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Terra Felix, ecomuseo nel casertano

“Ci sono sfide che, in un contesto come il nostro, fanno tremare le gambe, ma non puoi evitare di accettare e portarle avanti fino in fondo. Poi ti guardi indietro e scopri che il cammino compiuto è straordinario, e che ne è valsa sicuramente la pena di restare qui e mettersi in gioco”. Così si esprime Francesco Pascale, direttore scientifico dell’Ecomuseo Terra Felix di Succivo, in provincia di Caserta, guardando non solo indietro, alle tante cose realizzate, ma anche avanti, alle tante cose che vuole realizzare e riprendere quanto prima dopo il fermo forzato a causa della pandemia.
‘Il punto di forza di un ecomuseo – spiega – è proprio la sua capacità di riconoscere e valorizzare le risorse storico-culturali ed ambientali dei luoghi, le loro tradizioni, i saperi antichi. L’ecomuseo rappresenta un’alternativa al museo tradizionale e si distingue dal classico assetto espositivo perché non privilegia collezioni storiche particolari, ma mette al centro i valori ambientali e culturali di un dato patrimonio. E’ qualcosa di vivo, sempre in contatto con le comunità locali di riferimento. L’Ecomuseo Terra Felix, in particolare, si propone di dare un contributo di idee e di esperienze allo sviluppo del territorio di ‘Terra di lavoro’. La logica che sottende questa nostra azione di ‘orientamento’ delle politiche di sviluppo è quella della sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Quindi la comunità ha contribuito alla sua realizzazione? Come?
L’Ecomuseo Terra Felix è stato realizzato all’interno del Casale di Teverolaccio, punto di partenza universalmente riconosciuto come luogo della memoria della tradizione contadina di Succivo. Qui nel ‘700 si svolgevano mercati agricoli di eccellenza e nel dopoguerra le feste della comunità; nella piccola chiesa di San Sossio si svolgeva una delle più importanti feste patronali, ci si sposava e si celebravano i sacramenti. Tutto il progetto di riqualificazione è stato elaborato in maniera partecipata; i suoi contenuti corrispondono all’identità stessa della comunità locale; le tradizioni, gli oggetti, le colture, le testimonianze storico-artistiche di un territorio Evidenzia il modo con cui la comunità locale vede, percepisce, attribuisce valore al proprio territorio, alle sue memorie, alle sue trasformazioni, alla sua realtà attuale e a come vorrebbe che fosse in futuro.

Quali gli interventi principali di valorizzazione del Casale?
Tre le direttrici attraverso cui ci eravamo mossi: realizzazione di una tipicheria nella ex-stalla, un ristorante dove assaporare le eccellenze del territorio a km 0, la rifunzionalizzazione dei locali sottotetto a museo e laboratori didattici e la valorizzazione del giardino.Per quest’ultimo abbiamo coinvolto i docenti e gli studenti della Facoltà di Architettura dell’Università degli studi della Campania Luigi Vanvitellied è stato progettato insieme alla Federazione Italiana Superamento Handicap (FISH) – Campania, quindi il percorso è totalmente accessibile.

Avete anche realizzato degli orti sociali. Chi li coltiva?

Gli orti sociali sono coltivati dagli anziani del posto, che producono verdure e ortaggi di stagione secondo il metodo dell’agricoltura naturale, senza pesticidi. La produzione è destinata all’autoconsumo. Sono 70 mq ma i nostri 18 ortolani riescono ad avere una produzione abbondante, tanto da soddisfare il fabbisogno di figli e nipoti! Il ristorante a Km zero è la tipicheria, che noi definiamo Museo – orto – ristorante. Uno spazio del gusto in cui puoi ritrovare i sapori dei prodotti di eccellenza del nostro territorio, tutti di stagione e biologici. Gran parte dei prodotti agricoli utilizzati nella Tipicheria, il ristorante a Km 0, viene dal nostro campo situato poco distante. Un appezzamento di circa un ettaro, metà di cui la metà è vigna che produce l”Asprinio DOC di Aversa’. Quest’anno abbiamo prodotto circa 1000 bottiglie e a breve lanceremo una campagna per la vendita delle nostre etichette. Con il ricavato acquisteremo parte dei mezzi agricoli necessari all’attività di agricoltura sociale, che attualmente coinvolge due dipendenti in condizioni di fragilità.

Il 5 giugno, pur consapevoli del rischio di minori presenze ed entrate, avete riaperto. Che cosa offrite agli ospiti?
Ai visitatori che varcano la soglia del giardino offriamo un’esperienza ricreativa, ludica ed educativa che difficilmente puoi trovare nel nostro territorio. Dagli orti sociali ben curati al percorso dei sensi, dai profumi delle spezie al prato verde e rigoglioso, dalla cavea al noceto. Ogni domenica ci sono anche gli eco-laboratori gratuiti ‘Orti aperti’, ‘un libro a merenda’, ‘fiabe itineranti’, secondo la nostra idea di ‘tempo libero qualificato’. Siamo orgogliosi di aver sottratto genitori e bambini alle sterili passeggiate ai centri commerciali.

Quali problemi vi ha creato la pandemia e come pensate di superarli?
La pandemia purtroppo ha determinato la chiusura totale dal 9 marzo sia della tipicheria che dell’ecomuseo; tutte le visite didattiche già prenotate, così come le ecocerimonie sono state annullate. E purtroppo anche i finanziamenti già in atto sono stati sospesi. E’ stato un momento difficilissimo, con le entrate azzerate e nessuna idea di quando saremmo ripartiti. Ci siamo concentrati sulle attività realizzabili da remoto, ossia la progettazione sociale, e sull’attività agricola, che non si è fermata. Da queste abbiamo ritrovato la forza per andare avanti. Abbiamo seguito tutta l’evoluzione normativa nazionale e regionale, adeguando agli standard di sicurezza le attività degli orti sociali, l’attività di ristorazione e le attività socioeducative all’aperto. E così abbiamo messo a servizio dei bambini con fragilità (disabili ed autistici) il nostro giardino: previa prenotazione, le famiglie hanno potuto trascorrere dei momenti all’aria aperta con i loro bambini. Successivamente abbiamo riaperto gli orti sociali. Nel periodo della pandemia, quando è stato possibile riprendere le attività del servizio civile, i volontari guidati via webcam dagli ortolani, hanno coltivato gli orti sociali e raccolto le verdure: è stata un’esperienza indimenticabile. Quando gli anziani sono rientrati nei loro orti, siamo stati davvero molto felici. La scorsa settimana abbiamo avviato la settima edizione del ‘Green village’, l’ecocampo estivo per i bambini del nostro territorio. Abbiamo anche riaperto la Tipicheria ma i posti si sono dimezzati, nonostante lo spazio esterno. Ci auguriamo che la situazione sanitaria migliori velocemente altrimenti avremo un serio problema di sostenibilità dell’attività ristorativa.

La realizzazione dell’Ecomuseo ha inizio molti anni fa, vero?
Il percorso che ha portato alla realizzazione dell’Ecomuseo Terra Felix è iniziato quasi 20 anni fa insieme ai volontari del Circolo Legambiente Geofilos Atella. Ma tutto questo non sarebbe durato a lungo se non fosse intervenuta una strutturazione – e una messa a reddito – di alcune funzioni. In questo passaggio critico e strategico per il quale la Fondazione Con il Sud non solo ci ha fornito le risorse finanziarie per avviare la nostra azienda agricola sociale multifunzionale, ma soprattutto ci ha obbligati ad una maturazione di gruppo e fatto si che un’azione di volontariato si trasformasse in un’impresa sociale sostenibile. Oggi ci sostiene ancora, insieme a Con I Bambini, nella realizzazione di Horticultura, che genera orti didattici in importanti siti museali ed archeologici della Campania; di Teverolaccio Rural Hub, che recupera nuovi spazi del Casale e ne fa il punto di riferimento del mondo dell’agricoltura casertana, della gestione energetica, della eco-compatibilità, dei progetti innovativi in materia di didattica, eco-turismo, ristorazione biologica e a km0 e di Fabula, Laboratorio di Comunità, che fa dell’ex Municipio di Atella di Napoli, una sorta di piccolo Centro Pompidou, con al suo interno un Museo Archeologico dell’Agro Atellano, un eco-bistrot, un centro polivalente per minori, aree per concerti, formazione ed eventi.
(ITALPRESS).

Ketos, centro euromediterraneo del mare e dei cetacei

Jonian Dolphin Conservation è un’associazione di ricerca scientifica finalizzata allo studio dei cetacei del Golfo di Taranto nel Mar Ionio Settentrionale. E’ specializzata nella gestione di progetti marini con particolare focus sullo studio dell’impatto ambientale; ha realizzato documentari ed allestito spazi espositivi per mostre ed eventi sui temi della salvaguardia dell’ambiente marino; svolge attività di dolphin watching coinvolgendo turisti e cittadinanza a bordo delle sue barche e svolge tantissime altre attiit sempre focalizzate sull’osservazione e tutela della “Pianura Blu”. È stata anche una delle 20 eccellenze nazionali scelta per rappresentare la Regione Puglia ad Expo 2015.
Dal 2019 ha ulteriormente rafforzato le sue azioni attraverso Ketos, centro euromediterraneo del mare e dei cetacei molto più che un luogo di osservazione. Ce lo illustra il presidente di J.D.C.Carmelo Fanizza.
Il Jonian Dolphin Conservation da sempre sviluppa progetti per la valorizzazione, la promozione e la divulgazione del patrimonio marittimo; non a caso nel 2013 si è classificata al 1° posto nella sezione “Ricerca scientifica ed innovazione tecnologica” del Sea Heritage Best Communication Campaign Award. Abbiamo avviato lo studio e l’osservazione dei cetacei con un gommone, poi con una motobarca e infine con Taras, il nostro splendido catamarano da ricerca che può ospitare a bordo 35 persone incluso l’equipaggio.. Ad esso a gennaio 2016 abbiamo affiancato secondo catamarano, Extraordinaria, Dal 2018 l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio – Porto di Taranto che ci ha dato in concessione una terza e splendida imbarcazione, “Il Porto di Taranto”.
Nel 2019, grazie al contributo di Fondazione con il Sud abbiamo inaugurato “Ketos”Centro Euromediterraneo del mare e dei cetacei che rappresenta un contenitore culturale volto a rigenerare e favorire lo sviluppo di conoscenza e valorizzazione delle risorse del territorio, nonché un presidio di buone prassi ed un punto di riferimento per la blue economy. Kétos è rivoluzionario nella portata innovativa della sua offerta: servizi didattico-museali a carattere scientifico, di consulenza, sviluppo di nuove opportunità occupazionali, promozione della lettura e del patrimonio culturale identitario legato al mare, alla città vecchia, alle tradizioni. Con i suoi servizi di accoglienza e ascolto dei bisogni del territorio e delle persone favorisce l’inclusione sociale, lo sviluppo culturale e la creazione di reti e di interconnessioni. Il Centro si rivolge a tutti, nessuno escluso, offrendo una presenza attiva e costante, attraverso attività, laboratori, incontri ed eventi culturali mirati a creare relazioni e a costruire una nuova narrazione della città.

Purtroppo la pandemia vi ha obbligato a ridimensionare molte vostre aspettative e progettualità.
Prima dell’attuale crisi il nostro staff era composto da 12 unità e dal 1 Aprile 2020 avremmo dovuto raggiungere le 20 unità lavorative. Ma l’emergenza sanitaria ed economica scaturita ha bruscamente fermato il nostro percorso di crescita annullando le nuove possibili assunzioni. Le attività sono state fermate a partire dal 9 Marzo 2020 ed il personale è stato messo in cassa integrazione. Una scelta determinata dal fatto che gli introiti della Jonian Dolphin Conservation sono stati completamente azzerati. Infatti tutte le attività con le scuole, sia sulle barche che al centro Ketos sono state cancellate e si sono arrestate tutte le prenotazioni per le attività legate ai turisti. Normalmente imbarchiamo ogni anno 12.000 persone circa di cui 35% Stranieri. Questo sarà un anno molto duro poichè il forte lavoro estivo ci consentiva di mantenere in vita la struttura per tutti e 12 i mesi. Abbiamo ripreso le attività con le barche dal 31 Maggio 2020 ma purtroppo con numeri ridotti dovuti alle restrizioni COVID (20 persone invece che 30) e, mancando i turisti soprattutto stranieri, stiamo effettuando le attività solo nei fine settimana mentre dal 2009 al 2019 da Aprile a Settembre siamo usciti in mare 7 giorni su 7.
Purtroppo i tempi lunghi di erogazione (3 mesi senza stipendio) della cassa integrazione e il suo importo che è circa il 60% dello stipendio medio ha creato gravi problemi alle famiglie dei lavoratori; per fortuna la Fondazione con il SUD ci ha dato un grosso contributo, anticipando parte dell’erogazione finale del progetto e fornendoci la liquidità necessaria al riavvio delle attività ed al reintegro dei dipendenti.
La pandemia è stato un duro colpo per tutto il comparto della cultura e del turismo: noi riteniamo che le istituzioni dovrebbero intervenire con un contributo a fondo perduto pari al 25% della perdita di fatturato dal Marzo al Settembre 2020 rispetto all’anno precedente.
(ITALPRESS)

Mare memoria viva, rete cultura e sociale

L’associazione culturale Mare Memoria Viva, nata grazie a un progetto finanziato nel 2013 da un bando della Fondazione con il Sud, cura a Palermo l’omonimo ecomuseo, un laboratorio culturale territoriale che mira all’inclusione sociale, allo sviluppo sostenibile e alla valorizzazione innovativa e democratica del patrimonio. “Ci piace chiamarla “rigenerazione umana” dice la presidente Cristina Alga.
Come nasce, cosa offre e come si distingue dagli altri l’ecomuseo del mare di Palermo?
Mare Memoria Viva, ecomuseo urbano nella costa sud-est di Palermo, sorge su un rilievo artificiale formato dagli sversamenti abusivi di detriti del sacco edilizio, sulla foce del fiume Oreto. La nostra definizione preferita di “ecomuseo” è “un patto tra cittadini che decidono di prendersi cura di un territorio”: un patto, perché siamo un museo collettivo nato da una raccolta partecipativa di storie, memorie e documenti sulla città frontemare; tra cittadini (attivi) perchè nasciamo dall’iniziativa di un gruppo di giovani motivati a lavorare sul senso dei luoghi e la capacitazione della comunità locale; la cura, di persone e spazi, di sé e degli altri, del paesaggio e delle relazioni; il territorio, la rigenerazione urbana ed umana, l’emersione delle potenzialità locali, la ricerca della bellezza anche dove si nasconde al primo sguardo.
La “collezione” dell’ecomuseo nasce da una raccolta di storie e memorie degli abitanti delle borgate marinare, è un museo collettivo e un archivio audiovisivo in perenne progresso con fotografie, video, interviste, documenti, testimonianze, mappe che compongono una storia collettiva delle trasformazioni urbanistiche e sociali della città dal dopoguerra a oggi. Il mare fa da metafora e da filo conduttore. L’archivio è la materia viva su cui coltiviamo le attività educative, il lavoro con gli artisti, il turismo sostenibile e le azioni e i progetti di welfare culturale.
Che percorsi “alternativi” offrite ai turisti e alle scolaresche?
Un ecomuseo è un museo diffuso sul territorio, la sfida di un ecomuseo urbano in periferia è raccontare e “risignificare” i luoghi con un approccio olistico che tiene insieme la complessità di ciò che una città è: paesaggio, architetture, natura, persone, relazioni, spazi e interstizi, storie e servizi, trasformazioni e abitudini, stratificazioni. Ai turisti, studenti e non, di fatto raccontiamo un pezzo di storia contemporanea della città, le sue trasformazioni urbanistiche e sociali dal dopoguerra ad oggi, il sacco edilizio, i cambiamenti del frontemare, l’espandersi della città in quella che era la Conca d’oro ma anche le esperienze di rigenerazione urbana e innovazione sociale, di attivismo e mobilitazione sociale come la nostra. Su questi temi proponiamo un programma di passeggiate ed esplorazioni urbane “periferiche” per diversi pubblici (studenti, famiglie, giovani) con taglio narrativo che riprenderemo a settembre con alcune novità come una passeggiata che unirà i quartieri kalsa e Sant’Erasmo con il filo conduttore della fiaba di Gianni Rodari “La sirena della Kalsa” in omaggio al centenario della sua nascita.

Quali conseguenze ha avuto per voi la pandemia? Come pensate di superare le difficoltà?
Da marzo a giugno è il periodo cruciale delle visite delle scuole e del turismo scolastico, abbiamo perso tutte le prenotazioni ed economicamente non ci sarà modo di recuperare i mancati introiti; puntiamo invece alle attività estive con un campus negli spazi esterni del museo seguendo le linee guida redatte dal governo per i centri estivi e cercando di offrire un’opportunità di socializzazione e cultura ai bambini che sono stati chiusi in casa o nel nostro quartiere anche abbandonati per strada.
In questo nuovo modo di intendere il turismo, che coinvolge ambiti culturali, sociali, esperenziali, non siete soli. Quali progetti avete con la rete ancora informale che avete creato?
Con Palma Nana, Addiopizzo travel e Moltivolti lavoriamo per promuovere un’immagine non stereotipata della nostra città, con loro è nata la campagna “Abbiamo un (bi)sogno” per acquistare tour sospesi. A livello nazionale siamo tra i promotori di una costituenda rete di enti del terzo settore che si chiama “Cultura è sociale” che unisce – come il nome stesso suggerisce – organizzazioni che operano nel crinale tra valorizzazione culturale del territorio e nuovo welfare; molti promotori della rete si occupano anche di turismo sociale perchè riteniamo che l’economia del turismo quando non diventa mercificazione del territorio ma accoglienza e cultura può essere un asset di sviluppo per il sud Italia.
(ITALPRESS).

Coronavirus, oggi 142 nuovi casi e 23 morti

ROMA (ITALPRESS) – Al 30 giugno, il totale delle persone che hanno contratto il coronavirus che causa il Covid-19 è di 240.578, con un incremento rispetto al 29 giugno di 142 nuovi casi. Lo rende noto il ministero della Salute. Il numero totale di attualmente positivi è di 15.563, con una decrescita di 933 assistiti rispetto al 29 giugno. Tra gli attualmente positivi, 93 sono in cura presso le terapie intensive, con un decremento di 3 pazienti rispetto al 29 giugno. 1.090 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 30 pazienti rispetto al 29 giugno. 14.380 persone sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi. Rispetto al 29 giugno i nuovi deceduti sono 23 e portano il totale a 34.767. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 190.248, con un incremento di 1.052 persone rispetto al 29 giugno. Il numero di tamponi effettuati nelle ultime ventiquattro ore ammonta a 48.273, per un totale di 5.390.110.
(ITALPRESS).

Ostello Bella Calabria, puntare sul turismo per diventare vincenti

“Non dobbiamo criticare e alzare muri. Dobbiamo con umiltà saper costruire ponti”. Con questa bellissima frase si presenta Loris Rossetto, presidente dell’associazione Amici del tedesco e tra i fondatori dell’Ostello Bella Calabria, realizzato all’interno di un bene confiscato in provincia di Crotone. Dove si trova esattamente l’ostello? A San Leonardo di Cutro, in provincia di Crotone in una palazzina in disuso, confiscata alla mafia da oltre 10 anni. Dispone di 24 posti letto, ogni estate ospita famiglie, per i suoi ospiti organizza percorsi di “turismo dell’amicizia” e molte iniziative dedicate ai più piccoli.
Come nasce questo progetto?
La nostra idea base era quella di favorire lo sviluppo dell’economia attraverso il turismo perchè, siamo convinti, se produciamo magliette o macchine non siamo competitivi mentre se puntiamo sul turismo possiamo diventare vincenti coniugando le bellezze del territorio alla cordialità della gente. L’abbiamo concretizzata grazie ad un bando della Fondazione con il Sud sui beni confiscati alla mafia ed al comune di Cutro che ci ha affidato un bene confiscato.

Quale la vostra offerta turistica e non solo?
In estate ci rivolgiamo principalmente alle famiglie. Proponiamo visite alle più belle spiagge della riserva marina. Zone che pochi conoscono, ideali per chi ama la tranquillità. Offriamo attività insieme alla gente del territorio, per esempio laboratorio di pasticceria, colazione in mezzo agli alberi dei vicini. Gli ospiti raccolgono dagli alberi i frutti freschi e fanno colazione. Durante l’anno scolastico ospitiamo scolaresche sempre con un’idea di base, in questo caso il fare comprendere e assimilare che il rispetto delle regole è vantaggioso. Ci riusciamo proponendo giochi ed attività di gruppo dove i ragazzi capiscono che lavorare in squadra è conveniente. Chi non rispetta le regole, come ad esempio la mafia, finisce con l’avere problemi, chi rispetta le regole invece si diverte. I ragazzi fanno dunque attività in tre parchi realizzati grazie ad un progetto finanziato dalla Fondazione con il Sud e dalla Fondazione Vismara. A Isola Capo Rizzuto, nel parco mountain bike e a Cirò nel parco botanico entrambi gestiti dal partner Terre Joniche e a Cropani, nel parco di educazione stradale. Come mai un parco per l’educazione stradale? Perchè anche attraverso un percorso con mini car e mini moto i ragazzi imparano l’importanza del rispetto delle regole. Se guido bene, mi diverto; se guido male provoco incidenti. Un metodo divertente per far capire che chi fa il furbo e non rispetta le regole, prima o poi ha problemi, chi invece si attiene alle regole si diverte. Alla fine del percorso i ragazzi ricevono anche una mini patente.

Come mai proprio l’associazione “Amici del Tedesco” ha deciso di realizzare questo progetto?
Perché abbiamo voluto coniugare l’efficienza tipica dei paesi tedeschi con la cordialità tipica del Sud. Tra i partner del progetto c’è il comune di Hamm che ha inviato numerosi giovani ed anche una squadra di Hockey. Per i tedeschi la Calabria è l’ideale: ha spiagge bellissime, natura incontaminata e soprattutto tanta cordialità. La pandemia vi ha creato problemi? Quali? Come pensate di superarli? Purtroppo si è interrotto il ciclo delle classi scolastiche. Per l’estate pensiamo invece positivo. Abbiamo già alcune prenotazioni. Di sicuro avremo un calo rispetto all’anno scorso. Ma già per fine agosto siamo pieni con un gruppo di trentini. Appena la normativa lo permetterà, riavremo le classi scolastiche.

(ITALPRESS)

Zanardi in condizioni stazionarie ma il quadro neurologico resta grave

SIENA (ITALPRESS) – Nessuna novità di rilievo: le condizioni di Alex Zanardi restano stazionarie ma il quadro è ancora grave. A 24 ore dal secondo intervento neurochirurgico a cui è stato sottoposto l’ex pilota di Formula Uno, il bollettino medico del policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena fa sapere che il 53enne campione bolognese “presenta condizioni cliniche stazionarie ed un decorso stabile dal punto di vista neurologico, il cui quadro rimane grave”. Zanardi, pertanto, resta ricoverato nel reparto di terapia intensiva, “sedato e intubato, e la prognosi rimane riservata”, fanno sapere dall’ospedale, precisando che “in accordo con la famiglia non saranno diramati altri bollettini medici in assenza di significativi sviluppi”.
(ITALPRESS).

Progetti di turismo responsabile e sociale nel palermitano

Nei primi giorni di chiusura per l’emergenza Covid-19 un gruppo di imprese sociali – tutte con sede a Palermo e tutte attive in progetti di turismo responsabile e sociale nel territorio di Palermo e della sua provincia, si è incontrato per attivare insieme azioni comuni di resistenza e ripartenza.
Palma Nana, cooperativa e tour operator che dal 1983 progetta, gestisce percorsi e attività sul territorio regionale e del sud Italia, attraverso azioni di Educazione all’Ambiente, alla sostenibilità ed ai rapporti umani e di Turismo Responsabile proponendo attività finalizzate alla diffusione di una coscienza ecologica e sostenibile di tutti i cittadini tramite progetti, laboratori, esperienze, soggiorni, viaggi e tour. Libera g(i)usto di viaggiare è il progetto che si occupa di turismo responsabile legato alla valorizzazione dei beni confiscati e dei territori dove operano le cooperative di Libera Terra.
L’offerta turistica proposta è pienamente ispirata ai principi che regolano l’azione di Libera e rappresenta un ulteriore strumento per la valorizzazione dei beni liberati dalle mafie e per il territorio in cui insistono creando nuove opportunità occupazionali.
Moltivolti, impresa sociale al cui interno ha un ristorante e un coworking. Nasce da un gruppo di 14 persone provenienti da 8 paesi diversi, che animano uno spazio pensato e strutturato per offrire dignità, cittadinanza e valore a partire dalla diversità. Un progetto di comunità intimamente connesso con il quartiere di Ballarò a Palermo, che cresce in equilibrio con il variopinto mercato popolato da vecchi e dai nuovi cittadini. Offre servizi di ristorazione, esperienze culinarie, animazione sociale.
Addiopizzo Travel, cooperativa sociale e tour operator che propone turismo etico per chi dice no alla mafia. Alla scoperta dei luoghi e delle storie più significative della lotta antimafia, per regalare un’esperienza di vera partecipazione, con la consapevolezza di non lasciare nemmeno un centesimo alla mafia.
Mare Memoria viva, ecomuseo urbano gestito attraverso un innovativo esperimento di partnership pubblico-privata, uno spazio di comunità e cultura, creato insieme agli abitanti delle borgate marinare, che ospita una narrazione corale, audiovisiva e multimediale di storie di Palermo, vista e raccontata dai suoi abitanti, Offre visite, laboratori e attività di formazione.
Hanno valori in comune e credono tutte nella possibilità di poter costruire una società più giusta, equa, accogliente, responsabile, rispettosa delle persone, dei beni comuni e dell’ambiente.
Tutte “accolgono” ed emozionano mostrando una Sicilia che nessuno si aspetta. E’ attraverso l’accoglienza di gruppi, giovani e diversamente giovani, di cittadini, di migranti, di studenti vogliono valorizzare il proprio territorio, la sua storia, le sue bellezze, la sua cultura e dare luce al volto pulito della Sicilia che sa avviare percorsi concreti di cambiamento e riscatto, estirpando il malaffare e la mentalità mafiosa.

Quali problemi ha creato la pandemia e come pensate di superarli?
Ci risponde Fabrizio Giacalone uno dei fondatori di Palma Nana

“L’emergenza Covid-19 sta incidendo pesantemente sulle nostre economie perché in primavera lavoriamo tutti con gruppi scolastici che provengono da altre regioni italiane e dall’estero e tutti hanno disdetto i viaggi.
In questi giorni in cui tutti, con senso di responsabilità e rispetto, siamo rimasti a casa, abbiamo riflettuto sul come continuare a portare avanti il nostro impegno, il nostro sogno. Motivati da un solido presente, vogliamo creare le condizioni per un futuro che veda la comunità protagonista di un percorso di riscatto economico e sociale. Ed è proprio per questo che sentiamo il nostro sogno come un (bi)sogno.
Vivendo il presente, e guardando al futuro di questa terra, abbiamo pensato ai giovani della nostra terra. Soprattutto quelli con meno possibilità, a cui offrire esperienze che potrebbero diventare stimolo per soddisfare insieme il loro (bi)sogno di riscatto e rilancio.
Palma Nana ha attivato subito dopo il lockdown un progetto di turismo di comunità a Sant’Ambrogio, un piccolo borgo a 5 chilometri da Cefalù, incastonato in una collina sul mare, una comunità che si aggrega in un progetto turistico, una comunità che accoglie il viaggiatore per un weekend o per più giorni, che lo conduce alla conoscenza profonda di un territorio e dei suoi abitanti con i loro racconti, i loro occhi, le loro passioni. Un vero viaggio di turismo responsabile.
“Un progetto di turismo responsabile che vuole far vivere in prima persona al viaggiatore la vita quotidiana di una piccola collettività, la genuinità dei rapporti umani, la semplicità e la specificità della cultura e delle tradizioni locali, per un viaggiatore che ricerca un rapporto autentico con il territorio visitato e con le persone che vi abitano”, aggiunge Valeria Marino, responsabile delle attività di turismo responsabile della Palma Nana.

Ma è nata anche l’idea dei tour sospesi…. Come funzionano?
Attraverso il progetto Abbiamo un BI-sogno – prosegue Giacalone – chiediamo di regalare un “Tour sospeso”, cioè un’esperienza di turismo etico di conoscenza del territorio palermitano a bambini e ragazzi che altrimenti non potrebbero permettersela. Un modo per stare vicini alle comunità del territorio.
In pratica il donatore compra una o più esperienze: culinarie, civiche, ambientali e culturali. Le imprese sociali in rete le offriranno, non appena l’emergenza sarà rientrata, a bambini e ragazzi del territorio siciliano. Grazie a questo momento di “pausa”, quindi, la voglia è quella di creare delle nuove opportunità insieme. E’ un dono per giovani che ancora non conosciamo e che non ci conoscono, per rafforzare il loro senso di appartenenza alla propria città, al proprio territorio, alla ricerca di una nuova crescita sociale, economica e culturale e, perché no, vivere un vero viaggio nella propria città.

Quali tour offre il progetto?
Palermo si racconta: un walking tour guidato da Addiopizzo Travel per scoprire la ribellione antiracket e un pranzo o una cena da Moltivolti per entrare nella dimensione multietnica di una città che ritrova sé stessa nel nome della partecipazione e della solidarietà. Fra i vicoli si nascondono le cicatrici della mafia, ma anche le storie sorprendenti della recente riscossa e le esperienze sociali e culturali che ne stanno ridisegnando il volto.
Tour nell’Alto Belice corleonese per scoprire il progetto Libera Terra sul riutilizzo sociale dei beni confiscati, attraverso la realtà imprenditoriale delle cooperative agricole e sociali che li gestiscono. Un approfondimento storico sui grandi movimenti di lotte sociali contro la mafia del territorio tra le colline dell’Alto Belice Corleonese.
Palermo e il mare: un percorso tra storie di mare e di uomini con visita all’Ecomuseo Mare Memoria Viva (di cui parliamo in un’altra parte dell’approfondimento), museo interattivo che ci racconta le trasformazioni della costa palermitana; un laboratorio di educazione ambientale condotto da Palma Nana per conoscere le forme di vita presenti nei fondali e come la vita sottomarina è stata trasformata negli ultimi decenni; pranzo o cena da Moltivolti con cous cous di pesce.
(ITALPRESS).

La F.1 riparte dall’Austria. Binotto “Ma la vera Ferrari in Ungheria”

SPIELBERG (AUSTRIA) (ITALPRESS) – L’attesa è finita, è tempo di accendere i motori. Sono passati 109 giorni dalla cancellazione del Gran Premio d’Australia: dopo il lungo lockdown causato dalla pandemia, anche il circus è pronto a ripartire. Si torna in pista a Spielberg, anche se senza tifosi, per il primo di un inedito doppio appuntamento che darà finalmente il via al Mondiale 2020 di Formula Uno. Tante le incognite per domenica, e non solo perchè è la prima gara dell’anno a oltre quattro mesi dagli ultimi test di Barcellona. Test non entusiasmanti per la Ferrari, che in vista del weekend sceglie il basso profilo. “La SF1000 che sarà in pista sul circuito di Spielberg avrà la stessa configurazione vista nella parte finale dei test di Barcellona”, mette subito in chiaro Mattia Binotto, lasciando intendere senza troppi giri di parole che per vedere la vera Ferrari bisognerà attendere almeno un altro paio di settimane. “Le risultanze emerse dai test ci hanno imposto un importante cambio di direzione per quanto concerne lo sviluppo, soprattutto sul piano aerodinamico – le parole del team principal di Maranello a pochi giorni dall’accensione dei motori – L’obiettivo è portare in pista i nuovi sviluppi alla terza gara, quella del 19 luglio all’Hungaroring”. Questo non significa che in Austria la Ferrari farà da spettatrice. “Dobbiamo essere realisti pensando a quelli che sono i valori in campo espressi dai test, ma non per questo partiamo sconfitti”, avverte Sebastian Vettel. La Ferrari sarà in pista anche con un messaggio di supporto per Zanardi: lo sticker #ForzaAlex sarà visibile da entrambi i lati del roll hoop.
(ITALPRESS).