PALERMO (ITALPRESS) – Una rete che unisca e metta in connessione le aziende di servizi pubblici essenziali del Sud Italia. Un network, una vera e propria alleanza in cui mettere a sistema e valorizzare competenze, buone pratiche, risorse e conoscenze, anche nei confronti delle istituzioni, incentivando aggregazione e partenariato tra soggetti industriali e favorendo, nel contempo, la rappresentanza e la crescita dei territori interessati, promuovendo l’efficace utilizzo dei fondi disponibili, specialmente nei settori dell’energia e del ciclo delle acque, ma anche individuando azioni e percorsi per colmare il “service divide” con il nord del Paese. Palermo rilancia la sfida per valorizzare il ruolo delle aziende di servizi pubblici essenziali del Sud con la creazione di un network di imprese che siano a tutti gli effetti portatrici di innovazione e, quindi, protagoniste della transizione ecologica ed indispensabile strumento di crescita per i territori delle regioni meridionali.
I temi sono stati affrontati nella giornata di approfondimento promossa a Palermo da Utilitalia (la Federazione delle imprese idriche, ambientali ed energetiche) e organizzata congiuntamente alle aziende associate AMG Energia (distribuzione gas, energia, pubblica illuminazione) e AMAP (servizio idrico) con la partecipazione delle più rappresentative utilities del Sud Italia. Il dibattito ha preceduto, infatti, i lavori della Commissione Sud, l’organismo interno alla Federazione di cui fanno parte una trentina fra le più rappresentative aziende di pubblici servizi del Mezzogiorno, che per la prima volta si è riunito a Palermo e che sta portando avanti il progetto della creazione della “rete” fra utilities del Sud con l’obiettivo di promuovere sinergie, condividere i patrimoni di competenze e conoscenze, lavorare alla semplificazione degli iter autorizzativi per la realizzazione di progetti innovativi per il rilancio dei settori energia, acqua e ambiente in profonda evoluzione e strategici.
I lavori sono stati aperti dal videomessaggio del viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi: “Bisogna investire sulle infrastrutture e sui servizi, in particolare del settore idrico e di quello energetico e per farlo bisogna far crescere un tessuto industriale e locale che possa consentire alla Sicilia di diventare hub del Mediterraneo. Eventi come quello di oggi sono utili per capire quali saranno gli investimenti con cui potremo accompagnarne la crescita”.
Ad avviare il confronto è stato il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla: “Le aziende di servizi assumono una valenza particolare e oggi più che mai devono essere sottoposte ai principi fondamentali della competitività del mercato e della qualità – ha detto – Chi si affida ancora a vecchi concetti del tutto pubblicistici e privi di ogni tipo di controllo, sbaglia dimensione o sbaglia tempo. A Palermo dopo aver messo a posto i conti, dobbiamo dare risposte ai cittadini, lavorando alla trasformazione delle partecipate pubbliche in aziende che abbiano chiara evidenza dei risultati, chiedendo piani industriali da sottoporre a due diligence e fornendo contratti di servizio in cui sia fondamentale l’interagibilità e l’interoperabilità. Utilitalia assieme ai tecnici di settore oggi sta ponendo il tema di migliorare i servizi alle città. Non possiamo avere una città non pulita, non illuminata, che si allaga quando piove. L’amministrazione comunale sta cercando di mettere uno dopo l’altro i mattoni della ricostruzione, che non è facile ma è l’unica strada affinchè la città recuperi prospettiva e dimensione europea”.
“Siamo parte attiva della neonata Commissione Sud e crediamo molto nella creazione di un network tra aziende che può produrre nuove sinergie e alleanze e che può fare da stimolo alle istituzioni e agli enti locali – ha sottolineato il presidente di AMG Energia, Francesco Scoma – AMG Energia vuole e può diventare una utility moderna, agile quanto innovativa ma è fondamentale che il socio Comune superi la mancanza di programmazione e la miopia del passato. Ci sono impianti illuminazione di proprietà comunale non riparabili perchè non esistono più i componenti di ricambio, vecchi pali che non è stato previsto fossero rimossi contestualmente al rinnovo degli impianti, interventi di riqualificazione dell’illuminazione appaltati all’esterno piuttosto che affidati, come sarebbe logico, alla propria partecipata comunale. Siamo pronti ad affiancarci a un partner di rilievo nazionale, anzi abbiamo già ricevuto molte proposte, e ci auguriamo che l’amministrazione comunale sia al nostro fianco in questo percorso con contratto di servizio all’altezza di questa sfida”.
“Avvertiamo la responsabilità di amministrare aziende che determinano la qualità della vita dei cittadini – ha detto l’amministratore unico di AMAP, Alessandro Di Martino – L’Amap in questi ultimi anni ha saputo affrontare la sfida di allargare il suo bacino di utenza ai comuni della provincia di Palermo garantendo la migliore qualità del servizio idrico integrato. Ciò grazie alla sua capacità di gestione e alla oculatezza di investimenti mirati a migliorare le infrastrutture senza gravare sui costi del servizio. Oggi la nuova sfida si gioca sul versante dello smaltimento delle acque reflue, della eco-sostenibilità e della tutela ambientale”.
Del resto i dati del “Rapporto Sud”, il report dei servizi pubblici locali del Mezzogiorno che Utilitalia in collaborazione con Svimez redige annualmente, sono chiari: la dimensione economica delle utilities meridionali è quantificabile nel 3,2% del Pil del Mezzogiorno che si amplifica se si considerano le ventimila imprese al Sud specializzate nella filiera strategica “energia e ambiente” che realizzano un valore aggiunto di 17 miliardi di euro, mentre le risorse del PNRR destinate alle utilities (6,7 miliardi di euro) dovrebbero attivare un ammontare della produzione di oltre 10,8 miliardi di euro.
“La Sicilia, insieme alla Puglia, ha il potenziale per la produzione di energia eolica e fotovoltaica più grande d’Italia – ha affermato Domenico Laforgia, vicepresidente di Utilitalia e coordinatore della Commissione Sud – La regione, inoltre, per la sua posizione geografica e per le infrastrutture esistenti, può fungere da snodo cruciale per la distribuzione di fonti rinnovabili alternative, come biometano e idrogeno, contribuendo alla realizzazione di impianti che possono incentivare la transizione ecologica di altri settori”.
“Le utilities – ha spiegato il presidente di Utilitalia, Filippo Brandolini – si occupano di settori essenziali per la sostenibilità, la qualità della vita dei cittadini e per il sistema economico del Paese, in particolare del Mezzogiorno. Si tratta, oltretutto, di un comparto che ha un grande potenziale di sviluppo: Utilitalia sta promuovendo una rete tra i gestori con l’obiettivo di rafforzare il sistema delle imprese dei servizi pubblici secondo una logica industriale, che superi le frammentazioni e le gestioni in economia, la via obbligata per migliorare i servizi all’utenza e realizzare gli importanti investimenti per recuperare i ritardi infrastrutturali e affrontare le sfide dei cambiamenti climatici, nonchè per generare importanti impatti sull’occupazione e sull’indotto locale”.
Tra i relatori si sono alternati, fra gli altri, gli assessori regionali Andrea Messina (Enti locali) ed Edmondo Tamajo (Attività produttive), il rettore dell’Università di Palermo Massimo Midiri, Vincenzo Di Dio presidente dell’ordine degli ingegneri, Nicolò La Barbera presidente dell’ordine dei dottori commercialisti e Valentina Li Mandri consigliere dell’ordine degli avvocati.
– foto ufficio stampa Amg Energia, Amap e Utilitalia, da sinistra Roberto Lagalla (sindaco Palermo), Francesco Scoma (presidente AMG Energia), Alessandro Di Martino (amministratore unico AMAP), moderatore Maurizio Scaglione, Francesca Mazzarella (Utilitalia), Vincenzo Di Dio (presidente ordine ingegneri) –
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Servizi pubblici essenziali, parte da Palermo sfida per utilities del Sud
Tumore raro al fegato asportato all’Arnas Garibaldi di Catania
CATANIA (ITALPRESS) – Un uomo di 63 anni, portatore di un esteso tumore del fegato che infiltrava indissociabilmente il pancreas, il colon destro, il diaframma, il surrene e la vena cava, è stato salvato mediante un delicato ma radicale intervento di asportazione in unico blocco di fegato, duodeno e testa pancreas, colecisti, colon destro, diaframma, surrene e parte di vena cava dall’equipe dell’Unità Operativa di Chirurgia Epatobiliopancreatica dell’Ospedale Garibaldi – Nesima di Catania, diretta da Nicola Cinardi.
L’equipe, condotta dal chirurgo oncologo Nicola Cinardi era composta da Angelo Zappalà, Riccardo Schillaci e Giulia Impellizzeri, dagli infermieri Caruso, Capizzi, Cantarella e Greco. Alla particolare gestione anestesiologica intraoperatoria erano dedicati le dottoresse Terranova e Amato, del gruppo diretto da Giuseppe Calabrese.
“La fattibilità dell’asportazione totale della massa in blocco con tutti gli organi coinvolti è stato un momento cruciale, – sottolinea Cinardi – in quanto vengono effettuate, in una certa fase dell’intervento, talune manovre di non ritorno, come quello della transezione epatica e pancreatica col tumore fisso posteriormente al diaframma di destra, anch’esso asportato e poi ricostruito, che obbligano alla necessità di portare a termine la procedura”.
L’isolamento preliminare dei grossi vasi sanguigni coinvolti (asse mesenterico superiore e vena cava inferiore) a monte e a valle della neoplasia, manovra molto delicata e difficoltosa ha consentito un sicuro controllo vascolare, indispensabile per minimizzare le perdite ematiche (irrisorie nella fattispecie) in un intervento simile, fanno sapere dall’Arnas Garibaldi.
“Grazie a questo approccio – precisa ancora il chirurgo – il paziente è stato sottoposto in unica seduta operatoria ad asportazione del grosso tumore che infiltrava fegato destro, duodeno, pancreas, colon destro, diaframma destro, surrene destro e vena cava, portandolo di fatto alla guarigione. Peraltro abbiamo ricostruito parte del diaframma, asportato di necessità, col prelievo autologo di uno dei legamenti che fissano il fegato all’addome”.
La scrupolosa pianificazione preoperatoria della tattica chirurgica e il preciso management postoperatorio dell’equipe diretta da Giuseppe Calabrese, hanno garantito un ottimale controllo del dolore e ottimizzazione dei tempi di ripresa con un decorso post operatorio totale di soli 9 giorni per il tipo di chirurgia estrema, sottolineano dall’Arnas Garibaldi, secondo cui “il mantra della multidisciplinarietà è sempre più pregnante e caratterizza con decisione l’azione di un complesso operatorio intriso di grandi professionalità e di tecnologia avanzata”.
“Non bisogna sorprendersi di certi risultati – ha detto Fabrizio De Nicola, Direttore Generale dell’Arnas Garibaldi – in quanto nella sanità siciliana esistono talune realtà d’eccellenza. L’equipe guidata dal dottore Nicola Cinardi, con cui mi complimento sinceramente, si distingue per la capacità di introdurre soluzioni chirurgiche all’avanguardia. Il difficile intervento eseguito, peraltro il primo di questo genere a nostra conoscenza, serve a rimarcare come l’alta specialità dell’Arnas Garibaldi si confermi ancora una volta affidabile e vincente”.
– foto ufficio stampa Arnas Garibaldi di Catania –
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Schifani e Rixi in visita alla Omer di Carini
PALERMO (ITALPRESS) – Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha visitato questo pomeriggio a Carini lo stabilimento produttivo della Omer, insieme al viceministro delle infrastrutture e della mobilità, Edoardo Rixi. Ad accoglierli Giuseppe Russello, amministratore delegato dell’azienda considerata tra le più grandi realtà manufatturiere dell’Isola, specializzata nel settore degli arredi interni e della componentistica per i mezzi di trasporto ferroviario. La Omer ha realizzato anche gli interni dei treni Pop acquistati dalla Regione Siciliana con fondi europei.
Presenti alla visita anche l’eurodeputata Annalisa Tardino, il presidente di Confindustria, Sicilia Alessandro Albanese, il presidente di Rfi, Dario Lo Bosco, l’amministratore delegato e direttore generale Trenitalia, Luigi Corradi, il direttore generale della Fondazione FS Italiane, Luigi Cantamessa, e Paolo Barletta, ceo di Arsenale, azienda che opera nel settore del turismo e dell’hospitality.
“Una realtà produttiva come la Omer – dice il presidente Renato Schifani – dimostra che anche in Sicilia è possibile operare a livelli industriali competitivi in tutta Europa. Il governo regionale, attraverso gli assessorati dell’Economia e delle Attività produttive, ha reperito i fondi per riqualificare la zona industriale di Carini e renderla più efficiente per le imprese e per favorire nuovi investimenti. L’attrattività di un territorio passa soprattutto dalla dotazione infrastrutturale e dai servizi alle aziende. La collaborazione e il dialogo fra imprenditori e istituzioni è la chiave per rilanciare l’economia produttiva della Sicilia”.
“Aver avuto la visita di istituzioni e ospiti così illustri nel nostro stabilimento di Carini – dice Giuseppe Russello, presidente e ad di Omer Spa – ci riempie di orgoglio e profonda soddisfazione. Un’occasione in più per raccontare l’evoluzione tecnologica del settore ferroviario, e nello specifico degli interiors, nel quale operiamo da oltre 30 anni, che viaggia di pari passo con le nuove esigenze dei viaggiatori e che, dalla Sicilia, esportiamo in tutto il mondo”.
– foto ufficio stampa Regione siciliana –
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Distribuzione Moderna in Sicilia, confronto istituzioni-imprese
PALERMO (ITALPRESS) – Si è tenuto a Palazzo dei Normanni, a Palermo, l’evento “Il ruolo della Distribuzione Moderna in Sicilia”, organizzato da Regione Siciliana e Federdistribuzione, l’associazione che da oltre sessant’anni riunisce e rappresenta le imprese della Distribuzione Moderna, alimentare e non alimentare, operanti in Italia. Un confronto incentrato sul ruolo fondamentale che svolge il settore distributivo sullo sviluppo del territorio siciliano e, in particolare, sulla rigenerazione urbana, che produce numerosi effetti positivi per le comunità locali sul piano sociale, economico e ambientale.
All’incontro, aperto dai saluti istituzionali del Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e da Carlo Alberto Buttarelli, Presidente di Federdistribuzione, sono intervenuti: Edmondo Tamajo, Assessore alle Attività Produttive della Regione Siciliana, il professore Luca Pellegrini, Presidente di TradeLab, Giovanni Arena, Amministratore Delegato del Gruppo Arena e Delegato Federdistribuzione per la Sicilia, e Marco Pagani, Direttore Normativa e Rapporti Istituzionali di Federdistribuzione.
“Le aziende della Distribuzione Moderna svolgono un ruolo fondamentale nel sistema socio-economico regionale, rappresentando la frontiera più avanzata del commercio. Il settore ha potenzialità importanti per lo sviluppo dell’economia dei territori, tanto più nell’attuale momento storico, caratterizzato da mutamenti di stili di vita e modelli di consumo, da nuove opportunità tecnologiche, dalla necessità di valorizzare gli interventi economici e le normative che arrivano anche dall’Europa. E’ quindi costante lo sforzo delle imprese del settore nel far coesistere l’indispensabile equilibrio economico d’impresa con i rilevanti investimenti sul territorio, anche in ottica di sostenibilità, con la creazione di valore sociale per le tante comunità collegate, generando occupazione e opportunità per le filiere produttive locali. Sarà fondamentale per continuare in questa direzione il confronto e la continua collaborazione con le istituzioni regionali”, ha dichiarato Carlo Alberto Buttarelli, Presidente di Federdistribuzione.
“Ringraziamo Federdistribuzione per questo evento, che ha consentito un momento di riflessione sul ruolo della Distribuzione Moderna nella Regione Siciliana, sul potenziale che può esprimere per i nostri territori e le nostre filiere produttive. Sono in corso processi di trasformazione industriale che produrranno nei prossimi anni possibili criticità di carattere economico-sociale, occupazionale, urbanistico-ambientale, commerciale e culturale. Intendiamo guidare questi processi, come istituzioni del territorio, più vicine all’esigenze della gente, delle imprese che vi operano e delle situazioni specifiche di mercato. Cercheremo quindi di mettere a diposizione gli strumenti normativi per accompagnare questa evoluzione, per promuovere l’innovazione del commercio”, ha affermato Edmondo Tamajo, Assessore alle Attività Produttive della Regione Siciliana.
“Ringrazio Federdistribuzione per aver organizzato questo tavolo di confronto significativo sulla distribuzione moderna in Sicilia. La collaborazione con le istituzioni regionali è cruciale per semplificare la burocrazia e per promuovere l’avanzamento verso un contesto commerciale moderno. Sottolineo l’importanza di norme che favoriscano la modernizzazione del commercio, soprattutto ora che la normativa attuale appare obsoleta. Ritengo altresì urgente e indispensabile effettuare investimenti mirati nelle infrastrutture di trasporto, come strade, porti e aeroporti, per facilitare il trasporto delle merci. Il supporto istituzionale è decisivo per stimolare l’innovazione nel settore, contribuendo così a rafforzare la competitività delle imprese locali rispetto alle grandi multinazionali, con benefici ampi per l’economia regionale”, ha commentato Giovanni Arena, AD Gruppo Arena, Presidente Gruppo VèGè e Delegato Federdistribuzione per la Sicilia.
L’intervento del Professore Luca Pellegrini ha evidenziato come in un contesto nazionale socio-demografico in continuo mutamento, la riqualificazione dello spazio urbano diventi sempre più fondamentale e la Distribuzione Moderna riveste un ruolo importante, spesso poco riconosciuto, nel valorizzare le aree cittadine in disuso. Gli investimenti delle imprese distributive nella rigenerazione urbana comportano effetti positivi, concreti e misurabili, stimolando la produzione delle filiere alimentari locali, che hanno così la possibilità di crescere e farsi conoscere anche al di fuori del contesto di origine. Le aziende della Distribuzione Moderna svolgono quindi in Sicilia un ruolo fondamentale anche per quanto riguarda la lotta al consumo di suolo. Secondo il rapporto nazionale realizzato dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), la Sicilia ha un livello di consumo di suolo pari al 6,52% della superficie totale regionale, un dato al di sotto della media nazionale del 7,13%.
– Foto Italpress –
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Palermo ospita 5^ edizione della “Fiera Mediterranea del Cavallo”
PALERMO (ITALPRESS) – La 5^ edizione della “Fiera Mediterranea del Cavallo” – organizzata dalla Regione Siciliana con il supporto tecnico di Fieracavalli ed il patrocinio della Presidenza della Regione Siciliana, dall’Assessorato allo Sport, Turismo e Spettacolo, dal Comune di Palermo e con il contributo del Ministro per lo Sport e i Giovani attraverso il Dipartimento per lo sport della Presidenza del Consiglio dei ministri – torna per il secondo anno a Palermo stavolta presso il campo ostacoli della Favorita che ospiterà anche il Concorso Internazionale di Sicilia (da venerdì 24 a domenica 26) e la Coppa degli Assi (da giovedì 30 novembre a domenica 3 dicembre).
Voluta dal Governo Regionale, l’insieme delle tre manifestazioni fra competizioni e spettacoli costituisce un evento di grande richiamo per il pubblico. La “Fiera Mediterraneo del Cavallo” in particolare fra rassegne allevatoriali, convegni, degustazioni di prodotti della enogastronomia siciliana in aggiunta alle gare di salto ostacoli, endurance, gare western, pony games, carrozze sportive, propone diversi momenti di intrattenimento completi di esibizione di gruppi musicali.
Il programma della prima giornata, venerdì 24, si articolerà soprattutto presso il Campo intitolato a Giuseppe Di Matteo, barbaramente trucidato dalla mafia, proprio perchè rivolgendosi i contenuti soprattutto ai bambini ed agli studenti si vuole ricordare o rendere nota la triste storia della piccola ed innocente vittima ch’era un appassionato di equitazione. Su questo campo si terrà il “battesimo della sella in monta western e inglese” e quello dei rapaci (ore 9), esibizione di cavalli indigeni siciliani da sella (ore 11, 14 e 14.45), esibizione cavalli sanfratellani (11.20 e 14.30), Gala equestre “Rinascita” (11.30 e 16), Battesimo della sella in monta western e inglese (12.45). Inoltre, dalle 9.30 alle 17 nell’area bambini, famiglie e asini: laboratori con gli asini, giochi, attività ludiche e laboratori. Dalle 17.30 alle 20 presso l’area della biodiversità esposizioni di equidi, bovini e ovini autoctoni siciliani (a cura dell’Istituto Sperimentale Zootecnico della Sicilia).
Nel contempo presso il campo “Tommaso Lequio di Assaba” andrà in scena la prima giornata della 59° edizione degli Internazionali di Sicilia, Concorso di salti ad ostacoli, il cui programma comprende (dalle ore 8) Gara 1 del Tour Giovani cavalli di 5 anni, Gara 2 del Tour Giovani cavalli di 6 anni, seguite da tre gare contro il tempo (con montepremi di 700, 1500 e 3000 euro) intervallate da due “a due fasi” contro il tempo (montepremi di 1300 e 2000 euro), per chiudere con il Master Evento Speciale a tempo (tabella A) nel contesto dell’Italian Champion Tour.
– foto: screenshot da sito Fiera Mediterranea del Cavallo –
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Confagricoltura “Coltivazione del sale diventi attività agricola”
MARSALA (TRAPANI) (ITALPRESS) – “L’Agricoltura coltiva il sale” è il nome dell’evento che si è tenuto a Marsala, nel trapanese, in contrada Ettore e Infersa, presso la riserva naturale Isola dello Stagnone. Il progetto, a cura di Confagricoltura, mira alla valorizzazione della salicoltura delle saline marine d’Italia, e nasce con il coordinamento tra imprenditori agricoli e della produzione del sale marino italiani. Il primo obiettivo è quello di dimostrare che la coltivazione del sale marino è assimilata all’attività agricola, dando così riconoscimento ad un comparto che opera nella salvaguardia del territorio, dell’ambiente e dell’ecosistema producendo un elemento naturale di grande valore nutrizionale.
Una giornata di visite guidate alle saline Sosalt nella fascia costiera tra Trapani e Marsala, con mille ettari in produzione e tutte le fasi di trasformazione e impacchettamento del sale; a Isola Longa, emblema della biodiversità nella Riserva dello Stagnone, alla salina Culcasi con il Museo del Sale, e a Ettore e Infersa, che ha ospitato il convegno con enti e istituzioni.
“Partiamo da Roma, dal 27 settembre, quando si è costituita un’associazione temporanea di scopo tra la Confagricoltura nazionale e le aziende che fanno salicoltura in Italia”, dichiara all’Italpress Rosario Marchese Ragona, presidente Confagricoltura Sicilia, aggiungendo: “La prima tappa è proprio Marsala con le saline che abbiamo in questo meraviglioso territorio. L’obiettivo è quello di inquadrare la coltivazione del sale tra le attività similabili all’agricoltura”.
Dopo i saluti del presidente di Confagricoltura Sicilia, Rosario Marchese Ragona e delle autorità locali, hanno illustrato l’iniziativa il capo progetto Ciro Zeno; il presidente e AD di Sosalt, Giacomo D’Alì Staiti e l’amministratore delegato della Salina Isola Longa, Piero Galli. L’assessore all’agricoltura della Regione Sicilia, Luca Sammartino, ha evidenziato in un videomessaggio l’importanza del progetto e la necessità di valorizzare il comparto della salicoltura marina, che in Sicilia rappresenta uno pezzo di rilievo dell’economia locale. Dario Cartabellotta, dirigente generale della Regione, ha confermato la piena condivisione degli obiettivi del coordinamento.
Vale la pena evidenziare che dal 2019 la Francia ha inserito la “saliculture” nelle attività agricole nazionali attraverso la modifica del Codice rurale e della pesca marittima. In Sicilia, poi, il piano di gestione delle Saline di Trapani e Marsala fa già rientrare la salicoltura tra le attività agroforestali.
“Questa è la prima tappa di un percorso già avviato da qualche anno e che ha avuto il culmine in Confagricoltura a Roma”, dichiara all’Italpress Sandro Gambuzza, vicepresidente nazionale Confagricoltura, aggiungendo: “Le saline italiane, insieme a Confagricoltura, hanno colto la sfida della valorizzazione, in particolare con due obiettivi fondamentali: considerare questo comparto come un comparto agricolo da una parte, dall’altra quindi di rendere fruibili dal punto di vista turistico questi scrigni di biodiversità”.
“Confagricoltura – sottolinea Gambuzza – detiene la massima rappresentanza nelle attività di coltivazione del suolo e dell’acqua, come l’acquacoltura, e tra queste non può che accogliere la salicoltura marina. Ecco perchè abbiamo deciso di essere protagonisti di questa iniziativa, che darebbe un riconoscimento concreto a un comparto che opera nella salvaguardia del territorio, dell’ambiente e dell’ecosistema, producendo un elemento naturale di grande valore nutrizionale e anche economico”.
In Italia sono presenti oltre 10 mila ettari di saline marine, con una produzione annua di 1,2 milioni di tonnellate di sale (corrisponde a poco meno del 30% della produzione totale), per un valore di oltre 60 milioni di euro.
In Europa la produzione di sale marino è circa il 10% della produzione di sale totale. I principali Paesi “coltivatori” di sale marino nella UE sono Francia e Italia, seguiti da Spagna e Grecia.
Le conclusioni sono state affidate al vicepresidente nazionale di Confagricoltura, Sandro Gambuzza.
– foto xa3 Italpress –
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“Noi, il Mediterraneo”, un’unica Spa per gestire la portualità italiana
PALERMO (ITALPRESS) – Un’unica azienda centrale, probabilmente una Spa, che debba rendere conto a un consiglio di amministrazione e non alla burocrazia, che selezioni ed effettui gli investimenti, e che operi sulla base di un Piano industriale.
Questo, in sintesi, il fulcro di una riforma portuale che non casualmente nasce da Palermo e dal presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale, Pasqualino Monti, che oggi, in occasione della quinta edizione del convegno “Noi, il Mediterraneo”, ha lanciato una formula del tutto innovativa di approccio alle necessità, ormai cogenti, di cambiamento del sistema portuale.
La formula, sulla quale – come evidenziato dall’intervento del viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi – sembra convergere il consenso del governo, prevede che le singole Autorità di Sistema portuale restino enti pubblici “economici” sotto pieno controllo pubblico, ma che in grande parte diventino esecutori di indicazioni precise di priorità negli investimenti e nel marketing internazionale che diventeranno compito primario dell’Azienda centrale dei porti.
Nel corso del convegno di Palermo si è parlato, quindi, una società per azioni, a controllo pubblico, in grado di attrarre investitori privati su un piano industriale, ma anche capace di sfruttare le occasioni di investimento e consulenza nel mondo.
In quest’ ottica – come emerso oggi a Palermo – la Sicilia ha svolto in questi cinque anni, il ruolo di “avamposto” in un Paese che – ha sottolineato Monti – “non ha un problema di carenza di finanza”, ma ha un enorme problema, specie nei porti e nelle infrastrutture di trasporti, di “carenze della burocrazia “. Carenze che rendono impossibile lo sfruttamento del più grande asset del sistema Paese, ovvero il demanio marittimo “di cui – ha detto Monti – paradossalmente non si conosce il valore” e che garantiscono, invece, la dispersione di risorse su “porti che sono già chiusi”.
“L’Italia può contare su grandi imprenditori dello shipping che tutti ci invidiano, autentici campioni mondiali del settore. Il nostro dovere è quello di coadiuvarli nella direzione degli interessi del Paese”. E’ quanto ha detto a Palermo il viceministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Edoardo Rixi condividendo con Monti la proposta “di un soggetto centrale che gestisca i cambiamenti e sia in condizione di selezionare gli investimenti, di dare risposte rapide al mercato e di gestire i processi. Un sistema che passi attraverso interventi concreti sulle storture determinate da una deresponsabilizzazione della burocrazia e dall’incapacità di assumere scelte. Inoltre – ha concluso Rixi – bisogna tornare a retribuite i manager preposti a questi processi secondo una logica di mercato”.
-foto ufficio stampa AdSP del Mare di Sicilia occidentale-
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Bullismo e cyberbullismo, progetto della Regione Siciliana in oltre 800 scuole
PALERMO (ITALPRESS) – Un approccio integrato tra scuole e territorio per prevenire tempestivamente e in maniera efficace i fenomeni di bullismo e cyberbullismo. E’ l’obiettivo del progetto sperimentale finanziato con 1,8 milioni di euro dall’assessorato regionale dell’Istruzione e predisposto dall’Ufficio scolastico regionale per la Sicilia. L’importante intervento interistituzionale è stato presentato in conferenza stampa a Palazzo d’Orlèans dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, dagli assessori all’Istruzione, Mimmo Turano, e alle Politiche sociali, Nuccia Albano, e dal direttore dell’Usr Sicilia, Giuseppe Pierro.
“Solo con il lavoro di squadra – dichiara il governatore – è possibile contrastare il bullismo, un fenomeno devastante per i giovani e per l’intera società, una piaga sociale che va studiata e combattuta. Partendo da questa riflessione, abbiamo voluto sostenere pienamente questo progetto che mette insieme, in un percorso comune, non solo studenti e insegnanti ma anche le famiglie. L’iniziativa si aggiunge alle altre che stiamo portando avanti, come la consulta regionale e gli sportelli scolastici, e che hanno un punto di partenza comune: quello di ascoltare, innanzitutto, le nostre ragazze e i nostri ragazzi”.
Il progetto è frutto della recente legge regionale numero 27 del 2021 dedicata agli “Interventi per la prevenzione e il contrasto ai fenomeni del bullismo e del cyberbullismo sul territorio della Regione”. Il coordinamento è affidato a una Cabina di regia che ha elaborato le linee guida. Le attività si svolgeranno per tutto il 2024 e saranno sviluppate da nove Centri territoriali di supporto (Cts), ovvero una scuola per ogni provincia con una consolidata esperienza in materia di inclusione e nuove tecnologie; capofila della rete regionale è il liceo scientifico “Galileo Galilei” di Palermo. Ogni Centro organizzerà un determinato numero di snodi provinciali, ciascuno composto da circa 16 istituti, per diffondere in modo capillare le azioni del progetto che vedrà complessivamente la partecipazione di 802 istituzioni scolastiche statali del primo e secondo ciclo di istruzione.
“Non esistono leggi o provvedimenti per sradicare il male dal cuore dell’uomo – osserva l’assessore Turano -, un male che esiste e continuerà ad esistere in tutte le sue declinazioni, compresa quella della sopraffazione nei confronti dei più fragili. Con questo progetto però vogliamo dire con forza che crediamo nella prevenzione, nella capacità di unire le forze migliori per individuare situazioni di potenziale pericolo, circoscriverle e provare a cambiare menti e cuori. Lo faremo con la determinazione delle comunità educative e con il supporto delle nuove tecnologie che non sono un nemico da combattere ma un mezzo da utilizzare bene e, come nel nostro caso, addirittura un alleato per prevenire i fenomeni del bullismo e del cyberbullismo”.
“Cittadini più informati sono cittadini più consapevoli anche su questi fenomeni così delicati – dice il direttore dell’Usr, Pierro -. L’attenzione data alle famiglie con il progetto pilota nasce dalla consapevolezza che l’alfabetizzazione digitale è indispensabile in ogni contesto sia informale sia formale. Pertanto, ci si rivolge ai genitori affinchè possano accompagnare i figli all’acquisizione di uno spirito critico nell’utilizzo delle nuove tecnologie”.
“Abbiamo appena costituito la Consulta regionale sul bullismo e sul cyberbullismo – spiega l’assessore Albano – composta anche da rappresentanti delle Asp, del terzo settore, delle associazioni familiari, del mondo accademico, dei genitori, della polizia postale, del Coni, il cui insediamento è previsto tra qualche giorno. Ha lo scopo di raccogliere informazioni sul bullismo e sulle iniziative di prevenzione e contrasto di ogni tipo di violenza, con un approccio multidisciplinare al fine di ottimizzare le azioni sul territorio. La Consulta proporrà anche attività di rete con soggetti analoghi operanti in altre regioni, con altre istituzioni di livello nazionale ed europeo impegnate nel contrasto dei fenomeni di violenza esercitata tramite gli strumenti digitali, in particolare l’Agenzia nazionale per i giovani, e con ogni altro soggetto coinvolto nello sviluppo dell’European Digital Educational Hub promosso dalla Commissione Europea”.
Alla conferenza hanno partecipato anche i rappresentanti dei partner del progetto: Ernesto Caffo, fondatore di Telefono Azzurro; Ersilia Menesini dell’Università di Firenze, coordinatrice team del progetto Elisa del Ministero dell’istruzione e del merito; Paolo Picchio, presidente onorario della fondazione Carolina; Mirko Cazzato, leader del movimento antibullismo MaBasta.
Il liceo Galilei, in qualità di capofila, avrà anche il compito di coordinare la piattaforma di ascolto (con linea telefonica dedicata e sistema online), affidata alla Fondazione Onlus Telefono Azzurro. La campagna di comunicazione del progetto, a cura sempre dell’istituto palermitano, punterà non solo a sensibilizzare sul contrasto al bullismo ma anche a far conoscere a studenti e famiglie le opportunità offerte dalla piattaforma di ascolto. Uno spot video sarà inoltre realizzato dalla Fondazione Carolina per promuovere tra i ragazzi un uso di internet più consapevole e responsabile.
Oltre alle numerose attività di sensibilizzazione sul tema e di sostegno alle famiglie delle vittime di atti di bullismo e cyberbullismo, il progetto si concentra in particolare su percorsi di formazione rivolti a docenti, studenti e famiglie. Per gli insegnanti è previsto un corso di 25 ore con 50 esperti formati dall’Usr in collaborazione con l’Università di Firenze; per gli alunni la formazione con incontri, laboratori ed educazione tra pari è affidata all’associazione MaBasta. Le attività di formazione dei genitori saranno curate dalla Fondazione Carolina (dal nome di Carolina Picchio, prima vittima di cyberbullismo nel 2013) e consisteranno in attività come gruppi di lavoro, condivisione di esperienze e laboratori in relazione anche all’educazione digitale dei ragazzi.
– foto ufficio stampa Regione siciliana, il tavolo dei relatori e in videocollegamento il presidente del Telefono Azzurro, Ernesto Caffo –
(ITALPRESS).












