NAPOLI (ITALPRESS) – Il giornalista Emilio Fede è stato arrestato per evasione mentre ieri sera cenava con la moglie in un ristorante del lungomare di via Partenope a Napoli. Lo riferisce il sito del quotidiano il Roma. L’ex direttore del tg4 era appena arrivato da Milano per festeggiare con la moglie il suo 89esimo compleanno (24 giugno). I carabinieri in borghese lo hanno individuato invitandolo a rientrare in albergo. Il giornalista sarebbe considerato latitante per evasione, avendo lasciato la sua abitazione di Milano, dove, dopo aver scontato 7 mesi di domiciliari, doveva completare la pena con 4 anni di servizi sociali.
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Emilio Fede arrestato a Napoli per evasione dai domiciliari
Salvini “Sull’Iva c’è l’ennesimo furto a danno delle imprese”
PALERMO (ITALPRESS) – “Ma come si fa? Invece di tagliare le tasse alle piccole e grandi imprese, il governo chiede all’Europa di dissanguarle per altri tre anni, trattenendo miliardi di IVA, una liquidità vitale per aziende già in difficoltà. Lotteremo anche contro questo ennesimo furto”. Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini a proposito dello split payment che dovrebbe ottenere il via libera della Commissione europea. Si tratta del meccanismo che trattiene l’Iva alla fonte per le imprese che lavorano con soggetti pubblici.
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Disarticolato mandamento mafioso a Palermo, 10 arresti
PALERMO (ITALPRESS) – Operazione antimafia dei carabinieri del Comando provinciale di Palermo, che hanno inferto un nuovo colpo al mandamento mafioso di Tommaso Natale. I militari hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 10 indagati, 9 in carcere e 1 ai domiciliari, ritenuti a vario titolo responsabili di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsioni aggravate, furto aggravato, violazione delle prescrizioni imposte dalle misure preventive. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Palermo, su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia.
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Colpo alla famiglia di Messina Denaro, beni confiscati al cognato
TRAPANI (ITALPRESS) – Beni per un valore di 250mila euro sono stati confiscati dalla Dia di Trapani, coordinata dalla Procura di Marsala, a Gaspare Como, commerciante di Castelvetrano e cognato di Matteo Messina Denaro (per averne sposato la sorella Bice Maria), già sorvegliato speciale di pubblica sicurezza, attualmente detenuto per associazione a delinquere di tipo mafioso. La confisca è stata disposta dal Tribunale di Marsala al termine del procedimento penale che ha portato alla condanna di Como a 3 anni e 6 mesi di reclusione, per trasferimento fraudolento di valori, e, per concorso nello stesso reato, alla pena di un anno e sei mesi a carico di Gianvito Paladino e di Bice Maria Messina Denaro.
La sentenza, integralmente confermata dalla Corte d’Appello di Palermo, è divenuta definitiva a seguito della dichiarazione di inammissibilità, da parte della Cassazione, in ordine al ricorso presentato dai condannati. I beni sottoposti a confisca definitiva, già sequestrati dalla Dia nel 2013, sono un’attività commerciale di vendita d’abbigliamento, un locale di circa 200 mq a Castelvetrano – intestato a Valentina Como (sorella di Gaspare) – e una costosa auto di grossa cilindrata.
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Colpo a clan mafioso di Catania, arresti e sequestri di beni
CATANIA (ITALPRESS) – Operazione antimafia della Polizia di Stato di Catania, volta a disarticolare una cosca mafiosa. Centinaia di poliziotti, con i Reparti Speciali ed i Nuclei Investigativi, coordinati dalla Dda etnea e dal Servizio Centrale Operativo, sono impegnati nell’esecuzione di 52 misure, di cui 44 di custodia cautelare in carcere, a carico di appartenenti al clan mafioso “Cappello-Bonaccorsi”. Coinvolte anche mogli e figli dei boss. L’operazione, denominata Camaleonte, è coordinata dalla Procura Distrettuale di Catania. Sono in corso perquisizioni e sequestri di beni nel capoluogo etneo.
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La Juventus passa a Bologna, in gol Ronaldo e Dybala
BOLOGNA (ITALPRESS) – La Juventus riprende a correre e riscatta, per quanto possibile, la sconfitta in Coppa Italia contro il Napoli. Il successo esterno per 2-0 contro il Bologna nella 27^ giornata di Serie A non è mai in discussione per gli uomini di Maurizio Sarri, che chiudono i conti nel primo tempo con il rigore di Cristiano Ronaldo e la perla di Dybala. Un Dall’Ara privo di ogni tipo di incitamento, esclusi quelli mai contenuti di Sinisa Mihajlovic, non agevola il tentativo d’impresa della squadra rossoblù che rimane comunque con un margine rassicurante sulla terzultima in classifica (Lecce a -9). I campioni d’Italia in carica si confermano al comando della Serie A e allungano momentaneamente sulla Lazio (+4), che mercoledì è attesa dal probante test con l’Atalanta. La trasferta di Bologna sorride alla Juventus sin dai primi minuti: si nota un approccio decisamente differente rispetto alle due gare di Coppa Italia, a partire dallo stesso Ronaldo che al 6′ trova l’opposizione di Skorupski su un destro insidioso dal limite. L’episodio che indirizza il primo tempo – e in qualche modo la partita – è la trattenuta ingenua di Denswil ai danni di De Ligt in area: Rocchi si corregge, andando al monitor del Var e assegnando il penalty al 23′. CR7 è più affamato che mai e rompe gli equilibri dal dischetto con un tiro centrale. La reazione rossoblù è timida e al 36′ ecco il colpo del ko firmato da Paulo Dybala: tacco geniale di Bernardeschi per l’argentino, che prende la mira e piazza un sinistro perfetto sotto l’incrocio dai 25 metri. L’avvio di ripresa è ancora a tinte bianconere: protagonista Bernardeschi da posizione defilata con una traiettoria imprendibile che va a stamparsi sul palo. Polemiche ed episodio dubbio invece nell’area ospite: De Sciglio rischia calciando pallone e Barrow in area di rigore. Tutto regolare per Rocchi a mezz’ora dal fischio finale. Le forze fresche messe in campo da Mihajlovic non cambiano le sorti della contesa. Nel finale Ronaldo segna anche il terzo gol, ma l’arbitro annulla per il fuorigioco di partenza di Douglas Costa. Poi il Danilo bianconero lascia i compagni in dieci facendosi ingenuamente espellere. Ma la Juve vince e ora tocca a Simone Inzaghi rispondere e tenere in vita la lotta scudetto più equilibrata degli ultimi anni.
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Calcio in lutto, morto a 73 anni Pierino Prati
MILANO (ITALPRESS) – Calcio in lutto per la scomparsa a 73 anni di Pierino Prati, ex attaccante che ha giocato con le maglie di Milan, Roma e Fiorentina ed anche in Nazionale. Proprio con la squadra rossonera (209 gare e 102 gol totali) ha ottenuto i maggiori successi: scudetto nel 1968, due Coppe Italia nel 1972 e 1973, ma soprattutto due Coppe delle Coppe (1968 e 1973), la Coppa campioni del 1969 (suoi tre gol nella finale contro l’Ajax) e la Coppa Intercontinentale dello stesso anno. Con la Nazionale si è laureato campione d’Europa nel 1968, nello stesso anno in cui aveva vinto il titolo di capocannoniere, mentre nel 1970 faceva parte della squadra vicecampione del mondo in Messico. Cinque stagioni anche alla Roma (110 gare e 41 gol), quindi una stagione alla Fiorentina ed una esperienza americana con la maglia del Rochester Lancers prima di chiudere la carriera al Savona nel 1981. “Ha chiuso gli occhi un gigante della nostra Storia. Dal Bernabeu alla Bombonera: Piero Prati ha dato lustro in tutto il mondo ai colori rossoneri” il ricordo del Milan. “Riposa in Pace Grande Pierino” ha scritto invece Bruno Conti sul proprio profilo instagram, postando una foto che lo ritrae con Prati ai tempi della Roma. “E’ una notizia molto triste, faccio le condoglianze alla famiglia. Per mio padre era un simbolo e un idolo, oltre ad essere stato un grande attaccante e una persona splendida. Ultimamente il calcio italiano sta perdendo grandi persone” le parole del ds del Bologna Riccardo Bigon, figlio di Alberto compagno di Prati ai tempi del Milan, che ha dedicato la vittoria di Lecce al suo ex giocatore. “A nome di tutto il Milan voglio ricordare Pierino Prati, scomparso oggi. Gli dedichiamo la vittoria e siamo vicini ai suoi familiari” le parole di Pioli.
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Pezzella risponde al rigore di Donnarumma, Fiorentina-Brescia 1-1
FIRENZE (ITALPRESS) – La Fiorentina ricomincia il suo campionato non andando oltre il pareggio casalingo contro il Brescia. E’ la squadra viola a fare la partita ma alla prima vera azione offensiva il Brescia si conquista un rigore per fallo in area di Caceres su Dessena. Donnarumma dal dischetto spiazza Dragowski e rende la gara viola tutta in salita. I padroni di casa provano subito a reagire e al 20′ servono i pugni di Joronen per respingere un sinistro di Chiesa dal limite dell’area ben servito da Ribery, quest’ultimo schierato a sorpresa dal 1′. Sono le prove generali del pareggio viola che arriva al 28′ quando su calcio d’angolo di Pulgar, Pezzella di testa anticipa tutta la difesa ospite e fa 1-1. La prima chance della ripresa è degli ospiti con Zmrhail che costringe Dragowski ad una difficile respinta, poi i viola si vedono poi annullare due reti nel giro di 120 secondi: prima a Ribery, poi a Vlahovic. La Fiorentina rimane in dieci al 70′ per l’espulsione di Caceres e per proteste viene allontanato dal campo anche il tecnico gigliato. Serve un super Joronen a dire no a Pezzella che di testa al 75′ lo impensierisce ancora seriamente. E’ l’ultima vera chance per i viola mentre Dragowski pochi istanti prima del triplice fischio finale deve compiere un autentico miracolo su Dessena per evitare un ko che per i toscani sarebbe stato clamoroso.
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