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Pesticidi, von der Leyen ritira la proposta di regolamento UE

STRASBURGO (FRANCIA) (ITALPRESS) – La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha annunciato la proposta al collegio dei commissari per il ritiro della proposta legislativa sui pesticidi. L’annuncio dopo che è stata rigettata dal Parlamento europeo.

“È una vittoria anche italiana l’annuncio della Commissione europea del ritiro della proposta legislativa sui pesticidi. Fin dal suo insediamento, infatti, il Governo italiano sta lavorando in Europa, con grande concretezza e buon senso, per tracciare una strada diversa da quella percorsa finora e coniugare produzione agricola, rispetto del lavoro e sostenibilità ambientale. Proseguiremo in questa direzione”, afferma in una nota il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Foto: Agenzia Fotogramma

(ITALPRESS).

Pesticidi, Meloni “Il ritiro della proposta Ue vittoria anche italiana”

ROMA (ITALPRESS) – “E’ una vittoria anche italiana l’annuncio della Commissione europea del ritiro della proposta legislativa sui pesticidi. Fin dal suo insediamento, infatti, il Governo italiano sta lavorando in Europa, con grande concretezza e buon senso, per tracciare una strada diversa da quella percorsa finora e coniugare produzione agricola, rispetto del lavoro e sostenibilità ambientale. Proseguiremo in questa direzione”. Lo afferma in una nota il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Auto, Dragotto “Investire sulle colonnine o addio mobilità sostenibile”

MILANO (ITALPRESS) – “La politica dovrebbe fare qualcosa per le compagnie che vogliono investire sulle colonnine elettriche: se non si colma questo passaggio – e a mio giudizio ci vuole anche poco, ad esempio con i fondi del Pnrr – la mobilità sostenibile va a farsi benedire”. Lo ha detto Tommaso Dragotto, presidente e fondatore di Sicily By Car, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’agenzia Italpress. “A Milano le colonnine elettriche ci sono, per cui bene o male l’auto si può ricaricare. Ma l’Italia non è Milano, l’Italia arriva fino in Sicilia: complessivamente ci saranno non più di 50 colonnine elettriche, che non riescono a offrire un servizio ai cittadini di Palermo, Napoli o Brindisi”, spiega. “Le auto elettriche della mia flotta sono circa 400, oltre 8mila sono quelle ibride, e ne voglio comprare di più, ma da parte dei clienti c’è la paura di non trovare le colonnine elettriche” per ricaricarle, aggiunge Dragotto.
Che cos’è che l’ha portata al successo? “La professionalità, sicuramente. L’azienda è nata quasi per caso, ho avuto l’idea dell’autonoleggio a 15-16 anni: da un’intuizione avuta da ragazzino”, portata avanti “con lungimiranza, razionalità e determinazione. Chiaramente, una volta avuta l’idea, bisognava trovare i soldi per realizzarla”, sottolinea.
“Il denaro serve a stare bene e a pagare gli stipendi, ma quello che è importante è quello che farai, raggiungere la vetta… anche se non si arriva mai al top perchè c’è sempre qualcosa da raggiungere”, spiega Dragotto. “Una volta diplomato, ho trovato due impieghi prima nei cantieri navali e poi imbarcato sulle navi, un lavoro che mi ha permesso di conoscere il mondo e di mettere da parte un milione e 350mila lire, che mi ha permesso di iniziare l’attività di autonoleggio con la prima macchina e, dopo una decina d’anni siamo arrivati ad avere 5-600 macchine. A quel punto non mi sono fermato, volevo attraversare i confini della Sicilia: negli anni Ottanta ho aperto un ufficio a Roma, poi a Milano e man mano in tutta Italia”.
Durante la pandemia, “quando tutto era fermo e non c’era denaro da investire”, l’alternativa era restituire le macchine. “Io però ho scommesso” sulla scienza e sui vaccini: “mi sono chiesto ‘è possibile che su 8 miliardi di persone non c’è uno scienziato che ne scopre uno?’. Quando finalmente sono arrivati i vaccini, eravamo gli unici” ad avere le macchine a disposizione. “Nel 2021 abbiamo recuperato tutto quello che avevamo perso, nel 2022 abbiamo fatto bingo e poi ci siamo quotati in Borsa. L’idea è non restare in Italia, ma conquistare l’Europa: da due anni siamo in Albania, a Malta, tra due mesi saremo in Croazia, tra meno di un mese saremo in Portogallo, abbiamo aperto uffici in Francia e in Austria”.

– foto Italpress –
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Medicina estetica, all’Imcas di Parigi l’approccio integrato di RELIFE

PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – L’azienda italiana di medicina estetica RELIFE, del gruppo Menarini, è intervenuta al congresso Imcas a Parigi per presentare il proprio approccio Integrato RELIFE 5R che permette di raggiungere risultati naturali personalizzati grazie all’uso combinato di innovativi fili di trazione riassorbibili, filler, peeling e trattamenti topici per il viso. Adele Sparavigna, direttore dell’istituto Derming, si è focalizzata sulla nuova linea anti-aging Definisse Kp1 collagen modulator: “E’ molto importante lavorare a valle dei processi biosintetici della cellula creando uno scudo protettivo nei confronti della degradazione della fibra di collagene e dell’elastina nel derma”.
Il chirurgo plastico Salvatore Piero Fundarò ha approfondito il potenziale dei fili di trazione per la ridefinizione dei contorni del volto: “E’ fondamenta sia ridonare volume con l’acido ialuronico, ma anche riuscire a riposizionare, tramite i fili di sospensione di RELIFE, i tessuti molli che sono scesi verso il basso”.
Stefanos Vourtsis, anche lui chirurgo plastico, si è dedicato all’approccio integrato di diversi trattamenti di medicina estetica: “L’utilizzo di fili e filler in contemporanea permette di evitare questi visi iper gonfiati e iper trattati che purtroppo vediamo tutti i giorni, non soltanto nei nostri studi, ma anche per strada”.
L’obiettivo del medico di medicina estetica Vincent Wong è stato quello di creare un approccio più naturale al ringiovanimento del viso: “Questa tecnica vuole rivolumizzare la parte laterale del viso che spesso viene trascurata nella pratica della medicina estetica. Oltre alla volumizzazione, questa tecnica viene impiegata anche per sostenere i legamenti del viso per avere un effetto sollevante”.
Chantal Sciuto, specialista in dermatologia e chirurgia estetica, ha collezionato i primi feedback dei pazienti sull’utilizzo dell’antiaging Definisse KP1 a base del peptide bio-ispirato che protegge il collagene: “Abbiamo avuto modo di averlo presso i nostri studi clinici, e devo dire che i risultato già ad un anno sono stati entusiasmanti e chi lo prova lo rivuole”.

– foto f09/Italpress –
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Irccs San Donato, confermata efficacia della cura per Sindrome Brugada

MILANO (ITALPRESS) – Segnato un altro punto importante nella strategia terapeutica della Sindrome di Brugada, con un nuovo studio che apre importanti scenari nella cura di questa malattia genetica che causa un aumentato rischio di aritmie ventricolari maligne e di fibrillazione ventricolare, con conseguente sincope e morte improvvisa. Era il 2015, quando il gruppo di ricerca diretto dal professor Carlo Pappone, Direttore dell’Unità operativa di Elettrofisiologia e Aritmologia dell’Irccs Policlinico San Donato, cambiava per sempre la storia della cura della Sindrome di Brugada, grazie a una scoperta cruciale, quella del cosiddetto substrato aritmico. Per la prima volta al mondo venne identificato, sulla superficie esterna (epicardica) del cuore a livello del ventricolo destro, un gruppo di cellule che esprimono potenziali elettrici anomali, andando a costituire un’area che si associa alla modalità di presentazione clinica della malattia e al rischio di soffrire di una forma di malattia più aggressiva, quella associata allo sviluppo di aritmie ventricolari maligne. L’individuazione dei meccanismi della malattia portò a definire l’ablazione del substrato aritmico della sindrome di Brugada come strategia terapeutica in grado di curare efficacemente la patologia, un trattamento che oggi, alla luce delle nuove ricerche guidate dal professor Carlo Pappone, Giuseppe Ciconte, Gabriele Vicedomini, Luigi Anastasia e Vincenzo Santinelli, del Dipartimento di Aritmologia dell’IRCCS Policlinico San Donato, diventa finalmente una chance di cura stabile e duratura. Oggi, infatti, lo studio, appena pubblicato su EP Europace conferma il ruolo dell’estensione del substrato aritmogenico della Sindrome di Brugada, il gruppo di cellule anomale sulla superficie esterna (epicardica) del cuore, a livello del ventricolo destro, come fattore prognostico cruciale per eventi ricorrenti di fibrillazione ventricolare, e convalida la sicurezza e l’efficacia dell’ablazione epicardica con radiofrequenza nell’eliminare tutti i segnali elettrici anomali localizzati sull’epicardio, patognomonici della BrS. Le scoperte evidenziano anche l’importanza, nel mappaggio della superficie epicardica indagata, dell’ajmalina, un farmaco in grado di slatentizzare le anomalie elettriche cardiache latenti al fine della migliore definizione dell’area da trattare con le erogazioni di radiofrequenza. Questo risultato pone le basi per ulteriori esplorazioni di metodi non invasivi per guidare decisioni cliniche informate. Nello studio prospettico investigativo a lungo termine sono stati inclusi 257 pazienti selezionati con Sindrome di Brugada sintomatica con impianto di un defibrillatore. Di questi, un gruppo di 206 pazienti è stato sottoposto ad ablazione epicardica con radiofrequenza (RFA) e sono stati monitorati per oltre 5 anni post-ablazione, mentre un secondo gruppo di 51 pazienti ha ricevuto solo l’impianto di ICD rifiutando la RFA. Gli endpoint primari includevano fattori di rischio per gli eventi di fibrillazione ventricolare (VF) pre-ablazione e libertà da eventi VF post-ablazione. Nel gruppo RFA, i substrati BrS sono stati identificati sulla superficie epicardica del ventricolo destro. Durante il periodo di follow-up pre-RFA (mediana di 27 mesi), si sono registrati episodi di fibrillazione in 53 pazienti. Nel periodo di follow-up post-RFA (mediana 40 mesi), il gruppo sottoposto ad ablazione ha dimostrato risultati superiori rispetto al gruppo controllo e senza complicazioni rilevanti legate alla procedura. Questo studio dimostra che l’ablazione della Sindrome di Brugada può liberare i pazienti da una malattia che può insidiare la loro vita ogni giorno. Inoltre, non si esclude nel prossimo futuro che tale tecnica terapeutica possa rappresentare una valida alternativa all’impianto di un defibrillatore, che renderebbe giovani pazienti limitati nella loro vita quotidiana, sia sportiva che sociale. Gli stessi ricercati annunciano l’imminente pubblicazione dei risultati di uno studio randomizzato che dimostra che questa tecnica salva inequivocabilmente i pazienti altrimenti destinati a morire improvvisamente, se affetti da una forma grave di malattia. Infine, lo stesso gruppo sta per fornire una grande scoperta volta allo screening della popolazione generale per individuare precocemente i pazienti inconsapevoli di essere affetti dalla Sindrome di Brugada. Presto saranno annunciati anche questi risultati così promettenti per il futuro di tutti i pazienti. La sindrome di Brugada (BrS) è una cardiopatia su base genetica in grado di provocare varie manifestazioni aritmologiche, con un aumentato rischio di morte improvvisa. Le aritmie possono esordire a qualsiasi età, anche se si manifestano più frequentemente durante l’età adulta, tra i 25-45 anni. Si stima che la BrS sia responsabile di almeno il 4% di tutte le morti improvvise e tra queste di almeno il 20% delle morti di pazienti con cuore apparentemente strutturalmente normale. Si stima che la prevalenza della sindrome di Brugada nella popolazione generale sia attorno a 5 casi ogni 10.000 individui. La malattia è presumibilmente diffusa in tutto il mondo, con incidenza simile in Europa e negli Stati Uniti, tendenzialmente ancora più elevata nei paesi asiatici. La malattia è probabilmente la principale causa di morte nei pazienti al di sotto dei 40 anni di età. In ogni caso la patologia sembra essere sottostimata, a causa delle difficoltà di diagnosi, dovute al fatto che il primo sintomo è spesso la morte improvvisa, e che il pattern elettrocardiografico caratteristico è molto variabile nel tempo.(ITALPRESS).

Foto: Agenzia Fotogramma

Diodato al Teatro Toniolo in autunno, biglietti in vendita

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VENEZIA (ITALPRESS) – Alla vigilia della partecipazione alla 74esima edizione del Festival di Sanremo con il brano “Ti muovi”, Diodato annuncia un nuovo tour autunnale nei più prestigiosi teatri italiani che tocca anche il Teatro Toniolo: il 5 ottobre alle 21 il cantautore salirà sul palco del teatro di Mestre scegliendolo tra i 16 teatri italiani che lo ospiterà.
“Le politiche culturali del sindaco Luigi Brugnaro e gli investimenti sui teatri della città sono premiati da scelte artistiche come queste. E’ un orgoglio per la nostra città essere preferiti da cantanti e attori riconosciuti a livello nazionale ed internazionale. Il Teatro Toniolo si conferma un luogo di eccellenza per le attività culturali di tutta la città metropolitana. Il Toniolo fa parte di una strategia culturale sempre in evoluzione e gli investimenti sulla nuova Biblioteca Vez e l’ex Emeroteca implementeranno un percorso culturale vivace nel cuore di Mestre dedicato alla cittadinanza ed ai visitatori” è il commento di Giorgia Pea, consigliera delegata “Città di Venezia , cultura: attività teatrali e cinema”.
Cantautore intenso e ricercato tra i più apprezzati del nuovo pop italiano, Diodato torna nel 2024 al Festival di Sanremo con “Ti muovi”, portando sul palco dell’Ariston tutta la sua cifra stilistica, energica, elegante ed unica. Il brano uscirà su tutte le piattaforme digitali nella notte di mercoledì 7 febbraio e sarà accompagnato dal videoclip ufficiale, una rappresentazione del legame indissolubile tra l’emozione e il movimento interiore, che si riflettono anche all’esterno.
Biglietti disponibili da martedì 6 febbraio alle ore 16:00 nei circuiti di prevendita abituali.
L’evento è organizzato dal Settore Cultura del Comune di Venezia in collaborazione con Fiaba Music.
“Ti muovi”, scritto, composto e arrangiato dallo stesso Diodato, che ne firma anche la produzione artistica con Tommaso Colliva – produttore discografico di fama internazionale al fianco del cantautore dall’album “Che vita meravigliosa” – è una ballad intensa ed energica, un prezioso viaggio nell’animo di un essere umano che si trova ad affrontare emozioni inaspettate. E l’emozione, partendo dall’etimologia della parola stessa, è qualcosa che crea movimento, che scuote equilibri e rimette in discussione le verità che avevamo con fatica costruito. È il riaffiorare di sensazioni e visioni che sembravano essere lontane, ma che riemergono con forza forse anche per volontà.
Nella serata di venerdì dedicata alle cover, Diodato si esibirà sul palco del Teatro Ariston con “Amore che vieni, amore che vai” di Fabrizio De Andrè, uno dei brani che l’hanno ispirato a diventare il cantautore che è oggi. Al suo fianco ci sarà un amico, Jack Savoretti, cantautore di origine genovese che lo accompagnerà in quest’esibizione unica per omaggiare Fabrizio De Andrè a 25 anni dalla sua scomparsa su uno dei palchi più importanti della musica italiana.
Diodato torna sul palco dell’Ariston per la quarta volta a dieci anni dalla sua prima partecipazione nel 2014 con il brano “Babilonia” e per la prima volta dopo aver trionfato nel 2020 con “Fai Rumore” (triplo platino), brano che ha portato ufficialmente nel 2022 sul palco di Eurovision a Torino con una versione alternativa, inedita e una performance che ad oggi viene riconosciuta come una delle più belle ed emozionanti viste all’Eurovision.
In occasione dell’annuncio del tour di Diodato nei teatri, il cantautore è pronto per un nuovo capitolo musicale che racchiude e celebra proprio la dimensione live. Il palco è da sempre per il cantautore un porto sicuro ed è proprio lì che finalmente si libera l’energia di ogni brano, creando una connessione unica con il pubblico in un momento di condivisione. È per questo che il cantautore ha annunciato che questa primavera pubblicherà un album realizzato attraverso il processo inverso, che si distingue dal metodo classico: Diodato, infatti, ha scelto di registrare in studio un disco che coglie e cristallizza le emozioni dei live e tutta l’energia che ha vissuto sui palchi di tutta Italia negli ultimi anni, donando nuova vita al suo repertorio.
A gennaio 2024 Diodato ha vinto il Ciak d’Oro per la categoria “Miglior canzone originale” con il brano “La mia terra”, parte della colonna sonora del film Palazzina Laf, diretto da Michele Riondino con cui condivide la direzione artistica dell’Uno Maggio Taranto Libero e Pensante.

– Foto: Comune di Venezia –
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Al Festival di Sanremo torna “La giuria degli adolescenti”

SANREMO (ITALPRESS) – Per il sesto anno consecutivo, al Festival di Sanremo Radioimmaginaria coordinerà “La Giuria degli Adolescenti”, una giuria composta da ragazze e ragazzi dagli 11 ai 22 anni provenienti da tutta Italia che votano ogni sera per decretare l’artista preferito dal pubblico di questa età. Quest’anno le iscrizioni alla Giuria, che si sono chiuse alla mezzanotte di domenica 4 febbraio, hanno registrato più di 1000 adesioni.
Radioimmaginaria è presente al Festival dal 2011 e quest’anno, con un gruppo di 40 speaker adolescenti provenienti da tutta Italia, ha tre postazioni a CasaSanremo, uno dei luoghi più simbolici e frequentati insieme al Teatro Ariston.
Quest’anno i programmi e le attività di Radioimmaginaria sono moltiplicate: Ti accompagno a scuola – In diretta alle 6:55, per raccontare ogni mattina pensieri e scleri degli adolescenti durante il tragitto casa-scuola: speciale Sanremo!
Paparazzi – Il programma in diretta in lingua inglese su RAI Italia condotto dagli speaker di RAI Radio2, Filippo Solibello e Marco Ardemagni
Stonati a Sanremo – Il podcast di Radioimmaginaria che esce ogni giorno alle 14:30 su RaiPlaySound e che racconta ogni giorno il Festival di Sanremo seguendo le avventure di 40 adolescenti senza pass…
Check-in – In diretta alle 15:30, il programma di Radioimmaginaria in lingua inglese. Cosa pensano del Festival di Sanremo gli adolescenti sparsi per il mondo?
+Stonati – In diretta alle ore 17:30, il programma condotto dagli speaker +Stonati del Festival. Chi ha detto che per andare a Sanremo bisogna saper cantare?
La giuria degli adolescenti – In diretta alle 20:30, per raccontare in tempo reale tutte le trashate del Festival con i giurati della Giuria degli Adolescenti.
Tutte le trasmissioni pomeridiane avvengono a bordo di “ApeRadio”, una stazione radiofonica viaggiante allestita a bordo di un ApePiaggio del 1970 alimentato a biometano e da pannelli solari, che dal 2019 accompagna gli speaker di Radioimmaginaria in avventure in tutta Europa.
Dal cassone di “ApeRadio”, dal 6 al 10 febbraio verranno trasmesse dirette radiofoniche “a prova di adolescelle!”, in partnership con Istituto Ganassini, per il quarto anno consecutivo al Festival al fianco di Radioimmaginaria.

– foto: Agenzia Fotogramma –
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Valditara “Polizia per proteggere le scuole più a rischio”

ROMA (ITALPRESS) – Le aggressioni agli insegnanti sono in aumento, e non è solo un’impressione: ci sono i numeri del ministero a confermarlo. “Per le aggressioni compiute dai genitori si registra un aumento esponenziale. Il monitoraggio lo abbiamo istituito l’anno scorso, prima non si sapeva quali e quanti fossero gli episodi di violenza nelle scuole italiane. Ma in questo confronto da un anno all’altro registriamo un fenomeno significativo. Nell’ultimo anno scolastico avevamo avuto 36 casi, ora dopo neanche cinque mesi siamo a 27, ma se guardiamo solo alle aggressioni da parte dei familiari c’è già un aumento del 111%. Per gli episodi di cui sono responsabili gli studenti invece si registra un leggero calo, -11%”. Lo dice Giuseppe Valditara Ministro dell’istruzione e del merito in una intervista a “Il Messaggero”. “Ci fa pensare che c’è una responsabilità educativa forte delle famiglie – aggiunge-. Ecco perchè, se un genitore aggredisce o prende a pugni un docente o un preside, deve risponderne nei confronti non solo dell’aggredito, ma anche dello Stato. E’ lo Stato a subire un danno di immagine e reputazionale, e dunque ha il diritto di essere risarcito”.
Quindi sull’aggressione da parte di uno studente a Varese, che ha colpito con tre coltellate una professoressa, e sull’eventualità di ripristinati i presidi di polizia anche davanti alle scuole, il ministro Valditare afferma: “Non la vedo semplice. Però nelle aree particolarmente a rischio si può immaginare una presenza delle forze dell’ordine a protezione di alcune scuole”. Sul fatto che l’aggressore aveva ricevuto una “diagnosi funzionale” che certificava il suo malessere, il ministro sottolinea: “E’ chiaro che agire solo dal punto di vista repressivo non basta, bisogna intervenire prima. Quando un ragazzo ha problemi che possono sfociare in episodi di aggressività non può essere abbandonato a sè stesso. Anche dare valore al voto in condotta, come abbiamo fatto nel disegno di legge ora all’esame del Parlamento, per questi casi serve a poco”. “La scuola deve essere supportata con un servizio di tipo psicologico, eventualmente psichiatrico. I ragazzi che abbiano un forte disagio vanno aiutati. Voglio parlarne con il collega Schillaci: se il ministero della Salute sarà d’accordo, potremmo creare un presidio a livello di distretti provinciali, per offrire alle famiglie e alle scuole un punto di riferimento, un presidio territoriale a cui rivolgersi”.

foto: Agenzia Fotogramma

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