GENOVA (ITALPRESS) – E’ stato inaugurato oggi a Genova il cantiere dello Scolmatore del torrente Bisagno, una galleria che sarà in grado di deviare parte del flusso verso il mare mettendo definitivamente in sicurezza il bacino teatro di numerose alluvioni negli anni passati. Alla partenza del primo scavo era presente la ministra dei trasporti Paola De Micheli accolta dal governatore e commissario straordinario dell’opera Giovanni Toti, dal sindaco Marco Bucci e da diversi esponenti politici del centrosinistra e del Movimento 5 Stelle. I lavori, finanziati per 160 milioni dal piano Italia Sicura, verranno eseguiti da un raggruppamento temporaneo di imprese capitanato dal consorzio stabile ReseArch che eseguirà i lavori insieme a Manelli Srl e Amec Srl. La galleria scolmatrice, lunga 6,6 chilometri, capterà il torrente nel quartiere di Molassana e scaricherà in mare 450 metri cubi d’acqua al secondo. La fine dei lavori è prevista nel 2024.
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Al via i lavori per la galleria Scolmatore sul Bisagno a Genova
Atto vandalico al Brennero, Rubata bandiera e imbrattata scritta Italia
BRENNERO (BOLZANO) (ITALPRESS) – Dopo la manifestazione di ieri, 29 maggio, in cui rappresentanti italiani e austriaci hanno chiesto la riapertura del confine tra i due Stati, nella notte ignoti vandali hanno rubato la bandiera italiana e imbrattato la scritta “Italia”. Ferma la condanna del Presidente del Consiglio regionale del Trentino Alto Adige Roberto Paccher: “La nostra terra è un esempio di pacifica convivenza e di dialogo e il nostro essere a cavallo di due mondi è la nostra più grande ricchezza. La manifestazione di ieri ha ribadito il bisogno di unità a nord e a sud delle Alpi ed era un invito al governo di Vienna a rivedere la sua posizione. Chiunque abbia fatto questo gesto, dimostra ignoranza e rafforza ancora di più la posizione di coloro che vorrebbero tenere chiuso il confine. Un gesto stupidamente miope che rischia di vanificare quello che era stato un momento di condivisione importante, danneggiando per primo proprio i sudtirolesi”.
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Coronavirus, Di Maio “non siamo un lazzaretto, esigiamo rispetto”
ROMA (ITALPRESS) – “In questi giorni ne ho sentite davvero tante sull’Italia. Non mi sembra il momento di fare polemiche, ma una cosa voglio dirla chiaramente: esigiamo rispetto. Bisogna misurare sempre le parole e le azioni. Se qualcuno pensa di trattarci come un lazzaretto allora sappia che non resteremo immobili. La pazienza ha un limite. E per carità, capisco anche la competizione tra singoli Stati, è legittima, a patto però che sia sana e leale. Perchè c’è un dato che rivendico con orgoglio: l’Italia è bella, unica, ha delle meraviglie pazzesche, delle spiagge fantastiche. E molto probabilmente non ha rivali.
Adesso sul tema della riapertura dei confini serve una risposta europea, perchè se si agisce in maniera diversa e scomposta viene meno lo spirito Ue. E crolla l’Europa”. Così su Facebook il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, commenta la decisione della Grecia e di altri paesi di chiudere i confini per i turisti italiani. “Come Ministero degli Affari Esteri stiamo lavorando senza sosta – aggiunge -. Mercoledì 3 giugno verrà a Roma il ministro degli Esteri francese Le Drian. Sarà il suo primo viaggio all’estero dopo il lockdown e siamo felici che abbia scelto il nostro Paese. Un attestato di vicinanza, che apprezziamo. Venerdì 5 invece io stesso andrò in Germania, sabato 6 sarò in Slovenia e martedì 9 in Grecia”.
“In questi incontri spiegherò ai miei colleghi che l’Italia dal 15 giugno è pronta a ricevere turisti stranieri e che agiremo con la massima trasparenza – sottolinea Di Maio -. La situazione interna, tutti i dati sui contagi, saranno sempre pubblici. Spiegherò loro che non accettiamo black list e che noi non abbiamo nulla da nascondere, anzi. Abbiamo sempre agito con responsabilità e trasparenza e continueremo a farlo. Ma proprio per questo, appunto, ci aspettiamo rispetto. Viva l’Italia, non molliamo mai”.
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Assolavoro, Ramazza “per rilancio contratti temporanei con più tutele”
MILANO (ITALPRESS) – In Italia sono a rischio circa un milione di posti di lavoro. Una vera e propria emergenza occupazionale che il governo dovrà affrontare anche con una serie di provvedimenti che vadano oltre le misure difensive e di contenimento messe in campo finora in campo occupazionale. Un suggerimento su come favorire la ripartenza del Paese, partendo proprio dal lavoro, è arrivato da chi, come le agenzie per il lavoro, da oltre 20 anni e con oltre 2,500 filiali in tutto il territorio nazionale, è impegnato quotidianamente sul campo della ricerca occupazionale. “Le imprese, anche dopo la fase più acuta della crisi, assumeranno ma in maniera cauta, con contratti temporanei – ha spiegato all’Italpress il presidente di Assolavoro, Alessandro Ramazza -. Un intervento del legislatore teso a privilegiare contratti di dipendenza, come quello in somministrazione, superando i limiti delle causali e il sovraccosto in caso di rinnovo, può limitare lo scivolamento verso forme meno tutelanti”. “Pochi giorni fa, in occasione della nostra assemblea, abbiamo presentato un manifesto con otto proposte fattive per favorire la ripartenza del Paese – ha detto ancora il numero uno di Assolavoro -. Tra queste, ci sono l’esigenza di percorsi in piena sicurezza, ma agili e con le giuste professionalità, la necessità di favorire i contratti, anche temporanei, ma con maggiori tutele per i lavoratori, e poi la formazione professionale finanziata con risorse pubbliche deve essere appannaggio solo di enti che dimostrino poi risultati in termini di placement. Infine, ci vuole un grande piano di alfabetizzazione digitale e percorsi di emersione dal lavoro nero. Ci aspettiamo che si punti a valorizzare le Agenzie per il Lavoro e lavoro in somministrazione”. Secondo Ramazza però, il Covid ha contribuito anche ad accelerare alcuni processi, come quello digitale, sviluppando alcuni nuovi “mestieri” come quello di esperto di cybersicurity o di verniciatore in ambienti robottizzati. In questa fase di accompagnamento delle imprese verso una ripresa in piena sicurezza e in agilità le Agenzie stanno poi cercando e formando la figura del “Covid Manager”, ovvero il referente unico aziendale per l’attuazione delle misure di prevenzione.
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Coronavirus, Fnomceo “Passi avanti sui dpi per gli operatori sanitari”
ROMA (ITALPRESS) – “Dopo oltre tre mesi dall’inizio dell’emergenza Covid-19, in questa fase si iniziano a vedere dei dispositivi di protezione individuale organicamente distribuiti a quasi tutti gli operatori”. Lo ha detto all’Italpress il presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli. “La situazione è in netto miglioramento e non solo – ha aggiunto – ma anche un’eccellente disponibilità da parte del ministro della Salute, Roberto Speranza e della Protezione Civile con il commissario Domenico Arcuri nel mettere a disposizione dell’intera categoria, e soprattutto anche dei liberi professionisti, l’acquisto dei dispositivi attraverso un canale dedicato a prezzi ovviamente calmierati e questo ci fa stare abbastanza tranquilli oggi rispetto al passato”.
Il territorio nella fase 1 è stato il punto debole del sistema e dove la pandemia ha dilagato maggiormente la motivazione può essere ascritta a una fragilità del sistema delle cure territoriali. “Abbiamo scritto sia al ministro Speranza, cui ho anche illustrato i nostri suggerimenti e al presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, dicendo che in questa fase è il territorio che gioca un ruolo importante”, ha sottolineato il presidente di FNOMCeO.
Per Anelli “si devono considerare i professionisti che lavorano sul territorio, come i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta, gli specialisti ambulatoriali interni ed esterni, delle vere e proprie sentinelle e nel momento in cui dovessero comparire dei sintomi, scatta un sistema di allerta che consente al medico di verificare attraverso un triage se quel paziente può essere considerato un caso sospetto di Covid-19”.
Poi in merito ai decreti del Governo che ha stanziato nuove risorse per la sanità secondo il presidente di FNOMCeO “il giudizio è positivo. Il governo ha deciso di investire nella sanità oltre 3 miliardi e mezzo. E’ un passaggio importante questo che dà un’ulteriore respiro all’intero sistema”.
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Quirinale, Mattarella nomina 25 nuovi Cavalieri del Lavoro
ROMA (ITALPRESS) – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato i decreti con i quali, su proposta del Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, di concerto con la Ministra delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Teresa Bellanova, sono stati nominati 25 Cavalieri del Lavoro.
Ecco l’elenco completo degli insigniti, con l’indicazione, per ciascuno, del settore di attività e della Regione di provenienza:
ALLEGRINI Maria – Agricoltura/vitivinicolo – Veneto
CAMPANILE Antonio – Industria/chimica – Umbria
CASTAGNA Giuseppe – Credito – Lombardia
COPPINI Lorenzo – Industria/trasduttori elettroacustici- Toscana
DOGLIONE Anna Maria Grazia – Industria/siderurgica – Piemonte
FERRAGAMO Ferruccio – Alta moda – Toscana
FIASCONARO Nicola – Artigianato/prodotti dolciari – Sicilia
FRANDINO Mario – Industria/alimentare – Piemonte
GAROFALO Maria Laura – Sanità privata – Lazio
GILARDI Alessandro – Industria/edile – Piemonte
GRASSI DAMIANI Guido Roberto – Gioielleria di alta gamma – Estero
MAIELLO Giuseppe – Commercio/articoli di profumeria – Campania
MARCHI Enrico – Attività aeroportuali – Veneto
MARTINI Luciano – Industria /alimentare – Emilia-Romagna
MERLONI Paolo – Industria/elettrodomestici – Marche
NOCIVELLI Marco – Industria/impianti per refrigerazione – Lombardia
OTTOLENGHI Guido – Logistica portuale – Emilia-Romagna
PARATI Gian Battista – Industria/ alta specializzazione – Lombardia
PESCE Umberto – Industria/ metalmeccanica – Basilicata
PITTINI Federico – Industria/siderurgica – Friuli Venezia Giulia
RAVAZZOTTI Giovanni – Industria/ceramica – Estero
SERRATI Giorgia – Commercio conserve ittiche – Liguria
STEIN Silvia – Maglieria di alta gamma – Veneto
STIRPE Maurizio – Industria/componentistica – Lazio
VALENTINI Guido – Industria/metalmeccanica – Lombardia.
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Malagò “Calcio bravo a ripartire e senza sconti dal governo”
ROMA (ITALPRESS) – “Il calcio è stato molto bravo a perseguire gli obiettivi con determinazione e abnegazione, devo dargliene atto. E a farlo senza cercare di aggirare gli ostacoli”. In un’intervista rilasciata a La Stampa, il numero 1 dello sport italiano, Giovanni Malagò, fa i complimenti al calcio che, almeno per il momento, ha vinto la sua battaglia per ripartire. Elogi anche per “il governo e il ministro Spadafora. Non hanno deragliato dalla propria strada, non hanno ceduto alla tentazione: nessuno sconto al calcio rispetto ai cittadini sui protocolli – aggiunge il presidente del Coni -. Il problema non era tornare a giocare, ma riprendere con protocolli ben precisi. Avevo chiesto un piano B, ho sentito il ministro dire che c’è e c’è pure il C. Non è mio compito giudicarli, ma mi fa piacere. Il calcio aveva il diritto/dovere di provare a ripartire. Usciamo tutti a testa alta. Si poteva non perdere tempo all’inizio stabilendo subito le regole senza cercare percorsi alternativi. Quando uno viene travolto dal virus, non può scegliere. Si perde e basta. Si tratta di subire meno danni possibili, il calcio l’ha finalmente capito ma stando dentro i protocolli. Non chiedendo condizioni speciali. E ripartendo anche con una competizione in chiaro che può accontentare tutti”. Mesi tragici, duri e difficili per tutti, sport compreso e calcio in primis. Però può essere il momento giusto per ripartire meglio: “Ripetiamo ormai quasi come un mantra che i club dovrebbero affrancarsi dalla dipendenza dai diritti tv e lavorare per gli stadi di proprietà. La lezione la impari solo se ti adoperi per questa seconda fase, se no potrebbe anche essere stato inutile questo periodo”, sottolinea Malagò.
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Gentiloni “Recovery Fund è un’occasione irripetibile”
ROMA (ITALPRESS) – “Il pacchetto europeo è complementare a quelli dei governi: misure di stimolo in media per il 4% del Pil europeo, più differimento di tasse e garanzie per un altro 23%. Cifre enormi, con un potenziale accentuarsi delle differenze fra i Paesi che possono di più e quelli che possono meno. Il pacchetto europeo è fondamentale per mitigare gli squilibri e orientare le risorse alle esigenze future. Ma ricordo che ci sono strumenti disponibili già quest’anno: il fondo Sure, le garanzie della Bei, i crediti agevolati del Mes e una parte – seppure minima – dei trasferimenti di emergenza che abbiamo proposto”. Così, in un’intervista al Corriere della Sera, il Commissario Ue all’Economia, Paolo Gentiloni, che in merito ad un eventuale ricorso al Mes dichiara: “Non tocca a me decidere. Quel che ho cercato di fare – e non era facile – è stato di adattare uno strumento usato in passato per altri obiettivi a modalità nuove. Tra l’altro il fatto che le risorse siano ingenti, specie nel 2021 e nel 2022, non elimina le preoccupazioni per l’economia, perchè l’immediato futuro dipende da vari fattori”. “Per l’Italia – aggiunge -, conta anche quanto riuscirà a esprimersi la nostra capacità produttiva. I ritardi nell’intervento pubblico vanno colmati, certo, ma non dimentichiamo la nostra storia: anche se l’intervento dello Stato è sempre stato rilevante, molto spesso la forza dell’economia si è sprigionata a prescindere dallo Stato. E se noi vogliamo riprendere a crescere e mettere il debito su una curva discendente, abbiamo bisogno che questa forza si manifesti. Parlo dei sistemi produttivi delle imprese private nei territori, della loro forza, della loro autonomia e creatività. Senza, è molto difficile riaccendere il motore”.
“Non penso che sia utile impostare la questione come se si trattasse di dividersi una torta – sottolinea Gentiloni -. E sono certo che il governo, che ha agito bene nella fase dell’emergenza, ne è consapevole”. “Bisogna sintonizzarsi con le vere sfide del piano. Che sarà ‘made in Italy’ e non va deciso a Bruxelles o a Lussemburgo, perchè questa era la logica dei salvataggi di dieci anni fa”, aggiunge Gentiloni, secondo cui il Recovery Fund “resta comunque un’occasione irripetibile per rimettere in moto l’economia italiana. Servono competenze, lungimiranza, responsabilità politica. Mi viene da dire: nessuna Troika, non diciamo cose ridicole. Però molta serietà, se vogliamo cogliere questa occasione”. “Il piano – secondo Gentiloni – deve porsi il problema della protezione del lavoro più fragile, delle politiche attive, della correzione delle strozzature che abbiamo nelle regole burocratiche o nel sistema della giustizia. Nel medio e lungo termine anche il debito deve stabilizzarsi e riprendere a calare, grazie a un forte avanzo di bilancio prima di pagare gli interessi. Questi concetti sono nell’ultima raccomandazione che abbiamo mandato all’Italia e sono ben presenti da anni nell’ambizione riformatrice che nel Paese non manca”.
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