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Aeronautica Militare, open day al 37^ Stormo di Trapani-Birgi per i cento anni

TRAPANI (ITALPRESS) – Il 37^ Stormo di Trapani-Birgi celebra i primi cento anni dell’Aeronautica Militare con un Open Day.
“E’ un grosso traguardo per l’Aeronautica Militare festeggiare questi cento anni e quindi una grandissima occasione di fare questo Open Day. Abbiamo aperto le nostre porte alla popolazione e devo dire che la risposta della comunità locale della Sicilia Occidentale è stata fantastica”, dichiara all’Italpress il colonnello Daniele Donati, Comandante del 37esimo Stormo di Trapani-Birgi.
“Stiamo ricevendo grandissime manifestazioni di affetto – aggiunge – e tutti quanti stanno apprezzando le nostre capacità che abbiamo messo in mostra, proprio per avvicinarci ai cittadini e far vedere quello che siamo in grado di fare a favore della collettività”.
L’aeroporto militare è stato aperto al pubblico, a testimoniare il lavoro dei militari a favore della collettività e il legame con la Sicilia.
“L’auspicio è che noi possiamo ispirare i giovani a diventare protagonisti della società futura e perchè no, servendo per l’Aeronautica Militare in una delle sue tante specialità; piloti, ingegneri, il ruolo delle armi e tutte le capacità operative che sono le eccellenze della nostra forza armata”, aggiunge il colonnello Donati.
“Festeggiamo i cento anni con la gente e per la gente – dichiara il Comandante dell’82^ Centro C.S.A.R., maggiore Marco Forcato – siamo da cento anni al fianco della collettività. Siamo veramente orgogliosi di ospitare tutta la popolazione del territorio, di aprire la base, far vedere un pò quelle che sono le nostre realtà quotidiane alle persone”.
foto xa3 Italpress
(ITALPRESS).

Tentato omicidio nel Catanese, arrestati due fratelli

CATANIA (ITALPRESS) – I carabinieri della Compagnia di Palagonia hanno arrestato per tentato omicidio in concorso due fratelli, di 47 e 45 anni, di Scordia, in provincia di Catania.
I fatti risalgono alla tarda serata del 25 marzo. All’origine del tentato omicidio vecchi rancori che gli indagati nutrivano nei confronti della vittima. Erano le ore 20 circa quando, in contrada Rasoli, nel comune di Scordia, appena fuori dal centro abitato del paese, un uomo di 50 anni sarebbe stato aggredito dai due fratelli, suoi vicini di casa, che dopo averlo tamponato con l’auto, lo avrebbero colpito con 18 coltellate al petto, all’addome ed al volto lasciandolo agonizzante sul selciato nei pressi della linea ferroviaria. I due si sarebbero dati poi alla fuga, facendo perdere le proprie tracce. Solo grazie ai tempestivi soccorsi allertati da alcuni passanti è stato scongiurato il peggio. L’uomo, infatti, è stato subito trasportato in ambulanza presso l’ospedale di Militello in Val Catania dove è stato sottoposto un intervento chirurgico di urgenza.
Le indagini dei Carabinieri sono state indirizzate verso i due sospettati che sono stati rintracciati presso le rispettive abitazioni mentre stavano cercando di disfarsi dei capi d’abbigliamento ancora insanguinati. Uno dei fratelli avrebbe ammesso le proprie responsabilità. A fronte del rinvenimento di un paio di pantaloni, un maglioncino e delle scarpe intrisi di macchie di sangue, pronti per essere lavati in modo da cancellare le tracce, nonchè della presenza di tracce ematiche rinvenute all’interno dell’abitacolo dell’auto in uso agli indagati, parcheggiata nel garage di casa, i carabinieri hanno proceduto al loro arresto ed alla relativa traduzione presso la casa circondariale di Caltagirone.
foto ufficio stampa Carabinieri
(ITALPRESS).

Ponte Stretto, per istituzioni e imprese del Sud “una sfida necessaria”

PALERMO (ITALPRESS) – Una grande iniziativa, nata dalla collaborazione tra Fondazione Magna Grecia e Fondazione Sicilia, dedicata a un tema cruciale per lo sviluppo del Mezzogiorno e dell’Italia: il ponte sullo Stretto. Una giornata di discussione organizzata in partnership con il Gruppo Pubbliemme-Diemmecom, ViaCondotti21-LaCapitale, LaC Network e coordinata da Alessandro Russo, direttore editoriale del Network e Paola Bottero, direttore strategico del Gruppo. Tra i media partner dell’iniziativa anche l’Agenzia di stampa Italpress.
“Siamo pronti a farlo – ha detto il presidente della Fondazione Magna Grecia, Nino Foti – l’opera è indispensabile, se necessario si deve applicare il ‘metodo Genovà e snellire le procedure burocratiche. Negli ultimi 50 anni abbiamo assistito solo a chiacchiere, l’opera si poteva fare. E’ stata bloccata non per un problema tecnico ma politico. In commissione Trasporti – ha continuato – ho chiesto anni fa una commissione d’inchiesta per capire cosa avesse bloccato la costruzione del ponte per tutto questo tempo. Oggi siamo a Palermo per dare un segnale di concretezza”.
A Foti fa eco Raffaele Bonsignore, presidente della Fondazione Sicilia: “I siciliani sono stanchi di anni di promesse elettorali, il ponte è fondamentale perchè la Sicilia superi la sua condizione di insularità. E’ giunto il momento di passare dalle parole ai fatti, prendendo consapevolezza che questa grande opera può e deve essere realizzata, non soltanto a beneficio della Sicilia, ma di tutta l’Italia”.
E’ intervenuto anche il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla. “Il ponte definisce finalmente il ruolo del Mezzogiorno d’Italia e della Sicilia non solo a completamento del corridoio tra l’Europa e la Sicilia, ma restituisce all’Isola il ruolo di cerniera euromediterranea”, ha affermato il primo cittadino.
All’indomani dell’approvazione in Consiglio dei ministri del decreto che ridà vita alla società Stretto di Messina e che ha previsto per luglio 2024 la progettazione esecutiva e l’inizio dei lavori, il ponte sullo Stretto sembra diventare davvero realtà e porta con sè una serie di sfide: sociale, economica, infrastrutturale e politica.
Della sfida sociale hanno parlato l’amministratore della Società Stretto di Messina, Vincenzo Fortunato, il rettore dell’Università di Palermo, Massimo Midiri, e il presidente e direttore editoriale della Società Editrice Sud, Lino Morgante. “I costi del ponte sullo Stretto? Presumo 12 miliardi di euro, il doppio del 2008. Quando – ha detto Fortunato – i costi del ponte erano quantificati in circa 6 miliardi, da allora a oggi sono passati quasi 15 anni ed è presumibile che questa cifra sia molto aumentata. Come potrà essere pagato? Ci sarà una parte di autofinanziamento – ha spiegato -. Nel 2008 era del 60 per cento, oggi presumibilmente dovrà essere inferiore ma questo dipende anche dai pedaggi, che non dovranno superare il costo attuale dell’attraversamento con i traghetti. Rfi e Trenitalia immaginano una finanziabilità intorno al 40 per cento, la restante parte dovrà essere finanziata con contributi statali, comunitari e regionali”.
“Le grandi opere sono sempre motore per le altre infrastrutture. Il ponte sullo Stretto in tutti questi anni non è stato fatto, ma non si sono realizzate neppure le altre opere – ha detto Maurizio Lupi, ex ministro dei Trasporti -. Le grandi opere accelerano la riqualificazione dei territori su cui passano, come l´Alta Velocità. Ma il vero problema è l´intermodalità. L’Italia deve tornare a essere collegata e il ponte sullo Stretto è un’infrastruttura fondamentale anche per il collegamento con l’Europa. Non si può continuare a costruire ferrovie e aeroporti che non sono collegati tra loro. Credo che questa sia la volta buona, basta avere la volontà politica”.
All’evento “Il Ponte sullo Stretto, una sfida necessaria” sono intervenuti anche i presidenti della Regione siciliana, Renato Schifani, e della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, che hanno rassicurato sulla totale sinergia sulla realizzazione del ponte. “Basta Italia a due velocità – ha detto Schifani – siamo alla vigilia di una grande evento e la Regione si impegnerà anche economicamente per quello che può, vigileremo sui tempi. La Sicilia è stata trattata male, ma ci crediamo”.
“Con Schifani ormai ragioniamo quasi come una macroregione – ha osservato Occhiuto -. Il ponte attrarrà altri investimenti per le infrastrutture. Questa è la stagione dei fatti, Sicilia e Calabria possono diventare davvero uno hub europeo nel Mediterraneo”.
“Se non mettiamo la prima pietra con questa legislatura e con questi governi regionali allora dovremo dire addio al ponte – ha sostenuto Saverio Romano, deputato e vicepresidente della Fondazione Magna Grecia -. Basta girarci intorno, il ponte è prospettiva di futuro”.

– foto Italpress –
(ITALPRESS).

Palermo, collegamenti e infrastrutture nel Pums città metropolitana

PALERMO (ITALPRESS) – Un intervento a tutto tondo per migliorare viabilità e infrastrutture all’interno della Città metropolitana, andando incontro alle esigenze della cittadinanza e della gestione ambientale: questo l’obiettivo del Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums) per la Città metropolitana, presentato a Palazzo Comitini alla presenza del sindaco Roberto Lagalla, dell’assessore alla Mobilità Maurizio Carta e dell’architetto Lucio Rubini (in rappresentanza della Tps Pro, società di ingegneria del traffico e dei trasporti).
Il progetto ha una programmazione di dieci anni e, partendo da un approfondito studio preventivo, si articola in una pluralità di servizi: ottimizzazione del sistema dei trasporti e della qualità delle reti stradali, intensificazione dei collegamenti tra capoluogo e paesi o tra punti strategici (stazioni, porti, aeroporti) e luoghi di attrazione culturale, alleggerimento del traffico di merci e persone (in particolare per quanto riguarda lo spostamento dei pendolari verso Palermo).
Il Pums è organizzato guardando alle esigenze dei singoli territori, con una divisione in tre aree di interesse: quella centrale comprende Palermo e l’area limitrofa (dall’aeroporto di Punta Raisi al porto di Termini Imerese), quella occidentale ha in Partinico e Corleone i centri nevralgici e unisce al proprio interno esigenze di carattere turistico-balneare e agroalimentare, quella orientale ha una vocazione per lo più turistico-naturalistica e ha in Cefalù e nelle Madonie i propri riferimenti.
“Grazie a questo piano ottimizziamo la mappa dei collegamenti con opere di bonifica e miglioramento delle infrastrutture, coinvolgendo tanto il capoluogo quanto la provincia – spiega Lagalla, – Il progetto doveva coinvolgere il periodo 2021-27, ma è stato ritardato dalla pandemia e dalla programmazione del Pnrr. Gli interventi più importanti in tema viabilità riguardano la riqualificazione della Fiera del Mediterraneo e del ponte Corleone per la città, i collegamenti da e verso Palermo per la provincia”.
Per Carta il Pums costituisce a tutti gli effetti “il vero atto di nascita della Città metropolitana, poichè aiuterà le comunità del territorio in maniera armonica e senza congestioni: in questo modo i grandi servizi metropolitani non devono necessariamente essere collocati a Palermo, che comunque rimane il principale generatore di flussi, ma possono stare anche in zone della provincia che possono essere raggiunte facilmente”. La peculiarità del piano è, secondo l’assessore, la concentrazione su “un’area vasta, colmando le lacune del precedente Pums pensato per la città”.
Uno dei primi passi del progetto è arrivato a febbraio con una campagna di rilevamento dei flussi automobilistici, mentre in occasione della presentazione è stato lanciato un questionario rivolto alla cittadinanza su come viene immaginata la mobilità del futuro. “I big data telefonici ci forniscono una fonte dati molto più estesa per avere una fotografia chiara degli spostamenti all’interno dei Comuni e tra un Comune e l’altro – sottolinea Rubini, – Per illustrare questo piano agli abitanti della Città metropolitana abbiamo scelto un linguaggio narrativo, per avere un coinvolgimento più ampio e una trasmissione immediata”.
Secondo Marco Migliore, docente di Teoria dei sistemi di trasporto all’Università di Palermo, “è importante non solo intervenire sulle infrastrutture, ma anche dare la possibilità nel breve periodo a cittadini e imprese di muoversi in maniera rapida, sicura e sostenibile: non solo i treni, ma anche le stazioni devono essere adeguatamente accessibili. E’ fondamentale che non vengano superati i limiti imposti dalla normativa vigente sulle concentrazioni inquinanti. Oltre a migliorare la qualità di servizi e viabilità bisogna sviluppare ulteriormente i flussi turistici”.

– foto: xd8/Italpress

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Incidenti stradali, sei morti nel trapanese. Gravissima una donna.

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PALERMO (ITALPRESS) – Domenica drammatica in Sicilia, dove sette persone hanno perso la vita in due incidenti stradali. Il sinistro più grave si è verificato nel Trapanese, sulla SP16, dove sei
persone sono morte nello scontro frontale fra due auto. Gravissima una donna.

Nel Messinese è morto invece un giovane motociclista originario di Barcellona di Pozzo di Gotto. E’ finito fuori strada sulla Provinciale 1 per cause in via di accertamento.

Due feriti, per fortuna non gravi, invece, a causa di un altro scontro avvenuto in mattinata a Palermo, in via Sampolo, a ridosso del centro cittadino, dove un’auto si è ribaltata dopo aver urtato un mezzo parcheggiato.

Un tamponamento a catena si è verificato in serata sulla Mazara del Vallo-Palermo, alle porte del capoluogo. Sarebbero cinque le auto coinvolte ma senza gravi conseguenze. Il traffico nella zona ha subito forti rallentamenti.

foto: Vigili del fuoco
(ITALPRESS).

Schifani “Lavoro per migliorare la Sicilia e snellire tempi burocrazia”

PSALERMO (ITALPRESS) – “Dobbiamo essere orgogliosi della bellezza della Sicilia e lavorare tutti insieme per renderla ancora più bella. Questo è quello che sto tentando di fare, a costo di essere anche un pò martellante nei confronti del governo nazionale e della burocrazia regionale. C’è un grande lavoro da fare, rompendo certi schemi che tendono all’immobilismo e che stanno dando dei mal di pancia a qualcuno. I tempi della burocrazia, infatti, sono a volte elefantiaci. E’ un sistema che dobbiamo cambiare e migliorare, e io ci sto provando”.
Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, intervenendo alla presentazione, a Villa Malfitano, di “Piazza Palermo”, di Antonello Blandi. L’opera rappresenta il capoluogo siciliano attraverso i volti dei suoi cittadini più o meno illustri, stretti in un abbraccio ideale con, sullo sfondo, alcuni dei monumenti cittadini più noti e iconografici.

– foto: ufficio stampa Regione Siciliana

(ITALPRESS).

In 24 ore sbarchi di migranti senza sosta tra Sicilia e Calabria

PALERMO (ITALPRESS) – Continuano senza sosta gli sbarchi di migranti sulle coste italiane e i soccorsi in tutto il mediterraneo. Numeri da record a Lampedusa dove in 24 ore si sono registrati oltre 20 sbarchi per un totale di circa mille migranti. Salvataggi anche nel siracusano e in particolar modo ad Augusta. La nave Diciotti è invece diretta a Pozzallo con un carico di circa 400 migranti tratti in salvo. La Guardia Costiera è intervenuta nella giornata di ieri sul mar Ionio. In area SAR italiana, due pescherecci con migranti a bordo sono stati soccorsi da 4 motovedette, nave Diciotti, nave Aringhieri e l’aereo ATR42 della Guardia Costiera.
Soccorsi di migranti anche al largo di Pantelleria, in particolare tunisini, arrivati con piccole imbarcazioni e gommoni. Ma non è solo la Sicilia ad esseee interessata al fenomeno Nelle ultime 24 ore in Calabria tra reggio, Crotone e Roccella sono state soccorse in mare circa 600 persone.
Sea-watch International ha segnalato che #Seabird ha intercettato
17 imbarcazioni in difficoltà nel Mediterraneo centrale. Molti sono costruiti in lamiera.

– foto: ufficio stampa Guardia Costiera

(ITALPRESS).

Open Arms, difesa Salvini “Emerse ambiguità su operato Ong”

PALERMO (ITALPRESS) – Conclusa l’udienza del processo Open Arms
nell’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo. Matteo Salvini è andato via senza rilasciare dichiarazioni ma fonti della difesa del ministro sottolineeano “grande soddisfazione” in quanto “i consulenti dei legali di Salvini hanno documentato con grande precisione come dietro il barcone vi fossero i trafficanti. Non solo. Sono emerse le molte ambiguità di Open Arms a partire dalle false notizie sulle condizioni del natante con a bordo gli immigrati: non imbarcava acqua e lo scafo non era danneggiato”.
“E’ stato assolutamente decisivo oggi l’intervento in aula di questi testimoni che hanno evidenziato quello che noi diciamo da tempo – afferma Giulia Bongiorno, legale di Matteo Salvini –
Open Arms in realtà non si è imbattuta occasionalmente nella piccola imbarcazione coi migranti, ma da una serie di elementi viene fuori che ha avuto delle indicazioni ben precise. Credo che questo sia importante perchè dimostra la legittimità del provvedimento di divieto emesso sulla base delle anomalie”.

– foto: da video Xd6/Italpress
(ITALPRESS).