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Al Gonzaga di Palermo scuola di italiano e sport gratuito per gli stranieri

PALERMO (ITALPRESS) – Imparare bene la lingua italiana per una maggiore inclusione sociale e partecipare a diverse attività sportive gratuite insieme ai giovani del campus. Sono le proposte del Gonzaga Campus di Palermo, aperte a tutte le persone migranti e ai giovani, italiani e stranieri, in difficoltà.
La Polisportiva del Gonzaga Campus è partner, infatti, del progetto “Kaleido Sport”, promosso dal Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale e Sport e Salute della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Il progetto dà la possibilità a 75 giovani, italiani e stranieri, di età compresa tra i 14 e i 25 anni. Le attività sportive gratuite sono il basket, la pallavolo e il calcio. A partecipare sono i giovani con minori opportunità economiche e sociali, i migranti, le persone a rischio marginalizzazione e NEET.
Parallelamente alla pratica sportiva ci sono i corsi di formazione come istruttore di minibasket e come arbitri/ufficiali di campo. Inoltre, sono previsti alcuni incontri di approfondimento culturale su: Unione Europea e Cittadinanza, Sport and healthy lifestyle, Opportunità e mobilità europea per i giovani, Legalità, integrazione e Inclusione.
Il progetto è frutto della partnership tra Verga Basket, Polisportiva Gonzaga, Centro Astalli Palermo, Euromed Carrefour Sicilia – Europoa Direct Palermo, Associazione Pio La Torre e la FIP Sicilia.
“Sono arrivato in Sicilia nell’agosto del 2022 – racconta Pamodou che ha 17 anni -. Vivo in una comunità di accoglienza insieme ad altri ragazzi. Giocare a calcio mi piace tantissimo. Sono contento di stare in una squadra di calcio che gioca in un campo grande. La cosa più importante per me è, anche, studiare a scuola Meccatronica per potere fare un giorno l’ingegnere. Subito dopo c’è la mia passione per il calcio”.
“Stiamo facendo amicizie con alcuni ragazzi della Tunisia con cui giochiamo a calcio – continua Yaya che ha 18 anni e viene pure dal Gambia -. Sono in Italia dal 2021 e studio per potere fare un giorno il meccanico di macchine. La mia famiglia che vive in Gambia è contenta di quello che faccio. Vorrei fare tante cose ma, prima di tutto, voglio lavorare”.
“E’ importantissimo dare l’opportunità a questi giovani di praticare uno sport – aggiunge Simona Chines, referente del progetto Kaleido Sport -. Soprattutto l’obiettivo principale è, però, quello di integrarli con i nostri giovani della comunità del Gonzaga. In questo modo favoriamo degli scambi interculturali interessanti. Pertanto, facciamo interagire i gruppi e le squadre per realizzare dei tornei misti”.
Contemporaneamente, alle persone migranti, adulte e giovani, viene proposta la scuola d’Italiano per stranieri. L’obiettivo è quello di far conoscere bene la lingua e la cultura italiana a coloro che, spesso, fuggiti da povertà, guerre e violenze, cercano un futuro di vita migliore.
“Quest’anno rispetto a due anni fa, la proposta è stata accolta con una grande partecipazione – spiega la professoressa Emanuela Adelfio della Scuola di lingua e cultura italiana per stranieri -. Abbiamo avuto finora 136 persone iscritte di cui 81 donne e 54 uomini, provenienti da 40 Paesi dei cinque continenti. A dedicarsi a loro ci sono ex docenti in pensione, volontari, docenti e studenti del progetto di alternanza scuola/lavoro”.
C’è anche l’opportunità, per gli studenti universitari di svolgere il tirocinio all’interno della nostra scuola.
“L’esperienza della scuola per migranti è parte integrante della nostra proposta educativa – afferma padre Vitangelo Denora, direttore generale del Gonzaga Campus -. Oltre alla lingua e alla cultura italiana, offriamo anche le attività sportive. Queste proposte sono in funzione della crescita socio-relazionale dei giovani. Vogliamo essere sempre di più non una istituzione chiusa in sè stessa ma un centro culturale, educativo e sociale a servizio della crescita dei giovani e di un mondo più umano e più giusto”.
Le persone che in questi anni di attività hanno usufruito della scuola d’Italiano provengono da 40 diversi Paesi e, fra questi, ci sono: Argentina, Brasile, Bangladesh, Sri Lanka, Tunisia, Marocco, Mauritius, Costa D’avorio, Ghana, Nigeria, Algeria, Lettonia e Ucraina.
La scuola è organizzata in quattro corsi: A0 alfabetizzazione, A1, A2 per la carta di soggiorno e B1 per la cittadinanza.
Per partecipare gratuitamente ai corsi di italiano per stranieri è possibile iscriversi il martedì, giovedì e venerdì dalle 17:00 alle 19:00 presso il front office degli uffici del Gonzaga Campus. Per partecipare gratuitamente alle attività sportive per i giovani dai 14 ai 25 anni, è possibile iscriversi dal lunedì al venerdì, dalle 15 alle 19, presso la segreteria della polisportiva.
– foto ufficio stampa Istituto Gonzaga –
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Partorisce su ambulanza del 118 alle porte di Palermo, mamma e bimba stanno bene

PALERMO (ITALPRESS) – Le doglie sempre più forti, la corsa in auto da Ciminna verso l’ospedale Civico di Palermo e durante il tragitto la chiamata al 118 e il parto in ambulanza. Momenti concitati e con un lieto fine di nome Roberta, cioè la neonata venuta alla luce stamattina a bordo di un mezzo di soccorso medicalizzato all’ingresso di Palermo.
L’equipaggio dell’ambulanza del 118, proveniente dalla “postazione 45” di Misilmeri, era costituito dal medico Anna Maria Di Pisa, dall’autista-soccorritore della Seus Maurizio La Lia e dall’infermiere Alessandro Di Pasquale. Poco prima delle 9 dopo essere stati allertati dalla Centrale Operativa si sono precipitati a bordo del MSA (Mezzo di Soccorso Avanzato) verso lo scorrimento veloce Palermo-Agrigento: ad attenderli presso una stazione di servizio c’era appunto l’auto con a bordo la partoriente che il marito stava conducendo verso l’ospedale Civico. La donna quindi è stata subito trasferita in ambulanza per proseguire il tragitto verso Palermo. All’altezza della rotonda di via Oreto è avvenuto, appunto, il parto a bordo del mezzo di soccorso, con il taglio del cordone ombelicale. Infine, l’arrivo al pronto soccorso ostetrico dell’ospedale Civico della neo-mamma con la bimba che stanno entrambe bene.
“Gli operatori del 118 talvolta affrontano soccorsi che purtroppo si concludono con la morte dei pazienti, quindi è emozionante un epilogo così bello costituito da una nascita – sottolinea il presidente della Seus, Riccardo Castro -. Complimenti per l’ottimo lavoro di squadra alla Centrale operativa e a tutti i componenti dell’equipaggio dell’ambulanza e un affettuoso benvenuto alla vita alla piccola Roberta”.
– foto ufficio stampa Seus –
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Policlinico Palermo, primo Collegio di direzione per commissario Furnari

PALERMO (ITALPRESS) – Primo Collegio di Direzione tenuto dal Commissario straordinario del Policlinico di Palermo, Maria Grazia Furnari.
“Ringrazio i direttori di dipartimento per il contributo dato in questo incontro – afferma la manager – in cui abbiamo analizzato la situazione dell’azienda e affrontato le questioni più urgenti per rendere concrete tutte le potenzialità del Policlinico e far sì che sia sempre più un polo d’eccellenza”.
Il Collegio di Direzione, organo dell’Azienda con funzioni consultive e propositive, è costituito dai direttori di dipartimento – i professori Adriana Cordova, Giulia Letizia, Francesco Vitale, Antonio Giarratano, Marcello Ciaccio, Mario Barbagallo – dal rettore Massimo Midiri, e dal direttore sanitario di presidio, Luigi Aprea.
Nel corso dell’incontro, si legge in una nota, “è stata analizzata la situazione complessiva dell’Azienda ospedaliera universitaria. I dati, elaborati dall’Unità di Controllo di gestione, sono più che incoraggianti perchè mostrano un incremento di performance nel 2023 in tutto i dipartimenti”.
Al Collegio hanno preso parte anche il Coordinatore degli staff, Fabrizio Russo, i direttori sanitario e amministrativo dell’Azienda ospedaliera universitaria, rispettivamente Gaetano Cimò e Sergio Consagra, il Direttore del Dipartimento amministrativo, Luigi Guadagnino, il direttore del Controllo di gestione Alberto Firenze, l’ingegnere gestionale Daniela Salvaggio, il direttore del Provveditorato Chiara Giannobile, la responsabile dell’unità Acquisti e servizi farmaci e dispositivi medici, Giovanna Milisenda, il direttore degli Affari Generali Vincenzo Manzella.
– foto ufficio stampa Policlinico di Palermo –
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Brancaccio “Il Ponte sullo Stretto è necessario per sviluppo del Paese”

PALERMO (ITALPRESS) – “Il Ponte sullo Stretto favorirà quelle aree economiche del Paese troppo lontane dai centri nevralgici. Siamo favorevoli come costruttori, anche perchè è una grande opera di ingegneria. Bisognerebbe, però, dare più valore anche a tutte le infrastrutture complementari, sia quelle direttamente connesse al Ponte, sia quelle necessarie a far sì che il Ponte possa sviluppare l’economia del Mezzogiorno”. Lo ha detto la presidente nazionale dell’Ance, Federica Brancaccio, che a Palermo ha incontrato il Sistema regionale delle imprese edili di Ance Sicilia, guidato da Santo Cutrone.
Brancaccio ha osservato che “il Ponte avrà certamente un impatto forte sull’occupazione durante gli anni di costruzione, ma è importante l’impatto che dovrà avere una volta completato, per dare un reale ritorno a questo ingente investimento che sta facendo tutta l’Italia. Ed è importante che già ora si programmino e si realizzino tutte le infrastrutture che servono per arrivare al Ponte”.
In proposito, Brancaccio si è soffermata sul “Pnrr”, che deve essere “una grande opportunità per il Paese. Per questo non basta fare le infrastrutture, occorre anche realizzare le riforme che servono a fare camminare da solo e crescere tutto il Paese dopo il 2026. Il ‘Pnrr’ deve essere una palestra: usiamolo per fare tutte le opere necessarie, anche quelle minori nei Comuni, ma anche le riforme, affinchè l’Italia, che negli ultimi anni ha camminato troppo piano, possa invece correre”.
Ma il “Pnrr” non basta a completare la rete delle infrastrutture al Sud: “Per colmare il gap di infrastrutture fra Nord e Sud occorre recuperare decenni in cui il famoso 40% di risorse riservato al Sud non è stato rispettato – ha sottolineato -. Il ‘Pnrr’ finirà, cerchiamo di usare meglio questi fondi, ma pretendiamo anche – e vogliamo sostenerle in ciò – che le nostre amministrazioni spendano tutti i fondi europei e nazionali, obiettivo che al Sud non si riesce a raggiungere. Quest’anno faremo una battaglia, e sosterremo in ciò l’Italia in Europa, affinchè dal Patto di stabilità vengano esclusi i cofinanziamenti nazionali dei programmi europei. Questo ci consentirebbe, senza sforare i limiti del Patto, di cofinanziare molti più progetti”.
A livello europeo, con particolare riferimento alla direttiva sulle “case green”, la presidente dell’Ance ha annunciato che “il Presidente dei costruttori europei sarà italiano. A maggio Pietro Petrucco, attuale vicepresidente di Ance, si insedierà alla guida della Federazione dei costruttori europei. E’ vero che sul piano normativo il ‘Superbonus’ è un capitolo chiuso, ma un riordino degli incentivi si farà e si deve fare. Quell’obiettivo al 2050 è quasi impossibile da raggiungere, ma almeno per avvicinarsi bisogna ottenere un Fondo europeo per l’ambiente, perchè la transizione ecologica non è a costo zero, è una spesa che non può ricadere tutta sui cittadini. L’Italia ha una situazione molto complessa in termini di vetustà del patrimonio immobiliare e di grande frammentazione della proprietà privata e di regole che impediscono la demolizione e ricostruzione in programmi di rigenerazione urbana. Si dovrà intervenire sul vecchio e questo sarà molto costoso”. Quanto al “Superbonus”, Brancaccio ha rilanciato la denuncia delle imprese che, dopo la chiusura della misura, “ancora hanno crediti fiscali che non riescono a smobilizzare e a monetizzare. Continuiamo a temere grandi rischi di fallimenti e contenziosi fra condomini e imprese perchè non si riesce a completare i lavori”.
E ancora, “all’Europa – ha aggiunto Brancaccio – chiediamo che vengano recepite in Italia alcune normative più avanzate per il nostro settore. Ma anche una politica comune sul fronte fiscale e su quello dei lavori extra-Ue, per il quale punteremo attraverso la Federazione a joint-ventures fra costruttori europei. Cioè, stringere alleanze perchè ci sia un’Europa veramente unita; è l’Europa, e non più solo l’Italia, che deve concorrere con il resto del mondo”.
Brancaccio ha analizzato la situazione della Sicilia: “L’Isola ha una grande tradizione nei lavori pubblici, ma è meno specializzata sugli investimenti privati, sul partenariato pubblico-privato, sulla rigenerazione urbana. Chiediamo fortemente alle Istituzioni locali, alle Regioni e ai Comuni del Sud di andare oltre i fondi del ‘Pnrr’, che saranno sempre di meno, e di investire con tutte le fonti finanziarie possibili per trasformare le nostre città senza consumare suolo. La rigenerazione urbana, oltre a migliorare la qualità della vita di tutti i cittadini, darebbe anche tanto lavoro al settore, che è trasversale”.
Sul tema della sicurezza nei cantieri, la presidente dell’Ance ha ricordato l’incontro di lunedì scorso a Palazzo Chigi con la ministra del Lavoro, Marina Elvira Calderone: “La prima avvertenza, secondo noi, è di non adottare mai provvedimenti normativi su un tema così delicato sull’onda dell’emotività. Le regole ci sono, abbiamo chiesto più ispettori e che questi, così come avviene in altri Paesi europei, inizialmente svolgano un’attività di consulenza per accompagnare l’impresa nella cultura della sicurezza, utile a prevenire le tragedie. E’ chiaro che dopo, se si riscontrano gravi irregolarità, bisogna intervenire con le sanzioni. Questo è un tipo di approccio nuovo che comporta un grande rafforzamento degli organici dell’Ispettorato del lavoro”.
Infine, in evidenza anche il “caro-materiali” che ha fatto saltare i conti di tante imprese: “Il decreto 50 – ha osservato Federica Brancaccio – aveva provato a risolvere il problema nel settore delle opere pubbliche riconoscendo un parziale ristoro alle imprese danneggiate: peccato che stiamo ancora aspettando i pagamenti del primo semestre 2022, mentre i ristori del 2023 sono stati erogati. Invece nel mercato privato il problema è molto più serio: non ci sono stati nè una modifica normativa nè un ristoro con fondi pubblici. Bisognerebbe fare valere alcuni articoli del Codice civile che già consentono di fermare i lavori se diventano troppo onerosi”.
– foto ufficio stampa Ance, da sinistra Santo Cutrone e Federica Brancaccio –
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Svelato il “Telamone” del tempio di Zeus ad Agrigento, Schifani “Giorno importante”

AGRIGENTO (ITALPRESS) – Dopo venti anni di studi, ricerche e restauri il ‘gigante di pietrà dell’antica Akragas si è rialzato. Il ‘telamonè, una delle colossali statue antropomorfe che sostenevano l’architrave del tempio di Zeus Olimpio, l’Olympieion, simbolo della Valle dei templi, è stato riportato in posizione eretta.
Stamattina la cerimonia di presentazione del telamone ricostruito con il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, l’assessore regionale ai Beni culturali, Francesco Paolo Scarpinato, il direttore del Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei templi, Roberto Sciarratta, il sindaco di Agrigento, Francesco Miccichè, il prefetto di Agrigento, Filippo Romano, il curatore del progetto di musealizzazione, Carmelo Bennardo, e l’esperto scientifico del progetto, Alessandro Carlino.
La statua, alta quasi 8 metri, è sostenuta da una struttura in acciaio di 12 metri alla quale sono ancorate delle mensole dove sono collocati i singoli pezzi del monumento riassemblato.
‘Oggi – dice il presidente Renato Schifani – è un giorno importante per Agrigento e per tutta la Sicilia. Certifica la grande attenzione del governo regionale per la tutela e la valorizzazione dell’immenso patrimonio artistico e culturale che la nostra Isola custodisce. Il telamone, che oggi consegniamo alla collettività nella sua straordinaria imponenza, rappresenta uno dei migliori biglietti da visita di Agrigento Capitale della cultura. Questo gigante di pietra dell’antica Akragas, che dopo tanti anni di studi e ricerche possiamo osservare nella sua posizione naturale, è il cuore di un importante progetto di musealizzazione dell’intera area del tempio di Zeus’.
‘Tuttavia – sottolinea il presidente della Regione Siciliana – la giornata di oggi non va intesa come punto di arrivo, ma deve servire da stimolo a tutti gli addetti ai lavori, per fare di più e meglio. Occorre migliorare la capacità attrattiva e la fruizione del nostro inestimabile patrimonio culturale. Nonostante i dati sul turismo del 2022 e del 2023 ci dicano che la Sicilia è una delle mete turistiche più gettonate, il rapporto tra patrimonio culturale e flussi turistici non è ancora, a mio avviso, soddisfacente. Si può fare di più e meglio. Dobbiamo migliorare i servizi di accoglienza, soprattutto per le persone con disabilità, dobbiamo aumentare la capacità ricettiva nei confronti dei turisti stranieri, occorre lavorare per rendere attrattivi i nostri gioielli 365 giorni all’anno, nell’ottica di processo di destagionalizzazione dei flussi turisticì.
‘Il telamone – osserva l’assessore regionale ai Beni culturali, Scarpinato – diventerà uno dei punti di attrazione della Valle dei templi, un nuovo ambasciatore internazionale di un sito archeologico unico al mondo che, proprio lo scorso novembre, ha superato il milione di visitatori in un anno. Grazie a un progetto di valorizzazione che include visite guidate, un progetto di realtà aumentata e anche una particolare illuminazione per favorire le visite notturne, potremo far conoscere questa imponente opera alla comunità internazionalè.
L’intero progetto di musealizzazione dell’area dell’Olympieion, che finora è costato 500 mila euro di fondi del Parco, include la prossima ricostruzione a terra di una parte della trabeazione e della cornice del tempio, in modo rendere un’idea più concreta delle dimensioni colossali e dell’unicità del monumento ma, nello stesso tempo, proteggere i reperti.
Nel 2004, il Parco della Valle dei templi ha avviato un’estesa campagna di studi e ricerche sull’Olympieion affidata all’Istituto archeologico germanico di Roma (Dai Rome) e guidata da Heinz-Jùrgen Beste. Lo studio, oltre a nuove conoscenze sul monumento, ha portato alla precisa catalogazione degli elementi ancora in situ. Sono stati così individuati più di 90 frammenti che appartenevano ad almeno otto diversi telamoni e, di uno di essi, si conservavano circa i due terzi degli elementi originari che lo componevano. Questo nucleo omogeneo di blocchi è stato utilizzato per la ricostruzione del telamone, ‘fratellò di quello già ricostruito a fine Ottocento, ospitato al Museo archeologico ‘Pietro Griffò dove è tuttora. Il curatore del progetto è l’architetto Carmelo Bennardo, attuale direttore del Parco archeologico di Siracusa, mentre l’esperto scientifico è l’architetto Alessandro Carlino.
‘Il lavoro che abbiamo condotto sul telamone e sull’intera area dell’Olympeion – dice Roberto Sciarratta, direttore del Parco della Valle dei templi – risponde perfettamente alla nostra mission di tutela e valorizzazione della Valle dei templi, insieme all’identificazione, alla conservazione, agli studi, alla ricerca e alla promozione di ogni intervento che porti lo sviluppo di risorse del territorio. Sin dal 2019, da quando sono alla guida del Parco, ho fatto mio il progetto del precedente direttore Pietro Meli, ma ho anche risposto al grande fascino esercitato da questi colossi di pietra, dal tempo antico ad oggì.
Il Parco Valle dei templi, con il supporto di CoopCulture, ha già annunciato eventi formativi per le guide turistiche a cui parteciperanno studiosi e archeologi coinvolti nel progetto di musealizzazione. E’ stata integrata, inoltre, l’app gratuita per i visitatori della Valle con notizie sul telamone e sull’antico Olympieion e sono stati realizzati cartelli esplicativi in italiano e inglese lungo il percorso che conduce all’area del tempio. E’ nata anche una linea di merchandising dedicata al telamone, in vendita nei bookshop della Valle dei templi. Sempre a cura di CoopCulture, nella prima domenica del mese (3 marzo, alle 16) a ingresso gratuito sarà invece organizzata una visita laboratorio, quasi una caccia al tesoro tra i ruderi del tempio, per bambini tra 6 e 12 anni che potranno così scoprire le caratteristiche, i segreti e le curiosità dell’antica e colossale struttura.
Altre iniziative coinvolgeranno gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Agrigento: si sta lavorando a un puzzle in 3D che resterà nel Parco e all’organizzazione di giornate di “disegno en plein air”, sullo stile degli acquerellisti del Gran Tour, usando le diverse tecniche artistiche.
Il tempio di Zeus Olimpio sorgeva a sud della città antica, sulla parte occidentale della collina dei templi. Venne eretto in segno di ringraziamento per la vittoria di Akràgas sui Cartaginesi dopo il 480 a.C. per celebrare il prestigio del tiranno Terone. Furono escogitate soluzioni architettoniche mai viste prima, come le altissime semicolonne scanalate, in ognuna delle quali ‘poteva stare comodamente un uomò (scrive Diodoro Siculo). Di dimensioni colossali, basti pensare che misurava circa 112 x 56 metri (il Partenone ad Atene misura 69,54 x 30,87 m.), occupava 6340 mq e fu realizzato in blocchi di calcarenite locale. A pianta inusuale (pseudoperipteroeptastilo, 7 semicolonne doriche sui lati corti e 14 sui lati lunghi), con l’architrave, composto da tre filari di blocchi, sormontato da un fregio dorico, dal geison e dalla sima. Negli spazi tra le colonne (intercolumni), a circa 11 metri d’altezza, erano posizionate le statue monumentali (telamoni) nell’atto di reggere con le braccia un gravoso carico. Il tempio fu irrimediabilmente compromesso da un terremoto nel 1401, poi depredato nel XVIII secolo e i suoi blocchi utilizzati per costruire il molo di Porto Empedocle.
Con il tempio della Concordia e i templi di Paestum, l’Olympieion affascinò viaggiatori ed eruditi tra ‘700 e ‘800, soprattutto Winckelmann, padre della moderna storia dell’arte, che ne sottolineò le dimensioni enormi paragonando le sue colonne a quelle di San Pietro. Con il contributo delle incisioni e degli acquerelli di Jean Houel e Philipp Hackert, nacque il mito del misterioso Olympieion. Gli archeologi si interrogavano su dimensioni e struttura, ma fu un giovane architetto britannico, Charles R. Cockerell, nel 1812, a individuare per primo l’esistenza dei telamoni – riconobbe una testa rinvenuta durante scavi borbonici, erroneamente attribuita al frontone – e combinarli in una prima figura. Sarà poi Pirro Marconi, intorno al 1920, a portare alla luce i diversi reperti che oggi fanno parte dell’attuale progetto di musealizzazione; e fu l’allora sovrintendente Pietro Griffo nel 1965, a collocare nel neonato Museo archeologico (a lui oggi intitolato) il primo telamone ricostruito. Negli anni successivi, il crescente interesse per i resti dei misteriosi colossi mai menzionati nella descrizione del tempio fatta da Diodoro, ha visto proseguire un acceso dibattito internazionale tra gli archeologi, che prosegue tutt’ora.
– foto ufficio stampa Regione Siciliana –
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Parco Nazionale Pantelleria aderisce a concorso fotografico “Obiettivo Terra”

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PANTELLERIA (TRAPANI) – Il Parco Nazionale Isola di Pantelleria promuove anche quest’anno il concorso di fotografia geografico-ambientale “Obiettivo Terra”, realizzato della fondazione UniVerde presieduta da Alfonso Pecoraro Scanio e la Società Geografica Italiana Onlus presieduta da Claudio Cerreti.
Obiettivo del contest è diffondere la conoscenza del patrimonio ambientale italiano per favorirne la difesa e valorizzare i paesaggi, gli ecosistemi, i borghi, le peculiarità e le tradizioni enogastronomiche, agricole, artigianali, storico-culturali e sociali custoditi dalle Aree Protette d’Italia, promuovendo la diffusione di un modello di turismo consapevole ed ecosostenibile. La cerimonia di premiazione della 15° edizione avverrà a Roma il 22 aprile 2024 in occasione della Giornata internazionale della Madre Terra, alla presenza dei più autorevoli esponenti del mondo ambientalista.
L’autore/autrice della foto vincitrice del primo premio “Mother Earth Day” riceverà un riconoscimento in denaro di mille euro e il fortunato scatto sarà esposto in gigantografia a Roma (o oggetto di attività di comunicazione equivalente) oltre ad essere immagine di copertina della pubblicazione dell’edizione vinta. C’è tempo fino al 3 marzo per presentare istanza di partecipazione. Per saperne di più: www.obiettivoterra.eu

– Foto: – Foto: vincitrice del primo premio Mother Earth Day della 14° edizione – Autore: Franco Tulli; Area Marina Protetta “Isole Egadi” Sicilia.

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Palermo, 25 chili di droga sequestrati e 6 arresti

PALERMO (ITALPRESS) – I carabinieri del Comando Provinciale di Palermo hanno messo in campo una vasta operazione antidroga in tutto il tessuto cittadino, numerosi i sequestri per oltre 25 chilogrammi di stupefacente e 6 persone in manette.
I Carabinieri hanno arrestato due giovani di 28 e 24 anni, già noti alle forze dell’ordine, con l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.
In particolare, i militari hanno notato un’autovettura con a bordo gli indagati, nella zona della Fiera del Mediterraneo, che ha cercato di sottrarsi al controllo, la perquisizione dell’auto ha consentito ai Carabinieri di recuperare nel bagagliaio 100 panetti di hashish per un totale di 10 chili.
Un altro equipaggio del Nucleo Radiomobile, in via Agesia da Siracusa nel quartiere Zen-San Filippo Neri, ha effettuato un servizio di controllo in alcune aree particolarmente sensibili rispetto al fenomeno dello spaccio. In una piazzuola pubblica, abilmente occultati in alcuni mobili in stato di abbandono, i militari hanno recuperato oltre 3 chili di hashish e due pistole.
Ancora il Nucleo Radiomobile, all’Albergheria, ha arrestato una donna, 39enne, già nota alle forze dell’ordine, per spaccio e furto di corrente elettrica, nella sua abitazione i militari hanno trovato circa 40 dosi tra crack e hashish e hanno accertato un allaccio fraudolento alla rete elettrica pubblica.
La Compagnia di Piazza Verdi, ha arrestato 5 persone tutte ritenute responsabili di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.
Nell’abitazione di due coniugi, di 45 e 42 anni, già noti alle forze dell’ordine, nel quartiere Villagrazia, grazie al prezioso fiuto del cane “Ron” del nucleo Cinofili cittadino, sono stati recuperati 10 chili di hashish.
Alla Guadagna un 30enne agrigentino, di notte, alla guida della propria autovettura, si è mostrato particolarmente nervoso nelle fasi della verifica dei documenti di guida e circolazione.
I militari avvalendosi anche in questo caso di un’unità cinofila lo hanno trovato in possesso di quasi 80 grammi tra crack, eroina e hashish.
Al villaggio Santa Rosalia, è stato un 47enne palermitano a finire in manette, oltre a mezzo etto di fumo, l’uomo aveva addosso circa 500 euro in banconote di piccolo taglio ritenute provento dell’illecita attività.
Infine, ad Aquino, i militari hanno controllato un arrestato domiciliare trovandolo fuori dalla propria abitazione a spacciare hashish, per lui è scattato l’arresto per evasione e spaccio; l’acquirente è stato segnalato alla Prefettura di Palermo come assuntore di sostanze stupefacenti per uso non terapeutico.
Tutti gli arresti sono stati convalidati dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Palermo. Sono in corso le indagini per l’individuazione dei canali di approvvigionamento dello stupefacente e delle persone che ne avevano materiale diponibilità oltre agli odierni indagati.
La droga sequestrata, che immessa nelle piazze di spaccio avrebbe potuto fruttare fino a 250.000 euro, è stata inviata al L.A.S.S.-Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti- del Comando Provinciale di Palermo per le verifiche ponderali e qualitative.
-foto ufficio stampa Carabinieri-
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Aeroporto Palermo, al via stagione estiva con 90 destinazioni

PALERMO (ITALPRESS) – Sono 90 le destinazioni che collegheranno 26 paesi con l’aeroporto internazionale Falcone Borsellino di Palermo: 26 rotte nazionali e 64 internazionali. Trentacinque le compagnie aeree che faranno viaggiare milioni di passeggeri dallo scalo palermitano. Nella nuova stagione estiva (Summer 2024), ad affacciarsi sul Falcone Borsellino anche i nuovi collegamenti per New York (Neos Air, a partire dal prossimo 9 giugno), Poznan (Ryanair) e Brest (Volotea), mentre Porto (easyJet) raddoppia la frequenza. C’è anche il potenziamento da quattro a sei frequenze settimanali del Palermo-Istanbul di Turkish Airlines. E’ stato reso noto nel corso di una conferenza stampa.
“Il nuovo programma operativo – ha sottolineato il presidente di Gesap, Salvatore Burrafato – ci fa pensare ad una ulteriore crescita di passeggeri, che deve essere declinata con la capacità di Gesap di accogliere al meglio i passeggeri all’insegna della sicurezza. Siamo la porta di accesso a Palermo e alla Sicilia”. La compagnia aerea Ryanair mantiene tutto l’operativo della scorsa estate e aggiunge la rotta polacca Poznan, per un totale di 41 rotte e 5 aeromobili basati; aumenta le frequenze su oltre 15 rotte esistenti come Barcellona, Londra, Parigi e Vienna. La stagione estiva si annuncia molto intensa, con una crescita importante di voli e passeggeri. L’andamento positivo degli ultimi due anni ha coinciso con la crescita degli indici economici e infrastrutturale dell’aeroporto.
Il 2023, infatti, è stato sottolineato, si è chiuso con un consuntivo di 8.089.232 passeggeri (5.710.761 viaggiatori nazionali – che ha inciso per il 70,60% e 2.378.471 viaggiatori internazionali – 29,40%) un milione in più del 2022.
“Quest’anno abbiamo avuto un milione di passeggeri in più – ha spiegato Vito Riggio, amministratore delegato di Gesap, società di gestione dell’aeroporto -. Questo afflusso secondo me dovrebbe essere raddoppiato, se in Sicilia si facessero le infrastrutture interne, in modo tale che chi viene possa trovare accoglienza in aeroporto e fuori”. Riggio si è anche soffermato sulla possibilità di un ingresso di capitali esteri: “Bisogna capire cosa cosa ne pensano i soci. I segnali sono contraddittori. Il sindaco ogni tanto dichiara che vuole vendere, poi però tutto si blocca. Spero che si decidano a prendere una linea: se vogliono tenerlo devono prepararsi ad uscire una quantità di soldi enorme, al contrario se vogliono trovare un partner – che hanno manifestato interesse -. lo facciano presto. Le cose si devono fare”. Sui prossimi lavori: “La prima tranche è al 98% – ha affermato Riggio – ed entro marzo verranno consegnati, successivamente partirà un altro bando per altri 70 milioni di lavori di ampliamento. Abbiamo un ottimo fatturato dei nuovi ristoranti all’interno dello scalo e in totale abbiamo un utile intorno a 10 milioni”.
Nell’area europea, lo scalo aereo palermitano ha raggiunto il quinto posto nella categoria 5-10 milioni di passeggeri con +15,5% sui dati di traffico del 2019 (pre-covid), mentre a livello nazionale, il Falcone Borsellino è al nono posto nella top ten degli aeroporti nazionali, con una crescita del 13,8% sul 2022.I primi cinque vettori che operano dall’aeroporto di Palermo sono: Ryanair (54,5%), ITA Airways (13,4%), easyJet (9,9%), Volotea (5,1%), Transavia (2,2%). Il traffico dei voli su Roma vede in testa ITA Airways con il 45,5%, segue Ryanair con il 39,2% e Aeroitalia con il 15,4%. “Il focus non è solo l’aumento delle rotte, ma anche l’aumento delle frequenze sulle rotte esistenti – ha dichiarato Natale Chieppa, direttore generale di Gesap -. Avremo un quindicina di rotte con un aumento di voli e si spera di passeggeri a due cifre. Questa è una cosa importante. Caro voli? E’ probabile ci sarà un incremento. E’ un fenomeno che si concentra in alcune date…”.
La programmazione dei voli estivi è composta da 26 rotte nazionali: Alghero (Ryanair), Ancona (Volotea), Bari (Ryanair), Bergamo (Ryanair), Bologna (Ryanair), Brindisi (Ryanair), Cagliari (Ryanair), Cuneo (Ryanair), Firenze (Vueling, Volotea), Forlì (Ryanair), Genova (Ryanair), Lampedusa (DAT), Milano Linate (ITA Airways), Milano Malpensa (Ryanair, EasyJet), Napoli (Ryanair, EasyJet, Volotea), Olbia (Volotea, Enter Air (C)), Pantelleria (DAT), Parma (Ryanair), Perugia (Ryanair), Pisa (Ryanair), Rimini (Ryanair), Roma Fiumicino (ITA Airways, Ryanair, Aeroitalia), Torino (Ryanair, Volotea), Trieste (Ryanair), Venezia (Ryanair), Verona (Ryanair, Volotea);
Quattordici i collegamenti con la Francia (+18,12% di voli): Parigi Orly (EasyJet, Transavia), Parigi Charles de Gaulle (EasyJet, Air France, Enter Air (C)), Marsiglia (Ryanair, Transavia), Lione (EasyJet, Transavia, Volotea), Brest (Volotea) NEW , Nantes (Transavia, Enter Air, Volotea), Parigi Beauvais (Ryanair), Bordeaux (Enter Air (C), Volotea), Lille (Volotea, Alpavia (C)), Toulouse (Volotea), Lourdes (Volotea), Deauville (Volotea), Strasburgo (Volotea), Nizza (EasyJet, Volotea); 10 rotte per la Germania (+28,80% di voli): Monaco (Lufthansa), Colonia (Ryanair, Eurowings), Memmingen (Ryanair), Norimberga (Ryanair), Berlino (Ryanair), Francoforte Hahn (Ryanair), Karlsruhe (Ryanair), Francoforte (Lufthansa), Stoccarda (Eurowings), Dusseldorf (Eurowings); 6 rotte Gran Bretagna e Irlanda (+18,31% di voli): Londra Stansted (Ryanair), Londra Gatwick (EasyJet), Londra Heathrow (British Airways), Londra Luton (EasyJet), Edimburgo (Ryanair), Dublino (Ryanair); 4 rotte per la Spagna, Portogallo (+28,88% di voli): Barcellona (Ryanair, Vueling), Madrid (Ryanair, Iberia), Valencia (Ryanair), Porto (easyJet); 4 rotte per Svizzera, Austria (+27,79% di voli): Ginevra (EasyJet), Zurigo (Swiss), Basilea (EasyJet), Vienna (Austrian, Ryanair); 5 rotte per la Polonia (+67,81% di voli): Wroclaw (Ryanair), Cracovia (Ryanair), Varsavia (Lot (C)), Katowice (AMC Aviation (C), Enter Air (C), Smartwings (C), Poznan (Ryanair) NEW; 3 rotte per Romania, Ungheria, Repubblica Ceca: Bucarest Otopeni (Ryanair), Budapest (Ryanair), Praga (Smartwings (C); 5 rotte per Belgio, Olanda e Lussemburgo: Charleroi (Ryanair), Bruxelles (Tuifly), Lussemburgo (Luxair), Amsterdam (EasyJet), Rotterdam (Transavia); 3 rotte per Norvegia, Svezia e Danimarca: Oslo (Scandinavian), Stoccolma (Scandinavian, Norwegian), Copenhagen (Norwegian, Scandinavian); 6 rotte per Grecia, Bosnia, Serbia, Bulgaria: Atene (Aegean, Volotea), Zante (Volotea), Santorini (Volotea), Mostar (Luxwings (C)), Belgrado (Air Serbia), Sofia (Balkan Holiday Air (C); Tunisia: Tunisi (Tunisair Express); Malta: Malta (Luxwings (C), Universal Air); Turchia: Istanbul (Turkish airlines); Stati Uniti d’America: New York (Neos) NEW.
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