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Giovane morto durante una rissa in discoteca nel Palermitano. Un fermo

PALERMO (ITALPRESS) – Ancora un morto per malamovida nel palermitano. Questa volta a perdere la vita è stato un giovane di 20 anni, fuori dalla discoteca Medusa a Balestrate. La vittima si chiamava Francesco Bacchi e sembra sia rimasto coinvolto nella rissa per difendere un amico. Sarebbe stato colpito da pugni al volto e poi caduto a terra è stato preso a calci sulla testa. Inutili i tentativi di salvarlo trasportandolo all’ospedale di Partinico, dove è deceduto poco il suo arrivo.

In serata, secondo quanto si apprende, un giovane di 20 anni è stato fermato. I carabinieri hanno interrogato anche altre persone, e non è escluso che altri ragazzi coinvolti nella rissa vengano posti in stato di fermo.

La vittima era il figlio di “Ninì” Benedetto Bacchi, il cosiddetto “re delle scommesse” coinvolto qualche anno fa nell’inchiesta Game Over. Francesco Bacchi, che viveva a Partinico, era incensurato. I carabinieri della Compagnia di Partinico stanno interrogando alcuni giovani presenti nella discoteca Medusa. “Secondo le notizie che ci arrivano dalla Procura della Repubblica e dai carabinieri si è trattato di una rissa tra giovani fuori dalla discoteca che ha avuto un esito fatale. E’ una manifestazione del vuoto che ci lascia sgomenti”, dice all’agenzia Italpress il prefetto di Palermo Massimo Mariani. “Noi abbiamo avviato un’avanzata interlocuzione con le associazioni di categoria per aumentare i controlli e la prevenzione nelle discoteche. Ma questi sono episodi che maturano in contesti di degrado. La magistratura e le forze dell’ordine fanno molto, ma non spetta solo a loro. Questo vuoto ci investe un po’ tutti”.

“È necessaria una riflessione profonda, che porti anche ad attuare nuove misure. C’è un problema serio. Nel comprensorio abbiamo perso negli ultimi anni tre figli, non è possibile. Non possiamo aspettare di perderne un altro”, dice all’Italpress Pietro Rao, sindaco di Partinico. “Ci siamo sentiti con il prefetto Mariani, si è mostrato affettuoso e vicino alla comunità, che è sconvolta per quanto accaduto – spiega il sindaco -. Abbiamo proposto una stretta: bisogna consentire ai ragazzi di entrare in discoteca solo dopo aver fatto l’alcol test e il test antidroga, e poi limitare il numero delle consumazioni. Quando c’è questo mix micidiale di alcol e altre sostanze si perde il senso del limite e del confine tra la vita e la morte. Si colpisce senza rendersi conto a cosa si può arrivare”.

“Cari concittadini, una domenica di dolore e tristezza quella che stiamo vivendo in seguito alla notizia della tragica morte di un giovane di 20 anni avvenuta la scorsa notte. Condanno fermamente la violenza che ha portato a questa perdita e invito la comunità a riflettere su come possiamo tutti contribuire a creare un ambiente più sicuro e rispettoso. Ho sentito il Prefetto di Palermo, che ringrazio per la vicinanza dimostrata, concordando un incontro a stretto giro. Le forze dell’ordine stanno indagando e garantisco che saranno adottate tutte le misure necessarie per far luce su questo doloroso episodio”, scrive sul suo profilo Facebook il sindaco di Balestrate, Vito Rizzo. “Le mie sincere condoglianze alla famiglia del giovane, e chiedo a tutti di unirsi in un momento di silenzioso rispetto. È il momento di abbracciare la solidarietà e lavorare tutti insieme per prevenire simili tragedie nel nostro territorio”.

Foto: Agenzia Fotogramma

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E’ morto Aron, il cane legato e bruciato vivo a Palermo

PALERMO (ITALPRESS) – E’ morto Aron, il pitbull a cui martedì sera era stato dato fuoco in via delle Croci, a Palermo, da un uomo senza fissa dimora. Il decesso è avvenuto intorno all’1 di notte. “Ci hanno chiamato dalla clinica. Aron non c’è più. Il suo corpo non ha retto, sebbene lui abbia lottato fino alla finè, si legge sul profilo Facebook della Lav – Lega antivivisezione di Palermo.
Il cane, che aveva ustioni sull’80 per cento del corpo, in questi giorni era ricoverato nel reparto di terapia intensiva della clinica veterinaria Zarcone. Ma i veterinari non sono riusciti a strapparlo alla morte.
‘Aron si è spento questa notte, dopo avere lottato con tutte le sue energie per quasi quattro giorni. Non ce l’ha fatta, i suoi reni hanno smesso di funzionare e così tutto il resto del corpo. Era sedato, quindi è andato via senza ulteriori sofferenzè, rende noto la Lav – Lega antivivisezione, sottolineando in una nota che ‘il pitbull era stato legato con una catena ad un palo, in una via di Palermo, ed era stato bruciato vivo dal suo stesso proprietario. Ricoverato grazie all’intervento di un passante, aveva riportato ustioni su oltre l’80% del corpo e gravi danni agli organi internì.
La Lav è intervenuta, coinvolgendo l’autorità giudiziaria per ottenere l’affido e farsi quindi carico di tutte le spese veterinarie e del suo mantenimento. ‘Da subito, quindi, Aron è stato accudito con attenzione e cura presso la Clinica Zarcone ed è stato assistito e vegliato dai volontari Lav della sede di Palermo. Ma non è bastatò, prosegue la nota.
“La nostra denuncia oggi ha un aggravante in più, perchè il maltrattamento ha causato la morte dell’animale – evidenzia la Lav -. Non si può più continuare ad assistere a gesti così crudeli ed efferati. Oltre ad una imponente attività di sensibilizzazione, che educhi alla corretta convivenza con gli animali, e alla tutela dei loro diritti, c’è bisogno di provvedimenti più efficaci, che siano da deterrente per chi ancora si accanisce sugli esseri viventi”.
La Lav chiede ‘ancora una volta alla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, al presidente Ciro Maschio (FdI) e alla relatrice Michela Brambilla (Noi Moderati), di procedere con l’esame e l’approvazione delle proposte di Legge per inasprire le pene e rendere più efficaci le norme per perseguire i reati contro gli animalì.
“La Commissione non perda più tempo – continua la Lav – e inserisca questo tema all’Ordine del Giorno. L’urgenza è evidente, i fatti parlano: Aron è solo l’ultimo dei molti animali che ancora vengono maltrattati e uccisi in maniera crudele e spietata. Come il gatto Leone, scuoiato vivo a Cava dè Tirreni nelle scorse settimane, e altri prima di lui. Magistratura e Forze dell’Ordine hanno bisogno di strumenti efficaci per perseguire fattivamente questo genere di reati”.
Prevista per domani la commemorazione di Aron, organizzata dai volontari della sede Lav di Palermo. ‘Chiunque voglia e se la sente di partecipare può recarsi alle ore 17 di fronte alla Clinica Zarcone, in via Catania 66, dove il cane è stato accudito fino alla fine. Verranno accese delle candele, come simbolo di richiesta ai Parlamentari italiani di occuparsi davvero dei maltrattamenti a danno di animali. Anche chi è a casa potrà fare lo stessò, fanno sapere i volontati Lav, che ringraziano ‘i veterinari della Clinica Zarcone, che hanno assistito Aron dal primo all’ultimo minutò.
Sulla vicenda interviene il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla: ‘La speranza di questi giorni si è spenta stanotte con la terribile notizia della morte di Aron, il cane bruciato vivo martedì scorso – dichiara il primo cittadino -. Non ci sono parole per descrivere un gesto totalmente folle provocato da una singola persona, se non esprimere la piena condanna e l’assoluta intollerabilità verso qualsiasi maltrattamento nei confronti di un animale. Per tali ragioni, il Comune è pronto a costituirsi parte civile in questa drammatica vicenda. Grazie all’azione di attivisti e associazioni, oggi la sensibilità nei confronti degli animali è diversa rispetto al passato e voglio sottolineare l’impegno di chi si è prodigato per soccorrere e curare Aron, esempi da tenere a mente anche da parte delle istituzioni che devono proseguire lo sforzo a tutela degli animali”.
Numerose le prese di posizione da più parti politiche.
“Aron è morto. Dopo atroci sofferenze inflitte da un uomo è andato via. Ora vogliamo giustizia, la pena per chi uccide un animale va dai due mesi ai due anni. Troppo lieve. Serve rivedere la legge, la crudeltà verso gli animali è un chiaro segno di problemi sociali e relazionali, collegata alla violenza contro altri uomini. I cittadini ci chiedono di fare qualcosa in merito, purtroppo sfugge dalle nostre competenze. Noi possiamo continuare a lavorare per gli animali fornendo a Palermo tutti i regolamenti sul benessere animale di cui è sprovvista. Il nostro impegno andrà in quella direzionè, commenta il consigliere comunale Dc di Palermo, Viviana Raja.
‘Un gesto di estrema crudeltà perpetrato contro un essere vivente. Aron, il cucciolo legato ad un palo e bruciato vivo dopo giorni di agonia ci ha lasciati questa mattina. Questo barbaro crimine non può restare inosservato, e l’autore, attualmente libero, rappresenta una minaccia per la comunità. Come sottolineato da Papa Francesco, ‘chi non ama gli animali non ama neanche i bambinì. Questo vile e brutale atto non solo offende la sensibilità umana, ma riflette anche una pericolosa mancanza di rispetto per la vita: gli animali vanno rispettati, protetti e amati come membri della nostra società’, dichiara la consigliera di Fratelli d’Italia al comune di Palermo, Teresa Leto, che aggiunge: ‘Chiediamo al sindaco di assumere un ruolo attivo in questo caso, costituendoci parte civile e insistendo sull’inasprimento delle sanzioni contro coloro che si macchiano di maltrattamenti animali. E’ imperativo promuovere campagne di sensibilizzazione per educare la comunità sui diritti degli animali e sulle conseguenze legali dei loro maltrattamenti. I diritti riconosciuti agli animali misurano il grado di civiltà di una società. Non possiamo tollerare atti di barbarie come quello subito da Aron e insisteremo affinchè la giustizia sia fatta e si adottino misure concrete per prevenire futuri episodi similì.
‘La storia di Aron è davvero straziante e pone l’accento sulla necessità di un impegno concreto per proteggere gli animali e garantire che tali atti disumani non restino impuniti. La Costituzione sottolinea l’importanza di riconoscere e difendere i loro diritti come esseri senzienti. E’ fondamentale che la mobilitazione dell’opinione pubblica, delle organizzazioni animaliste e delle autorità competenti si traduca in pene esemplari contro chi commette gesti così orribili affinchè venga perseguito e punito con la massima severità’, aggiunge la consigliera del Movimento 5 Stelle, Concetta Amella, avendo appreso della morte del cane pitbull a cui martedì sera era stato dato fuoco in via delle Croci, a Palermo. ‘In questo contesto – prosegue -, diventa dirimente inasprire le leggi esistenti contro la crudeltà verso gli animali, affinchè diventino anche un efficace strumento di dissuasione oltre che di punizione nei confronti di quanti commettono atti così riprovevoli. Ma per arginare questi comportamenti violenti le sanzioni sono insufficienti: anche in questo caso occorre investire più risorse nella promozione dell’educazione alla compassione e al rispetto degli animali, con spot efficaci sui mass media e campagne di sensibilizzazione sia nelle scuole sia porta a porta nei condomini, contribuendo a creare così una cultura in cui la violenza verso di loro sia universalmente condannatà.
Sulla vicenda interviene anche l’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente AIDAA che si occupa di tutela legale degli animali: ‘Innanzitutto vogliamo ringraziare la Lav di Palermo e nazionale per l’impegno profuso in questi giorni a favore del povero Aron ed ovviamente i ringraziamenti vanno anche ai veterinari ed al personale della clinica palermitana dove è stato ricoverato Aron che fino all’ultimo hanno tentato di salvarlo nonostante le sue condizioni fisiche fossero gravemente minate anche negli organi vitali – scrivono gli animalisti di AIDAA – ma soprattutto non vogliamo ne possiamo dimenticare quello che è successo ad Aron, incendiato vivo in mezzo a una pubblica piazza da colui che lo deteneva. Ora – continua la nota AIDAA – che con la morte di Aron finirà anche il circo mediatico nato attorno a questo caso chiediamo che sia fatta giustizia, che l’aguzzino di Aron non possa far del male ad altri animali o uomini e che in attesa del giusto processo sia messo in sicurezza in modo che non possa nuocere. Infine, ma non da ultimo, chiediamo al governo un decreto immediato che porti le pene fino a 10 anni di carcere per chi commette reati cosi efferati contro gli animalì.
– fonte foto da profilo Facebook Lav Palermo –
(ITALPRESS).

Coppa degli Assi e Internazionali Sicilia presentati negli Emirati Arabi

AL AIN (EMIRATI ARABI) (ITALPRESS) – La 60° edizione degli “Internazionali di Sicilia” e la 39° “Coppa degli Assi” di equitazione in programma nel prossimo mese di settembre in due settimane consecutive (19-22 e 26-29) al campo ostacoli “La Favorita” di Palermo, sono state presentate stamane nell’ambito del concorso “Al Shiràaa International Horse show” in corso ad Al Ain, nell’Emirato di Abu Dhabi. Il programma dei due eventi e la storia della Coppa degli Assi sono stati illustrati dall’assessore Regionale al Turismo, Elvira Amata. Folta la presenza della stampa locale e internazionale di settore oltre a cavalieri e amazzoni che stanno partecipando al concorso degli Emirati che fa parte di un esclusivo circuito internazionale con tappe in diverse nazioni europee. “Siamo orgogliosi di avere ripreso l’organizzazione della Coppa degli Assi – ha detto Elvira Amata, che ha portato il saluto del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani – e adesso intendiamo potenziarla, perchè sappiamo di poter offrire adeguata ospitalità a cavalli, cavalieri ed a tutto il loro seguito. La Sicilia oltre a essere una terra ricca di storia, tradizione, cultura ed impareggiabili bellezze naturali, offre un clima che consente di poter essere visitata tutto l’anno e anche per queste caratteristiche desideriamo proporvi la nostra Isola come ideale luogo per allenare cavalli e cavalieri pure durante i freddi inverni del nord”. “Siamo qui per avere un primo diretto contatto con voi che siete fra i migliori protagonisti dell’equitazione internazionali – ha sottolineato l’assessore Amata – ci auguriamo vorrete raccogliere il nostro invito e vi aspettiamo numerosi a Palermo nel prossimo mese di settembre. I due concorsi a distanza di una settimana l’uno dall’altro sono stati pensati per darvi l’opportunità di scoprire o visitare altri angoli della Sicilia oltre alla capitale”. Nell’illustrare la storia della Coppa degli Assi, ideata 56 anni addietro, ne è stato evidenziato il valore dei partecipanti, tanto da essere considerata una mini-olimpiade, ed il tasso tecnico del percorso su fondo in erba, peraltro in un area di rara bellezza naturale, con i tracciati disegnati da Uliano Vezzani. Nell’albo d’oro della Coppa degli Assi fra i 29 diversi vincitori figurano nomi di cavalieri che hanno fatto la storia dell’equitazione internazionale. Fra questi l’inglese David Broome che inaugurò il Concorso (1976) proseguendo con l’italiano Raimondo D’Inzeo (1978), il brasiliano Nelson Pessoa (1979 e 1988), l’elvetico Willi Melliger (1983), il francese Michel Robert (1998), ed il belga Stanny van Paesschen che di vittorie ne detiene ben quattro (’84-85-87-91), per arrivare ai giorni nostri con gli italiani Natale Chiudani (2005-2006) ed Emanuele Gaudiano (2010 e 2011), assidui partecipanti inseguendo entrambi la terza vittoria.
Nel 2023 il Grand Prix è stato vinto dal giovane caporale dell’Esercito Italiano Lorenzo Correddu. I due concorsi sono promossi dalla Regione Siciliana con il supporto tecnico organizzativo, per il quinto anno, di Fiera Verona.
La Coppa degli Assi con Fiera Verona che è l’organizzatore tecnico, è presente “Al Shiràaa International Horse show”, che ha avuto inizio mercoledì 10 e si concluderà domani, domenica 14, con un proprio stand all’interno del quale sono esposti prodotti dell’artigianato siciliano e vengono offerte degustazioni gastronomiche. Il concorso di salti ad ostacoli si svolge nel grande parco di intrattenimento della città di Al Ain, nell’Emirato di Abu Dhabi, quasi al confine con l’Oman.
– Foto Stratos –
(ITALPRESS).

Un team di esperti per dare un nuovo volto alla Favorita di Palermo

PALERMO (ITALPRESS) – Il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, ha istituito un gruppo di lavoro multisettoriale, presieduto dal professore Giuseppe Barbera, esperto paesaggista di fama internazionale, per redigere un piano complessivo di fattibilità per la conservazione, gestione e valorizzazione del Parco della Favorita, per farne un grande, ecologico e creativo “quartiere vegetale” della città, nell’ambito delle politiche di rigenerazione urbana. E’ quanto si legge in una nota del Comune di Palermo.
Il gruppo di lavoro è composto, oltre che da Giuseppe Barbera, da Paola Di Trapani, (Dirigente dell’ufficio della rigenerazione urbana con il ruolo di referente del Comune), da Giuseppina Liuzzo (dirigente del settore Ambiente), da Claudio Cimò (dirigente area gestione Fondi extra-comunali), da Sergio Sparacio (funzionario del settore Sport), da Alessandro Carollo (dirigente Mobilità e traffico), da Mario Miceli (delegato dalla Soprintendenza), da Giovanni Provinzano (rappresentante associazione Rangers d’Italia/sezione Sicilia), da Francesco Picciotto (dirigente regionale del servizio 3 Aree Naturali protette, Rete Natura 2000 e Sviluppo sostenibile), da Aurelio Sanguinetti (delegato di Legambiente Palermo) e altre competenze potranno essere integrate in seguito. Il gruppo avrà la guida politica del Sindaco e degli assessori alla Rigenerazione urbana Maurizio Carta, all’Ambiente Pietro Alongi, allo Sport Alessandro Anello, al Traffico Dario Falzone ed ai Lavori Pubblici Totò Orlando.
Gli indirizzi generali per l’area, sottolinea la nota, sono quelli emanati dalla Giunta con la delibera del 15 dicembre 2023 che ha approvato le Direttive Generali del Piano Urbanistico Generale e che per l’area in questione recitano: “Realizzare il polo integrato naturalistico, sportivo e del tempo libero del Parco della Favorita, di viale del Fante e di viale Duca degli Abbruzzi. Senza pregiudicare i valori naturalistici, è necessario intervenire con azioni innovative di tutela ambientale e di valorizzazione delle aree compatibili per il tempo libero della Riserva Naturale Orientata della Favorita e di Monte Pellegrino, connettendo le aree di pregio naturalistico con le aree attrezzate, gli impianti sportivi esistenti e le aree monumentali con le aree limitrofe per estenderne la funzione legata alle attività all’aria aperta. Il polo integrato dovrà includere l’ex campo nomadi, il parco di Villa Castelnuovo e il Teatro di Verdura, la Palazzina Cinese e Villa Niscemi, la Città dei Ragazzi e il Museo Pitrè, fino a includere la valorizzazione delle cisterne progettate da Pier Luigi Nervi alle falde di Monte Pellegrino entro un grande progetto di parco urbano in cui coesistano la protezione dei valori paesaggistici ed agricoli, la valorizzazione dei giardini storici e la fruizione del tempo libero compatibile. Le preziose aree agricole dei mandarineti della Favorita, in particolare, dovranno offrire, eventualmente differenziandosi, funzioni culturali di testimonianza del paesaggio storico e didattico-ambientali collegate a una nuova agricoltura urbana. Anche le attrezzature sportive comprese nell’area dovranno trovare una integrazione complessiva che miri alla migliore accessibilità e fruizione dello stadio di calcio, dello stadio per l’atletica leggera e dell’area per le attività all’aperto collocati lungo viale del Fante anche inserendo ulteriori attrezzature sportive e ricreative più leggere (percorsi-vita, piste di pattinaggio, percorsi equestri, palestre di arrampicata, skateboard acrobatico, yoga, tai chi chuan, pilates, ginnastica dolce, etc.). Particolare attenzione dovrà essere data alla riorganizzazione ed incremento delle aree a parcheggio e alla viabilità con adeguata differenziazione delle modalità e delle velocità (ciclovie in sede propria, zone 30, sentieri pedonali, funivia) nonchè alla realizzazione di adeguati punti di ristoro, di informazione, di educazione ambientale e di servizi per rendere più attrattiva e performativa tutta l’area, facendone una grande centralità vegetale della città”.
“Il Parco della Favorita deve essere il parco di tutti e di tutte, risorsa preziosa per il benessere della cittadinanza e riserva di biodiversità – dichiarano il Sindaco Roberto Lagalla e l’Assessore alla rigenerazione urbana Maurizio Carta, estensore delle direttive del PUG – e per questo serve un cambio di approccio al problema rispetto ai tentativi falliti degli ultimi anni. Va superato il conflitto ideologico con la presenza della Riserva Naturale, che anzi va considerata una preziosa risorsa per la conservazione della straordinaria biodiversità dell’area, e vanno attuate azioni di restauro del patrimonio architettonico e recupero del patrimonio vegetale compatibili con i numerosi usi che si possono fare nel rispetto della natura. La Favorita non deve essere più considerata un’area sottratta alla vita quotidiana della città, solamente da attraversare per raggiungere Mondello, ma deve poter essere vissuta come un meraviglioso e poliedrico ‘quartiere vegetalè, un luogo denso di occasioni, aree e servizi per trascorrere il tempo libero, per vivere nella natura, per coltivare un orto, per esercitare attività sportive o legate al benessere psico-fisico, per leggere un libro, per ascoltare musica o per assistere a una rappresentazione teatrale, per frequentare un centro di educazione ambientale, per far giocare i bambini. Insomma la Favorita, insieme a Montepellegrino, deve tornare a essere una grande centralità vegetale della città, un elemento identitario della Palermo policentrica che differenzia i suoi quartieri per identità e vocazione, per modalità di utilizzo e adeguatezza dei comportamenti, anche con regole e tempi di uso diversificati. Sono certo che l’ampiezza e la competenza del gruppo di lavoro e il prestigio del suo presidente riusciranno a dotare la città di un poderoso parco, luogo emozionale e creativo, dove il benessere delle persone si coniughi con la conservazione e fruizione della natura. E l’anno rosaliano, con Santa Rosalia che veglia e ispira dal santuario sul monte, è l’anno giusto per questo progetto”.
“Ho accettato con gioia e piena responsabilità la richiesta del Sindaco di coordinare il gruppo di lavoro che in pochi mesi porterà alla redazione del Piano di fattibilità del Parco della Favorita. Consapevole dello straordinario valore dell’area mi affido all’esperienza maturata a partire dalla redazione, nel 2000, del Piano di Utilizzazione approvato dalla Regione. Forte di altre occasioni (Valle dei Templi, Pantelleria, Kolymbethra) e anni di studio e di partecipazione ad iniziative su ciò che resta della Conca d’oro e sui paesaggi culturali mediterranei, mantengo salda l’idea che funzioni ambientali, produttive e culturali vadano tenute insieme. Per la Favorita si è a ciò indirizzati dalla sua storia e dalle necessità della città. Coordino un gruppo di lavoro che unisce esperti di diversi settori degli enti interessati, i gestori della Riserva regionale, la Soprintendenza e quanto prima avvierò una serie di incontri con gli esperti e i portatori di interessi che negli anni hanno lavorato, immaginato, proposto una Favorita diversa da quella che si stava avviando ad un irrecuperabile degrado. Lavoreremo a mantenere un’agricoltura sostenibile, a recuperare e valorizzare i giardini storici, a difendere la biodiversità e le funzioni ambientali, a recuperare aree degradate ed edifici e manufatti storici, a sviluppare attività culturali, ricreative, sportive compatibili. Certamente affronteremo il tema della viabilità. Lo faremo non chiudendoci in un ufficio ma nel confronto con la città e con esperti di caratura nazionale e internazionale consapevoli di affrontare un’area che non ha pari e che, rigenerata, può rappresentare momento fondamentale per il futuro della città”, dichiara il professore Barbera.
– foto ufficio stampa Comune di Palermo –
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Open Arms, Salvini “Ogni scelta presa collegialmente con il governo”

PALERMO (ITALPRESS) – Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, si è sottoposto a una nuova udienza, all’Aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo, in una tappa estremamente importante del processo Open Arms, perché incentrata per intero sulle dichiarazioni del leader della Lega, accompagnato dalla legale Giulia Bongiorno. Salvini, all’epoca dei fatti ministro dell’Interno, è imputato per sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio per il caso della nave della Ong spagnola che nell’agosto 2019, dopo aver salvato 147 migranti, rimase 19 giorni in mare in seguito al divieto del Viminale di sbarcare a Lampedusa.
L’udienza si è articolata in più fasi: il leader della Lega ha iniziato rendendo dichiarazioni spontanee per poi rispondere ai quesiti del pubblico ministero, degli avvocati di parte civile e del collegio giudicante, presieduto da Roberto Murgia. Tre i temi centrali degli interventi di Salvini: collegialità delle scelte con gli altri soggetti competenti in materia di immigrazione del governo Conte 1 (lo stesso presidente del Consiglio e l’allora ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli), contrasto al traffico di esseri umani e alle morti in mare e confronto costante con l’allora capo di gabinetto del Viminale Matteo Piantedosi. Quest’ultimo, oggi titolare proprio del ministero dell’Interno, dovrebbe essere l’attore principale della prossima udienza, prevista per il 16 febbraio.
“Quello che viene chiamato sequestro altro non è che un modo di lavorare che garantisce sempre la salvaguardia della vita umana, adottato nello stesso modo dal governo Conte 2 – spiega Salvini, – Le evacuazioni per motivi di salute erano di competenza dei ministeri dei Trasporti e della Salute, ma da ministro dell’Interno non mi sono mai opposto a una simile operazione: mi faccio carico di ogni responsabilità, rivendicando risultati mai raggiunti in termini di contrasto al traffico di esseri umani e di riduzione di morti e dispersi in mare“. Il segretario leghista evidenzia poi come in tredici episodi successivi al governo Conte 1, verificatisi tra il 14 settembre 2019 e l’11 novembre 2022, non sia stato riscontrato alcun reato ministeriale nonostante lo sbarco dei migranti sia stato autorizzato in tempistiche più lunghe di quelle per cui è finito a processo.
Nel ripercorrere le varie decisioni prese tra la partenza della Open Arms e l’approdo a Lampedusa delle ultime persone a bordo, Salvini evidenzia come “fu il capo di gabinetto Piantedosi a dirmi della presenza della Ong in mare: la storia precedente ci diceva che avrebbero provato a dirigersi in Italia, ebbi un sospetto che si trattasse di un caso di immigrazione clandestina perché l’allora comandante era stato rinviato a giudizio per il suddetto reato, cosa che mi fu comunicata prima di emanare il divieto d’ingresso. Il passaggio della nave nonostante il divieto è stato valutato come un’offesa verso l’Italia”.
Uno dei temi centrali del processo riguarda la gestione dei minori a bordo: in tal senso, ricorda il segretario della Lega, lo sbarco venne autorizzato solo per loro “non appena sono stati nominati i tutori: in 631 episodi fronteggiati da ministro dell’Interno non ho mai impedito lo sbarco di un minore. Se ci fossero stati motivi medici per concedere lo sbarco sarebbe stata prerogativa di un altro ministero e io avrei dovuto cedere il passo: il quadro che avevo era di una situazione sotto controllo e in effetti non si sono verificati episodi gravi. Non ricordo se mi sia stato detto di persone che si erano gettate in acqua, ma io mi occupavo di ordine pubblico a terra, non in mare”.
Altra tematica spigolosa è il dialogo con l’Europa, in particolare per quanto riguarda il rapporto tra le decisioni prese a Palazzo Chigi e quanto fatto in seguito dagli altri paesi: “Non erano infrequenti i casi in cui un paese europeo si impegnasse a dare ospitalità ai migranti per poi non farlo: alcuni si opponevano alle nostre richieste di redistribuzione perché le ritenevano vigenti solo su base volontaria – spiega Salvini -. La linea del governo era autorizzare lo sbarco solo dopo aver trovato con gli altri paesi europei un accordo sulla redistribuzione: è chiaro che i territori mediterranei abbiano diverse sensibilità in tema di gestione dei migranti rispetto a paesi più a nord come Polonia e Ungheria. Tutto ciò che abbiamo fatto, inclusi i Decreti sicurezza, ha sempre rispettato le convenzioni internazionali vigenti”.
A chi gli chiede di presunte connessioni tra la vicenda Open Arms e la crisi di governo che si sarebbe consumata di lì a poco, il ministro dei Trasporti sottolinea: “Non ritengo che le vicissitudini politiche abbiano inciso su quanto successo con Open Arms, ma è chiaro che il successivo atteggiamento del M5s sull’autorizzazione a procedere fosse condizionato da tale scenario”.
– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Schifani “Il ricordo di Fratel Biagio è sempre vivo in tutti noi”

PALERMO (ITALPRESS) – “E’ passato un anno, ma il ricordo di fratel Biagio Conte è sempre vivo nella mente di tutti noi. Il suo esempio, il suo instancabile impegno e la sua missione al fianco degli ultimi hanno lasciato il segno e continuano a ispirare le azioni di solidarietà mie e del governo regionale. Certamente la sua perdita rappresenta un vuoto che non è colmabile, ma la sua testimonianza è un seme che giorno dopo giorno, mese dopo mese, sta dando i suoi frutti. Oggi tutti noi dobbiamo rendere omaggio alla sua memoria e impegnarci, sempre di più, con azioni ed esempi positivi oltre che continuare a ringraziarlo per quello che ha fatto da vivo e per ciò che la Missione di Speranza e Carità continua a fare a sostegno dei più fragili”. Lo dice il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, ricordando la figura del missionario laico Biagio Conte nel giorno del primo anniversario della sua morte.
– foto ufficio stampa Regione siciliana –
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Controlli Nas in 1250 aziende olearie, sequestri a Messina e nel Ragusano

ROMA (ITALPRESS) – I Carabinieri per la Tutela della Salute, d’intesa con il Ministero della Salute, hanno eseguito nei mesi di novembre e dicembre, una mirata campagna di controlli nel settore oleario, uno tra i principali comparti della produzione agro-alimentare italiana, ispezionando frantoi nonchè aziende ed esercizi produttivi e commerciali.
Le verifiche su scala nazionale sono state eseguite nei periodi di produzione della materia prima e rappresenta un’intensificazione dei controlli già condotti in regime ordinario nella restante parte dell’anno.
Complessivamente, i NAS hanno eseguito 1.250 ispezioni agli addetti della filiera, accertando situazioni di irregolarità presso 256 aziende ed esercizi commerciali. Le persone denunciate sono state 26 principalmente per reati di frode in commercio e vendita di prodotti alimentari non genuini, alle quali si aggiungono 202 imprenditori sanzionati per violazioni amministrative, per un ammontare complessivo di 189 mila euro, a causa della carente pulizia e manutenzione degli impianti e delle aree di lavorazione, l’omessa applicazione delle procedure di tracciabilità e di registrazione dell’olio prodotto, in alcuni casi associati con lo stato di abusività dei frantoi. Complessivamente, sono state sospese 22 attività ed eseguito il sequestro di oltre 46 mila litri di olio non censito o dichiarato di qualità superiore rispetto alla realtà.
La finalità della campagna di controlli è stata la difesa del consumatore e dell’intero settore produttivo dell’olio di oliva, al fine di identificare ed isolare eventuali operatori scorretti a salvaguardia dell’imprenditoria sana della filiera produttiva e distributiva. I controlli proseguiranno nel corso del 2024 in ragione dell’importanza economica rappresentata dall’olio extravergine di oliva quale eccellenza agroalimentare nazionale.
Tra gli interventi di interesse, i Nas di Catania, nel corso dell’ispezione eseguita presso un frantoio oleario di Messina, hanno sequestrato 800 litri di prodotti oleari, stoccati in contenitori anonimi, privi di indicazioni relative alla tracciabilità e all’origine.
Mentre i Nas di Ragusa hanno chiuso uno stabilimento di imbottigliamento olii, attivato in assenza di autorizzazione ed in pessime condizioni igienico sanitarie, presso un’azienda agricola della provincia. Nel corso del controllo, sono stati sequestrati 1.825 litri di olio extravergine di oliva destinato alla commercializzazione senza che fosse stata attuata correttamente la tracciabilità. Il valore della struttura chiusa e delle attrezzature ammonta a 200 mila euro, quello del prodotto oleario è pari a 18 mola euro.
– foto: screenshot da video ufficio stampa Carabinieri Nas –
(ITALPRESS).

Infezioni sessualmente trasmesse, per i giovani occorre parlarne di più

PALERMO (ITALPRESS) – Sifilide, gonorrea, papilloma virus, epatiti virali, HIV. Le infezioni sessualmente trasmissibili sono diverse e sono causate da germi che possono provocare sia una malattia acuta che cronica. Rischiano di dare anche gravi complicanze a lungo termine e persino i tumori. La fascia più esposta è quella dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni. “Si trasmettono per via sessuale, qualunque tipo di rapporto sessuale, per il contatto con i liquidi organici infetti”, ha spiegato Pietro Colletti, direttore Unità Malattie Infettive dell’Ospedale Borsellino di Marsala che ne ha parlato in un servizio dell’Italpress dedicato ai giovani e alle infezioni sessualmente trasmissibili. “Tali infezioni – ha continuato – possono essere trasmesse anche attraverso il sangue o altri liquidi biologici, per passaggio dalla madre al nascituro durante la gravidanza, il parto o l’allattamento e con pratiche quali i piercing”.
Quanto ne sanno i giovani? “Veramente poco – afferma una ragazza intervistata – perchè a scuola non è un tema trattato. La mia istruzione non è completa su questo”.
Uso corretto del preservativo, tanta informazione nelle scuole, dialogo in famiglia: la prevenzione è spesso più importante della cura.
Bisogna “parlarne nelle scuole, già dalle medie – sottolinea una giovane -, per aprire i ragazzi e le ragazze a questo mondo, per far capire loro i rischi e riuscire a spiegare che esistono modi per prevenire”.
“Nonostante si tratti di un tabù per molti – spiega un’altra giovane -, specialmente per gli adulti, in realtà” parlarne “è una cosa che fa comodo e fa cultura”.
Un ragazzo propone, quindi, di parlarne “nelle ore pomeridiane con progetti o impiegare ore di biologia o scienze all’educazione sessuale. Il dialogo in famiglia può aiutare. Serve soprattutto – aggiunge – consapevolezza e maturità nell’affrontare la sessualità che da molti purtroppo è vista come un tabù”.
Nonostante una larga diffusione nella popolazione, si parla ancora poco dell’infezione da Papilloma virus ma per l’Hpv, che nelle sue forme più gravi può causare anche neoplasie, c’è una soluzione: la vaccinazione a partire dagli 11-12 anni.
“E’ offerta – ha spiegato Davide Alaimo, ginecologo all’Ospedale Buccheri La Ferla di Palermo – dal sistema sanitario nazionale gratuitamente però poche persone conoscono questa possibilità. Adesso ci siamo allontanati tanto dalla vaccinazione perchè si ha paura delle vaccinazioni ma quella dell’Hpv in paesi come Finlandia, Svezia e Norvegia ha portato a una copertura massima delle vaccinazioni tanto che – ha concluso – potrebbero fare a meno del Pap test come screening perchè si considera ormai quasi debellato”.

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(ITALPRESS).