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Fnofi, i fisioterapisti chiedono “cambio di paradigma” per la sanità

ROMA (ITALPRESS) – “Mi auguro che il modello di questo Congresso FNOFI, che ha fatto convivere dialogo istituzionale, presenza della componente accademica professionale, riflessione sulla professione all’interno dei mutamenti e condivisione delle più avanzate esperienze scientifiche, possa diventare un modello condiviso in tutta la comunità internazionale della fisioterapia”. L’ha affermato Mike Landry, presidente della World Physiotherapy nella sessione conclusiva del Primo Congresso Nazionale FNOFI, tenuto nei giorni scorsi a Roma sul tema Nuovi paradigmi di Salute: fisioterapisti, bisogni, cittadini e SSN.
Oltre trecento rappresentanti della professione e degli Ordini territoriali dei Fisioterapisti si sono confrontati per tre giorni sul “cambiamento di paradigma” necessario al SSN per entrare in una fase di sanità di prossimità in grado di assumere i nuovi bisogni di salute che emergono in un Paese che invecchia sempre di più, e che diviene soggetto alla pressione delle cronicità diffuse.Un cambiamento che Melania Salina (vicepresidente della FNOFI e presidente del Congresso) ha sintetizzato con questa immagine: “tutto il sistema sanitario sta cambiando e questo impone anche a noi fisioterapisti di uscire dalla nostra comfort zone, per entrare in una fase in cui ci è chiesto di non occuparci solo di riabilitazione, ma anche di adeguare la nostra offerta professionale al crescente bisogno di salute in termini di prevenzione e cura dei disturbi del movimento dovuti all’invecchiamento e ai dismetabolismi”.
Proprio questa necessità di cambiamento e dell’indispensabile dialogo tra le professioni è stata al centro del dialogo tra i rappresentanti degli ordini professionali della sanità, con gli interventi di Filippo Anelli (FNOMCEO), Andrea Mandelli (FOFI), Nicola Draoli (FNOPI), Silvia Vaccari (FNOPO), Teresa Calandra (FNO TSRM), David Lazzari (CNOP) e Mirella Silvani (CNOAS), oltre che di Piero Ferrante (FNOFI). La tavola rotonda, a cui hanno partecipato anche Lorena Martini (AGENAS) e Tiziana Frittelli (Federsanità) ha messo a fuoco una necessità condivisa: concretizzare una nuova forma di collaborazione di sistema anche alla luce delle indicazioni del DM77, che abbandoni vecchie logiche di attività e responsabilità a compartimenti stagni, e che comprenda anche percorsi formativi comuni, pur nell’ovvia distinzione di competenze.
Il Congresso si è concluso con le parole dei rappresentanti delle società scientifiche della fisioterapia (Simone Cecchetto, AIFI; Matteo Paci, SIF; Andrea Lanza, ARIR) che hanno sottolineato l’importanza di questo primo Congresso nazionale che ha messo in comune lo sviluppo della professione in termini di scienza e di ricerca, e che spinge tutta la professione verso la capacità di misurare gli esiti delle sue performance.
La conclusione dell’evento è nelle parole di Piero Ferrante, presidente FNOFI: “In questi giorni abbiamo rivisitato ed in un certo senso rifondato la nostra professione. Oltre settanta relazioni e altrettanti speakers ci hanno aiutato a riflettere sul nostro presente professionale e ci hanno permesso di identificare un percorso futuro sempre più preciso e sfidante, perchè la fisioterapia può essere un centro propulsore del sistema delle cure. Siamo una professione dinamica, competente, presente in tutti i luoghi di vita, in continuo aggiornamento, e che per sua natura è portata a ragionare già oggi in termini di prossimità e di presa in carico immediata dei pazienti. Mettere a disposizione di tutti i cittadini queste caratteristiche che distinguono gli oltre 71mila fisioterapisti italiani è il compito che FNOFI si prende in carico già da oggi”.

– Nella foto (ufficio stampa Fnofi) la leadership della fisioterapia: da sinistra Paci (SIF), Lanza (ARIR), Ferrante (FNOFI), Salina (FNOFI), Landry (WORLD PHYSIO), Cecchetto (AIFI) –

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Mattarella “A rischio la sopravvivenza del pianeta”

ROMA (ITALPRESS) – “Affermare che stiamo vivendo tempi ordinari sarebbe negare l’evidenza. Nè può recare conforto la circostanza che, nella dimensione internazionale, periodi di pace e periodi di tensione e contrasto si sono frequentemente succeduti. Perchè non siamo in presenza della sola presunzione di determinare nuovi equilibri, indotti dall’affacciarsi, con determinazione, di protagonisti sino a ieri concentrati prevalentemente sulla rispettiva scena interna. Le sfide di fronte alle quali l’umanità si trova, pongono a rischio la sopravvivenza del pianeta, a partire dalle conseguenze della condizione climatica, sino a modalità belliche – che ci riportano a epoche che non hanno il diritto di riproporsi – in cui i popoli divengono ostaggi delle politiche aggressive dei rispettivi governi”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel suo intervento alla Farnesina alla Conferenza delle Ambasciatrici e degli Ambasciatori d’Italia nel mondo.
“Derubricare a mera dimensione regionale l’attacco della Federazione Russa all’Ucraina sarebbe un errore capitale. I suoi effetti destabilizzanti si avvertono in tutti gli angoli del globo e vulnerano gli strumenti internazionali di cooperazione e dialogo”, ha proseguito il capo dello Stato.
Per Mattarella “la pretesa del riemergere, nel terzo millennio, della logica ‘imperialè è inaccettabile. A suffragarla non soccorre neppure più l’alibi ideologico, di confronto/competizione tra sistemi basati su progetti di vita contrapposti. Rimane soltanto la logica della prepotenza”.
“Ecco la ragione elementare per puntare sul multilateralismo per quei Paesi, come l’Italia – ha continuato -, che rifiutano intenti imperialisti e non hanno l’ambizione di essere ‘satellitì di alcuno, bensì di cooperare, da pari, con tutti gli Stati e i popoli di buona volontà, anche per governare la globalizzazione, facendone crescere la coincidenza con il perimetro della libertà e del benessere”.

– Foto ufficio stampa Quirinale –

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Fulmine Group consolida la sua quota di mercato

ROMA (ITALPRESS) – Fulmine Group, primo operatore privato del mercato postale nazionale, conferma il trend positivo del 2022, chiudendo l’anno in corso con una ulteriore significativa crescita. “I risultati ottenuti riflettono il cambio di passo del gruppo nel consolidare la propria quota di mercato e nel realizzare gli obiettivi delineati nel piano di sviluppo 2021-2024”, si legge in una nota.
Il gruppo vanta sul territorio nazionale oltre 2.000 postini, 400 agenzie partner, 10 hub, 1.000 addetti del network, coprendo circa il 70% della popolazione nazionale con più di 3.000 clienti in Italia tra banche, assicurazioni, aziende dei settori media e tlc, utilities, comuni, enti della pubblica amministrazione e società di e-commerce. “Il gruppo si presenta con tutte le carte in regola per connettere il Paese guardando al futuro, grazie al suo modello imprenditoriale basato sul network di agenzie partner che presidiano capillarmente il territorio italiano, ascoltando le singole esigenze delle realtà locali”, prosegue la nota.
Il piano di sviluppo di Fulmine Group ha preso forma attraverso una strategia di diversificazione, che si è concretizzata nel rafforzamento delle sue quattro business unit: Mail, la storica attività postale con i servizi di punta Raccomandata Plus e SDOC (Servizio a Data e Ora Certa), Servizi Notificazione, specializzata nella notifica degli Atti Giudiziari e violazioni del codice della strada attraverso la società FG Servizi Notificazione, Parcel per le consegne di pacchetti fino a 2 kg generati da società di e-commerce, un mercato in forte crescita per i prossimi anni in Italia, “dove il gruppo rappresenta il punto di contatto tra chi vende e chi compra con il brand FG Delivery, e infine Digital con innovative soluzioni di servizi veloci per tutte le esigenze del mercato”, sottolinea Fulmine Group.
Il valore delle consegne registra un trend in crescita per Fulmine Group, nonostante la dematerializzazione degli invii, “grazie al digitale che consente maggiore efficienza nel lavoro, ma soprattutto ai costanti investimenti tecnologici sulla piattaforma logistica per il monitoraggio puntuale delle attività, certificate dall’adozione di palmari di ultima generazione per garantire a tutti gli attori (pubbliche amministrazioni e aziende clienti e loro utenti finali) di monitorare con precisione la data e l’ora di consegna – prosegue la nota -. A testimonianza della solidità finanziaria acquisita e degli investimenti in tecnologia e risorse umane intrapresi, Fulmine Group si è da poco trasformata in una Società per Azioni. Adesso si guarda già al futuro: il completamento del piano di sviluppo nel prossimo anno, prevede infatti un importante intervento di innovazione della customer experience verso la clientela business, per soddisfare le esigenze in continua evoluzione dei mercati. Si registrano, inoltre, importanti acquisizioni di clienti nazionali e internazionali, mentre nell’ambito dell’innovazione, è pronta la nuova piattaforma logistica in grado di integrare mondo fisico e digitale, al fine di garantire la migliore tracciatura delle attività di consegna multicanale e multi-prodotto”.
“In questi ultimi anni – dichiara il General Manager Alessandro Comparetto – abbiamo consolidato il trend in crescita di mercato su tutte le quattro nostre business unit con nuovi clienti, puntando all’incremento e alla qualificazione formativa di tutte le nostre risorse umane sia del network che del team. Il clima che si respira nel nostro gruppo è di passione, energia, voglia di cambiare insieme al mercato, cogliendo le nuove opportunità che si presentano. E poi anche la recente sfida degli atti giudiziari e del parcel è molto interessante per la crescita che coinvolge tutto il gruppo. La nostra storia ci permette di ascoltare le esigenze dei nostri clienti, ma anche quella dei clienti dei nostri clienti che spesso sono i cittadini. La nostra bussola da sempre indica l’attenzione nel migliorare quotidianamente la relazione con il cliente, senza dimenticare mai i valori tramandati dal fondatore Michele Comparetto, Presidente del gruppo, che mettono al centro di ogni processo lavorativo la persona”.
Nel 2022 i ricavi sono cresciuti del 32%, raggiungendo oltre 40 milioni di euro. I volumi sono aumentati del 20%, con oltre 95 milioni di buste gestite. AGCOM (relazione annuale 2023) ha ufficialmente riconosciuto questi risultati, confermando la posizione del gruppo come primo operatore privato del mercato postale nazionale, con una quota che cresce dal 3,9% nel 2021 al 4,5% nel 2022. La stima di chiusura del 2023 registra un aumento del fatturato di circa il 15%.

– Foto ufficio stampa Fulmine Group –

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E’ doppietta Suzuki nel campionato italiano cross country

ROMA (ITALPRESS) – Si conclude con un doppio successo il 2023 di Suzuki tra i fuoristrada, che nel Campionato Italiano Cross Country e SSV si è aggiudicato per il secondo anno di fila il titolo Costruttori, oltre a quello riservato ai piloti con Alfio Bordonaro. Il pilota siciliano ha infatti confermato il successo del 2022 al volante del Suzuki New Grand Vitara di Gruppo T1, Prototipo condiviso con Stefano Lovisa che rappresenta una presenza fissa nell’albo d’oro del Suzuki Challenge, giunto alla sua edizione numero ventiquattro, oltre che nel tricolore riservato al fuoristrada. Quest’ultimo rappresenta inoltre il quattordicesimo titolo italiano – 12 “assoluti” e 2 tra i “veicoli di serie” – conquistato da un pilota Suzuki, dal 2008 ad oggi.
“Abbiamo un numero di partecipanti ancora interessante – commenta Massimo Nicoletti, responsabile Trofeo Suzuki Challenge – Noi insistiamo perchè la storia di Suzuki sui fuoristrada è una storia che vogliamo continuare e speriamo il prossimo anno di avere un buon numero di partecipanti e soprattutto che continuino a divertirsi come si sono divertiti quest’anno”.
Anche quest’anno infatti Suzuki ha intrapreso il suo viaggio verso la vittoria passato per i sei appuntamenti fissati in calendario, inaugurato dal 13° Italian Baja di Primavera – Artugna Race, a cui ha fatto seguito il 1° Baja Colline Metallifere e i due round internazionali al 10° Rally Greece Off Road e 30° Italian Baja, dove si sono sfidati gli interpreti europei e mondiali dell’off road. Anche quest’anno infatti Suzuki ha intrapreso il suo viaggio verso la vittoria passato per i sei appuntamenti fissati in calendario, inaugurato dal 13° Italian Baja di Primavera – Artugna Race, a cui ha fatto seguito il 1° Baja Colline Metallifere e i due round internazionali al 10° Rally Greece Off Road e 30° Italian Baja, dove si sono sfidati gli interpreti europei e mondiali dell’off road. Dopo la pausa estiva, in chiusura del finale di stagione, i principali protagonisti del trofeo della casa giapponese hanno affrontato gli sterrati del 5° Baja Vermentino e Terre di Gallura, dove Bordonaro si è reso autore della sua duplice vittoria nel tricolore e nel Challenge con una gara di anticipo, e del 2° Baja delle Marche. Nel monomarca il catanese, a seguito dei successi ottenuti in Toscana, in terra ellenica e in Sardegna, ha preceduto Lorenzo Codecà, che ha chiuso in piazza d’onore con 126 punti, e Paolo Semeraro, al terzo posto con un totale di 63 punti. “La macchina è andata benissimo – commenta Alfio Bordonaro – Abbiamo fatto l’intero anno con il T1, ad eccezione dell’Artugna dove abbiamo gareggiato con il T2 perchè la vettura non era ancora pronta. Ho vinto due primi assoluti e poi abbiamo fatto ottenuto il secondo posto assoluto al Marche, mentre a Pordenone invece abbiamo avuto alcuni problemi, così come in Grecia. Il prossimo anno riconfermiamo il T1 con qualche modifica per migliorarlo. Ringrazio tutti gli sponsor, Ito Motorsport e il mio navigatore Stefano Lovisa, che è stato impeccabile”.
– foto ufficio stampa Suzuki –
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Fotogramma/40, in un libro quattro decenni di cronaca milanese

MILANO (ITALPRESS) – Quattro decenni di cronaca milanese raccontati attraverso l’archivio della storica agenzia di fotogiornalismo, a cura di Luca Matarazzo e Alan Maglio: arriva in libreria il prossimo 14 dicembre per Milieu edizioni, “Fotogramma/40 Milano 1983-2023. Tutti i colori della cronaca”.
Una ricostruzione storica fatta per immagini, che ripercorre i grandi cambiamenti degli ultimi decenni del Paese, passati per la “capitale morale”: Milano. Dalla Milano da bere a Tangentopoli, dagli anni del craxismo e a quelli del berlusconismo, per raccontarli davvero non bastava il lavoro del cronista: serviva un bravo fotografo, un reporter che fosse presente. A metà tra libro d’artista e catalogo storico, Fotogramma/40 permette di comprendere il valore sociale e di testimonianza degli scatti, dall’era pre-Internet ai giorni nostri.
Era il 1983 quando Mimmo Carulli e Alvaro Ricotti decisero di fondare l’agenzia Fotogramma, oggi diretta da Domenico Pizzarelli e Stefano De Grandis. La loro volontà era quella di seguire in modo più approfondito le notizie, riflettendo sul contesto e proponendo servizi fotografici originali su argomenti meno battuti dalle cronache, specializzandosi in servizi di fotogiornalismo per le principali testate nazionali, perchè “se il cronista vuole una notizia da titolo, il fotografo vuole un’immagine che da sola sia capace di raccontare un fatto”, scrive nella prefazione al volume il giornalista Pietro Colaprico.
Negli anni l’agenzia Fotogramma ha mantenuto salda la sua vocazione, e festeggia ora i suoi primi 40 anni con questo libro celebrativo. Mettendo a disposizione un patrimonio iconografico molto ampio, che conta oltre 2 milioni di immagini – a partire dal 1968 (grazie all’arricchimento degli archivi storici di Agenzia De Bellis e Giacominofoto) fino ad arrivare ai giorni nostri – Fotogramma/40 racconta, attraverso lo sguardo di decine di fotogiornalisti, gli ultimi quarant’anni di vita politica e culturale milanese, con un percorso unico e originale che attraversa le grandi cronache che hanno segnato l’Italia della Seconda Repubblica.
“Sfogliando le pagine che raccontano questi ultimi quarant’anni si comprende come il reale valore consista nella documentazione del cambiamento che in quasi quattro decenni ha caratterizzato la città di Milano a tutti i livelli, da quello urbanistico a quello politico a quello culturale e sociale”, scrive in uno dei capitoli del volume Stefano De Grandis, coordinatore dei fotografi dell’agenzia.
Dalla strage davanti alla questura di via Fatebenefratelli alla grande nevicata del 1985; dall’assemblea dei lavoratori all’Alfa Romeo di Arese nel 1980, all’inaugurazione del nuovo parcheggio all’aeroporto di Linate; fino ad arrivare alle semifinali del concorso Miss Padania e Miss Maglietta Bagnata nel 1998 e agli anni di Berlusconi, passando per i grandi volti dello spettacolo e della moda: il volume non solo immerge nel ricordo di una città fatta di fabbriche che non ci sono più, clacson e smog, passerelle e passatoie, velluti e cuoio degli anni ’90, ma fa riscoprire anche un certo modo di fare reportage.
Luca Matarazzo è un fotoreporter italiano nato a Milano. Dopo la scuola di fotogiornalismo di Contrasto, inizia a collaborare con la storica agenzia Tam Tam, per poi approdare a Fotogramma. Nel 2016 ha vinto il “Premio Guido Vergani – Cronista dell’anno”. Per Milieu ha curato Ultima edizione.
Alan Maglio è un artista e fotografo nato a Milano. La sua ricerca comprende la reinterpretazione di materiali d’archivio attraverso strumenti quali il collage e il cinema. E’ regista di Asmarina (2015) e Milano Centrale. Stories from the Train Station (2007), due film in cui indaga l’identità culturale delle comunità africane presenti in Italia. Per Milieu ha curato Ultima edizione.

– Foto Agenzia Fotogramma –

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Inter batte Lazio 2-0 e vola via, Lautaro gol e cuore

ROMA (ITALPRESS) – L’Inter non si ferma neanche al cospetto della Lazio, battuta per 2-0 all’Olimpico grazie alle reti di Lautaro Martinez e Thuram, e lancia un messaggio chiaro a tutte le avversarie della Serie A, confermando, per il momento, di non avere rivali. Per i nerazzurri prima fuga: sono a +4 dalla diretta inseguitrice, ovvero la Juventus. Per i biancocelesti, invece, la Champions si allontana ulteriormente.
Commozione prima del match con il ricordo di Sinisa Mihajlovic e con le sue maglie esposte, come quella della Stella Rossa, della stessa Lazio e della Nazionale della Serbia. Bella anche la dedica-gol di Lautaro, rivolta alla gente della “sua” Bahia Blanca e alle vittime della tragedia odierna.
Parte meglio la Lazio che colleziona occasioni potenziali con Kamada, ma il suo destro al volo è deviato in angolo da Bastoni, poi con Immobile che di testa, da ottima posizione, non riesce a centrare la porta di Sommer. Dall’altra parte è Thuram, con un destro che non prende il giro giusto, a rendersi pericoloso. La sensazione è che il match possa sbloccarsi solo con un episodio. E questo arriva puntuale al 40′ con la follia di Marusic, che appoggia all’indietro verso Provedel incurante di Martinez: l’argentino si infila, dribbla il portiere capitolino e porta in vantaggio i nerazzurri, mostrando una maglia speciale con dedica agli abitanti della sua città natale, colpita da una tempesta cha ha causato 13 vittime.
La ripresa si apre con la grande occasione di Rovella che, però, spara addosso a Sommer, facilitando il compito dell’estremo difensore nerazzurro. Sarri prova a vivacizzare la manovra con l’ingresso di Luis Alberto, ma è Thuram a far calare i titoli di coda con il suo sinistro, su assist di Barella, che si infila all’angolino, chiudendo di fatto il match con una ventina di minuti d’anticipo. Il finale di partita è pura accademia con la squadra di Inzaghi che sfiora il tris e con quella di Sarri – rimasta in dieci per l’espulsione di Lazzari – che perde un’altra occasione, l’ennesima, per rilanciare le proprie ambizioni di lottare per un posto nella prossima Champions League.
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Il Bologna da Champions piega 2-0 la Roma, Mou giura fedeltà

ROMA (ITALPRESS) – Il Bologna batte la Roma 2-0 al Dall’Ara e si prende il quarto posto della Serie A in solitaria, a quota 28 punti. La squadra rossoblù trova la quinta vittoria interna consecutiva, come non accadeva dalla stagione 2018-19, grazie al gol di Moro e all’autorete di Kristensen. Nell’era dei tre punti a vittoria non era mai accaduto che il Bologna arrivasse a quota 28 in classifica della Serie A dopo i primi 16 turni. Ambizioni ridimensionate, di contro, per i giallorossi, orfani di Dybala e di Lukaku, che subiscono il sorpasso di Fiorentina e Napoli (prossima avversaria all’Olimpico) e scivolano al settimo posto.
L’attacco giallorosso è affidato a Belotti ed El Shaarawy (oggi per lui 250esima maglia della Roma), mentre Thiago Motta non rinuncia a Zirkzee. Quelle in campo sono due delle sei squadre di questo campionato che hanno concesso meno tiri in porta agli avversari. Non sorprende quindi che la prima conclusione nello specchio arrivi solo al 29′. Llorente vede fuori dai pali Ravaglia (schierato al posto di Skorupski) e calcia in porta dalla lunga distanza su punizione: il portiere recupera posizione e mette in angolo, per poi salvare due minuti dopo su un colpo di testa di Belotti. Al 37′ il Bologna colpisce: verticalizzazione sulla destra per Ndoye, cross basso a rimorchio e conclusione vincente di Moro per l’1-0.
Sempre da destra nasce il raddoppio rossoblù, al 4′ della ripresa. Ferguson sfonda da quel lato e crossa, Kristensen è sfavorito da un rimpallo con Ndoye: così è del danese l’autorete del 2-0. Mourinho prova a dare la scossa ai suoi al 64′. Bocciatura per Renato Sanches, entrato all’intervallo e richiamato in panchina dopo diciannove minuti per dare il posto a Bove, mentre Llorente esce per Azmoun. A spegnere le speranze di rimonta dei giallorossi è Ravaglia che all’80’ sbarra la strada a Belotti. L’ultima chance è di Ndoye che a tu per tu con Rui Patricio sciupa la palla del 3-0. La sostanza non cambia: Thiago Motta vince lo scontro diretto per la zona Champions e inguaia Mourinho. Attese polemiche per il “mancato” secondo giallo ai danni di Beukema, poi sostituito. Ricordato nel pre-partita Sinisa Mihajlovic, a un anno dalla sua scomparsa. Nel post-gara dichiarazione d’amore di Josè Mourinho: “”Io voglio continuare nella Roma”.
– foto LivePhotoSport –
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Fiorentina-Verona 1-0, Terracciano e Beltran decisivi

FIRENZE (ITALPRESS) – La Fiorentina conquista un successo importantissimo in chiave ambizioni europee, battendo 1-0 il Verona al termine di una partita largamente sofferta dagli uomini di Italiano e decisa da una rete di Beltran nel finale di gara. I veneti si devono mangiare le mani in particolar modo per la prima parte di match dove hanno sempre la meglio su Biraghi e compagni ma senza concretizzare. Per la squadra di Baroni una sconfitta pesante che complica i piani salvezza, l’Hellas paga ancora una volta la consueta sterilità offensiva.
Il Verona come detto domina il primo tempo ma non passa. L’occasione più grossa i gialloblù la sprecano dopo 1′ quando l’arbitro Ferrieri Caputi, con l’ausilio del Var, assegna un calcio di rigore per gli ospiti per fallo di Terracciano su Folorunsho. Il portiere gigliato ipnotizza Djuric dal dischetto e poi respinge anche la ribattuta di Ngonge. E’ un vero e proprio duello quello fra Terracciano e Djuric che vede vincente nei primi 45′ sempre l’estremo difensore della Fiorentina che salva almeno altre due volte, dicendo di no anche a Ngonge.
I gigliati vengono dominati in ogni zona del campo e infatti, a inizio ripresa, Italiano effettua subito tre cambi: dentro Barak, Arthur e Kouame per Sottil, Maxime Lopez e Nzola, con quest’ultimo che si era visto annullare una rete al 18′ per fallo di mano. La risposta di Baroni poco dopo l’ora di gioco con gli ingressi di Dawidowicz ed Henry per Suslov e Djuric. La Fiorentina prova a schiacciare il Verona nella propria metà campo ma fatica molto a costruire azioni da gol. Anzi serve un’altra super parata di Terracciano a negare il gol a Hien. Dall’altra parte risponde in termini di interventi decisivi Montipò che salva su una bella girata di Mandragora da dentro l’area. I viola passano a 12′ dalla fine con Beltran che raccoglie in area una corta respinta di Hien. Il Verona a quel punto non ha nè la forza, nè il tempo per pareggiarla e così, al triplice fischio finale del direttore di gara Ferrieri Caputi, il pubblico viola può fare festa.
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