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Tar respinge ricorso Messina, Termine confermato sindaco di Sciacca

PALERMO (ITALPRESS) – Il Tar di Palermo ha ritenuto inamissibile il ricorso presentato dal candidato alle amministrative di Sciacca Ignazio Messina. La pronuncia conferma Fabio Termine sindaco di Sciacca. Messina, sconfitto al ballottagio, ha proposto un ricorso giurisdizionale contestando presunte irregolarità delle operazioni elettorali e chiedendo la correzione del risultato elettorale e l’accertamento della propria vittoria al primo turno.
Il sindaco di Sciacca Fabio Termine si è costituito in giudizio, affidando la propria difesa agli avvocati amministrativisti Girolamo Rubino Calogero Marino, e Giuseppe Impiduglia e depositando apposita memoria volta a rilevare l’inammissibilità del ricorso, nonchè a confutare, punto per punto, le motivazioni contenute nel ricorso proposto dal candidato sindaco sconfitto al ballottaggio.
Inoltre anche l’intera squadra assessoriale è intervenuta in giudizio a sostegno del sindaco Termine, proponendo ricorso incidentale sempre con il patrocinio degli avvocati Rubino, Marino, e Impiduglia.
Il Tar di Palermo ha quindi disposto la verifica su 9 delle 27 sezioni oggetto del ricorso di Ignazio Messina e la difesa di Messina ha proposto motivi aggiunti di ricorso volti a contestare l’annullamento di ulteriori 11 schede che il verificatore aveva inteso di non trasmettere al Tar in quanto non rispondenti ai quesiti sottoposti al verificatore.
In vista dell’udienza di decisione del ricorso e dei successivi motivi aggiunti i difensori del sindaco Termine, deducevano l’inammissibilità dei motivi aggiunti proposti dalla difesa di Ignazio Messina perchè volti a contestare vizi ulteriori rispetto a quelli rilevati con il ricorso introduttivo. Il Tar di Palermo, condividendo le argomentazioni degli avvocati Rubino, Marino e Impiduglia, ha dichiarato inammissibile il ricorso per motivi aggiunti proposto dalla difesa di Ignazio Messina nella parte in cui ha contestato la mancata trasmissione di schede non riconducibili ad alcuna delle fattispecie oggetto dell’ordinanza istruttoria. Al contempo, il Tar ha dichiarato il ricorso introduttivo in parte inammissibile, rigettandolo nel resto, avendo accertato il mancato superamento della cosidetta prova di resistenza – posto che i voti trasmessi a seguito della verifica, dove anche fossero stati tutti convalidati dal Tar, non avrebbero consentito a Ignazio Messina di raggiungere la soglia del 40% necessaria per la vittoria al primo turno.

– foto: agenziafotogramma.it

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Aeroporto Palermo, Ad Gesap a lavoro in treno “Scelta ambientale”

PALERMO (ITALPRESS) – In treno per andare a lavoro. Vito Riggio ha scelto le rotaie per raggiungere l’aeroporto di Palermo, dove da pochi giorni siede sulla poltrona di amministratore delegato di Gesap, la società di gestione dello scalo aereo palermitano.
Niente auto aziendale, ma il treno. “Comodo e rilassante – commenta Riggio – il mezzo di trasporto che consiglio a tutti, tenuto conto che il Falcone Borsellino è uno dei pochi aeroporti italiani ad avere la stazione ferroviaria al piano inferiore del terminal passeggeri”.
Scesi dal treno, infatti, basta raggiungere l’ascensore per salire al piano partenze, ai controlli di sicurezza.
“E’ senza dubbio un mezzo molto apprezzato dai turisti ma che necessità di un programma con più frequenze da e per l’aeroporto – continua l’ad di Gesap – E la Regione siciliana sta lavorando in questo senso”.
Il neo amministratore delegato di Gesap ha subito comunicato che avrebbe utilizzato i mezzi di trasporto alternativi all’auto per raggiungere il posto di lavoro.
“Rinunciare all’auto e utilizzare i mezzi pubblici, oltre a essere un gesto rispettoso dell’ambiente, è anche un piccolo segnale di risparmio in tempo di crisi – conclude Riggio – La società è inoltre impegnato nel programma per la gestione della riduzioni delle emissioni di CO2 in ambito aeroportuale, ed ha già messo in atto politiche ambientali efficaci sul fronte del risparmio energetico”.

– foto: ufficio stampa Comune Palermo

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Schifani su portaerei Bush “Marina americana a tutela della sicurezza dell’Europa”

PALERMO (ITALPRESS) – “Ringrazio la Marina militare americana per le espressioni manifestate per la Sicilia e per l’attività che essa svolge a tutela della sicurezza dell’Italia e dell’Europa”. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani che, ieri pomeriggio, su invito della console generale degli Stati Uniti a Napoli, Tracy Roberts-Pounds, è stato ospite a bordo della portaerei americana “George H.W. Bush”, le cui operazioni negli ultimi giorni si sono svolte nel Mar Tirreno meridionale. Scopo della visita, sottolineare il ruolo centrale della Sicilia nelle relazioni degli Stati Uniti con l’Italia e gli altri Pesi alleati e illustrare le operazioni integrate a sostegno della sicurezza marittima nell’ambito della Nato.
“Sappiamo – ha aggiunto Schifani – quanto la nostra terra sia una regione strategica nel Mediterraneo, così come siamo grati ai militari americani e alle forze armate della Nato per il contributo fondamentale che danno per la sicurezza e la tutela delle nostre popolazioni e dei nostri paesi. E’ sempre gratificante ricevere apprezzamenti per l’accoglienza che i siciliani hanno sempre mostrato nei confronti dei militari americani e per la proficua collaborazione tra Sicilia, Italia e Stati Uniti. Il mio governo saprà sempre testimoniare con i fatti questo sentimento di amicizia e forte legame con il popolo americano e le sue istituzioni”.
A bordo della portaerei statunitense c’erano anche il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, la console generale degli Stati Uniti a Napoli Tracy Roberts-Pounds, il comandante dell’aeroporto di Sigonella e del 41mo Stormo Antisom colonnello Emanuele Di Francesco, il comandante della Naval Air Station Sigonella, capitano Aaron Shoemaker e il deputato regionale Michele Mancuso.
“L’Italia e l’Europa – ha affermato il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno – hanno nella Marina militare americana un alleato cruciale, un partner e amico straordinario. E’ anche grazie alla presenza della portaerei ‘Bush’ che si contribuisce a mantenere un livello molto alto di sicurezza e stabilità nel Mediterraneo. Ringrazio i vertici militari americani per l’invito a bordo di una delle più grandi portaerei della Us Navy. Ho ribadito loro l’impegno personale e del parlamento siciliano a mantenere e consolidare i rapporti di amicizia e collaborazione. Sono infine certo che Italia, Europa e America, continueranno a lavorare insieme in nome dei valori condivisi di pace e sicurezza”.
“E’ stato un onore – ha dichiarato il contrammiraglio Dennis Velez, comandante del ‘Carrier Strike Group 10’, George H. W. Bush – incontrare il presidente Schifani ed esprimere la nostra gratitudine ai nostri partner e amici italiani e siciliani per il continuo supporto offerto alla nostra alleanza e alla Marina militare americana. Mostrare in prima persona alle autorità siciliane l’incessante impegno dell’equipaggio dello ‘Strike Group’ della ‘George H.W. Bush’ a sostegno della stabilità e della pace è stata una grande opportunità per rafforzare il nostro storico legame e per evidenziare il ruolo fondamentale della Sicilia a sostegno delle operazioni nell’area di competenza del Comando europeo degli Stati Uniti”.
“Ho avuto la fortuna – ha aggiunto il capitano Dave Pollard, comandante della ‘George H.W. Bush’ – di lavorare in Italia e con i nostri partner nel Sud Italia, durante tutta la mia carriera e questo dispiegamento è il risultato di quel rapporto straordinario in supporto dell’alleanza. Ogni aspetto, dai rifornimenti che ci arrivano da navi partite dal porto di Augusta, al supporto logistico e aereo della Naval air station di Sigonella, all’assistenza e alle cure del Naval hospital di Sigonella, lo dobbiamo all’accoglienza e all’ospitalità dei siciliani. Il nostro team è grato per il supporto continuo che riceviamo dai siciliani”.
foto ufficio stampa Regione siciliana, da sinistra Velez, Galvagno, Schifani, Roberts-Pounds, Mancuso, Pollard
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Università Palermo, identificata potenziale terapia per tumore alla tiroide

PALERMO (ITALPRESS) – Lo studio dal titolo “Recapitulatingthyroid cancer histotypes through engineering embryonic stem cells”, condotto da un team guidato dal professore Giorgio Stassi del Dipartimento di Discipline Chirurgiche Oncologiche e Stomatologiche dell’Università degli Studi di Palermo, è stato pubblicato sulla rivista scientifica “Nature Communications”.
La ricerca, finanziata da AIRC, ha definito gli eventi alla base della tumorigenesi tiroidea e, nello specifico, ha delineato i meccanismi molecolari responsabili dell’insorgenza dei diversi carcinomi tiroidei distinguibili per istologia e decorso clinico.
La scoperta è il risultato di una collaborazione multidisciplinare tra l’equipe del professore Stassi (Veronica Veschi, Chiara Modica, Simone Di Franco, Miriam Gaggianesi e Sebastiano Di Bella) e il gruppo di ricerca della professoressa Matilde Todaro (Alice Turdo, Melania Lo Iacono e Laura Mangiapane) e della professoressa Maria Rita Bongiorno del Dipartimento PROMISE – Promozione della Salute, Materno-Infantile, di Medicina Interna e Specialistica di Eccellenza “G. D’Alessandro” di UniPa. Hanno inoltre contribuito il team dell’Istituto Oncologico del Mediterraneo di Viagrande, Catania (Lorenzo Memeo, Lorenzo Colarossi, Cristina Colarossi e Dario Giuffrida), il dottore Aroldo Rizzo dell’Azienda Ospedaliera “Cervello” di Palermo ed i professori Antonino Belfiore e Paolo Vigneri dell’Università degli Studi di Catania.
“Il cancro della tiroide rappresenta la patologia neoplastica più comune del sistema endocrino, con una frequenza del 3.8% e un’incidenza prevalente nelle donne tra i 40 e i 60 anni. Le mutazioni genetiche che si accumulano nelle cellule tiroidee danno origine a diversi tipi di tumore tiroideo, tra cui le forme ben differenziate, caratterizzate da una elevata sopravvivenza, e la forma indifferenziata più rara e associata ad una prognosi infausta”, commenta Stassi, che spiega: “I ricercatori, mediante l’utilizzo di un modello di cellule staminali, hanno ricreato la gerarchia cellulare della ghiandola tiroidea e parallelamente, attraverso un sistema di editing genetico, hanno identificato una piccola sottopopolazione cellulare, che in seguito all’accumulo di mutazioni genetiche è in grado di generare neoformazioni riconducibili alle differenti forme tumorali, inclusi i carcinomi tiroidei indifferenziati più aggressivi. Questo modello costituisce un sistema eccellente per studiare l’evoluzione della malattia e per sperimentare l’efficacia di nuovi farmaci. Infatti, ha contribuito a definire nuovi marcatori predittivi per la risposta alle terapie convenzionali e, soprattutto, hanno portato alla luce una potenziale strategia terapeutica per i carcinomi indifferenziati della tiroide contraddistinti da una elevata aggressività e da una sopravvivenza alla diagnosi di circa sei mesi. Il progetto di ricerca svela l’origine genetica e cellulare dei tumori alla tiroide e apre le porte a nuove possibilità di terapia per i pazienti con malattia avanzata – conclude Stassi -. Nell’attesa dei risultati delle sperimentazioni cliniche, questa scoperta rafforza l’opinione, sempre più diffusa, che lo studio dell’evoluzione tumorale rappresenti il futuro della ricerca sul cancro”.
foto ufficio stampa Università di Palermo
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A Palermo esperti a confronto su banche, imprese e risparmiatori

PALERMO (ITALPRESS) – Imprese in sofferenza per debiti verso le banche, conti correnti in rosso a causa di tassi e interessi illegittimi, investimenti rischiosi proposti come sicuri a risparmiatori con profili “prudenti”, mutui nulli e furto di dati e credenziali per accedere ai conti correnti di malcapitati: sono solo alcuni casi pratici illustrati e discussi durante il seminario di diritto bancario organizzato dall’Università degli Studi di Palermo – Dipartimento di Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali, dall’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Palermo e dallo studio legale Palmigiano e Associati, che si occupa di assistere imprese e privati in contenziosi nel settore.
“La partnership tra il Dipartimento e lo studio Palmigiano e Associati – ha dichiarato il professore Antonello Miranda, Ordinario di Diritto Privato Comparato e dell’UE presso l’Università degli Studi di Palermo – è nata oltre 20 anni fa, quando abbiamo dato vita al primo seminario sulla tutela dei consumatori e del mercato, che abbiamo replicato ogni 2 anni, fino a questa nona edizione”.
Il seminario è stato organizzato grazie alla sinergia con l’Ordine dei Dottori Commercialisti di Palermo, in modo da affrontare le tematiche correlate al diritto bancario e finanziario, sia dal punto di vista degli avvocati che dei consulenti tecnici che, spesso, si trovano ad affrontare insieme contenziosi che coinvolgono imprese e privati.
“Siamo stati felici di abbracciare questa iniziativa di confronto tra avvocati, commercialisti, esperti contabili e tecnici bancari – ha dichiarato Nicolò La Barbera, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Palermo – siamo impegnati per l’avvio di nuove sinergie con Ordini di altre categorie professionali, con le Istituzioni del territorio e con altri enti pubblici e partners privati per mettere a disposizione le nostre competenze”.
Numerosi i professionisti che hanno partecipato, tra avvocati, commercialisti, esperti contabili, tecnici bancari e giudici che operano in tutta Italia e che si sono alternati nella giornata di lavori suddivisa in tre sessioni: la prima dedicata alla tutela nel settore finanziario, la seconda alla cybersecurity e la terza al settore bancario.
Diversi anche i casi concreti portati ad esempio da Alessandro Palmigiano, Managing Partner di Palmigiano e Associati che ha raccontato tra gli altri, il caso di una pensionata settantenne, sua cliente, che a seguito della morte del marito, la propria banca l’aveva convinta ad acquistare titoli di Stato, definiti dall’istituto bancario come sicuri e dal capitale garantito. La donna, fidandosi della banca investì 70 mila euro in prodotto denominato “Crude Oil 20”, dal basso profilo di rischio, ma al momento della scadenza del titolo, la pensionata si recò in banca e lì l’amara sorpresa: quello che le era stato presentato come un prodotto sicuro, in realtà era uno strumento finanziario complesso e aveva perso quasi 40 mila euro.
Nel 2021 cominciava la causa innanzi al Tribunale di Palermo. La tesi degli avvocati Alessandro Palmigiano ed Elisabetta Violante era chiara: la banca aveva posto in essere una serie di pratiche illegittime, non soltanto non fornendo le informazioni giuste in merito al rischio ma anche proponendo un prodotto inadeguato rispetto al profilo dell’investitrice. Alla luce di questo, la banca doveva farsi carico della perdita della pensionata e rimborsarla.
Con sentenza di qualche settimana fa, il Tribunale di Palermo, V Sezione Civile, giudice Andrea Illuminati, ha accolto la tesi dei legali della donna decidendo per il rimborso della somma persa. In particolare il giudice ha affermato che “alla luce del grave inadempimento dell’intermediario accertato nei termini su indicati – e dovendo ritenersi esistente il nesso causale tra l’inadempimento e il danno lamentato, potendosi assumere che in presenza di una valutazione di inadeguatezza l’investimento non sarebbe stato eseguito – il risarcimento deve essere liquidato nella misura pari alla perdita sofferta”, pari a quasi 40 mila euro.
“La crescita dei casi di truffe bancarie attraverso messaggi, attraverso telefonate o email che sembrano arrivare dalle proprie banche dimostra come, in molti casi, i sistemi di sicurezza degli istituti di credito non siano sicuri – ha spiegato Alessandro Palmigiano -. Ci sarebbero strumenti tecnologici per evitare queste truffe ma questo richiede che le banche facciano degli investimenti in sistemi di sicurezza più avanzati. Non è possibile far ricadere il rischio di impresa sui clienti”.
Il seminario è patrocinato da Confartigianato Imprese Palermo.
foto ufficio stampa studio legale Palmigiano e Associati, da sinistra Dario Greco, Nicolò La Barbera e Alessandro Palmigiano
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Geraci Siculo festeggia nonnina centenaria, borgo madonita in corsa per la “Zona blu”

GERACI SICULO (PALERMO) (ITALPRESS) – Una nuova centenaria a Geraci Siculo, nel Palermitano, che continua la sua tradizione di “longevità” degli abitanti. A raggiungere l’importante traguardo dei “100 anni” è stata Giovanna Sacco, festeggiata dalla famiglia e dall’intera comunità del borgo madonita con in testa il sindaco Luigi Iuppa.
A festeggiare la ricorrenza con nonna Giovanna, i figli, il genero, la nuora, i nipoti, i fratelli e le cognate. Oltre al primo cittadino erano presenti il vicesindaco Franco Coco, l’assessore alle politiche sociali Marisa Zafonte e il consigliere comunale Daniela Lo Pizzo. Il sindaco ha consegnato alla nonnina un omaggio floreale e una targa ricordo portando gli auguri sinceri da parte di tutta la comunità di Geraci.
“Gli anziani sono una risorsa preziosa, sono le nostre radici e abbiamo il dovere di tutelarli, curarli e amarli – ha detto il primo cittadino – Questo è un evento da ricordare per una donna che ha attraversato un secolo di storia della città di Geraci, un paese in cui il tasso di longevità è molto alto”. “Geraci Siculo è in corsa per diventare la sesta ‘zona blù del mondo, ossia una delle zone dove la speranza di vita è molto più elevata che in altre parti del pianeta”, ha sottolineato.
foto ufficio stampa comune di Geraci Siculo
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La Sicilia non legge, azzerata rete di biblioteche per i ragazzi

PALERMO (ITALPRESS) – La Sicilia non legge, le biblioteche pubbliche sono rare e povere di libri, ignorati i testi per i ragazzi. Lo denuncia il vicepresidente del Centro Pio La Torre, Franco Garufi, in una dettagliata analisi pubblicata su Asud’europa (www.piolatorre.it).
“Tutte le regioni con l’incidenza più bassa di lettori abituali tra bambini e ragazzi si trovano nel Mezzogiorno – spiega Garufi -, fanalino di coda è la Sicilia dove legge appena il 33,8% dei bambini e ragazzi tra i 6 ed i 17 anni. Seguono la Calabria con il 35,9%, la Campania dove i lettori della fascia di età considerata si attestano al 38,2%, Molise, Puglia e Basilicata dove superano di poco il 40%”. “Una gravissima condizione di povertà educativa che colpisce un periodo della vita decisivo per i processi formativi e lo sviluppo della personalità”, sottolinea.
In Sicilia, secondo l’indagine, su 274 biblioteche pubbliche o private censite appena 34 dichiarano di essere dedicate ai bambini ed ai ragazzi – il 12,5%- a fronte del 27,3% in Molise, del 18,1% in Umbria, del 18% nelle Marche, del 16,7% in Basilicata e del 15% in Puglia. Dati che rappresentano la punta dell’iceberg di un’arretratezza generale: su 391 comuni siciliani solo 273 sono dotati di biblioteca, ma solo 30 ne hanno più d’una.
Le biblioteche sono ben 34 a Palermo, che è l’unico capoluogo a possederne una dedicata ai minori, 14 a Catania, 10 a Messina, 12 a Siracusa, 5 ad Agrigento, 4 a Trapani, 3 a Caltanissetta, appena 2 per ciascuna ad Enna e Ragusa. Queste ultime sono superate da città non capoluogo, ma di grande tradizione culturale come Acireale e Caltagirone con 4 biblioteche, ma anche da centri come Barcellona Pozzo di Gotto, Cefalù, Monreale e Mezzojuso che ne annoverano 3. Solo 20 comuni siciliani, poco più del 5% del totale, possono vantare più di una biblioteca; tra essi Erice, sede di istituzioni scientifiche di livello internazionale e Comiso, luogo di nascita di Gesualdo Bufalino che sosteneva che per sconfiggere la mafia ci sarebbe voluto in Sicilia “un esercito di maestri”. “Accompagnato da una montagna di libri”, chiosa Garufi, che aggiunge: “Meraviglia poi che non esistano centri di lettura specificamente dedicati alle minoranze linguistiche, neanche a Piana degli Albanesi che pure rappresenta il più importante insediamento albanofono presente nell’Italia meridionale”. “Ci sono perciò tutte le ragioni per ritenere che la nostra isola faccia assai meno del dovuto per affrontare il rilevante e sempre più vasto problema della povertà educativa dei giovani – continua Garufi -. La carenza risalta con enorme evidenza se si guarda alle percentuali di biblioteche che hanno attivato progetti di inclusione rivolti a persone in povertà: appena l’11,7% in Sicilia a fronte di una media nazionale del 12,4%, che però si impenna fino al 28,1% in Puglia ed al 19,3% in Calabria”.
credit photo agenziafotogramma.it
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Sicilia Motori, on line il nuovo sito siciliamotori.it

PALERMO (ITALPRESS) – Dalle ore 23 di stasera sarà on line l’aggiornata versione del sito www.siciliamotori.it costola della rivista Sicilia Motori che dopo avere celebrato lo scorso anno il 40° anno di vita, confermandosi al terzo posto per anzianità fra tutte le riviste di settore, si appresta adesso pubblicare il numero 500 nel prossimo mese di giugno. Senza pertanto diminuire il proprio impegno nel tradizionale ambito cartaceo (al quale adesso si aggiungerà una collana di libri), Sicilia Motori rafforza e rilancia la propria presenza sul web (dove ha debuttato con un sito vetrina nel 1996), con un nuovo e moderno portale che usufruisce di una sofisticata piattaforma tecnologica che consentirà all’utente una più rapida e soddisfacente “navigazione” e offrirà maggiori e più complete opportunità di informazione. L’aggiornato sito sarà on line dalle ore 23 di stasera ed ai primi 23 lettori che si registreranno verrà dato in omaggio un abbonamento annuale alla versione digitale della rivista.
“Il programma di lavoro e sviluppo del sito non si ferma qui – spiega Dario Pennica, 65 anni, fondatore e Direttore di Sicilia Motori – prevediamo un ulteriore piano migliorativo che vedrà l’introduzione sempre di nuove features in considerazione delle metriche rilevate e dei bisogni dei nostri lettori-navigatori. Mentre siciliamotori.it offrirà con numerosi aggiornamenti quotidiani, ed un intenso lavoro nei week end di gare, un’informazione tempestiva (ma verificata perchè non rinunceremo alla nostra anima da puntigliosi cronisti pur di arrivare primi nel dare una notizia), ed utilizzando il vasto archivio del quale disponiamo proponendo rubriche e argomenti da leggere, la rivista continuerà ad assolvere al suo ruolo di narratrice della storia passata e presente del motorsport siciliano”.
“Web ed edicola – continua Pennica – saranno i due canali sui quali viaggerà l’informazione che produciamo, integrando le due colonne, sito e rivista periodica, con altre pubblicazioni (l’annuario e la collana di libri che presto debutterà con il primo volume dedicato ai ’50 anni di rallies in Sicilià) ed iniziative rivolte al grande pubblico come gli Expo in programma a Palermo (30 giugno-2 luglio) e Catania (7-9 luglio). Oltre a No Smog Mobility, la rassegna sulla mobilità sostenibile che organizziamo con i colleghi dell’Agenzia di Stampa Italpress e la cui 12^ edizione è in programma a Palermo per giovedì 12 ottobre”.
Il sito www.siciliamotori.it comparirà con una nuova grafica e lettering, pur senza stravolgerne l’aspetto così da non disorientare il lettore abituale, ma soprattutto dimostrerà immediatamente con la velocità di caricamento e navigazione l’aggiornamento nella tecnologia del quale beneficia, così da garantire all’utente la migliore esperienza. Il “nuovo” sito è stato realizzato su piattaforma WordPress Vip da Digitrend, tech company specializzata nella trasformazione digitale delle Imprese editoriali. Digitrend è l’unico partner italiano di Automattic, l’azienda americana fondata dal creatore di WordPress. Siciliamotori.it usufruisce adesso di soluzioni tecnologiche all’avanguardia e performanti che saranno centrali nella strategia di crescita ed affermazione – anche in ambito digitale – della testata (già preciso punto di riferimento da oltre 40 anni per il motorsport e l’automotive in genere). Oltre al CMS WordPress con hosting di tipo Vip il nuovo sito è integrato infatti con diversi tool della piattaforma Wonder di Digitrend quali ad esempio Digistream, per supportare la video strategy e la massimizzazione dei risultati pubblicitari del giornale o il Content Wall, per creare un rapporto di fiducia e offrire spazi riservati destinati ad accogliere e curare in modo dedicato gli utenti che si registrano al sito.
Attualmente lo staff di Sicilia Motori è impegnato nella realizzazione della live “Warm-Up” iniziata lo scorso 30 gennaio che ogni lunedì (dalle ore 21) in diretta sui canali YouTube e Facebook mette insieme i piloti siciliani di automobilismo delle diverse specialità per una “chiacchierata” che diviene un anello di congiunzione fra la stagione 2022 e quella 2023 che si appresta a partire. Nel corso dei primi otto appuntamenti hanno partecipato oltre 50 ospiti totalizzando più di 7000 spettatori. Fra gli ospiti del prossimo appuntamento, lunedì 27, dedicato ai piloti di rallies vi sarà anche il pluricampione italiano Paolo Andreucci.
foto ufficio stampa Sicilia Motori
(ITALPRESS).