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“I can’t breathe”, a Roma e Milano manifestazioni per George Floyd

ROMA (ITALPRESS) – In migliaia hanno partecipato al sit-in in piazza del Popolo, a Roma, per la manifestazione “I can’t breathe – Black lives matter”, che segue quelle analoghe che si sono svolte in diverse città degli Stati Uniti e del mondo per ricordare George Floyd, il 46enne di colore ucciso dalla polizia a Minneapolis. Tra gli organizzatori della manifestazione nella Capitale Fridays for Future Rome e il movimento delle Sardine. I partecipanti al sit-in si sono inginocchiati per otto minuti e quarantasei secondi, la stessa durata del soffocamento di Floyd da parte di un agente di polizia con il ginocchio.
A Milano si è tenuta la manifestazione “Il razzismo non ci fa respirare”, in piazza Duca d’Aosta davanti alla Stazione Centrale. Molti i giovani presenti, muniti di mascherine e nel rispetto del distanziamento sociale, con in mano cartelli che chiedono di non tacere su violenza e razzismo e la scritta “Black lives matter” (“le vite dei neri contano”) apparsa nelle manifestazioni dedicate a Floyd negli Stati Uniti.
Organizzata dall’associazione il “Razzismo brutta storia”, la protesta pacifica, iniziata alle 16, si è poi spostata verso il centro della città.
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Coronavirus, dimessi e guariti superano quota 165 mila

ROMA (ITALPRESS) – A oggi il totale delle persone in Italia che hanno contratto il coronavirus che causa il Covid-19 è di 234.998, con un incremento rispetto a ieri di 197 nuovi casi.
Il numero totale di attualmente positivi è di 35.262, con una decrescita di 615 assistiti rispetto a ieri.
Tra gli attualmente positivi, 287 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 6 pazienti rispetto a ieri.
4.864 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 138 pazienti rispetto a ieri.
30.111 persone, pari all’85% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi.
Rispetto a ieri i deceduti sono 53 e portano il totale a 33.899. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 165.837, con un incremento di 759 persone rispetto a ieri.
Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 19.420 in Lombardia, 3.962 in Piemonte, 2.328 in Emilia-Romagna, 1.085 in Veneto, 750 in Toscana, 243 in Liguria, 2.690 nel Lazio, 1.159 nelle Marche, 725 in Campania, 733 in Puglia, 82 nella Provincia autonoma di Trento, 862 in Sicilia, 151 in Friuli Venezia Giulia, 653 in Abruzzo, 97 nella Provincia autonoma di Bolzano, 29 in Umbria, 59 in Sardegna, 9 in Valle d’Aosta, 91 in Calabria, 120 in Molise e 14 in Basilicata.
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Ponte sullo Stretto, l’eterno ritorno

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Alla domanda posta sulla fattibilità del ponte sullo Stretto, il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte ha risposto con diplomazia, affermando che non ha pregiudizi e che ne discuterà in seguito, anche se le opere da fare in altre zone d’Italia sono altrettanto importanti. Ma la verità è che si è già scatenata la contrarietà al ponte a partire da Beppe Grillo, che qualcosa pur conterà nel MoVimento 5 Stelle. La questione della costruzione del ponte è stata riaperta giorni fa da Matteo Renzi, dopo che negli anni, ciclicamente, ogni volta che la questione è stata ripresentata, puntualmente si è visto costituire un “rassemblement” agguerrito di oppositori: ognuno con una motivazione diversa e che comunque ha portato l’opera fuori da ogni orbita di impegno governativo. Tra i contrari, alcuni hanno sentenziato che le opere necessarie per la Sicilia, la Calabria e il Sud sono altre, e che bisogna evitare sprechi. Ma nel Sud, isole comprese, non si investe da quando si è rimossa la Cassa del Mezzogiorno. Poi ci sono quelli che paventano le mani della mafia sulla eventuale costruzione, ma è la posizione più incredibile: equivale a dire che il meridione non dovrà esistere.

Poi ci sono i cinici, e bisogna ammettere che sono tra i più sfacciati: affermano che l’opera è tecnicamente non realizzabile e comunque rischiosa. Insomma per analizzare ogni faccia della avversione, richiederebbe tempo e potrebbe portare a conclusioni che forse è meglio non sviluppare qui, per non arrivare a conclusioni non facilmente dicibili. Penso che, passati tanti anni senza risultato, si può affermare senza timore alcuno che il tema è solo uno: quando c’è di mezzo un investimento al Sud, tutto congiura per non fare nulla. Insomma è una storia vecchia come il tempo passato dall’unita d’Italia ad oggi. Non è stato così per le ferrovie? E i porti? Poi possiamo citare le autostrade, gli acquedotti, gli elettrodotti, la banda larga, etc, etc, etc. Basti vedere nell’ultimo trentennio quante opere sono state realizzate a nord e a sud per capire che qualcosa non va. E intanto in qualsiasi altra parte del mondo le cose si fanno eccome! In condizioni normali, i popoli nella storia sono portati ad intraprendere grandi realizzazioni in ogni epoca. Venti anni fa si è potuto realizzare il più lungo ponte d’Europa che collega la capitale danese Copenaghen con la città svedese Malmoe; in Brasile si è collegata la terra ferma con l’isola di Florianopolis.

A Istanbul circa trenta anni fa si è edificato un grande ponte che ha collegato le due sponde turche dall’Asia all’Europa; il Golden Gate bridge di San Francisco ha unito le due punte della sua baia, per circa 3 km di ponte, solo per citare alcuni. Eppure la Sicilia ha un mercato di 5 milioni di abitanti ed è la porta del nord Africa; 2 milioni ne ha la Calabria e altri 10 milioni il Sud continentale, che potrebbe incrementare significativamente i propri flussi commerciali. Vorrei fare un esempio: Il ponte che collega Svezia e Danimarca interessa 15 milioni di persone. Ci vogliamo domandare del perché lì scatta la spinta del fattore economico e nello stretto italiano no? A questa domanda bisognerà pur dare risposta, soprattutto in questi particolari frangenti che stiamo vivendo. Si dice che questo è un tempo straordinario e che bisogna saper reagire cambiando le rotte infauste seguite nell’ultimo ventennio; allora si realizzi il Ponte sullo stretto che ci potrà riportare nel novero dei popoli che sanno osare. Lo si compia anche perché quell’area vasta del nostro paese ha bisogno di tornare nella logica dello sviluppo, ed è proprio quello che occorre per la economia nazionale che vede una distanza economica sempre più profonda tra nord e sud. Ma a pensarci bene, il solo fatto di sfidarci con una opera ardita, di per sé basta e avanza per dimostrare di essere ancora capaci di affrontare con fiducia il futuro che dipende proprio da noi.

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Fis, approvata la variazione di bilancio a sostegno della ripartenza

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La Federscherma dà una spinta per la ripartenza. Oggi si è svolta in videoconferenza la seduta di giugno del Consiglio federale dove sono stati affrontato i punti di carattere amministrativo, tra cui la variazione di bilancio che, stante le minori spese dettate dallo stop all’attività agonistica, prevede un imponente flusso economico in uscita e destinato alle società, agli atleti ed ai tecnici. “In questo modo si dà concretezza alla manovra poderosa che avevamo già previsto nel corso della scorsa seduta del Consiglio federale – ha spiega il presidente, Giorgio Scarso – e che si esplicita in contributi diretti ed indiretti destinati a tutte le componenti il mondo della scherma italiana”. Per quanto concerne le società che si riaffilieranno, il Consiglio federale ha confermato la previsione di un contributo straordinario che si articolerà in una quota fissa di 1000 euro e di una quota variabile che sarà determinata dal numero di atleti agonisti tesserati alla data del 15 marzo 2020 che si ri-tessereranno come agonisti per la nuova stagione entro il 15 dicembre 2020. Inoltre, grazie alle ulteriori risorse messe a disposizione da Sport e Salute, svincolando i finanziamenti per il progetto “Sport di Tutti”, il Consiglio federale ha previsto l’erogazione di un ulteriore contributo di 300 euro, che punta ad alleviare le spese per la sanificazione e l’igienizzazione, e che sarà destinato alle società che si riaffilieranno per la stagione 2020-2021. Approntato anche lo studio di un ulteriore contributo che sarà destinato alle società in base alla percentuale di nuovi tesserati per la stagione 2020-2021. Inoltre, per le 81 società che svolgono attività paralimpica, è stata approvata la bozza di ripartizione delle risorse messe a disposizione, quale contributo, dal Comitato Italiano Paralimpico e che lo stesso erogherà direttamente agli affiliati. In riferimento agli atleti ed ai tecnici, il Consiglio federale ha delibrato l’integrazione dell’indennità di allenamento degli atleti di interesse nazionale e la collaboratione tecnica dei maestri degli atleti stessi. tra i punti dell’area tecnico-sportiva, i rappresentanti eletti hanno avviato la valutazione su alcune proposte di rimodulazione del calendario agonistico per la stagione 2020-2021 che, nel solco di quanto già indicato sarà vissuta come una “stagione di transizione”. Le ipotesi relative al nuovo calendario federale ed alle nuove disposizioni per l’attività agonistica puntano sulla regionalizzazione delle gare per poi una fase nazionale limitata ai qualificati da svolgersi nella fase conclusiva della stagione, oltre anche ad una diversificazione dei numeri di qualificati in base alle varie armi ed allo storico dei partecipanti alle diverse competizioni. I consiglieri federali hanno poi preso visione delle relazioni sul lavoro svolto dai ct delle Nazionali olimpiche e paralimpiche e preso atto delle convocazioni per i primi allenamenti collegiali degli azzurri, scaglionati per specialità e che saranno utili per una ripresa dell’attività di preparazione atletica oltre che per l’analisi tattica e tecnica. Infine, oltre ad aver preso atto della possibilità di accedere a mutui liquidità, a tasso zero, offerti dal Credito Sportivo, il Consiglio ha discusso in merito al regolamento sulla “Safeguarding Policy” federale ed ha approvato la bozza di un bando per un contest video proposto dalla Commissione Propaganda, volto a premiare la società affiliata che avrà realizzato il miglior video promozionale sulla scherma.
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Giuntoli “Napoli avanti con Mertens e Gattuso”

NAPOLI (ITALPRESS) – Gattuso e Mertens faranno parte del Napoli della prossima stagione, su Callejon e Milik resta un grosso punto interrogativo ma se andranno via, verranno sostituiti, portando avanti un progetto che mira a riportare gli azzurri al vertice del calcio italiano. In attesa che la stagione 2019-20 riparta, si lavora già per il futuro e questo vale anche per il Napoli. “Ora pensiamo ai rinnovi, quelli di Zielinski e Mertens sono i più vicini, poi si vende chi non ha voglia di restare e in base a tutto questo cercheremo di capire che innesti fare”, sottolinea il ds Cristiano Giuntoli, ospite de “Il calciomercato che verrà” su Sky Sport. Il 33enne folletto belga, in scadenza a fine stagione, resterà dunque in azzurro. “Con Mertens siamo abbastanza avanti: da parte nostra c’è la volontà di tenerlo e lui vuole rimanere – conferma Giuntoli – Ha dimostrato grande attaccamento alla maglia, speriamo a breve ci possa essere questo annuncio. Callejon? Non ha ancora deciso cosa fare in futuro. Questa è casa sua, ci farà sapere”. Per quanto riguarda invece Milik, “se non volesse rimanere, andrà sul mercato. Io penso sempre che i calciatori possano rimanere ma l’importante è essere coerenti: se uno deve rimanere, lo deve fare con la testa giusta altrimenti è meglio che vada”. Ma quello che verrà sarà soprattutto il Napoli di Gattuso. “Ci siamo trovati molto bene con Rino, ne abbiamo apprezzato sia le doti tecniche che umane. C’è la volontà di andare avanti con lui, stiamo progettando il Napoli insieme e non vedo grossi problemi”.
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Coronavirus, Arcuri “Distribuite 390 milioni di mascherine”

ROMA (ITALPRESS) – “I primi giorni dopo il mio incarico, facevamo fatica a mandare le mascherine anche al personale sanitario. In questi 80 giorni ne abbiamo distribuite 390 milioni, ne abbiamo una quantità sufficiente. La libertà va sempre tutelata. Facciamo in modo che le farmacie e la grande distribuzioni possano venderle al prezzo giusto. Oltre il 50% dei nostri ordini è eseguito con aziende italiane”. Lo ha detto Domenico Arcuri, commissario straordinario all’emergenza, durante la trasmissione “Mezz’ora in più” su Rai Tre.
“Abbiamo più del doppio dei posti in terapia intensiva, continuiamo ad aumentarli – ha proseguito -. Il problema sui tamponi e sui reagenti è stato risolto: sono stati eseguiti 40 mila tamponi al giorno dall’inizio dell’emergenza. Oggi siamo in condizione di farne 92 mila al giorno”.
Il commissario ha parlato anche dell’app Immuni, definendola “una componente molto utile”. “Il tracciamento è qualcosa di essenziale, 2 milioni di italiani l’hanno già scaricata – ha aggiunto -. Non abbiamo ancora cominciato una comunicazione massiccia per promuoverla, ma in questi tre mesi ho capito che gli italiani sanno cosa devono fare”.
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Preziosi “Non credo blocco retrocessioni passerà in Consiglio Figc”

ROMA (ITALPRESS) – Non ci sarà alcuno stop alle retrocessioni. La richiesta della Lega di serie A qualora il campionato dovesse fermarsi definitivamente, a detta di Enrico Preziosi, non passerà domani in Consiglio Federale. “Prevedo che la nostra richiesta di un blocco delle retrocessioni in caso di nuova interruzione del campionato non venga presa in considerazione – le parole del presidente del Genoa ai microfoni di ‘Domenica Sport’ su Rai Radio 1 – La nostra è una proposta, un’indicazione: la Figc ha l’autonomia sufficiente per decidere e noi dobbiamo rispettarlo. Abbiamo anche chiesto in via subordinata una limitazione delle retrocessioni, ma dovremo attenerci alle decisioni della Federcalcio”. Il rischio però che il campionato non si concluda c’è ancora. “Il nocciolo della questione sta nella norma sulla quarantena di 14 giorni per tutta la squadra se viene fuori un nuovo positivo al Covid-19. Una regola che riguarda solo il calcio e nessuna altra azienda: questo complica il prosieguo della Serie A e crea timori. Ci serve un aiuto da parte del Governo, la norma va modificata e allora riusciremo certamente a concludere il campionato”.
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Università, Manfredi “Interverremo su tasse e borse di studio”

ROMA (ITALPRESS) – “Interverremo sulle tasse universitarie, fino a 20.000 euro di Isee non si pagheranno, mentre dai 20.000 ai 30.000 ci saranno sconti e interventi specifici per quelle famiglie che hanno subito un calo improvviso nel reddito. Abbiamo incrementato anche il fondo delle borse di studio per un allargamento dell’accesso e dei bonus per il digital divide”.
Lo ha detto il ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi a SkyTg24. “L’esame di Stato per l’accesso alle professioni è deciso dalla Costituzione, il percorso che abbiamo iniziato è quello di rendere la laurea abilitante anche per ordini di professioni come farmacia, odontoiatria, veterinaria che prevedono un numero importante di tirocini. Presenterò il disegno di legge nelle prossime settimane, mi auguro che i percorsi possano essere abilitanti già dal prossimo anno”, ha aggiunto. Quanto alla ripresa delle lezioni, il ministro ha sottolineato come “sarà una didattica in presenza con integrazione a distanza. Dobbiamo dare una risposta a due problemi: l’affollamento delle aule e studenti stranieri e fuori sede. Il plexiglass? Non ci stiamo neppure pensando per l’università, lavoriamo su una diversa organizzazione magari anche con rotazione”.
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