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Blitz contro i vertici del clan Santapaola-Ercolano, 30 arresti

CATANIA (ITALPRESS) – Colpo ai vertici della famiglia mafiosa Santapaola-Ercolano. I carabinieri del Comando provinciale di Catania hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip etneo, nelle province di Catania, Prato, L’Aquila, Enna, Perugia, Vibo Valentia, Palermo, Benevento, Siracusa e Avellino.
Sono oltre 30 gli arrestati, accusati di associazione di tipo mafioso e concorso esterno, estorsione, traffico di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di armi e munizioni e concorso in trasferimento fraudolento di valori, reati aggravati dal metodo mafioso. Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Catania, hanno consentito di portare alla luce le recenti evoluzioni delle dinamiche associative della famiglia di Cosa Nostra etnea Santapaola-Ercolano, individuandone gli elementi di vertice.
L’operazione, denominata “Sangue Blu”, ha permesso di assicurare alla giustizia anche l’attuale “responsabile provinciale” della famiglia mafiosa Santapaola-Ercolano.
Dall’indagine, evidenziano gli inquirenti, sono emersi “un vasto giro di estorsioni ai danni di imprenditori catanesi, un fiorente traffico di stupefacenti, il recupero crediti attraverso prestiti ad usura e l’intestazione fittizia di attività economiche. I proventi delle attività illecite venivano utilizzati sia per il mantenimento delle famiglie degli affiliati detenuti, sia reinvestiti in altre attività imprenditoriali infiltrando il tessuto economico catanese”.
Sequestrati beni per un valore complessivo di oltre 4 milioni di euro.

– foto ufficio stampa Comando provinciale carabinieri Catania –
(ITALPRESS).

Elezioni Sicilia, Demopolis “Astensione per bassa fiducia cittadini”

ROMA (ITALPRESS) – L’astensione è stata anche in questa occasione il dato più caratterizzante nel voto per le Regionali in Sicilia: nonostante l’Election Day, la coincidenza di Elezioni Politiche e Regionali, domenica scorsa ha votato nell’Isola meno di 1 elettore su 2. Appena il 49%. Oltre 2 milioni di siciliani non si sono recati alle urne. L’Istituto Demopolis ha indagato sulle ragioni dell’astensione. “Emerge – spiega il direttore di Demopolis Pietro Vento – una chiara compromissione della fiducia dei cittadini. Una larga maggioranza dei siciliani, il 52%, appare convinta che la politica regionale non sia in grado, da molto tempo, di incidere sulla vita reale delle famiglie nell’Isola”. Tra quanti si sono recati alle urne si conferma una tendenza sempre più netta in Sicilia: soltanto una minoranza, poco meno di un terzo, dichiara di aver votato in base alla propria appartenenza di partito. “Ad influire – aggiunge Pietro Vento – è stata soprattutto la scelta del candidato alla Presidenza, dirimente per il 40% di chi si è recato alle urne; ha pesato anche, per il 38% degli elettori, il candidato in lista per l’ARS a livello provinciale: è un dato, quest’ultimo, rivelatosi importante per il Centro Destra e che ha contribuito a favorire, nell’ultima settimana, un’ulteriore crescita del consenso al nuovo Presidente della Regione Renato Schifani”. L’analisi dei flussi elettorali conferma gli spostamenti del voto rispetto al 2017. L’Istituto Demopolis ha analizzato la composizione del consenso al nuovo Presidente della Regione: su 100 elettori che hanno scelto oggi Renato Schifani (quasi 900 mila), 82 avevano votato Musumeci alle Regionali del 2017. 4 elettori odierni su 100 di Schifani avevano votato nel 2017 per Giancarlo Cancelleri, 3 per il candidato di Centro Sinistra Mìcari; un segmento di 10 su 100 proviene infine da quanti 5 anni fa non avevano votato. Significative le variazioni del consenso a Renato Schifani nelle 3 aree metropolitane: 40% a Palermo, 47% a Catania, 29% a Messina dove ha pesato la presenza del suo principale competitor Cateno De Luca (che nella provincia dello Stretto ha superato il 50%). Tra le 9 province, a premiare maggiormente il nuovo Presidente della Regione è stata, con il 51% delle preferenze, la provincia di Agrigento. Tra le qualità maggiormente riconosciute dai siciliani al neo Presidente della Regione emergono la competenza e la capacità di governare, legate alla sua lunga esperienza politica. Nella percezione dell’opinione pubblica, Schifani è anche concreto, mentre appena il 16% lo ritiene innovativo. Demopolis ha analizzato infine le preoccupazioni economiche delle famiglie e l’agenda dei siciliani per il nuovo Presidente della Regione.
“A preoccupare in vista dell’inverno – spiega il direttore dell’Istituto Demopolis Pietro Vento – è soprattutto l’aumento del costo della vita e dell’inflazione. 8 su 10 evidenziano l’incremento, non sostenibile per la gran parte delle famiglie e delle imprese, delle bollette di gas ed energia. L’esigenza di un sostegno al potere d’acquisto delle famiglie supera, per la prima volta nell’Isola, la priorità storica dell’occupazione e del lavoro”.
(ITALPRESS).

 

photo credits: demopolis

Regionali, Pogliese e Cannella “FdI primo partito in Sicilia e perno coalizione di Centrodestra”

PALERMO (ITALPRESS) – “Primo partito in Sicilia, 15,1% dei voti: Fratelli d’Italia perno della coalizione di centrodestra che guiderà la Sicilia con Schifani Presidente”. Lo dicono i segretari regionali del partito di Giorgia Meloni, Salvo Pogliese e Giampiero Cannella, commentano così l’affermazione ottenuta alle elezioni Regionali, arrivata dopo il trionfo alle Politiche. “Fratelli d’Italia si conferma la formazione politica più apprezzata dai Siciliani. Con il Centrodestra unito si vince, in questo caso anche grazie al ruolo di equilibrio e di garanzia che il Presidente Schifani ha svolto in campagna elettorale e siamo certi svolgerà al governo di questa Terra, continuando il lavoro avviato da Nello Musumeci. Gli uomini e le donne di Fratelli d’Italia si assumeranno il compito, confortati dai consensi ottenuti, di far parte di una compagine governativa che dovrà affrontare da subito i grandi temi del lavoro, delle infrastrutture, dello sviluppo, dell’utilizzo virtuoso delle risorse comunitarie e del supporto strategico al tessuto produttivo dell’Isola. Uscire dalla marginalità e dal sottosviluppo è obbligatorio per affrontare le sfide odierne, con il supporto indispensabile del futuro Governo guidato da Giorgia Meloni. I Siciliani ci hanno premiati, ma le deleghe non possono e non devono essere in bianco. La fiducia va ripagata e conquistata, giorno per giorno, con concrete e visibili azioni al servizio dei siciliani”.
(ITALPRESS).

– foto ufficio stampa Fdi Sicilia –

Miccichè “Vorrei restare in Sicilia, ma a Roma serve mia esperienza”

PALERMO (ITALPRESS) – Dopo l’ottimo risultato ottenuto da Forza Italia alle elezioni regionali siciliane, dove gli Azzurri a sorpresa si stanno contendendo con Fdi il primato nel centrodestra e l’elezione in Senato (terzo del suo partito per numero di preferenze dopo Edj Tamajo e Gaspare Vitrano), il coordinatore del partito di Silvio Berlusconi in Sicilia, Gianfranco Miccichè, intervistato dall’Agenzia di Stampa Italpress, ha rivelato di non aver ancora deciso quale ruolo ricoprire nei prossimi cinque anni. “Innanzitutto mi voglio prendere un paio di giorni di riposo perchè gli ultimi mesi sono stati impegnativi ed estenuanti, prima nella composizione delle liste, poi nella campagna elettorale vera e propria, senza dimenticare il mio ruolo istituzionale di presidente dell’Assemblea regionale – spiega Miccichè -. Dopodichè prenderò una decisione, che sarà condivisa con la direzione del partito a Roma”. “Il mio desiderio è quello di rimanere in Sicilia, senza pretendere poltrone o assessorati, ma semplicemente cercando di dare una mano al presidente Schifani e al mio partito – dice ancora il coordinatore siciliano di Forza Italia -, ma mi hanno già fatto capire che in Senato entreranno diverse new entry del partito e che quindi la mia esperienza potrebbe essere necessaria a Roma. Vedremo, con Berlusconi non ci siamo ancora sentiti dopo il voto, ma ne riparleremo molto presto e poi prenderò una decisione”. Miccichè, al di là delle sue scelte personali, vuole inoltre sottolineare con forza l’importanza del risultato di Forza Italia nelle elezioni regionali: “E’ innegabile che abbiamo portato a casa un risultato importante, in un certo senso inimmaginabile, sia a livello di coalizione che di partito. Da questo punto di vista, non era facile prendere più o meno gli stessi voti di Fdi, visto il suo enorme successo alle elezioni politiche e dopo cinque anni di presidenza di un suo esponente. Credo che il merito di questo successo, oltre all’indubbia autorevolezza di Renato Schifani, sia da attribuire alla forza delle liste, molto forti, che abbiamo presentato”.(ITALPRESS).

Photo Credits: www.agenziafotogramma.it

In Sicilia Renato Schifani al 42%, aumenta il vantaggio su De Luca

PALERMO (ITALPRESS) – Quando mancano una cinquantina di sezioni sulle 5298 totali, Renato Schifani è vicinissimo a diventare ufficialmente il nuovo presidente della Regione Siciliana. Il candidato del centrodestra si attesta poco sopra al 42%, con un distacco di oltre 18 punti sul leader di Sud chiama Nord Cateno De Luca (24%). La candidata del centrosinistra Caterina Chinnici è poco sopra al 16%, Nuccio Di Paola (M5s) poco sopra al 15%. Gaetano Armao (Terzo Polo) si ferma al 2%.

Ha votato il 48,62 per cento degli aventi diritto, ovvero 2.249.870 votanti su 4.627.146 elettori. Il dato sull’affluenza del 2022 è comunque superiore a quello di cinque anni fa quando era stata del 46,75%. Lo rende noto la Regione Siciliana. Dai dati definitivi delle 23 di ieri la provincia con l’affluenza più alta è Messina, al 53,4% (nel 2017 era al 51,75%); a seguire Catania col 52,24% (51,56%) e Palermo al 50,14% (46,4%). Questo il dato per le altre province: Siracusa 48,37% (47,56%), Trapani 48,12% (45,43%), Ragusa 47,08% (47,28%), Agrigento al 41,46% (39,63%), Caltanissetta 40,81% (39,83%) e infine Enna al 39,99% (37,68%).

Lo scrutinio per il presidente della Regione e i deputati dell’Ars nelle 5.293 sezioni della Sicilia è iniziato alle 14 di lunedì. Settanta i deputati dell’Assemblea regionale siciliana che saranno eletti. Così la ripartizione dei seggi: 62 attribuiti con il sistema proporzionale puro e soglia di sbarramento al 5 per cento a livello regionale (16 a Palermo, 13 a Catania, 8 a Messina, 6 ad Agrigento, 5 a Siracusa e a Trapani, 4 a Ragusa, 3 a Caltanissetta e 2 a Enna); 1 seggio spetta al candidato alla Presidenza della Regione eletto e 1 seggio al candidato governatore arrivato secondo nelle preferenze. Infine, sei seggi vengono assegnati all’interno della lista regionale del candidato presidente (cosiddetto listino): si tratta, in sostanza, di una lista bloccata che funziona da premio di maggioranza e consente alla coalizione collegata al Presidente della Regione eletto di ottenere al massimo 42 seggi all’Ars. I seggi a tal fine non utilizzati sono distribuiti, con criterio proporzionale, alle liste di minoranza che abbiano superato lo sbarramento.

– foto Agenziafotogramma –

(ITALPRESS).

Schifani “In Sicilia una giunta delle competenze”

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PALERMO (ITALPRESS) – “Non è la mia vittoria, ma è la vittoria di tutto il centrodestra, di una coalizione unita che ha vinto. Ringrazio Meloni, Berlusconi, Salvini, Lombardo, Cuffaro e Romano, in quel 12 agosto mi hanno sostenuto quando pensavo di dover lavorare ancora all’interno del Senato. E’ evidente che questa vittoria si pone in sinergia con il vento che spira a favore del centrodestra anche a livello nazionale”. Queste le parole di Renato Schifani, prossimo a diventare ufficialmente il nuovo presidente della Regione Siciliana, nel corso di una conferenza stampa. Schifani preannuncia che alla Regione ci sarà una “giunta delle competenze, avremo politici che faranno partire il prima possibile il nostro programma. Quando ho annunciato che gli assessori sarebbero stati politici non ho ricevuto nessuna telefonata di dissenso dal centrodestra, vuol dire che condividono”. “Non ho nomi in testa, né ho voluto mettere testa su questo tema – ha aggiunto – E’ un principio al quale non intendo derogare”. “Le opposizioni troveranno in me una persona che si confronterà e non chiuderà la porta a nessuno – ha ricordato Schifani – Spero che non siano strumentali, come si è visto con gli attacchi alla persona che mi scivolano addosso e che spero abbiano fatto solo parte della campagna elettorale. Mi auguro si possa trovare un dialogo, in me non troveranno una persona prevenuta”.
“Mi confronterò sempre con gli alleati quando ci saranno temi delicati e decisioni da assumere”, prosegue.
“Sarò il portavoce dei siciliani presso il governo nazionale – aggiunge – E’ un lavoro impegnativo, ma sono pronto. I siciliani avranno un governo nazionale e un governo regionale in sinergia – ha aggiunto il futuro governatore – Non vuol dire che i due governi debbano evitare il confronto, ma il dialogo sarà più facile”.
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Wizz Air lascia l’aeroporto di Palermo, Sindacati “Preoccupati per lavoratori”

PALERMO (ITALPRESS) – “Apprendiamo con stupore che Wizz Air mentre incrementa considerevolmente le proprie rotte in Italia, diventando la terza compagnia aerea per traffico in Italia e rafforza la sua base di Catania, presso l’aeroporto di Fontanarossa, si appresta ad abbandonare lo scalo di Palermo, dimezzando qui le proprie rotte”. Lo dichiarano Gaetano Bonavia Filt Cgil, Antonio Dei Bardi Fit Cisl, Houda Sboui Uiltrasporti e Domenico De Cosimo Ugl Trasporto Aereo. “Esprimiamo, pertanto viva preoccupazione – -aggiungono i segretari regionali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo – per l’assetto occupazionale dello scalo che invece di cogliere una opportunità di sviluppo realizza una ennesima occasione persa per il rilancio dello scalo palermitano nel periodo invernale e riteniamo che il gestore aeroportuale non abbia creato le necessarie opportunità e condizioni di sviluppo di un’offerta commerciale che era invece stata annunciata dal vettore ungherese e che avrebbe consolidato e rafforzato il livello di occupazione degli operatori di handling dello scalo palermitano, che invece rischiano, ancora una volta, di dover subire il ricorso agli strumenti di ammortizzatori sociali per salvaguardare loro continuità salariale e lavorativa”.
(ITALPRESS).

– credit photo agenziafotogramma.it –

Il Patto di Taormina lancia la cooperazione europea tra le Pmi

TAORMINA (MESSINA) (ITALPRESS) – La CNA, Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa, ha concluso la due giorni dell’assemblea nazionale nella Perla dello Ionio con il “Patto di Taormina”, sancito con i delegati europei delle Piccole e Medie Imprese dell’area euro-mediterranea. Al tavolo che ha portato all’intesa strategica c’erano Dario Costantini, presidente di CNA, Sergio Silvestrini, segretario generale di CNA, Veronique Willems, segretario generale di SmeUnited, Antoni Canete, presidente di Pimec (Spagna), Domenique Anract, presidente di U2P (Francia), e Paul Abela, presidente Sme Chambers (Malta). Erano presenti, inoltre, i rappresentanti della delegazione siciliana, Nello Battiato, presidente di CNA Sicilia, e Piero Giglione, segretario regionale di CNA.
Sono state affrontate proposte di interesse comune per rafforzare la cooperazione tra organizzazioni artigiane e PMI a livello UE e Mediterraneo a livello bilaterale ed europeo.
Questi i temi sui quali le parti hanno deciso di portare avanti un percorso sinergico: energia e sviluppo sostenibile; nuove competenze per lo sviluppo sostenibile e la digitalizzazione su misura per le PMI; politiche di formazione e partenariato PMI area UE-Med Africa e Balcani Occidentali.
“La CNA lancia un segnale forte al Paese e soprattutto al nuovo governo che si insedierà dopo le elezioni delle prossime ore – ha evidenziato il presidente di CNA, Dario Costantini -. Il patto di Taormina è la dimostrazione che la CNA scende in campo per combattere la crisi e rilanciare il nostro Paese e per rafforzarci oltre i confini nazionali, nell’ottica imprescindibile di politiche europee che, attraverso regole comuni e condivise, possono portare alla svolta da noi auspicata”.
Veronique Willems, segretario generale di SmeUnited, ha chiesto “un segnale forte dei governi europei per consentire alle piccole e medie imprese di affrontare i rincari dell’energia”. “Con questo Patto portiamo avanti in Europa i valori che ci accomunano”, afferma Domenique Anract, presidente di U2P-Francia, mentre per Paul Abela, presidente di Sme Chambers (Malta), “il Patto di Taormina è un punto di partenza positivo per fare fronte comune in Europa”. Antoni Canete, presidente della Pimec (Spagna), ha sottolineato come “l’intesa arrivi in un momento molto particolare, con problemi che richiedono soluzioni comuni, dall’energia alla formazione”.
“Abbiamo portato a Taormina oltre mille delegati ed è stato un momento storico per noi, per la CNA nazionale e per la CNA siciliana – ha aggiunto Nello Battiato -. Le piccole e medie imprese sono pronte a fare la loro parte contro la crisi ma è fondamentale che ci siano interventi per salvare le tante realtà che non possono farsi carico del peso insostenibile del caro-energia e di bollette così pesanti come quelle che si stanno registrando”.

– foto Italpress –

(ITALPRESS).