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Fiamme in un canneto a Palermo, un 78enne ustionato

PALERMO (ITALPRESS) – Momenti di paura questa mattina a Palermo per un rogo divampato in un terreno con sterpaglie e un canneto in via Padre Massimiliano Kolbe, nei pressi di Corso dei Mille.
Un 78enne che stava lavorando nei campi, per cause ancora da accertare, è rimasto gravemente ustionato. L’uomo è stato soccorso dalle tre squadre dei vigili del fuoco intervenute e poi affidato alle cure del personale sanitario del 118. Le operazioni di spegnimento e bonifica si sono concluse intorno alle 12 circa.

– Foto: screenshot da video vigili del fuoco Palermo –
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Locali al setaccio per carenze igieniche, sanzioni per 165 mila euro

PALERMO (ITALPRESS) – A partire dall’inizio di giugno 2023 i carabinieri del Nas di Palermo, nell’ambito dell’ Operazione “Estate sicura 2023” disposta dal comando carabinieri per la Tutela della Salute, hanno eseguito 277 servizi di vigilanza e repressione delle violazioni nel settore alimentare e sanitario con la collaborazione dei Comandi territoriali dell’ Arma delle province di Palermo, Trapani e Agrigento, sviluppando le attività di controllo e monitoraggio ed intensificando gli interventi, allo scopo di prevenire e reprimere le condotte illecite e vigilare sul rispetto delle normative a tutela del benessere dei cittadini. Nel corso di questo impegnativo periodo dell’anno i militari hanno ispezionato numerose attività di commercio fisso e ambulante, stabilimenti balneari, strutture ricettive, parchi acquatici, agriturismo, aziende agricole, esercizi di ristorazione, gelaterie, punti di ristoro stradali, traghetti, nonchè numerose comunità alloggio per anziani, riscontrando 35 violazioni penali e 89 amministrative, per le quali sono state comminate sanzioni amministrative per complessivi 165 mila euro circa nonchè segnalate, per le valutazioni di competenza, 103 persone alle Autorità amministrative e sanitarie e 37 all’Autorità Giudiziaria. Altresì nel corso delle ispezioni, che hanno interessato anche le Isole di Ustica, Favignana, Pantelleria, Lampedusa e Linosa i militari hanno posto sotto sequestro amministrativo prodotti alimentari per circa 2.000 chilogrammi, di cui 1.046 di prodotti ittici nonchè prodotti vinosi per complessivi 617.000 litri, per un valore complessivo di circa 313.500 euro ed hanno altresì proceduto all’esecuzione di provvedimenti di interdizione delle attività in 20 strutture. Fra le infrazioni più spesso riscontrate nel settore alimentare e sanitario si annoverano le carenze igieniche dei locali, l’assenza o il mancato aggiornamento della registrazione sanitaria, la mancata predisposizione delle procedure di autocontrollo, l’omessa indicazione sui prodotti preparati in loco ed esitati alla vendita e di tracciabilità sulla loro provenienza, nonchè la mancata attuazione delle procedure di autocontrollo alimentare e, in relazione alla sicurezza dei luoghi lavoro, carenze nella predisposizione di adeguate misure antincendio.

– Foto: ufficio stampa Nas carabinieri Palermo –
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Meloni e Von der Leyen a Lampedusa “È in gioco il futuro dell’Europa” VIDEO

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LAMPEDUSA (AGRIGENTO) (ITALPRESS) – “Ce la stiamo mettendo tutta”. Così, secondo quanto si apprende, il premier Giorgia Meloni, appena arrivata a Lampedusa con la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, si è rivolta a un gruppo di isolani in merito all’emergenza migranti.

“Stiamo lavorando, qui con me c’è Ursula Von der Leyen. Le istituzioni oggi sono qui anche per voi. Come al solito ci metto la faccia sulle cose”, ha sottolineato ai lampedusani che stavano manifestando sull’isola per l’emergenza immigrazione. Meloni è scesa dal corteo presidenziale che si stava recando all’hotspot e ha avuto un colloquio con i manifestanti. Con lei anche la presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Prima di andare via il premier ha chiesto ai cittadini di mandarle una lettera con le loro richieste. I manifestanti hanno ringraziato Meloni e hanno quindi consentito al corteo di auto di raggiungere l’hotspot.

Meloni e Von der Leyen, accompagnati dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e dal commissario europeo agli Affari interni Ylva Johansson, sono state accolte dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, e dal prefetto di Agrigento, Filippo Romano, e hanno visitato l’hotspot dell’isola. A seguire si sono recate al Molo Favaloro. Le due leader si sono soffermate per alcuni minuti davanti al cosiddetto “cimitero di barchini”, le piccole imbarcazioni usate dai migranti che poi vengono abbandonate, a decine, davanti alla battigia.

“Se qualcuno pensa che si possa risolvere una crisi globale come questa chiudendola entro i confini italiani prenderebbe un abbaglio. Se non lavoriamo inseme per il contrasto delle partenze illegali i numeri di questo fenomeno, prima gli stati di frontiera e poi tutti gli altri, ci travolgeranno. Quindi va affrontato da tutti. E la presenza oggi qui di Ursula Von der Leyen è un segnale di questa consapevolezza”, ha detto Meloni nel corso della conferenza stampa con Von der Leyen al termine della visita a Lampedusa.
Il presidente del Consiglio ha poi ricordato le proposte del Governo italiano: “Accordi strutturali con Paesi del Nord Africa per fermare le partenze illegali, una lotta più incisiva per fermare i trafficanti anche uniformando le legislazioni dei Paesi conivolti, e abbiamo organizzato la Conferenza su sviluppo e migrazioni anche per lavorare su questo fronte. E poi serve una efficace missione europea navale per contrastare gli scafisti e le partenze irregolari e strumenti più efficaci di rimpatrio dei migranti illegali che vengono messi in campo dall’Ue e non dai singoli stati nazionali”.
“Continuo a sostenere che di fronte ai flussi che l’Italia affronta e che sta affrontando la Ue non risolveremo il problema parlando di redistribuzione: la soluzione è esterna, fermando le partenze illegali”, ha aggiunto Meloni. “Credo anche, e ne parleremo in settimana, che un maggiore coinvolgimento delle Nazioni Unite sia assolutamente necessario”, ha detto il premier.
“Qui è un gioco il futuro dell’Europa, e dipende dalla capacità dell’Europa di affrontare grandi sfide – ha sottolineato Meloni -. L’immigrazione illegale è una di queste sfide epocali. Ho trovato in Von der Leyen un approccio collaborativo e questo è molto importante”.

“Per me è molto importante essere a Lampedusa oggi. Sono qui per offrire una risposta coordinata da parte delle autorità italiane ed europee”, ha detto Von der Leyen, che ha aggiunto: “Oggi abbiamo incontrato l’incredibile cittadinanza di Lampedusa, abbiamo parlato con il personale della Croce Rossa Italiana, con i rappresentanti delle forze dell’ordine. In questi giorni drammatici la comunità locale ha fatto il massimo per dare sostegno a uomini, donne e bambini. Una solidarietà che scalda il cuore”. La presidente della Commissione ha anche lanciato un piano in 10 punti per “azioni immediate” sull’emergenza.

 

– Foto col3/Italpress –

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Schifani “Su Lampedusa l’Europa batta un colpo” VIDEO

LAMPEDUSA (AGRIGENTO) (ITALPRESS) – “E’ stata una giornata molto importante, la presidente Von der Leyen ha potuto toccare con mano quella che è la situazione a Lampedusa. Una situazione alla quale non si doveva arrivare se l’Europa fosse stata più attenta. Sono convinto che questa visita tocchi un punto importante, un giro di boa, per intervenire anche con accordi finanziari con la Tunisia che frenino questo esodo di massa che sta invadendo le nostre coste. Lampedusa che rappresenta l’inizio dell’Italia, non soltanto della Sicilia”. Lo dice all’Italpress il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, all’aeroporto di Lampedusa, al termine della visita del presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen, per fare il punto sull’emergenza migranti.
Von der Leyen è rimasta “colpita dalla situazione oggettiva e materiale di queste persone che arrivano a Lampedusa – ha spiegato Schifani -. Persone che vivono in condizioni difficili anche se la Croce Rosse Italiana, la Regione e lo Stato stanno facendo di tutto per sostenerle”, con “un’assistenza umanitaria massima che lo Stato sta realizzando assieme al governo regionale. E di questo voglio ringraziare anche il prefetto Valerio Valenti, commissario per l’immigrazione che ha fatto ogni sforzo per fare in modo che questa situazione potesse essere gestita anche nei momenti di grande emergenza”.
“Il governo nazionale sta facendo di tutto e devo ringraziarlo – ha ribadito -, e noi lo stiamo sostenendo dando uomini e mezzi. L’altro ieri abbiamo precettato l’Azienda Siciliana Trasporti per fare in modo di trasportare in tempi d’urgenza centinaia, migliaia di persone, che avendo lasciato Lampedusa con le navi dovevano raggiungere il Nord. Abbiamo messo a disposizione mezzi pubblici limitando, in qualche modo, il diritto alla mobilità dei cittadini siciliani. Lo abbiamo fatto chiedendo un sacrificio ai siciliani – ha concluso -, però io ritengo che a questo punto occorra che l’Europa batta un colpo realmente e concretamente”.

– Foto col3/Italpress –

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Webuild, pronta per viaggio in Sicilia talpa gigante per Messina-Catania

MILANO (ITAPRESS) – Giù il velo per la seconda delle talpe giganO che saranno impiegate nei cantieri Webuild per la realizzazione della linea alta capacità Messina-Catania, in Sicilia. Il gigante tricolore “green”, che adotta le tecnologie tra le più avanziate in termini di sostenibilità ambientale ed ha un diametro di 9,36 metri e un peso di circa 900 tonnellate, ha infatti superato con successo i collaudi finali in fabbrica. La talpa è ora pronta per contribuire alla costruzione di parte della linea Palermo-Messina-Catania – commissionata daRete Ferroviaria Italiana, società capofila del Polo Infrastrutture del Gruppo FS Italiane – che andrà a supportare lo sviluppo infrastrutturale sostenibile nella regione, potenziando velocità ed efficacia del trasporto di merci e persone all’interno dell’isola. La Tunnel Boring Machine – TBM – sarà quindi smontata nei prossimi giorni, e con un trasporto speciale, viaggerà verso la Sicilia, nei canOeri Webuild, dove è previsto che arriverà a gennaio del prossimo anno. Un team di tecnici provvederà al rimontaggio di tutte le sue componenti. La TBM è una talpa gigante estremamente innovativa che scava nel terreno grazie ad una testa fresante, ma è anche una fabbrica mobile: durante lo scavo, monta in parallelo anche i rivestimenti, grandi anelli composti da conci prefabbricati che vanno a stabilizzare il terreno e fanno sì che dopo il passaggio della TBM, la galleria sia praticamente pronta.
Il Gruppo Webuild nel corso degli ultimi 50 anni ha messo in opera circa 200 TBM, costruendo oltre 1.500 chilometri di tunnel. Il focus sulla sostenibilità di Webuild in Sicilia va di pari passo con quello dell’innovazione, in collaborazione e a beneficio di una filiera locale d’eccellenza. Webuild sta infatti costruendo a Belpasso, Catania, una fabbrica totalmente automatizzata e roboOzzata per la produzione dei conci che rivestiranno i tunnel dei due lotti sulla direttrice Catania-Messina. Prima nel suo genere in Italia, la fabbrica sarà in grado di produrre un concio ogni 7 minuti (contro i 10 minuti in assenza di totale automazione).
Sulla direttrice Palermo-Catania-Messina, Webuild è impegnata nella realizzazione di sette lotti, insieme ad altre imprese italiane: oltre al nuovo Lotto Fiumetorto-Lercara Diramazione, sulla linea Palermo-Catania sta realizzando le tratte Bicocca-Catenanuova e Nuova Enna-Dittaino, a cui si sono aggiunte più di recente la Caltanissetta Xirbi-Nuova Enna e la Lercara-Caltanissetta Xirbi, mentre sulla linea Messina-Catania, sta realizzando i lotti Taormina-Giampilieri e Fiumefreddo-Taormina/Letojanni. Nel complesso, la costruzione di questi sette lotti si stima porterà alla creazione di 7.300 posti di lavoro, tra diretti e di terzi, con il coinvolgimento da inizio lavori ad oggi di circa 800 imprese.

– Foto: ufficio stampa Webuild –

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Cattedrale gremita per don Pino Puglisi, Palermo commemora il prete antimafia

PALERMO (ITALPRESS) – Una folla nutrita e commossa ha celebrato uno dei simboli più significativi della lotta alla mafia nell’immaginario collettivo palermitano: don Pino Puglisi se ne andava trent’anni fa, assassinato da Cosa nostra per il suo impegno costante nel combatterla e aiutare i giovani del quartiere di Brancaccio a scegliere la via della legalità e della fede.
Alla commemorazione nella Cattedrale, officiata dal presidente della Conferenza episcopale italiana Matteo Zuppi e dal vescovo di Palermo Corrado Lorefice, erano presenti il presidente della Regione Renato Schifani, il sindaco di Palermo Roberto Lagalla con parte della giunta, la presidente della Commissione parlamentare antimafia Chiara Colosimo, il prefetto di Palermo Maria Grazia Cucinotta e i rappresentanti delle forze dell’Ordine. Con loro centinaia di palermitani da tutti i quartieri della città, cittadini di altre zone della Sicilia e dell’Italia e anche alcuni turisti; tantissimi anche i ragazzi e le ragazze dei gruppi scout, in rappresentanza di quei giovani che don Puglisi aveva cercato di aiutare a Brancaccio fino all’ultimo giorno della sua vita, il 15 settembre 1993.
La celebrazione è stata introdotta dalla lettura del ricordo del sacerdote da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e ha avuto nell’omelia del cardinale Zuppi uno snodo centrale. “Quella di Don Pino Puglisi è una figura importante, perchè dimostra il coraggio di combattere le mafie e aiuta tutti noi a capire come combattere la mafia, che non è solo a Palermo”, ha sottolineato il presidente della Cei a margine della commemorazione.
“La memoria del nostro amato 3P ci raccoglie in questo giorno, 30esimo anniversario della sua morte. Una vita donata a Palermo e alla Chiesa, una vita vissuta come un seme gettato a terra per far germinare il bene, per dare speranza a tutti, per donare un senso e un futuro anzitutto ai giovani della nostra Isola”. Inizia così il ricordo di Lorefice, che alcuni giorni fa al meeting di Rimini aveva raccontato alcuni momenti chiave del suo rapporto con Don Puglisi. “E’ stato uomo e prete di ascolto. Ascolto del suo vescovo, dei confratelli, di quanti hanno lavorato accanto a lui: fedeli laici, consacrate, uomini e donne di buona volontà. Soprattutto, Padre Pino ha ascoltato fino in fondo l’uomo d’oggi: penso ai suoi studi di scienze umane, alla sua costante richiesta alle Assistenti sociali missionarie di fare ricerche sui bisogni del quartiere, penso al tempo che dedicava ad ascoltare ogni uomo e ogni donna, ogni giovane, ogni bambino che incontrava o che a lui si rivolgeva”.
All’ascolto per le persone, prosegue Lorefice, si aggiungeva quello della parola di Dio: “Il Vangelo era la sua forza, lo rendeva prete mite e indifeso, capace però di sfidare il grande male di Palermo: la mafia. Minacciato, consapevole dei pericoli, andava avanti sorretto dal Vangelo. Il sorriso di don Puglisi ai suoi killer, il suo ‘vi aspettavò, contenuto in quel ‘me l’aspettavò, sono una lezione magistrale e genuina di Vangelo vissuto: il nemico accolto con il sorriso. Chi vive fino in fondo il Vangelo non ha paura della morte”.
– foto xd8 Italpress –
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Congresso Dc, Stefano Cirillo nuovo segretario in Sicilia

PALERMO (ITALPRESS) – Stefano Cirillo è il nuovo segretario regionale della Democrazia Cristiana in Sicilia. L’elezione è avvenuta oggi, al termine del Congresso della Dc che ha si è svolto a Palermo, e che ha visto la presenza di 1200 delegati provenienti dalle 9 province siciliane e duemila partecipanti in totale.
Presidente del partito è stato eletto Carmelo Pullara, vice segretari Ignazio Abbate e Angela Cocita e responsabile organizzativo Carmelo Pace.
“Ho accettato con grande onore questo incarico e ringrazio chi mi ha scelto e sostenuto, ma l’ho fatto chiedendo a tutti un sacrificio, quello di affiancarmi in questa sfida di passione politica – dichiara Stefano Cirillo subito dopo l’elezione -. La Democrazia Cristiana è di tutti e siamo tutti segretari regionali, ognuno darà un contributo per la crescita del partito e per realizzare il nostro sogno. Un ringraziamento particolare al segretario nazionale, Totò Cuffaro, per la fiducia e soprattutto per l’affetto che ci lega. E’ riuscito a rifare la Dc, accrescendo giorno dopo giorno il consenso e facendo in modo che tornasse ad essere patrimonio di tutti i siciliani, sono certo che, presto, riuscirà a realizzare anche il sogno di farlo diventare il grande partito anche a livello nazionale”.
“Abbiamo una Democrazia Cristiana composta da tanti giovani e tante donne. Due anni fa la Dc era un sogno, oggi è una realtà – ha dichiarato il segretario nazionale, Totò Cuffaro -. C’è la voglia di tanta gente, sfiduciata, di tornare alla politica che crede nei valori. Noi non diciamo alla gente votateci, ma venite per costruire insieme e partecipare”.
A margine del congresso il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha detto: “La Democrazia Cristiana rinasce con Totò Cuffaro. Un progetto che continua con l’uomo giusto e tante persone che si riconoscono nel Partito Popolare Europeo. Il mio sogno è arrivare a una Forza Italia che aggreghi queste forze sotto lo stesso simbolo, non solo di Forza Italia ma anche del Ppe. Stiamo lavorando, sono fiducioso”.
Stefano Cirillo è un medico siciliano e manager della sanità con una lunga esperienza internazionale. Insieme a Totò Cuffaro ha fondato l’Onlus AiutiamoilBurundi che, da otto anni, fornisce aiuti umanitari alla popolazione africana. Ha compiuto più di dieci missioni in Burundi dove, grazie alle tante iniziative di beneficienza, ha costruito ospedali e avviato progetti per migliore il sistema sanitario con un’attenzione particolare alle donne in gravidanza e ai neonati. Tra le priorità delle attività, la difesa delle donne più fragili, in particolare delle mamme adolescenti. Convinto sostenitore delle relazioni e delle sinergie tra i siciliani nel mondo, ha promosso attività di ospitalità e sostegno in favore dei giovani siciliani, soprattutto durante la sua esperienza a Londra. Tornato in Sicilia da due anni, lavora per una società internazionale di gestione di sistemi sanitari intrattenendo rapporti tra Grecia, Italia, Spagna, Bahrein e Londra.
– foto ufficio stampa Dc Sicilia –
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Cardinale Zuppi “Un cristiano, se è tale, è sempre contro le mafie”

PALERMO (ITALPRESS) – ‘Che gioia ritrovarsi in tanti in questa magnifica Cattedrale, in comunione con il Vescovo Corrado, che ringrazio di cuore per l’invito: mi permette di condividere questa grazia con i Vescovi della Sicilia, con i confratelli di Padre Pino e con tutto il Popolo di Dio, rendendo lode a Dio per un fratello la cui beatitudine ci indica qual è la via per non perdere la nostra vita e trovare anche noi felicità. E’ un amico attraente, umile e grande. Continua con il suo sorriso a farci vergognare di tanta nostra sufficienza, prudenza, paura e con la sua indiscussa passione evangelica ci spinge, individualmente e insieme, a metterci a servizio di Dio e del prossimo, a lavorare nel campo di questa nostra città, bellissima e piena di sofferenzè. Così, il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, nell’omelia letta in una gremita Cattedrale di Palermo, in occasione del 30^ anniversario della morte del Beato Pino Puglisi.
‘Riviviamo anche il dolore e l’intimo senso di sdegno per la violenza brutale che lo ha ucciso – aggiunge -. Quella violenza ha un nome che contiene tanti nomi, ma tutti di morte: mafia. Il suo assassinio lo unisce a tanti martiri che si sono contrapposti alla mafia e alle mafie, composte tutte da vigliacchi, da uomini senza onore, che sono forti perchè si nascondono, untuosi e abili a corrompere e che si arricchiscono vendendo morte. Hanno ucciso a freddo un povero indifeso che ha solo amato e lo ha fatto fino alla fine. Il sorriso è stato la sua risposta, per certi versi il suo perdono. Vale ancora oggi, però, per loro e per tutti noi il monito, che incute timore e tremore, lanciato con commovente sdegno e incredibile forza, proprio trenta anni fa, da San Giovanni Paolo II: ‘Convertitevi! Verrà il giudizio di Dio!”.
‘Oggi le mafie sono meno evidenti, ma diffuse e ramificate in molti Paesi, penetrate nell’economia con affari e metodi di corruzione (i regali che legano e condizionano, le minacce evidenti o raffinate, le convenienze opache o i vari modi per intimorire!). Le mafie gestiscono traffici di persone ridotte a merce, di droghe che disumanizzano e creano schiavi e schiavitù. Sono produttori di morte e guadagnano sulla morte. E la vostra Chiesa, con Padre Puglisi e tanti testimoni, aiuta tutta la Chiesa, specialmente in Italia, a comprendere e contrastare con consapevolezza il fenomenò, sottolinea il presidente della Cei.
‘Sono passati trent’anni da quel 15 settembre, giorno del suo compleanno e giorno della sua nascita al cielo, giorno nel quale la Chiesa celebra la Madre di Dio addolorata – aggiunge -. La nostra madre Chiesa resta con Lei sotto tutte le croci che gli uomini insensati continuano a fabbricare per distruggersi. Molti di voi custodiscono ricordi personali di Padre Pino, indelebili nell’animà.
‘Altri, come me – prosegue il Cardinale Zuppi -, non lo hanno conosciuto personalmente, ma spiritualmente e direi anche umanamente, affettivamente, perchè sentiamo la sua esperienza di vita e di fede fraterna e personale. E’ sempre così la santità: si diffonde da sola e fa sentire amico e vicino chi la trasmette. Questa è la comunione dei santi, legame affettivo che ci unisce e supera il tempo e le distanze, generativa di vita e di amore. La Chiesa è comunione tra i suoi figli e tra la comunità del cielo e quella della terra. La voce di Padre Pino, schiva ma chiarissima, non urlata, non esibita, da innamorato di Cristo che per questo faceva innamorare del Vangelo, ci incoraggia a spenderci per il bene e richiama le nostre coscienze assopite o pavide a non abituarci o giustificare atteggiamenti e sistemi ingiusti, disumani e non cristiani. Il male lo vincono gli umili e i semplici. Padre Pino lo ha vinto anche con il sorriso, che ricorda la gentilezza indicata da Papa Francesco come il primo modo per essere fratelli tutti. Il sorriso mette a proprio agio il prossimo, fa sentire chi lo riceve accolto e libera dal sussiego e dall’alterigia chi si prende troppo sul serio invece di prende sul serio l’altrò.
‘Padre Pino con il sorriso disarmato disarmava e dava cuore a chi incontrava, creava casa. Non era un prete antimafia secondo le etichette sociali e mediatiche. Peraltro, un cristiano, se è tale, è sempre contro le mafie! Era un prete, un prete buono, un cristiano, che divorava la Parola di Dio e non si è mai stancato di spezzarla per tutti e, proprio perchè uomo di preghiera, combatteva per la libertà dei suoi ragazzi. Non condannava nessuno, ma cercava di salvare tutti come poteva, più che poteva. Non si è mai risparmiato. Amava farsi aiutare da tanti, chiedendo a ciascuno di fare un pezzo, il proprio, dando valore a questo. E lui era sempre il primo a fare la sua partè, evidenzia il cardinale Matteo Zuppi.
‘Ecco la differenza tra il protagonista e l’umile lavoratore: il primo si serve degli altri, il secondo li serve; uno brilla di luce e la tiene per sè, il secondo accende di luce il fratello e la dona a chi è nel buio – aggiunge il carfinale Zuppi -. Il primo ha sempre bisogno di farsi vedere, l’altro vuole far vedere chi non è visto, far parlare chi non è ascoltato, far conoscere la sofferenza che non trova comprensionè.
‘Le mafie, cioè il male, si vincono tutti i giorni e con un amore fedele, che educa all’amore, senza opportunismi. Nella battaglia contro il male nessuno sia lasciato solo. Penso ai presbiteri, ai religiosi, ai laici che rischiano quotidianamente; così come penso ai magistrati e alle Forze dell’ordine che tengono fede al proprio dovere di uomini e donne dello Stato, che è di tutti e per tutti. Lo fanno ordinariamente, tutti i giorni, perchè tutti i giorni siano normali la giustizia e il dirittò prosegue il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei.
‘Abbiamo proprio bisogno di Gesù per capire e scegliere – aggiunge -. Ci è davvero “necessario”. Anche noi oggi poniamo la stessa domanda del Vangelo: «Vogliamo vedere Gesù» (Gv 12,21). In realtà ogni persona la pone, spesso in modi contraddittori e indiretti, qualche volta inconsapevoli. Significa: «Voglio vedere Dio con noi, con me; trovare la luce nel buio, accendermi di speranza nella desolazione, afferrare la vita e vincere la morte». Anche dopo anni non smettiamo di chiedere: «Dove trovo Gesù? Aiutami a vederlo! Cerco un amico vero, che mi ama per quello che sono, che non mi usa o non giudica, ma che non mi lascia solo, uno per cui desidero essere diverso!». Gesù risponde parlando di sè in modo inaspettato. Non descrive le sue personali capacità, non convince con promesse mirabolanti o soluzioni che si impongono da sole, non mostra prestazioni indiscutibili. No! Parla di sè come di un seme. «Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto» (Gv 12,24). Per capire la vita bisogna prendere quel seme, credendo che in esso già c’è tutto il frutto che ci sarà solo perdendola, generando vita in altri, regalandola, amando. Se la teniamo per noi, possederemo sì il nostro seme ma perderemo la vita!’.
‘E l’amore – sottolinea il Cardinale Zuppi – è un seme che non smette di crescere e dare frutto! Gesù sembra dire: «Mi cerchi, vuoi vedermi, vuoi conoscere me e il Padre che mi ha mandato? Cerca il chicco caduto in terra. Cerchi te stesso? Lasciati cadere in terra per amore e troverai chi sei!». Se a Palermo qualcuno vuol trovare Dio, quel Dio-Amore che Gesù ha mostrato, che non finisce e dona beatitudine, oggi lo trova nel corpo caduto in terra di Padre Pino Puglisi. Lui è il chicco di grano, caduto in terra e morto e lui, amico di Gesù, ci aiuta a non avere paura di amare sino alla fine. Il suo frutto lo viviamo anche noi oggi ed è la speranza che nelle situazioni più disperate si può sempre fare qualcosa, iniziando dalle cose piccole. Il suo frutto è un Vangelo vivo che ci fa scegliere di stare, senza pericolose titubanze che rendono vulnerabili, dalla parte della giustizia e, quindi, dei ragazzi per sottrarli alla strada, per educarli ad amare amando Gesù e rendendoli consapevoli del valore che ognuno di loro è, della bellezza nascosta in ognuno di loro, che il male però cancella.
«Chi non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede. Chi ama Dio, ami anche suo fratello» (1Gv 4,20-21). E’ l’esigente semplicità evangelica di Padre Pino: spiritualità e umanità, fede e vita, eucarestia e amore per i fratelli piccoli di Gesù, parola letta, riletta e condivisa, cura per i poveri amati fino alla finè.
‘Mi colpisce pensare che Padre Pino abbia inciso nella vita di tante persone, soprattutto dei giovani, soltanto spiegando il Padre nostro. L’aver fondato il ‘Centro di Accoglienza Padre nostrò è stato uno dei gesti evangelicamente più rivoluzionari che potesse fare. Lo possono testimoniare i suoi ragazzi, che sono ormai adulti formati, molti dei quali sono presenti quest’oggi. Padre Pino li conosceva uno ad uno. Era loro amico. Non erano per lui una categoria o dei casi, ma dei nomi e delle storie. Diceva: «Oggi alcuni pensano che l’amicizia sia una cosa da ragazzi, una esperienza poetica di gioventù, un’idea consolatoria per chi non ha cose serie da fare, o un trucco sofisticato per fare carriera e buoni affari. Al contrario l’amicizia è l’espressione di quella briciola di sacro, di etico, di spirituale presente in ciascuno di noi»’, prosegue il presidente della Cei.
‘Ecco cosa chiedono a tutti i recenti fatti di cronaca che hanno ferito anche la città di Palermo: serietà, educazione a una vita bella, più bella e appassionante di quella della strada e di quella strada che sono le pornografie digitali – aggiunge -. E soprattutto tanta comunità! Così Padre Pino ci insegna che l’amore non è possesso o fisicità senza cuore, ma è sentimento, educati da Dio che insegna agli uomini ad essere umani. Padre Pino organizzò la mostra dal titolo ‘Sì, ma verso dove?’. E’ una domanda che ci riguarda e che poniamo a tutti, in particolare ai ragazzi. «Verso l’amore gratuito, verso la fraternità e l’amicizia vera». Verso una città umana e solidale. Verso il Regno che è già in mezzo a noi e che ci attende. «Se il chicco di grano, caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore produce molto frutto». Padre Pino il tuo frutto rimane. Grazie, Beato Puglisi. Insegnaci a scrutare la Parola di Dio e il cuore degli uomini, a servire e amare fino alla fine, a sorridere al prossimo e a costruire tanti centri Padre Nostro dove i giovani possano trovare il loro valore, la bellezza che hanno dentro, formare una comunità che sia una famiglia ed essere figli e fratellì, conclude il cardinale Zuppi, che al termine della funzione religiosa si è raccolto in preghiera, insieme all’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, davanti alla tomba del beato Padre Puglisi all’interno della Cattedrale.
– foto xd8 Italpress –
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