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Catania, indagine su Interporti. 4 arresti, tra loro un ex deputato Ars

CATANIA (ITALPRESS) – I Carabinieri del Comando provinciale di Catania stanno eseguendo un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal Gip del Tribunale di Catania, nei confronti di quattro soggetti, per i reati di induzione indebita a dare o promettere utilità, peculato, corruzione per un atto contrario ai propri doveri d’ufficio e contraffazione e uso di pubblici sigilli. Nel corso delle indagini, condotte dal settembre 2019 al marzo 2021, sarebbero emerse le interferenze illecite che un ex Deputato Regionale avrebbe esercitato sull’allora Amministratore Unico della “Società degli Interporti Siciliani S.p.a.”, a totale partecipazione pubblica, al fine di favorire una dipendente di quest’ultima azienda. Tra le indebite ingerenze, attraverso l’intercessione di alcuni politici regionali, anche la revoca del licenziamento della donna, che aveva falsamente attestato il possesso di una laurea. Coinvolto inoltre un imprenditore nel campo degli autotrasporti logistici, che mediante un accordo corruttivo con lo stesso Amministratore Unico, in cambio di un posto di lavoro di una parente del dirigente e di altre utilità, avrebbe goduto di agevolazioni per la propria società. (ITALPRESS).

Photo Credits: Carabinieri Catania

Incendio sul traghetto Palermo-Napoli, Monti “Allarme rientrato”

PALERMO (ITALPRESS) – “Per fortuna non ci sono state vittime, grazie al pronto intervento e all’opera dei vigili del fuoco e della Capitaneria di porto ai quali va il mio personale ringraziamento. È rientrato anche l’allarme di stamattina ma perché l’emergenza si possa dichiarare conclusa, bisognerà attendere il raffreddamento della nave che ha raggiunto temperature molto elevate. Aspettiamo, dunque, che i vigili del fuoco completino le loro operazioni per dichiarare, con certezza, il ritorno alla normalità”. Così Pasqualino Monti, presidente Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale, sull’incendio scoppiato a bordo della nave GNV nel porto di Palermo.
Stamane, un denso fumo nero fuoriusciva ancora dal traghetto Gnv per Napoli fermo da ieri sera al porto di Palermo dopo che un incendio si è sviluppato nel garage prima che la nave mollasse gli ormeggi. I vigili del fuoco hanno lavorato per tutta la notte per domare le fiamme. Sul posto sono intervenuti con dieci squadre, che sono ancora impegnate e lavorano senza sosta. Dopo avere circoscritto il rogo nella stiva e abbassato l’alta temperatura i vigili del fuoco stanno valutando la migliore strategia per accedere all’interno dei locali e domare definitivamente l’incendio.
Sulla nave c’erano 184 passeggeri che sono stati fatti scendere. Non si sono registrati feriti ma solo qualche lieve caso di intossicazione. Al porto sono arrivate anche diverse ambulanze, oltre al sindaco Roberto Lagalla.
“Sono stati sicuramente momenti di paura quelli vissuti all’interno della nave, ma alla fine ciò che più conta è che tutti i passeggeri siano stati tratti in salvo senza avere riportato conseguenze alla salute”, commenta Lagalla che ieri sera intorno alle 23.30 è accorso al porto, dove poco prima è scoppiato un incendio all’interno del garage della nave Gnv Superba Palermo-Napoli. A bordo 184 passeggeri e un’ottantina di componenti dell’equipaggio. “Ringrazio i vigili del fuoco, la capitaneria di porto, la polizia di frontiera e il personale dell’Autorità portuale per il tempestivo intervento per mettere in salvo i passeggeri e l’equipaggio della nave, per avere prestato loro assistenza e avere condotto le operazioni di spegnimento del rogo”, aggiunge il primo cittadino.

La compagnia di navigazione GNV interviene con una nota “in merito all’incendio sviluppatosi ieri sera attorno alle 22 a bordo del traghetto La Superba ormeggiato al porto di Palermo e diretto a Napoli”, informando che “si è immediatamente attivata riunendo l’Unita di Crisi per supportare le decisioni del Comandante, che sin dal primo momento ha agito in coordinamento con le Autorità competenti. L’Unità di Crisi, costantemente connessa tramite la centrale operativa attiva presso la sede centrale della Società, ha inoltre coordinato tutte le altre funzioni aziendali per assicurare la massima assistenza a tutti i passeggeri interessati dall’incidente”.
“L’immediata applicazione delle regole di intervento ed evacuazione – prosegue la nota – ha permesso un celere e ordinato abbandono della nave da parte dei passeggeri e dell’equipaggio non impegnato nelle operazioni di soccorso e spegnimento del fuoco; questo ha consentito che tutti stiano bene e che nessuno abbia riportato conseguenze dirette dall’incidente. Le cause sono ancora in corso di accertamento, sia da parte delle Autorità che della Compagnia; dalle prime evidenze l’incendio sembrerebbe essere partito da un automezzo nel garage superiore a prua”.
La Compagnia, sottolinea la nota, “sta tenendo costantemente aggiornati i passeggeri e garantisce a proprio carico soluzioni di viaggio alternative per coloro che lo desiderano, oppure di rimanere in hotel offrendo loro ogni necessità di vitto e alloggio in strutture alberghiere della città”. Inoltre, “desidera infine ringraziare tutti quanti si sono celermente adoperati per contribuire a mettere in sicurezza i passeggeri e la nave e che stanno ancora operando al fianco del Comandante, dell’equipaggio e degli operativi di terra”, conclude la nota.
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foto Italpress
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Mostra Cannes, Miccichè “Schifani se mente deve dimettersi”

PALERMO (ITALPRESS) – Sul caso della mostra a Cannes, Schifani “se ha mentito deve dimettersi”. Così in un’intervista all’edizione locale di Repubblica, Gianfranco Miccichè, commissario del partito che esprime il presidente della Regione ma iscritto al gruppo misto all’Ars. Miccichè non ha ancora digerito la mancata deroga al numero minimo di deputati per formare un suo gruppo, nè lo scontro con gli ormai ex alleati del centrodestra. Ma soprattutto la fine del rapporto con Renato Schifani.
“Schifani – sottolinea – è il mandante spregevole, cattivo. Galvagno è l’esecutore imbarazzato, ma, spiace dirlo, anche debole, inadeguato. Lui avrebbe voluto concedere la deroga. Tutta questa situazione mi dispiace. Ero convinto che fosse meglio di Musumeci e invece il signor Schifani ha fatto la più grande sciocchezza della sua vita: aveva Forza Italia pronta a proteggergli le spalle e invece adesso è solo”.
Poi, c’è la storia di Cannes: “Più che dare la possibilità di rispondere a me, bisognerebbe far rispondere cinque milioni di siciliani. Che tirasse quest’aria si sapeva da tempo. Quando io ho chiesto a Schifani il Turismo e la Sanità, era perchè ritenevo che quelli fossero i settori su cui aggiustare il tiro. La vicenda di Cannes e l’indagine della Corte dei conti sull’hub di Palermo dicono che non mi ero sbagliato”. “Non avevo nessun pezzo di carta, avevo sensazioni, persone che mi dicevano: ‘Quello che appare in tv o in radio sembra molto meno rispetto a quel che si è spesò. Ma non avevo elementi concreti. Attraverso l’esame dello scorso bilancio io e alcuni assessori dell’attuale governo abbiamo avuto una sensazione molto netta. Io non ne ho voluto sapere più niente, altri no. Musumeci diceva che volevo mettere le mani dove loro erano stati puliti. E lo stiamo vedendo”, commenta Miccichè, aggiungendo: “Ecco, guardiamo a Schifani. Perchè ha cambiato assessore al Turismo all’ultimo minuto? Lo spieghi. Non a me, ai siciliani. L’ultima volta che sono stato a casa di Schifani, mi disse: ‘Ma ti rendi conto che mi vogliono indicare Francesco Scarpinato?’. Così ne parlava in quei giorni”.
“Non ho più nessun vincolo di coalizione, di alleanza, di lealtà nei confronti di queste persone: quello che mi hanno fatto non ha eguali nella storia politica di questa Regione – prosegue Miccichè -. Mi hanno tolto tutto e ci sono riusciti, chi ha un potere enorme come quello di un presidente della Regione può farlo”. “Sono rimasto con l’amico Michele Mancuso, ma ero convinto che ce ne fossero altri – aggiunge -. Io sono al gruppo misto ma non mi sento sconfitto: la Storia ci insegna che chi subisce violenza non lo è mai. Schifani lo avevo messo in guardia, oggi gli chiederei: ti è effettivamente convenuto schierarti con quelli da cui io consigliavo di prendere le distanze?”.
Poi, tornando sulla storia di Cannes: “Credo che quello che un presidente della Regione dichiara debba essere scritto con lo scalpello sulla pietra: Schifani a inizio settimana ha dichiarato di non saperne niente. Iniziamo così questa legislatura? Con le bugie?”. “Da quello che dichiara Manlio Messina – evidenzia Miccichè -, c’è poco da discutere. Ma il loro match non mi interessa. Quante volte Musumeci ha detto: ‘Non ne sapevo nientè? Ricominciamo con i ‘non ne sapevo nientè? Questo gioco deve finire, non si può pensare che i siciliani siano tutti scemi. Non farò passare un giorno d’aula finchè Schifani non verrà a dirci se ha detto la verità. Altrimenti ricordo a tutti che un presidente degli Stati Uniti non si è dovuto dimettere per uno scandalo con la sua segretaria, ma perchè lo aveva negato ed è stato smentito. Non è ammissibile che un presidente menta al suo popolo. Se dovesse emergere che ha ragione Messina, Schifani dovrebbe dimettersi”.
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30 anni fa l’arresto di Riina, la risposta dello Stato alle stragi

PALERMO (ITALPRESS) – Trent’anni. Tanti ne sono passati da quel mite venerdì 15 gennaio del 1993, quando lo Stato mise a segno uno dei colpi più duri nei confronti della mafia, con l’arresto del boss Totò Riina, il capo indiscusso di Cosa Nostra e mandante dei più efferati crimini legati alla criminalità organizzata in Sicilia.
Da allora, la lotta alla mafia non è più stata la stessa e si è tracciata un’altra strada, quella della legalità, a partire da Corleone e dalle altre roccaforti mafiose. Di Riina, all’epoca, resisteva soltanto una vecchia foto in bianco e nero, perchè a parlare per lui erano gli omicidi, per ultimi quelli di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Ed è proprio all’indomani delle stragi di Capaci e via D’Amelio che viene deciso di accelerare. I Carabinieri si riuniscono a Palermo, siamo nell’autunno del 1992, e viene messa a punto una strategia per arrivare alla cattura del potente boss, latitante da quasi venticinque anni. Si confrontano le informazioni a disposizione ed emerge con vigore la figura del capitano Sergio De Caprio, comandante del nucleo Crimor del ROS, che passerà poi alla storia come “Ultimo”, colui che materialmente mise le manette a Riina.
Per arrivare all’atto finale dell’Operazione Belva, però, bisogna spostarsi da Palermo al Piemonte, per la precisione a Borgomanero, dove entra in gioco Balduccio Di Maggio, allora incensurato, ritenuto in possesso di una serie di importanti informazioni su Cosa Nostra e sulla possibile località nella quale trascorreva la propria latitanza Riina.
A inizio gennaio, Di Maggio viene arrestato e interrogato, iniziando fin da subito a collaborare con gli inquirenti. Fornisce due diverse possibili zone di Palermo in cui si nasconde il boss mafioso e gli inquirenti cominciano a seguire queste piste.
E’ la svolta. Dalla mattina del 14 gennaio, il “fondo gelsomino” di via Uditore e l’abitazione in via Bernini sono tenute sotto osservazione e proprio da quest’ultima villa alle spalle della Circonvallazione vengono visti uscire la moglie e i figli di Riina. E’ l’ultimo tassello per preparare l’arresto del boss.
La mattina del 15 gennaio 1993, poco prima delle ore 9 del mattino, Balduccio Di Maggio riconosce Salvatore Riina e l’autista Salvatore Biondino intenti ad allontanarsi in auto dall’edificio di via Bernini 54. La macchina viene pedinata dai Carabinieri e pochi minuti dopo, in viale Regione Siciliana, viene concretizzato in pieno giorno l’arresto del più pericoloso e potente capo mafioso.
Riina, ammanettato da De Caprio, aveva all’epoca da poco compiuto 62 anni e tremava di paura con la pistola puntata addosso.
Finalmente il volto di uno degli uomini più sanguinari della storia d’Italia entrava nelle case degli italiani, a colori, nelle mani dello Stato che lo avrebbe presto consegnato al 41-bis.
Nei giorni successivi, la mancata perquisizione dell’abitazione di Riina, svuotata in fretta e furia dai propri sodali, resta una macchia nell’operazione, che la Procura di Palermo considerò come frutto di un equivoco. Permangono delle ombre sulla figura ambigua di Di Maggio, c’è chi parla di tradimento a Riina da parte di un altro boss, chi si distacca dalla narrazione ufficiale degli eventi che hanno portato alla cattura del Capo dei Capi. Ciò che è certo, però, è che quel giorno di trent’anni fa segnò anche un punto di partenza a partire dal quale tanti passi avanti sono stati fatti sul fronte della legalità.
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Mostra Cannes, non si ferma lo scontro Fi-Fdi in Sicilia

PALERMO (ITALPRESS) – Non si placano le polemiche sulla mostra “Sicily, Women and Cinema” a Cannes, che avrebbe comportato per la Regione Siciliana un costo di 3,75 milioni di euro e la cui organizzazione è stata poi annullata nei giorni scorsi, dopo che il governatore Renato Schifani aveva chiesto chiarimenti all’assessore al Turismo Francesco Scarpinato.
A riaccendere lo scontro nella maggioranza tra Forza Italia e Fratelli d’Italia è stata un’intervista televisiva rilasciata da Manlio Messina, assessore al Turismo nella Giunta Musumeci, che ad Antenna Sicilia ha spiegato come la vicenda fosse stata “seguita dall’allora assessore ad interim del Turismo, il presidente della Regione Renato Schifani, dal 20 ottobre all’11 novembre 2022”. Schifani, raggiunto telefonicamente dall’Italpress, non ha replicato a Messina: “Ogni commento è superfluo, preferisco un secco No Comment”.
Per le parole di Messina ha espresso “grande stupore” Stefano Pellegrino, capogruppo di Forza Italia all’Assemblea Regionale Siciliana.
“Al di là della definizione di “assessore ad interim” riferita al Presidente della Regione, che denota una sorprendente poco accurata conoscenza dei meccanismi di governo e delega all’interno dell’Amministrazione – spiega Pellegrino -, le parole dell’esponente di Fratelli d’Italia sono gravissime ed esulano evidentemente dal caso specifico, con toni e illazioni offensive nei confronti del Presidente della Regione scelto e sostenuto in campagna elettorale da tutta la coalizione di centro destra. Crediamo che sia urgente e indispensabile un chiarimento da parte di Fratelli d’Italia per garantire l’indispensabile spirito di fiducia e rispetto e l’altrettanto indispensabile azione sinergica fra i diversi componenti del Governo, senza i quali vi è il concreto rischio di non garantire un proficuo lavoro a servizio dei cittadini siciliani che hanno scelto Renato Schifani come Presidente della Regione”.
A difesa del governatore si schiera anche la Lega. “Rivolgersi con toni oltraggiosi al presidente Schifani come tenta di fare qualcuno che invece in quell’assessorato, avendo la delega al turismo, ha avuto il potere per determinarne la linea di azione afferma Marianna Caronia, capogruppo della Lega all’Ars -, fa pensare che l’emersione della faccenda lo abbia infastidito al punto di aggredire politicamente il presidente della Regione che è il capo di un governo nel quale Fratelli d’Italia ha ruoli importanti e per i quali, in particolare per la nomina dell’assessore regionale al Turismo ha insistito nella trattativa per la formazione del governo regionale. Se i temi e i metodi sono quelli dell’attacco con ribaltamento delle responsabilità sul presidente della Regione penso che si rischi di giungere politicamente ai titoli di coda”.
Il capogruppo della Dc a Palazzo dei Normanni, Carmelo Pace, definisce le parole di Messina “gravissime ed inaccettabili” e aggiunge: “Occorre un immediato chiarimento da parte di Fratelli d’Italia e un incontro tra i capigruppo della maggioranza per ritrovare quell’unità indispensabile tra le diverse componenti del governo per poter continuare a lavorare sinergicamente a servizio dei siciliani”.
A margine di una conferenza stampa a Palermo, l’ex presidente della Regione Nello Musumeci, ha espresso “fiducia nell’operato del mio assessore Manlio Messina”. “Il governo ha dato un obiettivo: promuovere la Sicilia in tutte le più prestigiose sedi nazional e internazionali. E’ stato fatto a Cannes, con un ritorno notevole di immagine. Questa è la politica – ha aggiunto -: come arrivare agli obiettivi con quali procedure e tecniche, dice la legge Bassanini dal 1998, è una competenza della burocrazia e su questo non metto lingua”.
Da Fratelli d’Italia arriva poi l’intervento del responsabile nazionale dell’organizzazione del partito, Giovanni Donzelli, teso a disinnescare uno scontro che mette a rischio gli equilibri nel centrodestra. “Massima trasparenza e lealtà reciproca sono i pilastri che ci uniscono nel buon governo della Sicilia – dice il deputato -. Abbiamo il dovere morale e politico di verificare continuamente, senza celare niente ai cittadini che ci hanno dato fiducia, la correttezza di ogni singola scelta. Come Fratelli d’Italia siamo al fianco del Presidente Schifani e di Francesco Scarpinato nel chiedere chiarezza per ogni singolo euro di denaro pubblico speso o in procinto di essere impegnato”.
Poi da Donzelli “un appello a tutti, a 360 gradi, a interrompere lo stillicidio di dichiarazioni, supposizioni, congetture e retroscena che fanno solo il gioco dei nostri avversari. Con senso di responsabilità che deve accomunare tutti, nessuno escluso, verifichiamo non sulle agenzie ma nei luoghi deputati la correttezza di ogni singolo passaggio per poi dare all’opinione pubblica tutte le opportune informazioni complete e controllate”.
Ma per Pellegrino di Forza Italia “Donzelli dovrebbe rivolgersi ai suoi colleghi di partito quando parla di stillicidi di dichiarazioni e richiama tutti alla sobrietà. Sia Forza Italia, sia il Presidente della Regione hanno assunto, sin dall’inizio di questa delicata vicenda, un atteggiamento attento e rigoroso, senza mai dar luogo ad esternazioni di sorta – aggiunge il capogruppo forzista all’Ars -. Lo stesso non può dirsi per alcuni esponenti di Fratelli d’Italia, con un suo assessore in carica che ha esternato di non voler rassegnare dimissioni non richiestegli, ed un ex assessore che ieri ha sferrato un inaccettabile e gravissimo attacco pubblico al Presidente Schifani sulla base di considerazioni tanto offensive quanto infondate. Dichiarazioni che hanno creato sconcerto in gran parte dell’opinione pubblica”.
“Da parte della DC nessuno stillicidio di dichiarazioni e meno che mai supposizioni e congetture”, spiega il commissario regionale del partito, Totò Cuffaro, per il quale sarebbe “opportuna una revisione delle dichiarazioni dell’onorevole Manlio Messina ed una più pacata riflessione dell’assessore Scarpinato senza sfuggire dal proprio ruolo e delle responsabilità ad esso legate”.
“Siamo fermamente convinti che il presidente della Regione, Renato Schifani, non abbia assunto alcuna iniziativa, peraltro non di competenza politica, sulle scelte dell’assessorato del Turismo e degli altri rami del governo nei giorni in cui ha esercitato i poteri della giunta. Lo professiamo con sincera ed essenziale sobrietà”, afferma l’assessore regionale all’Energia e ai servizi di pubblica utilità, Roberto Di Mauro, che aggiunge: “Altresì riteniamo che, piuttosto che comunicare attraverso i mass media l’implicita e non disinteressata appartenenza alla tifoseria, le forze politiche dovrebbero attivarsi per un confronto franco e costruttivo al fine di chiarire e di concordare le importanti scelte da compiere”.
Per Mimmo Turano, assessore alla Formazione e all’Istruzione, “il governo regionale è nato e si fonda su alcuni principi e presupposti: il rispetto tra le forze politiche che lo compongono, la serietà dell’azione amministrativa, l’autorevolezza del presidente Schifani. Sono principi che la Lega ritiene preziosi, insieme all’unità e all’armonia del centrodestra. Proprio per questo motivo invitiamo tutti, anche all’interno di Fratelli d’Italia, a mettere davanti a ogni cosa l’importanza dell’alleanza su cui si fonda l’esecutivo, evitando esternazioni che rischiano solo di produrre nuove tensioni”.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Enel, Schifani incontra Lanzetta “Vasto piano investimenti in Sicilia”

PALERMO (ITALPRESS) – Il vasto piano di investimenti che il Gruppo Enel sta effettuando e pianificando in Sicilia è stato al centro dell’incontro che si è svolto oggi a palazzo d’Orlèans tra il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, e il direttore di Enel Italia, Nicola Lanzetta. “Da questa collaborazione – commenta il governatore – derivano indubbiamente grandi opportunità di crescita e di sviluppo per l’Isola, soprattutto nella prospettiva del necessario processo di transizione energetica. Da parte nostra, quindi, c’è il massimo impegno per sostenere, in termini anche di semplificazione, i progetti che di qui al prossimo futuro interesseranno il nostro territorio”.
Lanzetta ha illustrato gli investimenti che il Gruppo Enel sta realizzando in Sicilia. Alcuni di questi riguardano la rete elettrica, a media e bassa tensione, e sono finalizzati a renderla più resiliente e ad accogliere e trasferire la crescente produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.
“Il nostro obiettivo – spiega Lanzetta – è quello di continuare a migliorare la qualità e continuità del servizio elettrico nell’Isola e investire ancora in modo importante sulla produzione da fonti rinnovabili”. Altro investimento rilevante riguarda la realizzazione della nuova 3Sun Gigafactory a Catania, che presto diventerà la più grande fabbrica di pannelli fotovoltaici di ultima generazione in Europa. E’ inoltre in fase autorizzativa un progetto per la realizzazione, tra Carlentini e Sortino, nel Siracusano, di un centro sperimentale per la produzione di idrogeno verde.
Infine, grande disponibilità è stata garantita dal Gruppo Enel, nell’ambito del più ampio programma per l’elettrificazione dei consumi di famiglie e imprese, per l’ulteriore sviluppo delle infrastrutture utili alla mobilità elettrica.

foto: ufficio stampa Regione Siciliana

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Palermo, Lagalla “Entro il 2023 avremo strutture cimiteriali adeguate”

PALERMO (ITALPRESS) – “Grazie al ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci, per l’attenzione che ha avuto per la città di Palermo e per essersi concentrato, fin dal suo insediamento, sulla criticità della situazione cimiteriale del capoluogo”. Si apre con uno scambio di convenevoli e ringraziamenti la conferenza stampa a Palazzo delle Aquile, a Palermo, con il sindaco Roberto Lagalla, commissario straordinario per l’emergenza del cimitero dei Rotoli, e l’ex presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, oggi ministro del governo Meloni. E’ un primo cittadino soddisfatto del lavoro fin qui svolto, Lagalla: “Quando ci siamo insediati abbiamo trovato circa 1300 salme a deposito. Con lena e solerzia abbiamo affrontato l’emergenza e siamo scesi a 1100”. Colleghi di giunta a Palazzo d’Orleans, con Musumeci presidente della Regione siciliana,l’ex assessore regionale alla Formazione, è consapevole del delicato ruolo di commissario straordinario per l’emergenza cimiteri, affidatogli da Musumeci e, in un sabato mattina, ha tracciato un primo bilancio: “Sono terminati i lavori del costone roccioso di monte Pellegrino, che impediva l’accesso ai campi di inumazione e sono in fase di ultimazione circa 400 loculi fuori terra – spiega Lagalla -. Ci stiamo attrezzando per la realizzazione di loculi refrigerati per la transizione dei feretri, che non dovessero trovare immediata sepoltura”. Dead line del commissario è “consegnare entro il 2023 strutture cimiteriali adeguate e capienti rispetto ai bisogni della popolazione”. Lagalla spiega il funzionamento della macchina che si dovrà occupare dell’emergenza camposanto: “Abbiamo costituito l’ufficio del commissario, che verrà affidato a un dirigente comunale, coadiuvato da altri funzionari tecnici e amministrativi”. Sono quattro linee di intervento, sottolinea l’ex Rettore dell’Università: “Gestione dei feretri del deposito, accelerazione delle procedure per il forno crematorio esistente e di quello da realizzare, riqualificazione strutturale dell’intera area del comprensorio del cimitero e, infine, convenzioni con altri comuni e altre strutture cimiteriali”. Musumeci, con un pò di iniziale ritrosia, non si sottrae alle domande sul caso Cannes, la vicenda del finanziamento da 3 milioni e 750 mila euro affidato, senza bando pubblico, dall’assessore regionale al Turismo, Francesco Paolo Scarpinato, alla società Absolute Blue, con sede in Lussemburgo per l’evento “Sicily, Woman and Cinema” 2023, al prossimo Festival del Cinema di Cannes. L’iniziativa era stata promossa nella precedente legislatura regionale dall’ex assessore Manlio Messina, oggi deputato Fdi. “Ho fiducia nell’operato del mio assessore Manlio Messina, naturalmente posso parlare delle cose che appartengono alla mia gestione – ha risponsto Musumeci ai giornalisti -. Il governo aveva dato l’obiettivo di promuovere la Sicilia in tutte le più prestigiose sedi nazional e internazionali E’ stato fatto a Cannes, con un ritorno notevole di immagine. E’ questa è la politica: come arrivare agli obiettivi, con quali procedure e tecniche, dice la legge Bassanini dal 1998, è una competenza della burocrazia e su questo non metto lingua. Non sto parlando di responsabilità – ha sottolineato -. La politica fissa gli obiettivi, la burocrazia li raggiunge”. E alla domanda sulle dimissioni dell’assessore regionale al Turismo, Francesco Scarpinato, chieste dalle opposizioni, l’ex presidente della Regione siciliana, ha concluso: “Io mi fermo al 13 ottobre 2022”.(ITALPRESS).

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Anniversario Belice, Mattarella “Solidarietà Paese rimane indelebile”

ROMA (ITALPRESS) – “Nella notte tra il 14 e il 15 gennaio di cinquantacinque anni or sono, un terremoto devastante sconvolse la Valle del Belice, recando morte ai suoi abitanti, distruggendo abitazioni e paesi, infliggendo il dolore più straziante. Alle vite spezzate, alle famiglie che vinsero la paura e la disperazione, ai loro discendenti che hanno aperto nuove strade, va il primo pensiero”. Lo dice il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio diffuso in occasione del 55° anniversario del terremoto della Valle del Belice. “Fu una prova durissima – aggiunge -. Il Paese intero partecipò con commozione alle sofferenze di quelle comunità. L’Italia avrebbe conosciuto, in pochi anni, altre tragedie innescate dalla natura altamente sismica del nostro territorio, con costi elevatissimi, anzitutto in termini di vite umane. Dopo quei drammatici eventi la Repubblica si è dotata di un’organizzazione per la prevenzione, per il soccorso, per la protezione delle persone, per la ripresa delle attività dopo l’emergenza che oggi è presa a modello. Rimane indelebile la solidarietà sviluppata dalla comunità nazionale che ha accompagnato i momenti più difficili. Lo spirito di condivisione degli italiani ha spinto le istituzioni a progredire. Vi hanno contribuito in modo significativo le persone della Valle del Belice, difendendo la propria dignità e i propri diritti, e trasformando le tante sofferenze e privazioni in energia civile”.(ITALPRESS).

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