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Minardo “Concentrarsi sui problemi dei siciliani e non sulle poltrone”

PALERMO (ITALPRESS) – “Il governo Schifani ha finalmente partorito il tanto atteso, non dal sottoscritto, spoil system per le società partecipate della Regione Siciliana. Mi sembra una procedura doverosa verso la quale ho avuto come l’impressione che alcuni hanno manifestato un’attenzione quasi morbosa. Francamente mi auguro che adesso ci si rilassi e ci si concentri sui problemi dei siciliani”. Lo dice all’Italpress Nino Minardo, presidente della Commissione Difesa della Camera e segretario regionale della Lega in Sicilia.
Il 12 gennaio Matteo Salvini arriva a Palermo per l’udienza del processo Open Arms in programma il 13 e in molti parlano di una probabile assenza di Minardo a un incontro del partito che si dovrebbe tenere nel capoluogo siciliano. Rottura in vista? “Con Matteo Salvini ho un rapporto saldo e non in discussione, sa bene che quando ritiene io possa essere utile per fare qualcosa in Sicilia ci sono – spiega il segretario regionale della Lega -. Non ho velleità da ‘grande assentè, ho un incarico impegnativo alla Camera dei Deputati ma di certo sto molto attento alla qualità delle presenze e dei temi in discussione. Per me sul tappeto ci sono esclusivamente i problemi dei siciliani e le iniziative per far crescere il nostro movimento e la nostra coalizione in una prospettiva di allargamento al blocco civico e autonomistico. Non sono interessato a parlare di nomine, poltrone e strapuntini. Sono temi che interessano ad altri”.

– foto ufficio stampa Lega Sicilia –

(ITALPRESS).

Spoils system alla Regione siciliana, nominati i vertici di 5 società partecipate

PALERMO (ITALPRESS) – “Nominati i vertici di cinque società partecipate della Regione Siciliana, in ossequio allo spoils system attuato dal governo Schifani. Per altre due società le procedure si concluderanno tra qualche giorno. Le assemblee dei soci, così come disposto dal presidente della Regione, hanno infatti provveduto a rinnovare i Consigli di amministrazione”. E’ quanto si legge in una nota della Regione siciliana.
“Alla Sas presidente è Mauro Pantò, componenti Rosalia Cardinale (confermata) e Alfredo Vinciguerra. All’Irfis, neo presidente è Tommaso Dragotto, mentre i componenti sono Giuseppe Guglielmino e Vincenza Barberi. Per Sicilia Digitale, il nuovo amministratore unico è Riccardo Di Stefano. Alla Seus presidente è Gabriele Castro, Maria Stella Marino e Pietro Marchetta (confermato) i componenti. Conferma in toto, invece, per l’Ast: Salvatore Castiglione presidente, Tania Pontrelli ed Eusebio d’Alì componenti”, prosegue la nota, sottolineando che “si completeranno lunedì prossimo, invece, le procedure per Airgest e Interporti”.
foto ufficio stampa Regione siciliana
(ITALPRESS).

Asp Trapani, Spera “Pronto un piano di ammodernamento tecnologico”

PALERMO (ITALPRESS) – Un corposo piano di assunzioni di nuovi medici, numerosi progetti legati ai fondi del Pnrr, un protocollo di legalità per evitare che si insinui il malaffare e il totale riassetto dei presidi di tutto il territorio trapanese. Queste alcune delle iniziative messe in piedi nei primi sei mesi di mandato da Vincenzo Spera, commissario straordinario dell’Asp di Trapani. Intervistato dall’Italpress il dirigente ha toccato un pò tutti i temi, partendo dalle procedure concorsuali, una questione molto delicata, vista la carenza di medici nelle terapie intensive e nei pronto soccorso, non solo nel territorio trapanese ma in tutto il Paese: “Abbiamo indetto procedure di selezione per più di 230 medici e su questo stiamo avendo una buona adesione da parte dei partecipanti alle procedure concorsuali. Ci è arrivata anche una buona notizia da parte dell’assessorato alla Salute, diretto dall’assessore Volo, che ha emesso un decreto col quale autorizza, anche per le selezioni a tempo determinato di giovani medici, la possibilità di estendere la partecipazione al concorso ai medici extraeuropei. Questo ci darà la possibilità, nell’ipotesi in cui non ci siano medici nè italiani e nè europei, di poter attingere e formulare graduatorie di medici extraeuropei”.
In cantiere anche la realizzazione degli ospedali di comunità, delle case di comunità e delle centrali operative territoriali, tramite i fondi del Pnrr: “Abbiamo un grande piano di ristrutturazione e di ammodernamento tecnologico che riguarda tutta l’azienda sanitaria provinciale nella sua interezza, senza dimenticare nessuno dei presidi ospedalieri o distretti territoriali. Abbiamo un piano da 150 milioni, 50 legati al Pnrr e per i quali stiamo cercando di ridurre i tempi di aggiudicazione delle procedure di gara”.
Nel Trapanese il rischio di infiltrazione mafiosa negli appalti è molto alto. Per evitare che il malaffare si insinui riuscendo ad alimentarsi con i fondi pubblici, Spera e l’Asp Trapani hanno stipulato un protocollo di legalità con la Prefettura: “Vogliamo far sì che tutti i fondi del Pnrr siamo spesi mediante la sottoscrizione di questo protocollo che permetterà a tutte le aziende che saranno aggiudicatarie degli appalti di poter essere monitorate: sia per quanto riguarda la parte delle singole forniture, sia per quanto concerne la parte dei dipendenti, che saranno posti al vaglio delle forze dell’ordine che daranno il benestare all’assunzione o meno del personale”.
“Stesso discorso per le forniture: nel momento in cui esce dalla casa madre qualsiasi prodotto – ha evidenziato Spera – si dovrà capire quale sia la filiera e se ci sono tentativi di infiltrazioni. Tutto ciò ci dà quindi la garanzia che quello che andremo a spendere per la realizzazione delle strutture sarà controllato in maniera precisa e puntuale”.
Spera ha quindi parlato delle operazioni di riassetto di tutti i presidi sanitari post pandemia: “Stiamo iniziando a tornare alla normalità e lo stiamo facendo soprattutto sul presidio di Marsala che prima era interamente dedicato all’emergenza covid. Abbiamo ripristinato l’urologia, che si era spostata a Castelvetrano, e lo stesso discorso lo stiamo mettendo in atto con l’ortopedia e a seguire anche la chirurgia plastica. Questo è il segnale che stiamo dando alla popolazione, ovvero che l’Asp ha tutta l’intenzione di riportare il presidio di Marsala a quella che era la situazione precovid, dando quei servizi che in questo momento erano piuttosto carenti all’interno di un bacino che è molto popoloso”.

– foto Italpress –
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Blitz antimafia nell’Agrigentino, 10 misure cautelari

AGRIGENTO (ITALPRESS) – Droga ed estorsioni all’ombra della mafia. Maxiblitz del Comando provinciale dei carabinieri di Agrigento e del Ros – con il supporto dei militari dei Comandi provinciali di Palermo, Trapani, Enna e Caltanissetta, del Nucleo Carabinieri Cinofili e dello Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori – che hanno eseguito 10 misure cautelari, emesse dal Gip di Palermo su richiesta della locale Dda. Nell’operazione 5 persone sono finite in carcere, 4 ai domiciliari, per una è stato disposto l’obbligo di dimora: sono accusate, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, estorsione, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Eseguite 23 perquisizioni personali e locali (di cui 3 in carcere) nei confronti dei destinatari dei provvedimenti e di altri soggetti indagati, a vario titolo, nello stesso procedimento penale.
Il blitz nasce dai convergenti esiti dell’indagine denominata “Condor”, condotta dai militari del Nucleo Investigativo del Comando provinciale di Agrigento, e da quella denominata “Xidy” condotta dal Ros e che già nel febbraio 2021 aveva registrato una prima fase esecutiva.
Le indagini, coordinate dalla Dda di Palermo, hanno consentito di acquisire “un grave compendio indiziario” relativo agli assetti mafiosi nei territori di Favara e Palma di Montechiaro, nell’Agrigentino, quest’ultimo caratterizzato – come accertato da sentenze definitive – “dalla convivenza dell’articolazione territoriale di cosa nostra e di formazioni criminali denominate paracchi sul modello della ‘stiddà”, sottolineano i militari.
Raccolti indizi relativi al tentativo di uno degli indagati di espandere la propria influenza al di là del territorio palmese, nello specifico a Favara e al Villaggio Mosè di Agrigento; al ruolo di “garante” esercitato dal vertice della famiglia di Palma di Montechiaro a favore di un esponente della ‘stiddà, al cospetto dell’allora reggente del mandamento di Canicattì; all’ipotizzato controllo delle attività economiche a Palma di Montechiaro “con specifico riferimento al settore degli apparecchi da gioco e delle mediazioni per la vendita dell’uva (le cosiddette sensalie); a Favara, attraverso l’imposizione delle cosiddette “messe a posto” a imprenditori e danneggiamenti a mezzo incendio.
Ipotizzata dagli inquirenti “l’operatività di una parallela struttura associativa” con base a Palma di Montechiaro e diretta da presunti appartenenti alla stidda, che gestiva il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti.
Acquisiti inoltre e giudicati dal Gip gravi indizi in ordine all’interferenza esercitata da Cosa nostra “sul lucroso settore economico delle transazioni per la vendita di uva e la progressiva ingerenza in detto settore della stidda”. In questo ambito sono emersi rapporti tra il vertice della famiglia mafiosa di Palma di Montechiaro e la ‘ndrina calabrese dei Barbaro di Platì; al controllo illecito di una grossa parte del remunerativo settore imprenditoriale delle slot machines e degli apparecchi da gioco installati nei locali commerciali; all’attività estorsiva ai danni di un imprenditore, costretto ad astenersi dalla partecipazione ad un’asta giudiziaria finalizzata alla vendita di alcuni terreni; alla tentata estorsione ai danni di un imprenditore operante nel settore della distribuzione e gestione di congegni e apparecchi elettronici.
Nel mirino anche la gestione di un impianto di pesatura dell’uva, i cui proventi sarebbero stati in parte destinati al mantenimento dei detenuti; l’estorsione – consistita nell’imposizione dell’assunzione di uno degli stessi indagati – ai danni di un’impresa aggiudicataria di lavori a Ravanusa, sempre nell’Agrigentino; e all’incendio perpetrato ai danni del titolare di un’autodemolizione con deposito giudiziario.

– foto ufficio stampa Carabinieri –
(ITALPRESS).

In Sicilia via libera all’esercizio provvisorio fino al 28 febbraio

PALERMO (ITALPRESS) – Due mesi di esercizio provvisorio, fino al 28 febbraio, e non più uno come previsto nel disegno di legge, che era stato approvato in commissione Bilancio dell’Ars. Dopo la
conferenza di capigruppo, che ha fissato un nuovo calendario della sessione finanziaria, il via libera dell’Aula, con 32 voti favorevoli e 19 astenuti.
Il percorso, condiviso anche dalle opposizioni, vedrebbe il voto finale l’8 febbraio dei disegni di legge di bilancio e Stabilità.

– foto: agenziafotogramma.it

(ITALPRESS).

Progetto “Ripresa Sicilia”, 36 milioni alle imprese per l’innovazione

PALERMO (ITALPRESS) – Risorse pari a 36 milioni destinate alle aziende siciliane per la realizzazione di investimenti che favoriscano l’innovazione, il trasferimento tecnologico e la riconversione di siti produttivi. Il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e l’assessore alle Attività produttive Edy Tamajo hanno presentato a Palazzo d’Orleans, a Palermo, la misura “Ripresa Sicilia”, una delle quattro linee di intervento all’interno del più ampio programma “Competitività Sicilia”. Presenti anche il dirigente generale dell’assessorato, Carmelo Frittitta, e il direttore generale dell’Irfis, Calogero Giulio Guagliano.
«Questo avviso pubblico – ha sottolineato il governatore Schifani – punta ad adeguare il nostro sistema produttivo agli standard europei e a renderlo sempre più efficiente e competitivo. Si tratta di misure pensate per la crescita delle nostre imprese, attuate attraverso una modalità che lascia alle aziende il tempo necessario per presentare le istanze e per la quale esprimo il mio apprezzamento all’assessorato e all’Irfis. Questo – ha aggiunto il presidente della Regione – è uno dei tanti interventi che stiamo mettendo in campo per il tessuto imprenditoriale dell’Isola, per il quale siamo fortemente impegnati su vari fronti: il depuratore di Priolo, vicenda che stiamo affrontando con grande senso di responsabilità e in collaborazione col governo nazionale, anche alla luce della buona notizia dell’acquisto da parte di un importante gruppo del settore petrolifero della raffineria Lukoil di Priolo; la riforma della Commissione tecnica specialistica; il “Bonus Energia”, misura tesa a contrastare il caro-bollette e a incentivare l’adozione di sistemi virtuosi di approvvigionamento energetico».
«La misura – ha aggiunto l’assessore regionale alle Attività produttive, Edy Tamajo – coniuga competitività, innovazione e ricerca, internazionalizzazione. Lo scopo del mio assessorato è supportare il più possibile le imprese attraverso strumenti finanziari e qualunque altro metodo innovativo volto ad aumentare la capacità di competere nel mercato globale. Per questo avviso abbiamo voluto abolire il click-day, un meccanismo che non condividiamo, perchè pensiamo che i progetti vadano valutati secondo un criterio meritocratico. Ho chiesto ai miei uffici e a quelli dell’Irfis, che gestiranno i fondi, di avere tempi certi per le procedure amministrative, prevedendo anche delle penali nel caso in cui ci fosse qualche ritardo. In merito alle risorse destinate alla misura, in base alle richieste che arriveranno potremo eventualmente implementarle con la nuova programmazione 2021-2027, facendo scorrere le graduatorie».
“Ripresa Sicilia”, è stato spiegato, ha una dotazione finanziaria complessiva di 36 milioni: 16 milioni provenienti dal Fondo di sviluppo e coesione 2021-2027 e 20 milioni dal Poc 2014-2020. I beneficiari dei finanziamenti sono le piccole e medie imprese dell’Isola in forma singola o associata. Sono previste agevolazioni, tra finanziamento a tasso zero (della durata massima di 12 anni) e contributi a fondo perduto, sino al 75% dell’investimento per programmi di spesa tra i 400 mila e i 5 milioni di euro. Il cofinanziamento da parte dell’impresa richiedente non deve essere inferiore al 25% dell’investimento. L’agevolazione sarà erogata attraverso un’anticipazione che può raggiungere il 40% del finanziamento concesso, successivi stati di avanzamento lavori (al massimo tre) pari ad almeno il 25% e un’erogazione finale.
Innovando rispetto al passato, è richiesto un progetto integrato di investimento su ricerca e innovazione, competitività e internazionalizzazione, che dovrà avere una durata massima di 24 mesi. Le spese ammissibili devono prevedere la realizzazione di progetti imprenditoriali integrati con programmi di ricerca e sviluppo, a sostegno dell’industrializzazione dei risultati della ricerca, per nuove tecnologie o soluzioni innovative nei processi, nei prodotti/servizi e nell’organizzazione. In quest’ottica, saranno ammesse le spese per progettazione e direzione lavori, opere murarie e costi di ristrutturazione, acquisto di macchinari, impianti e attrezzature, spese per la formazione specialistica del personale, acquisto di software, brevetti e licenze, spese per la ricerca industriale e lo sviluppo sperimentale; consulenza specialistica e programmi di internazionalizzazione, marketing ed e-business.
Il soggetto attuatore della misura sarà l’Irfis, l’istituto finanziario della Regione. Le istanze potranno essere presentate on line sulla piattaforma dedicata, attiva dal primo marzo, incentivisicilia.irfis.it.
«Questa – ha spiegato il direttore dell’Istituto, Guagliano – è la prima iniziativa di ripresa degli investimenti, una vera e propria scommessa in questo momento di congiuntura economica. Abbiamo stabilito dei tempi definiti nell’esame delle richieste, al massimo 90 giorni, perchè vogliamo dare garanzie alle aziende. Garanzie che dovranno offrire anche loro: dovranno essere imprese capaci di affrontare l’investimento e di rimanere sul mercato».
Il programma “Competitività Sicilia” predisposto dall’assessorato alle Attività produttive prevede anche le misure “Fare impresa in Sicilia”, “Connessioni” e “Cluster Sicilia”. Complessivamente, tutte e quattro le linee di intervento hanno una dotazione finanziaria di circa 105 milioni di euro, 71 dei quali a valere sul Fsc 2021/2027, 34 sul Poc 2014-2020.
foto ufficio stampa Regione siciliana, da sinistra Guagliano, Tamajo, Schifani e Frittitta
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Lukoil, Schifani “La notizia dell’acquisto ci dà fiducia”

PALERMO (ITALPRESS) – “La notizia dell’acquisto della Lukoil da parte di un gruppo abbastanza significativo ci dà fiducia. E’ una vicenda che ci ha fatto soffrire. La Regione ha fatto la propria parte. Il governo con intelligenza ha adottato un provvedimento in cui ha dichiarato di interesse strategico l’azienda e ha esercitato la normativa del golden power e quindi ha insediato un amministratore italiano pur mantenendo inalterata la proprietà”. Lo ha detto il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, durante la conferenza stampa per presentare il progetto “Ripresa Sicilia”, a Palazzo d’Orleans, a Palermo.
“Questa notizia giunta ieri ci riempie di fiducia – ha aggiunto -, naturalmente verranno seguiti tutti gli adempimenti e la Regione farà la propria parte e vigilerà su tutto l’iter”.
credit photo agenziafotogramma.it
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Immigrazione, Piantedosi “Mai più campo profughi dell’Europa”

AGRIGENTO (ITALPRESS) – “Onore a Lampedusa, isola che ormai da decenni è la prima frontiera dell’Europa. Spero di tornare presto con qualcosa che potrà essere il segno tangibile della discussione avviata oggi”. Lo ha dichiarato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, in conferenza stampa ad Agrigento, al termine del vertice in Prefettura per fare il punto sull’emergenza immigrazione.
Al vertice, convocato dal prefetto Maria Rita Cocciufa, durato quasi due ore, hanno partecipato anche il Capo della Polizia di Stato, prefetto Lamberto Giannini, oltre ai vertici delle forze dell’ordine, al procuratore reggente di Agrigento, Salvatore Vella, e al sindaco di Lampedusa, Filippo Mannino. Un incontro nato proprio dalla richiesta di aiuto lanciata negli scorsi giorni dal primo cittadino delle Pelagie. E il ministro non ha deluso il sindaco e la popolazione lampedusana.
Piantedosi, a margine dell’incontro, ha annunciato lo stanziamento di un contributo per Lampedusa per far fronte alle ingenti spese: “Il sindaco ci ha fatto presente che in pochi giorni i migranti hanno un costo, in termini di produzione di rifiuti, quantificato in quello che l’intera popolazione raggiunge in un anno ed è impossibile sostenerlo con le sole risorse del comune”.
Il capo del Viminale rispondendo alle domande dei giornalisti ha anche detto di avere spostato ad Ancora lo sbarco di una nave Ong per non far cadere solo su Sicilia e Calabria il peso dell’accoglienza. Sui porti assegnati alle navi Ong “facciamo le cose in modo responsabile, puntiamo a un’equa distribuzione su tutti gli altri luoghi di sbarco per sgravare la Sicilia e la
Calabria, che non possono essere condannate ad essere il campo
profughi dell’Europa”. Inoltre, ha anche reso noto che in queste settimane il Governo sta avviando delle interlocuzioni con i Governi delle nazioni dalle quali partono le imbarcazioni dei migranti. Sono stati già fissati alcuni appuntamenti a partire dal 16 gennaio e proseguiranno anche nelle settimane successive.
foto xl2 Italpress
(ITALPRESS).