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Psoriasi, a Palermo la campagna “L’Esperienza al Centro” di Novartis

PALERMO (ITALPRESS) – In occasione della Giornata Mondiale della Psoriasi, che si celebra il 29 ottobre, arriva a Palermo oggi “l’Esperienza al Centro”, la campagna di sensibilizzazione promossa da Novartis, che vuole riportare l’attenzione sulla malattia psoriasica, aiutando i pazienti a riconoscere i primi segni della psoriasi e a cogliere gli eventuali sintomi di coinvolgimento articolare. La diagnosi tempestiva risulta fondamentale per il decorso della malattia. Sono previsti consulti gratuiti oggi presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Paolo Giaccone. Sarà possibile prenotare i consulti specialistici sulla piattaforma www.esperienzaalcentro.it
“La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica a prevalente interessamento cutaneo, che in particolari condizioni può accompagnarsi a manifestazioni sistemiche – ha detto Maria Rita Bongiorno, direttore della Clinica dermatologica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Paolo Giaccone -. Numerose sono le comorbidità che si possono associare alla psoriasi e sono comunemente osservate nei pazienti con forme gravi della malattia. Ben si comprende, quindi, la necessità che questi pazienti siano identificati il prima possibile in modo da attuare misure preventive, terapie appropriate e follow-up ravvicinati”.
Nuovi dati dello studio globale Psoriasis and Beyond, rivelano un urgente bisogno di maggior informazione sui legami tra psoriasi, artrite psoriasica e comorbidità comuni. Lo studio, promosso da Novartis, è frutto della collaborazione tra IFPA (la federazione internazionale che raccoglie le associazioni pazienti) e 16 realtà associative nei diversi Paesi.
I risultati mostrano che meno di un terzo delle persone che vivono con la malattia psoriasica sono consapevoli del rischio di condizioni associate come malattie cardiovascolari, diabete, depressione e ansia. Inoltre, solo il 29% degli intervistati con psoriasi è consapevole dei legami tra psoriasi e artrite psoriasica. I dati, raccolti tramite 4.978 interviste a persone provenienti da 20 diversi Paesi, sono stati pubblicati su Dermatology.
“Ed è proprio in occasione della Giornata Mondiale della Psoriasi – il cui tema di quest’anno è l’accesso alla cura per tutti – che la Campagna l’Esperienza al centro arriva a Palermo – ha sottolineato Valeria Corazza, presidente APIAFCO Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza -. Spesso, i lunghi tempi di attesa e la necessità di spostarsi da una città all’altra per una visita specialistica, gettano nello sconforto le persone che giornalmente convivono con la psoriasi. In questo scenario la campagna informativa “L’Esperienza al Centro” intende riportare l’attenzione sulla psoriasi offrendo la possibilità di accedere a consulti specialistici gratuiti per aiutare i pazienti a riconoscere i primi segni della patologia e a cogliere gli eventuali sintomi delle comorbidità, come il coinvolgimento articolare”.
“Molto spesso presentare lesioni cutanee della psoriasi (rossore e desquamazione) e/o avere un familiare di primo grado affetto da psoriasi, può aumentare la probabilità di manifestare un coinvolgimento articolare, noto come Artrite psoriasica, e caratterizzato da sintomi quali il dolore, la rigidità mattutina e il gonfiore delle articolazioni. Individuare i sintomi per tempo può fare la differenza: la diagnosi precoce si rivela molto più importante per l’artrite psoriasica che per la psoriasi stessa”, ha affermato Giuliana Guggino, docente di Reumatologia e responsabile della Reumatologia dell’Azienda Ospedaliera – Universitaria Policlinico Giaccone di Palermo.
L’artrite psoriasica è una forma specifica di artrite infiammatoria associata alla psoriasi. A livello mondiale, la sua prevalenza non è omogenea e dipende da diversi fattori, tra cui i principali sono: background genetico del Paese nel quale è presente, caratteristiche ambientali, abitudini alimentari, stili di vita. In Italia colpisce circa quaranta persone ogni diecimila abitanti e si può affermare che fino a un terzo delle persone affette da psoriasi potrebbe anche esser colpito da artrite psoriasica. La patologia si manifesta solitamente tra i trenta e i cinquant’anni, circa 5-10 anni dall’esordio della psoriasi. Colpisce in egual misura il sesso maschile e quello femminile, ma nelle donne la gestione e l’accettazione della malattia sono più problematiche.
“E’ fondamentale per chi soffre di malattia psoriasica potersi rivolgere ad un centro specializzato per patologia, dove dermatologi e reumatologi collaborano in un approccio sinergico e multidisciplinare nella gestione del paziente, al fine di una diagnosi precoce e appropriatezza terapeutica sempre più condivisa tra Clinico e paziente. Collaborazioni e campagne come questa diventano utili per promuovere la corretta informazione, ma anche per creare rete tra gli stakeholder uniti nella realizzazione di nuovi strumenti procedurali”, ha sottolineato Teresa Perinetto, Presidente ASIMAR Associazione Siciliana Malati Reumatici – APS.
Per avere tutte le informazioni necessarie e per prendere parte alla Campagna basta andare sul sito www.esperienzaalcentro.it.

– foto Italpress –
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Concluso il primo corso della Sicily Port Academy

PALERMO (ITALPRESS) – Si è concluso, a Palermo, organizzato dalla Escola Europea, centro europeo di riferimento per la formazione della logistica e del trasporto intermodale, il primo corso della Sicily Port Academy, con la partecipazione di oltre cinquanta studenti dell’ITS Infomob e del corso di laurea in Ingegneria dei Trasporti dell’ Università agli Studi di Palermo. Due giorni di visite, incontri e lezioni per raggiungere gli obiettivi del corso, cioè quelli di fornire agli studenti di scuole superiori, ITS Academy e universitari, gli strumenti necessari per conoscere la comunità di Palermo, le sue infrastrutture, le attrezzature logistiche e le operazioni portuali; di permettere alle compagnie del settore, tramite associazioni, di mostrare le caratteristiche del proprio lavoro e i profili professionali che necessitano di essere sviluppati, e di incentivare le stesse ad assumere studenti attraverso tirocini e alternanza scuola lavoro.
“Siamo entusiasti di collaborare con il porto di Palermo, che si è recentemente unito come partner alla nostra istituzione, e di condividere le nostre conoscenze e competenze per contribuire allo sviluppo sostenibile della logistica portuale in questa regione – commenta Eduard Rodès, direttore di Escola Europea -. Avviando un corso a Palermo, l’Escola Europea ha inaugurato una nuova pagina della sua storia, risultato del duro lavoro e dell’impegno di molte persone, guidate dal presidente Pasqualino Monti, con il contributo fondamentale di Luca Lupi, di molti altri operatori portuali e, naturalmente, del team della Scuola Europea, guidato da Marco Muci e Alessia Mastromattei. Per noi si tratta del punto di partenza di una serie di attività che promuoveranno lo sviluppo armonioso di una comunità logistica-portuale meglio preparata e più coesa”.
“Sono molto soddisfatto – sottolinea il segretario generale dell’AdSP del Mare di Sicilia occidentale, Luca Lupi – per l’importante risultato raggiunto: il corso, seguito con interesse dai partecipanti, è stato organizzato a distanza di pochi mesi dal nostro ingresso nella Escola Europea. Mi preme ringraziare il sindaco di Palermo Roberto Lagalla e il direttore generale dell’Ufficio Scolastico regionale per la Sicilia, Giuseppe Pierro, che hanno sposato con entusiasmo le finalità del progetto, un’ opportunità di crescita dal punto di vista della formazione e dell’occupazione per la città in un settore strategico come quello logistico-portuale. Inoltre, ho anche il piacere di annunciare la nascita del primo corso in navigazione con partenza dal porto di Palermo e arrivo a Genova, sempre in collaborazione con la Escola Europea, che avverrà già dalla primavera 2024”.
– foto ufficio stampa Autorità Portuale di Palermo-AdSP mare di Sicilia Occidentale –
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Neonato con gravi malformazioni, salvato al Policlinico di Palermo

PALERMO (ITALPRESS) – Un neonato estremo prematuro con una grave malformazione dell’esofago è stato trattato con successo al Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo grazie alla stretta collaborazione tra l’Unità Operativa di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale e l’Unità Operativa di Chirurgia Pediatrica.
Nato da un parto precipitoso a 28 settimane di gravidanza con appena 800 grammi di peso, il piccolo paziente presentava atresia dell’esofago, una grave malformazione che impedisce l’alimentazione, mette a rischio la respirazione e richiede una ricostruzione chirurgica complessa e delicata.
Il caso, fanno sapere dal Policlinico, ha richiesto un approccio multidisciplinare per garantire la sua sopravvivenza e una buona qualità di vita futura. La stabilizzazione in terapia intensiva neonatale è stato il primo step. Data l’estrema prematurità e le ulteriori malformazioni cardiache associate, prima di poter essere operato il paziente è stato ricoverato per due mesi nell’Unità di Terapia Intensiva Neonatale, diretta dal professore Mario Giuffrè. Durante questo periodo sono stati anche necessari un supporto respiratorio e un supporto nutrizionale endovenoso per un adeguato apporto calorico-proteico.
“I neonati con quadri clinici di elevata complessità – osserva Giuffrè – richiedono una collaborazione multidisciplinare tra professionisti di aree e competenze diverse, per accompagnare il paziente e la sua famiglia in un percorso lungo e difficile dalla diagnosi precoce al trattamento fino alla presa in carico a lungo termine. Il Policlinico di Palermo – continua il docente di pediatria – ha sperimentato fin dagli anni Novanta la stretta collaborazione tra neonatologia e chirurgia pediatrica, offrendo un percorso di assistenza e cura ai neonati con patologie malformative e genetiche che necessitano soluzioni di alta specializzazione”.
Non appena le condizioni del neonato sono state stabili, e raggiunto il peso di 1.800 grammi, è stato possibile procedere all’intervento chirurgico.
L’operazione, effettuata dalla professoressa Maria Rita Di Pace, direttrice della chirurgia pediatrica, e dalla sua èquipe, è durata tre ore e ha permesso la ricostruzione completa dell’esofago e la separazione tra l’esofago e la trachea.
Al termine dell’intervento il piccolo è ritornato in Terapia Intensiva Neonatale, dove è stato sottoposto ad assistenza respiratoria e nutrizione parenterale totale. Lungo e complesso è stato il percorso di educazione alla suzione e deglutizione per avviarlo progressivamente all’alimentazione enterale esclusiva, con il supporto dell’èquipe della TIN e della logopedista, Maria Rosa Paterniti, fino alla dimissione al quarto mese di vita.
“La storia di questo paziente – afferma la professoressa Di Pace – dimostra l’importanza imprescindibile dell’eccellenza accademica e clinica nella sanità pubblica. Dal gennaio 2023 abbiamo operato oltre venti casi di malformazioni neonatali di alta complessità, naturalmente senza mai perdere di vista l’importanza dell’abbattimento dei tempi d’attesa anche per interventi di routine, che ad oggi non superano i due mesi e che entro fine anno rappresenteranno circa mille casi trattati. Tengo a ringraziare – conclude la chirurga pediatrica – il prezioso apporto dell’èquipe del servizio di Anestesia diretto dal professore Giarratano e tutto il personale sanitario, come sempre attento e professionale, soprattutto in un caso così delicato”.
Oggi il piccolo paziente continua il suo follow-up con neonatologi, chirurghi e logopedisti, questi ultimi hanno un ruolo fondamentale nella riabilitazione post-chirurgica: collaborano con il bambino e la sua famiglia per aiutarlo a imparare a deglutire correttamente, lavorando sulla funzione muscolare.
“Il piccolo sta crescendo bene – concludono i due professori – dimostrando come il potere della medicina moderna e della collaborazione tra professionisti sanitari possa garantire un futuro migliore per i neonati che affrontano sfide così difficili fin dall’inizio della loro vita”.
– foto ufficio stampa Policlinico Palermo, da sinistra Mario Giuffrè e Maria Rita Di Pace –
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Tamajo “Fare rete per un nuovo percorso di sviluppo in Sicilia”

CATANIA (ITALPRESS) – “Conquistare un buon livello di competitività economica in Sicilia è uno strumento necessario per il mantenimento della prosperità imprenditoriale, che dovrebbe necessariamente tradursi nella diffusione di un maggiore standard di benessere”. Lo ha detto Edy Tamajo, assessore alle Attività Produttive della Regione Siciliana, a margine dell’evento dal titolo: “Borsa della Ricerca”. La manifestazione è organizzata dalla Fondazione Emblema in collaborazione con l’Università di Catania, in programma al Monastero dei Benedettini di Catania è in corso da oggi fino a venerdì 27 ottobre.
“Una elevata competitività nasconde, spesso, anche un alto grado di collaborazione tra la politica, la ricerca e il mondo imprenditoriale, intesa come la capacità di fare rete da parte dei principali protagonisti coinvolti nelle scelte – aggiunge -. La politica del mio assessorato ha intrapreso, un percorso di raggiungimento della competitività, attraverso la riduzione delle distanze tra la politica e le imprese; attraverso il costante confronto e attraverso la pubblicazione di numerosi bandi che premiano le buone idee. Alla luce di queste considerazioni, oggi è diventato sempre più necessario ripensare l’impostazione del percorso di sviluppo nella nostra amata Isola”.
– foto ufficio stampa –
(ITALPRESS).

Transizione energetica, Schifani “Sicilia pronta a diventare un importante hub”

PALERMO (ITALPRESS) – “L’azione del governo della Regione è coerente con gli obiettivi inseriti nella Agenda 2030 delle Nazioni unite, con il ‘New green deal’ europeo, con la strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile e con il Piano nazionale di ripresa e resilienza, in accordo con le previsioni del Piano energetico ambientale, con interventi orientati a migliorare la competitività della regione e a favorire l’attrazione degli investimenti in generale, accrescendo nel contempo la fiducia dei cittadini e delle imprese”. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, partecipando al convegno “Repowering ed energy transition”, organizzato a Palermo dal gruppo industriale Erg, in occasione dell’inaugurazione del Parco eolico di Partinico-Monreale.
Nel suo intervento, il governatore ha sottolineato come la Sicilia, insieme a tre sole altre Regioni (Lazio, Lombardia e Friuli-Venezia Giulia) abbia aggiornato, nel febbraio dell’anno scorso, il proprio Piano energetico ambientale con l’orizzonte temporale al 2030. Un piano nel quale il ripotenziamento dei parchi eolici è uno dei punti fondamentali: a fronte dell’incremento complessivo di potenza previsto per l’eolico di circa 1,5 gigawatt, dal ripotenziamento si attende un contributo di 1 gigawatt. Grazie alla maggiore potenza degli aerogeneratori di nuova concezione, si potrà infatti ottenere: una riduzione, pur a parità di suolo occupato, delle torri eoliche installate, con un dimezzamento delle stesse; un aumento della potenza complessiva di quasi il doppio; il triplo della produzione di energia elettrica.
“Ed è in questo ambito – ha aggiunto Schifani – che si inserisce l’intervento realizzato da Erg, che ringrazio per aver saputo e voluto interpretare nel modo corretto le indicazioni che discendono dal piano regionale. Tale approccio è di fondamentale importanza in previsione del nuovo decreto burden sharing, in fase di approvazione da parte del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, che fissa per la Sicilia un obiettivo al 2030 di 10,38 gigawatt di potenza installata complessivamente per le fonti rinnovabili”.
Una previsione che comporta sostanzialmente il raddoppio del contributo richiesto all’Isola, che dovrà passare da un obiettivo di incremento della potenza installata di circa 3,5 gigawatt a un incremento di quasi 7,50 gigawatt al 2030, il più alto contributo richiesto alle regioni italiane.
“La Regione Siciliana, per la sua collocazione geografica e per le caratteristiche ambientali – ha proseguito il governatore – deve diventare, come auspicato dalle presidenti della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, e del Consiglio, Giorgia Meloni, un importante hub energetico atto a favorire la transizione energetica. Il mio governo ritiene raggiungibili e superabili i pur sfidanti obiettivi a oggi previsti dal nuovo decreto burden sharing e porrà in essere tutte le iniziative necessarie per raggiungere questo fondamentale traguardo”.
Schifani ha annunciato, inoltre, che il governo regionale “intende altresì cogliere la sfida che l’implementazione del vettore energetico idrogeno impone all’Europa, favorendo lo sviluppo di Hydrogen valleys sia attraverso le risorse del Pnrr che attraverso i fondi previsti dal Programma operativo del Fesr, che destina 150 milioni di euro ad azioni necessarie per promuovere la produzione, la distribuzione e gli usi finali dell’idrogeno. L’azione del governo intende seguire e agevolare, per quanto di sua competenza, l’imponente opera di adeguamento della rete nazionale che Terna sta operando sia nel territorio regionale che con i collegamenti Tyrrhenian Link (un ramo Sicilia – Sardegna e un ramo Sicilia – Campania) e TunIta (Tunisia – Italia)”.
Il presidente ha ricordato anche che “grazie alla provocazione da me lanciata nello scorso aprile, alla quale, essendo io profondamente e convintamente liberale non è seguito nessun blocco delle autorizzazioni, siamo riusciti a imporre a livello nazionale il tema del ritorno, per le Regioni che più contribuiscono alla transizione energetica, di vantaggi relativi all’abbattimento del costo dell’energia elettrica per i cittadini. Su questo tema ho già avviato un serrato confronto con il ministero dell’Ambiente e con le altre Regioni per raggiungere questo fondamentale obiettivo”.
“Il mio governo – ha evidenziato ancora il presidente – è consapevole che una maggiore diffusione delle fonti di energia rinnovabile contribuisca alla riduzione del costo complessivo delle forniture elettriche, influendo sul prezzo unico nazionale e sul prezzo zonale, favorendo condizioni di mercato tali da rendere più vantaggioso alle imprese energivore insediarsi nel territorio siciliano”.
Riguardo al nuovo Parco eolico Erg di Partinico-Monreale, Schifani ha sottolineato come “l’azione di operatori strutturati con natura industriale è importante per la Regione, in quanto assicura la capacità di realizzare correttamente e nei tempi previsti gli investimenti e la loro manutenzione, e insieme per le comunità locali alle quali, oggi, sono rivolte le compensazioni ambientali, necessarie per dare un giusto ristoro alla modificazione del paesaggio conseguente alla realizzazione degli impianti, oltre alla ricaduta occupazionale in territori interni e marginali che spesso hanno poche prospettive lavorative”.
– foto ufficio stampa Regione siciliana –
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Premio Innovazione Sicilia, Elita Schillaci presiederà il Comitato scientifico

PALERMO (ITALPRESS) – C’è una unstoppable woman alla guida del Comitato tecnico scientifico del “Premio Innovazione Sicilia”. Quella unstoppable woman – la definizione è di Startup Italia – risponde al nome di Elita Schillaci. Quasi impossibile declinare per intero il suo curriculum. Specializzata in Innovazione, Social Entrepreneurship, CSR, Family Startup e Marketing Territoriale, basti ricordare, tra le tante cose, che Schillaci è Professore Ordinario di “Imprenditorialità e Business Planning” all’Università di Catania, dove è stata Preside della Facoltà di Economia e Amministratore Delegato del Distretto Tecnologico Universitario Micro e Nano Sistemi Sicilia. E’ stata, inoltre, founder dell’Incubatore Universitario Medspin dell’Università di Catania e Research Professor presso la New York University.
La presenza di Elita Schillaci nel CTS, sottolineano gli organizzatori, conferisce un plus di autorevolezza al Premio Innovazione Sicilia, un progetto ideato da Digitrend, promosso dall’Assessorato Regionale Attività Produttive della Regione Sicilia, che punta a diffondere la cultura dell’innovazione nell’isola. Elita Schillaci presiederà il Comitato tecnico scientifico del Premio, comitato che sarà a breve integrato da altri quattro componenti, in fase di designazione da parte dalle università siciliane.
Anche il board di valutazione del Premio è in fase di costruzione. I componenti già confermati sono Giovanni Lo Faro (Area Manager Sicilia e Calabria Gi Group SPA), Maurizio Di Piazza, biologo (già Senior Manager Field Value & Access di Bristol-Myers Squibb), Gianni Dominici, (Direttore Generale Forum PA), Giovanni Alessi (CEO di Moving Up), Sebastiano Di Betta (presidente della Federazione Editori Digitali), Lina D’Amato (Senior Advisor politica industriale e finanza Attività Produttive Regione Siciliana), Ugo Parodi Giusino (Magnisi Venture) e Luca Tremolada (Sole 24 Ore).
Mentre la macchina organizzativa è in cammino – in vista dell’appuntamento del 24 novembre per la serata conclusiva – il Premio Innovazione Sicilia ha già catturato l’attenzione di tantissimi tra imprenditori e ricercatori. Sono quasi un centinaio, tra imprese e professionisti, le candidature per il Premio.
La Sicilia si conferma, ancora una volta, un territorio vocato all’innovazione. Lo dimostrano gli sforzi profusi dall’amministrazione pubblica. “Attraverso l’approccio innovativo siamo convinti che le nostre imprese possano diventare più competitive sul mercato. Con questo spirito che abbiamo destinato ai principi dell’innovazione, alle imprese ed alla ricerca, le risorse che reputiamo necessarie”, è la linea guida dettata da Edy Tamajo, assessore regionale alle Attività Produttive. Come si sostanzi questo principio di volontà politica, lo spiega il braccio operativo dell’amministrazione pubblica. Ricorda, infatti, Carmelo Frittitta (dirigente generale dipartimento Attività produttive della Regione siciliana) che “già nella fase di programmazione 2014/20, la Regione ha investito più di 200 milioni di euro solo nell’ambito del programma Fesr per progetti di ricerca in partenariato. In questi casi, accanto all’organismo pubblico o privato di ricerca, si collocava l’impresa che aveva una buona idea da sviluppare a livello prototipale. In alcuni casi abbiamo anche sviluppato nuovi processi pronti per essere industrializzati”.
Una precisa scelta di strategia politica, dunque, perchè – spiega sempre Frittitta – “Innovazione e ricerca costituiscono leve per far accrescere la competitività delle imprese siciliane. E’ un tema importante e centrale nelle politiche di sviluppo della nostra terra. Accanto all’internazionalizzazione delle imprese, sono queste le due leve fondamentali”.
Su questo stesso solco nascono iniziative che hanno al centro il tema dell’Innovazione. Come il Premio Innovazione Sicilia, che si rivolge a imprenditori, artigiani, ricercatori, professionisti, enti locali, decision maker pubblici, associazioni di categoria, istituti finanziari e assicurativi. Per partecipare alla selezione è stato creato un portale dedicato: https://www.premioinnovazionesicilia.it. All’interno del sito sono contenute tutte le informazioni necessarie e grazie ad una sezione dedicata è già possibile inviare la propria candidatura, collegandosi a https://www.premioinnovazionesicilia.it/#partecipa).
I premi verranno assegnati da un board composto da esperti provenienti dal mondo dell’impresa, della ricerca e della finanza, che avrà il compito di giudicare le candidature proposte da un apposito Comitato Tecnico Scientifico. Verranno assegnati tre premi, espressione di un podio virtuale, oltre ad un Premio Assoluto.
– Logo ufficio stampa Premio Innovazione Sicilia –
(ITALPRESS).

Ersu Palermo, una t-shirt per la pace ed il dialogo tra i popoli

PALERMO (ITALPRESS) – Provengono da 30 Paesi i circa 900 studenti universitari ospiti nelle residenze universitarie ERSU e da ben 66 nazioni le studentesse e gli studenti risultati idonei al concorso per la borsa di studio che si accingono ad avere il beneficio, oltre a utilizzare già quotidianamente i servizi di ristorazione. Sono circa 12 mila i beneficiari che ogni anno ricevono la borsa di studio al termine delle procedure e accedono anche ad altri benefici (posto letto, ristorazione, servizi culturali) di ERSU Palermo, iscritti presso le università della Sicilia occidentale, ma anche nelle accademie di belle arti e nei conservatori di musica.
Per sottolineare come i luoghi delle residenze universitarie e dei luoghi di ristorazione dell’ERSU siano luoghi di pace, dialogo e amicizia tra i popoli, che mettono a stretto contatto le future classi dirigenti di tanti paesi nel mondo, l’ERSU ha distribuito questa mattina agli studenti ospiti delle nove case dello studente la t-shirt “I LOVE ERSU PALERMO”, indossata dai giovani di tutto il mondo che si trovano in Sicilia per studiare: una maglietta uguale per tutti, al di là della provenienza, dell’etnia, della religione, della propria cultura.
“Con la distribuzione delle magliette – dichiara il presidente ERSU, Michele D’Amico – vogliamo sottolineare l’impegno delle istituzioni della Regione Siciliana, come l’ERSU, per la pace, la fratellanza, la libertà, l’uguaglianza, e la cooperazione specialmente in un momento di grandi tensioni internazionali come per gli ultimi eventi tra Israele e Palestina, tra Russia e Ucraina. Vogliamo coinvolgere i ragazzi e le ragazze di diverse nazionalità che vivono nelle residenze, che possono vestire con un simbolo di pace e di amicizia. Anche per questo motivo, da oggi, esponiamo la bandiera della pace sulla facciata principale della residenza universitaria Santi Romano”.
“Insieme al direttore, Ernesto Bruno, le magliette saranno distribuite simbolicamente anche al personale e ai lavoratori dell’ERSU di Palermo – aggiunge il presidente dell’Ente – anche come elemento di coesione per un’Amministrazione della Regione siciliana che ha dato e continua a dare eccellenti risultati in favore degli studenti, grazie al continuo sostegno dell’assessorato regionale dell’Istruzione e del governo regionale Schifani che auspichiamo possa reperire nuove risorse finanziarie da destinare al potenziamento ulteriore dei servizi abitativi”.
Gli studenti dei 66 Paesi che godono di borse di studio e dei servizi di ristorazione hanno le seguenti nazionalità: afgana, albanese, algerina, argentina, bangladese, bielorussa, bosniaca, brasiliana, burundese, camerunese, cilena, cinese, cingalese, colombiana, congolese, costaricana, ecuadoregna, egiziana, eritrea, estone, etiope, filippina, gambiana, georgiana, georgiana, ghanese, giordana, guatemalteca, indiana, irachena, iraniana, italiana, ivoriana, kazaka, lettone, lussemburghese, malgascia, mali, marocchina, mauritiana, messicana, moldava, mozambicana, nepalese, nigeriana, pakistana, paraguaiana, peruviana, polacca, portoghese, ruandese, rumena, russa, senegalese, sierraleonese, somala, spagnola, statunitense, tanzaniana, tunisina, turca, ucraina, ugandese, uzbeka, venezuelana, vietnamita.
In particolare le nazionalità più presenti sono: indiana (351), pakistana (281), algerina (82), etiope (56), iraniana (45), rumena (42), bangladese (36), malgascia (33), afgana (29), tunisina (24).
Gli studenti ospiti delle residenze universitarie ERSU hanno le seguenti 30 nazionalità: algerina, bangladese, brasiliana, camerunese, cinese, etiope, gambiana, georgiana, ghanese, giordana, indiana, irachena, iraniana, italiana, kazaka, malgascia, marocchina, mozambicana, nigeriana, pakistana, polacca, rumena, senegalese, sierraleonese, statunitense, tunisina, uzbeka, venezuelana.
– foto ufficio stampa Ersu Palermo –
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Inaugurata “Stanza della Meditazione” nel carcere Pagliarelli di Palermo

PALERMO (ITALPRESS) – E’ stata inaugurata la prima “Stanza della Meditazione” in un istituto detentivo: nella Casa Circondariale Pagliarelli “Antonio Lorusso” di Palermo da oggi in poi polizia penitenziaria, personale civile e detenuti potranno meditare insieme in uno spazio specificatamente dedicato alla cura del sè, del proprio ambiente interiore, dalla sfera emozionale alle proprie relazioni.
La cerimonia di intitolazione dello spazio e la prima pratica inaugurale hanno visto la partecipazione di Daniel Lumera, biologo naturalista, esperto di scienze del benessere e fondatore dell’associazione My Life Design ODV, che tra le varie attività statutarie porta progetti di giustizia consapevole nelle carceri del nostro Paese fin dal 2017. Insieme a Lumera, hanno partecipato all’inaugurazione la Direttrice dell’Istituto Maria Luisa Malato, le funzionarie giuridico-pedagogiche Rosalba Petruso e Simona Patelmo, la capo area trattamentale Rosaria Puleo, la responsabile dell’area Giustizia della My Life Design ODV Cristina Franchini, la referente regionale dell’associazione Francesca Macaddino e alcune delle detenute che parteciperanno all’intero percorso intensivo, per apprendere e poi trasmettere a loro volta pratiche e tecniche che mettono insieme antichi saperi e moderni riscontri scientifici.
La meditazione in un istituto penitenziario oggi non è più un tabù: viene esercitata in diverse strutture in Italia, ma la Casa Circondariale Pagliarelli è la prima ad avere dato vita a una vera e propria stanza dedicata, con tanto di cartello accanto alla porta che la riconosce come tale.
La “Stanza della Meditazione” è un progetto che nasce dall’impegno dell’area Giustizia dell’associazione My Life Design ODV nel portare percorsi di educazione alla consapevolezza, alla responsabilità e alla libertà interiore rivolti alle persone detenute in vista del reintegro in società: è iniziato con l’attività “Caro Amico ti scrivo” nel 2021 ed è proseguito poi con “Liberi Dentro” avviato a luglio scorso.
L’esperienza della “Stanza della Meditazione”, unica nel suo genere e naturale prosecuzione dei progetti attuati, mira a garantire un luogo dedicato nel quale sia le persone recluse sia il personale civile e di polizia penitenziaria possano concedersi uno spazio di silenzio. Inoltre, in questo luogo le persone detenute, che hanno scelto di intraprendere un percorso finalizzato alla pratica della meditazione, con il tempo avranno la possibilità di trasmettere questa pratica di benessere ai propri compagni.
“Condivido l’idea di fondo di questi progetti, Liberi Dentro e la Stanza della Meditazione, per la quale abbiamo anche ricevuto un elogio – dichiara Maria Luisa Malato -. Auspico che, come Istituto, possiamo replicare l’esperienza per il personale trattamentale e di polizia anche fuori servizio, individuando una stanza appositamente dedicata anche al di fuori delle sezioni, avviando un progetto pilota mirato, a cui abbinare rilevazioni scientifiche per monitorarne gli effetti”.
“Per me – aggiunge Rosalba Petruso – questo è stato un giorno speciale, nel quale ho realizzato un grande desiderio: portare nel luogo di lavoro, fatto di grande sofferenza, una prospettiva nuova, un modo diverso di vivere la condizione detentiva, restituendo il suo significato più profondo di opportunità trasformativa ed evolutiva della persona. E’ una grande opportunità, di questo sono profondamente grata a Daniel Lumera, Cristina Franchini, Francesca Macaddino e tutta la My Life Design ODV”.
Per Daniel Lumera “questo è un primo passo importante verso la diffusione di un approccio innovativo nell’ambito della giustizia, a beneficio di tutti coloro che abitano a vario titolo il carcere e della comunità intera. Il nostro intento è dimostrare, dati alla mano, l’efficacia di istituire spazi come la Stanza della Meditazione e percorsi di educazione a consapevolezza, responsabilità e libertà. Per questo collaboriamo con università e realtà che possano rilevarne scientificamente gli effetti”. Conclude Cristina Franchini “siamo grati alla direzione dell’Istituto e ai suoi funzionari che hanno fortemente voluto questi progetti, in cui crediamo tantissimo, a partire dall’esperienza diretta di questi anni in tante carceri. L’entusiasmo delle partecipanti a questo percorso, unico in Italia, che le vedrà apprendere e poi trasmettere a loro volta tecniche di meditazione e consapevolezza, ci fa davvero ben sperare”.
– foto ufficio stampa Daniel Lumera –
(ITALPRESS).