PALERMO (ITALPRESS) – “Sono molto contenta di essere qui al Don Bosco perchè parlare ai ragazzi è uno dei modi per creare delle generazioni piu consapevoli. I ragazzi sono la nostra forza. Cercherò di convincerli che il nuovo approccio che dobbiamo avere alla salute è quello di una salute circolare, nella quale si rispetta non solo la salute delle persone ma anche del sistema nel quale viviamo per un futuro più sostenibile”. Lo ha detto la virologa Ilaria Capua, nel corso della cerimonia che si è tenuta al teatro dell’Istituto Don Bosco, a Palermo, dove il professore Adelfio Elio Cardinale, presidente della SISM – Società Italiana di Storia della Medicina, una delle associazioni scientifico-culturali più antiche d’Italia, le ha consegnato il diploma di “Socio Onorario”. Presenti studenti, professori e genitori degli alunni, oltre al direttore del Don Bosco, Don Domenico Saraniti, il Preside del Don Bosco, Nicola Filippone, il sindaco Roberto Lagalla e l’assessore regionale alla Salute, Giovanna Volo.
“La professoressa Ilaria Capua – ha sottolineato il presidente della Società Italiana di Storia della Medicina, Adelfio Elio Cardinale – è una delle voci più autorevoli della virologia internazionale. Per oltre trent’anni, ha diretto importanti gruppi di ricerca nel campo delle malattie trasmissibili dagli animali. Ha sviluppato il concetto di Salute Circolare, che è una naturale espansione del concetto ‘One Health’. Un approccio integrato che promuove la salute degli esseri umani, degli animali, delle piante dell’ambiente, che riconosce la necessità di uno sforzo di convergenza maggiore tra le discipline”.
E sulla motivazione della partnership, il presidente della Società Italiana di Storia della Medicina, Adelfio Elio Cardinale, ha aggiunto: “Ilaria Capua ha acquisito prestigio per la promozione del libero accesso ai dati riguardanti le sequenze genetiche dei virus influenzali e fama internazionale. Per i suoi meriti nel campo della biologia delle malattie infettive, Ilaria Capua si iscrive tra i protagonisti nella storia delle lotte alle pandemie”.
“E’ importante – ha dichiarato il sindaco Roberto Lagalla – l’attenzione che la Società italiana della Storia della Medicina e il suo presidente, il professor Adelfio Elio Cardinale, hanno rivolto alla professoressa Ilaria Capua, una delle protagoniste della grande sfida epidemiologica che stiamo vivendo, e sono orgoglioso che questa grande attenzione parta da Palermo. La consegna di questo riconoscimento rende oggi omaggio a una delle virologhe più prestigiose sullo scenario internazionale, una donna che nel campo della medicina e della ricerca scientifica, in un momento complesso come quello che ha caratterizzato i primi anni di pandemia, è riuscita ad affermarsi e a contribuire significativamente alla battaglia contro il Covid-19”.
La virologa ritornerà martedì prossimo a Palermo. Infatti, nella Sala Magna del Complesso Monumentale dello Steri, le verrà conferita la Laurea magistrale honoris causa in “Medicina e Chirurgia”.
foto ufficio stampa
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Ilaria Capua a Palermo per riconoscimento Società Italiana di Storia della Medicina
“Salva la tua lingua locale”, 2^ posto per poesia in siciliano e arabo
CATANIA (ITALPRESS) – “Chista è a prighiera ri migranti ca stannu rintra a varca ri la morti. priari e spirari. Spirari pi lu tempu a biniri e spirar ri unn’addivintari na chiazza russa rintra u mari” (“Questa è la preghiera dei migranti/ che stanno sulla barca della morte./ Pregano, perchè è l’unica cosa che gli resta da fare è pregare,/ pregare e sperare./ Sperare per il loro futuro e sperare di non diventare/ una macchia rossa dentro il mare”). Sono alcuni dei toccanti versi di “‘U mari nostrù, opera seconda classificata nella sezione “Scuola”, categoria “Poesia”, del premio letterario nazionale, dedicato ai dialetti, “Salva la tua lingua locale” (promosso da Unione Pro Loco, Ali Lazio e l’associazione Scuola strumento di Pace – Eip) ; la poesia è stata scritta da Agnese Sferruzza scuola media (2° B) dell’IC ‘Francesca Morvillò di Monreale (dirigente scolastico Maria Francesca Giammona – Prof. referente Gioacchina Corazza) che l’ha declamata, con profonda partecipazione, nel corso della premiazione tenuta ieri nella sala Baldini a Roma.
Con una scelta inedita ma perfettamente centrata, il componimento è scritto in dialetto siciliano e arabo. La poesia punta dritto al tema dell’immigrazione e delle tragedie dei mari. Al centro dell’opera centro il Mare Mediterraneo: “U mari nostru, u “Mari Mediterraneo” è chinu ri sangu” (Il mare nostro, il “Mare Mediterraneo” è pieno di sangue). “E’ un testo che ci ha commosso, cogliendo in pieno il senso del premio. Una poesia scritta in un’inedita alternanza fra dialetto siciliano e arabo, a sancire da un lato l’incrocio di culture, dall’altro l’universalità della tragedia dei migranti. Versi che diretti che colpiscono forte: da un lato emozionano, facendo stringere il cuore, dall’altro sono veri e propri pugni nello stomaco” commenta il presidente dell’Unione Nazionale delle Pro Loco, Antonino La Spina.
Nella poesia la giovanissima autrice rimarca le immani tragedie che si sono consumate in questi anni “L’avitru jiornu vitti cosi troppo siddriate ca nun ma sentu mancu ri cuntari. Iu sugnu ancora nica pi viriri sti tragedie!” (L’altro giorno ho visto cose troppo tristi/ che non mi sento neanche di raccontare./ Io sono ancora piccola per vedere queste tragedie!) tanto da invocare la scelta di un nome diverso da “Mediterraneo”: “Un capisciu picchì stu mari si chiama accussì. Mari Russu o Mari Mortu, s’avissi a chiamari” (Non capisco perchè questo mare ha questo nome./ Mare Rosso o Mare Morto,/ si dovrebbe chiamare). “Uno sguardo troppo tenero per reggere all’insensata tragedia del mare ma non per descriverla nella pregevolissima intuizione d’un dialetto arabo-siciliano che, implicitamente, già ci suggerisce la via d’uscita e la speranza antica quanto attuale di un “Mediterraneo dei popoli”, del linguaggio trasversale della Pace” questa la motivazione dedicata all’opera dalla giuria del Premio, presieduta da Elio Pecora (poeta e critico letterario).
Nel corso delle otto edizioni dedicate agli istituti scolastici, tre sono saltate a causa della pandemia, hanno partecipato, complessivamente, 397 istituti e sono pervenute 535 opere; l’edizione 2022 ha registrato l’adesione di 65 istituti, 80 i componimenti presentati. La sezione “Scuola” è articolata in tre sezioni (Poesia, Prosa e Musica) tutte a tema libero ed è riservata gli studenti delle scuole primarie, secondarie di I e di II grado; la partecipazione è possibile in forma individuale o di gruppo.
Le opere sono state valutate da una giuria di specialisti, coordinata dall’EIP Italia. Di seguito i componenti per l’anno 2022/23: Elio Pecora (Presidente); Anna Paola Tantucci, Presidente E.I.P (Coordinatore); Francesco Rovida; Catia Fierli; Teresa Lombardo; Luigi Matteo; Guido Tracanna; Anna Paudice; Pasquale Menchise; Maria Costanza Cipullo.
– foto ufficio stampa Unpli –
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Convegno “Il tennis allunga la vita” al CT Palermo
PALERMO (ITALPRESS) – Medicina e sport a braccetto per una corretta pratica motoria. Si aprirà domani, sabato 27 maggio alle 14,30, nei locali del Circolo tennis Palermo di via del Fante, un convegno nazionale su tema “Il tennis allunga la vita” in ricordo del dirigente della Federtennis nazionale e maestro di tennis palermitano, Gabriele Palpacelli. I lavori del convegno rappresenteranno anche un evento di crediti formativi per gli iscritti all’albo dei giornalisti. A presiedere il convegno sarà il medico sportivo Angelo Giglio, mentre Emilio Sodano sarà il presidente del Comitato scientifico. I lavori congressuali della prima sessione saranno aperti sabato alle 14,30 dall’argomento “Attività sportiva in sicurezza” moderati da Rosario Barone e Marcello Traina. La seconda sessione pomeridiana verterà sul “Ruolo del giornalismo per una sanità moderna” con moderatori Emilio Sodano e Giuseppe Cibelli. Tra i temi a seguire, in particolare quello sul “gesto tecnico” trattato dal tecnico nazionale della Federtennis, Michelangelo Dell’Edera del progetto “Racchette in classe”. La terza sessione, quella di domenica mattina verterà su traumatologia, riabilitazione e nutrizione del tennista, i cui moderatori saranno, Salvatore Corrao e Vittorio Virzì. Il convegno è stato presentato oggi al Circolo Tennis Palermo alla presenza tra gli altri del presidente del club di via del Fante, Giorgio Lo Cascio, del presidente regionale della Federtennis e padel, Giorgio Giordano e del deputato questore all’Assemblea Siciliana, Vincenzo Figuccia.
– Foto Ufficio Stampa CT Palermo –
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Ponte Stretto, Musumeci “Basta fatalismo e rassegnazione”
MESSINA (ITALPRESS) – “Il mondo politico e quello tecnico-scientifico fanno lavori diversi ma concorrono per raggiungere gli stessi fini”. Lo ha detto il ministro per la Protezione civile le Politiche del mare, Nello Musumeci, intervenendo stamane al convegno che si è tenuto all’Università di Messina sugli “Aspetti geologici e sismici nell’area dello Stretto”.
Secondo il ministro “è compito della politica fissare gli obiettivi programmatici legati allo sviluppo socio economico. Ed è compito degli ordini professionali e del mondo accademico lavorare a supporto dei medesimi obiettivi, anche di quelli più arditi, osando se serve. Bisogna scrollarsi la cultura del fatalismo e della rassegnazione, liberandosi dai vincoli di un certo ambientalismo ipocrita e fondamentalista, se si vuole rendere competitivo il Mezzogiorno d’Italia di fronte alle opportunità du un Mar Mediterraneo che sta cambiando”.
“Certo, – ha concluso Musumeci – abbiamo bisogno di infrastrutture sostenibili sotto ogni aspetto, ma non possiamo restare prigionieri delle gabbie ideologiche e dei pregiudizi. La Sicilia e il Sud Italia diventano attrattivi con infrastrutture capaci di facilitare e accelerare la movimentazione delle merci e delle persone, in un sistema integrato intermodale tra l’Isola e la Penisola. Dopotutto, non si tratta di collegare Messina a Reggio Calabria ma la Sicilia al Continente europeo. E questo governo lo vuol fare sul serio”.
foto ufficio stampa ministero Protezione Civile e Politiche del mare
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Emergenza disabili in Sicilia, la Cgil lancia un piano per loro diritti negati
PALERMO (ITALPRESS) – Un piano per fronteggiare e migliorare la condizione dei disabili e assicurare loro pieni diritti di cittadinanza: è quanto presentato questa mattina dalla Cgil Sicilia nello spazio Tavola Tonda dei Cantieri culturali alla Zisa, a Palermo. In Sicilia il 6% della popolazione è diversamente abile; ad essi si aggiungono i non autosufficienti, 3 mila quelli gravi e 12 mila quelli gravissimi. Emblematici l’accessibilità, la viabilità nelle città, i servizi di trasporto, la sosta dei veicoli al servizio delle persone con disabilità. Una vera emergenza sociale tra difficoltà, per sè stessi e per le famiglie, e diritti negati; un’emergenza da affrontare a 360 gradi e per la quale il Sindacato ha predisposto una piattaforma di proposte e richieste alla Regione.
“Una piattaforma che vuole far fronte ai tanti drammi sociali che attraversa la nostra regione, e quello della disabilità è davvero preminente. Stiamo parlando di una percentuale di popolazione che grava su tantissime famiglie, sia perchè non c’è un welfare adeguato sia perchè non vi sono servizi di sostegno altrettanto adeguati. Tutto questo è inaccettabile. La nostra proposta punta dunque a rivedere il sistema della disabilità nella regione per provare a dare una condizione davvero dignitosa a queste persone. Ciò significa mettere in campo politiche di integrazione, dei vari livelli assessoriali, tra tutte le istituzioni nazionali e regionali, enti locali inclusi. Gli interventi vanno omogeneizzati. Le risorse non mancano, comprese quelle del PNRR.
Il nostro auspicio è pertanto quello di avviare un percorso positivo e virtuoso, perchè rispetto a questo dramma la società siciliana non può voltarsi dall’altro lato”, spiega Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia.
Il sindacato chiede che con l’attuazione di quanto previsto dal Piano della non Autosufficienza 2022-24, si superi il limite della programmazione della destinazione delle risorse, peraltro indicate dal Ministero, e venga declinato complessivamente il Piano Regionale per la Disabilità e la Non Autosufficienza, tracciando interventi e piena attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni sociali per le categorie fragili da garantire in tutto il territorio regionale. Non solo diritti socio sanitari, bensì anche di diritto allo studio, al lavoro, e altri contenuti presenti nella piattaforma con l’obiettivo di arrivare a una realtà inclusiva, che vada oltre ogni confine.
Tra i presenti all’incontro Franco Cangemi, responsabile del dipartimento disabilità della Cgil regionale, Francesco Lucchesi, segretario regionale Cgil, Maria Concetta Balistreri, segretaria generale dello Spi Sicilia, e Nina Daita, responsabile del Dipartimento disabilità della Cgil nazionale che con queste parole ha concluso l’incontro: “Dal centro in giù sull’inclusione lavorativa si fa quasi niente. Il lavoro ti assicura la dignità e la dignità è fondamentale per ogni cittadino. La dignità ti assicura la partecipazione democratica alla vita del paese, la dignità ti assicura l’autonomia economica. Le persone disabili non vanno emarginate, vanno amate, curate ed inserite. Questo è compito principale di una società evoluta e civile. Perchè una società che in uno Stato garantisce solo i forti è una società destinata a perdere. La piattaforma deve rivendicare questi principi e farli diventare azioni concrete. Abbiamo tanto ancora da fare e spero che questo progetto possa essere il seme di un cambiamento sociale, un elemento che possa garantire nel tempo una società di uguali. Ci dobbiamo credere e deve essere la ragione della nostra esistenza”.
foto xm3 Italpress
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Gratteri “La mafia diventa social e la politica discute ancora di intercettazioni”
CATANZARO (ITALPRESS) – “Le mafie mutano con il mutare della società, utilizzando tutti gli strumenti che la contemporaneità offre. Come i cittadini onesti e perbene comunicano con i social, anche loro comunicano con i social”. Così Nicola Gratteri, Procuratore di Catanzaro, in una intervista al settimanale “The Post Internazionale – TPI”.
“Le nuove generazioni di mafiosi, ‘ndranghetisti e camorristi in primis, stanno utilizzando in modo massiccio mezzi come Facebook, Instagram e TikTok per apparire come un modello conveniente e vincente – spiega il magistrato -. In questi video mettono in esposizione, come in una vetrina, il loro potere e il loro successo mostrando soldi in mano, indossando orologi d’oro e abiti griffati, guidando auto di lusso e attraendo così le nuove generazioni magari disperate. Molti giovani, disoccupati o non ben strutturati sul piano culturale, trovando allettante tutto questo, potrebbero cadere in una trappola. Noi italiani non stiamo riuscendo tuttavia a bucare quei sistemi di messaggistica utilizzati dalle mafie per mezzo di telefoni che arrivano a costare fino a 3.500 euro, mentre ad esempio ci sono riusciti i francesi, gli olandesi e i tedeschi. In Italia, negli ultimi anni, non s’è investito in tecnologia e la nostra polizia giudiziaria, sebbene resti una delle migliori del mondo, è come se fosse ancora a penna e calamaio. Dobbiamo riprenderci dal taglio delle assunzioni alle forze dell’ordine del 2010, tuttora mancano migliaia e migliaia fra agenti di polizia penitenziaria, finanzieri e poliziotti. Per lo meno, la nostra è una legislazione antimafia evoluta ma altrove di contrasto al riciclaggio non vogliono sentirne parlare”.
“Siamo rimasti alla direttiva europea che invita gli Stati a non consentire transazioni economiche superiori a 10 mila euro: mi sembra poca cosa per un Continente che vuole difendersi dalle organizzazioni criminali, anche perchè molti Paesi europei continuano a inserire nel prodotto interno lordo il ricavato delle attività illecite – aggiunge Gratteri -. Dal punto di vista etico, non mi pare una grande risposta da dare ai propri cittadini. Dobbiamo dimostrare che l’Europa non sia soltanto moneta unica e viaggi senza Passaporto. Di sicurezza e contrasto alle mafie si deve discutere. Quando, ad esempio, si comincia a discutere di riciclaggio, alcuni Paesi tirano fuori la parola magica “privacy”. Quando si vuole fare qualcosa per rendere la vita difficile ai malavitosi e proponiamo riforme normative, questi ci rispondono che c’è l’esigenza della privacy. Mentre la mafia si muove nel mondo come un unico Stato, noi dobbiamo ancora organizzarci”.
“L’Olanda – sottolinea il Procuratore di Catanzaro – è il primo Paese d’Europa per la produzione di droghe sintetiche, nel mondo invece lo è la Bolivia, già produttrice di cocaina allo stato naturale e, adesso, pure di cocaina rosa, cioè sintetica, più difficile da individuare poichè inodore: crea gli stessi effetti stupefacenti e costa meno. Le mafie hanno dimostrato, con le “designer drugs”, di sapere modificare una struttura molecolare e rendere commercializzabile un precursore chimico necessario a produrre sostanze sintetiche in grado di viaggiare, con successo, per lunghe distanze. Nel frattempo, in Italia, si discute ancora di intercettazioni, se costano troppo o no, se i mafiosi parlino a telefono o meno, evitando però di dire quale sarà il destino delle intercettazioni che riguardano corruzione, concussione e peculato”.
“C’è un sottile cordone ombelicale che ha legato la classe dirigente alla picciotteria – aggiunge Gratteri -. Le mafie sono una patologia del potere, un prodotto di certa classe dirigente che ha dato un valore economico alla violenza che è stata messa a servizio di alcune frange che poi hanno avuto la possibilità di relazionarsi con il resto della società. Si avverte sempre più un abbattimento della morale e dell’etica ed è sempre più facile corrompere e penetrare nella Pubblica Amministrazione, in concreto avvicinare funzionari proni e pronti a vendersi, prostituendosi, anche per 5 o 10 mila euro apponendo una firma dove non dovrebbe essere messa. L’amarezza è che si incomincia a notare una certa stanchezza a parlare di lotta alla mafia”.
“Forse qualcuno di noi ha sbagliato, forse qualcosa nell’antimafia non ha funzionato. Bisogna fare subito pulizia, altrimenti ci rimettiamo tutti sul piano della credibilità. L’antimafia è una cosa seria e non si fa con la partita iva ma la si fa in nome di tante persone morte e di un ideale. Dovremmo cercare di essere da modello nei confronti di coloro che non hanno il coraggio di prendere posizione. Per superare la paura bisogna essere convinti sull’utilità di quel che si sta facendo. Quando ragiono con la morte, capisco che non mi posso fermare. Se mi fermassi o rallentassi, sarei un vigliacco. E per me non avrebbe senso, all’età di 65 anni, vivere da vigliacco”, conclude il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri.
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Scoma “Digitalizzazione e partenariati per rilanciare AMG Energia”
PALERMO (ITALPRESS) – Un’azienda in salute, che punta a un deciso ammodernamento delle infrastrutture per fornire un servizio più efficiente alla città. In un’intervista all’Italpress, Francesco Scoma parla dei principali obiettivi di AMG Energia, “la più strategica” delle società partecipate del Comune di Palermo, di cui è presidente da meno di due mesi. “E’ la più strategica perchè viviamo un periodo particolare, dove c’è grande attenzione sull’efficientamento energetico – spiega Scoma -. Credo che oggi sia un’azienda che abbia bisogno di essere rilanciata, che ha origini storiche molto lontane e che da anni offre un servizio, secondo me sottostimato, per la città di Palermo. AMG si occupa solo della manutenzione ordinaria, io credo invece che questa azienda abbia invece uomini di esperienza e personale abbastanza qualificato, e che possa quindi anche fare una manutenzione straordinaria”. In quest’ottica, Scoma chiederà al Comune di rinnovare il contratto di servizio, attualmente in proroga per un anno, “per i prossimi 20 anni in modo che l’azienda, che si occupa anche della distribuzione del gas, possa avere all’esterno un’apertura e ci possa consentire di trovare partner strategici che ci accompagnino in questo periodo di riconversione energetica”.
Scoma ha trovato “un’azienda sana. Ho visto i primi dati del bilancio che lunedì andremo ad appostare in Cda: anche quest’anno AMG chiuderà in utile ed è un bel motivo di soddisfazione. Gli utili potrebbero crescere se riuscissimo a sviluppare questo lavoro con una serie di partenariati ai quali stiamo lavorando”. Comune di Palermo e Regione siciliana, per Scoma, potrebbero fornire “l’impulso principale” ai partenariati stessi. “Con la nuova amministrazione e in particolare con il nuovo sindaco, Roberto Lagalla, abbiamo trovato un’interlocuzione importante – sottolinea Scoma -. Sta cambiando la strategia ed è questa la direttiva che abbiamo ricevuto per un percorso veloce e snello. Ovviamente contiamo molto anche sulla disponibilità del presidente della Regione, Renato Schifani, che essendo anche un palermitano potrà darci una mano attraverso gli assessorati e soprattutto attraverso la disponibilità, avuta in questi giorni, da parte dell’energy manager Sannasardo, per la programmazione di alcuni interventi che ci potranno consentire ammodernamenti degli impianti”.
Il parco illuminativo di Palermo “è composto da 44mila pali, ma l’80% di questi è vetusto e va certamente sostituito. E va sostituita anche la tecnologia che permette di illuminarsi”. Necessario imprimere una svolta sul versante della digitalizzazione delle infrastrutture. “E’ possibile oggi, con la sostituzione dell’attuale tecnologia con quella moderna, capire anche quali pali hanno la luce spenta – evidenzia Scoma -. Vanno rivisti gli impianti, i collegamenti, servirà qualche anno di programmazione ma sarebbe un successo importante”. Serve dunque un ammodernamento che “purtroppo negli anni passati non si è mai fatto, nè mai sono stati prodotti progetti in questo senso”.
AMG Energia avvierà tre interventi straordinari urgenti, da concludere entro l’inizio del nuovo anno scolastico, per l’adeguamento e l’efficientamento degli impianti termici della direzione didattica Cavallari di corso dei Mille, della scuola Buttitta di via Cimabue e del plesso Costa dell’istituto comprensivo Domenico Scinà di via Ughetti.
“E’ giusto ripartire da questo, non è possibile che le scuole vengano chiuse perchè fa freddo – dice -. Abbiamo fatto un incontro con l’assessore all’Istruzione del comune di Palermo Tamajo, abbiamo condiviso una serie di interventi che faremo nei prossimi giorni. Stiamo approntando un progetto che possa prevedere, nel corso di un anno, la ristrutturazione di quasi tutti i plessi che hanno necessità di un ammodernamento”.
– foto Italpress –
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Palermo, alla casa di cura Candela mille trapianti di cornea
PALERMO (ITALPRESS) – La casa di cura Candela di Palermo taglia il traguardo dei mille trapianti di cornea e si conferma il primo reparto in Sicilia per numero di interventi per tredici anni consecutivi. Il percorso sanitario avviato tredici anni fa dall’equipe diretta dal dottor Flavio Cucco in collaborazione con il dottor Leonardo Lupo è il frutto di una unità di intenti e di una organizzazione funzionale e funzionante di tutta la casa di cura Candela, un processo nel quale è coinvolto ogni singolo componente della struttura: dal presidente al direttore sanitario, dai medici agli infermieri sino al personale amministrativo. Tutto ciò continua a permettere al reparto oculistico ancora una volta di risultare punto di riferimento nella regione siciliana per la chirurgia del trapianto corneale. Anche i dati del 2022 confermano il primato della struttura palermitana con 98 trapianti di cornea. Al secondo posto l’azienda ospedaliera universitaria di Catania, con 68 interventi.
“Un numero così elevato di trapianti di cornea in un anno non è certamente facile, non bastano le competenze clinico-chirurgiche ma ci vuole un’ottima capacità organizzativa – spiegano Flavio Cucco e Leonardo Lupo -. Questi risultati prestigiosi si possono confermare negli anni – e per 13 anni la casa di cura Candela è stata in vetta alla classifica – solo se si ha grande passione per quello che si fa e comunione di intenti con la struttura in cui si lavora. Ed io ringrazio la casa di cura Candela e il suo presidente, la dottoressa Barbara Cittadini, per avere sempre valorizzato questo progetto. Lavoriamo con passione e dedizione per garantire ai siciliani una risposta alla loro domanda di salute”. “Il reparto di oculistica è diventato un punto di riferimento per i trapianti di cornea e svolge anche un importante ruolo sociale, consentendo ai pazienti di non dovere affrontare viaggi e disagi per doversi curare in altre regioni – aggiungono Cucco e Lupo -. Avere dato un contributo alla riduzione della migrazione sanitaria è per noi motivo di grandissima soddisfazione”.
– foto ufficio stampa Aiop Sicilia –
(ITALPRESS).












