con il Sud a dare un sostegno e considerevole slancio alla nostra tenacia.

A che punto siamo
Dopo l’afosa estate che ha visto il feudo protagonista di un’importante trebbiatura, con la produzione di grano e legumi, e la raccolta del pomodoro Siccagno, un prodotto d’eccellenza coltivato senza apporto d’acqua e raccolto a mano e che è stato trasformato in conserve pronte per la distribuzione e la vendita, proprio questa settimana ha preso avvio la vendemmia nel vigneto dedicato a Placido Rizzotto. Poi c’è la porzione del fondo dove l’IRVO sta portando avanti l’attività di ricerca volta ad approfondire le conoscenze su varietà poco diffuse e di cui si conosce poco dal punto di vista scientifico, soprattutto negli ambienti di media collina: a Verbumcaudo si trova infatti una delle 3 banche del germoplasma della regione per il patrimonio viticolo siciliano dove sono state piantate circa trenta varietà di piante che, oltre all’attività di ricerca, garantiscono la conservazione della biodiversità. Il nostro processo di crescita è già partito, è sotto gli occhi di tutta la comunità che ha avuto fiducia in noi e in questi mesi comincia a cogliere i frutti di un lungo impegno e di una programmazione destinata ad avere un impatto profondo in un’area marginale della Sicilia.
(ITALPRESS) – (SEGUE).

Progetti futuri
L’annata agraria appena trascorsa è stata la migliore che potessimo desiderare per questo nuovo inizio, ma c’è ancora tanto da fare sotto il profilo del miglioramento della gestione agraria e della meccanizzazione. Stiamo facendo degli investimenti puntuali e tanti altri ne verranno con il PSR ma siamo adesso abbastanza maturi da guardare ad un investimento sull’agricoltura sociale che possa amplificare ancora di più l’impatto sulla comunità che circonda il nostro bene: sentiamo la responsabilità di voler dimostrare che la causa sociale e la causa imprenditoriale possano essere parte della medesima progettualità, sono una la compensazione dell’altra. Siamo fortunati e onorati di aver ereditato una storia così importante come quella che ruota attorno a questo feudo e proprio per questo avvertiamo ancor di più la necessità di essere protagonisti nella creazione di altre opportunità di lavoro per tutta la comunità circostante. Sentiamo il dovere di essere promotori di altre esperienze che necessariamente dovranno essere generate proprio da qui, a partire dalla storia presente, passata e futura di Verbumcaudo.
(ITALPRESS).

Beni confiscati, da Libera ad Avviso Pubblico appello aumento quote

ROMA (ITALPRESS) – Un nuovo protagonismo del terzo settore che permetta alle comunità di riappropriarsi dei beni confiscati alla criminalità organizzata, di valorizzare questo patrimonio attraverso un uso collettivo e di metterlo al servizio della società. E’ questo lo scopo del bando per l’assegnazione dei beni confiscati pubblicato dall’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Il bando mette a disposizione oltre mille lotti e un milione di euro, scadrà il prossimo 31 ottobre e si rivolge direttamente alle realtà del terzo settore, senza passare per gli enti locali. L’iniziativa è stata accolta favorevolmente dai soggetti coinvolti ma le realtà impegnate nel settore chiedono maggiori risorse.
“E’ sicuramente un’iniziativa importante che può dare un’opportunità e un nuovo impulso all’azione di restituzione alla comunità dei beni confiscati alle organizzazioni criminali e mafiose”, afferma Davide Pati dell’Associazione Libera. Riutilizzare i beni confiscati restituendoli alla collettività, infatti, è significativo per il contrasto alla criminalità organizzata e sottende valori simbolici, culturali e sociali, oltre che economici. “Tutto quello che mafie e corruzione sottraggono a una comunità in termini di diritti e dignità viene restituito con l’uso sociale dei patrimoni sottratti”, evidenzia Pati.
Il bando risulta quindi una nuova occasione per l’attività del settore e, per questo, molti chiedono un aumento delle quote stanziate. Anche Fondazione con il Sud, riconoscendo la novità “importante e significativa” dell’iniziativa, ha proposto al Governo di destinare a questo bando 200 milioni di euro per le attività di gestione e valorizzazione dei beni, attingendoli da quelli destinati al Fondo unico giustizia. “Sicuramente è un appello condivisibile – commenta Davide Pati di Libera – e va naturalmente a sollecitare le istituzioni affinchè possano garantire un sostegno ai progetti di utilizzo dei beni confiscati. Alcuni di questi hanno bisogno di opere di manutenzione e ristrutturazione. E’ importante che le amministrazioni statali possano garantire maggiori risorse. Il presidente della Fondazione, Borgomeo, ha proposto che possano essere prese dal Fondo unico giustizia. Ci sono anche altre opportunità – continua -, penso ai fondi strutturali, gestiti anche dalle Regioni, e al fondo sviluppo e coesione. E’ importante che ci sia una visione di programmazione e riutilizzo dei beni confiscati sul territorio”, aggiunge sottolineando che potrebbe anche essere “utile prevedere una proroga dei tempi”, oltre la scadenza di ottobre.
Per Giovanni Allucci, direttore generale del consorzio Agrorinasce, il bando rappresenta “un fatto positivo”. “Penso che l’Agenzia nazionale – afferma – doveva provarci, anche alla luce del fatto che i comuni hanno cominciato a rifiutare i beni confiscati”. Il bando in modalità “diretta” può anche aiutare a semplificare e accelerare i tempi. “Può essere utile – spiega – ma non so quanto successo possa avere perchè purtroppo ci sono scarse risorse finanziarie. Stiamo parlando di tanti beni confiscati e di soggetti del terzo settore che non hanno una grande capacità finanziaria per sostenere le spese di ristrutturazione. Considero l’iniziativa positiva e inevitabile però ne vedo anche le criticità, non solo finanziarie ma anche nel rapporto con gli enti locali che comunque diventa fondamentale se si vuole avere successo nella realizzazione del progetto proposto. Le soluzioni – aggiunge – sono incrementare le risorse finanziarie e dare la possibilità ai comuni di assumere competenze che servono anche per la valorizzazione dei beni confiscati e del patrimonio comunale”.
Secondo Pierpaolo Romani, coordinatore nazionale di Avviso Pubblico, si tratta di “un passo significativo e importante”. Per Romani “bisogna avere contezza di una cosa: mettere soldi sui beni confiscati, perchè rigenerino comunità e riconoscano diritti, non è un costo ma un grande investimento perchè, ai tempi del Covid in particolar modo, le mafie stanno facendo una grande operazione di acquisizione di consenso sociale.
Se non facciamo fruttare anche dal punto di vista sociale ed economico i beni e le aziende confiscate rischiamo di perdere un passaggio di una guerra molto importante. Pensiamo che la richiesta di aumentare i fondi da destinare ai beni confiscati perchè siano usati dal punto di vista sociale sia importante. Dall’altra parte – conclude – le associazioni e le cooperative che useranno questi beni devono avere un approccio molto chiaro sul progetto e sulla sua gestione”.
(ITALPRESS).

Infrastrutture, Frongia “Accelera messa in sicurezza strade in Sardegna”

CAGLIARI (ITALPRESS) – Tempi certi per l’adeguamento della strada statale 125. Si è tenuto ieri nella sede dell’Assessorato dei Lavori Pubblici – rende noto la Regione – l’incontro tra Anas – che ha fornito tutte le informazioni in merito all’articolato iter progettuale e autorizzativo che interessa un’arteria strategica per i collegamenti nell’Isola – e i Comuni dell’Ogliastra. Al centro dell’incontro a cui hanno partecipato i sindaci di Lanusei, Elini, Tortolì e Barisardo, due lotti ritenuti strategici per il territorio ogliastrino: il lotto Tertenia-Tortolì e il lotto Tertenia-San Priamo. Per quanto riguarda il lotto Tertenia-Tortolì (quarto lotto, secondo stralcio) è prevista la firma del contratto con l’impresa entro il mese di ottobre, per procedere con la ripresa lavori entro l’anno. Sono invece già all’80% i lavori nel tratto Tertenia-San Priamo (primo lotto, primo stralcio). Buone notizie, sempre sul fronte dei tempi, arrivano anche per quanto riguarda il secondo tratto Tertenia-San Priamo (primo lotto, secondo stralcio), con la conclusione del progetto definitivo: sono state infatti completate le indagini, è stato individuato il tracciato che sarà inviato al Ministero affinchè valuti la geometria e all’inizio del prossimo anno è prevista la Conferenza dei servizi. “Abbiamo sollecitato l’incontro affinchè i sindaci potessero avere certezza della realizzazione delle opere e dei tempi – spiega l’assessore ai lavori pubblici Roberto Frongia – I cronoprogrammi sulle strade in Sardegna stanno subendo una importante accelerazione e l’incontro di oggi sulla 125 ne è una conferma. La necessità di ripristinare le condizioni di sicurezza dell’Orientale Sarda, troppo spesso caratterizzata da incidenti stradali gravissimi, rappresenta un obiettivo primario che con determinazione stiamo cercando di raggiungere”.
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Industria, produzione terzo trimestre +26,4% ma futuro incerto

ROMA (ITALPRESS) – Il Centro Studi Confindustria rileva un aumento della produzione industriale dello 0,5% in settembre su agosto, quando è avanzata dell’1,5% su luglio. Nel terzo trimestre si stima un incremento congiunturale del 26,4%, dopo il -16,9% rilevato dall’Istat nel secondo (-8,8% nel primo). In termini tendenziali, invece, nei mesi estivi i livelli di attività sono inferiori del 6% rispetto allo stesso periodo del 2019. La variazione congiunturale acquisita nel quarto trimestre è di +0,8%. La produzione, al netto del diverso numero di giornate lavorative, diminuisce in settembre del 4% rispetto allo stesso mese del 2019; in agosto è vista in calo del 5,4% sui dodici mesi. Gli ordini in volume aumentano in settembre dello 0,3% sul mese precedente (-3,8% su settembre 2019) e in agosto dell’1% su luglio (-5,0% annuo). L’incremento nei mesi estivi è spiegato principalmente dal sostegno della domanda interna, a fronte di una domanda estera che procede in maniera incerta. La fiducia degli imprenditori manifatturieri mostra qualche segnale positivo, ma il peggioramento della crisi sanitaria (soprattutto all’estero) e i crescenti timori sulle prospettive di una soluzione in tempi brevi accentuano i rischi sul proseguimento della ripresa nei prossimi mesi.
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