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Firmato accordo quadro per rilancio ex Blutec di Termini Imerese

PALERMO (ITALPRESS) – Via libera all’Accordo Quadro per la salvaguardia dei lavoratori ex Blutec e il rilancio dello stabilimento ex Fiat di Termini Imerese.
“Con la firma dell’accordo quadro per lo stabilimento industriale di Termini Imerese si risolve definitivamente, dopo più di 12 anni, una vicenda per la quale il mio governo si è impegnato sin dal primo giorno. Un esito positivo al quale abbiamo lavorato costantemente. Fondamentale è stata, in ultimo, la riprogrammazione del Piano per l’occupabilità in Sicilia, approvata nel corso dell’ultima giunta, che destina 30 milioni di euro del Fondo sociale europeo per la chiusura della vertenza. Risorse che saranno utilizzate per l’accompagnamento all’esodo di quanti non transiteranno nel gruppo Pelligra e per la riqualificazione dei 350 lavoratori che saranno, invece, impiegati nello stabilimento”, dichiara il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.
“Sono molto soddisfatto di questo risultato, condiviso anche a livello nazionale – prosegue il governatore -, perchè da oggi non solo restituiamo serenità e fiducia nel futuro a centinaia di lavoratori ex Blutec, ma diamo il nostro contributo per l’avvio di una nuova stagione industriale fondata sul polo che si trova alle porte del Palermitano. Un momento storico che avrà importanti e positive ricadute per tutto il tessuto economico e sociale del territorio”.

“Una svolta storica per la Sicilia, la conferma che siamo sulla strada giusta per la rinascita industriale del Paese”. È quanto rileva il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ringrazia le forze sindacali di avere creduto nella azione del governo, “con l’accordo quadro di oggi abbiano inoltre garantito tutti i lavoratori: nessuno resterà indietro. Termini Imerese sarà un modello di quel che insieme faremo in questa legislatura per riaffermare il ruolo dell’impresa e del lavoro italiano”.
“Sin dal primo giorno della legislatura – aggiunge – ci siamo impegnati tra molti scetticismi e qualche incomprensione, per imprimere una svolta in quello che era considerato il simbolo della crisi industriale del Paese, con oltre dodici anni di cassa integrazione, ma ci siano riusciti anche grazie al supporto del presidente della Regione, Renato Schifani. Un altro ottimo segnale per la nostra Sicilia che ora può fare affidamento su tre grandi poli di sviluppo industriale: sul petrolchimico di Priolo-Augusta che abbiamo salvaguardato mettendo in sicurezza l’Isab di Priolo; sul grande polo dell’Etna Valley, con gli investimenti di StMicroeletrronics e di 3Sun dell’Enel, e ora anche su Termini Imerese che ha tutte le condizioni per diventare un polo produttivo logistico e portuale”.
L’accordo quadro firmato oggi, tra i commissari straordinari, Inps, Pelligra, le organizzazioni sindacali e la Regione Sicilia, mette in salvo tutti i 540 lavoratori.
L’intesa prevede, infatti, l’assunzione da parte di Pelligra di 350 dipendenti, ai quali sarà garantita la possibilità di accedere al piano di riqualificazione e formazione professionale utile per l’attuazione del piano industriale del nuovo investitore.
Gli altri 190, rimanendo in capo all’amministrazione straordinaria, potranno beneficiare dell’isopensione a partire dal primo gennaio 2025.

“Questo importante accordo – sottolinea l’assessore alle Attività Produttive della Regione Siciliana, Edy Tamajo – segna una svolta decisiva in una vertenza che ha coinvolto centinaia di lavoratori e le loro famiglie per oltre 13 anni. Dal primo giorno del mio insediamento, ho lottato insieme ai lavoratori per riportare l’attenzione sulla vertenza ex Blutec. Oggi, con la condivisione dell’accordo quadro tra tutti i protagonisti coinvolti, si mette finalmente fine, alle false promesse che durano da ben 13 anni. Questo accordo non è solo una vittoria per i lavoratori, ma un passo importante per il rilancio economico della nostra Sicilia. Le porte del mio assessorato resteranno sempre aperte a chi vuole combattere per il progresso della nostra Isola, perchè credo fermamente che solo con la collaborazione e l’impegno di tutti, potremo costruire un futuro migliore per la nostra terra”.
L’accordo, si legge in una nota, “è stato condiviso tra la Regione Siciliana, il Ministero dello Sviluppo Economico, l’INPS, le principali organizzazioni sindacali e l’azienda Pelligra, la quale si è impegnata a guidare il processo di reindustrializzazione del sito produttivo. Prevede diverse misure a tutela dei lavoratori, tra cui la continuità occupazionale, la protezione sociale attraverso il sostegno dell’INPS, e un impegno concreto da parte della Regione Siciliana e del Ministero dello Sviluppo Economico per supportare il piano di rilancio mediante investimenti mirati e agevolazioni. Inoltre, stabilisce tempi precisi per l’attuazione delle misure previste e include un sistema di monitoraggio continuo per garantire l’avanzamento delle attività”. “Il progetto di reindustrializzazione del sito di Termini Imerese, guidato da Pelligra, prevede la creazione di nuove opportunità di lavoro, contribuendo al rilancio dell’economia locale e alla salvaguardia del tessuto sociale della comunità”, evidenzia la nota.
“La condivisione di questo accordo rappresenta una nuova fase per Termini Imerese e per la Sicilia, un segnale concreto di speranza e rinascita per tutti”, aggiunge l’Assessore regionale.

“Le firme sull’accordo raggiunto oggi sono frutto della determinazione dei lavoratori e del sindacato. Il nostro obiettivo dopo la chiusura di Fiat è sempre stato improntato a difendere i lavoratori e il sito industriale”. Lo affermano Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, e Michele De Palma, segretario generale della Fiom Cgil. “La decisione di abbandonare Termini Imerese – aggiungono – è stato l’inizio di un disimpegno generale della Fiat dal nostro Paese, per questo ci siamo opposti. Ci sono voluti anni, duri, in cui abbiamo dovuto evitare speculazioni di ogni tipo. La correttezza dei commissari e delle istituzioni è stata determinante per i lavoratori”. “L’accordo – concludono Landini e De Palma – tutela l’occupazione e riconosce un investimento per il lavoro nell’area di Termini Imerese. Oggi si è messo un punto fermo per poter ripartire. Continueremo a impegnarci per raggiungere gli obiettivi previsti a tutela di tutti i lavoratori”.

“Oggi, 12 agosto, è una giornata importantissima per le lavoratrici e i lavoratori dello stabilimento ex Fiat di Termini Imerese. Una giornata inseguita per oltre 12 anni dagli attuali 540 dipendenti di Blutec in amministrazione straordinaria. Con una lunghissima trattativa, intensificatasi negli ultimi mesi, si è riusciti a trovare una soluzione per tutti: 350 saranno formati e riqualificati e poi reimpiegati al lavoro nell’ambito del progetto industriale del gruppo Pelligra; i restanti 190, rimanendo in capo all’amministrazione straordinaria, potranno beneficiare dello strumento della isopensione per un periodo massimo di 7 anni che garantirà a tutti l’accesso ai requisiti pensionistici”, dichiarano in una nota Samuele Lodi, coordinatore nazionale Fiom-Cgil Settore Mobilità, e Roberto Mastrosimone, Fiom nazionale.
“Una vertenza lunghissima e molto complicata – sottolineano – che ha trovato una sua soluzione grazie al contributo di tutti gli interlocutori impegnati: l’Amministrazione Straordinaria e i suoi Commissari e consulenti che in questi anni hanno operato sempre cercando il confronto e le necessarie intese con Organizzazioni sindacali senza strappi e/o decisioni unilaterali; il gruppo Pelligra che si è aggiudicato il bando, presentando un piano di riqualificazione dell’area e successivamente di reindustrializzazione impegnando 350 lavoratori; la Regione Sicilia con la scelta fatta nel 2022 di stanziare 30 milioni di euro specificatamente destinati alle politiche attive e passive per i lavoratori ex Termini Imerese. Negli ultimi giorni sempre la Regione ha convenuto di attribuire le risorse all’Amministrazione Straordinaria che si è resa disponibile a intraprendere la strada della isopensione per quei lavoratori non interessati al piano di reindustrializzazione e che matureranno i requisiti pensionistici entro i prossimi sette anni; le Organizzazioni sindacali e tutti i lavoratori che in tutti questi lunghi anni hanno sempre lavorato esclusivamente per raggiungere un accordo che prevedesse un piano industriale vero e, comunque, per trovare una soluzione per tutti i 540 lavoratori, respingendo ogni eventuale procedura di licenziamenti collettivi”.
“L’accordo politico – aggiungono i due sindacalisti della Fiom Cgil – prevede almeno due step tecnici: il primo di attribuzione dei 350 lavoratori a Pelligra l’1 novembre e il secondo di accesso all’isopensione dei 190 lavoratori che raggiungeranno poi i necessari requisiti l’1 gennaio 2025. Con il gruppo Pelligra si terranno i necessari approfondimenti con le Organizzazioni sindacali sul piano industriale”. “Per la Fiom – proseguono – l’accordo di oggi è un ottimo risultato perchè ha sempre sostenuto la necessità di non lasciare solo nessuno. Si chiude una vertenza tra le più lunghe e complicate nella storia delle crisi aziendali, tra l’altro localizzata in una delle aree industriali più critiche del nostro Paese. La Fiom continuerà a lavorare affinchè la prospettiva industriale di Pelligra sia di lungo termine e nel tempo coinvolga ancora più lavoratori, dando risposte alle esigenze occupazionali del territorio, a partire dai quasi 200 lavoratori dell’ex indotto. A tal proposito la Fiom insisterà per una proroga dell’Area di Crisi aprendo alla possibilità di proseguire con gli ammortizzatori sociali per loro, poi per la loro rioccupazione”, concludono Samuele Lodi, coordinatore nazionale Fiom-Cgil Settore Mobilità, e Roberto Mastrosimone, Fiom nazionale.

“Grande apprezzamento per l’intesa di oggi che assicura piena salvaguardia occupazionale dei 540 ex lavoratori Blutec di Termini Imerese”. E’ quanto sottolinea il leader della Cisl Luigi Sbarra, che aggiunge: “L’accordo tra amministrazione straordinaria, Regione Sicilia e organizzazioni sindacali è un passo concertato fondamentale per dare prospettiva alla tenuta sociale e produttiva del territorio. Un’importante vittoria per il lavoro e la dignità dei lavoratori, che grazie alla sinergia tra istituzioni, nuova proprietà e mondo del lavoro, vedono finalmente riconosciuto il loro diritto a un futuro lavorativo stabile e qualificato o a una pensione adeguata. La CISL ha sempre creduto nella necessità di un dialogo costruttivo e responsabile; oggi possiamo dire che questo impegno ha dato i suoi frutti. Continueremo a vigilare affinché ogni promessa venga mantenuta, assicurando che Termini Imerese diventi davvero un modello di rinascita industriale e sociale per la Sicilia e per tutto il Sud”.

“Si è conclusa positivamente nella giornata odierna la vertenza Blutec di Termini Imerese finalizzata alla cessione del ramo di azienda verso il gruppo Pelligra Italia che si è aggiudicato la gara e Blutec in AS e la gestione dei lavoratori rimasti in procedura attraverso lo strumento dell’isopensione. Raggiunto quindi l’obiettivo di salvaguardia per tutti i 540 dipendenti di Termini Imerese”, commentano Marco Giglio, coordinatore della Fim Cisl Nazionale, e Antonio Nobile, segretario generale Fim Cisl Palermo Trapani.
“Dopo l’approvazione all’Assemblea Regionale Siciliana della norma che permette di utilizzare anche per l’isopensione le somme stanziate nel 2022 per i lavoratori Blutec – spiegano -, è stato possibile firmare un accordo quadro che prevede da un lato la cessione del ramo di azienda con l’assorbimento di 350 lavoratori e dall’altro la salvaguardia dei lavoratori che non transiteranno”. Soddisfatti i due sindacalisti: “Come abbiamo sempre ribadito al tavolo, per risolvere positivamente la vertenza era necessario avere un percorso chiaro e di garanzia per tutti i lavoratori Blutec”. “Siamo soddisfatti perchè finalmente è possibile attuare il percorso che auspicavamo, di garanzia, per chi ormai è prossimo alla pensione e di ripartenza per i lavoratori che hanno ancora molti anni di lavoro davanti”. “Il percorso non è concluso – continuano -, anzi ci sarà da seguire e supportare la riqualificazione del personale che transiterà verso Pelligra, che fino a questo momento si è dimostrato un gruppo serio, aperto al dialogo e al confronto”.
“Entro il mese settembre, sarà formalizzato l’accordo per il passaggio dei 350 lavoratori previsto dalla procedura ex articolo 47 durante la quale sarà approfondito anche il piano industriale”, dichiarano Giglio e Nobile, che aggiungono: “Per la Fim l’obiettivo era e rimane quello della piena occupazione, con la speranza che il lavoro che verrà svolto possa portare a nuovi e importanti insediamenti industriali ed investimenti nel polo industriale di Termini Imerese”.
I due sindacalisti esprimono anche apprezzamento per il lavoro svolto dalla Regione Siciliana: “Un plauso alla Regione Siciliana a partire dall’Assessorato alle attività produttive e all’Assessorato al lavoro e alla famiglia che hanno seguito la vertenza come mai fatto prima, riteniamo che l’apporto dato in questo caso sia stato uno degli elementi determinanti per la risoluzione della vertenza”.
Giglio e Nobile concludono esprimendosi favorevolmente sul percorso intrapreso: “Siamo soddisfatti di come si è conclusa la procedura che finalmente chiude in percorso lungo più di 10 anni e che segna un cambio di passo per il futuro del sito, adesso ci sono le condizioni per poter rilanciare l’area a partire dall’ex Blutec” e chiedendo ancora supporto alla Regione Siciliana: “chiediamo di continuare a supportare con la stessa determinazione la reindustrializzazione dell’aria completando gli investimenti previsti con l’obiettivo di arrivare allo sviluppo industriale del territorio che aspettiamo da anni”.

“Positiva l’intesa, giunta dopo oltre 12 anni, ma sulla vicenda dell’ex stabilimento Blutec restano ancora aperte importanti questioni: il destino dei 200 lavoratori dell’indotto e la perdurante assenza di un vero piano industriale da parte del gruppo Pelligra. Inoltre – da quello che leggiamo – I lavoratori che saranno assunti verranno messi in Cig e l’obbligo di Pelligra è di mantenere la destinazione industriale per soli due anni”, dichiarano Franco Piro e Jacopo Torrisi, rispettivamente responsabili dei dipartimenti Economia e Lavoro del PD Sicilia.

– foto Agenzia Fotogramma –
(ITALPRESS).

Cambio ai vertici della Questura di Palermo

PALERMO (ITALPRESS) – Il Primo Dirigente della Polizia di Stato, Virgilio Alberelli, ha assunto ufficialmente l’incarico di Vicario del Questore di Palermo, prendendo il posto di Luca Vattani, promosso alla qualifica di Dirigente Superiore.
Alberelli, classe ’65, da molti anni punto di riferimento per la Questura di Palermo, la cui carriera è stata costellata da importanti traguardi soprattutto nella funzione di Capo di Gabinetto, sempre in stretta collaborazione con tutti i Questori che si sono succeduti in questi anni. La sua professionalità e le sue doti organizzative hanno permesso di gestire, tra i tanti, eventi di caratura internazionale quali la visita di Papa Francesco, la Conferenza sulla Libia nel 2018 e la visita del Presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping nel 2019.
Il suo apporto professionale ha permesso anche una sempre corretta gestione di tutte le problematiche di ordine e sicurezza pubblica di questo capoluogo e provincia.
Fucarini è il nuovo Capo di Gabinetto. Classe ’67, una carriera caratterizzata da prestigiosi e delicati incarichi tra i quali: Dirigente dell’Ufficio Scorte di Palermo, Dirigente del Commissariato di Bagheria e Vice Capo di Gabinetto della Questura di Palermo. Promosso Primo Dirigente, è stato nominato Capo di Gabinetto della Questura di Catania, andando a gestire ed organizzare i profili dell’ordine e della sicurezza pubblica della città etnea, anch’essa caratterizzata da un vivo fermento culturale e sociale e dallo svolgimento di numerosi grandi eventi quali il G20 nel 2021, in cui il Dirigente ha potuto dar prova delle sue qualità professionali.
Rientrato a Palermo ha svolto, da ultimo, l’incarico di Dirigente della Divisione di Polizia Amministrativa e Sociale.
A entrambi gli auguri di buon lavoro da parte del Questore e di tutti i colleghi della Questura di Palermo.
– foto ufficio stampa Polizia di Stato –
(ITALPRESS).

Forza Italia “Miccichè da tempo fuori dal Gruppo parlamentare dell’Ars”

PALERMO (ITALPRESS) – “Nell’augurare all’onorevole Gianfranco Miccichè una proficua prosecuzione della propria esperienza parlamentare, con riferimento alle notizie apprese dalla stampa circa la sua adesione al gruppo parlamentare del Movimento per le Autonomie, si ritiene opportuno sottolineare che già da tempo l’onorevole Miccichè non fa più parte del Gruppo parlamentare di Forza Italia all’ARS e che ad oggi non risulta abbia rinnovato la propria adesione al partito per l’anno in corso”. La precisazione viene dalla Segreteria regionale di Forza Italia “a seguito delle notizie riportate oggi dalla stampa”.
– foto Agenzia Fotogramma –
(ITALPRESS).

A Palermo ricordato Paolo Giaccone, medico ucciso 42 anni fa dalla mafia

PALERMO (ITALPRESS) – Ucciso semplicemente per aver fatto il proprio dovere di medico, respingendo le pressanti richieste di Cosa nostra di alterare una perizia ed evitare l’incriminazione di un boss: Paolo Giaccone se ne andava 42 anni fa, freddato da cinque proiettili tra i viali del Policlinico che oggi porta il suo nome. Lo hanno ricordato con una cerimonia sul luogo dell’eccidio gli ex colleghi e gli attuali dirigenti del dipartimento di Medicina legale, la direttrice generale del Policlinico Maria Grazia Furnari, il rettore dell’Università di Palermo Massimo Midiri, il presidente della scuola di Medicina Marcello Ciaccio, il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, l’assessore regionale alla Salute Giovanna Volo, il prefetto di Palermo Massimo Mariani e i rappresentanti delle Forze dell’Ordine.
Oltre che come docente ordinario di Medicina legale, Giaccone esercitava la professione svolgendo consulenze per il Tribunale, in un periodo profondamente segnato dalla pervasività di Cosa nostra nel tessuto sociale ed economico della città. Nel 1981, dopo una sparatoria a Bagheria in cui persero la vita quattro persone, gli fu assegnato l’incarico di esaminare un’impronta digitale lasciata da uno dei killer: questi venne poi identificato in Giuseppe Marchese, esponente di spicco della cosca di corso dei Mille. Diverse furono le intimidazioni nei confronti di Giaccone affinchè modificasse la perizia e scagionasse Marchese, ma il medico fu irremovibile e il killer venne condannato all’ergastolo. L’11 agosto 1982 il drammatico epilogo, in una Palermo ancora scossa dall’omicidio di Pio La Torre e che tre settimane dopo sarebbe rimasta impietrita dalla strage di via Carini.
“E’ importante che Giaccone sia sempre un esempio di valore, lavoro e dedizione appassionata – sottolinea Furnari -. Era una figura che lavorava con passione e criterio in un periodo davvero brutto: anche se oggi ha cambiato fisionomia, la mafia c’è e la dobbiamo combattere ogni giorno lavorando con onestà e rifiutando ogni condizionamento esterno fatto di minacce, prevaricazioni e richieste sottintese. Non dobbiamo avere paura, ma essere coraggiosi e dire no quando ci viene chiesto qualcosa che non si può fare”.
Per Midiri “Giaccone è stato e continua a essere un riferimento dell’impegno civile e dell’essere eroi normali: è morto nell’esercizio delle sue funzioni di medico legale, perchè faceva il suo dovere e si è rifiutato di dare una risposta per così dire sbagliata o quantomeno condizionante il futuro giudiziario di un imputato. La sua lezione di vita e di etica deve essere un messaggio per le nuove generazioni, che Giaccone non l’hanno conosciuto e vivono la realtà di questo Policlinico intestato a lui: bisogna andare oltre il semplice momento commemorativo, perchè se non c’è memoria non c’è presente. La Palermo di oggi nasce dal sacrificio di Giaccone e di chi come lui è morto in un periodo devastante per la città e per la Sicilia”.
Ciaccio lo ricorda come “un esempio importante di legalità e di come bisogna svolgere la professione medica: in particolare, il medico legale coniuga medicina e giurisprudenza e può andare incontro a diversi pericoli. Il suo insegnamento deve essere un monito per tutti noi, ma soprattutto per le nuove generazioni: questa commemorazione è testimonianza del suo contributo e della correttezza professionale che lo ha sempre contraddistinto”.
Lagalla ne celebra la dedizione e la determinazione a non cedere alle pressioni mafiose: “Giaccone non era un magistrato o un uomo delle Forze dell’Ordine, pertanto non metteva il rischio un’esposizione primaria e diretta davanti a ogni cosa: era un uomo di studio e ricerca, che però è stato incrollabilmente fedele a se stesso e al suo lavoro fino a pagarne una conseguenza tragica in una stagione massacrante per Palermo. E’ giusto promuoverne un ricordo solenne ogni anno e mantenerne alta la memoria, proponendola ai più giovani”.
Per Volo “Giaccone è stato un grandissimo professionista e con il suo sacrificio ha insegnato a tutti noi che nel rispetto della professione e nell’assoluta onestà intellettuale si deve anche rischiare la vita: non possiamo e non dobbiamo mai avere dubbi su ciò che è giusto fare”.
Mariani sottolinea come “Giaccone ha dato la vita per ciò in cui credeva: il suo sacrificio è stato un ultimo atto di dedizione, ispirando coloro che in futuro avrebbero dovuto prendere il suo posto. La sua lezione vale non solo per gli studenti ma per chiunque segua le sue orme, anche nelle istituzioni: Palermo nel 1982 ha perso tre personalità di altissimo livello (La Torre, Giaccone e Dalla Chiesa, ndr), che hanno dato tutto affinchè questa città potesse affrancarsi dai mostri che la opprimevano”.
Alla commemorazione ha preso parte anche Milly Giaccone, figlia del medico legale: “E’ molto bello vedere che questo ricordo va avanti di anno in anno – afferma – La mia paura è che al di fuori dell’anniversario la sua figura venga un pò messa da parte rispetto alle altre vittime di mafia. Ora che sono in pensione vorrei girare un pò per le scuole e parlare di lui: papà era una persona colta e preparata, ma aveva anche un bel carattere. In famiglia parlava poco del suo lavoro a stretto contatto con la Procura, anche perchè mia madre aveva tanta paura per lui: con me invece ne parlava di più, perchè io ero già studentessa di Medicina e venivamo al Policlinico insieme. Non so se in cuor suo avesse capito fino a che punto era in pericolo”.

– foto xd8/Italpress –
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Porto Cervo, palermitano aggredito in discoteca per foto a Geolier

PALERMO (ITALPRESS) – Brutta disavventura per un ragazzo di Palermo in una nota discoteca della Costa Smeralda. Il giovane, uno studente universitario che si trovava in vacanza con un gruppo di amici, è stato aggredito da uno dei buttafuori della discoteca Just Me di Porto Cervo nella notte tra il 5 e il 6 agosto. Secondo quanto ricostruito dall’Agenzia Italpress, l’aggressione sarebbe avvenuta intorno alle 3 del mattino, poco dopo l’arrivo del rapper Geolier, che si trovava in compagnia di alcuni amici e della sua guardia del corpo. Dopo essersi formata un pò di folla attorno, uno dei ragazzi presenti avrebbe infilato le mani nelle proprie tasche per provare a prendere il telefono, prima di essere violentemente raggiunto da alcuni colpi al volto, sferrati da uno dei buttafuori. A quel punto sarebbe intervenuto il bodyguard di Geolier, caricando di peso il ragazzo sanguinante fuori dal locale. In attesa dell’arrivo delle forze dell’ordine, i buttafuori avrebbero cercato di tranquillizzare la vittima, scusandosi per il gesto del collega e dandogli dell’acqua per provare a convincerlo a rientrare dentro.
Nei giorni successivi, in seguito a vari accertamenti eseguiti presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Olbia, il ragazzo ha ricevuto una prognosi di nove giorni. E’ stato dato incarico a un avvocato del foro di Palermo, Roberta Reina, di agire nei confronti del buttafuori. Indaga la polizia.

– Foto Agenzia Fotogramma –

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Torneo Sabbie di Sicilia, titoli regionali a Ragusa e Marsala

PALERMO (ITALPRESS) – In archivio la prima edizione di “Sabbie di Sicilia”: brillano Pro Ragusa, al maschile, e Virtus Marsala, al femminile, che conquistano il titolo regionale. Assegnati a Marina di Ragusa i titoli siciliani di Serie B di beach soccer. Sul piano organizzativo il progetto sportivo, indetto dalla Lnd Sicilia e organizzato da I Soci, ha ottenuto gli obiettivi di promuovere il beach soccer. Torre Faro (Messina), San Vito Lo Capo (Trapani), Marina di Modica e Marina di Ragusa hanno risposto presente con grande interesse del pubblico.
Nel torneo maschile, la formazione iblea, sulla sabbia di Marina di Ragusa, ha battuto lo Sporting Alcamo per 5-1. Terzo posto per Cartia Plant Scicli, che ha regolato il Taormina Soccer School per 5-4. Miglior giocatore Daniele Arena (Pro Ragusa).
Nella gara femminile, la Virtus Marsala si è imposta sull’Unime (4-2). Terzo posto per l’Asd Scicli, che ha battuto il Vittoria per 2-1. Teresa Matranga miglior giocatrice.
Alla premiazione, oltre alle istituzioni locali, guidate dal sindaco di Ragusa, Peppe Cassì (presenti gli assessori Digrandi e Pasta), sono intervenuti il presidente della Lnd Sicilia, Sandro Morgana, il presidente onorario della Lnd Sicilia, Santino Lo Presti, il massimo dirigente de I Soci, nonchè componente del Dipartimento di beach soccer, Fabio Nicosia, e Peppe Bosco, presidente del Catania Beach Soccer e componente commissione nazionale beach soccer. Inoltre, sono intervenuti il delegato regionale di beach soccer Mario Porretta e il delegato provinciale di Ragusa Gino Giacchi.
“Ho apprezzato una straordinaria organizzazione, che per quattro tappe è riuscita a raggiungere l’obiettivo che c’eravamo prefissati, quello di portare il beach soccer sulle spiagge siciliane, promuovendo le bellezze della nostra Sicilia. Ho notato grande coinvolgimento delle società e sono emersi tantissimi spunti per i prossimi anni. Ringrazio tutte le componenti, da I Soci, alla delegazione regionale di beach soccer, all’Aia e alle società che hanno risposto presente”, ha detto il presidente del Comitato Regionale Sicilia LND, Sandro Morgana.
– foto LND Sicilia –
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Ars, Miccichè passa al gruppo MPA “Nuovo percorso con Lombardo”

PALERMO (ITALPRESS) – Gianfranco Miccichè, capogruppo del Gruppo Misto all’Assemblea Regionale Siciliana, aderisce all’ARS al Movimento per l’Autonomia (MPA) di Raffaele Lombardo.
“Forza Italia – afferma l’ex presidente dell’ARS – rimane il mio riferimento nazionale, ho contribuito a fondarla con Silvio Berlusconi e resterà sempre nel mio DNA. La FI concepita in Sicilia da Berlusconi non esiste più. Non c’è più traccia di quel partito liberale che per anni ha portato avanti i veri valori democratici. Non mi identifico in un partito che non riesce neanche a discutere dei diritti civili, basti pensare a quello che è accaduto recentemente in consiglio comunale a Palermo”.
“L’MPA di Raffaele Lombardo è la scelta più coerente per chi come me si è speso per la Sicilia e per la sua autonomia – continua Miccichè -. Un accordo netto in un momento cruciale per il futuro dell’autonomia. Porterò avanti con determinazione la linea del gruppo che fa parte della maggioranza di governo con la speranza di poterne migliorare le proposte. Sono certo che, se il Presidente Berlusconi fosse ancora tra noi – conclude -, avrebbe compreso e incoraggiato questo percorso, vedendolo come una necessità per affrontare le sfide che il nostro territorio deve oggi contrastare”.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Mafia, rapporti d’affari con gelaterie. Due arresti a Palermo

PALERMO (ITALPRESS) – Due persone sono state raggiunte da ordinanza di custodia in carcere e oltre 1,5 milioni di euro sono stati sequestrati nell’ambito di un’operazione dei finanzieri del Comando provinciale di Palermo che stamattina hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali e reali con cui il gip presso il Tribunale di Palermo, su richiesta della locale Procura della Repubblica, ha disposto la custodia in carcere e il sequestro.
Contestualmente, la Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo ha delegato lo svolgimento di perquisizioni presso le abitazioni e gli altri luoghi nella disponibilità degli indagati (6 in tutto), nei cui confronti si procede, a vario titolo, per i reati di concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione aggravata dal metodo mafioso, trasferimento fraudolento di valori e bancarotta fraudolenta.
Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo, si sono concentrate sulla figura di “uno storico appartenente alla famiglia mafiosa di Partanna Mondello, esponente di spicco del mandamento di San Lorenzo (più volte condannato, tra l’altro, per 416 bis c.p.)”, spiegano i finanzieri.
In tale contesto, sarebbero stati delineati i rapporti di affari tra quest’ultimo e il gestore di una società titolare di un noto brand di gelaterie della città di Palermo.
Secondo le indagini l’uomo avrebbe esercitato un “pervasivo potere di controllo sull’attività commerciale, intervenendo in prima persona sia nella scelta del personale da assumere che delle strategie da perseguire a livello aziendale”.
“Il tutto in virtù di un profondo legame fiduciario – aggiungono le Fiamme gialle in una nota – da cui anche l’imprenditore avrebbe tratto significativi benefici economici, consistiti nella possibilità di espandere sul territorio la propria rete commerciale, anche attraverso la costituzione di nuove imprese in conseguenza della dichiarazione di fallimento della citata società, intervenuta nel 2021”.
In base alle indagini, in più occasioni l’uomo si sarebbe “prodigato per risolvere questioni private dell’imprenditore, nonchè per ricercare fonti di finanziamento e nuovi locali per l’apertura di ulteriori punti vendita e garantirgli al contempo la necessaria protezione rispetto a richieste estorsive avanzate da altri esponenti mafiosi. Inoltre, l’operatività delle gelaterie sarebbe stata fortemente condizionata dalla necessità di assicurare continui utili al sodalizio mafioso, destinati, tra l’altro, al sostentamento dei detenuti e dei loro familiari.
Proprio queste condotte – spiegano ancora gli investigatori – avrebbero inciso notevolmente sulla situazione finanziaria della fallita, in ordine alla quale sono state, altresì, riscontrate fuoriuscite di denaro prive di giustificazione, per un importo complessivo di euro 1.511.855,60″.

– Foto: ufficio stampa Guardia di Finanza –

(ITALPRESS).