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Coronavirus, cinque giocatori del Barcellona sono stati positivi

BARCELLONA (SPAGNA) (ITALPRESS) – Il Barcellona ha avuto cinque giocatori e due membri dello staff tecnico positivi al Covid-19. A svelarlo, l’emittente Rac 1. Le positività sono emerse dai test condotti dal club blaugrana lo scorso 6 maggio, prima di riprendere gli allenamenti presso la struttura di Sant Joan Despì. I sette tesserati, tutti asintomatici, risultavano aver contratto nelle settimane passate il virus e di essere guariti. Gli ultimi controlli sono stati invece tutti negativi, tanto che il tecnico Quique Setien ha a disposizione tutto il suo organico. Messi e compagni torneranno in campo alla ripresa della Liga il 16 giugno contro il Leganes.
(ITALPRESS).

2 giugno, Mattarella depone corona all’Altare della Patria

ROMA (ITALPRESS) – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha deposto una corona all’Altare della Patria, in occasione della festa del 2 giugno. Quindi il passaggio delle Frecce Tricolori, che hanno concluso la cerimonia per la festa della Repubblica.
Il capo dello Stato dopo la cerimonia si recherà a Codogno dove incontrerà le autorità locali presso il municipio.
(ITALPRESS).

Mattarella “La risalita non sarà veloce ma insieme ce la faremo”

ROMA (ITALPRESS) – “Dobbiamo avere piena consapevolezza delle difficoltà che abbiamo di fronte, la risalita non sarà veloce, la ricostruzione sarà impegnativa, per qualche aspetto sofferta”. Lo ha detto il capo dello Stato, Sergio Mattarella, nel suo intervento in occasione del concerto per la Festa della Repubblica al Quirinale. “Serviranno coraggio e prudenza, il coraggio di guardare oltre i limiti dell’emergenza pensando al futuro e a quel che deve cambiare, la prudenza per tenere sotto controllo un possibile ritorno de virus imparando a conviverci in sicurezza per il tempo che sarà necessario all scienza per sconfiggerlo definitivamente”, ha aggiunto il presidente.
“Sono convinto che insieme ce la faremo. Che il legame che ci tiene uniti sarà più forte delle tensioni e delle difficoltà. Ma so anche che la condizione perchè questo avvenga sarà legata al fatto che ciascuno, partecipando alla ricostruzione che ci attende, ricerchi, come unico scopo, il perseguimento del bene della Repubblica come bene di tutti. Nessuno escluso – ha detto ancora Mattarella -. Domani mi recherò a Codogno, luogo simbolo dell’inizio di questo drammatico periodo, per rendere omaggio a tutte le vittime e per attestare il coraggio di tutte le italiane e tutti gli italiani, che hanno affrontato in prima linea, spesso in condizioni estreme, con coraggio e abnegazione, la lotta contro il coronavirus. Desidero ringraziarli tutti e ciascuno. L’Italia – in questa emergenza – ha mostrato il suo volto migliore. Sono fiero del mio Paese”.
“Dobbiamo avere piena consapevolezza delle difficoltà che abbiamo di fronte, la risalita non sarà veloce, la ricostruzione sarà impegnativa, per qualche aspetto sofferta – ha evidenziato il presidente -. Serviranno coraggio e prudenza, il coraggio di guardare oltre i limiti dell’emergenza pensando al futuro e a quel che deve cambiare, la prudenza per tenere sotto controllo un possibile ritorno de virus imparando a conviverci in sicurezza per il tempo che sarà necessario all scienza per sconfiggerlo definitivamente”.
Per Mattarella “questo giorno interpella tutti coloro che hanno una responsabilità istituzionale – a partire da me naturalmente – circa il dovere di essere all’altezza di quel dolore, di quella speranza, di quel bisogno di fiducia. Non si tratta di immaginare di sospendere o annullare la normale dialettica politica. La democrazia vive e si alimenta di confronto fra posizioni diverse”.
“Ma c’è qualcosa che viene prima della politica e che segna il suo limite – ha aggiunto il capo dello Stato -. Qualcosa che non è disponibile per nessuna maggioranza e per nessuna opposizione: l’unità morale, la condivisione di un unico destino, il sentirsi responsabili l’uno dell’altro. Una generazione con l’altra. Un territorio con l’altro. Un ambiente sociale con l’altro. Tutti parte di una stessa storia. Di uno stesso popolo. Mi permetto di invitare, ancora una volta, a trovare le tante ragioni di uno sforzo comune, che non attenua le differenze di posizione politica nè la diversità dei ruoli istituzionali. Siamo tutti chiamati a un impegno comune contro un gravissimo pericolo che ha investito la nostra Italia sul piano della salute, economico e sociale. Le sofferenze provocate dalla malattia non vanno brandite gli uni contro gli altri”.
(ITALPRESS).

RIMETTIAMO IN SOTTOFONDO “NOTTI MAGICHE”

Ho visto una foto di Gianna Nannini con Maradona. “Mi amava” – ha detto la cantante non facile a frivolezze che in realtà dev’essere stata colpita da un ricordo di gioventù. Già, eravamo tutti più giovani, trent’anni fa, e non solo all’anagrafe: stavamo vivendo un evento che documentava l’importanza dell’Italia nel mondo. Un Mondiale di calcio non si dà facilmente, soprattutto se non lo paghi, vedi il Qatar ma anche prima. E’ vero che tanti soldi finirono in tasche non previste, ma questa è un’altra storia. All’italiana. Italia Novanta- ricorderete – fu il Mondiale delle Notti Magiche.
“Notti magiche
inseguendo un goal
sotto il cielo
di un’estate italiana”
Bè, fossi nella Lega calcio, reduce da giorni difficili, arsenico e vecchi dispetti, oggi, annunciando il Calendario della Ripartenza, metterei in sottofondo quella cara vecchia canzone che agli “anta” dà ancora il ghiribizzo. Agli “enta” niente. Non sono smemorati, semplicemente non sanno. Ne chiamerei tanti, giocatori e narratori, a fare un esame sul calcio. Non dico di quesiti sul regolamento regolarmente ignorato, ma domande così: “Per lei cosa vuol dire Notti Magiche?”. Silenzio diffuso. Uno tira a indovinare: “Una rottura di balle”.
Esatto.
Solo 10 partite su 124 al pomeriggio – leggo – la metà di notte. E dunque io avrei commentato felice, anzi cantando: “Notti magiche, aspettando un gol!”. E invece non tutti sono d’accordo, compresi i signorini che il pomeriggio no, con quel caldo, ai quali auguro di non dover mai giocare un mondiale. (Ricordo Città del Messico 1986, la partita con la Francia a mezzogiorno, sconfitta bollente, sì, era caldo anche per loro, ma avevano Platini…e nessuno s’indignò, forse solo io che sudavo come una fontana!).
Con un pò d’intelligenza e di onestà, con un grazie infinito al destino che ci ha salvato e ci ha collocato in un luogo di divertimento e di benessere, si dovrebbe cantare in coro per la vitalità ritrovata con un gioco sociale che annuncia la prossima fine del tormento. E’ forse l’atto più importante che firmerà la vera fine del lockdown. Il calcio ci riporterà nelle città vuote che sembravano abbandonate e tuttavia ci apparvero così belle come mai le avevamo vedute. Il campionato ci riporterà negli stadi vuoti e silenziosi che sollecitano commenti amarissimi da parte di personaggi che solo per seminare zizzania parlano di vergogna.
A questi farei rivedere due immagini che non dimenticheremo mai: il silenzio e il deserto di Piazza San Pietro con Papa Francesco tutto solo a parlare al mondo; il silenzio e il deserto intorno al Vittoriano mentre il presidente Mattarella parla all’Italia.
Se poi volete rompere tutte le sere il silenzio negli stadi fate cantare ancora Gianna Nannini.

Mattarella “La risalita non sarà veloce ma ce la faremo”

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“Dobbiamo avere piena consapevolezza delle difficoltà che abbiamo di fronte, la risalita non sarà veloce, la ricostruzione sarà impegnativa, per qualche aspetto sofferta”. Lo ha detto il capo dello Stato, Sergio Mattarella, nel suo intervento in occasione del concerto per la Festa della Repubblica al Quirinale. “Serviranno coraggio e prudenza, il coraggio di guardare oltre i limiti dell’emergenza pensando al futuro e a quel che deve cambiare, la prudenza per tenere sotto controllo un possibile ritorno de virus imparando a conviverci in sicurezza per il tempo che sarà necessario all scienza per sconfiggerlo definitivamente”, ha aggiunto il presidente.
“Sono convinto che insieme ce la faremo. Che il legame che ci tiene uniti sarà più forte delle tensioni e delle difficoltà. Ma so anche che la condizione perché questo avvenga sarà legata al fatto che ciascuno, partecipando alla ricostruzione che ci attende, ricerchi, come unico scopo, il perseguimento del bene della Repubblica come bene di tutti. Nessuno escluso – ha detto ancora Mattarella -. Domani mi recherò a Codogno, luogo simbolo dell’inizio di questo drammatico periodo, per rendere omaggio a tutte le vittime e per attestare il coraggio di tutte le italiane e tutti gli italiani, che hanno affrontato in prima linea, spesso in condizioni estreme, con coraggio e abnegazione, la lotta contro il coronavirus. Desidero ringraziarli tutti e ciascuno. L’Italia – in questa emergenza – ha mostrato il suo volto migliore. Sono fiero del mio Paese”.
“Dobbiamo avere piena consapevolezza delle difficoltà che abbiamo di fronte, la risalita non sarà veloce, la ricostruzione sarà impegnativa, per qualche aspetto sofferta – ha evidenziato il presidente -. Serviranno coraggio e prudenza, il coraggio di guardare oltre i limiti dell’emergenza pensando al futuro e a quel che deve cambiare, la prudenza per tenere sotto controllo un possibile ritorno de virus imparando a conviverci in sicurezza per il tempo che sarà necessario all scienza per sconfiggerlo definitivamente”.
Per Mattarella “questo giorno interpella tutti coloro che hanno una responsabilità istituzionale – a partire da me naturalmente – circa il dovere di essere all’altezza di quel dolore, di quella speranza, di quel bisogno di fiducia. Non si tratta di immaginare di sospendere o annullare la normale dialettica politica. La democrazia vive e si alimenta di confronto fra posizioni diverse”.
“Ma c’è qualcosa che viene prima della politica e che segna il suo limite – ha aggiunto il capo dello Stato -. Qualcosa che non è disponibile per nessuna maggioranza e per nessuna opposizione: l’unità morale, la condivisione di un unico destino, il sentirsi responsabili l’uno dell’altro. Una generazione con l’altra. Un territorio con l’altro. Un ambiente sociale con l’altro. Tutti parte di una stessa storia. Di uno stesso popolo. Mi permetto di invitare, ancora una volta, a trovare le tante ragioni di uno sforzo comune, che non attenua le differenze di posizione politica né la diversità dei ruoli istituzionali. Siamo tutti chiamati a un impegno comune contro un gravissimo pericolo che ha investito la nostra Italia sul piano della salute, economico e sociale. Le sofferenze provocate dalla malattia non vanno brandite gli uni contro gli altri”.
(ITALPRESS).

Lega Serie A ufficializza calendario, si riparte con Torino-Parma

MILANO (ITALPRESS) – La Lega di serie A ha ufficializzato il calendario della ripartenza della serie A. Si tratta delle 124 gare – 4 recuperi e 12 giornate intere – che mancano per concludere il campionato, sospeso a causa del coronavirus. La ripresa della massima serie, prevista per il weekend 20-21 giugno con i quattro recuperi della 25a giornata, sarà preceduta dalla Coppa Italia con semifinali di ritorno e finale già annunciata per il 17 giugno a Roma.
Si riparte il 20 giugno con i recuperi della 6a giornata di ritorno: alle 19.30 Torino-Parma, quindi alle 21.45 Verona-Cagliari; domenica 21 alle 19.30 Atalanta-Sassuolo ed alle 21.45 Inter-Sampdoria.
(ITALPRESS).

Coronavirus: Rossi “C’è qualche risentimento per libera circolazione”

FIRENZE (ITALPRESS) – “La Lombardia evidentemente ha un peso nel panorama italiano per la sua forza economica, per la sua forza politica. Peso più che legittimo. I contagi, ovvero i positivi, che si aggiungono ogni giorno in Lombardia e Liguria, non sono neanche paragonabili a quelli di altre regioni. Quindi qualche risentimento in questa vicenda evidentemente c’è”. Così ha risposto il governatore della Toscana Enrico Rossi ospite ai
microfoni di Radio uno.

(ITALPRESS).

Dal Garante della Privacy via libera all’app “Immuni”

ROMA (ITALPRESS) – Il Garante per la protezione dei dati personali ha autorizzato il ministero della Salute ad avviare il trattamento relativo al Sistema di allerta Covid-19 (app “Immuni”). Sulla base della valutazione d’impatto trasmessa dal ministero, il trattamento di dati personali effettuato nell’ambito del Sistema “può essere considerato proporzionato, essendo state previste misure volte a garantire in misura sufficiente il rispetto dei diritti e le libertà degli interessati, che attenuano i rischi che potrebbero derivare da trattamento – spiega il Garante in una nota -. Tenuto conto della complessità del sistema di allerta e del numero dei soggetti potenzialmente coinvolti, il Garante ha comunque ritenuto di dare una serie di misure volte a rafforzare la sicurezza dei dati delle persone che scaricheranno la app. Tali misure potranno essere adottate nell’ambito della sperimentazione del Sistema, così da garantire che nella fase di attuazione ogni residua criticità sia risolta”.
In particolare, l’Autorità ha chiesto che “gli utenti siano informati adeguatamente in ordine al funzionamento dell’algoritmo di calcolo utilizzato per la valutazione del rischio di esposizione al contagio. E dovranno essere portati a conoscenza del fatto che il sistema potrebbe generare notifiche di esposizione che non sempre riflettono un’effettiva condizione di rischio. Gli utenti dovranno avere inoltre la possibilità di disattivare temporaneamente l’app attraverso una funzione facilmente accessibile nella schermata principale”.
I dati raccolti attraverso il sistema di allerta non potranno essere trattati per finalità non previste dalla norma che istituisce l’app.
Dovrà anche essere garantita la trasparenza del trattamento a fini statistico-epidemiologici dei dati raccolti e individuate modalità adeguate a proteggerli, evitando ogni forma di riassociazione a soggetti identificabili e adottando idonee misure di sicurezza e tecniche di anonimizzazione. Dovranno essere introdotte misure volte ad assicurare il tracciamento delle operazioni compiute dagli amministratori di sistema sui sistemi operativi, sulla rete e sulle basi dati.
(ITALPRESS).