PALERMO (ITALPRESS) – Palazzo d’Orleans, sede del Governo regionale della Sicilia, è stato chiuso per Covid su disposizione del Presidente della Regione siciliana, Renato Schifani.
La decisione è stata presa dal governatore siciliano dopo avere accertato 5 casi di positività fra i dipendenti di Palazzo d’Orleans. Contestualmente è stata disposta la sanificazione di tutti gli uffici delle sede di Piazza Indipendenza, a Palermo.
La riapertura degli uffici è prevista per domani, 14 dicembre.
– foto Agenzia Fotogramma –
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Palazzo d’Orleans a Palermo chiuso per Covid, disposta sanificazione uffici
Ferrandelli e Canto entrano in maggioranza al Comune di Palermo
PALERMO (ITALPRESS) – I consiglieri comunali di Palermo Fabrizio Ferrandelli e Leonardo Canto aderiscono al gruppo “Lavoriamo per Palermo”. Ad annunciarlo, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Comitini, il capogruppo Dario Chinnici insieme ai consiglieri Giuseppe Mancuso e Antonino Abbate.
“Siamo orgogliosi di dare il benvenuto nel nostro gruppo a Ferrandelli e Canto – dichiara Chinnici -. Due colleghi che conosciamo da tempo, avendo avuto modo di apprezzarli in Aula, e la cui adesione conferma il buon lavoro dell’amministrazione comunale guidata da Roberto Lagalla e l’attrattività del progetto politico ‘Lavoriamo per Palermò. Un progetto centrista già premiato dagli elettori nel 2022 e che continua a suscitare l’attenzione di amministratori e semplici cittadini nell’area metropolitana e oltre, con ampi margini di crescita già nei prossimi mesi. L’adesione di Ferrandelli e Canto allarga il perimetro della maggioranza in consiglio comunale e arricchisce la coalizione di esperienza e competenza”.
“Saluto con soddisfazione l’adesione al gruppo Lavoriamo per Palermo dei consiglieri comunali Fabrizio Ferrandelli e Leonardo Canto”, sottolinea il sindaco Roberto Lagalla, che aggiunge: “Si tratta di un’operazione politica importante che allarga il quadro della maggioranza in Consiglio comunale e lo fa, portando tra le sue fila componenti di grande esperienza. I consiglieri Ferrandelli, leale avversario nel corso delle ultime Amministrative del 2022, e Canto hanno dimostrato anche tra le fila dell’opposizione un costruttivo spirito di critica e di partecipazione in questo cammino di rinascita della città”. “La condivisione di numerosi obiettivi finalizzati a un miglioramento di Palermo – dichiara Lagalla – ha portato al passaggio politico di oggi che comporta, da parte dei nuovi entrati, la piena adesione al progetto della coalizione di centrodestra, in atto al governo della città. Sono convinto che le sensibilità di Ferrandelli e Canto sapranno creare un’alchimia vincente con le importanti personalità già presenti nel gruppo Lavoriamo per Palermo, composto dal capogruppo Chinnici, dal vicepresidente del Consiglio comunale Mancuso e dal consigliere Abbate”, conclude il sindaco Lagalla.
Fabrizio Ferrandelli commenta: “In questo periodo abbiamo portato avanti non una opposizione distruttiva ma un contributo ragionato, una sorta di apporto critico, slegato da logiche di appartenenza che mi ha portato a dire di essere in disaccordo quando non condividevo alcuni provvedimenti e di essere in accordo laddove quanto proposto mi trovava concorde, con onestà intellettuale e senza pregiudizi. Il fatto nuovo è stato che, man mano si procedeva, erano più le cose con cui ci trovavamo in accordo che le altre. E che le altre si potevano comunque discutere. Abbiamo trovato in Roberto Lagalla un approccio non da uomo solo al comando, ma un metodo di studio e condivisione delle problematiche. Oggi siamo fuori dal piano di riequilibrio e questo segna un traguardo e un confine: Palermo, dopo anni, può varare bilanci che possono guardare alla crescita e agli investimenti. Palermo, dopo anni, può programmare e tornare grande. Ora c’è chi – legittimamente – può far valere il pregiudizio, la provenienza politica, l’incompatibilità partitica. E c’è chi può decidere, coraggiosamente, di dare il proprio contributo a questa nuova stagione palermitana.
Io faccio parte dei coraggiosi. Ci uniamo, civicamente, al progetto civico di Roberto Lagalla per portare il nostro piccolo apporto di esperienza e dedizione a Palermo. Lo facciamo entrando in una maggioranza già definita, che rispettiamo e a cui diamo fin da ora la nostra disponibilità a collaborare nell’interesse comune di rafforzare il rispetto dei diritti dei palermitani e la dignità di Palermo che merita un fronte più ampio possibile. Palermo chiama e io rispondo presente. Riconosciamo che un pezzo di strada è stato fatto e siamo felici di raccogliere l’invito del sindaco a fare parte della sua squadra di governo per fare il restante pezzo di strada assieme. Insieme, al lavoro per Palermo”.
Anche il consigliere Leonardo Canto rimarca le convergenze programmatiche poste alla base del nuovo sodalizio: “L’apertura pomeridiana delle scuole, il regolamento sui beni comuni, la attivazione di partnership tra pubblico e privato, la possibilità di coinvolgere giovani in una consulta sono tutti punti programmatici condivisi e, pertanto, aderiamo con favore al progetto civico ‘Lavoriamo per Palermò, consapevoli che i nostri elettori si aspettino da noi non vuote contrapposizioni ideologiche ma la capacità di far accadere le cose e concretizzare tutte quelle iniziative programmatiche e i provvedimenti amministrativi sui quali abbiamo lavorato in campagna elettorale e in questo primo scorcio di consiliatura”.
“Lavoriamo per Palermo è stata una scommessa vinta – concludono Chinnici, Mancuso e Abbate – capace di ascoltare le istanze della città, di trovare soluzioni condivise e di offrire risposte di buon governo. Un soggetto di ispirazione centrista e moderata che intende giocare un ruolo di primo piano nell’affrontare le sfide che attendono la città”.
– foto ufficio stampa Comune di Palermo –
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Scoperta frode fiscale a Palermo, Sequestro beni per 14 mln, 3 arrestati
PALERMO (ITALPRESS) – I finanzieri del Comando Provinciale di Palermo hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali emessa dal Gip del Tribunale di Palermo, su richiesta della locale Procura, nei confronti di 3 soggetti, due destinatari della custodia cautelare agli arresti domiciliari e uno dell’obbligo di dimora. Gli indagati, in totale 24 tra persone fisiche e giuridiche, sulla base degli elementi probatori allo stato raccolti, sono indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere, dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture false, emissione di fatture false, occultamento e distruzione di documenti contabili, autoriciclaggio, omessa dichiarazione, indebita compensazione e omesso versamento. Con il medesimo provvedimento, il Gip ha disposto il sequestro preventivo, anche nella forma per equivalente, di somme e beni per oltre 14 milioni di euro pari al profitto dei reati tributari contestati, dell’autoriciclaggio nonchè ai sensi della normativa sulla responsabilità amministrativa degli enti. Le indagini, condotte dagli investigatori del Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria di Palermo (I Gruppo Tutela Entrate) avrebbero permesso di disvelare l’esistenza di un’associazione per delinquere che dal 2016 al 2020 si sarebbe avvalsa sistematicamente di modelli seriali di evasione accuratamente ideati da un consulente fiscale palermitano per favorire 3 società specializzate nel commercio di materiali per l’edilizia, riconducibili ad un imprenditore di Alcamo. Il collaudato sistema illecito, che avrebbe generato un volume di false fatturazioni per oltre 37 milioni di euro, si sarebbe articolato attraverso l’utilizzo di 22 società cartiere, localizzate oltre che in Sicilia anche in Lombardia, Veneto e Puglia; la realizzazione di complesse operazioni societarie, per mezzo delle quali le aziende utilizzatrici delle false fatturazioni, una volta incamerati gli indebiti vantaggi fiscali venivano dapprima svuotate del compendio societario, trasferito ad altre imprese neo costituite e successivamente poste in liquidazione e fittiziamente trasferite all’estero in Russia e Bielorussia, al fine di rendere particolarmente difficoltosi gli accertamenti da parte dell’amministrazione finanziaria italiana;
la sistematica distruzione e occultamento della relativa documentazione contabile. L’ipotizzato meccanismo fraudolento, oltre ad abbattere le imposte dovute per oltre 9 milioni di euro, avrebbe consentito anche la creazione di un ingente credito IVA per circa 2,3 milioni di euro, oggetto poi di autoriciclaggio attraverso il trasferimento in altra società riconducibile agli indagati e in buona parte già oggetto di indebita compensazione con imposte realmente dovute, che in tal modo non sono state versate all’Erario.
foto: ufficio stampa Guardia di Finanza
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Il Policlinico di Palermo potenzia il reparto di Oncologia
PALERMO (ITALPRESS) – I primi quattro posti letto di degenza ordinaria sono stati attivati, altri otto puntano a essere aggiunti entro fine 2024: il reparto di Oncologia del Policlinico di Palermo arricchisce la propria offerta nei confronti della città, con una serie di benefici che coinvolgeranno non solo i pazienti, ma anche i giovani medici. Importanti vantaggi arriveranno anche in termini di ricerca nella lotta al cancro e di percorsi assistenziali: in tal senso, un ulteriore spaccato arriverà dalla presentazione dei dati del registro tumori, che si terrà lunedì 18 dicembre a Palazzo Steri.
“L’attivazione dei posti letto di degenza a Oncologia rappresenta un significativo potenziamento rappresenta un significativo potenziamento delle nostre capacità di trattamento e assistenza ai pazienti affetti da patologie oncologiche – afferma il commissario dell’Azienda ospedaliera universitaria Maurizio Montalbano, tra i principali promotori dell’iniziativa, – Continueremo a investire nelle risorse e nelle tecnologie necessarie per fornire un’assistenza di alta qualità e rimanere al passo con gli sviluppi più recenti nella ricerca e nella pratica medica”.
Per Antonio Russo, direttore dell’Unità operativa complessa di Oncologia medica, saranno tre le opportunità fruibili dall’attivazione dei nuovi posti letto: “Garantiranno un’ottimizzazione delle cure, in quanto potremo avere un approccio interdisciplinare nei confronti dei pazienti con cure più avanzate. Inoltre la formazione coinvolgerà non solo gli studenti, ma anche gli specializzandi: per il loro percorso è indispensabile aver accesso alla degenza e attraverso l’attivazione dei posti letto potranno farlo. Infine, per quanto riguarda la ricerca, attraverso i ricoveri potremo ipotizzare studi di tipo retrospettivo e prospettico, ma anche di tipo clinico con la sperimentazione di farmaci”.
Secondo Francesco Vitale, direttore del dipartimento di Oncologia e Sanità pubblica, i nuovi posti letto costituiscono un punto sia di partenza che di arrivo: “Si tratta di un completamento dell’offerta che il nostro dipartimento fornisce alla cittadinanza e alle altre aziende ospedaliere: avere un registro tumori e un’unità di Oncologia con posti letto significa dare consistenza al carattere di assistenza, ricerca e didattica del nostro dipartimento”.
Di tale potenziamento beneficerà anche il dipartimento di chirurgia, come sottolinea la direttrice Adriana Cordova: “Il dipartimento di Oncologia è un punto fermo del Policlinico: implementare i posti letto sarà fondamentale per quelle terapie che finora abbiamo praticato con percorsi meno agevoli per i pazienti, che adesso avranno posti letto dedicati e appositi medici. I gruppi multidisciplinari, come quello della Chirurgia ricostruttiva di cui faccio parte, avranno punti di incontro che gioveranno al percorso del paziente oncologico”.
– foto ufficio stampa Policlinico Palermo –
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Festa delle matricole, l’Università di Palermo celebra prima edizione
PALERMO (ITALPRESS) – Un omaggio e un augurio per il futuro agli studenti neoiscritti, ma anche un tributo a un’annata molto positiva in termini di immatricolazioni: questi i principali obiettivi della prima edizione della “Festa delle matricole 2023”, organizzata dall’Università di Palermo presso il Campus di viale delle Scienze, edificio 19.
L’evento, organizzato in collaborazione con le associazioni studentesche, le strutture UniPa, il Cus e l’Ersu, è stato un’occasione per presentare ai ragazzi strutture e servizi dell’ateneo: in chiusura un momento di leggerezza e risate con lo show del duo comico palermitano I Sansoni. A partecipare circa 500 studenti (con 1.164 richieste complessive pervenute) tra corsi triennali e magistrali.
“Ci auguriamo tutti che il percorso di questi ragazzi possa essere ricco di soddisfazioni e di una crescita sia sul piano professionale sia nel diventare cittadini responsabili – sottolinea il rettore Massimo Midiri -. Devono avere la consapevolezza di essere entrati in un Ateneo dalla prospettiva europea e con le caratteristiche tipiche di un’istituzione del Mediterraneo, quali inclusione, sostenibilità e accettazione del diverso”.
Il 2023 è stato un anno importante per l’Università di Palermo, in termini sia di offerta formativa che di immatricolazioni (11.277, con un incremento del 6,2% rispetto al 2022): “Rispetto agli anni accademici precedenti abbiamo diversificato l’offerta formativa con temi nuovi, come biodiversità e scienze gastronomiche – spiega Midiri -. Inoltre, abbiamo aumentato l’attenzione su temi come informatica e intelligenza artificiale, ma anche le scienze umanistiche registrano un incremento: questo significa che il futuro non è legato esclusivamente alle tecnologie, ma anche a mestieri classici inerenti alle lingue e alle letterature. L’incremento degli iscritti non riguarda un dipartimento in particolare rispetto agli altri”.
– foto xd8 Italpress –
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Arbitro picchiato nel catanese, Lnd Sicilia “Abbassare i toni”
PALERMO (ITALPRESS) – “Quello che è successo a Mascalucia lunedì scorso è un episodio vergognoso e indegno, la LND Sicilia è vicina al giovane arbitro malmenato al termine della partita. Come comitato siamo impegnati a 360 gradi nel contrasto a questi episodi di violenza che non devono e possono appartenere al mondo dello sport. Ringrazio il movimento arbitrale e sono vicino agli arbitri”. Così il presidente della LND Sicilia, Sandro Morgana, in merito all’ultimo episodio di violenza registratosi a Mascalucia dove un giovane direttore di gara è stato malmenato e
trasportato in opsedale.
“Il nostro Comitato regionale – aggiunge il presidente Morgana – da anni si batte per fronteggiare il fenomeno della violenza sui campi. Abbiamo anche ideato il progetto ‘Uniti contro la violenzà per costruire un calcio migliore. Invito tutti ad abbassare i toni e a ritornare a confronti leali e corretti. Ovviamente qualsiasi iniziativa tendente ad aggravare le pene nei confronti dei violenti ci trova d’accordo”.
– Foto: ufficio stampa Lnd Sicilia –
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A Palermo “Thesaurus”, la mostra sul tesoro della Cappella Palatina
PALERMO (ITALPRESS) – Una grande mostra che offre un approfondimento sull’aspetto spirituale del Palazzo Reale di Palermo, ossia un viaggio attraverso un corpus consistente del famoso “Tesoro della Cappella Palatina”. Quasi nove secoli non sono bastati per sbiadire l’ibridismo culturale a cui diede vita l’impulso illuminato di Ruggero II. Thesaurus è stata presentata questa mattina a Palazzo Reale, frutto di una sinergia tra la Fondazione Federico II e il Fondo Edifici di Culto (Ministero dell’Interno) e della collaborazione con la Prefettura di Palermo, l’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, l’Arcivescovado e il Museo Diocesano di Palermo, l’Arcivescovado e il Museo Diocesano di Monreale, la Soprintendenza di Palermo, la Soprintendenza dei Beni Archivistici, il Museo Regionale di Messina (MuMe), la Biblioteca Regionale di Palermo e l’Archivio Paladino. La mostra aprirà al pubblico domani, 13 dicembre 2023 e resterà aperta fino al 30 settembre 2024.
Il tesoro assume la funzione concreta e affascinante di “history keeper”, custode della storia: l’indiscutibile raffinatezza e magnificenza dei reperti diviene la chiave di accesso per un viaggio senza tempo alla scoperta di un periodo “meraviglioso”: il tesoro sembra contenere e voler raccontare quell’aspetto immateriale che metteva insieme maestranze di culture e prospettive religiose diverse. In questo senso il tesoro della Cappella Palatina può essere definito il “Tesoro delle civiltà mediterranee”.
Con questa mostra torna a splendere un patrimonio “segreto”, finora noto a pochi. Accanto al tesoro della Cappella Palatina altri reperti supportano la continuità, forse l’immortalità, del significato di quella pagina di storia, non a caso divenuta Patrimonio dell’Umanità.
Thesaurus offre una selezione accurata e non casuale dei tesori: 56 reperti che insieme creano un vero documento del messaggio culturale universale, in grado di mantenere viva le complessità: cofanetti, argenti raffinatissimi, pergamene, fonti battesimali, opere raffiguranti la Madonna Odigitria, gioielli appartenenti a Costanza d’Aragona, una bolla raffigurante Ruggero II, un sigillo mesopotamico trovato in uno dei cofanetti, che catapulta indietro fino a Babilonia, al terzo millennio a.C..
‘La Fondazione Federico II – ha detto il presidente dell’Ars e della Fondazione Federico II, Gaetano Galvagno – prosegue con la mostra Thesaurus nell’opera di svelamento e valorizzazione degli infiniti contenuti del Palazzo Reale. L’iniziativa si svolge nell’ottica di una sempre crescente fruibilità dell’importante edificio siciliano, in linea con la mission di un sito Unesco. I manufatti oggetto della mostra narrano storie di tempi lontani e di evidenze di grandi accadimenti culturali che hanno reso la Sicilia centro nevralgico del Mediterraneo. Il tesoro della Cappella Palatina, in particolare, simboleggia l’identità di un popolo dalle molteplici eredità culturali e geopolitiche raccolte nei secoli. La mostra Thesaurus, al di là del pregio estetico, è testimonianza di un patrimonio da custodire, far conoscere e preservare per l’Umanità. Ringrazio il Fondo Edifici di Culto, il Ministero dell’Interno e tutti gli Enti prestatori per aver creduto in questa operazione culturale, che rappresenta il racconto di una pagina di storia dai valori eternì.
“L’iniziativa della Fondazione Federico II – dice il Direttore centrale degli affari dei culti e per l’amministrazione del Fondo edifici di culto, Prefetto Fabrizio Gallo – è piena di consapevolezza scientifica, ma anche direi di una passione ed un’urgenza civile che colpiscono. Gli oggetti esposti nella mostra Thesaurus sono il portato di tradizioni culturali e religiose diverse, a volte anche in conflitto, ma che nel meridione d’Italia, governato dai Normanni, trovavano la loro originale sintesi. Credo che l’urgenza civile della Federico II parta da questa considerazione e dal convincimento che quell’esperienza storica, testimoniata da oggetti muti eppure eloquenti, abbia molto da dire ancora oggi al nostro Paese ed al Mezzogiorno. Si tratta di un’urgenza che caratterizza anche l’azione del Fondo edifici di culto, ente proprietario del Tesoro della Cappella palatina, amministrato dal Ministero dell’Interno, ed è rivolta a soddisfare l’esigenza di rendere fruibile l’ingente patrimonio culturale, civile e religioso posseduto ad un pubblico sempre più vasto, nel convincimento che la bellezza e la conoscenza devono essere disponibili per tutti e che occorra promuovere ogni tipo di azione positiva affinchè la tradizione culturale del passato vivifichi il presente e predisponga al futurò.
‘Quando abbiamo programmato la realizzazione della mostra Thesaurus – ha affermato Patrizia Monterosso, direttore generale della Fondazione Federico II – avevamo già consapevolezza del rilievo che una mostra di tale portata dovesse assumere rispetto al processo di valorizzazione inteso come miglioramento delle condizioni di conoscenza e come incentivazione di una fruizione in grado di trasmettere valori di cui il patrimonio in esposizione è portatore. Abbiamo progettato un allestimento in grado non solo di porre il visitatore in rapporto con le opere in relazione alla percezione estetica, ma anche di favorire la comprensione di una eredità corrispondente ad un patrimonio universale e transgenerazionale. In effetti il riconoscimento Unesco del Palazzo Reale e della Cappella Palatina quali Patrimonio dell’Umanità ha proprio questo significatò.
Se si venisse assaliti dal dubbio della effettiva longevità e contemporaneità nell’arte di quella eredità culturale, questa mostra offre una risposta. Chissà se l’arte riconosce ancora l’attualità della grandezza di allora, se riconosce il fascino di quella cultura. La Fondazione Federico II pone al visitatore questa prospettiva (applicata anche ad altri eventi espositivi) e intende fugare quel dubbio: sì, esiste ancora oggi un’arte contemporanea che mantiene vivo, quasi eterno, quell’impulso. Ecco perchè in esposizione, troviamo due opere di Mimmo Paladino che rappresentano la la cartina di tornasole. Il fascino di quella cultura esercita un forte impulso atemporale, al punto da stimolare uno dei più grandi artisti internazionali contemporanei. In esposizione una scultura di bronzo (2018) e un quadro ottagonale (2011), entrambe di grandi dimensioni ed entrambe intitolate “Stupor Mundi”.
Tornando al tesoro della Cappella Palatina, tra i cofanetti in esposizione, il cofano di foggia rettangolare (Secolo XII) è particolarmente significativo poichè chiara testimonianza della coesistenza tra iconografie cristiane e islamiche. Queste iconografie sono un perfetto palinsesto evocativo della Sala di Ruggero del Palazzo Reale, del soffitto ligneo a muqarnas della Cappella Palatina.
Il cofanetto di foggia ellittica è (secolo XII-XIII) è unico nel suo genere nel medioevo per ornamentazione. La forma del coperchio bombato è una vera rarità nell’arte islamica. E’ uno dei pezzi più pregiati del tesoro della Capella Palatina. E’ caratterizzato da un testo epigrafico con iscrizioni arabe in caratteri naskhi. Il Di Marzo data il cofanetto in fase normanna e pertanto lo attribuisce a maestranze siculo-islamiche.
Il cofanetto di foggia rettangolare con chiusura a scorritoio in legno e rivestito in avorio (secolo IX-XI) rappresenta, invece, gli stilemi tipici della cultura bizantina.
Ogni personaggio rappresentato è inquadrato in uno spazio delimitato da piccoli fiori stilizzati con otto petali, in grado di ricordare le sezioni decorative stellate del soffitto a muqarnas della Cappella Palatina di Palermo, costituendo un rapporto costante tra le culture mediterranee che trovarono un crocevia ideale nel territorio siciliano.
Il sigillo mesopotamico è stata la sorpresa più gradita e inattesa che ha riservato il cosiddetto Cofano X: solo nel 1981, esattamente il 20 gennaio, Monsignor Benedetto Rocco, prete-archeologo del capitolo palatino, trovò una chiave arrugginita e finalmente riuscì ad aprirlo: all’interno questo piccolo cilindro-sigillo di pietra dura (aragonite) risalente al lontano terzo millennio a.C. . La datazione, che tiene conto della iconografia e della mancanza di epigrafe è ritenuta concordemente del III millennio a.C. E’ il primo sigillo mesopotamico entrato a far collezione in Europa.
La bolla regia di Ruggero II fu confezionata a partire dall’acquisizione del titolo di re di Sicilia (25 dicembre 1130) per accompagnare i documenti emessi dalla sua cancelleria al fine di conferire loro valore legale e svolgeva anche la funzione di materializzare la presenza fisica del re lì raffigurato ai sudditi di tutte le terre del Regno. Nonostante le dimensioni ridotte di questa bolla in piombo (35 millimetri), l’immagine del Re è molto dettagliata e si distingue efficacemente.
La vasca battesimale (1135), esposta alla mostra Thesaurus, è proveniente dalla Chiesa del SS. Salvatore di Messina e oggi custodita al MUME ed è simile ad un’altra vasca battesimale, ubicata un tempo all’Abbazia di Santa Maria del Patìr in Calabria ed esposta attualmente al Metropolitan Museum di New York. commissionate dallo stesso archimandrita ed entrambe realizzate da Gandolfo, scultore attivo durante il regno di Ruggero II.
Il Palazzo Reale, nota fucina di respiro cosmopolita, fu durante la fase normanno-sveva un luogo di sintesi artistica tra latini, bizantini e islamici, così come raccontato dai documenti ufficiali, dai viaggiatori e dai membri della corte. Ne è un esempio l’acquasantiera di marmo con inserti musivi, databile tra il XII e il XIII secolo, che ricorda negli inserti musivi la tipica decorazione definita arabo-normanna con motivi geometrici realizzati con tessere musive lapidee, dorate e vitree che riconducono agli elementi geometrici presenti nella Cappella Palatina o all’interno della Sala di Re Ruggero.
Il libro-catalogo – 396 pagine con un’edizione in italiano e una in inglese – propone una ulteriore e autorevole pagina di approfondimento secondo un approccio multidisciplinare grazie al contributo di importanti studiosi stranieri (Henri Bresc, Vera Falkenhausen, Kristian Toomaspoeg e William Tronzo) e italiani (Fabrizio Agnello, Maria Giulia Aurigemma, Monica Chiovaro, Roberta Civiletto, Franco D’Angelo, Maria Concetta Di Natale, , Antonio Di Maggio, Antonio Giuffrida, Marco Masseti, Carlo Aloe Nero, Giuseppe Sarcinelli, Lucinia Speciale, Giovanni Travagliato, Lucia Travaini, Mirko Vagnoni). Il risultato è un’analisi storica, storico-artistica, antropologica, semiotica, archeologica, archivistica, architettonica, zoologica e paleologica con riferimento al Vicino Oriente e al Mediterraneo.
Con la mostra e in modo particolare con il libro-catalogo, la Fondazione Federico II rende omaggio alla memoria di Vlado Zoric, storico innamorato della Sicilia scomparso nel 2021, con cui la Fondazione ha avuto il privilegio di collaborare. Zoric ha saputo donare chiavi di lettura per nulla trascurabili di questo mondo complesso, in cui l’architettura è parte integrante della storia e ha offerto, inoltre, quella capacità unica di leggere visioni che questa mostra vuole raccontare. “Ci ha insegnato a ricercare nell’architettura e nei reperti la forza espressiva e rivelatrice che è stimolo sempre attivo nei secoli. Dedicato a Vlado che con i suoi studi ci ha ricordato che l’arte e la cultura sono al servizio dell’Umanità”.
– foto ufficio stampa Fondazione Federico II –
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Schifani “Attenzione altissima sui rischi allagamenti”
PALERMO (ITALPRESS) – Il recente allarme sugli allagamenti lanciato con il “Rapporto Città Clima”, in cui la Sicilia risulta tra le regioni italiane più a rischio, non coglie di sorpresa Palazzo d’Orleans che per scongiurare il fenomeno è impegnato attraverso l’Ufficio per il contrasto al dissesto idrogeologico.
“La nostra attenzione per mettere in sicurezza i centri abitati dell’Isola – afferma il governatore Renato Schifani – resta altissima, memori di un passato che, più volte, ha lasciato cicatrici profonde a causa della superficialità dell’uomo».
La Struttura commissariale diretta da Maurizio Croce ha in corso, tra gli altri, lavori a Maniace, nel Catanese, in contrada Cavallaro, una zona classificata nel Pai ad alto rischio, in cui si trovano abitazioni e terreni agricoli spesso colpiti dalle tracimazioni provenienti dal sistema di smaltimento delle acque piovane nei periodi di massima piena.
A Casteldaccia, il Comune del Palermitano teatro di una immane tragedia nel novembre del 2018, la Regione sta intervenendo, dopo avere stanziato sette milioni e mezzo di euro, nel Vallone Perriera, con la realizzazione, lungo l’asta naturale dell’omonimo torrente, di un canale in cemento armato della lunghezza di quasi tre chilometri con sbocco sul mare.
Maestranze al lavoro anche a Villafranca Tirrena, in provincia di Messina, per costruire una nuova condotta che salvaguardi la zona Castello dagli impetuosi fiumi di fango puntualmente provocati dalle piogge torrenziali.
Per dare contezza delle opere di sistemazione idraulica, l’Ufficio contro il dissesto idrogeologico ha realizzato una rubrica video “SiciliaR4”, prodotta, e pubblicata sulla propria pagina Facebook. Nelle diverse puntate della rubrica si fa il punto sullo stato di avanzamento dei lavori, illustrando con immagini aeree e testimonianze di tecnici e amministratori locali, l’importanza degli interventi.
– foto: Agenzia Fotogramma –
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