PALERMO (ITALPRESS) – Torna in carcere il giovane, diventato maggiorenne pochi giorni fa, accusato assieme ad altri ragazzi dello stupro di gruppo ai danni di una palermitana di 19 anni, avvenuto la notte del 7 luglio a Palermo.
I Carabinieri della Compagnia Palermo Piazza Verdi hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’unico scarcerato della nota vicenda della violenza sessuale. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale per i Minorenni di Palermo.
La nuova misura cautelare scaturisce dalla richiesta della Procura presso il Tribunale per i Minorenni che, acquisendo il quadro indiziario raccolto dalle indagini dei Carabinieri, riguardante l’analisi del contenuto del cellulare sequestrato all’indagato e i profili “social”, ha formulato la richiesta di aggravamento nei confronti dell’unica persona che al momento del fatto era minorenne. L’arrestato era stato “collocato” in un centro d’accoglienza per i minori, dopo l’interrogatorio di garanzia successivo all’arresto del 18 agosto.
– foto ufficio stampa Carabinieri –
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Violenza di gruppo a Palermo, torna in carcere l’unico indagato scarcerato
Costa Crociere sostiene il “Palermo No Mafia Tour” di Addiopizzo
GENOVA (ITALPRESS) – Costa Crociere fa rotta a Palermo per sostenere il movimento antimafia Addiopizzo. Gli ospiti italiani e internazionali della compagnia italiana in arrivo ogni giovedì a Palermo a bordo della nave Costa Smeralda potranno scoprire la città in una maniera davvero unica, partecipando al “Palermo No Mafia Tour”, un tour a piedi nel centro storico di Palermo alla scoperta dei luoghi-simbolo dell’antimafia civile e della ribellione al racket. Il tour è organizzato da Addiopizzo Travel, cooperativa sociale e tour operator nato nell’ambito del movimento Addiopizzo, che propone turismo etico per dire no alla mafia.
In linea con i principi del suo “Manifesto per un turismo di valore, sostenibile e inclusivo”, Costa Crociere ha voluto scegliere per i suoi ospiti in visita a Palermo un percorso di turismo etico e responsabile, un nuovo modo di visitare la città, dove ogni tappa offre lo spunto per una riflessione sul fenomeno della mafia e sulla mobilitazione civile contro il potere mafioso. Durante la passeggiata a piedi di circa tre ore, accompagnata dal racconto di chi la città la vive quotidianamente, gli ospiti potranno conoscere Palermo nella sua vera essenza, al di là dei luoghi comuni.
L’itinerario di “Palermo No Mafia Tour” si snoda tra le vie del centro storico per mostrare una nuova immagine della città. Dopo l’accoglienza al porto, la prima tappa è il Teatro Massimo, luogo che per molti è legato all’immaginario del film “Il Padrino”. Da lì si raggiunge a piedi il Muro della Legalità, un murale di oltre 60 metri, che ritrae i volti dei caduti nella lotta contro la mafia, come Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Peppino Impastato, ma anche di personaggi della letteratura e cultura siciliane, come Andrea Cammilleri, Leonardo Sciascia e Letizia Battaglia, che sono sempre stati in prima linea nella lotta per la legalità.
Il tour prosegue poi per Piazza Beati Paoli, per raccontare del legame leggendario, ma infondato, fra la setta del romanzo di Luigi Natoli “I Beati Paoli” e Cosa nostra, passando per il celebre e pittoresco Mercato del Capo. La tappa successiva è Piazza della Memoria, con il memoriale dedicato ai magistrati uccisi dalla mafia, alle spalle del Tribunale, e poi ancora la Cattedrale, dove viene affrontata la questione dei rapporti fra Mafia e Chiesa e l’impegno antimafia di martiri come Don Pino Puglisi. Si raggiunge quindi il Municipio, per tanti anni simbolo del connubio fra mafia e politica, ma che ha vissuto anche la stagione della Primavera di Palermo.
Il tour prevede anche una pausa di consumo critico, in uno dei negozi che espongono il logo della campagna “Pago chi non paga”: sono negozi che hanno detto no al racket delle estorsioni, dichiarando pubblicamente di non voler più pagare il pizzo. In questo modo gli ospiti di Costa Smeralda potranno non solo contribuire al cambiamento, sostenendo un circuito di economia etica e libera dal pizzo, ma anche conoscere i commercianti della rete Addiopizzo e le loro storie.
– foto ufficio stampa Costa Crociere –
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Sbarco di 37 migranti a Pozzallo, denunciati tre presunti scafisti
POZZALLO (RAGUSA) (ITALPRESS) – Tre presunti scafisti di 25, 24 e 18 anni sono stati denunciati dalla Squadra mobile di Ragusa per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: secondo alcuni testimoni, sarebbero stati loro ad alternarsi nella conduzione dell’imbarcazione partita dalle coste libiche e giunta al porto di Pozzallo lo scorso 19 agosto con 37 persone a bordo. Tutti i migranti sono stati tratti in salvo dalla Capitaneria di Porto e ospitati presso l’Hotspot di Pozzallo per essere visitati, identificati e trasferiti in altri centri.
Sono in corso approfondimenti “per identificare altri probabili complici della traversata che potrebbero essere partiti in momenti diversi e da spiagge diverse, segno della presenza di più organizzazioni criminali sulle coste libiche”, spiega la polizia.
– foto ufficio stampa Polizia –
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Palermo, Carta “Più controllo del territorio, sinergia con Prefettura”
PALERMO (ITALPRESS) – La sicurezza della città, reale e percepita, è una delle priorità dell’Amministrazione Comunale di Palermo, che va realizzata attraverso azioni di prevenzione, contrasto e sanzione, oltre che azioni complesse che agiscano sul piano sociale, culturale ed economico. E’ quanto spiega in una nota, l’assessore comunale all’Urbanistica e alla Mobilità Sostenibile, Marizio Carta. “Per quanto attiene alle azioni di polizia amministrativa, stradale e urbana, negli ultimi mesi sono state intensificate le attività della Polizia Municipale in collaborazione con le altre forse dell’ordine e sotto la regia della Prefettura – spiega l’assessore -. In particolare si sintetizzano le azioni già messe in campo e che saranno ulteriormente potenziate nei prossimi giorni a seguito della violenza sessuale sulla giovane donna perpetrata nei giorni scorsi e che sconvolto la nostra comunità per l’efferata violenza e l’assenza di umanità e più in generale per il contrasto alla mala movida che spesso diventa l’innesco per comportamenti violenti e predatori”. Tra le azioni previste, il potenziamento dei servizi settimanali interforze nelle piazze della mala movida (nell’ultimo anno sono stati effettuati dalla Polizia Municipale in sinergia con le altre forze dell’ordine più di 200 interventi con conseguenti sanzioni e provvedimenti di chiusura degli esercizi non in regola), l’elaborazione di progetti specifici per aumentare la presenza della Polizia Municipale nelle aree a più alta concentrazione di attività notturne, con particolare attenzione al centro storico e, nei mesi estivi, alle borgate marinare; la regolamentazione comunale della movida per regolare gli orari e i luoghi, attraverso la redazione di un regolamento redatto in collaborazione con la Prefettura e la Questura per individuare le più efficaci modalità di prevenzione, contrasto, controllo e sanzione dei comportamenti tendenti a turbare l’ordine pubblico e il benessere della cittadinanza; il afforzamento dei presidi di sicurezza negli ospedali cittadini a protezione del prezioso lavoro degli operatori sanitari; azioni di controllo dinamico delle stazioni ferroviarie e delle aree limitrofe e di contrasto ad alto impatto dello spaccio di stupefacenti, sia attraverso servizi permanenti o dinamici, sia attraverso azioni di polizia con conseguenti arresti, sia attraverso azioni di prevenzione e ausilio psicologico e sanitario con il contribuito economico del Comune di Palermo e la collaborazione dell’Asp. E ancora, l’attuazione del Masterplan per la videosorveglianza con in programma, grazie alla SISPI, una immissione di intelligenza artificiale per la prevenzione dei crimini e dei comportamenti illeciti, in modo da aumentare la capacità di previsione, valutazione preventiva, controllo remoto e analisi statistica dei comportamenti della popolazione e azioni di rigenerazione urbana integrata con il controllo del territorio, la sicurezza delle persone, la regolamentazione degli usi commerciali, attraverso interventi pilota su alcune aree che mirano a riprendere il controllo del territorio e la prevenzione del crimine attraverso interventi sulla qualità e sicurezza dello spazio pubblico, anche con il coinvolgimento delle associazioni d’arma, della protezione civile, delle associazioni di categoria e dei comitati civici. “Naturalmente, queste azioni non bastano a impedire che accadano i drammatici fatti che in questi giorni hanno sconvolto la nostra comunità, ma concorrono, insieme ad altre azioni che saranno messe in campo con la Prefettura, a mitigare i rischi, a ridurre le condizioni di pericolo e a riprendere il controllo del territorio in maniera più efficace. Altre azioni, su più campi, anche educativi e socio-assistenziali, dovranno essere messe in campo sia da parte del Comune di Palermo che da parte degli altri attori coinvolti nella sicurezza e qualità della vita a Palermo” conclude Carta.(ITALPRESS).
Foto: Archivio Italpress
Schifani “Fi diventi forza plurale. Bene Meloni, mi rappresenta”
MILANO (ITALPRESS) – Non sono candidato alla leadership di Forza Italia e voterò per Antonio Tajani, ma bisogna fare in modo che il partito da leaderistico diventi pluralistico. Lo ha detto il presidente della Regione Sicilia, e storico esponente di Fi, intervistato da “Il Giornale” in edicola oggi. “Fermo restando che il simbolo di Forza Italia e il nome di Berlusconi per noi sono irrinunciabili. C’è però una vasta area popolata da persone
che fanno riferimento diretto al Partito popolare europeo. Ed è lì in quell’area che dobbiamo cercare nuove aggregazioni” aggiunge. Per l’Azzurro bisogna dare seguito “all’ultima ambizione di Silvio Berlusconi sul Partito repubblicano. Fino a pochi giorni prima della sua scomparsa parlava con entusiasmo dell’aggrega zione di altri soggetti dell’area liberale e moderata per un nuovo e più ampio movimento – aggiunge -. Io preferisco muovermi secondo quello che è sempre stato il desiderio di Berlusconi: aggregare e mai dividere. Lo stesso Berlusconi anteponeva la creazione di un’area liberale, riformista e moderata agli egoismi personali e soggettivi. Ora dobbiamo mettere in pratica quel progetto e quella visione di società rinnovandoci in una logica di perimetro”. “Il partito repubblicano pensato da Berlusconi era appunto l’aggregazione del centro moderato e la destra italiana responsabile. Quindi non estre mista o xenofoba” dice ancora il governatore della Sicilia. Schifani punta anche ad un maggior peso dei moderati all’interno del centrodestra: “L’errore storico dell’area moderata e centrista, alternativa alla sinistra, è stata la sua parcellizzazione, con l’eccezione però di Forza Italia che ne ha costituito e costituisce il grande corpo principale”. “Parto dalla Sicilia, come è naturale, ma guardo anche altrove – aggiunge Schifani -. Penso quindi al movimento di Raffaele Lombardo, con il suo movimento dell’autonomia, e all’area che fa riferimento a Totò Cuffaro. Bisogna però cambiare passo”. Non pensa invece a Renzi il governatore siciliano: “A unirci è soltanto l’essere entrambi paladini del garantismo. Tutto qui. Renzi è stato segretario del Pd. E il suo campo di manovra (anche a livello europeo, dove non siede certo tra i popolari europei) è ben diverso dal nostro. Italia Viva poi è ridotta al lumicino e non mi pare che Renzi sia in grado di espandere il consenso. Comunque non è una questione di singoli ma di movimenti”. Infine, un elogio a Giorgia Meloni: “La leadership di Giorgia Meloni è salda. Lei sa mediare molto bene tra la propria convinzione politica e le esigenze di Stato. Seppur giovane è completa e brilla anche a livello internazionale. Da lei mi sento pienamente rappresentato sia come cittadino che come presidente della Regione Sicilia”.(ITALPRESS).
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Palermo, la giunta comunale ha approvato il rendiconto di gestione 2022
PALERMO (ITALPRESS) – “Il mio ringraziamento al vicesindaco e assessore al Bilancio Carolina Varchi e alla giunta comunale che, con grande senso di responsabilità, oggi ha deliberato in anticipo rispetto a quanto programmato il Rendiconto di gestione 2022 con tutti i pareri tecnici e contabili favorevoli”. Così, in una nota, il sindaco di Palermo Roberto Lagalla. “Si tratta dell’ultima tappa di un lungo percorso che questa amministrazione ha compiuto in poco più di un anno per rimettere ordine ai conti del Comune – sottolinea il primo cittadino -. Sono convinto che lo stesso spirito di responsabilità intrapreso dalla giunta sarà mostrato anche dal Consiglio comunale, dato che l’approvazione in Aula del documento rappresenterà l’ultimo passaggio che, dopo anni di stallo, permetterà finalmente all’Ente di spendere, investire e di assumere per rinforzare gli uffici e rimettere in moto la macchina comunale”.
“Il Rendiconto 2022 segna il definitivo passaggio contabile tra la vecchia e l’attuale amministrazione – dice il vicesindaco e assessore al Bilancio, Carolina Varchi -. Il senso di questa delibera risiede negli sforzi di questa amministrazione di rimettere i conti del Comune in ordine. Questo atto, oltre a certificare di aver rimesso definitivamente a posto i conti del Comune arriva grazie alla regia del sindaco e all’immane impegno degli uffici della Ragioneria generale. Il Comune allontana così definitivamente lo spettro del dissesto. Il pilastro dell’Ente sono le entrate e, a questo proposito, l’altra delibera approvata oggi e propedeutica al Rendiconto 2022, ha riguardato l’accertamento dei residui che, tra le varie voci, fa registrare un incremento dell’1% nel 2022 (l’obiettivo nel Patto con lo Stato era dello 0,5%), mentre sono raddoppiate le entrate extratributarie rispetto al 2021, quando sono state di circa 12 milioni. Lo sforzo di approvare in un solo anno tutti i bilanci mancanti non è immediatamente percepito dai cittadini ma è la chiave per garantire i servizi che la città attende: riparte la spesa, ripartono gli investimenti e si sbloccano le assunzioni”, conclude.
– Foto: Agenzia Fotogramma –
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Arnas Garibaldi Catania, prelievo multiorgano da donatore a cuore fermo
CATANIA (ITALPRESS) – E’ stato eseguito un prelievo multiorgano da donatore deceduto per arresto cardiaco (DCD, Donation After Cardiac Death) presso la Rianimazione Centro dell’ARNAS Garibaldi di Catania. E’ stato possibile, si legge in una nota, “grazie alla generosità di un paziente ricoverato in gravissime condizioni cliniche, che in vita, aveva manifestato la volontà di non essere soggetto a nessun trattamento terapeutico forzato, in caso si fosse trovato in condizioni gravissime con lesioni cerebrali irreversibili, ‘limitare i trattamenti intensivi che abbiano come unica conseguenza il prolungamento del morire non è soltanto lecito, ma costituisce un dovere deontologico e giuridicò (articolo 2 L.219/17)”.
Accogliendo la sua volontà e le richieste dei familiari, è stato possibile eseguire la donazione degli organi a cuore fermo consentendo il trapianto di fegato e cornee. Normalmente la donazione viene effettuata da donatore in morte encefalica, quindi a cuore ancora battente. In questo caso, invece, il cuore del donatore era fermo, ed è stato fondamentale garantire la funzionalità degli organi prelevati, grazie ad un’accurata gestione del donatore, puntando a limitare il danno ischemico, utilizzando assistenza cardiocircolatoria extracorporea (ECMO), immediatamente applicata dopo l’accertamento di morte cardiaca, sottolinea la nota. Modalità donativa che non richiede riferimenti legislativi o etici differenti rispetto alle leggi esistenti che regolano l’accertamento di decesso del paziente con criteri neurologici.
“All’estero, il prelievo di organi a cuore fermo – dichiara Giorgio Battaglia, Coordinatore del CRT – Centro Regionale Trapianti Sicilia – è una prassi molto diffusa, mentre in Italia è praticata, ancora, solamente in alcune Regioni virtuose, con centri dotati di competenze e tecnologia adeguate alla complessità della procedura. Una di queste è la nostra Regione, che allineandosi alle altre Regioni, ha attuato un programma DCD che ha permesso di aumentare il pool di organi disponibili”.
“Tale processo di donazione – spiega Fabrizio De Nicola, Direttore Generale dell’Arnas Garibaldi di Catania – quale procedura clinico chirurgica di alta complessità, è consolidata presso l’ARNAS, quinta donazione in meno di due anni, tale da collocarla quale Azienda capofila e centro di riferimento DCD, in Regione, grazie alla puntuale organizzazione della Direzione strategica, e collaborazione con ISMETT di Palermo e il dottore Gaetano Burgio, referente regionale DCD”.
“Il caso di questo paziente – affermano Gaetano Burgio, referente regionale DCD e Daniela Di Stefano, primario dell’Unità di Anestesia e Rianimazione del PO Centro – ha rappresentato una situazione di alta complessità durata due settimane che ha coinvolto il team della terapia intensiva della UOC della Anestesia e Rianimazione del PO Centro e che ha dimostrato di erogare una elevata qualità di cura; una terapia intensiva capace di prendersi cura del paziente anche quando non ci sono margini di miglioramento terapeutico e soprattutto di non mortificare la dignità del paziente e della sua famiglia”.
“Un processo di lavoro ‘in squadrà complesso – dice Ilenia Bonanno, coordinatore locale dell’Azienda Arnas Garibaldi – che ha coinvolto: la Direzione Generale, la Direzione Sanitaria Aziendale, DMPO, l’Unità di Rianimazione con tutti gli operatori sanitari medici e infermieri, l’Unità di Neurologia, l’Unità di Radiologia, l’Unità di Cardiologia, l’Unità di Oculistica, l’ECMO team regionale di riferimento ISMETT, i tecnici perfusionisti, il personale di sala operatoria, l’equipe chirurgiche, il personale sanitario del coordinamento locale aziendale ARNAS donazione organi e tessuti”.
“Ringrazio il grande lavoro svolto dagli infermieri del CRT Operativo – conclude Battaglia – che hanno coordinato tutta l’attività con il supporto del dottore Antonio Scafidi, del dottore Vincenzo Mazzarese e della dottoressa Ilenia Bonanno, coordinatore locale aziendale ARNAS Garibaldi. Ringrazio inoltre, l’equipe medica, rianimatori, chirurghi e infermieri dell’ARNAS per il lavoro svolto con grande professionalità, e l’Assessorato alla Salute per il supporto continuo che da alla Rete Trapianti siciliana”.
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In barca a vela con 700 chili di cocaina al largo delle Canarie, 4 arresti
ROMA (ITALPRESS) – Un carico di 700 chili di cocaina, proveniente dal Sud America, è stato rinvenuto e sequestrato a bordo di un’imbarcazione oggetto di convergenti indagini da parte della DIA e della Guardia Civil Spagnola. Nell’operazione sono stati tratti in arresto due cittadini italiani, un cittadino croato e un serbo. Sui due italiani e sul croato, in particolare, da tempo si erano concentrate le attenzioni della Direzione Investigativa Antimafia, nell’ambito di attività di indagine condotta sotto la direzione della Procura presso il Tribunale di Palermo – Direzione Distrettuale Antimafia che già nel novembre 2022 aveva portato alla localizzazione e cattura, in Turchia, di un latitante ricercato dal 2018 in quanto colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Reggio Calabria nell’ambito dell’operazione “Pollino – European ‘ndrangheta connection”, e condannato in primo grado alla pena di 22 anni e 8 mesi di reclusione per il reato di traffico internazionale di sostanze stupefacenti.
Le indagini hanno consentito l’individuazione dell’imbarcazione a vela “Rossio” battente bandiera polacca, di proprietà di uno dei cittadini italiani arrestati, quale possibile vettore di ingenti quantitativi di stupefacente sulla rotta atlantica, in convergenza con le contestuali indagini condotte dall’U.C.O. della Guardia Civil spagnola, dalla polizia croata e da quella serba.
Per tale motivo, al termine di uno scambio informativo avviato per il tramite della Direzione Centrale Servizi Antidroga sul canale di cooperazione internazionale sotto egida EUROPOL, e avvalendosi degli strumenti messi a disposizione dalla rete antimafia @ON, sul conto dell’imbarcazione è stata richiesta congiuntamente, dalla DIA e dalla Guardia Civil spagnola, l’iscrizione di un alert di controllo presso il Maritime Analysis and Operations Centre (Narcotics) di Lisbona.
Il 5 agosto scorso, a circa 500 miglia nautiche nord ovest dalle isole Canarie, l’Unità Operativa Centrale della Guardia Civil, collaborata dalle unità di intervento speciali, del servizio marittimo e del servizio aereo, in costante coordinamento – da parte di EUROPOL – con i collaterali organi investigativi italiano, croato e serbo, procedeva quindi all’abbordaggio del natante, sul quale sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro 700 chilogrammi di cocaina, traendo in arresto i due cittadini italiani che si trovavano a bordo dell’imbarcazione, mentre il serbo e il croato controllavano le operazioni da terra a Las Palmas di Gran Canaria, dove sono stati arrestati.
Le indagini proseguono congiuntamente, in Spagna, Italia, Croazia e Serbia, sotto il coordinamento delle rispettive autorità giudiziarie e in costante raccordo operativo da parte di EUROPOL, per accertare ulteriori responsabilità in ordine alla provenienza e alla destinazione finale dell’ingente carico di stupefacenti.
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