PALERMO (ITALPRESS) – Prosegue la campagna vaccinale anti-Covid19 e cresce il tasso di immunizzazione del personale scolastico. Secondo gli ultimi dati, aggiornati al 6 febbraio scorso, il 99% di docenti e personale Ata, su una platea di oltre 135 mila unità, ha ricevuto almeno una dose di vaccino, il 96,8% si è sottoposto al ciclo vaccinale completo e, all’interno di quest’ultima fascia, ben il 99% ha ricevuto la terza dose (booster). In costante salita anche il numero di bambini fra i 5 e gli 11 anni sottoposti ad almeno una dose di vaccino: 84.031 unità, pari al 26,69% degli alunni che frequentano le scuole dell’infanzia ed elementari. Inoltre, per la fascia anagrafica compresa tra i 12 ed i 19 anni, la percentuale di vaccinati con almeno una dose si attesta al 70,48%.
“Sono dati confortanti che restituiscono alle comunità educative e alle famiglie maggiore serenità, anche alla luce delle nuove regole nazionali per la gestione dei casi Covid nelle scuole – spiega l’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione, Roberto Lagalla – Agli studenti potrà essere garantita maggiore continuità scolastica in presenza, indispensabile per riprendere le fila di un processo educativo reso difficile dal lungo ricorso alla Dad e per contrastare i molti disagi psicologici causati dal lockdown, oltre che da ripetute quarantene. Servirà rafforzare la collaborazione tra docenti e famiglie, per aiutare bambini e ragazzi a superare questo momento, e, al contempo, intensificare la campagna vaccinale, soprattutto all’interno delle scuole. Sebbene l’andamento dei contagi sia in netto miglioramento, la situazione sanitaria impone comunque una scrupolosa vigilanza tanto da parte delle autorità sanitarie, quanto dei dirigenti scolastici, il cui carico di responsabilità e di lavoro resta molto elevato”.
I dati relativi agli immunizzati nelle scuole, grazie anche alle vaccinazioni di prossimità a cura delle Asp provinciali in corso presso molti istituti dell’Isola, potranno ulteriormente migliorare nelle prossime settimane. Infatti, la semplificazione delle procedure di gestione dei contagi in ambito scolastico, indotta dalle nuove norme nazionali, e, in particolare, la rimodulazione delle modalità di svolgimento della quarantena nei soggetti asintomatici, nonchè l’incremento dei soggetti vaccinati, comportano un minore ricorso alla somministrazione di tamponi, permettendo così alle Usca di intensificare le campagne di vaccinazione. A supporto del processo di immunizzazione della popolazione scolastica, sono attualmente in corso diverse iniziative come, ad esempio, quella condotta dall’Ufficio del Commissario per l’emergenza Covid-19 dell’Area metropolitana di Messina, che ha promosso la campagna vaccinale e di informazione “Mi Curo di te” nelle scuole del territorio provinciale.
Continua, intanto, la collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale della Sicilia e l’assessorato regionale della Salute e, al fine di assicurare continuità all’azione di monitoraggio e controllo presso gli istituti scolastici, l’assessore Lagalla ha deciso di nominare Salvo Scondotto, già responsabile di servizio all’assessorato regionale della Salute e attuale coordinatore del Comitato tecnico-scientifico regionale, quale consulente per l’emergenza Covid nelle scuole. “Sarà un supporto prezioso che, unitamente al lavoro della task force regionale, contribuirà a monitorare adeguatamente le dinamiche sanitarie in corso nel mondo dell’istruzione”, aggiunge Lagalla.
(ITALPRESS).
Scuola, Lagalla “In Sicilia vaccinato il 99% del personale”
In Sicilia una campagna di comunicazione contro il caporalato
PALERMO (ITALPRESS) – Una campagna di comunicazione sui temi dell’immigrazione e del caporalato. L’ha realizzata la Regione siciliana con fondi europei grazie all’agenzia Ab Comunicazioni srl e all’Ufficio Speciale dell’Immigrazione che hanno lavorato in stretta sinergia allo sviluppo creativo delle immagini e dei contenuti. Un lavoro “sul campo” interamente realizzato in Sicilia, in quattro diverse aree agricole (Castelvetrano, Partanna, Furnari e Siracusa), che ha previsto la partecipazione di lavoratori stranieri reali. Il risultato di questa sinergia creativa è una campagna intimamente realista: 9 scatti fotografici di grande intensità e forza comunicativa, completati e rafforzati dal claim “Diritti negli occhi”. La campagna prevede affissioni e pubblicazioni a mezzo stampa su quotidiani e siti on line oltre che passaggi televisivi.
Ed inoltre un programma di 18 eventi su tutte le 9 province siciliane, per incontrare la cittadinanza, i giovani, i lavoratori e i gli operatori del settore. Un tour nei teatri dei capoluoghi che partirà da Catania e si chiuderà a Palermo. Nove tappe nel segno dell’intrattenimento e dell’informazione con i protagonisti della cultura, del giornalismo e del terzo settore. Parallelamente, un programma di tavoli tecnici con stakeholder, amministratori e operatori del settore per stimolare il dialogo e il confronto degli attori principali delle politiche migratorie, un momento d’incontro per pensare al nuovo ciclo di programmazione comunitaria. Eventi ma anche narrazione con una serie di interviste e video documentari sulle esperienze siciliane, sulle attività della Regione Siciliana, sui protagonisti e i personaggi chiave.
“La nostra isola non è soltanto la terra della devianza giovanile, dove il tasso di povertà di raggiunge livelli non riscontrabili in ogni parte d’Italia, la Sicilia è soprattutto terra di approdo per i nostri fratelli convinti di trovare nel nostro paese un Eldorado, ma non è sempre così”, ha detto il presidente della Regione, Nello Musumeci, nel corso della conferenza stampa di presentazione della campagna. “A volte si trovano davanti a lavoro rinunce, sfruttamenti e privazioni fenomeno. Il problema dell’immigrazione è e resta il principale problema sul fronte delle politiche sociali, un problema di fronte al quale un serio impegno da parte dell’Unione Europea può aiutare nel ridurne gli effetti devastanti”.
La campagna rientra nel programma Su.Pr.Eme. Italia (Sud Protagonista nel superamento delle Emergenze in ambito di grave sfruttamento e di gravi marginalità degli stranieri regolarmente presenti nelle 5 regioni meno sviluppate) ed è finanziato nell’ambito dei fondi AMIF – Emergency Funds (AP2019) della Commissione Europea – DG Migration and Home Affairs.
Il partenariato è guidato dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Direzione Generale Immigrazione (Lead partner) coadiuvato dalla Regione Puglia (Coordinating Partner) insieme alle Regioni Basilicata, Calabria, Campania e Sicilia e l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni e Nova consorzio nazionale per l’innovazione sociale.
(ITALPRESS).
Covid, 810 vaccinazioni nell’open day dell’Asp di Palermo a Lampedusa
PALERMO (ITALPRESS) – Si è concluso con un bilancio di 810 vaccinazioni l’Open Day organizzato dall’Asp di Palermo a Lampedusa. L’equipe dell’Azienda sanitaria del capoluogo, coadiuvata da un Presidio Vaccinale Mobile della Difesa, ha accolto gli utenti nei locali del Poliambulatorio di Contrada Grecale. Sono state ben 143 le prime dosi somministrate, mentre 201 le seconde e 466 le dosi booster. I ragazzi della fascia pediatrica 5-11 anni hanno usufruito di un percorso dedicato. Per tutti palloncini e matite colorate, oltre all’Attestato di “coraggio”. C’è pure – tra i piccoli vaccinati – chi ha voluto scrivere una frase da dedicare a medici, infermieri o educatori dell’Asp che hanno “accompagnato” i bambini alla vaccinazione. I “post it” sono stati affissi nelle pareti dell’area dedicata. Sono state, complessivamente, 72 le vaccinazioni della fascia pediatrica, di cui 18 prime dosi e 54 seconde. I numeri registrati nell’ultimo Open Day a Lampedusa consentono di superare la quota dell’80% della quota di popolazione che ha completato il ciclo vaccinale, mentre sono complessivamente 2.730 le dosi booster finora somministrate. Il prossimo Open Day a Lampedusa è stato programmato per le giornate del 9,10 ed 11 marzo.
(ITALPRESS).
Rincari energia e gas, Assoesercenti-Unimpresa “Interventi straordinari”
PALERMO (ITALPRESS) – “Difficile fare previsioni per il 2022 per le imprese siciliane e catanesi”. Il presidente di Assoesercenti – Unimpresa Salvo Politino evidenzia i problemi attuali, che rischiano di fare perdere al mondo produttivo locale le opportunità della ripartenza post Covid.
“La nota più dolente per le piccole e medie imprese – sottolinea Politino – è l’impennata dei costi per l’energia”. Secondo Unioncamere si è registrato un aumento del +42% della spesa per le micro e piccole imprese, su energia elettrica e gas naturale nel primo trimestre 2022, rispetto allo scorso trimestre.
I forti rialzi, secondo lo studio di Unioncamere, che alcuni profili “tipo” in regime di tutela dovranno sostenere (ad esempio negozio di ortofrutta, bar, parrucchiere), dipendono dall’incremento dei costi della componente vendita, complice l’aumento delle quotazioni della materia prima.
Rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, invece, la spesa per la fornitura di energia elettrica, nei primi tre mesi del 2022, risulta cresciuta in media del +70%, mentre le forniture di gas naturale sono aumentate del +105%. La spesa unitaria media si assesterà dunque sui 476 euro al MWh per l’energia elettrica e 1,36 euro al mc per il gas naturale nel primo trimestre 2022.
Il problema del rincaro dell’energia elettrica si sta facendo pesantemente sentire non solo sulle imprese manifatturiere, ma anche sul mondo del commercio, dello sport, dei servizi alla persona, del turismo e della ristorazione. Un impatto negativo diretto, sotto forma di rincaro delle bollette (in alcuni casi sono stati registrati aumenti di oltre il 300%), ma anche indiretto.
“Se le vendite natalizie e anche l’inizio dei saldi era andato bene – aggiunge Salvo Politino -, ora l’arrivo delle bollette e il rincaro generalizzato dei prezzi, ha letteralmente congelato le vendite. E’ una vera e propria situazione di emergenza che necessità di interventi straordinari”.
I segnali di ripresa del 2021 rischiano di essere messi in discussione da numerosi fattori, primo fra tutti l’impennata dei costi delle materie prime e dell’energia elettrica. Questi aumenti hanno raddoppiato il costo delle bollette, nonostante gli interventi del governo nazionale.
“Come associazione – prosegue il presidente Assoesercenti – Unimpresa – riteniamo che sia improrogabile attuare una rapida e drastica riforma della struttura della bolletta con una riduzione, se non l’azzeramento, della voce che riguarda gli oneri generali di sistema e soprattutto legata all’effettivo consumo”.
Da uno studio effettuato da Assoesercenti – Unimpresa emerge che oltre il 90% delle imprese ritiene che il caro bollette inciderà in maniera negativa sulle proprie attività. Per fronteggiare il caro energia, oltre il 55% sarà costretto a ritoccare i listini, per fare fronte ai costi di gestione.
“La priorità – conclude Politino – deve essere quella di potenziare la produzione di energia di fonti rinnovabili e soprattutto garantire una effettiva concorrenza nel mercato dell’energia elettrica e ammodernare le infrastrutture di rete. Nonostante lo sforzo del governo nazionale con gli interventi messi in campo, purtroppo evidenziamo ancora una volta la dipendenza energetica del nostro Paese dall’estero, senza avere in questo senso, una nostra autonomia che possa consentire anche costi calmierati per l’utenza”.
(ITALPRESS).
Frode fiscale nel palermitano, sequestro per un milione
PALERMO (ITALPRESS) – La Guardia di Finanza di Palermo ha eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. del Tribunale del capoluogo, su richiesta della Procura della Repubblica, per un valore complessivo di oltre 1 milione di euro, corrispondente al profitto dei reati tributari contestati.
Le indagini scaturiscono da una verifica fiscale eseguita nei confronti di una nota società operante nel settore dei trasporti con sede nella provincia di Palermo, che negli anni 2015 e 2016 avrebbe utilizzato fatture false per oltre 5 milioni
di euro.
Nell’ambito dell’ispezione fiscale, in particolare, sono stati approfonditi i rapporti intercorsi con una cooperativa alla quale erano stati esternalizzati, in regime di monocommittenza, i servizi di ritiro, trasporto e consegna pacchi per conto terzi.
Sulla scorta degli elementi indiziari acquisiti allo stato delle indagini, è emerso che con la cooperativa sarebbero stati stipulati contratti di appalto simulati per giustificare le prestazioni fornite da lavoratori che di fatto erano veri e propri dipendenti della società di trasporti.
Infatti, l’unico rischio d’impresa assunto dalla cooperativa è stato quello inerente al governo “formale” del rapporto di lavoro dipendente (costituito essenzialmente dall’emissione delle buste paga) poichè, di fatto, la gestione “effettiva” del personale , della logistica e dei mezzi tecnici era tutta demandata all’impresa di trasporti.
La finalità de meccanismo fraudolento era quella di abbattere illecitamente il reddito imponibile della società di trasporti, attraverso la contabilizzazione da parte di quest’ultima di costi fittizi e l’indebita detrazione dell’IVA, concentrando sulla cooperativa tutti gli obblighi contributivi, previdenziali e
assistenziali gravanti sul datore di lavoro.
Al termine della verifica fiscale sono stati segnalati alla Autorità Giudiziaria di Palermo i due amministratori pro-tempore per dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture per operazioni inesistenti al fine di salvaguardare gli interessi erariali a beneficio della futura azione di riscossione. SEquedstrate disponibilità finanziarie fino alla concorrenza delle imposte evase (I.RE.S. e I.V.A.) pari a 1.035.954 euro.
(ITALPRESS).
Covid, in Sicilia ricoveri in calo per la quarta settimana consecutiva
PALERMO (ITALPRESS) – Nella settimana tra il 31 gennaio e il 6 febbraio in Sicilia resta sostanzialmente stabile l’incidenza di nuovi casi, pari a 49.551, con un valore cumulativo di 1025/100.000 abitanti. Il tasso di nuovi positivi più elevato rispetto alla media regionale si è registrato nelle province di Ragusa (1443/100.000 abitanti), Siracusa (1429 /100.000), Caltanissetta (1337/100.000), Messina (1195/100.000) e Trapani (1107/100.000). La fascia d’età maggiormente a rischio risulta quella tra i 6 ed i 10 anni (2.422/100.000). Incidenze superiori alla media si registrano nelle fasce d’età tra 0 e 18 anni e tra i 25 e i 44 anni. Si consolida per la quarta settimana consecutiva il trend in riduzione di nuove ospedalizzazioni. Circa tre quarti dei pazienti in ospedale nella settimana di riferimento risultano non vaccinati o con ciclo vaccinale non completo. E’ quanto emerge dal bollettino del Dasoe diffuso dalla Regione siciliana.
L’epidemia, pur mostrando segnali di arresto, rimane in una fase delicata con un significativo impatto sui servizi territoriali ed assistenziali ma con un netto trend in calo di nuove ospedalizzazioni e proporzioni di casi ospedalizzati.
Per quanto riguarda la campagna vaccinale i dati riportati interessano la settimana dal 2 all’8 febbraio.
Con riferimento agli over 12, i vaccinati con almeno una dose si attestano all’89,05%, mentre la percentuale di chi ha completato il ciclo primario è dell’86,03%. Il 10,95% del target regionale rimane ancora da vaccinare.
Prendendo in esame la fascia d’età 5-11 anni, i vaccinati con almeno una dose si attestano al 26,69% e 44.814 bambini, pari al 14,23%, risultano con ciclo primario completato.
Continua a registrarsi un calo delle prime dosi che, nella settimana dal 2 all’8 febbraio, è pari a -25,25% rispetto a quella precedente, mentre si evidenzia un trend sostenuto per le somministrazioni delle terze dosi. Complessivamente i vaccinati con dose booster sono 2.349.946 pari al 71,66% degli aventi diritto.
Al momento sono 929.328 i cittadini che possono effettuare la somministrazione aggiuntiva, ma non l’hanno ancora fatta.
(ITALPRESS).
Intesa Sicilia-Grecia, arriva a Palermo la statua di Atena
PALERMO (ITALPRESS) – Arriva a Palermo, dal Museo dell’Acropoli di Atene, la statua della dea Atena che sarà esposta per quattro anni al Museo regionale Salinas. Ad accompagnare il prezioso reperto, che risale al V secolo avanti Cristo, sono stati il ministro greco della Cultura e sport, Lina Mendoni, e il direttore del Museo ateniese, Nikolaos Stampolidis, che hanno affidato la statua alla Regione Siciliana, alla presenza dell’assessore regionale dei Beni culturali e dell’identità siciliana, Alberto Samonà, e del direttore del Museo Salinas, Caterina Greco. Presente il sottosegretario alla Cultura, la senatrice Lucia Borgonzoni.
L’affidamento per quattro anni al Salinas di questo reperto archeologico è uno dei frutti dell’accordo di collaborazione culturale voluto dall’assessore Alberto Samonà con le autorità greche. In base al protocollo d’intesa siglato tra i due musei, il mese scorso è arrivato nella capitale greca il frammento del fregio del Partenone (il cosiddetto “reperto Fagan”), che dal museo archeologico Salinas ha raggiunto il nuovo Museo dell’Acropoli di Atene. Un momento che è stato celebrato alla presenza del premier greco Kyriakos Mitsotakis.
La statua acefala di Atena, alta 60 centimetri, è in marmo pentelico e raffigura la dea vestita con un peplo segnato da una cintura portata sulla vita. Indossa l’egida stretta disposta trasversalmente sul petto, originariamente decorata con una gòrgone al centro, andata perduta. La figura sostiene il peso del corpo sulla gamba destra, il braccio sinistro si appoggiava probabilmente ad una lancia; la posa flessuosa e la resa morbida e avvolgente dell’abbigliamento sono tipiche dello stile attico dell’ultimo venticinquennio del V secolo avanti Cristo, influenzato dai modelli delle sculture del Partenone. E’ la prima volta che dal famoso museo ateniese arriva in Sicilia, per un’esposizione di lungo periodo, una testimonianza originale della storia della città che ha profondamente segnato, con la sua arte, l’intera cultura occidentale.
La permanenza a Palermo della scultura che appartiene alle collezioni del Museo dell’Acropoli costituisce il punto di partenza della sinergia avviata fra la Sicilia e la Grecia: una svolta che avrà effetti positivi sull’offerta culturale regionale, grazie a iniziative – conferenze, mostre, ricerche scientifiche – che saranno organizzate in comune fra il Museo dell’Acropoli di Atene e il Museo archeologico regionale Salinas di Palermo. Sabato e domenica CoopCulture, la società che gestisce i servizi museali del Salinas, propone la possibilità per tutti di visitare il Museo Antonino Salinas con archeologi esperti in mediazione culturale che nel presentare la statua proveniente dal Museo dell’Acropoli la legheranno alle collezioni del Museo e racconteranno il primo grande esperimento virtuoso che ha portato un frammento del Partenone in Grecia ponendo l’Italia quale primo paese d’Europa ad iniziare un dialogo culturale atteso da oltre 50 anni.
Il prestito al Museo di Atene del frammento Fagan di proprietà della Regione siciliana ed esposto al Museo Salinas per 4 anni rappresenta il primo passo per richiedere “al Ministero della Cultura della Repubblica Italiana il suo definitivo rimpatrio ad Atene” nell’ambito del programma per il ritorno definitivo di sculture e fregi del Partenone nella capitale Greca e la strada che anche Londra e il British Museum potranno seguire per il definitivo ritorno degli stessi fregi. Lo ha detto il ministro della Cultura della Repubblica Greca, Lina Mendoni, nel corso del suo intervento di saluto a Palermo in occasione della cerimonia per il prestito della statua di Atena al Salinas nell’ambito di un progetto culturale tra la Sicilia e la Grecia promosso dall’assessore regionale, Alberto Samonà.
“Il Mediterraneo non è un Paese, ma innumerevoli Paesi, non è un mare, ma mari in successione, non è una civiltà, ma civiltà appoggiate l’una sull’altra”, ha sottolineato Mendoni, “questo mare era e rimane un amalgama di culture e di modi di vivere. Era e rimane un mondo in continua evoluzione e che apre strade. E’ proprio ciò che sta facendo il governo siciliano con questo suo gesto: indicare verso ogni direzione la via per il ritorno definitivo delle sculture e dei fregi del Partenone ad Atene, la città che le ha create”. “Il ritorno e la riunificazione delle sculture del Partenone ad Atene rappresenta un obbligo morale per tutta l’Europa”, ha spiegato, “nell’ambito della tutela del patrimonio culturale comune. E la forza più grande per la loro riunificazione è la convinzione degli stessi europei, così come dei cittadini britannici, nell’importanza del Partenone, monumento fondamentale della cultura europea. Le sculture del Partenone che si trovano al British Museum sono state sottratte. La Grecia non riconosce perciò alcun diritto di proprietà, di legittimità e di appartenenza su di loro. Al contrario, è legalmente obbligata e moralmente legittimata a pretendere ed a richiedere, con ogni mezzo legale opportuno, il loro ritorno definitivo, permanente ed irrevocabile in Patria, per la riparazione dell’ordine giuridico e morale, e soprattutto per il ripristino dell’integrità del monumento stesso”.
“L’accordo stipulato tra il Museo archeologico regionale Antonino Salinas ed il Museo dell’Acropoli di Atene con il sostegno della Regione Sicilia e della Grecia”, ha concluso la ministra della Repubblica Greca, “frutto di 14 mesi di intensa collaborazione e di consultazioni, prevede l’invio (per quattro anni + quattro) al Museo palermitano di due importanti e preziosi reperti provenienti dalle collezioni del Museo dell’Acropoli. Quest’accordo, indica la via maestra che Londra ed il British Museum potranno seguire”.
“Questo sia un indirizzo che l’Italia, partendo dalla Sicilia, sta dando a tutto il mondo. Sono stati fatti già tanti appelli affinchè tutti i fregi del Partenone, e penso alla Gran Bretagna, debbano tornare in Grecia”, ha sottolineato la sottosegretaria alla Cultura del governo Draghi, Lucia Borgonzoni, a Palermo a margine della scopertura di una statua di Atena proveniente dal Museo dell’Acropoli concessa in prestito in cambio di un fregio del Partenone conservato al Museo Salinas del capoluogo siciliano.
“Penso che anche grazie alle nuove tecnologie a Londra può rimanere una riproduzione. Mi auguro e credo che questo gesto veramente indichi la strada che è stata sottolineata dall’Unesco”, ha aggiunto, “credo che oggi sia solamente il primo passo. Noi stiamo lavorando come ministero della Cultura: abbiamo chiesto al Consiglio di Stato di avere un parere per poter lasciare il fregio, il piede di dea, in modo definitivo a un popolo che comunque deve ricostruire la sua storia attraverso tutte quelle parti che devono tornare in patria”.
“Il nostro è stato un gesto simbolico e i gesti simbolici di solito sono seguiti da azioni concrete. Da oggi una scultura della dea Atena arriva in Sicilia dal cuore della culla della civiltà mediterranea e nasce uno scambio tra Grecia e Sicilia che porta ad iniziative importanti”, ha evidenziato l’assessore alla cultura della Regione siciliana, Alberto Samonà, a margine della presentazione della statua di Atene giunta al Salinas di Palermo dal museo archeologico dell’Acropoli.
“Sono in cantiere mostre e attività di ricerca, attività scientifiche tra i due musei e tra la Sicilia e la Grecia. Attraverso un gesto simbolico diamo il via ad una politica culturale mediterranea di stretta collaborazione”, ha aggiunto.
(ITALPRESS).
Covid, sequestrate a Caltanissetta 4150 mascherine per bambini
CALTANISSETTA (ITALPRESS) – La Guardia di Finanza di Caltanissetta, nel corso di controlli predisposti in stretto coordinamento con la Prefettura nissena, ha sequestrato 4.150 mascherine FFP2, ingannevolmente pubblicizzate come pediatriche, corredate di 4.150 confezioni recanti il marchio “CE” apposto in maniera illegittima, pronte per essere immesse sul mercato in frode al commercio, in assenza della documentazione attestante il superamento dei prescritti test di laboratorio.
Le Fiamme gialle hanno ispezionato la sede di un’attività commerciale di Caltanissetta, trovando 4.150 mascherine tipo FFP2, che “sembrerebbero prive dei requisiti previsti per l’apposizione del marchio ‘CE’ – spiegano gli investigatori -, destinate alla vendita come dispositivo di protezione pediatrico, immesse in commercio in circostanze tali da ingenerare nel consumatore la erronea convinzione di acquistare un prodotto certificato da destinare ai bambini quando invece, tali mascherine, essendo dei Dpi – Dispositivi di Protezione Individuale, sono destinati ad un pubblico di lavoratori”.
L’utilizzo di tali dispositivi da parte di bambini è in aperto contrasto con la normativa, che fa riferimento all’obbligo di progettare i Dpi in modo tale da renderli adattabili alla tipologia di chi li utilizza.
(ITALPRESS).













