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Giusy Versace consegna mano bionica a studentessa palermitana

ENNA (ITALPRESS) – Un sogno che diventa realtà e una vita che torna finalmente ad essere autonoma. Federica Aiello, la studentessa palermitana ed educatrice d’infanzia che quattro anni fa perse un braccio dopo essere stata azzannata dal pitbull del fidanzato, ha ricevuto nel centro ortopedico Ro.Ga. di Enna il tanto atteso e desiderato arto bionico, donato dalla Disabili No Limits di Giusy Versace.
L’associazione fondata dalla Versace è stata, infatti, parte attiva nella campagna di sensibilizzazione e di raccolta fondi messa in piedi per realizzare la costosa protesi ad alta tecnologia, alla quale hanno partecipato anche Confindustria, Agos e Fondazione Gruppo Arena.
“Sono felice di aver contribuito con la mia associazione a ridare una vita più autonoma a Federica e sono convinta che lei, lavorando a stretto contatto con i bambini, saprà incuriosire i più piccoli con la sua nuova super mano e lanciare allo stesso tempo un forte messaggio culturale, verso chi considera ancora la disabilità come un limite e non come una nuova opportunità di vita”, commenta Giusy Versace.
“Ancora una volta però – continua la Versace – ci rendiamo conto di come le protesi a tecnologia avanzata siano un lusso, quando invece dovrebbe essere un diritto di tutti. Da diversi anni mi batto anche in Parlamento affinchè tutte le persone con disabilità abbiano gli stessi diritti e possano beneficiare anche di ausili ad altissima tecnologia, che invece ancora oggi non sono previsti ed erogati dal Sistema Nazionale Sanitario. Ecco che allora, come nel caso di Federica, devono intervenire privati ed associazioni per poter coprire gli alti costi di realizzazione. Ho partecipato a questa raccolta fondi con enorme piacere e sono felice di vedere che anche Confidustria, Agos e la Fondazione del Gruppo Arena abbiano preso a cuore la storia di questa ragazza che ha davanti a sè una vita piena di sogni da realizzare”.
In quanto a Ro.Ga.: “Furono i primi a puntare su di me – racconta Versace – quando, nel 2011, mi affacciai più seriamente al mondo dello sport paralimpico. Roga al tempo non produceva protesi sportive, ma il presidente Cda e direttore tecnico del centro Rosario Gagliano accettò di affrontare questa nuova sfida. In lui ho trovato forte passione, competenza, disponibilità e pazienza, tutti elementi che ogni anno mi convincono a venire qui, nell’entroterra siciliano, da Milano almeno due o tre volte per sistemarmi le gambe. E’ anche grazie al suo supporto, assieme alla tecnologia delle protesi O’ssur, se sono riuscita a vincere 11 titoli italiani, firmare diversi record nazionali che ancora oggi portano il mio nome sui 60,100, 200 e 400 metri, vincere due medaglie europee, correre una finale alle Paralimpiadi di Rio nel 2016, oltre a vincere un’edizione di ‘Ballando con le Stellè. Roga mi rifornisce anche tutte le protesi da mare e molto spesso offre, con sensibilità, il suo tempo per realizza ausili e protesi per i ragazzi con disabilità che aiuto con la Disabili No Limits. Sono davvero felice che sia stato lui a realizzare la mano bionica di Federica”, conclude Giusy Versace.
Felicissima Federica Aiello che così commenta: “Oggi si realizza per me un sogno davvero importante e ringrazio di cuore Rosario Gagliano e Giusy Versace per questa splendida opportunità. Io sono un’educatrice d’infanzia e ogni giorno cerco di trasmettere ai più piccoli il concetto di inclusione, ma spesso mi rendo conto che le parole non bastano e servono aiuti economici davvero importanti per poter fornire ausili adatti a far sentire tutti abili allo stesso modo. Spero davvero che in futuro, come diceva Giusy, ogni persona con disabilità possa essere aiutata dallo Stato e non solo da privati o da associazioni. Questa mano non servirà solo a prendere oggetti, per me rappresenta una grande occasione d’inclusione”.
ufficio stampa Giusy Versace
(ITALPRESS).

Archeologia, scoperta la strada lastricata dell’antica Segesta

TRAPANI (ITALPRESS) – Torna alla luce l’antica strada lastricata che tagliava Segesta: nel corso del cantiere di scavo, condotto dall’Università di Ginevra all’interno del Parco archeologico regionale, sono stati scoperti diversi lastroni dell’antica strada che fu utilizzata fino al periodo medievale. Ne dà notizia l’Assessorato regionale dei Beni culturali e dell’identità siciliana, secondo cui “si tratta di un ritrovamento eccezionale che permetterà di riscrivere l’ampiezza dell’abitato di età ellenistica, ma già nell’orbita romana, in attività sino all’epoca medievale, come denunciano importanti (e bellissimi) frammenti di ceramica. Ma gli archeologi sperano in altro: si intuisce che la strada prosegua ben oltre e potrebbe condurre ad un’agorà. Attorno e sopra, si è accumulato terriccio, facilmente asportabile”.
Sul posto stanno lavorando, a supporto di tecnici ed esperti, anche i giovani richiedenti asilo del centro Casa Belvedere di Marsala, che ha stretto un accordo di archeologia solidale con il Parco di Segesta e l’Università di Ginevra.
Siamo nell’area della cosiddetta Casa del Navarca, nell’Acropoli sud dell’insediamento, in un sito dove si svolsero delle prime indagini nel 1992, ma lo scavo venne ricoperto.

Nel 2021 si è ripreso a lavorare ed è venuta alla luce un’importante pavimentazione unica nel suo genere, una sorta di antico gioco illusorio a tessere romboidali a tre colori, “sectilia” marmorei (bianco, celeste e verde scuro) che raffigurano una sequenza concatenata di cubi dall’effetto tridimensionale. Una visione che ricorda moltissimo i Mondi impossibili creati a fine ‘800 da Escher. Ma anche due mensole in pietra a forma di prua e una scritta di benvenuto: sono stati questi ritrovamenti a far finora ipotizzare agli archeologi che questa fosse l’abitazione del navarca Eraclio, ricchissimo armatore citato da Cicerone nelle Verrine. La casa doveva essere una sorta di sito di avvistamento – come dimostra una torre medievale che insiste sull’atrio a peristilio della dimora – visto che da quassù lo sguardo arriva fino all’odierna Castellammare.
Ma è un’ipotesi di cui gli archeologi, la direttrice dello scavo Alessia Mistretta ed Emanuele Canzonieri, non sono convinti. Della Casa del Navarca non si accontentano, perchè il loro intento non è soltanto portare alla luce altri ambienti di questo complesso monumentale, ma soprattutto comprenderne la funzione. Il ritrovamento delle prue, infatti, secondo gli studiosi indica la probabile funzione soltanto di uno degli ambienti, che doveva essere molto grande e con pavimenti musivi di grande pregio: come ipotesi di lavoro sono, invece, orientati verso un archivio in cui venivano conservati documenti, rotte, mappe sul porto che Segesta possedeva, presieduto da un quaestor navalis di cui si conosce l’identità. Ma lo scavo va avanti, e si attende di vedere a cosa porterà.
La direzione del Parco archeologico di Segesta segue da vicino i lavori che stanno consentendo di rivelare ciò che si aspettava da tempo, permettendo di cominciare a scoprire l’antica città di Segesta. Nei decenni gli archeologi hanno scoperto i simboli più importanti, ma poco si sa della città che si è capito essere stata elegante, raffinata, con decorazioni, mosaici, affreschi, sculture. L’intento, adesso, è finalmente scoprire in quale direzione Segesta aveva i suoi assi viari.
Presto saranno possibili, con il supporto del concessionario dei servizi aggiuntivi, CoopCulture, anche visite guidate a cantiere aperto; già dal prossimo 25 aprile (che da quest’anno sarà una giornata a ingresso gratuito nei siti della cultura).
Ma non è l’unico progetto che guarda a una fase storica precedente del sito: parte il 22 aprile “Segesta incontra le culture. I simboli del sacro”, progetto di valorizzazione ideato e organizzato da CoopCulture, che si focalizza sul periodo normanno quando si insediò nell’Isola una comunità a forte prevalenza islamica. L’obiettivo a lungo raggio entra nelle pieghe più profonde del Parco e mira a disegnare a Segesta un nuovo itinerario di visita sui simboli del sacro – che è insieme luoghi, rituali, religioni, tradizioni, architetture -, a partire dalla moschea, dall’imponente tempio dorico e dalla piccola chiesa di San Leone, interessante sito stratificato di civiltà precedenti. San Leone nasce nel 1442 su una preesistente chiesa normanna-sveva di fine XII secolo che a sua volta sorge su un edificio di età ellenistica (tra il II e il I secolo a.C.) i cui mosaici – riportati alla vista in questi giorni dopo pesanti interventi di disboscamento – furono poi riutilizzati come pavimento delle due chiese posteriori.
foto ufficio stampa Regione siciliana
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Europei di calcio 2032, Schifani “Disponibilità della Figc a esaminare il caso Palermo”

PALERMO (ITALPRESS) – “Ho parlato con il presidente della Federazione Gabriele Gravina, a proposito della esclusione dello stadio ‘Barberà di Palermo dall’elenco relativo al dossier presentato all’Uefa in vista della decisione per gli Europei di calcio del 2032, ed esprimo cauta fiducia su una possibile soluzione a medio termine. Ho riscontrato la disponibilità del presidente Gravina e della Federazione ad esaminare con attenzione l’intera vicenda e mi auguro che la città di Palermo possa rientrare tra le prescelte”. Lo dice il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, dopo un colloquio con il presidente Gravina.
credit photo agenziafotogramma.it
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Il 22 maggio Salvini avvierà i lavori della Ragusa-Catania

ROMA (ITALPRESS) – “L’incontro con il ministro Salvini è stata un’occasione importante per fare il punto sui lavori sulla Siracusa-Gela con l’azienda che opera su questo importante cantiere sul quale c’è il massimo impegno del Ministro e delle strutture del Mit per inaugurare quanto prima il tratto fino a Modica”. Lo afferma il deputato della Lega Nino Minardo che oggi è stato ricevuto dal Ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, insieme a Gaetano Vecchio, direttore generale della Cosedil, l’impresa attualmente impegnata nel completamento dell’autostrada Siracusa-Gela.
“Dal ministro Salvini – aggiunge Minardo – abbiamo ricevuto anche un’altra buona notizia: il 22 maggio il ministro sarà presente all’avvio dei lavori per il quarto lotto della Ragusa-Catania, un’altra arteria strategica che cambierà in positivo la viabilità nel sud-est dell’Isola e a cui è strettamente connesso il completamento della Siracusa-Gela che permetterà ai ragusani di raggiungere Catania senza soffrire particolarmente dell’inizio dei lavori sull’autostrada in direzione del capoluogo etneo”.
Per il deputato ragusano “il fermento e l’attenzione degli attori istituzionali e privati che registriamo sulla rete autostradale siciliana ci confermano che l’accelerazione sul Ponte sullo Stretto può fare solo da stimolo positivo al miglioramento di tutto il sistema infrastrutturale dell’Isola”.
foto ufficio stampa Minardo
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Porti, da oggi Porto Empedocle ha un nuovo Terminal passeggeri

PORTO EMPEDOCLE (AGRIGENTO) (ITALPRESS) – E’ stato inaugurato oggi il Terminal passeggeri di Porto Empedocle, in provincia di Agrigento. Alla conferenza stampa di presentazione, che ha preceduto il taglio del nastro, hanno partecipato, assieme al presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale, Pasqualino Monti, l’assessore regionale del Territorio e dell’Ambiente Elena Pagana, il sindaco di Porto Empedocle Calogero Martello e il comandante della Capitaneria di porto di Porto Empedocle, Antonio Ventriglia. Don Gioacchino Falsone e padre Luigi Mascolo hanno benedetto l’infrastruttura.
“Finalmente – ha spiegato il presidente Monti – anche Porto Empedoclee può confermare, accanto a quella commerciale, la sua vocazione di porto passeggeri, sia per il cabotaggio nazionale verso le Pelagie che di naturale hub crocieristico di nicchia al centro di un territorio dall’offerta storico-culturale di livello mondiale con siti quali la Valle dei Templi e la Scala dei Turchi. Noi adesso concentreremo i nostri sforzi sulla sistemazione del molo Crispi e sul dragaggio dei fondali del porto. Abbiamo già liberato le aree per la logistica legata al traffico commerciale, settore in cui stiamo ottenendo numeri inaspettati: il 2023 sarà un anno di sorprese, siamo soddisfatti. Il lavoro da fare è tanto, e ambizioso, e anche il progetto del rigassificatore, in termini moderni e sostenibili, dovrà essere preso in considerazione. Oggi abbiamo la piattaforma logistica per i giacimenti Argo e Cassiopea con una sua area anche a Porto Empedocle e, per assicurare futuro e volumi a questo porto, dobbiamo avere un traffico commerciale il più stabile possibile. Le mie parole non significano che i nostri interventi impatteranno sulle bellezze dei luoghi, non siamo pazzi. Al contrario, vogliamo fare incoming turistico con le navi da crociera ma, al tempo stesso, ci impegneremo perchè questo scalo viva di vita propria sul multipurpose e, quindi, anche sul traffico commerciale”.
Il progetto rientra tra quelli definitivamente ammessi al finanziamento a valere sul Programma di Azione e Coesione complementare al PON Infrastrutture e Reti 2014-2020 (PAC 2014/2020)- ASSE C – C.2 – Linea Azione 2 – C.2 – Linea Azione 2. Convenzione progetto “Porto di Porto Empedocle – Realizzazione di nuove strutture per l’accoglienza dei passeggeri a Porto Empedocle e intermodalità vigatese”, stipulata dall’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia Occidentale e il Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, per l’importo complessivo pari a 3.250.000 di euro, come da previsione di bilancio pluriennale dell’AdSP. L’intervento è finalizzato al potenziamento e alla riqualificazione della dotazione materiale trasportistica di Porto Empedocle, attraverso la sistemazione dell’area di interscambio portuale destinata all’imbarco e allo sbarco dei passeggeri, identificata quale nodo di interscambio modale mare/terra per accessibilità ai siti attrattori di Agrigento.
L’edificio, a base rettangolare di circa 40 x 13 metri, sviluppato su due piani fuori terra, è stato realizzato parallelamente alla linea di banchina, a una distanza di circa 20 metri. Al piano terra sono state ubicate le biglietterie, la sala d’attesa, il locale della polizia di stato, il deposito bagagli, l’ufficio informazioni turistiche, l’edicola e i servizi annessi, mentre al piano superiore sono stati realizzati gli uffici di questa AdSP e un locale caffetteria.
Il piano terra dispone di ingressi sia lato mare che verso la città, oltre a un accesso indipendente per gli uffici di AdSP e a un secondo con scala esterna che conduce alla terrazza del piano primo a servizio del locale caffetteria.
In corrispondenza della copertura dell’edificio è stato posizionato un impianto di produzione di energia elettrica da fonte fotovoltaica costituito da 86 pannelli in grado di garantire una potenza di circa 25 kWp.
L’impianto fotovoltaico sarà affiancato da otto collettori solari che contribuiranno al fabbisogno di acqua calda sanitaria e a ridurre, in inverno, l’utilizzo di energia necessaria per il riscaldamento.
Si è proceduto anche alla demolizione di un vecchio edificio (41,60 x 13,50 metri) con copertura a falda, e alla realizzazione, nello spazio di demolizione, di un posteggio a servizio dell’area portuale, con pavimentazione in basole di pietra lavica recuperate dall’area dove è stato edificato il nuovo terminal.
Inoltre, è stata rimossa una parte della vecchia ringhiera che divideva l’area portuale dalla città, e smantellato il relativo marciapiede: per la nuova pavimentazione del marciapiede, fino alla scalinata adiacente al nuovo terminal, sono state utilizzate basole in perlato di Sicilia larghe 40 centimetri e bocciardate a macchina, con aiuole in cui sono state posizionate piante di varia natura su prato all’inglese.
Completa l’intervento il nuovo parcheggio, che offrirà spazio per oltre 20 posti auto e 10 stalli per bike sharing. La copertura è stata realizzata in struttura metallica leggera ancorata al suolo: garantisce protezione dagli agenti atmosferici e ospita sulla sua superficie un impianto fotovoltaico in grado di produrre circa 50,4 kWhp, in modo da consentire la ricarica di auto e bike contemporaneamente. Importo complessivo dell’intervento di 3,25 milioni di euro.
foto ufficio stampa Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale
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Droga e cellulari consegnati in carcere con i droni, 24 misure cautelari

TRAPANI (ITALPRESS) – Corruzione, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, abuso d’ufficio, truffa aggravata, falsità materiale commessa da pubblici ufficiali in atti pubblici, falsità ideologica, omessa denuncia di reato, evasione e accesso indebito di dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti, nonchè ulteriori violazioni del codice dell’Ordinamento penitenziario. Sono i reati contestati nell’ambito dell’operazione “Alcatraz”, su droga e telefonini in carcere, condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Trapani e dagli agenti del Nucleo Investigativo della Polizia Penitenziaria. Sono 24 le persone indagate: 17 sono finite in carcere, 5 agli arresti domiciliari e 2 sono state raggiunte da obbligo di dimora. L’operazione ha riguardato Trapani, Palermo, Benevento, Bari, Porto Empedocle, Mazara del Vallo ed Avola.
L’ordinanza è stata emessa dal gip del Tribunale di Trapani, su richiesta della locale Procura. Il provvedimento compendia le risultanze scaturite dalle indagini avviate dopo la denuncia di alcuni detenuti transitati dal penitenziario trapanese.
Gli investigatori hanno documentato (da ottobre 2019 ad oggi) presunti episodi di corruzione di alcuni agenti della polizia penitenziaria, già in servizio presso la casa circondariale “Pietro Cerulli di Trapani” che, dietro il pagamento di somme di denaro o altre utilità (comprese prestazioni sessuali da parte della convivente di un detenuto), avrebbero consentito l’introduzione in carcere di sostanze stupefacenti, telefonini (oltre 50 quelli sequestrati) e altri beni (armi improprie, sigarette, profumi) in favore di detenuti, anche appartenenti alla criminalità organizzata e ristretti presso i reparti di Alta Dalle indagini sarebbe emerso, secondo gli inquirenti, “uno spaccato inquietante della realtà carceraria trapanese”, dove per la popolazione detenuta, la possibilità di utilizzare i telefoni, come strumento di comunicazione con l’esterno, sembrerebbe essere divenuta indispensabile per la quotidianità all’interno degli istituti penitenziari.
Gli investigatori avrebbero accertato le diverse modalità delle consegne in carcere. Quando queste non erano possibili mediante l’aiuto degli agenti infedeli, gli espedienti utilizzati erano i più disparati: alcuni detenuti optavano per l’occultazione del materiale in scarpe o finanche nelle cavità corporee, altri si avvalevano di tecniche “innovative” come il lancio all’interno dell’istituto penitenziario di un pallone da calcio, preventivamente “farcito” con telefoni cellulari, oppure mediante “droni” che persone specializzate mettevano a disposizione come un vero e proprio servizio di “delivery”.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, alcuni agenti infedeli avrebbero anche utilizzato certificazioni mediche attestanti falsi stati di malattia per potere svolgere lavori extra quali, ad esempio, il servizio di sicurezza presso locali notturni, oppure altre attività personali durante l’orario di lavoro.
Nel corso dell’attività investigativa, denominata convenzionalmente “Alcatraz”, sono state complessivamente sottoposte ad indagini 30 persone, tra cui quattro agenti di polizia penitenziaria, tutti non più in servizio (di cui due non destinatari di provvedimenti cautelari). Uno degli ex agenti è indagato perchè avrebbe omesso di denunciare all’autorità giudiziaria il presunto pestaggio di un detenuto ad opera di alcuni agenti penitenziari.
foto ufficio stampa Carabinieri e Polizia Penitenziaria
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In Sicilia continuano a diminuire nuovi casi di Covid e ospedalizzazioni

PALERMO (ITALPRESS) – In linea con la tendenza nazionale, anche nella settimana dal 3 al 9 aprile in Sicilia è stato registrato un netto calo di infezioni da Covid-19. I nuovi contagi rilevati sono stati 654, ovvero -17,94% rispetto alla settimana precedente, con un’incidenza di 14 casi per 100.000 abitanti. I dati sono riportati nell’ultimo bollettino settimanale a cura del Dasoe, il dipartimento per le Attività sanitarie e osservatorio epidemiologico dell’assessorato per la Salute della Regione Siciliana.
L’incidenza di nuovi positivi più elevata rispetto alla media regionale si è registrata nelle province di Trapani (19/100.000 abitanti), Palermo (17/100.000) e Agrigento (16/100.000). In base alla suddivisione per fasce d’età della popolazione, il maggior numero di casi, in termini assoluti, si è registrato in quelle 45-59 anni (156), 25-44 anni (146), 70-79 anni (112) e 60-69 anni (108).
Nello stesso arco di tempo si è registrato un calo anche delle nuove ospedalizzazioni. La metà dei pazienti positivi ospedalizzati, inoltre, è risultata non vaccinata.
Per quanto riguarda le vaccinazioni, i dati sono aggiornati all’11 aprile. Dall’inizio della campagna in Sicilia sono state somministrate complessivamente 10.734.947 dosi. Nel target 5-11 anni, i vaccinati con almeno una dose si attestano al 22,80% del target regionale, mentre il 19,60%, risulta con ciclo primario completato. Nel target over 12, i vaccinati con almeno una dose si attestano al 91,03% e i soggetti che hanno completato il ciclo primario all’89,65%, mentre rimane ancora da vaccinare l’8,97%.
Per quanto riguarda la terza dose, sono ancora 1.120.799 i cittadini che, nonostante ne abbiano diritto, non l’hanno ancora effettuata. I vaccinati con dose aggiuntiva/booster sono complessivamente 2.774.154 pari al 71,22% degli aventi diritto incluso il target 5-11 anni. In merito alla quarta dose, sono state effettuate complessivamente ai residenti in Sicilia 243.669 somministrazioni delle quali 214.158 a soggetti over 60. Si attestano a 10.374, infine, le quinte dosi somministrate.
immagine ufficio stampa Dasoe Regione siciliana
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Malattie neurologiche, esperti a confronto a Palermo su diagnosi e terapie

PALERMO (ITALPRESS) – Dagli anticorpi monoclonali contro la sclerosi multipla alla neuromielite ottica, patologia rara descritta alla fine dell’800, alle encefaliti autoimmuni. Sono alcuni dei temi su cui il prossimo 14 aprile, a Villa Magnisi, sede dell’Ordine dei medici di Palermo, si confronteranno gli specialisti del settore nell’ambito del convegno “Update sulle malattie neurologiche demielinizzanti e autoimmuni” organizzato dal professore Giuseppe Salemi, direttore dell’unità operativa complessa di Neurologia e del Centro per la diagnosi e cura della sclerosi multipla e delle malattie demielinizzanti del Policlinico, con la collaborazione del Professore Paolo Ragonese. Durante i lavori sarà fatto il punto sulle ultime evidenze scientifiche al fine di favorire un più attento percorso diagnostico e un corretto approccio terapeutico.
La Sclerosi Multipla è patologia cronica progressiva molto frequente che generalmente esordisce in giovane età e può condurre a croniche disabilità. In Sicilia, si calcola ne siano affette almeno 8.000 persone.
“Il convegno – spiega Salemi – verterà su tre argomenti principali. Nella prima parte si farà il punto sui nuovi dati inerenti efficacia e tollerabilità della terapia della sclerosi multipla con anticorpi monoclonali, a oggi uno dei trattamenti più tollerati ed efficaci nel limitare lo sviluppo di disabilità croniche sia nella più diffusa forma di sclerosi multipla, la ricorrente remittente, che nella più rara forma, la primariamente progressiva, ove oggi è l’unica terapia disponibile”.
Successivamente si farà il punto su alcuni più recenti forme di patologie neurologiche autoimmuni, quali le malattie dello spettro della neuromielite ottica, patologia descritta nel 1894 dal neurologo francese Eugène Devic, considerata rara. “Negli ultimi anni – continua il professore Salemi – questa malattia è stata meglio caratterizzata da un punto di vista eziopatogenetico e clinico, identificando alcuni marcatori specifici di diagnosi. Ciò ha condotto a un incremento delle diagnosi, tuttavia la sua incidenza è difficilmente quantificabile”.
La parte finale del convegno riguarderà le encefaliti autoimmuni, una serie di patologie dipendenti dalla produzione di anticorpi specifici, molto eterogenee dal punto di vista clinico. I sintomi sono svariati: disturbi cognitivi, stato confusionale, deterioramento mentale a rapida evoluzione, manifestazioni epilettiche, movimenti involontari, disturbi del sonno, alterazioni del linguaggio, disturbi nella coordinazione dei movimenti, alterazioni della forza agli arti. “Anche in questo caso – conclude il direttore dell’unità operativa di neurologia dell’Azienda ospedaliera universitaria – la diagnosi specifica è molto importante per iniziare il trattamento idoneo il più precocemente possibile”.
Al convegno parteciperanno i principali specialisti siciliani e nazionali, tra cui anche il Professore Matteo Gastaldi dell’IRCCS Mondino di Pavia, esperto nella diagnostica e terapia delle encefalo-mielo-neuropatie autoimmuni.
foto ufficio stampa Policlinico Palermo, professore Salemi e staff
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