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Banca Popolare Sant’Angelo entra nella compagine sociale di Ibanway

MILANO (ITALPRESS) – L’Assemblea dei Soci della IBANWAY Startup Innovativa Fintech con sede a Milano, ha deliberato l’aumento del suo Capitale Sociale da 120.000 a 250.000 euro, che è stato in parte sottoscritto dai nuovi due nuovi soci, la Banca Popolare Sant’Angelo e la società Konvergence Srl, mentre la restante parte dagli attuali cinque soci le società ELMI Srl (società di Informatica e Hitech) e MDM Holding Srl (società di Partecipazioni e di Consulenza Fintech), i privati Luciano Basile (Direttore Generale di Sicurtransport Spa e vicepresidente di Sicindustria), Giuseppe Minasola (Socio e Responsabile ICT della ELMI Srl), Umberto Romano (Direttore Finanziario della CDS Spa).
La società, con il suo rafforzamento del capitale e l’ingresso dei nuovi soci, consolida il suo percorso di Startup Innovativa Fintech specializzata nel settore dei Pagamenti Digitali e dei Servizi VAS nel settore Consumer, Retail e della GDO.
Questo percorso, prevede nei prossimi mesi, la trasformazione della Società da SRL in SPA e l’ottenimento della licenza di Istituto di Pagamento con una forte connotazione fatta da innovazione tecnologica e sicurezza ICT sfruttando le potenzialità della Blockchain, il Cloud, i Big Data e l’AI e con la collaborazione diretta del partner Elmi.
L’attuale compagine sociale, mette insieme esperienze professionali, industriali e mercati nei specifici settori della finanza, della sicurezza fisica e digitale, del trattamento del denaro, dei Sistemi di Pagamento Elettronico, dei Sistemi di Cassa Evoluti del settore Retail GDO e della ristorazione, della Grande Distribuzione Organizzata. L’aggregato vede un target di oltre 2 milioni di Clienti Consumer, 5.000 Merchant e 12.500 punti cassa collegati ai più evoluti sistemi POS con all’attivo oltre 8 miliardi di euro di Transato annui, circa 10 milioni di euro attraverso modalità di pagamento innovativi, i cosiddetti Smart Payment, oltre 30 milioni in Gift Card e oltre 200 milioni di euro in buoni pasto elettronici e cartacei.
IBANWAY è accompagnata in questo percorso dallo Studio Internazionale ORRICK Herrington & Sutcliffe LLP di Milano divisione Fintech e Banche.
“Siamo felici e orgogliosi di avere a bordo della nostra Startup Innovativa due importanti soci che credono e valorizzano il nostro piano industriale fintech – afferma Marco Di Marco, fondatore e amministratore unico di IBANWAY -. Questa nuova compagine sfrutterà nuove e diverse sinergie tecnologiche nel settore dei pagamenti digitali per tutto il territorio nazionale ed europeo sfruttando anche le innovazioni della normativa PSD2. In questo contesto non escludiamo nuove ed ulteriori partnership per una crescita dimensionale adeguata per affrontare i mercati dei servizi finanziari, caratterizzati da una forte competizione”.
“La Banca S. Angelo ha da tempo preso atto che è cresciuta la predisposizione dei consumatori italiani verso l’uso di strumenti di pagamento digitale, grazie anche alla forte crescita e diffusione nel segmento “mobile e wearable”. I clienti sono alla ricerca di ecosistemi digitali che garantiscano un’esperienza phygital continuativa e completamente sicura – sottolinea Antonio Coppola, presidente di Banca Popolare Sant’Angelo -. La partecipazione ad IBANWAY costituisce una nuova e significativa tappa del processo di continua evoluzione e innovazione della Banca Sant’Angelo, in questo caso nell’àmbito sempre più rilevante dei sistemi innovativi di pagamento. Le sinergie con le aziende che operano nel settore Fintech consentono di ampliare la gamma e la qualità dei servizi alla clientela, garantendone l’innovatività e il costante aggiornamento, caratteristiche fondamentali anche per il raggiungimento di nuovi segmenti di mercato rappresentati soprattutto dalle nuove generazioni e dai nuovi scenari di una imprenditoria tecnologicamente avanzata”.
“La Konvergence S.r.l vanta una lunga e consolidata esperienza nel mondo della GDO. L’azienda è proiettata da tempo nel mondo dei servizi ed in particolare nei Sistemi di Pagamento Elettronico, dei Sistemi di Cassa Evoluti, nel settore del Retail, della Ristorazione e della Grande Distribuzione Organizzata – spiega Riccardo Bassi, consigliere delegato di Konvergence Srl -. Con l’introduzione della normativa europea PSD2 (Payment Services Directive 2), che apre nuove opportunità a società che operano nel settore Fintech, Konvergence ha ritenuto un asset strategico acquisire una partecipazione in IBANWAY per allargare i servizi offerti ai clienti già acquisiti e presentarsi sul mercato con una soluzione innovativa che costituirà un vantaggio competitivo nel proprio mercato di riferimento e nei nuovi mercati dove la Konvergence intende allargare la propria presenza”.

– foto ufficio stampa Ibanway –

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Appello della Direzione regionale Pd “Chinnici vada avanti”

PALERMO (ITALPRESS) – “La direzione regionale del PD Sicilia ribadisce il sostegno e la piena fiducia a Caterina Chinnici, candidata alla Presidenza della Regione per la coalizione progressista. La scelta approvata con le primarie e sostenuta da tutto il Partito Democratico non è minimamente scalfita dal comportamento di forze politiche che invece di supportare un percorso di grande cambiamento hanno deciso di tradire il voto di migliaia di siciliani. Cara Caterina, il popolo del Partito Democratico ti chiede di continuare insieme per la Sicilia”. E’ questo l’appello contenuto nell’ordine del giorno approvato all’unanimità, a tarda notte, che la Direzione regionale del PD Sicilia, alla presenza anche del vice segretario nazionale del Partito Democratico, Peppe Provenzano, rivolge all’europarlamentare Caterina Chinnici, candidata presidente della Regione siciliana.
“In questo momento delicatissimo, dopo la scelta scellerata del Movimento Cinque Stelle – ha detto il segretario regionale Anthony Barbagallo nel corso del suo intervento – è fondamentale manifestare il nostro sostegno e la nostra convinta vicinanza a Caterina Chinnici affinchè prosegua assieme a noi il percorso intrapreso”.
La Direzione, che si è protratta per oltre 4 ore, è stata aggiornata ad oggi su piattaforma Zoom (l’orario non è stato ancora fissato) alla presenza del segretario nazionale Enrico Letta, per proseguire i lavori per l’approvazione delle liste a livello provinciale per le prossime elezioni regionali.
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Letta “In Sicilia non è rappresaglia M5S, Conte si è escluso da solo”

ROMA (ITALPRESS) – Quella del Movimento 5 Stelle in Sicilia “non è una rappresaglia, perchè noi non abbiamo escluso nessuno: Conte si è autoescluso da solo facendo cadere il governo Draghi”. Lo ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta, a “In Onda” su La7. “E’ quello che ci ha portato nella situazione attuale, non dimentichiamocelo mai: quel governo doveva andare avanti, stava facendo cose importanti”, ricorda Letta. Anche “Salvini e Berlusconi non aspettavano altro”.

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M5S corre da solo in Sicilia e candida Nuccio Di Paola

PALERMO (ITALPRESS) – “In Sicilia il MoVimento 5 Stelle correrà con Nuccio Di Paola Presidente. Impegno, correttezza e schiena dritta, la nostra proposta per il Governatore che ogni siciliano merita!”. Così su Twitter il presidente del M5S Giuseppe Conte.

“In Sicilia il Movimento 5 Stelle correrà da solo, per dare riscatto e dignità a tutta l’isola”, aveva annunciato poco prima Conte su Facebook.
“Alcune settimane fa ero stato chiaro: quello che vale a Roma vale a Palermo. Sappiamo come è andata nella capitale: il Pd ha scelto l’agenda Draghi, rinnegando tutto il lavoro realizzato in direzione progressista durante il Conte II. Nonostante questo, in Sicilia abbiamo tentato fino all’ultimo di costruire un percorso comune, anche in considerazione del percorso di partecipazione costruito in occasione delle primarie – prosegue Conte -. Dal Partito democratico, però, ancora una volta non sono giunte risposte adeguate. Siamo arrivati a questo paradosso: da una settimana c’è un’impasse dovuta all’insistenza dei democratici per infilare nelle liste esponenti impresentabili. Una posizione che ha messo in imbarazzo anche Caterina Chinnici, che è stata costretta a richiamare il Pd su questo punto: chi ha procedimenti penali pendenti deve restare fuori dalle liste”.
“Per noi la questione è semplice: abbiamo sempre detto che saremo stati garanzia di profili impeccabili, al servizio dei cittadini. L’asticella del senso delle Istituzioni con noi è sempre alta, tanto sul versante nazionale tanto sul versante locale. Questi segnali che ci arrivano dagli amici del Pd non sono affatto incoraggianti – conclude l’ex premier -. La Sicilia merita francamente di più. Ai cittadini abbiamo il dovere di trasmettere credibilità, trasparenza, passione. In una parola, fiducia: quella che sembra ancora una volta mancare. Questa nostra linea di condotta è una garanzia per i siciliani e per tutti gli italiani: saremo sempre #dallapartegiusta”.

– foto MoVimento 5 Stelle –

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Chinnici “La scelta del M5s impone nuove riflessioni per le Regionali in Sicilia”

PALERMO (ITALPRESS) – “Attraverso le primarie mi era stata affidata la guida di una coalizione che non esiste più. Tanta rispettosa e paziente attesa per ritrovarsi ora in uno scenario stravolto che di fatto azzera tutto e impone nuove riflessioni nel pochissimo tempo rimasto”. Così all’Italpress Caterina Chinnici, candidata alla presidenza della Regione Siciliana per l’area progressista dopo avere vinto le Primarie, commenta la decisione del M5s di rompere l’alleanza e correre da soli alle regionali.
foto Italpress
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Barbagallo “Quello del M5S è alto tradimento nei confronti dei siciliani”

PALERMO (ITALPRESS) – “A Giuseppe Conte dico, intanto, che la dignità è mantenere la parola data. E questa rocambolesca giravolta di oggi del suo Movimento è tutt’altro che degna. Quello del M5S è alto tradimento nei confronti dei siciliani che hanno creduto al fronte progressista. Il Movimento 5 stelle in Sicilia aveva condiviso l’opposizione a Musumeci e in virtù di questo ha sottoscritto un patto per le primarie di coalizione. Hanno garantito il sostegno alla candidata vincitrice, Caterina Chinnici e il PD aveva detto, più volte nei giorni scorsi, si a tutte le richieste da loro avanzate. Alcune anche premature per non dire stravaganti. Abbiamo atteso fiduciosi ma chiaramente oggi di fronte a questa presa di posizione inspiegabile prendiamo atto che la coalizione progressista finisce qui. Il M5S si assume la responsabilità di sciogliere una alleanza e una coalizione per la quale abbiamo lavorato per anni e chiamato al voto oltre 30 mila siciliani in uno sforzo comune non indifferente, vanificato da scelte politiche che nulla hanno a che fare con la Sicilia e i siciliani “. Lo dichiara il segretario regionale del PD Sicilia, Anthony Barbagallo, dopo che il leader del M5S, Giuseppe Conte, ha comunicato via Facebook che il M5S correrà da solo in Sicilia uscendo dalla coalizione del fronte progressista.
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Ars, Armao “Mai più leader presidenti, limitare il voto segreto”

PALERMO (ITALPRESS) – “Mai più un leader politico alla presidenza dell’Assemblea Regionale Siciliana, perchè si determina una stortura istituzionale inaccettabile dei lavori d’Aula, del dialogo tra le forze politiche, del rapporto tra Governo e Parlamento. Il presidente di un Parlamento deve essere e apparire imparziale. Chiederò ai candidati di prendere impegni chiari su questo punto”. Lo afferma in un’intervista all’Italpress Gaetano Armao, candidato di Azione e Italia Viva alla presidenza della Regione Siciliana.
Armao chiede inoltre la “limitazione del voto segreto”, perchè a suo dire “la Sicilia è relegata dal regolamento dell’Assemblea a un ruolo di Paese del terzo mondo. Un gruppetto di parlamentari può chiedere il voto segreto su qualsiasi cosa. Dobbiamo guardare alla Sicilia, il parlamentare ha la responsabilità dell’intera regione, non solo del proprio territorio. Il voto segreto va limitato ad alcuni casi”.
“Il bilancio regionale deve essere emendabile fin quando è in Commissione – aggiunge -. In Aula va approvato o bocciato in blocco. Deve finire il mercato delle vacche che si realizza nell’Ars e che ho dovuto affrontare per cinque anni, con un singolo parlamentare se che chiede il voto segreto su una voce di bilancio per bocciarla. Questo è un modo di fare inaccettabile che rende la Sicilia arretrata e rallenta i processi decisionali”.
Armao spiega così la sua decisione di approdare al Terzo Polo: “Il centrodestra ha assunto nel tempo una configurazione profondamente diversa rispetto a quella che aveva avuto. Soprattutto in Sicilia alcune esagerazioni, in particolar modo nella gestione di Forza Italia hanno portato a una situazione che è sotto gli occhi di tutti. Il candidato del centrodestra è stato individuato in una notte in cui ce n’erano altri due-tre probabili, c’è stata una confusione generale e una litigiosità pesantissima – afferma il vicepresidente della Regione -. Questa proposta politica non ha avuto nè coerenza rispetto a quella di cinque anni fa nè una prospettiva vincente per la Sicilia”. “Il Terzo Polo è nuova aria per la politica nazionale e siciliana. Propone un’aggregazione tra le forze cattoliche, liberali, riformiste, con un centrismo ispirato ai valori che in Sicilia hanno una grande radice, pensiamo a personalità come don Sturzo e Crispi”, spiega ancora Armao, che sulla legalità si dice “d’accordo con l’allarme lanciato da Maria Falcone, bisogna tenere la guardia altissima contro la mafia. Non bisogna abbassare la guardia perchè è la mafia è dietro l’angolo, può tornare a condizionare percorsi e processi molto facilmente, e non è escluso che lo faccia già da queste elezioni”.
Sul piano dei programmi “la priorità è il lavoro. Troppi ragazzi sono andati via dalla Sicilia, troppi ne abbiamo persi. Dobbiamo farli ritornare con una fiscalità di sviluppo. La condizione di insularità grazie al lavoro di questi anni è stata inserita in Costituzione ed è un’opportunità. Bisogna rafforzare questa prospettiva”, sottolinea Armao, che sul piano delle infrastrutture considera “il Ponte sullo Stretto di Messina una scelta ineludibile, in pieno raccordo con il rafforzamento della rete viaria, che va portato avanti con un piano straordinario”.
Per la P.A. “una riforma burocratica è una priorità, e serve un ricambio generazionale nella Pubblica Amministrazione, che è stressata da mille adempimenti, è molto magra al centro, cioè a Palermo, dove ci sono le decisioni più rilevanti da assumere, ed è invece gravata da presenze magari ridondanti in alcune province. “Con il telelavoro si può risolvere molto su questo fronte. Sul digitale abbiamo fatto passi da gigante, la Sicilia è la prima regione italiana per la digitalizzazione dei Comuni”.
Infine Armao annuncia per il 24 agosto un incontro con associazioni di categoria e sindacati “per una giornata di ascolto del mondo che produce beni, servizi, cultura, solidarietà. Abbiamo tante idee per la Sicilia, ma dobbiamo anche ascoltare e raccogliere proposte da chi innerva la società”.

– foto Italpress –

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Stefania e Bobo Craxi candidati in Sicilia, è “sfida” in famiglia

PALERMO (ITALPRESS) – E’ derby in famiglia, seppur a distanza, tra Bobo e Stefania Craxi. I due figli dell’ex premier Bettino, infatti, correranno entrambi in Sicilia, anche se in due collegi diversi. Bobo ci prova per la Camera nell’uninominale di Palermo per il PSI nell’ambito della coalizione di centrosinistra, Stefania invece ha preferito correre per la riconferma al Senato, dove è già presidente della terza commissione Affari Esteri di Palazzo Madama in quota Forza Italia, e lo farà ancora per il centrodestra.
Per il secondogenito dell’ex leader socialista scomparso nel 2000, si tratta di un ritorno in campo nelle Politiche dopo oltre un decennio: “Il mio ritorno è innanzitutto dovuto a una richiesta che mi è stata avanzata dai vertici del centrosinistra, per cui Letta, Speranza e il mio segretario Vincenzo Maraio, che ringrazio – ha esordito Bobo Craxi in un’intervista all’Italpress – Palermo è la quarta città d’Italia, ricordiamocelo, ed è anche un posto bellissimo. Sono orgoglioso delle origini siciliane, ma non è questo il punto focale del discorso. Sono stato alle Nazioni Unite, figuriamoci se non posso essere candidato a Palermo”.
“Piuttosto, voglio sottolineare il valore che è stato dato alla nostra compagine politica del PSI con l’indicazione del mio nome per un collegio uninominale, che tra l’altro fu quello di Pietro Nenni. La battaglia elettorale parte da zero, non dimentichiamocelo – ha aggiunto -. In Italia l’obiettivo è che ci sia un governo decente come in Spagna, Germania e oserei dire anche in Francia, senza una deriva populista e di estrema destra”. “In Sicilia c’è stata la fuga di Musumeci – ha attaccato spostando il focus sulle vicende regionali – E’ stata una furbata quella di dimettersi per votare anche qui il 25 settembre, e verrà pagata. Votare nello stesso giorno è ingiusto, ma gli elettori spesso sono meno stupidi dei governanti”.
Bobo Craxi è stato già eletto in questa circoscrizione, Sicilia 1, era il 2001 e con il nuovo PSI correva all’interno della coalizione di centrodestra della Casa delle Libertà di Berlusconi: “Quando sono stato eletto con la Casa delle Libertà era più di vent’anni fa, non erano nemmeno cadute le Torri gemelle. Sono socialista e non sono mai stato di destra. Mi chiedo semmai cosa c’entri il socialismo oggi con l’estrema destra”.
Un riferimento velato alla sorella Stefania, candidata al Senato per Forza Italia nell’uninominale di Gela, che appare molto legata alle sorti dell’isola, della quale era originario il nonno: “La Sicilia è una terra meravigliosa, però è un pò come le due facce di una medaglia – ha spiegato la primogenita di Bettino Craxi all’Italpress – Da una parte ci sono i suoi punti di forza, e quindi l’agricoltura, le aziende vinicole per esempio, il turismo e quant’altro, dall’altra però ci sono i vecchi sistemi della politica, l’incapacità di spendere i fondi del PNRR. Per questo è importante avere a cuore questa terra”.
E non manca, infine, una stoccata al Partito Democratico sulla candidatura del fratello in Sicilia: “Con Bobo non è un derby, perchè siamo candidati in due collegi diversi per due istituzioni diverse, in ogni caso non posso che augurargli ogni bene. Devo dire però – ha concluso – che trovo irrispettoso che il PD candidi mio fratello proprio dove era stato eletto anni prima tra le fila del centrodestra”.
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