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Covid, in Sicilia 8.739 nuovi casi e 18 decessi

PALERMO (ITALPRESS) – Sono 8.739 i nuovi positivi in Sicilia, su un totale di 30.958 tamponi effettuati nelle ultime 24 ore. E’ quanto emerge dal quotidiano bollettino emesso dal Ministero della Salute. 18 le vittime, che portano il totale delle persone che hanno perso la vita da inizio pandemia a quota 11.267. Dal punto di vista dei ricoveri ospedalieri, quelli nei reparti ordinari sono 946, 19 in più di ieri, mentre i ricoverati in terapia intensiva sono 33, 3 in meno rispetto a ieri.
– Foto Agenziafotogramma.it –
(ITALPRESS).

Centro Nazionale Biodiversità, Università di Palermo hub centrale

PALERMO (ITALPRESS) – E’ l’Università degli Studi di Palermo la sede centrale del nuovo Centro Nazionale di Biodiversità, il cui atto costitutivo è stato firmato nello scorso mese di giugno, in attesa del decreto agevolazioni che sancirà l’effettivo kick-off. Il centro, che coinvolge 48 enti e Università partner, per un totale di oltre 1.300 ricercatori e diversi neoassunti, è un ambizioso progetto che si snoda su tutta Italia secondo l’impostazione Hub & Spoke, con un punto centrale in Sicilia, proprio all’ateneo palermitano, e otto nodi che sono distribuiti su tutto il territorio nazionale. Proprio a Palermo, nella cornice di Palazzo Steri, è stato presentato l’intero impianto, che prevede nei primi tre anni un finanziamento di 320 milioni di euro stanziati nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. “Palermo avrà un ruolo assolutamente centrale, siamo destinatari dell’hub principale. Siamo contemporaneamente hub centrale e spoke, presso di noi sono contenute tutte le connotazioni amministrative del centro – ha spiegato il Rettore di Unipa, Massimo Midiri -. Metteremo dentro personale altamente specializzato, speriamo possa cambiare il volto della nostra terra. Stanno arrivando altri fondi del Pnrr, speriamo che tra il Centro di biodiversità e altri importanti fonti di ricerca si possano trasferire progressi tecnologici e innovazioni sul territorio”. Gli fa eco il prorettore alla ricerca, Andrea Pace: “E’ una grossa soddisfazione per l’Università di Palermo, la città e l’intero territorio. La biodiversità è un bene da tutelare sotto ogni aspetto, sono felice che l’attenzione del Paese sia stata rivolta su un tema così importante e su un centro stabile per il futuro. Accoglieremo competenze non solo italiane ma anche straniere”. Ridurre la perdita di biodiversità del 30% e recuperare per almeno il 15% gli equilibri ecosistemici mediante azioni di ripristino ecologico degli habitat entro il 2020 sono solo alcuni degli obiettivi del National Biodiversity Future Centre, che già nel suo nome racchiude l’importanza di puntare a un futuro nell’ottica di una sempre più spiccata sostenibilità ambientale che sia in grado di salvaguardare gli ecosistemi del pianeta. La finalità del progetto, divenuto ora realtà, è quella di aggregare la ricerca scientifica nazionale di eccellenza e le moderne tecnologie per preservare e ripristinare la biodiversità negli ecosistemi marini, terrestri e urbani del nostro Paese, fornendo strumenti all’avanguardia alla classe politica. L’infrastruttura contribuirà inoltre a formare una nuova classe di ricercatori con competenze multidisciplinari, in modo tale da rendere la città di Palermo e l’intero paese come punto di riferimento a livello mondiale sul tema della biodiversità. “Il centro ha sede centrale a Palermo, abbiamo raccolto qui tutta la comunità dei ricercatori e i rappresentanti dei cinquanta enti che contribuiscono – ha dichiarato la presidente del Cnr, Maria Chiara Carrozza – E’ una grande iniziativa di partnership per un centro che rimarrà a Palermo con tanti nodi sul territorio nazionale per innovare sul settore della biodiversità. L’Italia, come visto purtroppo in questi giorni, è un hotspot della biodiversità, un punto dove si può monitorare lo stato di salute del pianeta – ha aggiunto – Mi fa molto piacere vedere ricercatori che lavorano insieme per questa nuova comunità che dovrà coinvolgere la cittadinanza per far capire l’importanza dello studio della biodiversità”. (ITALPRESS).

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Mostre, al Palazzo Reale di Palermo Ryan Mendoza con “The Golden Calf”

PALERMO (ITALPRESS) – Non ti aspetteresti di trovare Ryan Mendoza, nè la sua mostra a Palazzo Reale, a Palermo. Tranne che non si colga in profondità la vera anima di un sito oggi Patrimonio dell’Unesco. Questa è la casa di Federico II: poliedrico, visionario, progressista ma al contempo figura scomoda e tormentata. Dalle stanze, dal giardino, dal cortile di Palazzo Reale le opere di Ryan Mendoza urlano la verità senza mai arretrare per compiacere il pubblico. Anche il lungimirante Federico II probabilmente avrebbe apprezzato questo sguardo crudo e aperto sul mondo. “The Golden Calf” (Palazzo Reale di Palermo, dal 31 luglio al 26 settembre 2022) non è un prodotto, è il risultato autentico di un percorso concettuale durato tre anni.
La mostra, organizzata dalla Fondazione Federico II col patrocinio del Ministero della Cultura, ha visto lungo il percorso di costruzione della mostra, la preziosa e costante collaborazione della Fondazione Brodbeck. La Fondazione Morra Greco ha gentilmente prestato alcune opere.
Resta poco o nulla del progetto iniziale. Per questo è una mostra vera: da un embrione è cresciuta, cambiata, ha fatto i conti con battute d’arresto, crisi profonde e slanci creativi.
L’artista cittadino del mondo, con un passato tra New York, Berlino e Napoli, per tre anni ha lavorato dai piedi dell’Etna sempre in contatto con la Fondazione Federico II a Palermo. Inutile cercare una trama: per frantumare ogni staticità di significato, Mendoza sceglie di disgregare, sceglie la via dell’anti-narrazione. La vera trama è la non trama. Opere che vanno oltre le immagini, che occludono il significato reale del mondo declinato dall’establishment. Oltre i conflitti sedati dall’apparenza di significato-immagini che regolano il nostro respiro senza mai risolvere le ambiguità della società consumistica.
In questo delirio organizzato qualche indizio, o punto di riferimento, si trova in due elementi diametralmente opposti. Il vitello d’oro, che dà il titolo alla mostra, simbolo biblico dei falsi idoli e dell’idolatria, a cui si contrappone il pipistrello: l’antieroe, che per Mendoza include la moltitudine degli emarginati e dei più deboli. Dietro quella forma che i più da sempre guardano con ritrosia, per l’artista c’è probabilmente il corpo delle inquietudini e dei conflitti della società.
Emerge da un lato la voglia di Mendoza di scardinare artisticamente le finzioni dal sistema, dall’altro lato la volontà della Fondazione Federico II di sostenere una visione del Palazzo Reale ancora oggi fabbrica di idee, simbolo del dialogo e della contaminazione come pluralità di pensieri.
L’invasione artistica prosegue anche fuori dal palazzo per annebbiare l’idea di un allestimento che si traduca in un sistema chiuso. Altri antieroi (pipistrelli) trovano contemporaneamente collocazione in diversi luoghi in Italia, grazie alla proficua collaborazione del Mann (Museo Archeologico Nazionale di Napoli), del Mausoleo di Cecilia Metella, Castrum Caetani presso il Parco Archeologico dell’Appia Antica a Roma e del Sistema Museale dell’Università di Palermo (Palazzo Chiaramonte Steri e Orto Botanico).
Dietro le opere di Mendoza c’è un respiro da comprendere senza mai giudicare. Bellezza e bruttezza divengono quasi criteri politici e sociali. Quindi può accadere che il rapporto tra normale e mostruoso possa essere rovesciato.
“Look at this mess” rappresenta l’allarme, l’invito a guardare il “pasticcio”, ovvero il mondo che ci circonda, quando ormai non c’è più tempo: tic tac tic tac, un countdown assordante incalza tutti noi. Un pasticcio che fa soffrire l’artista a tal punto da stigmatizzare le opere e se stesso.
L’esposizione si concretizza in 42 opere tra dipinti, sculture e istallazioni. Opere che invadono il Palazzo, dalla facciata esterna al Cortile, dal piano nobile fino ai Giardini. Un puzzle lessicale che si rivela solo al termine.
Quasi tutte le opere sono state espressamente realizzate da Mendoza per questa occasione, lavorando per tre anni alle pitture, alle sculture in ceramica e ad altre in mixed media, concepite come parole di un unico discorso.

– foto ufficio stampa Fondazione Federico II –
(ITALPRESS).

Covid, in Sicilia ancora contagi. Fasce età a rischio 60-69 e 45-59 anni

PALERMO (ITALPRESS) – Nella settimana dal 27 giugno al 3 luglio si registra ancora un incremento delle nuove infezioni, in linea con la tendenza nel territorio nazionale. Lo rende noto il Dipartimento Dasoe. L’incidenza di nuovi positivi è pari a 47.430 (+43.54%), con un valore cumulativo di 987.82/100.000 abitanti. Il tasso di nuovi positivi più elevato rispetto alla media regionale si è registrato nelle province di Siracusa (1071/100.000 abitanti), Catania (1065/100.000), Palermo (1059/100.000)e Messina (1055/100.000). Le fasce d’età maggiormente a rischio risultano quelle tra i 60 e di 69 anni (1148/100.000) e tra i 45 e i 59 anni (1115/100.000). Le nuove ospedalizzazioni sono in lieve diminuzione. Circa la metà dei pazienti in ospedale nella settimana di riferimento risultano al sistema non vaccinati. Si conferma pertanto, anche nella settimana di monitoraggio appena trascorsa, una situazione epidemica acuta, con un’incidenza ancora elevata ma un’ospedalizzazione in proporzione più contenuta. L’epidemia rimane in una fase delicata con un livello significativo di diffusione virale ed una ricaduta sulle nuove ospedalizzazioni, ma più contenuta rispetto ai periodi precedenti, in parte spiegata dal riscontro occasionale di positività concomitante al ricovero. Per quanto riguarda la campagna vaccinale i dati riportati fanno riferimento alla settimana dal 29 giugno al 5 luglio. Nella fascia d’età 5-11 anni, i vaccinati con almeno una dose si attestano al 27,25% mentre hanno completato il ciclo primario 72.310 bambini, pari al 23,46%. Gli over 12 vaccinati con una dose si attestano al 90,60%. Ha completato il ciclo primario l’89,31% del target regionale. Complessivamente i vaccinati con terza dose sono 2.742.982 pari al 72,34% degli aventi diritto. Risultano ancora 1.048.804 aventi diritto alla somministrazione booster che non hanno ricevuto la la dose. Dal primo marzo è iniziata la somministrazione della quarta dose agli over 12 con marcata compromissione della risposta immunitaria e che hanno già completato il ciclo vaccinale primario con tre dosi da almeno 120 giorni. Dal 12 aprile la somministrazione della quarta dose è stata estesa agli over 80, ospiti dei presidi residenziali per anziani e ai soggetti tra i 60 e 80 anni affetti da condizioni di particolare fragilità che hanno ricevuto la terza dose da oltre 120 giorni senza intercorsa infezione da Covid-19. Dal primo marzo sono state effettuate complessivamente 37.570 somministrazioni di quarta dose di cui 27.020 a soggetti over 80.
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– credit photo agenziafotogramma.it –

Catania, nuovo Pronto Soccorso Garibaldi-Centro in fase di completamento

CATANIA (ITALPRESS) – “Facendo seguito ad alcuni recenti articoli di stampa, in ordine alla prossima attivazione dell’edificio nuovo Pronto Soccorso del Presidio Ospedaliero Garibaldi Centro, si ritiene opportuno formulare le seguenti precisazioni al fine di far meglio comprendere le attività in corso e gli obiettivi definiti dal Servizio Sanitario Regionale e offrire una puntuale e corretta informazione”. Lo rende noto l’Arnas Garibaldi di Catania. L’appalto in questione è stato finanziato (quanto a € 9.135.502,12) con un finanziamento ex articolo 71 della Legge 448/98 e quanto a € 5.860.406,85, con assegnazione del Fondo Sanitario Regionale, quota indistinti. I finanziamenti in questione derivano da precise scelte di programmazione sanitaria definite dall’Assessorato Regionale alla Salute ed attuate da questa Azienda Ospedaliera e, pertanto, antecedenti e non correlati in alcun modo all’emergenza pandemica in corso ed alle consequenziali attività straordinarie estranee all’appalto in questione. I lavori sono stati recentemente ultimati e sono, tuttora, in corso lavori di rifinitura e completamento e le necessarie attività di collaudo funzionale e tecnico-amministrativo. Sono anche in corso, nell’ala ovest del piano -1 dell’edificio, destinato ad ospitare la Radiologia, alcuni ulteriori lavori di completamento necessari per l’installazione delle grandi apparecchiature da ultimo acquistate con ulteriori procedure di gara condotte da questa Amministrazione. Nel corso delle recenti settimane sono state avviate molteplici attività organizzative e procedurali (attivazione vigilanza, messa in esercizio delle reti fonia/dati, implementazioni sistemi informatici, programmazione impianti video-sorveglianza, centrali gas medicinali, consegna arredi ed apparecchiature), per consentire il progressivo trasferimento delle varie funzioni sanitarie e l’effettiva attivazione delle previste Unità Operative. Il programma attuativo definito da questa Direzione Strategica e condotto dagli organi di direzione e controllo dell’appalto prevedono la definizione dei collaudi funzionali entro il prossimo mese di agosto. A decorrere già dal mese di settembre verrà avviato un graduale trasferimento delle Unità Operative interessate, avendo cura di garantire in ogni fase l’effettiva continuità dei servizi sanitari complessivamente erogati, nella totale sicurezza dei pazienti.
(ITALPRESS).

– foto Ufficio Stampa Arnas Garibaldi –

Defr 2023-25 Sicilia, crescita ma anche inflazione e segnali recessione

PALERMO (ITALPRESS) – E’ stata pubblicata la delibera della Giunta numero 337 del 28 giugno 2022 che ha approvato, ancora una volta rispettando i tempi prescritti, il Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) 2023-2025, accessibile per consultazione online sul sito della Regione.
Il Documento, ultimo della Legislatura 2017-22, vede la luce in un contesto economico controverso ma che può essere definito l’Anno dell’Insularità in cui l’intenso lavoro volto al riconoscimento delle specificità socio-economiche proprie delle Isole, vede il culmine a livello nazionale ed europeo.
Nelle parole del Vicepresidente ed Assessore all’Economia, Gaetano Armao: ‘L’ormai imminente approvazione della riforma dell’art. 119 della Costituzione, l’approvazione della Risoluzione sulle condizione delle Isole da parte del Parlamento europeo, le iniziative del Comitato europeo delle Regioni, il riconoscimento degli svantaggi dell’insularità, dei suoi costi e delle misure di compensazione da parte del legislatore statale, la previsione di specifiche misure di riequilibrio negli atti di programmazione europea e nazionale consentono, di ritenere prossimo al conseguimento uno dei nostri principali obiettivì.
Il DEFR 23-25 rappresenta l’occasione per fare il punto sui cinque esercizi finanziari che hanno visto all’opera il Governo Musumeci, ‘Sono stati anni difficili, – ricorda l’Assessore – attraversati dalle diverse ondate di pandemia da Covid-19, da crisi economiche ed adesso dal pesante incremento dei tassi e dell’inflazione, a cavallo tra due programmazioni europee e nazionali, con molteplici cambiamenti sul piano politico nazionale che hanno reso più complessa la pur riattivata interlocuzione istituzionale. Ciò nonostante, il nostro Governo ha messo in campo ogni risorsa per far fronte alle turbolenze, erogando oltre un miliardo € di sostegni per famiglie ed imprese, per chi è più in difficoltà, conducendo un lavoro volto da un lato al miglioramento dei conti regionali e dall’altro assicurando risorse agli investimenti ed allo sviluppò.
In un contesto economico che ha visto nel 2021 un incremento medio nazionale del PIL del +6,6%, la crescita ha riguardato soprattutto il settentrione (+7,4% Nord-ovest e +7% Nord-est), mentre l’aumento del PIL è risultato meno accentuato al Centro (+6%) ed al Sud (+5,8%). Il valore del PIL programmatico della Sicilia per il 2022 è previsto in crescita del 3,8%, dopo il + 5,7 % del 2021, con un incremento che si dovrebbe attestare al 3,9% nel 2023, registrando così un aumento superiore a quello nazionale che, nel DEF statale, raggiunge il + 3,1%% nel 2022 ed il + 2,4% nel 2023. In termini di scenario va sottolineato che la crescita delineata dal documento non solo consente, già dal prossimo anno, di andare ben oltre il recupero di quanto perduto nel 2020 (- 8,4%), ma soprattutto di raggiungere i 100 miliardi € di PIL, soglia mai conseguita dall’economia regionale.
Siamo in un momento delicato in cui l’inflazione sta ancora salendo mentre l’economia, in particolare il settore manifatturiero, rallenta vistosamente, anche a causa di una crisi energetica senza precedenti e per l’effetto del conflitto Russo-Ucraino.
Sul fronte dei prezzi il dato confortante è che l’ampiezza dei settori che vedono ancora un’inflazione marcata sta restringendosi. Rimane il nodo intricato dell’energia il cui innalzamento dei costi strangola bilanci di famiglie ed imprese.
Il Governo Musumeci, per sostenere l’economia regionale durante le ondate della pandemia e le fasi immediatamente successive ha erogato ristori per oltre quasi 1,2 miliardi € ed è pronto a nuovi interventi per contrastare la nuova crisi.
Il ritrovato equilibrio nei rapporti con lo Stato
Nel contesto della strategia finanziaria regionale, assumono rilevanza i tre importanti accordi di finanza pubblica che sono stati conclusi, a partire dal 2018, e che hanno profondamente mutato il quadro delle relazioni finanziarie tra Stato e Regione. Questi hanno determinato, innanzi tutto la drastica riduzione del concorso alla finanza pubblica (da oltre 1,3 miliardi € nel 2017 a 700 milioni, al netto del contributo sull’insularità, nel 2022), il riconoscimento dell’autonomia finanziaria e della condizione di insularità della Regione, con l’avvio dei trasferimenti destinati alla compensazione dei costi dell’insularità ed all’integrazione delle risorse per i liberi consorzi e le città, metropolitane.
Sul piano delle relazioni con lo Stato, va anche ricordata l’intesa raggiunta sulla c.d. fiscalità di sviluppo, per la quale è stata già determinata dalla Commissione paritetica Stato-Regione la stesura che ha ottenuto tutti gli assensi ministeriali ed attende soltanto l’approvazione da parte del CdM e la cui entrata in vigore nei prossimi mesi consentirà manovre fiscali più consistenti per attrarre investimenti. L’applicazione di tale peculiare forma di autonomia finanziaria rafforza il regime di agevolazione fiscale delle Zone economiche speciali (ZES) siciliane, rendendole le più vantaggiose nel Paese, e le specifiche misure di vantaggio per l’iniziativa resto al Sud (in Sicilia).
La Regione Siciliana nel monitoraggio del PNRR ha inoltre offerto un costante supporto alle Re-gioni italiane, anche grazie al suo ruolo di coordinamento della Commissione affari europei ed internazionali della Conferenza delle Regioni e PP.AA.
Sul fronte del PNRR, la Sicilia risulta la prima tra le Regioni per l’allocazione di risorse, sottoposte ad attento monitoraggio.
Le riforme strutturali in materia finanziaria
La Regione ha patito in passato reiterate crisi di liquidità dovute ad incertezza del gettito e delle riscossioni, con effetti ritardanti della spesa in favore lavoratori, famiglie ed imprese. Dal 2017 ad oggi la situazione è profondamente mutata, la situazione di cassa può ritenersi più che solida e, conseguentemente, definiti i riaccertamenti conseguenti all’approvazione del Bilancio 2022-24, ormai imminenti, si passa alla liquidazione di tutti i pagamenti senza alcuna preoccupazione finanziaria. Va poi ricordato che sul piano dei tempi medi di pagamento la Regione è passata dai gravi ritardi della metà del decennio scorso a tempi in linea con la media delle regioni italiane.
Tra le altre riforme strutturali in materia finanziaria giova ricordare l’introduzione della revisione contabile (la Sicilia prima tra le Regioni speciali), il corretto recepimento del decreto legislativo n. 118 del 2011 (decreto legislativo 27 dicembre 2019, n. 158) e la conseguente riforma della contabilità regionale (risalente al 1977), la quantificazione dei Livelli essenziali delle prestazioni (LEP) anche in questo caso prima tra le Regioni speciali, come già avvenuto per i comuni siciliani.
Infine, con l’ultimo d.d.l. approvato dal Governo regionale che completa la manovra di bilancio 2022-24, vengono ripristinati tutti gli stanziamenti previsti nel documento finanziario per oltre 800 milioni €, superando così il parziale blocco della spesa. Anche per questo quinto anno della legislatura saranno quindi rispettati tutti gli impegni assunti con legge di bilancio.
La riqualificazione e razionalizzazione della spesa regionale
All’insediamento, il governo regionale ha rinvenuto un indebitamento di poco meno di 8 miliardi (€ 7.902.383.242,00), frutto della sommatoria tra il debito in senso stretto e le anticipazioni di liquidità. La scelta di non attivare nuovo indebitamento, pur di fronte all’esigenza di alimentare in termini finanziari gli investimenti ha fatto sì che al termine dell’anno 2022, effettuato un drastico contenimento, tale indebitamento ammonterà a 6.603.311.372 €, con una riduzione di oltre il 16,4% (-1.3 miliardi €) a carico della Regione e dei siciliani e contenimento di oneri sul bilancio.
L’obiettivo di ridurre oltre all’indebitamento anche gli oneri gravanti sul bilancio ha inoltre imposto la rinegoziazione del debito sanitario, la quota preminente del debito regionale. E’ stata perfezionata la complessa rinegoziazione dei mutui sanitari, accesi nei primi anni ‘2000, con Cassa Depositi e Prestiti, con un risparmio complessivo di ben 633 milioni € di interessi sino al 2044, mentre, già per il 2022, la riduzione degli oneri finanziari si attesta a 43 milioni di euro.
Nel medesimo solco si è quindi posta la scelta del Governo regionale di rinegoziare i contratti derivati, adottata sin dall’insediamento. Tale scelta ha visto un valore in termini di risparmio effettivo per la Regione di circa l’80 % della debenza totale e, considerati ulteriori benefici finanziari, porta un risparmio netto di circa 50 milioni € e somme liberate per oltre 200 milioni € con un consistente risparmio, unico tra gli enti regionali che hanno definito analoghe transazioni.
Circa 450 milioni € i risparmi conseguiti su contenziosi vinti o condotti a transazione.
La transizione digitale rappresenta per la Sicilia la vera mossa del cavallo in termini di crescita e sviluppo socio-economico consentendo di superare i divari e gli svantaggi determinati dalla condizione di insularità. Gli investimenti realizzati dall’Agenda digitale, con oltre 300 milioni € impegnati (oltre il 93% delle risorse destinate dalla programmazione europea 2014-20), la rete dei backbones landing points effetto di investimenti internazionali e centralità geografica fanno della Sicilia la regione più infrastrutturata sul piano digitale nel Mediterraneo. Il nuovo Piano Triennale della Transizione Digitale dell’Amministrazione Regionale prevede un impegno finanziario complessivo di oltre 219 milioni di euro.
Le proiezione digitale della Sicilia si articola attraverso la diffusione delle piattaforme abilitanti (identità digitale, sistema di pagamento elettronico, anagrafe unica, carta d’identità elettronica), la razionalizzazione delle infrastrutture e delle risorse (cloud), la promozione di modelli virtuosi (linee guida di design, riuso del software), la creazione di nuovi servizi digitali permettono un uso sistematico da parte di cittadini e imprese di servizi digitali efficienti e semplici da usare. Appare significativo evidenziare che dall’ultima rilevazione sullo stato di avanzamento della banda ultra larga (BUL) Fiber to the Home, letteralmente ‘fibra fino a casà (FTTH), la Sicilia sia prima tra le grandi Regioni italiane ed al secondo posto assoluto.

– foto: agenziafotogramma.it

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Musumeci-Lagalla a cantiere Viale Regione a Palermo “Riapre a settembre”

PALERMO (ITALPRESS) – “E’ una vergogna l’esperienza di questo cantiere. Abbiamo strappato all’impresa insieme al sindaco Lagalla l’impegno che il primo di settembre possa essere riaperta la strada. Ma questo cantiere rimane purtroppo una delle vergogne di quest’area. I disagi sono sotto gli occhi di tutti, per fortuna ormai siamo alle ultime settimane”. E’ questo il commento del presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, a margine del suo sopralluogo, insieme al sindaco Roberto Lagalla, nell’area del cosiddetto “tappo” di Viale Regione Siciliana a Palermo, dove da oltre venti mesi perdurano i lavori in un cantiere che ha costretto alla chiusura di un tratto dell’arteria principale della città, costringendo gli automobilisti a lunghe code nella corsia parallela sotto il sole. Tutto era cominciato a novembre 2022 con i lavori di consolidamento dell’area interessata dal canale Mortillaro. Rispetto ai due mesi inizialmente previsti, un crollo sotterraneo proprio dove gli operai stavano lavorando hanno portato a un lungo stallo, con la chiusura del primo intervento a dicembre 2021, dopo oltre un anno. A quel punto, è intervenuta la Regione Siciliana con un nuovo bando, aggiudicato dalla ditta Mondello a febbraio 2022.
Quattro mesi previsti per il completamento dei lavori, ma le difficoltà nel reperimento delle materie prime hanno portato a uno slittamento. La nuova data prevista per la riapertura del tratto di Viale Regione all’altezza di via Principe di Paternò è ora fissata per l’inizio di settembre: “Quando c’è rimpallo di responsabilità o non sufficiente consapevolezza del ruolo da svolgere, possono accadere queste cose – ha aggiunto il governatore siciliano – Noi come Regione Siciliana non avevamo ruolo, siamo entrati in azione nel mese di febbraio e il calendario è rispettato, abbiamo assicurato il finanziamento, proceduto all’espletamento della gara d’appalto, consegnato i lavori all’impresa che se li era aggiudicati. Abbiamo fatto solo il nostro dovere – ha concluso Musumeci – non intervenire significava mantenere una situazione di stallo danno per la città e per i cittadini”.
Gli fa eco il nuovo sindaco Roberto Lagalla, che ha avanzato anche l’idea di possibili soluzioni tampone per decongestionare il traffico in attesa del completamento dei lavori: “Questa è una delle realtà con le quali ci siamo dovuti confrontare subito. La sintonia con la Regione e il superamento delle difficoltà che si sono determinate nel tempo hanno consentito oggi di poter fissare tempi certi, vale a dire 45 giorni richiesti dall’impresa per la gittata di cemento e per mettere in sicurezza l’area assolvendo a tutte le prove di carico. Avrei preferito tempistiche più brevi – ha aggiunto il primo cittadino – Ma è ovvio che noi recuperiamo semplicemente quello che si è perso in questi anni. I palermitani sono fortemente disturbati dal ritardo di questo cantiere, è il primo che cerchiamo di rimuovere, vedremo se ci sono anche soluzioni alternative di viabilità per potere decongestionare ulteriormente questa arteria che spazientisce sotto il sole i palermitani”.

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L’Università di Palermo taglia le tasse ed introduce la terza rata

PALEMO (ITALPRESS) – UniPa taglia le tasse per gli studenti. Una riduzione del 10% è prevista per le fasce economiche più deboli. Un taglio delle tasse del 20% è previsto poi per studenti particolarmente meritevoli. Il Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo ha approvato una serie di rilevanti modifiche al Regolamento sulla Contribuzione Studentesca, venendo incontro alle notevoli difficoltà delle famiglie siciliane.
Le modifiche approvate prevedono un taglio degli importi del cosiddetto “contributo onnicomprensivo”, che si riduce del 10% per le fasce più basse, del 5% per quelle intermedie, del 2% per la fascia massima. Inoltre, si riduce il contributo aggiuntivo previsto per i fuori corso, che scende dal 20% al 15%, e si introduce una riduzione del 20% della tassazione per gli studenti particolarmente meritevoli. Si tratta di un investimento a valere su risorse di bilancio che comportano una riduzione complessiva della tassazione superiore ad 1,5 milioni di euro.
“Le modifiche approvate – dichiara il Rettore Massimo Midiri – costituiscono l’avvio di un percorso che, nel corso del sessennio di mandato, porterà ad una totale e progressiva rivisitazione dell’intera delibera sulla contribuzione, introducendo anche ulteriori e più favorevoli possibilità di rateizzazione degli importi e favorendo quanto più possibile una popolazione studentesca spesso priva di solide possibilità economiche”.
Un’ulteriore importante innovazione, particolarmente gradita alle rappresentanze studentesche che da anni ne chiedevano l’approvazione, è l’introduzione della possibilità di pagare il contributo onnicomprensivo in tre rate, distribuite da settembre a marzo (precedentemente erano due sole, con un saldo da pagare entro dicembre).
I rappresentanti degli studenti nel Consiglio di Amministrazione, pur auspicando la futura introduzione di ulteriori riduzioni della contribuzione ed un miglioramento dei servizi offerti dall’Ateneo, hanno espresso un forte apprezzamento per le modifiche proposte dall’Amministrazione, che per la prima volta accoglie istanze da lungo tempo attese dagli studenti dell’Ateneo.

– foto: ufficio stampa Unipa

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