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Vaccini, a Messina open day Pfizer “no alla guerra, sì alla vita”

MESSINA (ITALPRESS) – In questi giorni difficili e cupi per la guerra scoppiata in Ucraina, l’Ufficio emergenza Covid di Messina, guidato dal commissario Alberto Firenze, lancia lo slogan “No alla guerra, sì alla vita” per lanciare un messaggio di pace, necessario oggi più che mai. Una bandiera arcobaleno con una grande mano “Stop War” apparirà sugli schermi dei centri vaccinali di Messina e provincia, pronti al nuovo “Open day Pfizer” da domani fino a martedì 1 marzo. Senza bisogno di prenotazione, chi vorrà ricevere la prima, seconda o terza dose potrà recarsi liberamente negli orari di apertura di ogni singolo punto vaccinale per ricevere la somministrazione dal vaccino Pfizer.
“Vogliamo compiere un’ennesima chiamata alle armi, quelle buone e intelligenti della salute e per la salute – spiega Firenze – e al contempo trasmettere un messaggio di pace, unione, coesione sociale nell’unico interesse prioritario che accomuna tutti noi cioè la vita; dunque un secco no alla guerra, e al contrario un forte sì alla prevenzione e alla scienza gli unici strumenti in grado di farci tornare alla quasi normalità dopo i 2 anni che hanno frenato l’Italia. Speriamo che questo ulteriore appello ai messinesi della città e dell’area metropolitana sia colto, dobbiamo insieme fare un ultimo sforzo per affrontare la primavera e l’estate con maggiore sicurezza per ciascuno di noi e per la collettività”.
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“Gesù predicava ai Bradipi”, la sveglia di Don Alliata in un libro

PALERMO (ITALPRESS) – La vita come un dono che non bisogna dare per scontato e come un’occasione per tirare fuori il meglio di sè. Attraverso le parabole di Gesù, don Paolo Alliata sacerdote della Diocesi di Milano nel suo libro “Gesù predicava ai bradipi” edito da Ponte alle Grazie, ci accompagna in un viaggio ricco di citazioni bibliche anche ricorrendo volentieri a immagini e temi tratti dalla letteratura e dal cinema. Il libro è stato presentato questo pomeriggio all’Auditorium del Gonzaga Campus di Palermo nel corso di un incontro organizzato dall’Associazione ex alunni.
“Spesso abitiamo la vita con la vaga indifferenza del bradipo: guardiamo ma non vediamo, sentiamo ma non ascoltiamo, ci arrabattiamo in superficie senza comprendere quello che ci accade. Ai discepoli che gli chiedono perchè racconti storie, il carpentiere di Nazareth risponde che è un modo per svegliare chi dorme, per fermare chi corre, per riaccendere lo sguardo allo stupore”, spiega don Alliata, “per lui la parabola è una terapia: come gli artisti e i poeti, gioca con le parole per sollevare la nebbia che ci avvolge e portarci in un altrove denso di promessa, dove la fretta lascia il passo alla fiducia e sprigiona l’immaginazione”.
Don Paolo Alliata dipinge un Gesù in movimento, impegnato a maturare nelle piccole cose come il lievito nella pasta, il seme nella terra. Un Gesù umano fino in fondo che, dando voce al buon pastore e al buon samaritano, al giudice iniquo e al servo spietato, al fariseo, al mendicante, alla donna in cerca della moneta, ci invita a prenderci il tempo che ci vuole per scendere alle radici della meraviglia, a quell’incontro – urgente e decisivo – con Dio al fondo di noi stessi che spalanca i confini e libera la festa. “Dio sta bussando al cuore più profondo di ognuno di noi”, dice Don Paolo, “non vede l’ora di incontrarci, ma spesso è facilissimo ignorare questo suo invito. Siamo tutti un pò bradipi che per scostarsi di un metro ci stanno due ore”.
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Covid, a Palermo vaccini in maschera al Padiglione dei bimbi alla Fiera

PALERMO (ITALPRESS) – Vaccini in maschera al padiglione dei bambini. Alla Fiera del Mediterraneo di Palermo è arrivato il Carnevale. Da domani e nei prossimi giorni, fino a martedì grasso (il primo marzo), il personale dell’hub in servizio al padiglione dei bambini aspetta di ricevere i suoi piccoli utenti rigorosamente in maschera. Ad accoglierli, fanno sapere dall’Asp di Palermo, ci saranno medici, infermieri, impiegati amministrativi, educatori professionali e associazioni di volontariato: tutti in costume o con accessori a tema per meglio calarsi nel clima della festa più creativa e colorata dell’anno.
Il padiglione 20A, abituato a cambiare spesso pelle, da spazio multifunzionale quale è da sempre, è stato addobbato con mascherine e palloncini. Non mancheranno i coriandoli, tantomeno i giochi; il gruppo di educatori della Fiera del Mediterraneo è pronto a far passare ai bimbi la paura dell’iniezione con un laboratorio di decorazione di maschere.
Da dicembre, mese di avvio della campagna vaccinale pediatrica, rende noto l’Asp di Palermo, sono più di 23 mila i bambini nella fascia 5-11 anni vaccinati alla Fiera del Mediterraneo dal personale della struttura commissariale per la gestione dell’emergenza Covid.
Per dare ancor più impulso alle somministrazioni ai bimbi, squadre di medici, infermieri e personale amministrativo hanno organizzato un calendario di vaccinazioni in numerose scuole del Palermitano. Sedute aperte agli studenti, ma anche ai loro familiari e al personale degli istituti scolastici.
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L’Hub vaccinale in Fiera a Palermo sarà un centro congressi

PALERMO (ITALPRESS) – Da luogo simbolo della campagna vaccinale a punto di riferimento per il turismo congressuale in Sicilia. Il padiglione 20 dell’ex Fiera del Mediterraneo si prepara a una profonda trasformazione, con la costruzione di un nuovo centro congressi. Il punto nevralgico dell’area da 5mila metri quadrati sarà una grande sala da 4mila posti, destinata a diventare la più capiente tra i plessi congressuali della regione. Attualmente a detenere il primato è il centro Le Ciminiere di Catania, la cui sala congressi mette a disposizione 1.400 posti.
La bozza del nuovo perno del turismo congressuale siciliano è stata presentata a Palazzo d’Orleans dal padrone di casa Nello Musumeci insieme al sindaco Leoluca Orlando e a Sandro Favero, ceo di F&M Ingegneria, compagnia che si è aggiudicata la progettazione. Per il progetto definitivo, per il quale la Regione aveva già stanziato 15 milioni di euro, serviranno apparentemente tra i 3 e i 4 mesi, mentre l’avvio dei lavori è previsto per inizio 2023. Oltre alla sala principale è prevista l’installazione di altre attività di supporto, quali cabine di regia e di controllo, magazzini, depositi, sale meeting, uffici e sale direzionali.
“Una città come Palermo non può non avere un centro congressi di grande prestigio, adeguato a introdurre il capoluogo regionale nel circuito internazionale di questo segmento turistico -, sottolinea Musumeci, – L’industria italiana dell’ospitalità è ormai uno dei settori principali di attività economica per la creazione della ricchezza in Italia, ma la Sicilia è fuori da questo circuito. Dobbiamo vincere questa sfida e dimostrare che nella nostra regione fare turismo dodici mesi l’anno è possibile”. Al momento nel sud è concentrato appena il 17% dell’attività congressuale nazionale, contro il 26% del dentro e il 57% del nord: il nuovo centro congressi (al quale, sottolinea Musumeci, se ne aggiungerà nei prossimi anni un altro a Messina) ha l’obiettivo proprio di invertire questo trend.
“Rispetto al passato la necessità di avere un punto di riferimento per i congressi è aumentata -, evidenzia Orlando, – sono sicuro che i primi a beneficiare di questo progetto saranno gli operatori economici di Palermo. Con la Regione stiamo lavorando alla creazione di un Tavolo congiunto per seguire passo dopo passo l’avanzamento dei lavori, occasione di grande riqualificazione urbana”.
Per il passaggio alla fase finale della progettazione manca ancora l’analisi delle eventuali criticità sul piano qualitativo, tecnico, economico e ambientale, nonchè la presentazione di eventuali soluzioni alternative. Attualmente il padiglione 20 è il punto di riferimento della campagna vaccinale, ma per Musumeci l’auspicio è che “con il progressivo attenuarsi della pandemia per le somministrazioni possa essere sufficiente recarsi dal medico di famiglia”.
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Emigrati da anni percepivano l’assegno sociale, 7 indagati a Messina

MESSINA (ITALPRESS) – Fingevano di risiedere in Italia per beneficiare per anni dell’assegno sociale: a scoprire la truffa all’Inps, commessa da sette emigrati di origine siciliana, la Guardia di finanza di Messina, che ha posto sotto sequestro oltre 200mila euro. Il provvedimento è stato emesso dal Gip di Messina su richiesta della locale Procura. L’assegno sociale, che ha sostituito la pensione sociale, è destinato a coloro che versano in condizioni economiche di disagio ed è erogato dall’Inps in tredici mensilità. La sua concessione è vincolata non solo al rispetto di determinati requisiti reddituali, ma anche e soprattutto a requisiti anagrafici: essere cittadini italiani di età superiore a 66 anni e 7 mesi, con stabile e continuativa dimora nel territorio italiano per almeno 10 anni. L’eventuale prolungato soggiorno all’estero diventa causa di perdita della prestazione previdenziale.
Dalle indagini è emerso che i sette destinatari del provvedimento
risultavano solo formalmente rientrati in Italia da paesi sud americani o europei, e così, dopo aver ottenuto la residenza in piccoli comuni della fascia jonica della provincia peloritana (Sant’Alessio Siculo, Limina, Roccalumera), per poi, anche
nel giro di pochi mesi, presentare richiesta di percezione del beneficio.
Gli accertamenti disposti dalla Procura di Messina hanno
restituito una realtà completamente diversa: secondo ipotesi investigativa si trattava di un mero “fittizio trasferimento della residenza in Italia non appena raggiunta l’età minima per accedere alla prestazione previdenziale”.
Sempre secondo le Fiamme gialle “per simulare il requisito della dimora abituale, è emerso come alcuni richiedessero di mantenere la residenza presso abitazioni di fatto mai abitate, dimorando stabilmente in Sud America, ovvero, in alcuni casi, risultassero iscritti nelle liste di locali medici di base, senza che questi abbiano mai effettuato visite domiciliari o addirittura averli mai conosciuti, ovvero ancora documentassero l’acquisto di medicinali presso farmacie del comprensorio (evidentemente avvalendosi dell’ausilio di terzi soggetti, verosimilmente
in possesso della tessera sanitaria agli stessi intestata)”.
Inoltre, per simulare il requisito reddituale, in un caso, è emerso come il richiedente l’assegno sociale “avesse rappresentato una fittizia separazione dal coniuge, persino omettendo di dichiarare l’attualità dell’esercizio della propria professione di architetto”.
In definitiva, secondo ipotesi d’accusa, un’articolata catena di false dichiarazioni e varie condotte artificiose, “proditoriamente finalizzate” – nel loro complesso – “a trarre in inganno l’Ente erogatore in ordine alla sussistenza”, in capo ai cittadini richiedenti, “dei requisiti di legge” per il riconoscimento del beneficio economico.
Le somme sequestrate, percepite indebitamente tra il 2016 e il 2021, ammontano complessivamente a 203.653 euro.
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Confintesa “In Sicilia non si rispetta la democrazia sindacale”

ROMA (ITALPRESS) – “Ormai sulla rilevazione del consenso democratico, per alcune organizzazioni sindacali siciliane, non sono i lavoratori che decidono ma loro stesse, con la connivenza dell’Aran Sicilia”. Lo afferma Francesco Prudenzano, segretario generale di Confintesa, in merito al rinnovo del CCRL del Comparto non Dirigenziale della Regione Sicilia e degli Enti di cui all’articolo 1 della Legge regionale 15 maggio 2000. “Oggi – continua Prudenzano – si terrà presso Aran Sicilia, la prima riunione per il rinnovo del CCRL del Comparto non Dirigenziale e di alcuni Enti Regionali ma l’Aran Sicilia non ha convocato al tavolo negoziale la delegazione di Confintesa, nonostante il fatto che, dall’ultima rilevazione Aran del 2021, la nostra Confederazione sembrerebbe risultare maggiormente rappresentativa. Questo avviene solo perchè nel CCRL, siglato nel 2019, c’è una clausola che prevede che la data di rappresentatività da rilevarsi per partecipare alla trattativa del CCRL sia quella alla data del 31 dicembre 2017, retrodatando vergognosamente la rilevazione del consenso sindacale”.
“Praticamente per una trattativa del 2022 si fa riferimento non all’ultima rilevazione del 2021 ma – evidenzia Prudenzano – a quella di cinque anni prima, in palese violazione della logica, ed insultando tutti i lavoratori rappresentati da Confintesa. Tutto questo – continua Prudenzano – per blindare artificiosamente la partecipazione delle sigle sindacali al rinnovo del prossimo CCRL. Questa è la falsa democrazia che piace a certi sindacati e che fa comodo anche all’Aran Sicilia ma che cozza contro ogni principio e normativa vigente in tema di rappresentatività sindacale”. Prudenzano assicura che “Confintesa non rimarrà guardare e, oltre ad adire le vie legali e ogni altra azione di protesta, già da oggi diffida l’Aran Sicilia ad iniziare qualsiasi trattativa dove non vengano rispettati i criteri di base per un regolare svolgimento delle relazioni sindacali nel rispetto della normativa vigente”.
“Le controparti sindacali – conclude Prudenzano – le scelgono i lavoratori che hanno già detto la loro inserendo Confintesa tra le Organizzazioni maggiormente rappresentative. Questa si chiama: democrazia. Ma in certi ambienti questo termine è poco conosciuto”.
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Covid, in Sicilia 4.776 nuovi casi e 31 decessi

ROMA (ITALPRESS) – Dai dati del bollettino del Ministero della Salute emerge che i nuovi positivi in Sicilia sono 4.776 (ieri erano 5.272) a fronte di 40.897 tamponi processati, dato che porta il tasso di positività a 11,7%. In regione oggi si registrano 31 decessi (ieri erano 38). I guariti sono 7.182 e gli attualmente positivi registrano un decremento di 1.104 unità attestandosi su un numero totale di 230.774. Il numero dei ricoveri nei reparti ordinari è di 1.130, sono 69 i ricoveri in terapia intensiva con 0 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare ci sono 229.575 persone.
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Inaugurato il porto turistico di Castellammare del Golfo

TRAPANI (ITALPRESS) – Un’infrastruttura moderna e funzionale, pronta a diventare punto di riferimento per il diportismo e l’economia turistica di tutto il Trapanese. Sono stati completati i lavori di potenziamento, completamento e messa in sicurezza del porto di Castellammare del Golfo. A visitare il cantiere ultimato dell’opera, questa mattina, il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, accompagnato dall’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone. Presenti anche gli assessori regionali alle Attività produttive, Mimmo Turano, e all’Agricoltura e alla Pesca mediterranea, Toni Scilla, i parlamentari regionali del Trapanese Eleonora Lo Curto, Stefano Pellegrino e Valentina Palmeri, il sindaco di Castellammare Nicolò Rizzo, e i primi cittadini del comprensorio, Giuseppe Failla e Giuseppe Pirri della European construction Company, l’impresa che ha realizzato i lavori, il prefetto di Trapani Filippina Cocuzza, autorità civili e militari.
«Oggi è giornata da ricordare per Castellammare, perla turistica di Sicilia – ha affermato il presidente Musumeci – perchè il governo regionale ha messo la parola fine ad una vicenda tormentata che porta con sè errori e omissioni della politica da una parte e di certa burocrazia dall’altra. In termini di infrastrutture, portuali e non, abbiamo lavorato con grande impegno in questi quattro anni: è stato speso circa un miliardo e mezzo. La portualità minore non era mai stata al centro dell’attenzione della Regione come lo è adesso. Castellammare del Golfo, con la sua storia e la sua tradizione marinara, oggi, dopo lunghi anni di occasioni perse, trova nuovo slancio e infrastrutture adatte a sostenere la crescita socio-economica del territorio. Presto tanti appassionati e vacanzieri potranno approdare in un porto attrezzato al meglio e incastonato in un contesto paesaggistico unico. Continuiamo a guardare avanti, abbiamo ancora tanti cantieri nuovi da aprire e completati da chiudere, in questi otto mesi faremo in modo che nulla rimanga in sospeso».
«Quando ci siamo insediati – ha dichiarato l’assessore Marco Falcone – il porto di Castellammare era l’emblema di un fallimento amministrativo, una vergogna che tuttavia il governo Musumeci è riuscito a ribaltare, mettendosi alle spalle un decennio di controversie. Manteniamo dunque l’impegno, grazie anche al lavoro svolto da tutte le maestranze coinvolte, mentre abbiamo già avviato anche l’appalto da oltre 8 milioni per completare la diga foranea, opera che metterà definitivamente in sicurezza l’intero sito, su il cui governo Musumeci scommette. Il porto di Castellammare, una volta definito l’assetto gestionale in sinergia con il Comune, sarà motore della ripresa economica e turistica per il Trapanese».
Il completamento del porto turistico di Castellammare rientra nel secondo lotto, da oltre 14 milioni di euro, dei lavori di ammodernamento dell’infrastruttura finanziati dalla Regione. Il cuore dell’intervento è costituito dalla nuova banchina, lunga 400 metri e realizzata mediante una paratia in pali secanti della lunghezza di 15 metri, situata alla radice della diga foranea e avanzata di 80 metri rispetto al precedente limite. Sono poi stati realizzati il molo di sottoflutto, gli impianti e i servizi necessari alla fruizione del porto e delle opere interne che hanno consentito l’aumento dei posti barca.
E’ stato inoltre costruito un piazzale attrezzato di 20 mila metri quadrati all’interno del quale sono presenti gli edifici destinati alle Autorità marittime, le officina a servizio della cantieristica navale, il Club nautico a servizio delle nuove strutture di ormeggio, i vigili del fuoco e i servizi per l’accoglienza. il piazzale è stato attrezzato con sei torri faro da 20 metri d’altezza ciascuno, pali di illuminazione lungo le strade di accesso al porto e segnapassi nel bordo banchina. Il porto di Castellammare dispone adesso anche di un nuovo scalo di alaggio da 30 metri per imbarcazioni fino a 50 tonnellate. Il progetto ha riguardato anche la riqualificazione di piazza Castello con un nuovo waterfront. Ai lavori, secondo i dati forniti dall’impresa esecutrice, hanno partecipato oltre 100 addetti tra dipendenti diretti e indiretti. Tutte le opere realizzate sono già pronte per essere fruite.
A Castellammare del Golfo la Regione è impegnata su altri due interventi strategici: il completamento della diga foranea del porto, rimasta incompiuta da un decennio, e il contrasto al dissesto idrogeologico nella zona limitrofa all’infrastruttura.
Il dipartimento regionale delle Infrastrutture ha pubblicato sul portale Urega la gara per l’affidamento dell’appalto integrato per l’esecuzione dei lavori di messa in sicurezza e prolungamento della diga foranea, dal valore di 8,8 milioni di euro. La scadenza per la presentazione delle domande di partecipazione è il prossimo 14 marzo alle ore 13.
Sono stati invece assegnati i lavori di consolidamento del versante ovest della parete rocciosa che sovrasta il Porto, per eliminare il rischio di caduta massi in corrispondenza del molo. «Colmiamo anche in questo caso un colpevole ritardo, finanziando un’opera che restituirà, dopo oltre vent’anni di attesa, la piena sicurezza e operatività ad un’area di grande importanza per l’economia e lo sviluppo di tutto il comprensorio», ha aggiunto il presidente Musumeci, in veste di commissario di governo della Struttura per il contrasto del dissesto idrogeologico. Gli uffici diretti da Maurizio Croce hanno definito tutte le procedure utili all’assegnazione dell’intervento, che verrà effettuato dal Consorzio Stabile Angedil Società consortile di Favara per un importo di poco superiore ai 270 mila euro, con un ribasso del 33,3 per cento.
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