PALERMO (ITALPRESS) – Furti, danneggiamenti e aggressioni al Policlinico di Palermo. Da fine maggio presso l’Azienda ospedaliera universitaria si susseguono episodi delinquenziali: gli ultimi in ordine di tempo lo scorso fine settimana. Lo rende noto il Commissario del Policlinico, Maurizio Montalbano. “Evidentemente si tratta di soggetti che conoscono bene i luoghi – sottolinea – e sanno come muoversi. Gli episodi registrati negli ultimi mesi pongono un problema di sicurezza pubblica. Ho dato incarico all’ufficio legale di preparare immediatamente un esposto da inviare alla Procura della Repubblica, e stiamo predisponendo una serie di provvedimenti interni e modifiche al sistema di vigilanza. Voglio al contempo sottolineare alla coscienza sociale di tutti che l’ospedale è patrimonio della comunità, dunque piuttosto che da depredare è da salvaguardare”.
Venerdì mattina al pronto soccorso, che non era presidiato dalla polizia, gli agenti della sicurezza interna hanno notato un individuo che si era intrufolato, senza essersi registrato al triage e dunque senza alcun bisogno di assistenza medica, tra gli utenti in attesa. Dopo averlo accompagnato fuori, l’uomo ha minacciato gli agenti con un coltello. Immediatamente è partita la chiamata al 112 e sono intervenuti i carabinieri.
Trascorse 24 ore, sabato notte sono stati presi di mira l’istituto di ginecologia e il centralino. In ginecologia i malviventi, entrati da una porta del seminterrato, hanno forzato gli armadietti negli spogliatoi degli infermieri, senza portare via nulla, quindi si sono spostati presso i vicini locali del centralino, dove vi sono operatori 24 ore su 24, provando a forzare la porta d’ingresso. I centralinisti hanno subito dato l’allarme, segnalando alla ronda di turno di avere visto uno scassinatore allontanarsi verso la ferrovia.
Nelle settimane precedenti, nell’istituto di Anatomia patologica sono stati rubati due computer, contenenti dati sensibili, e attrezzature didattico-sanitarie, e nel seminterrato del plesso di Urologia, presso l’ambulatorio di dialisi, nonostante la presenza di un portiere, è stato rubato un defibrillatore.
Ancora, qualche giorno prima, due ladri si sono introdotti all’interno della UOC di Medicina Trasfusionale, scardinando la porta tra l’area produzione emocomponenti e l’area donatori, e hanno portato via la cassetta dei soldi dei distributori di caffè. Il personale in servizio ha provveduto ad allertare il servizio di vigilanza interna e successivamente sono intervenuti gli agenti di polizia scientifica. Fortunatamente nessun danno è stato arrecato al personale di turno, seppur comprensibilmente scosso dall’accaduto. In questa circostanza gli agenti della vigilanza sono riusciti a fare un identikit dei ladri che hanno fatto in tempo a fuggire.
foto ufficio stampa Policlinico di Palermo
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Raid e aggressioni al Policlinico di Palermo, Montalbano “Allarme sicurezza”
Aeroporto Palermo, assemblea dei soci Gesap approva bilancio con 8,5 milioni di utile
PALERMO (ITALPRESS) – L’assemblea dei soci di Gesap, la società di gestione dell’aeroporto internazionale “Falcone Borsellino” di Palermo ha approvato oggi il bilancio di esercizio del 2022 che si chiude con un risultato netto positivo di 8,5 milioni di euro e un margine operativo di oltre 14,2 milioni.
“Dall’analisi dei dati di bilancio, consuntivi al 2022, ma soprattutto quelli riferiti al trend di crescita del 2023 – dice Carolina Varchi, vicesindaco del Comune di Palermo – si evidenzia la straordinaria potenzialità di crescita soprattutto in vista della predisposizione del nuovo Piano quadriennale degli Investimenti 2024/2027, che dovrà essere rivolto ancor di più alla valorizzazione della struttura aeroportuale nel suo complesso”.
L’Ebitda tocca 20.920.343, superiore di 800 mila euro sul 2021.
“Tali somme, unitamente ad altre risorse già generate, costituiranno le basi su cui ultimare gli investimenti in corso – dice Salvatore Burrafato, presidente di Gesap – completando l’attuale piano delle infrastrutture 2020/23, che porta con sè un significativo ritardo. Infatti, nel corso del 2023, dovranno essere completati lavori per circa 45 milioni di cui dodici riferibili all’esercizio 2022. Il management, inoltre, ha le idee chiare su come affrontare i futuri piani di investimenti e le relative problematiche finanziarie – conclude Burrafato – le nuove sfide che l’intero consiglio di amministrazione di Gesap intende raccogliere saranno il frutto di una corretta programmazione e di una visione generale mirata allo sviluppo e alla crescita”.
foto ufficio stampa Gesap
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In Sicilia le riprese del nuovo film di Alessandro Siani
ROMA (ITALPRESS) – Sono in corso in Sicilia le riprese del nuovo film di Alessandro Siani “Succede anche nelle migliori famiglie” una produzione Italian International Film (Gruppo Lucisano) con Rai Cinema prodotto da Fulvio e Federica Lucisano.
Alessandro Siani, anche autore del soggetto e della sceneggiatura insieme a Fabio Bonifacci, è Davide Di Rienzo, la persona meno realizzata di una famiglia all’apparenza perfetta. La morte del padre, eccellente professionista e modello inarrivabile, sconvolge gli equilibri e le certezze di tutti: di Davide, di mamma Lina e dei fratelli Renzo e Isabella. Ma con i Di Rienzo i drammi fanno ridere e le tragedie familiari diventano una scatenata commedia, con un imprevisto da risolvere. Tanti colpi di scena e segreti svelati saranno per Davide, da sempre pecora nera della famiglia, l’occasione per dimostrarsi il più sincero e talentuoso di tutti. La commedia, che sarà nelle sale il 1° gennaio 2024 distribuita da 01 Distribution, è interpretata da Alessandro Siani, Cristiana Capotondi, Dino Abbrescia, Antonio Catania, Anna Galiena, Euridice Axen e Sergio Friscia.
-foto ufficio stampa Punto e Virgola –
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Il premio “Genius Panormi” al maestro Nicola Fiasconaro
PALERMO (ITALPRESS) – Il Rotary e-Club Distretto 2110 si è riunito, a Castelbuono, per l’insediamento del nuovo presidente Alberto Firenze, docente universitario presso l’Università di Palermo e commissario straordinario dell’Ospedale Papardo di Messina. Alberto Firenze succede a Giuseppe Pulvirenti.
“Come primo atto della sua attività filantropica nella direzione della valorizzazione delle esperienze imprenditoriali siciliane – si legge in una nota -, il professore Alberto Firenze, nell’ambito della giornata a Castelbuono, ha proceduto alla consegna del premio ‘Genius Panormì, per l’anno 2023, al maestro Nicola Fiasconaro, imprenditore siciliano di successo del settore dolciario che insieme ai suoi familiari è riuscito a creare sulle Madonie un’eccellenza per qualità che esporta ormai in tutto il mondo e che dà lavoro a 200 dipendenti puntando su ingredienti siciliani di grande qualità”.
Durante la consegna del premio Alberto Firenze ha sottolineato che “il premio assegnato a Nicola Fiasconaro, vuole essere un riconoscimento al suo essere instancabile testimonial della qualità italiana e siciliana nel mondo; non a caso – ha proseguito Alberto Firenze – nell’anno 2020 Nicola Fiasconaro è stato insignito dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella del titolo di Cavaliere del Lavoro. Un esempio quello dell’Azienda Fiasconaro che va raccontato affinchè possa essere emulato dai giovani che vogliono fare impresa nell’Isola”.
Nicola Fiasconaro ha evidenziato che “dalla scuola frequentata da giovane a Rossano Boscolo ho appreso le migliori tecniche di produzione del panettone che ho declinato con la desinenza della qualità siciliana: mandorle di Avola, arance, canditi senza solfiti, manna. Il risultato – ha aggiunto il maestro Nicola Fiasconaro – è un panettone siciliano che piace a tutti: anche ai pontefici o a personaggi come Bruce Springsteen. La formazione ricevuta con cuore e passione dal maestro Teresio Busnelli, concentrato di sapienza nel settore della pasticceria da forno e di umiltà è stato il timone nella mia esperienza professionale e ciò che consiglio a tutti i giovani che voglio fare impresa di unire sempre lo studio e la ricerca, nonchè il contatto con le eccellenze del settore per trarre ispirazione ed energia in favore del proprio progetto”.
IoStudionews.it è stato mediapartner dell’evento.
foto ufficio stampa Rotary e-Club Distretto 2110
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Il Comune di Palermo approva il bilancio di Amg Energia, utile di 673 mila euro
PALERMO (ITALPRESS) – AMG Energia, utility pubblica a totale partecipazione del Comune di Palermo ed Energy Service Company (ESCo), chiude il bilancio 2022 con un utile di esercizio di oltre 673 mila euro.
Il bilancio è stato approvato dal socio unico Comune di Palermo. Alla seduta dell’assemblea ha preso parte, su delega del sindaco, il vicesindaco Maria Carolina Varchi, alla quale fa capo il controllo analogo delle società partecipate, il presidente di AMG Energia Spa, Francesco Scoma e i componenti del Consiglio di Amministrazione, Lucia Alfieri vicepresidente e Antonino Iacono consigliere.
Il bilancio della società, che si occupa di distribuzione metano, pubblica illuminazione ed energia, si è chiuso al 31 dicembre 2022 con un risultato d’esercizio prima delle imposte di 899.088 euro e dopo le imposte di 673.486 euro.
“AMG Energia si conferma una società solida e sana – sottolinea il vicesindaco Carolina Varchi – L’approvazione del bilancio è una tappa fondamentale di un percorso che AMG Energia sta facendo assieme all’amministrazione comunale e ne segna un’ulteriore accelerazione”.
“E’ un nuovo inizio, un punto di partenza – aggiunge Francesco Scoma, presidente del Cda di AMG Energia che si è insediato ad aprile di quest’anno – Il risultato conferma la buona salute della società. Questo Cda è impegnato a dare all’azienda un nuovo orizzonte ed una prospettiva di rilancio lavorando in stretta e fruttuosa collaborazione con l’amministrazione comunale. Guardiamo con fiducia a scenari futuri in chiave di transizione energetica, con un ruolo da protagonista per AMG Energia”.
foto ufficio stampa AMG Energia, da sinistra il presidente di AMG Energia Francesco Scoma, il vicesindaco Carolina Varchi, il vicepresidente di AMG Lucia Alfieri ed il consigliere Antonino Iacono.
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Colpo alla mafia a Palermo, tra i 18 arrestati anche un notaio e un commercialista
PALERMO (ITALPRESS) – La polizia di Stato, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia, ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 18 indagati (di cui 16 in carcere e 2 agli arresti domiciliari), ritenuti a vario titolo responsabili di associazione di tipo mafioso, estorsione con l’aggravante del metodo mafioso, concorso in associazione di stampo mafioso, detenzione di arma comune da sparo. L’indagine avviata dalla Polizia di Stato e coordinata dalla Dda ha consentito di definire l’organigramma della famiglia mafiosa di Resuttana, a Palermo. Le attuali indagini, condotte dalla squadra mobile e dalla sezione investigativa dello Sco, avrebbero permesso di individuare gli odierni indagati, in qualità di indiziati, come organici al mandamento mafioso, consentendo, altresì, di raccogliere gravi elementi di colpevolezza sui loro rispettivi ruoli e contributi all’interno dell’organizzazione mafiosa nonchè sugli attuali assetti della suddetta consorteria criminale.
In tale contesto il quadro probatorio, accolto dal Giudice per le Indagini Preliminari, ha riconosciuto i ruoli apicali assunti nel mandamento da alcuni indagati, nonchè i sodali operativi nella riscossione del pizzo. Le acquisizioni investigative hanno delineato un quadro indiziario, accolto dal gip di Palermo, in cui gli odierni destinatari dei provvedimenti di cattura sarebbero ritenuti coinvolti “nella gestione di attività criminali esercitate all’interno del mandamento, con particolare riferimento alla deprecabile azione della riscossione del pizzo in danno di esercenti di attività commerciali ed imprenditori di zona, nonchè il controllo e la gestione dei servizi funerari presso l’ospedale di Villa Sofia di Palermo; attività illecite che rappresentano per la famiglia mafiosa di Resuttana fonte primaria di guadagno”. In tale ambito è stata richiamata nel provvedimento del gip la costante pressione del fenomeno estorsivo, che si rivela ancora una volta uno strumento indispensabile utilizzato da cosa nostra per mantenere il controllo del territorio di riferimento e garantirsi il sostentamento dell’organizzazione e delle famiglie dei detenuti.
Tale forma di depredamento si ritiene esercitata, secondo quanto accertato dagli investigatori, mediante diverse condotte, come la cosiddetta “messa a posto”, consistente nell’esborso di una somma di denaro da far confluire nella “baciliedda” a disposizione della cosca, nonchè nel recupero dei crediti vantati da soggetti vicini alla “famiglia”. Tali forme di “pressione” sono risultate molto diffuse, se si considera che il territorio in cui ricade il mandamento investigato è tra quelli in cui vi è maggiore incidenza di attività produttive in città. Come riscontrato nel provvedimento cautelare del gip la gestione della pressione estorsiva avrebbe creato anche delle fibrillazioni tra i due mandamenti confinanti, Resuttana e San Lorenzo, definite nel corso di una riunione chiarificatrice tra i rappresentanti delle due famiglie.
Il quadro indiziario, riconosciuto dal Giudice per le Indagini Preliminari, ha dimostrato il capillare controllo del territorio esercitato dal sodalizio criminale anche attraverso la contiguità con alcuni professionisti di settore o appartenenti al locale mondo imprenditoriale. Infatti, tra i destinatari del provvedimento restrittivo, in qualità di indiziati, figurano alcuni insospettabili, appartenenti alla cosiddetta “zona grigia” ed espressione delle contiguità tra professionisti locali, medi e piccoli imprenditori ed esponenti, anche apicali, del sodalizio criminale investigato. In qualità di indiziati emergono le figure di un commercialista, gravemente indiziato di associazione di stampo mafioso in qualità di consigliere economico del capo mandamento; di un notaio, sospettato di concorso in tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso; di un imprenditore edile, sospettato di concorso in tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso; di un imprenditore attivo nel settore della vendita di calzature, sospettato di concorso in associazione di stampo mafioso ed estorsione aggravata dal metodo mafioso ed infine un imprenditore attivo nel settore della locale ristorazione, ritenuto gravemente indiziato di associazione di stampo mafioso.
Oltre ai provvedimenti cautelari personali, la Squadra mobile e la locale sezione investigativa dello Sco sono state delegate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo ad eseguire il sequestro preventivo di due società che gestiscono una nota catena di esercizi commerciali con insegna “Antica polleria Savoca”. Un provvedimento, sottolineano gli investigatori, “suffragato dal documentato controllo da parte del sodalizio criminale delle attività economiche con forme di penetrazione tale da poter rientrare nella nozione di ‘impresa mafiosà”. L’odierno provvedimento, emesso dal gip di Palermo, si basa sui gravi indizi di colpevolezza e su un quadro indiziario emerso nel corso delle indagini, significando che le piene responsabilità penali per i fatti indicati saranno accertate in sede di giudizio. Per le delicate fasi dell’operazione l’attività esecutiva è supportata dai reparti speciali della Polizia di Stato tramite equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine, dell’unità cinofila e di un elicottero.
“L’operazione di polizia che stamani ha portato all’esecuzione di 18 misure cautelari, ha disarticolato il mandamento mafioso di Resuttana, decapitandolo del suo reggente e di altri uomini d’onore che ne costituivano figure di spicco nella gestione di sistematiche attività di estorsione ai danni di imprenditori di ogni ambito – ha detto il questore Leopoldo Laricchia -. Ma l’aspetto più rilevante consiste nell’aver portato alla luce la collaborazione alle attività criminali di professionisti, la c.d. borghesia mafiosa, che non ha esitato a mettere a disposizione le proprie competenze a vantaggio di cosa nostra. Ulteriore infiltrazione nell’economia si è realizzata mediante imprenditori della ristorazione che hanno a tutti gli effetti costituito una vera e propria impresa mafiosa insieme con il reggente del mandamento, con grave alterazione della concorrenza e della libertà di iniziativa economica. Questa operazione purtroppo fa emergere come, contrariamente al discorso pubblico ufficiale, una parte del mondo delle professioni e dell’impresa sia permeabile ai facili guadagni conseguiti attraverso l’utilizzo della forza intimidatrice della mafia”, ha concluso.
foto ufficio stampa Polizia di Stato
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Sondaggi, cresce il consenso per Schifani dopo le elezioni
ROMA (ITALPRESS) – Il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani ha registrato una crescita di preferenze del +8,9% dopo la sua elezione. E’ quanto emerge dalla “Governance Poll delle Regioni” de “Il Sole 24 Ore”, il sondaggio sul consenso dei governatori di Regione e dei sindaci dei Comuni capoluogo.
I presidenti di regione che hanno registrato il maggiore aumento sono Bonaccini (+17,6%) e Schifani.
A guidare la classifica degli amministratori locali più popolari in Italia, rispettivamente col 69% e il 65%, sono il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini e il sindaco di Milano Giuseppe Sala.
-foto: Agenzia Fotogramma-
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Fi, Schifani “Tajani candidato naturale”
ROMA (ITALPRESS) – Antonio Tajani “per la sua storia (tra l’altro cofondatore del partito nel ’94), per la sua autorevolezza anche in Europa, e per il ruolo di coordinatore al quale negli ultimi anni lo ha destinato lo stesso Berlusconi, è il candidato naturale al ruolo. Per quanto mi riguarda non vedo altre ipotesi anche se in democrazia le regole sono sacre e saranno rispettate». Lo dice il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, in un’intervista al Giornale, in vista del Consiglio nazionale di Forza Italia convocato il 15 luglio che eleggerà il nuovo presidente. Tra le priorità da affrontare: “il rispetto delle procedure che Antonio Tajani sta portando avanti con grande e condiviso rigore. E con trasparenza. E poi la linea politica, che comunque si conferma coerente in queste ultime settimane con quella del presidente Berlusconi”.
“E’ la prima volta che siamo chiamati a decisioni collettive – aggiunge Schifani – Finora ci siamo sempre riconosciuti nel nostro leader al quale abbiamo rispettosamente riconosciuto l’ultima parola. Ed è stato sempre un bene. Oggi siamo chiamati a un cambio di passo. Ed è ovvio che ora le sensibilità differenti possono emergere di più. Però siamo chiamati alla responsabilità di garantire la continuità e a darci degli obiettivi».
Per Schifani l’obiettivo primario è “l’unità. Che non significa appiattimento sul monopensiero. Ma confrontarsi per poi trovare la sintesi». A proposito di Berlusconi, Schifani dice di aver “imparato molto dal presidente negli anni in cui ero capogruppo al Senato. Lui ci ha insegnato l’arte dell’ascolto. È stato un grande maestro per me. Mi ha insegnato ad ascoltare tutti, per poi fermarsi a riflettere e quindi decidere». In merito al Sud per Schifani è importante “chiedere che il Paese non vada a due velocità. D’altronde i temi del Sud sono già presenti nel documento che si discuterà il 15”.
– foto: Agenzia Fotogramma –
(ITALPRESS).












