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Al via “Ultimo miglio”, nuovo collegamento SS16-porto di Ancona

ANCONA (ITALPRESS) – Anas, società del Polo Infrastrutture del Gruppo FS Italiane, ha consegnato oggi alle imprese appaltatrici le attività di progettazione esecutiva, monitoraggio ambientale ed esecuzione dei lavori per la costruzione del nuovo collegamento stradale tra la SS16 “Adriatica” e il porto di Ancona, il cosiddetto Ultimo Miglio, opera attesa da oltre 30 anni non solo dal Capoluogo regionale, ma dalle Marche. L’opera è considerata di rilevanza strategica nazionale e per questo affidata dal Governo a un commissario straordinario.
L’atto di consegna, che costituisce la conclusione delle procedure di appalto e affidamento dei lavori, è stato al centro della conferenza stampa svoltasi a Palazzo Li Madou della Regione Marche, alla presenza del presidente, Francesco Acquaroli, dell’assessore alle Infrastrutture, Francesco Baldelli, dell’amministratore delegato Anas, Aldo Isi, del commissario straordinario dell’opera, Paolo Testaguzza, del sindaco di Ancona, Daniele Silvetti, delle categorie economiche e professionali regionali e della provincia di Ancona, della Camera di Commercio e delle massime autorità civili e militari delle Marche.
“La realizzazione di questo nuovo collegamento, prosecuzione del raddoppio della Statale16, offre una prospettiva nuova alla città di Ancona e a tutta la regione. Completa e unisce quelle che sono le nostre grandi infrastrutture rappresentate da porto, interporto e aeroporto – ha detto il presidente Acquaroli -. Un investimento strategico anche sul fronte della sostenibilità perchè agevola con maggiore fluidità il deflusso delle merci dallo scalo dorico. Un’opera attesa da tanto tempo che finalmente vediamo concretizzata, ridisegnando Ancona e le Marche come una piattaforma importante della vasta area rappresentata dal Corridoio europeo”.
“Questo intervento – ha affermato l’amministratore Delegato di Anas, Aldo Isi – rientra in un piano di investimenti di oltre 4 miliardi di euro che Anas ha attivato nelle Marche, dove gestiamo una rete stradale di oltre 1.500 chilometri. Oltre al collegamento tra il Porto di Ancona e la SS16 stiamo realizzando il raddoppio della variante di Ancona, la variante alla Salaria in provincia di Ascoli Piceno e stiamo avanzando con la progettazione della E78 nel pesarese (mentre il 12 febbraio avverrà la consegna dei lavori per l’apertura della Galleria della Guinza). Oltre 1 miliardo è dedicato invece alla manutenzione e ammodernamento di tutta la rete stradale esistente, un’attività strategica per migliorare il livello di servizio, la sicurezza stradale e la durata delle opere nel tempo”.
“Con l’Ultimo Miglio fissiamo un tassello per sbloccare i collegamenti tra il Capoluogo regionale, la piattaforma logistica delle Marche Porto di Ancona-Aeroporto di Falconara-Interporto di Jesi, il Centro Italia e l’Europa – ha rimarcato l’assessore Baldelli -. Siamo di fronte a un’infrastruttura chiave di un Corridoio europeo di trasporto, che collega l’Oriente, la Turchia e i Balcani con la Penisola Iberica, avendo come snodo il Porto dorico che si connette con quelli del Tirreno, viaggiando lungo la Orte-Falconara e la Fano-Grosseto. Le Marche si candidano a diventare un attrattore per i traffici commerciali internazionali, in una fase in cui le tensioni nel Mar Rosso e Suez suggeriscono direttrici più sicure per gli operatori economici. ‘Marche 2032’, il Piano Infrastrutture della Regione, è già in moto, e l’Ultimo Miglio, a cui si aggiunge il prossimo 12 febbraio la consegna dei lavori per l’apertura della Galleria della Guinza, imprime una forte accelerazione nella visione complessiva di una regione che vogliamo riagganciare a quelle più dinamiche d’Europa”.
“E’ l’inizio non solo di una grande opera ma dell’opportunità per il Capoluogo di regione di essere utile alla regione – ha evidenziato il sindaco Silvetti -. Si tratta di un’opera non solo per Ancona; ovviamente, è un’infrastruttura che finalmente rende più competitivo il nostro porto e soprattutto dà ad Ancona il ruolo di Capoluogo, un ruolo che in realtà è al servizio di tutto il territorio. Un’opera tanto attesa che finalmente comincia a vedere la sua parte operativa, quella esecutiva, quella che in realtà dà non solo una prospettiva a una città, ma soprattutto una prospettiva di sostenibilità e visibilità autentica a un quartiere storico come Torrette”.
Nei prossimi giorni saranno avviate le attività propedeutiche ai lavori: il monitoraggio ambientale ante operam, che ha una durata di 180 giorni, e la progettazione esecutiva che sarà ultimata entro 120 giorni. Il progetto esecutivo dovrà quindi essere approvato e validato secondo le procedure previste. L’avvio del cantiere è previsto dopo l’estate e i lavori avranno una durata di 3 anni (1080 giorni). L’intervento, per un investimento complessivo di 148 milioni di euro, riguarda in particolare la realizzazione di una nuova infrastruttura stradale lunga 2,5 chilometri che collegherà in modo diretto la SS16 con la via Flaminia nei pressi del porto, bypassando il centro abitato di Torrette e l’area ospedaliera, con tempi di percorrenza stimabili in 3 minuti. Il tracciato, con una sezione a due corsie, si innesterà sulla statale Adriatica in corrispondenza dello svincolo di Torrette (in fase di adeguamento nell’ambito dei lavori di raddoppio della variante di Ancona) e sulla via Flaminia con una rotatoria di nuova realizzazione. Comprende un viadotto di 285 metri e due gallerie rispettivamente di 650 metri e 470 metri. L’opera consentirà di eliminare dall’area urbana il traffico in ingresso e uscita dal porto, caratterizzato da una forte componente di mezzi pesanti, che oggi utilizzano esclusivamente la rete viaria comunale condizionando fortemente la mobilità. I lavori saranno eseguiti dal raggruppamento temporaneo di imprese “Donati SpA – NV Besix SA”, con sede a Roma, mentre la progettazione esecutiva è affidata a un raggruppamento di progettisti guidato dallo studio Prometeoengineering Srl.
-foto ufficio stampa Regione Marche –
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A Milano la 6^ edizione dell’evento “La Ripartenza, liberi di pensare”

MILANO (ITALPRESS) – Venerdì 2 febbraio, al Centro Congressi della Fondazione Cariplo di Milano si terrà la sesta edizione dell’evento “La Ripartenza, liberi di pensare” nato da un’idea di Nicola Porro, direttore e fondatore del sito Nicolaporro.it.
La Ripartenza24, come da DNA della manifestazione nata in pieno lockdown, affronterà i temi dell’economia italiana e in questa edizione dedicherà un focus speciale ai rapporti tra Giustizia e Mercato, con l’intervista finale al Guardasigilli, Carlo Nordio.
L’evento si aprirà alle 10,30, come da tradizione, con Una zanzara nella zuppa, la lettura dei giornali dai toni liberali e irriverenti realizzata da Nicola Porro e Giuseppe Cruciani.
Dalle 11 si terrà la prima tavola rotonda dal titolo “Imprese sostenibili ma vive”, con l’intervento di Luigi Cantamessa (Direttore Generale Fondazione FS Italiane), Stefania Radoccia (Managing Partner Tax and Law di EY Italia), Michele Centemero (Country Manager Italia di Mastercard), Simone Demarchi (Amministratore Delegato di Axpo Italia) e Guido Grimaldi (Commercial Director Grimaldi Group e Presidente di ALIS).
A mezzogiorno l’inviato di Striscia la Notizia Vittorio Brumotti interverrà con “ruote per la legalità”.
Il primo intervento del pomeriggio sarà alle 16 con l’immancabile lecture artistica di Vittorio Sgarbi, che per questa edizione si concentrerà su Michelangelo.
A seguire, dalle 17,15 circa, la seconda tavola rotonda della giornata. Nicola Porro discuterà della competitività delle imprese, dal modello familiare a quello manageriale, insieme a Sara Doris (Vicepresidente di Banca Mediolanum SpA), Ernesto Fùrstenberg Fassio (Presidente di Banca Ifis), Marco Tronchetti Provera (Vicepresidente Esecutivo del gruppo Pirelli), Renato Mazzoncini (Amministratore Delegato A2A) e Fabrizio Palenzona (Presidente della Fondazione CRT).
Al termine seguirà il panel “Economia e Giustizia” con Ginevra Cerrina Feroni (Vicepresidente del Garante per la protezione dei dati personali), Marcello Viola (Procuratore capo di Milano), Guido Carlo Alleva (avvocato penalista), Stefano Lucchini (Chief Institutional Affairs and External Communication Officer di Intesa Sanpaolo) e Guglielmo Maisto (docente di diritto tributario).
La giornata si concluderà con l’intervista esclusiva di Nicola Porro al ministro della Giustizia, Carlo Nordio.
L’evento, andato sold out in pochi giorni per la partecipazione in presenza, sarà trasmesso in diretta streaming sul sito nicolaporro.it, sui canali Facebook e YouTube di Nicola Porro e sui media partner: tgcom24.it, ilgiornale.it, liberoquotidiano.it, iltempo.it. www.laripartenza.it

– foto ufficio stampa Italcommunications –
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Malattia di Pompe, in Italia ora disponibile nuova terapia domiciliare

MILANO (ITALPRESS) – E’ oggi disponibile in Italia avalglucosidasi alfa, terapia enzimatica sostitutiva per il trattamento della malattia di Pompe a insorgenza tardiva (LOPD) e infantile (IOPD), a seguito dell’autorizzazione alla rimborsabilità da parte di AIFA – Agenzia Italiana del Farmaco, pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Il farmaco avrà la possibilità di essere somministrato tramite terapia domiciliare.
La malattia di Pompe è una patologia neuromuscolare degenerativa rara che può compromettere le capacità motorie e respiratorie di chi ne è affetto, e può avere insorgenza infantile (IOPD) o tardiva (LOPD). Se non trattata, la IOPD può portare a insufficienza cardiaca e morte entro il primo anno di vita, prevalentemente per insufficienza respiratoria. Per i pazienti affetti da LOPD, invece, potrebbe essere necessario, con il progredire della malattia, intervenire con l’ausilio di una sedia a rotelle per aiutare la mobilità e con la ventilazione meccanica per migliorare la funzionalità dell’apparato respiratorio.
Avalglucosidasi alfa è la seconda terapia enzimatica sostitutiva per la malattia di Pompe sviluppata da Sanofi. In Italia, questo nuovo trattamento segue l’autorizzazione e la commercializzazione di alglucosidasi alfa nel 2006, la prima terapia enzimatica sostitutiva a dimostrarsi efficace nel rallentare la progressione della malattia di Pompe.
L’approvazione europea di avalglucosidasi alfa e, conseguentemente, l’ammissione a rimborsabilità da parte di AIFA, è basata sui dati degli studi COMET e Mini-COMET. Nell’ambito di questo robusto programma di sviluppo clinico, avalglucosidasi alfa ha dimostrato differenze clinicamente significative rispetto ad alglucosidasi alfa relativamente al carico di malattia nei pazienti affetti da malattia di Pompe sia a esordio tardivo sia a esordio infantile.
“La malattia di Pompe è una patologia rara, multisistemica, molto grave, debilitante e spesso mortale, che danneggia prevalentemente muscoli, apparato respiratorio e cuore – afferma Antonio Toscano, Responsabile Centro ERN-NMD per le Malattie Neuromuscolari, A.O.U. “G. Martino” di Messina -. Le persone con questa malattia, e i loro caregiver, devono convivere con una condizione cronica che tende a peggiorare nel tempo e nella quale il disturbo respiratorio è considerato come principale causa di morte. L’approvazione di avalglucosidasi alfa rappresenta una nuova possibilità per i pazienti di vedere la propria condizione migliorata significativamente con un impatto notevole sulla qualità della vita. Per i pazienti con insorgenza tardiva la terapia ha dimostrato benefici su diversi aspetti tra cui la respirazione, la mobilità, il dolore e la fatica; per i pazienti invece con insorgenza infantile importanti benefici nella funzione motoria”.
I risultati dello studio COMET, di confronto tra avalglucosidasi alfa e alglucosidasi alfa nella LOPD, hanno dimostrato un miglioramento della capacità vitale forzata, una misura chiave della funzione respiratoria, e un miglioramento nel test del cammino, con con una distanza percorsa di 30 metri superiore rispetto ai pazienti trattati con alglucosidasi alfa.
I risultati dello studio Mini-COMET, che ha valutato avalglucosidasi alfa nei pazienti affetti da IOPD, hanno mostrato un miglioramento o una stabilizzazione a sei mesi nella scala di misurazione di motricità grossolana, nel test rapido della funzione motoria, nella valutazione pediatrica dell’indice di disabilità (Pompe-PEDI), nel punteggio z-score della massa ventricolare sinistra e nelle misure della posizione delle palpebre nei pazienti precedentemente in declino o non sufficientemente controllati con alglucosidasi alfa.
“A 18 anni dalla prima possibilità per tutti i pazienti con malattia di Pompe di potersi affidare ad una terapia in grado di rallentare l’insorgenza dei sintomi e credere così in un futuro diverso, siamo molto contenti di poter assistere all’arrivo di una nuova soluzione terapeutica fruibile da tutta la popolazione interessata e con possibilità di terapia domiciliare – afferma Elisabetta Conti, presidente dell’Associazione Italiana Glicogenosi -. Questo ci consente di mantenere viva la speranza sapendo che la ricerca non si ferma e che l’attenzione per i pazienti rimane costante. Troppo spesso i tempi di diagnosi sono ancora eccessivamente lunghi e, una volta ricevuta, la difficoltà di trovare un Centro di riferimento vicino al proprio domicilio e la sicurezza di una presa in carico multidisciplinare rendono la qualità della vita dei pazienti e dei loro caregiver estremamente complicata. Con questo nuovo farmaco la comunità dei pazienti, che rappresento, potrà beneficiare della possibilità di essere infusa a domicilio, consentendo una miglior gestione dei propri impegni personali. Il nostro prossimo obiettivo è ora l’aggiornamento del panel dello screening neonatale per avere diagnosi veramente tempestive”.
Sanofi è da più di 40 anni impegnata nel sostegno alle persone con patologie rare, spesso difficili da diagnosticare e curare. “Questo impegno – conclude la nota – comprende oltre 20 anni di ricerca sulla malattia di Pompe, a partire dallo sviluppo di alglucosidasi alfa, la prima opzione terapeutica che ha aperto la strada alla gestione di questa patologia. Nonostante questa terapia abbia dimostrato di avere un impatto positivo sull’evoluzione della malattia, Sanofi ha continuato ad ascoltare la comunità dei pazienti, proseguendo nella ricerca di nuove soluzioni terapeutiche che potessero dare risposte alle esigenze non soddisfatte e contribuire a migliorare la loro qualità di vita. Lo sviluppo di avalglucosidasi alfa è il risultato di questo impegno”.

– foto ufficio stampa Sanofi –
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Von der Leyen “Tra Africa ed Europa destini e interessi allineati”

ROMA (ITALPRESS) – “E’ un momento di intensa e rinnovata collaborazione tra Africa ed Europa, non solo i nostri destini sono allineati ma anche i nostri interessi, e lo sono ben più che in passato”. Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in occasione del vertice Italia-Africa, a Palazzo Madama.
“Dobbiamo essere pragmatici e sono grata nei confronti dell’Italia per aver avviato questa collaborazione con l’Africa e aver messo la questione al centro della propria politica estera e del G7. Il Piano Mattei darà un contributo importante in questa nuova fase di collaborazione”, ha aggiunto.
Per la presidente della Commissione “è necessario porre fine alle tragiche perdite di vite umane sulle rotte migratorie, dobbiamo dare opportunità ai giovani”. Bisogna fare un “giro di vite” e lavorare per “la lotta ai trafficanti e scafisti che abusano di giovani donne e mettono a rischio le vite questi migranti sulle carrette della morte. Possiamo farlo unendo le nostre forze e costruire alternative legali a queste rotte legali”.
“Quando l’Africa prospera l’Europa prospera e il mondo avrà prosperità. E’ il sentimento alla base del piano Mattei e la visione dell’Unione europea. Enrico Mattei aveva capito tutto molto prima, aveva capito che c’è più forza nelle nazioni che collaborano piuttosto di quando lavorano una contro l’altra, serve una partnership alla pari”, ha affermato la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola.
“Sono grata per questo progetto” del Piano Mattei perchè “c’è un vero e proprio cambiamento di mentalità che era atteso da tempo. Il mondo sta cambiando e dobbiamo cambiare noi con esso – ha aggiunto -. Europa e Africa sono amiche e alleate da tanti anni, la nostra cooperazione ha già portato a risultati tangibili, ma dobbiamo avere il coraggio di essere onesti su dove abbiamo avuto dei successi e dove possiamo migliore”.
“Ci sono crisi che sconvolgono il mondo e che hanno implicazioni ovunque. La crisi ambientale, la crisi tecnologica legata all’agenda digitale e intelligenza artificale, la messa in discussione di principi su” cui si basa la sicurezza. “Serve una partnership alla pari dove ognuno dia il proprio contributo. Rispetto e fiducia, deve esserci un ascolto reciproco”, ha sottolineato il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Sei spadiste azzurre qualificate per il Gp Fie a Doha

DOHA (QATAR) (ITALPRESS) – Dopo la prima giornata del Grand Prix Fie di spada a Doha sono sei le azzurre del ct Dario Chiadò qualificate al tabellone principale della gara femminile in programma mercoledì. Già ammesse, per diritto di ranking, Mara Navarria, Alberta Santuccio e Rossella Fiamingo. A loro si è aggiunta, fin dalla fase a gironi, Federica Isola grazie a sei vittorie in altrettanti assalti disputati. Attraverso i turni dei tabelloni preliminari, poi, hanno staccato il pass anche Giulia Rizzi e Sara Maria Kowalczyk. Sconfitta nel match decisivo per la qualificazione Lucrezia Paulis. Out nel turno da 128 Alessia Pizzini, Alessandra Bozza e Nicol Foietta, mentre sono uscite al termine della fase a gironi Roberta Marzani e Gaia Traditi. Domani la seconda giornata di gare con la fase preliminare della prova maschile che inizierà alle 8 ore italiane con in pedana otto italiani. Già qualificati Davide Di Veroli, Federico Vismara e Valerio Cuomo, cercheranno di raggiungerli Giacomo Paolini, Filippo Armaleo, William David Sica, Simone Mencarelli, Gianpaolo Buzzacchino, Giulio Gaetani, Marco Paganelli e Luca Diliberto. Non è partito per il Qatar Andrea Santarelli per un problema fisico. Mercoledì il clou con i due tabelloni principali da 64 del Grand Prix Fie di spada a Doha.
– Foto Ufficio Stampa Federscherma –
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Al via la piattaforma di e-procurement MEF/Consip

ROMA (ITALPRESS) – Dal 1° gennaio 2024, con l’entrata in vigore della “digitalizzazione del ciclo di vita dei contratti”, ha preso avvio l’ecosistema nazionale degli appalti pubblici – tra gli obiettivi più rilevanti del PNRR (milestone M1C1-75) – che consente l’interoperabilità tra piattaforme certificate e banche dati, lo scambio e il riuso di informazioni, l’accessibilità digitale a dati e documenti.
Un passaggio epocale di modernizzazione dell’Italia e di crescita a livello europeo, che consentirà alla Pubblica Amministrazione di fare acquisti in modo più efficace e trasparente, offrendo servizi migliori a cittadini e imprese, con benefici per tutto il Paese.
Ma cosa significa in concreto digitalizzare gli appalti pubblici? Vuol dire superare definitivamente non solo l’era della carta negli appalti, ma andare oltre l’idea stessa della gara pubblica come predisposizione di documenti, passaggi burocratici, notifiche. Ora amministrazioni e imprese entrano in una dimensione digitale e immateriale di tutte le fasi del processo di acquisto. Non ci saranno più documenti ma interoperabilità di dati tra piattaforme “certificate”.
Per raggiungere questo traguardo, Consip S.p.A., che gestisce – per conto del Ministero dell’Economia e delle Finanze – la piattaforma nazionale di e-procurement www.acquistinretepa.it, ha operato in piena sinergia con Anac, AgID e PagoPA – con il coordinamento della Presidenza del Consiglio, del Dipartimento della Trasformazione Digitale e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
L’adeguamento della piattaforma MEF/Consip, avviato con l’entrata in vigore del nuovo Codice dei contratti, ha raggiunto un importante traguardo con la certificazione AgID nel dicembre 2023 e proseguirà, accompagnando amministrazioni e imprese nella digitalizzazione per tutto il 2024.
Caterina Marcantonio, Responsabile della Divisione Promozione sistema di e-procurement di Consip S.p.A., in prima linea nella gestione del progetto, ne racconta la complessità e gli interventi messi in atto.
“Consip – inizia Caterina Marcantonio – ha affrontato con unità e coesione questa straordinaria sfida, che siamo fieri di aver gestito con successo. Attraverso una war-room, fortemente voluta dal nostro Amministratore Delegato Marco Mizzau, aperta giorno e notte e che ha visto anche la sua continua presenza, abbiamo trasformato idee in soluzioni, riuscendo a garantire la continuità operativa per tutti i nostri clienti”.
“Un lavoro di squadra – ‘tutti in campò per traguardare l’obiettivo del PNRR – anticipato di due anni – e dotare il Paese delle infrastrutture per la completa digitalizzazione degli appalti”.
“Un’opportunità storica, un progetto temerario e ottimista nei tempi di realizzazione, nel quale il digitale ha un ruolo fondamentale, è che mette a terra una strategia di sistema che si fonda sulle riforme pianificate dall’Unione Europea per la ripresa nazionale dopo la pandemia. E’ cambiata la visione del procurement pubblico, con una idea ben definita per il futuro del Paese, ambiziosa e con obiettivi di lungo periodo: sostenere la Pubblica Amministrazione nelle attività di scelta consapevole e inclusive degli acquisti e consentire alle PMI di essere sempre più digitali e competitive. Dal 6 gennaio, giorno di avvio operativo – prosegue Caterina Marcantonio – è stata raggiunta una media giornaliera di circa 3.000 richieste di Cig ad Anac tramite la nostra piattaforma. Richieste che vengono restituite agli utenti entro tempi stabiliti e garantiti direttamente da Anac. Il notevole aumento delle procedure secondo le nuove regole è evidente, come dimostrano gli oltre 37.000 Cig gestiti fino ad oggi. Non sono pochi. Ad esempio, sul Mercato Elettronico della PA (MEPA), gli affidamenti diretti sotto i 5.000 euro sono stati 21.000, superando i 15.000 dell’intero gennaio 2023. Nonostante il contesto nuovo e complesso in fase di avvio, la piattaforma e-procurement si adatta pienamente alle esigenze di cambiamento del sistema nazionale degli acquisti pubblici”.
“Anche l’accesso alla piattaforma tramite i sistemi di identità digitale – continua Caterina Marcantonio – come già da anni avviene in altri ambiti – dal pagamento delle rette scolastiche alle richieste di certificati anagrafici – garantisce una operatività sicura e affidabile anche nel procurement, secondo gli indirizzi del Codice dell’Amministrazione Digitale”.
La piattaforma MEF/Consip – attraverso la quale sono stati gestiti nel 2023 acquisti per circa 27 miliardi di euro, pari all’1,7% del PIL italiano, con oltre 500mila contratti stipulati tra 140mila imprese (oltre il 97% PMI) e 13.500 amministrazioni abilitate – si conferma, dunque, un punto di riferimento nel sistema di e-procurement nazionale e continuerà a garantire, con il progetto di digitalizzazione, una gestione sempre più efficace degli acquisti pubblici.
“Dopo la sfida del PNRR e aver raggiunto questo risultato epocale di rivoluzione del sistema nazionale degli appalti pubblici – conclude Caterina Marcantonio – non dobbiamo fermarci a osservare le previsioni di crescita, ma dobbiamo implementare i cambiamenti necessari al nostro sistema che rappresenta la cerniera di collegamento tra amministrazioni pubbliche e tessuto imprenditoriale, protesi verso un miglioramento continuo. Le evoluzioni di medio e lungo saranno ancora tante: l’adozione di soluzioni e paradigmi Cloud, una nuova customer journey che pone il “cliente al centro”, l’implementazione di soluzioni di Generative AI, che renderanno la nostra piattaforma la soluzione di riferimento per la Pubblica Amministrazione”.

– Foto ufficio stampa Consip –

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Africa, Salvini “Dalle imprese italiane cantieri attivi per 12 mld”

ROMA (ITALPRESS) – “Puntiamo sulla qualità delle nostre imprese presenti in Africa da decenni, imprese italiane che oggi hanno cantieri attivi per oltre 12 miliardi”. Lo ha detto il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, intervenendo al Vertice Italia-Africa.
“Questa giornata può essere un nuovo inizio, una cooperazione concreta nei fatti e non a parole. Il Governo italiano è infatti convinto che gli investimenti in infrastrutture continuino a rappresentare uno straordinario strumento di crescita economica, di sviluppo e di creazione di lavoro in tutti i territori”, ha sottolineato Salvini.
“Siamo quindi pronti a lavorare insieme per fare della cooperazione economica ed infrastrutturale un ponte per la crescita. Sono orgoglioso che questo governo stia lavorando, dopo 50 anni di tentativi, al ponte sullo stretto di Messina, nel cuore del Mediterraneo”.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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UN WEEKEND STRAORDINARIO TRA CALCIO E TENNIS

Il calciofilo erudito ha rinfrescato idee e parole, ha rimesso insieme il Servizio, la Battuta, l’Ace, Dritto e Rovescio, Volèe Demivolèe, Smash, Lob, Pallonetto, Dropshot e si è offerto un weekend straordinario: sabato calcio, domenica tennis. Un modesto pomeriggio con Juventus-Empoli che a me propone una bella immagine di Vlahovic e una riflessione, ovvero perchè a Davide Nicola si offrano solo esoneri o salvezze impossibili; la frenata della Juve non è accidentale, ha trovato un avversario senza complessi d’inferiorità. A letto con i rigori di Milan-Bologna, l’unico realizzato – al 92 da Orsolini – resta sullo stomaco dei milanisti come un cotechino lesso mentre introduce i bolognesi a una notte serena con un delizioso tiramisù. Motta è dolcezza. Pioli (immeritatamente) indigesto.
E finalmente è domenica. Suona la sveglia, colazione, caffè ed è subito Sinner. “Quelli che il tennis” allestiscono l’evento, bibite e pistacchi per lunghe e inevitabili ore in diretta con il Barone Rosso. L’ultimo eroe nazionale. Finalmente ci ritroviamo tutti italiani, tutti a sognare una vittoria diversa – alla Pablito, alla Tomba, alla Valentino, fatemi dire anche alla Goggia – da segnare nella memoria e nella storia patria minore come un titolo mondiale pallonaro, ausilio da Melbourne all’orgoglio azzurro mortificato dalle esclusioni di Russia e Qatar.
Non esagero. L’impresa di Jannik Sinner è storica, degna di questo Paese di santi, poeti, navigatori, artisti e trasmigratori che numerosi cercarono fortuna nel Continente Australe – nomi illustri come Colombo, Vasco de Gama, Vespucci, Magellano, Giovanni da Verrazzano – che poco oro trovarono, poco argento, e raccontarono soprattutto meraviglie e dettagli geografici per esploratori. Mago Jannik ha colto un trofeo prezioso e l’ha mostrato orgoglioso e felice, senza lacrime, a miliardi di cittadini del mondo incollati alla tv per tre ore e mezzo. Che talento. Che faticatore. Che giocatore. Che successo. Sono sportivo, ex narratore di tennis, vorrei fuggire verso il mio mare in tempesta avendo nella mente e negli occhi solo le esclusive immagini di quel ragazzo esemplare che come i campioni d’antan vince e ringrazia commosso mamma e papà. Questo è sport. Senza retorica. Mi sarebbe piaciuto – pur rispettando i valorosi telecronisti – il racconto di Galeazzi, la voce del cuore di Bisteccone che riusciva a nobilitare anche le partitacce di pallone. Come un Lazio-Napoli della mutua, una battaglia disarmata fra pedatori svogliati, una spenta sfida Sarri-Mazzarri. Polvere di stelle.
Per fortuna a una stella vera, storica – quella dei venti scudetti – ci pensa l’Inter che sogna in grande e in grande realizza i suoi desideri grazie a Lautaro Martinez – il signor bomber, elegante e misurato, poca garra ma molta classe – e al mangiarigori Sommer – povera Viola -che trasforma in gol la spinta collettiva e minaccia da primissima, insieme a Inzaghi, la Juve del battutista Allegri, prossima ospite di San Siro. E per fortuna oltre a Mago Sinner c’è la passione di “quelli che il calcio” lo amano anche se li annoia e li tormenta.