PALERMO (ITALPRESS) – Il Museo Storico dei Motori e dei Meccanismi del Sistema Museale dell’Università di Palermo ha ospitato oggi la conferenza nazionale dedicata alla valorizzazione del patrimonio storico aeronautico alla presenza del rettore, Massimo Midiri, che ha accolto il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, Generale di Squadra Aerea Luca Goretti, e il Presidente dell’Automotoclub Storico Italiano, Alberto Scuro.
Nel corso della prima sessione, moderata dal professore Marco Cammalleri, Direttore Scientifico del Museo dei Motori con la partecipazione dei massimi rappresentanti degli enti coinvolti nella realizzazione dell’evento, si è tenuta la cerimonia di sigla del rinnovo del protocollo di intesa tra l’Aeronautica Militare e l’Università di Palermo e della stipula del nuovo protocollo di intesa tra la stessa Aeronautica Militare e Automotoclub Storico Italiano.
“Il Museo dei Motori dell’Università di Palermo si conferma punto di incontro e cooperazione a supporto delle attività di valorizzazione del patrimonio storico aeronautico – dichiara il Rettore,Massimo Midiri – Grazie all’iniziativa ed al coordinamento dell’ingegnere Giuseppe Genchi, Sovrintendente Tecnico del Si.Mu.A., oggi abbiamo riunito i principali soggetti istituzionali e professionali coinvolti in queste attività di tutela, restauro e promozione, per la firma dei protocolli di intesa alla illustre presenza del Capo di Stato Maggiore della Aeronautica Militare. Questa iniziativa non solo certifica il valore che viene riconosciuto al nostro Museo, ma ne sottolinea anche le capacità di public engagement e di promozione della collaborazione tra i più importanti Enti del settore del motorismo storico”.
Il rinnovato protocollo d’intesa firmato dal professore Michelangelo Gruttadauria, Presidente del Sistema Museale dell’Università di Palermo, e dal generale di Brigata Aerea Urbano Floreani, Capo del 5^ Reparto dello Stato Maggiore dell’Aeronautica, si inquadra in un consolidato rapporto di collaborazione tra le due istituzioni che in oltre dieci anni hanno realizzato insieme numerose attività, ulteriormente ampliate e differenziate in occasione delle celebrazioni del Centenario dell’Aeronautica Militare del 2023, che spaziano dalla ricerca documentale alla consulenza storico-tecnica, dal restauro dei motori finalizzato all’esposizione museale alla divulgazione e promozione culturale.
“L’incontro di oggi è prova di una sinergia che ancora una volta si rinnova forte tra l’Aeronautica Militare e il Museo Storico dei Motori”, sottolinea il generale Goretti, Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, durante il suo intervento. “Una relazione così profonda – aggiunge – è possibile solo quando si condividono gli stessi valori, gli stessi principi e la stessa deferenza verso la storia, il suo patrimonio culturale ed i suoi insegnamenti. Senza il nostro glorioso passato non saremmo oggi gli stessi e non avremmo lo stesso sguardo proiettato al futuro, verso un orizzonte altamente tecnologico e sempre al servizio della collettività. Lo scorso anno abbiamo celebrato il Centenario della nostra Forza Armata con grande senso di gratitudine e orgoglio verso chi ci ha preceduto. E la valorizzazione del materiale storico riportato al suo antico splendore grazie alle competenze uniche messe a disposizione del Museo dei Motori, come fatto con alcuni dei motori che hanno segnato la storia dell’Aeronautica e che sono oggi esposti nel Museo Storico dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle, ne è un grande esempio”.
In tale contesto entra a pieno titolo anche l’Asi – Automotoclub Storico Italiano, che attraverso il protocollo d’intesa con l’Aeronautica Militare, firmato da Alberto Scuro, insieme al generale Floreani, vuole rafforzare e ampliare le attività di tutela del patrimonio storico aeronautico che istituzionalmente promuove e realizza attraverso le proprie specifiche commissioni nazionali che operano in ambito culturale, tecnico e storico-museale.
“Il motorismo storico contempla ogni genere di veicolo e naturalmente anche i velivoli, con il loro fascino, la loro storia, la loro continua evoluzione tecnica e tecnologica – dichiara il Presidente dell’Asi – Automotoclub Storico Italiano -. L’Italia ricopre un ruolo di rilievo nel settore grazie alla sua antica e illustre tradizione, che trova le sue origini nel genio di Leonardo Da Vinci. La nuova intesa siglata con l’Aeronautica Militare ci riempie di orgoglio e ci vedrà impegnati in sinergie per la valorizzazione del patrimonio culturale aeronautico attraverso eventi, interventi di restauro, ricerche documentali e divulgazione scientifica con il supporto della Commissione Cultura di ASI, senza dimenticare la nostra importante attività certificativa, per la quale l’Arma sarà in stretto contatto con la nostra Commissione Aeronautica. Inoltre, il Museo Storico dell’Aeronautica Militare entra a far parte, valorizzandolo ulteriormente, del nostro sistema museale unendosi ai quasi trecento siti messi già in rete dalla nostra Commissione Storia e Musei. Insomma, un nuovo, entusiasmante lavoro di squadra è ai blocchi di partenza”.
Il completo rinnovamento del Museo Storico dell’Aeronautica Militare (MUSAM), riaperto al pubblico sei mesi fa, è stato il tema della seconda sessione, costituita dalla tavola rotonda tecnico-scientifica con alcuni dei progettisti del nuovo allestimento. La sessione è stata introdotta dal generale Floreani e moderata dal professore Manfredi Leone, Vicepresidente del Sistema Museale di Ateneo.
Nella terza e ultima parte dell’evento, moderata dall’ingegnere Giuseppe Genchi, si è svolta la tavola rotonda con i rappresentanti dei principali musei aeronautici italiani, tra cui il MUSAM, Volandia, il Museo dell’aeronautica Gianni Caproni, e il Museo Storico Alfa Romeo.
“La conferenza – concludono gli organizzatori – è stata quindi un’importante e proficua occasione di incontro e condivisione di idee tra i principali soggetti istituzionali e professionali coinvolti nelle attività di tutela, restauro e promozione del patrimonio storico aeronautico, con particolare riferimento ai progetti di supporto e cooperazione con la Forza Armata aeronautica”.
– foto ufficio stampa Università di Palermo –
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Rinnovato accordo tra Museo Storico dei Motori di Palermo e Aeronautica militare
Evasione fiscale, Cuva “Favorire Tax compliance e potenziare uffici”
PALERMO (ITALPRESS) – “Per il contrasto all’evasione tributaria la realizzazione della Tax compliance costituisce la premessa fondamentale di ogni altro intervento ed anche un principio guida della Delega fiscale; la lotta all’evasione comincia da un miglioramento dei rapporti tra contribuenti e amministrazione finanziaria, con un impegno di quest’ultima in direzione di una crescita dell’adempimento spontaneo degli obblighi fiscali, attraverso la semplificazione delle procedure, la cooperazione ed il dialogo con il contribuente sia nella fase della esecuzione delle obbligazioni che successivamente in sede di autotutela per rimediare ad eventuali errori”. Lo ha dertto Angelo Cuva, Docente di Diritto Tributario dell’Università d Palermo e Coordinatore del Tavolo Tecnico “Fiscalità e bilanci degli Enti Locali” della Città Metropolitana di Palermo, nel Corso della seconda sessione della Conferenza annuale di Ifel “La finanza locale e le sue prospettive: alla ricerca di regole stabili, eque e condivise”.
Hanno partecipato Francesca Proia, Responsabile, Ufficio Entrate e riscossione dell’Ifel, Giovanni Spalletta, Direttore Generale del Dipartimento delle Finanze Ministero dell’Economia e delle Finanze, Massimo Bordignon, Professore ordinario di Scienza delle Finanze Università Cattolica di Milano e Angelo Rughetti, Responsabile osservatorio sugli Investimenti Comunali Ifel.
“Nel contempo – continua Cuva – è, però, indispensabile una riforma organizzativa e strutturale degli Enti locali volta a potenziare gli uffici tributi che devono essere considerati tra i più importanti e da valorizzare, eliminando o riducendo alcuni limiti normativi riguardanti le assunzioni ed, in particolare, quelli relativi all’invarianza delle spese per il personale – continua Cuva – Per un’efficace contrasto dell’evasione va evidenziato lo stretto collegamento – che spesso sfugge – tra le fasi della gestione dei tributi e quelle dell’accertamento e della riscossione. Quest’ultima non può essere considerata “la madre” del problema e, cioè, una fase slegata ed avulsa dalle precedenti alle quali è invece strettamente collegata da un rapporto funzionale dalla cui qualità dipendono anche l’efficacia ed i risultati della stessa attività di riscossione. Bisogna, cioè, tenere conto del ciclo vitale dell’obbligazione tributaria del quale la riscossione costituisce solo la fase terminale”
“Il gettito mancante, infatti, è ricollegabile alla non corretta gestione dell’intero ciclo della obbligazione tributaria. Le criticità dei risultati negativi della riscossione sono l’epifania di un fenomeno, di una patologia, che sorge già nella fasi precedenti ed in particolare in quella dell’accertamento. In tale contesto va, quindi, ampliata e potenziata la riscossione pre coattiva, riducendo per quanto possibile il numero delle posizioni trasferite alla fase dell’esecuzione” conclude Cuva.
– Foto: ufficio stampa Cuva –
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Emergenza crack, a Palermo inaugurato il Centro di pronta accoglienza
PALERMO (ITALPRESS) – A poco più di due mesi dalla presentazione del progetto la struttura di accoglienza per ragazzi con dipendenza da sostanze stupefacenti diventa realtà: è stata infatti presentata questa mattina nel padiglione 13 del presidio Pisani, in via La Loggia, e si pone lo scopo di fronteggiare un’emergenza che soprattutto negli ultimi mesi sta raggiungendo numeri difficili da sostenere a Palermo e in Sicilia. All’apertura del centro di accoglienza, realizzato di concerto dall’assessorato regionale alla Salute e dall’Asp Palermo, hanno preso parte il governatore regionale Renato Schifani, il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, il commissario straordinario dell’Asp Palermo Daniela Faraoni, il prefetto Massimo Mariani; presenti anche Francesco Zavatteri, papà di Giulio, ucciso dal crack a 19 anni il 15 settembre 2022, e il deputato regionale di Sud chiama nord Ismaele La Vardera, promotore di un disegno di legge sulla lotta alle droghe pesanti.
Su tale documento Schifani promette pieno supporto: “Lo attenzioneremo e sosterremo istituzionalmente. Il presidente Galvagno è molto sensibile su questi temi e mi ha promesso di esaminarlo: come governo faremo la nostra parte in termini di sostegno finanziario”. Riguardo alla struttura, il numero uno di Palazzo d’Orleans sottolinea come “questo è un primo passo molto importante per combattere il crack, in queste iniziative occorre sempre fare squadra. La droga è un’emergenza sociale che colpisce le famiglie inaspettatamente”. Schifani si è inoltre soffermato alcuni minuti a parlare con Zavatteri, con il quale è stato fissato un incontro prossimamente per valutare ulteriori iniziative da mettere in campo per aiutare i giovani con problemi di dipendenza.
Per Faraoni l’inaugurazione della struttura è un punto sia di arrivo che di partenza: “Darà una svolta all’organizzazione sanitaria della nostra provincia nell’accoglienza e nella gestione delle persone con dipendenze. Abbiamo lavorato intensamente per rispettare l’impegno assunto con i cittadini: vogliamo dare una speranza ai giovani che sono caduti in queste tenebre e alle loro famiglie. E’ un’esperienza innovativa, ma potrà comunque essere soggetta a revisioni in corso d’opera”. Il prossimo passo sarà l’istituzione di altri centri con funzioni simili in altre zone del territorio siciliano.
Da Lagalla arriva il plauso per un’iniziativa che evidenzia come “ancora una volta l’integrazione tra soggetti istituzionali ha funzionato: da qualche mese il Comune ha posto in essere il mezzo mobile che attraversa il territorio cittadino per combattere il crack e ora l’Asp ha aperto un centro di prossimità con lo stesso scopo. E’ segno di una progettualità condivisa, per tutelare la salute pubblica e prevenire il rischio dell’assunzione di droga”. Gli fa eco Mariani, per il quale “contrastare un simile flagello significa rendere Palermo migliore: il modo migliore per onorare le vittime delle sostanze stupefacenti è continuare a lavorare per combatterne l’abuso”.
L’appuntamento odierno lascia a Zavatteri sensazioni contrastanti: “Da una parte sono felice ma dall’altra sono arrabbiato, perchè se una struttura come questa fosse stata realizzata prima Giulio sarebbe stato aiutato in modo adeguato. La dipendenza da sostanze deve essere riconosciuta come una patologia: chi vi cade dentro soffre di un malessere interiore che deve essere assistito e curato in modo adeguato, cosa che per Giulio non è avvenuta”. Un plauso è rivolto ai promotori politici dell’iniziativa: “C’è stata grande sensibilità per l’attuazione di questo centro. Tantissimi giovani sono esposti a questa piaga chiamata crack e noi genitori dobbiamo unirci per stroncare questo fenomeno indecente: chi spaccia droga ai nostri figli non è degno di un’esistenza civile”.
– Foto: Xd8/Italpress –
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Al Policlinico di Palermo il 90% interventi ginecologia in laparoscopia
PALERMO (ITALPRESS) – Le tecniche più avanzate di chirurgia laparoscopia per la cura di svariate patologie femminili. Presso l’unità operativa di Ginecologia e Ostetricia del Policlinico “Paolo Giaccone” il 90% degli interventi effettuati nell’ultimo trimestre sono stati eseguiti con tecniche endoscopiche, garantendo alle pazienti un ridotto rischio di complicanze, una migliore ripresa post-operatoria e una degenza di pochi giorni.
Emblematico il caso di Anna (nome di fantasia), giovane paziente a cui è stato asportato l’utero. Dopo le diverse valutazioni di altri specialisti a cui si era rivolta, tutti concordi nel ritenere necessario un intervento di chirurgia tradizionale per rimuovere l’utero, che presentava molti fibromi di grosse dimensioni e aderenze con la vescica, Anna si è rivolta agli specialisti del Policlinico, dove è stata operata in laparoscopia dall’equipe coordinata dal Professore Renato Venezia, direttore dell’unità operativa, di cui fa parte il professore Antonio Simone Laganà, specializzato nelle tecniche di chirurgia ginecologica mini-invasiva. Lo stupore e la felicità sono visibili sul volto di Anna, quando, dopo 48 ore dall’intervento, può tornare a casa in completo benessere: “Non mi sarei mai aspettata – dice – di poter fare questo intervento con piccolissime incisioni in una struttura pubblica e in maniera completamente gratuita, e di poter tornare così rapidamente alle mia vita normale, senza più dolori”.
Venezia commenta: “L’arrivo del Professore Laganà nell’equipe da me diretta completa un progetto mirato ad elevare l’eccellenza come standard di cura per tutte le pazienti della Sicilia, confermando il Policlinico di Palermo come centro di riferimento pubblico per la ginecologia e ostetricia”.
La chirurgia laparoscopica permette di effettuare la maggior parte degli interventi ginecologici mediante l’utilizzo di una piccola telecamera, inserita a livello ombelicale, e di strumenti miniaturizzati. Questo permette una migliore ripresa post-operatoria, ridotto rischio di sanguinamento e complicanze, e un minimo danno estetico rispetto alla chirurgia “tradizionale” in cui, per accedere all’organo da trattare, bisogna effettuare un’incisione sull’addome, come per un taglio cesareo.
Laganà spiega: “Le nostre pazienti, anche in caso di interventi di chirurgia maggiore come l’isterectomia, la miomectomia o l’eradicazione di endometriosi, possono iniziare ad alimentarsi la sera stessa dell’intervento, rimuovono il catetere vescicale quasi subito, non hanno drenaggi e già il giorno dopo possono iniziare a camminare. La maggiore parte di loro può essere dimessa già dopo 24-28 ore dall’intervento, con ripresa delle normali attività quotidiane e lavorative dopo circa un paio di giorni, e questo permette di evitare ricoveri prolungati e di abbattere le liste di attesa e la migrazione sanitaria verso altre Regioni”.
– Foto: ufficio stampa Policlinico –
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Nuovo laboratorio di Farmacotossicologia all’Asp di Trapani
TRAPANI (ITALPRESS) – L’Asp di Trapani ha inaugurato il nuovo Laboratorio di Farmacotossicologia, appartenente all’Unità Operativa Complessa di Sanità Pubblica. La struttura è stata progettata con l’obiettivo di garantire un elevato standard di qualità tecnico-analitica, con particolare attenzione agli aspetti medico-legali.
“Il Laboratorio di Farmacotossicologia dell’Asp di Trapani si posiziona al vertice tra i laboratori presenti in Sicilia, rappresentando un punto di riferimento a livello nazionale per diverse attività – ha dichiarato il commissario straordinario dell’Azienda sanitaria provinciale, Vincenzo Spera -. L’investimento di 513 mila euro con l’acquisto di uno spettrometro di massa altamente sofisticato, unitamente ad altre attrezzature di ultima generazione, conferisce al laboratorio la capacità di svolgere un ruolo importante in ambito medico-legale e chimico-analitico”.
Il primo spettrometro di massa è dedicato alle procedure medico-legali, offrendo supporto alle autorità giudiziarie nella verifica di sostanze stupefacenti o alcoliche nel sangue o nelle urine. Questo consente alle autorità di prendere decisioni importanti in base ai risultati ottenuti. Il secondo spettrometro di massa è utilizzato per la parte chimica, focalizzandosi sulla verifica di dosaggi farmacologici e medicinali somministrati agli utenti o pazienti.
Spera ha evidenziato che il laboratorio è unico in Italia per la sua specializzazione nella verifica e controllo del contenuto negli slime, le plastiline utilizzate dai bambini. Questo lo rende un punto di riferimento per l’intero Paese, poichè le aziende si rivolgono al laboratorio prima di commercializzare i loro prodotti per garantire la sicurezza e la conformità normativa.
“L’investimento e l’implementazione di tecnologie all’avanguardia – è stato sottolineato, nel corso della cerimonia di inaugurazione – dimostrano l’impegno dell’Asp di Trapani nel fornire servizi di alta qualità e contribuire al progresso nella medicina di precisione”. La collaborazione tra l’Unità di Sanità pubblica e l’Unità Dipendenze patologiche SER.D è stata sottolineata “come un passo significativo verso il raggiungimento degli obiettivi, consentendo la condivisione di risorse e competenze”.
Presente alla cerimonia di inaugurazione, tra gli altri, anche
Salvatore Requirez, direttore generale del dipartimento per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico (Dasoe) della Regione Siciliana. “L’introduzione del moderno Laboratorio di Farmacotossicologia presso l’ASP di Trapani – ha evidenziato – rappresenta un significativo passo avanti nella qualità dei servizi offerti alla pubblica utenza. Questa struttura all’avanguardia è fondamentale nel contesto della medicina di precisione, poichè non solo affronta il rischio legato alla tossicologia e alla tolleranza dei farmaci, ma mira anche a garantire la massima qualità nei percorsi terapeutici”.
“Mettere a disposizione della pubblica utenza un laboratorio di questa levatura è un segno tangibile del nostro impegno per la sicurezza e la qualità del servizio pubblico. In questo momento di rafforzamento dell’ASP, stiamo perseguendo un percorso di eccellenza che ci posiziona ai massimi livelli del panorama regionale. La nostra attenzione continua verso i livelli di rischio a cui i pazienti possono essere esposti sottolinea il nostro impegno costante nel garantire la massima qualità nei servizi offerti”, ha sottolineato Requirez.
All’evento hanno partecipato anche diverse figure di spicco, tra cui il direttore amministrativo, Ornella Monasteri, il direttore del dipartimento di Prevenzione, Francesco Di Gregorio, la responsabile del Laboratorio di Sanità Pubblica, Anna Maria Messana, il dirigente delle Professioni Tecnico Sanitarie dell’Asp di Trapani, Francesco Regina, e una numerosa rappresentanza di medici e personale aziendale.
– foto xo2 Italpress –
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La Realtà Aumentata entra in sala operatoria, intervento all’Ismett
PALERMO (ITALPRESS) – Per la prima volta in Italia la Realtà Aumentata entra in una sala operatoria di Cardiochirurgia come ausilio per un intervento mini-invasivo. Questa tecnologia consente di ottenere una ricostruzione 3D di un organo e dà al chirurgo la possibilità interagire con l’ologramma che viene creato dal computer, simulando così la procedura chirurgica che dovrà poi esser eseguita nel paziente. L’intervento è stato eseguito presso l’ISMETT-UPMC di Palermo – il centro medico nato dalla partnership internazionale fra Regione Siciliana ed UPMC (University of Pittsburgh Medical Center) – dall’èquipe guidata dal professore Francesco Musumeci, Senior Consultant in Cardiac Surgery di ISMETT.
Si è trattato di un intervento chirurgico mini-invasivo per la chiusura dell’auricola sinistra, una piccola estroflessione dell’atrio di sinistra, per il quale ci si è avvalsi del supporto della Realtà Aumentata. Questo tipo di procedura è indicata nei pazienti con fibrillazione atriale cronica che hanno controindicazione all’utilizzo della terapia anticoagulante, con l’obiettivo di evitare l’ictus dovuto a trombi che possono formarsi all’interno dell’auricola. Di solito la procedura viene effettuata mediante tecnica percutanea con l’inserimento, attraverso una vena della gamba, di un occlusore che si apre ad ombrellino all’imbocco dell’auricola, occludendola completamente.
“Nel nostro caso – spiega il professore Francesco Musumeci – a causa di una ostruzione congenita della vena cava inferiore ed essendo la paziente trombofilica, la decisione è stata quella di intervenire chirurgicamente utilizzando un accesso mini-invasivo. La presenza presso l’ISMETT di un laboratorio di ricerca diretto dal professore Salvatore Pasta che lavora sullo sviluppo della realtà aumentata e della realtà virtuale in campo medico, ci ha stimolato ad utilizzare queste tecnologie. L’obiettivo è stato quello di valutare il contributo della tecnologia oggi a disposizione per questo tipo di procedura in termini di precisione ed efficienza del gesto chirurgico”.
La realtà aumentata è una tecnologia che potenzia il mondo reale con informazioni percettive generate da computer con immagini provenienti da esami diagnostici (come TAC, Risonanza ed Eco) e consente una simulazione 3D della realtà con la quale il professionista può interagire. Mostra, quindi, in tempo reale e in modo interattivo immagini 3D così da consentire una migliore analisi dell’anatomia. “In questo caso – sottolinea Salvatore Pasta, professore dell’Università di Palermo distaccato presso IRCCS ISMETT – abbiamo applicato uno strumento realtà aumentata in cui l’oggetto dappirma ricostruto con TAC tradizionale è stato proiettato in sala operatoria sul paziente, migliorando così la percezione del chirurgo sul trattamento”. Il professore Salvatore Pasta collabora con l’Istituto Mediterrano grazie ad una convenzione di ricerca fra il Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Palermo ed ISMETT nell’ambito della ricerca in campo cardio vascolare. Attraverso lo schermo semitrasparente del visore è possibile vedere la scena reale e aggiungere immagini digitali sovrapponendole all’ambiente reale. Il chirurgo usando gesti per manipolare le immagini olografiche all’interno del visore e avendo visione del campo operatorio può simulare gli interventi chirurgici che dovrà eseguire, ottimizzando l’efficienza nella procedura chirurgica e minimizzandone il rischio.
L’immagine olografica del torace e del cuore della paziente, dunque, è stata ricostruita dalla TAC e su questa ricostruzione tridimensionale è stata possibile attraverso l’ologramma una simulazione che ci ha permesso con successo di programmare l’intervento focalizzando su due punti importanti: il punto di ingresso nella parete del torace per il sistema di chiusura dell’auricola e l’anatomia dell’auricola al fine di ottenere il corretto posizionamento del sistema di chiusura.
“La realtà aumentata – sottolinea ancora il professore Francesco Musumeci – e la realtà virtuale avranno in futuro un ruolo sempre più importante nella chirurgia, garantendo un supporto importante nella programmazione degli interventi ed una migliore opportunità di formazione per i giovani chirurghi. L’intervento eseguito in ISMETT, è il primo di questo tipo mai effettuato in Italia. Il risultato è stato eccellente e la paziente dopo pochi giorni dall’intervento è tornata a casa”.
– foto ufficio stampa ISMETT –
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Lagalla “Lo sviluppo del Mezzogiorno è essenziale per il Paese”
PALERMO (ITALPRESS) – “La standardizzazione dei Livelli essenziali di prestazione costituisce un riferimento che dovrebbe rassicurare i Comuni del sud, tuttavia serve la certezza che non vengano messe in discussione quelle risorse che potrebbero fare la differenza tra un nord sempre più ricco e un sud sempre più povero”. Così il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, in diretta su SkyTg24. “Lo sviluppo del Mezzogiorno è essenziale per il paese – aggiunge Lagalla -. Ritengo necessario lavorare sui fondi di perequazione e dare garanzie di mantenimento di una percentuale di fondi extracomunali alle regioni del sud. Tale dibattito deve coinvolgere l’intera maggioranza di centrodestra”.
Poi, in merito ai limiti di velocità in città a 30 km/h, commenta: “Il tema del limite dei chilometri orari risponde alle esigenze di viabilità di ciascuna città. Palermo nel centro storico ha adottato sistemi che tendono a privilegiare zone pedonali e zone a traffico limitato, impedendo il passaggio dei velocipedi nelle ore di picco di presenze; al contempo stiamo sperimentando alcune aree a 30 km/h in prossimità di strade conviviali, ovvero dove sono presenti scuole o università”.
E sul Pnrr: “Stiamo monitorando l’andamento e le tempistiche di utilizzo dei fondi Pnrr, pur considerando che ci saranno inevitabilmente ritardi nell’erogazione dei fondi. Avere immaginato una distribuzione su varie fonti di finanziamento è un dato che conforta le amministrazioni, ma preoccupa la mancanza di un dato definitivo e chiaro: inoltre una tempistica più rapida ci avrebbe semplificato la vita”, sottolinea Lagalla.
– foto Italpress –
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Bonomi “Nel 2024 Pil non oltre 1%, intervenire su fattori strutturali”
PALERMO (ITALPRESS) – “Credo che in Italia nel 2024 avremo, purtroppo, una crescita non superiore all’1 per cento, questo perchè non stiamo intervenendo sui fattori strutturali del Paese. Non è una questione politica, di chi c’è al governo. Con il Pnrr avevamo una grande occasione, quella di fare le riforme che aspettiamo da 30 anni e che ci chiede l’Europa con questo piano, ma l’Italia è un Paese che non trae lezioni da quello che succede, dalla storia. E’ un Paese che continua a essere straordinario in emergenza, ma non programma e non risolve i problemi strutturali. Discutiamo di un panettone, degli amici e dei parenti, ma non affrontiamo i temi di cui sta discutendo il mondo. In ballo c’è il futuro dei nostri figli”. Così il presidente nazionale di Confindustria, Carlo Bonomi, nel corso della tavola rotonda “Nuove forme di affiancamento alle imprese fra legge italiana e direttive europee” promossa dall’assessorato alle Attività produttive della Regione Siciliana, presso la sede della Banca d’Italia, a Palermo.
Bonomi ha ricordato il numero uno di Sicindustria, Gregory Bongiorno, scomparso, a 47 anni, il 22 gennaio dell’anno scorso, a causa di un arresto cardiaco: “Un anno fa ho perso un amico, una persona e un imprenditore eccezionale che ha rappresentato il mondo delle imprese in maniera unica. Il mio essere qui oggi è in suo ricordo”.
(foto xd6 Italpress)
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