CATANIA (ITALPRESS) – Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, stamane nella cattedrale di Catania, ha assistito al solenne pontificale officiato dall’arcivescovo metropolita Luigi Renna per le celebrazioni della Festa di Sant’Agata. Presenti anche il presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gaetano Galvagno, gli assessori regionali all’Economia Marco Falcone, all’Agricoltura, sviluppo rurale e pesca mediterranea Luca Sammartino, al territorio e ambiente Elena Pagana e il capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina.
Il governatore Schifani, assieme al commissario straordinario del Comune di Catania Piero Mattei, nel pomeriggio renderà un omaggio floreale al busto reliquiario della Santa Patrona catanese, in via Etna, durante la tradizionale processione.
foto ufficio stampa Regione Siciliana
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Festa di Sant’Agata, Schifani al solenne pontificale in cattedrale a Catania
Messina Denaro, audio choc del boss con insulto a Giovanni Falcone / ASCOLTA
PALERMO (ITALPRESS) – Matteo Messina Denaro è in auto e scatta una foto mentre si trova sull’autostrada in direzione Palermo. E’ il 23 maggio del 2022. Insieme alla foto, invia anche un file audio in una chat imprecando per essere bloccato nel traffico a causa della commemorazione della strage di Capaci in cui persero la vita Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. “Io qua, bloccato – dice -, con le 4 gomme a terra. Cioè non nel senso di bucate, ma bloccate perchè sono sull’asfalto e non mi posso muovere. Per le commemorazioni di sta minchia”.
foto ufficio stampa Ros Carabinieri
ASCOLTA
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Mattarella visita Missione Biagio Conte, “Sua opera straordinaria”
PALERMO (ITALPRESS) – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è recato questa mattina, a Palermo, nella sede della Missione Speranza e Carità, fondata da Fratel Biagio Conte a Palermo. La visita del capo dello Stato, si legge in una nota, “per rendergli omaggio nella chiesa ove è sepolto e per esprimere solidarietà e sostegno alla Missione nell’impegno di continuarne la straordinaria e preziosa opera”, come si legge in una nota del Quirinale.
Foto: agenziafotogramma.it
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Favignana, Carabinieri salvano tartaruga Caretta Caretta
FAVIGNANA (TRAPANI) (ITALPRESS) – Una tartaruga Caretta Caretta è stata salvata al largo dell’Isola di Favignana dall’equipaggio dei Carabinieri del battello CC405 del Distaccamento Navale dell’isola. I militari impegnati in un servizio di pattugliamento marittimo, hanno notato, nello specchio d’acqua a circa 2 miglia dalla costa antistante la località Punta sottile, la presenza in superficie di un esemplare di tartaruga marina appartenente alla specie protetta “Caretta Caretta”. L’animale risultava aggrovigliato da cime in materiale plastico/sintetico, bottiglie in plastica e lenza con ami da pesca che, strozzando la pinna anteriore destra, immobilizzavano completamente l’arto, motivo per il quale la tartaruga è da subito apparsa in grosse difficoltà e rischiava di morire. I Carabinieri hanno così provveduto al recupero a bordo del battello dell’esemplare, adulto di sesso femminile del peso di circa 30 Kg., affidandolo poi alle cure del personale dell’Area Marina Protetta “Isole Egadi” che provvederà anche alla successiva liberazione.
Foto: ufficio stampa Carabinieri Trapani
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Barcone con otto cadaveri a Lampedusa, disperso un neonato
LAMPEDUSA (ITALPRESS) – Un barchino di sei metri con a bordo otto cadaveri è stato recuperato dalla motovedetta Cp324 della Guardia costiera che ha effettuato il soccorso a 42 miglia da Lampedusa, in acque Sar Maltesi. Tutto è cominciato dalla mattinata di ieri quando l’imbarcazione era stata avvistata da un peschereccio tunisino che si trovava fra l’Italia e Malta. I pescatori hanno richiesto alle autorità marittime i soccorsi, spiegando via radio che a bordo vi era probabilmente un cadavere. Trattandosi di acque Sar Maltesi, i soccorsi sono stati delegati a Malta. Nel tardo pomeriggio è stata formalizzata la richiesta al comando generale della Capitaneria di porto di Roma. La motovedetta giunta sul posto ha trovato una situazione disperata. A bordo c’erano otto cadaveri, 5 uomini e 3 donne, una delle quali in avanzato stato di gravidanza.
Secondo quanto raccontato dai migranti sopravvissuti, sarebbero morti di fame e di freddo. Ma ci sarebbero anche altri due dispersi. I superstiti hanno riferito che sul barcone c’era una donna con un neonato di 4 mesi che, a causa del freddo, è morto durante il viaggio e la donna, per disperazione, lo avrebbe gettato in mare. Un uomo si è tuffato in acqua sperando di recuperare il corpo del neonato, ma è annegato fra le onde. Anche la madre del neonato, a causa del freddo e della fame, è morta poche ore dopo. Ed il suo cadavere, così come quello degli altri 7 compagni di viaggio, è stato lasciato all’interno dello scafo. Ma anche i sopravvissuti erano in condizioni disperate. I migranti hanno riferito ai mediatori culturali di essere partiti da Sfax, in Tunisia, alle 3 di sabato scorso con l’imbarcazione di 6 metri. Prima di partire erano stati rinchiusi per mesi in una safe house di Mahdia e per questo hanno accettato di partire, nonostante il freddo. Le salme sono state portate nella piccola camera mortuaria del cimitero di Cala Pisana dove dovranno essere sottoposte a ispezione. cadaverica. La Procura di Agrigento ha aperto un fascicolo d’inchiesta.
– foto: xl2/Italpress
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Mafia, De Lucia “Intercettazioni e 41 bis strumenti irrinunciabili”
PALERMO (ITALPRESS) – “Non devi chiedere cosa il tuo paese può fare per te, ma cosa tu puoi fare per il tuo paese. E’ un insegnamento che vale per tutti ed è un buon motto per progredire nella vita”. E’ la celebre frase di John Fitzgerald Kennedy una delle prime pronunciate da Maurizio De Lucia, procuratore capo di Palermo, nell’incontro con gli studenti organizzato questa mattina al Gonzaga Campus di Palermo, nel corso del quale il magistrato ha interagito con la giovane e interessata platea rispondendo a delle domande sui temi del contrasto alla Mafia, della legalità e, ovviamente, sulla recente cattura del boss Matteo Messina Denaro. E proprio nell’istituto in cui nel 1982 l’allora prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa tenne un dibattito con gli studenti sul rapporto tra corruzione e Mafia, idealmente quello di oggi costituisce un altro momento di rilievo per cementare nei più giovani la ricerca continua della legalità: “La Mafia avvelena la Sicilia e Palermo da oltre un secolo e mezzo – ha esordito De Lucia – E’ feroce, vigliacca, triste, dobbiamo saperlo e affrontarla tenendo conto di quello che c’è dietro. Il mancato sviluppo di questa terra è in gran parte dovuto alla Mafia. Poi possiamo discutere del mafioso, perchè ogni mafioso è una persona e come tale va rispettata. Quando li incontriamo questi uomini sembrano come noi, sono persone. Il loro stare insieme crea però un vero problema per tutta la società”.
Nel rispondere alla raffica di domande De Lucia ha spiegato ai ragazzi in cosa consiste il lavoro del magistrato, soffermandosi in particolare su quali siano le peculiarità del procuratore della Repubblica. Ha ricordato gli inizi della sua carriera, i trascorsi a Messina, poi la guida della Direzione Investigativa Antimafia e quindi l’attuale incarico: “Ho una certa specializzazione nella lotta alla mafia, se mi chiedete di diritto matrimoniale ho qualche lacuna”, ha scherzato – Quando parlo coi miei colleghi più giovani, dico che la professione magistrato va presa con estrema serietà, bisogna rimanere ironici e non prendersi sul serio a livello personale, ma sempre prendere sul serio questa professione”.
Molte domande si sono focalizzate sulla Mafia e su come sconfiggerla una volta per tutte: “Sono quattro i pilastri di contrasto a Cosa Nostra – ha elencato De Lucia – La cattura dei grandi capi dell’organizzazione mafiosa, evitare che questi possano continuare a comandare dal carcere, togliere loro i beni, evitare che si generi una nuova generazione di mafiosi”. Gli spunti offerti dalle domande hanno spinto la conversazione anche su temi di attualità, come per esempio quello legato alle intercettazioni e alla volontà del Governo Meloni e del ministro Nordio di porre un freno: “Non ho alcun dubbio sul fatto che le intercettazioni di oggi siano fortemente pervasive e penetrino nella vita delle persone, una volta si ascoltavano le conversazioni e oggi si entra dentro gli smartphone – ha commentato De Lucia, citando anche il film ‘Le vite degli altrì – La tecnologia odierna consente di entrare nella vita delle persone, ma questo strumento delle intercettazioni non è rinunciabile. Naturalmente deve essere gestito in maniera oculata, nei reati in cui è davvero importante, quando il valore delle informazioni tratte è superiore al disvalore di conoscere dei particolari della sfera privata, che comunque per legge non sono solitamente divulgati”.
Ragionamento analogo quello sul 41-bis, tema dibattuto negli ultimi giorni con il caso Cospito ma che riguarda anche Messina Denaro: “Oggi si parla tanto del 41-bis e della necessità secondo alcuni di rinunciarvi. E’ uno strumento irrinunciabile, perchè impedisce ai mafiosi di continuare a fare i mafiosi da dentro le carceri. E’ uno strumento non rinunciabile se si vuole fare seriamente la lotta alla Mafia, non è una pena ma tutela della collettività – ha aggiunto – Non è una pena in più, non si condanna a un’afflizione, questo regime deve servire a impedire che quell’uomo dal carcere continui a comandare. Non si tratta di fargli fare docce gelate o torturare, ma impedire che parlare con suo figlio, magari minorene, possa portare all’uccisione di qualcuno fuori dal carcere”.
E non è mancato da parte di De Lucia, che si è detto amareggiato per i tanti dettagli sulla vita privata del boss emersi sui media (“Non ha alcuna rilevanza sapere delle sue frequentazioni o dell’uso di taluni farmaci, ci hanno solo fatto vedere dal buco della serratura alcuni comportamenti del boss”), anche un pizzico di amarezza per le tante voci dissonanti che hanno espresso perplessità e avanzato dietrologie sulla cattura di Messina Denaro: “C’è una grande differenza tra il mondo in cui succedono le cose e il mondo in cui si dice possano succedere le cose. C’è tanta gente che per tante ragioni parla di altri mondi, ma un minimo di fondamento per le cose che accadono andrebbe riportato per dimostrare che le cose che si dicono possano essere accadute. Siccome io ho fatto l’indagine, e so come è stata fatta, potete fidarvi o no ma so chi e come ha catturato il latitante. Uno dei miei scopi da qui a qualche mese è di dare chiarezza su come sono avvenuti i fatti, con grande delusione di tutti quelli che credono che la terra sia piatta – ha attaccato – Questo è uno strano paese, dopo pochi minuti dall’arresto del latitante erano già iniziati i ‘murmuriì, si è pensato che si era fatto prendere, che non era più lui. Tutto ciò si può legittimamente pensare, ma lascia il tempo che trova. Come quando si vincono i Mondiali si pensa subito che qualcuno ha comprato la partita, non c’è un momento in cui questo paese sta unito e festeggia i suoi successi”.
“Parlare ai giovani della Mafia come una cosa seria è il senso di questo incontro – ha spiegato Padre Vitangelo Denora, direttore del Gonzaga Campus – I nostri ragazzi hanno voluto esprimere una solidarietà a questo momento storico, la loro partecipazione a un cambiamento. Speriamo davvero che questo atto sconfigga la Mafia, che si possa guardare a questa terra con sguardo diverso, che possa rinascere speranza nel futuro proprio con il protagonismo dei ragazzi”.
– foto: xd7/Italpress
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Pnrr, Confartigianato Sicilia “Servono maggiori competenze nelle P.A.”
PALERMO (ITALPRESS) – Il 40% delle risorse del Pnrr è destinato al Mezzogiorno ma sono troppe le pubbliche amministrazioni che non hanno le competenze adeguate per occuparsi della progettazione. Confartigianato Imprese Sicilia dedica oggi la propria assemblea pubblica proprio al tema del Pnrr, con l’obiettivo di costruire insieme alla politica e alle amministrazioni, il futuro della Sicilia. Sono 10.195, per un importo di 16,6 miliardi di euro, i progetti (finanziati e non) registrati con il codice unico di progetto (Cup) nel 2022 dai Comuni siciliani nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Il dato è anche indice di vitalità della Sicilia in termini progettuali.
“La pubblica amministrazione del Mezzogiorno è il punto debole del Pnrr – ha detto il presidente regionale di Confartigianato, Daniele La Porta -. Da una ricerca della Fondazione con il Sud, emerge che i Comuni hanno poco personale, con un’età troppo elevata e con titoli di studio troppo bassi. Confartigianato oggi scende in campo, firmando anche un protocollo di intesa con l’Anci, per percorrere insieme un cammino di crescita che possa portare a uno sviluppo concreto del nostro territorio.
Confartigianato si pone come partner delle imprese e della pubblica amministrazione per favorire il dialogo e la partecipazione, fondamentali affinchè gli obiettivi del Pnrr vengano raggiunti in tempo e producano reali effetti sullo sviluppo in un quadro di trasparenza e legalità. In questo percorso, vogliamo essere protagonisti”.
All’assemblea di Confartigianato Imprese Sicilia, che si è svolta questa mattina al nuovo Cruise Terminal del Porto di Palermo, un parterre di ospiti d’eccezione. Dai saluti istituzionali con Edy Tamajo e Giuliano Forzinetti, rispettivamente assessori regionale e comunale alle Attività produttive, a Leonardo Agueci per conto dell’Autorità di sistema portuale del Mare di Sicilia Occidentale, fino a Carlo Amenta, commissario Zes per la Sicilia Occidentale.
A fare gli onori di casa, per il mondo Confartigianato, il presidente regionale Daniele La Porta, assieme al segretario Andrea Di Vincenzo. A livello nazionale, presenti il presidente di Confartigianato Imprese, Marco Granelli, il vicepresidente Filippo Ribisi, il segretario nazionale, Vincenzo Mamoli. In sala le imprese guidate dai presidenti e dai segretari delle associazioni territoriali.
Momento importante dell’assemblea anche il video messaggio di Raffaele Fitto, ministro per gli Affari Europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il Pnrr. “Il governo ha intenzione di procedere non solamente nell’attuazione del Pnrr ma anche e soprattutto nell’obiettivo di riallineare le diverse programmazioni esistenti – ha detto il ministro -. Più che fare polemiche tra le forze politiche, cosa che a me non interessa, è necessario mettere un punto fermo e aprire una riflessione che possa portare a una programmazione adeguata rispetto alle esigenze di cui ha fortemente bisogno il nostro Paese e il Mezzogiorno in modo particolare. Con Confartigianato – ha sottolineato Fitto – ho tratteggiato le linee guida dell’azione del governo rispetto alla grande opportunità dell’utilizzo delle risorse del Pnrr e individuato e raccontato quella che è la strategia del governo che vuole mettere in campo rispetto all’utilizzo complessivo di queste risorse”.
Secondo il presidente di Confartigianato imprese, Marco Granelli, “il Pnrr deve esprimere l’ambizione di progettare e l’efficienza amministrativa di attuare rapidamente interventi di rilancio della competitività italiana, con il pieno coinvolgimento delle piccole imprese che rappresentano il 99 per cento del sistema produttivo italiano e di cui vanno sostenute la vitalità e la capacità di produrre valore artigiano”.
Nel corso dell’assemblea, è stato presentato il rapporto di Confartigianato Sicilia sul Pnrr in collaborazione con l’Orep. A declinarlo, Paolo Manfredi, responsabile progetto speciale Pnrr di Confartigianato Imprese. Il rapporto ha proprio messo in evidenza il tema legato alla mancanza di competenze nei Comuni siciliani. C’è una forte correlazione tra quantità/qualità delle risorse umane e capacità di utilizzare risorse straordinarie come il Pnrr. “I comuni del Mezzogiorno, almeno 34, sono nella parte bassa della classifica che sintetizza questo indice di performance – ha ribattuto Filippo Ribisi, vicepresidente di Confartigianato Imprese -. Occorre, certamente, che la Regione aumenti la capacità di progettazione reclutando professionalità adeguate per progettare e spendere le risorse del Pnrr, ma ci dispiacerebbe se questo si traducesse semplicemente in assunzioni non ponderate nella pubblica amministrazione. Quello che ci aspettiamo dalle istituzioni è che venga centrato appieno uno degli obiettivi principali del Pnrr ovvero l’eliminazione del divario territoriale Nord- Sud”.
Andrea Di Vincenzo, segretario di Confartigianato Sicilia, ha enunciato le cinque proposte della federazione degli artigiani e delle micro e piccole imprese, per favorire un migliore percorso in termini progettuali e attuativi del Pnrr. Ecco le 5 proposte: Il Pnrr deve partire dalle persone; Il Pnrr deve avere al centro le comunità e i comuni; Il Pnrr deve utilizzare tutte le risorse; Il Pnrr deve essere monitorato nell’evoluzione e semplificato nell’utilizzo; Il Pnrr deve privilegiare il km zero. “Il Pnrr non è una maratona ma uno sprint – ha detto Di Vincenzo -. Dobbiamo costantemente monitorare, i dati devono essere pubblici. Occorre massima trasparenza. Ci devono essere dei momenti di confronto con gli stakeholder del territorio, di cui noi ne facciamo parte. E’ nostro diritto-dovere di conoscere la situazione e fare le proposte. La massima trasparenza è anche un pre requisito per garantire la legalità di tutta la gestione dei fondi. Motivo per il quale chiediamo anche che le gare d’appalto siano bandite a km zero, in modo tale da garantire un maggiore controllo affinchè tutti i processi si svolgano nel pieno della legalità. Il km zero, inoltre, favorirebbe anche il lavoro delle imprese locali, il cui valore artigiano deve essere riconosciuto e valorizzato”.
– foto ufficio stampa Confartigianato Imprese Sicilia –
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All’ospedale Giglio di Cefalù un ambulatorio per i pazienti con tumore alla tiroide
CEFALU’ (PALERMO) (ITALPRESS) – I pazienti con un pregresso tumore della tiroide, operati, guariti o con persistenza di malattia dal 7 marzo troveranno al Giglio di Cefalù un ambulatorio dedicato. Sarà curato dall’endocrinologa Stefania Marchisotta che, dopo la specializzazione a Siena, si è occupata di patologie oncologiche della tiroide con numerose pubblicazioni in riviste internazionali
“E’ un’attività condivisa con il presidente Albano – spiega Marchisotta – per garantire ai pazienti con tumore alla tiroide una continuità assistenziale”.
Oltre alla visita specialistica, ai pazienti verrà effettuata l’ecografia della tiroide. All’ambulatorio si accede con la prescrizione del medico di famiglia in cui dovrà essere indicata la richiesta di visita ed ecografia.
foto ufficio stampa Fondazione Istituto G. Giglio di Cefalù
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