LICATA (AGRIGENTO) (ITALPRESS) – Sono cinque le vittime di una tragedia familiare a Licata, in provincia di Agrigento. Un uomo di 48 anni ha ucciso, al culmine di una lite in famiglia, il fratello, la cognata e i nipoti di 15 e 12 anni a colpi di pistola. La mattanza è avvenuta in via Riesi. I carabinieri della compagnia di Licata, coordinati dalla procura di Agrigento, lo hanno trovato in fin di vita. Era scappato tentando il suicidio, è morto poco dopo all’ospedale di Caltanissetta dove era stato trasportato dall’elisoccorso in condizioni disperate. I vicini di casa hanno raccontato che le liti tra familiari erano frequenti.
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Strage in famiglia a Licata, cinque morti
Armi e droga, sei arresti a Palermo
PALERMO (ITALPRESS) – Sei arresti per armi e droga a Palermo. I carabinieri della Stazione Partanna Mondello, nel corso dei periodici servizi di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti nel quartiere Zen 1, hanno arrestato, per detenzione di arma da guerra e detenzione illecita di sostanze stupefacenti, due uomini di 27 e 63 anni e una donna 42enne, tutti palermitani. I militari hanno eseguito una perquisizione domiciliare ritrovando una pistola, con matricola abrasa, completa di 2 caricatori e 24 munizioni. Inoltre, nascosti tra i mobili, è stato possibile recuperare 1,2 kg di marijuana parzialmente già suddivisa dosi e 2 bilancini di precisione, oltre al materiale atto al confezionamento. L’arma e le munizioni verranno inviate al RIS di Messina per le analisi balistico-dattiloscopiche e per verificare se siano state impiegate per altri delitti.
In un’altra circostanza, i militari della Stazione carabinieri di San Filippo Neri hanno arrestato un 37enne e un 22enne, entrambi palermitani: dopo averli notati cedere droga a un acquirente, i carabinieri – a seguito di perquisizione personale e locale – hanno rinvenuto quasi 100 dosi tra cocaina, hashish e marijuana. Gli arrestati sono stati condotti ai domiciliari presso le rispettive abitazioni.
Con l’ausilio del cane antidroga “Ron”, del Nucleo Cinofili di Palermo Villagrazia, sono stati i militari della Stazione Carabinieri Falde ad arrestare un 52enne trovato in possesso di quasi 50 grammi di hashish.
Gli arresti sono stati convalidati dal Gip di Palermo. Tutta la droga sequestrata verrà esaminata dal Laboratorio analisi sostanze stupefacenti del Comando provinciale carabinieri di Palermo.
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Covid, in Sicilia 7.156 nuovi casi e 71 decessi
ROMA (ITALPRESS) – I nuovi contagiati al Covid in Sicilia, secondo il bollettino del ministero della Salute, si raddoppiano rispetto a ieri, registrando un numero pari a 7.516 (ieri erano stati 3.629) a fronte di 41.955 tamponi processati, dato che porta il tasso di positività a 17,9%. In regione oggi si registrano 71 decessi (ieri erano 33), numero risultato di un riconteggio di morti avvenute nei giorni scorsi. I guariti sono 1.935 e gli attualmente positivi registrano un incremento di 5.510 unità attestandosi su un numero totale di 220.293. Il numero dei ricoveri nei reparti ordinari è di 1.464 (+3), sono 158 (-6) i ricoveri in terapia intensiva con 13 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare ci sono 218.671 persone.
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In Sicilia cresce dell’8% la raccolta differenziata di carta e cartone
MESSINA (ITALPRESS) – Volata della raccolta differenziata di carta e cartone in Sicilia: con oltre 13mila tonnellate in più nel 2021 (+8%), la Regione dimostra di aver ingranato il rapporto giusto e di volersi lanciare all’inseguimento del gruppo di testa. Nonostante un trend di crescita che si conferma ormai da qualche anno, in Sicilia però ci sono ancora ampi margini di miglioramento sul fronte qualità, ma anche in termini assoluti.
Proprio in questa direzione va la nuova campagna di Comieco, Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base cellulosica, che, pur riconoscendo l’ottimo percorso di crescita intrapreso dalla Sicilia e dai siciliani, si pone l’obiettivo di sensibilizzare tutti i cittadini sull’importanza di effettuare una raccolta differenziata di carta e cartone di qualità.
“Grazie a tutti tranne al Signor Turi che non fa la raccolta differenziata perchè tanto poi va tutto insieme”, “Grazie a tutti tranne a quella del terzo piano che non appiattisce le scatole prima di buttarle perchè tanto lo farà qualcun altro”, “Grazie a tutti tranne a Salvo che getta la carta nel sacchetto di plastica perchè differenziare non serve a niente”: questi i messaggi principali della campagna, visibile a partire dal 26 gennaio sulla stampa, il web ed on-air anche in radio, che con un linguaggio ironico ed accattivante mira a ricordare le piccole attenzioni che fanno la differenza per raccogliere più e meglio carta e cartone.
Tenendo conto dei dati dei comuni capoluogo e volendo stilare una ipotetica classifica, la simbolica maglia rosa del riciclo di carta e cartone spetta a Messina che nel 2021 ha raccolto complessivamente quasi il 39% di carta e cartone in più rispetto all’anno precedente, passando da 8.583 a quasi 12.000 tonnellate ed arrivando ad una media pro-capite annua di 48,77 kg/ab.
Seguono a ruota Caltanissetta ed Enna dove la raccolta di carta e cartone nel 2021 è cresciuta rispettivamente del 18,5% (con una media pro-capite annua di 46 kg/ab) e del 10,1% (e una media pro-capite annua di 44 kg/ab).
“In un anno, la raccolta di carta e cartone in Sicilia è passata da 167.000 tonnellate a oltre 180.000 ed ogni siciliano nel 2021 ha avviato a riciclo in media 36,4 kg di materiali cellulosici – afferma Carlo Montalbetti, direttore generale di Comieco -. Un risultato senza dubbio importante che conferma il trend positivo degli ultimi anni e l’impegno delle amministrazioni comunali e i gestori dei servizi per colmare il gap con le regioni più virtuose. La strada quindi è quella giusta, ma si può e si deve far meglio, ad esempio sul fronte della qualità: la presenza di frazioni estranee nella raccolta differenziata di carta e cartone effettuata dai cittadini in Sicilia è del 6%, a fronte di una media nazionale inferiore al 3%. Bisogna evitare errori molto semplici come, ad esempio, conferire la carta insieme al sacchetto di plastica che la contiene e proprio per questo, abbiamo avviato in tutta la Sicilia una campagna per ricordare quelle poche e semplici regole che possono fare la differenza”.
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Caro-bollette, l’allarme delle imprese siciliane “Aiuti o chiudiamo”
PALERMO (ITALPRESS) – Tra le tante insidie e difficoltà che stanno attraversando le aziende italiane, sicuramente quella del caro bollette può essere inserita tra quelle più complicate da superare. Rincari sostanziali che coinvolgono famiglie e un milione di imprese, già messe in ginocchio dalla pandemia. Alcune rischiano di dover ridurre il personale, altre addirittura di dover chiudere i battenti, nonostante i 5,5 miliardi stanziati dal Governo. Le fasce che rientrano tra quelle che avranno il ‘sostegnò sono: coloro che hanno un contatore fino a 16,5 kW e le aziende energivore, ovvero quelle che superano un consumo di oltre un GW all’ora. Ed è allarme anche in Sicilia.
“Oltre al fatto che i fondi sono insufficienti resta scoperta la maggior parte delle piccole-medie imprese italiane – dice all’Italpress Luigi Rizzolo, vicepresidente di Sicindustria con delega all’energia -. Chi sta in mezzo a questi due parametri riceve esattamente zero. Nessun aiuto”.
L’ammontare dei rincari ricade dunque su famiglie e imprese. Nello specifico si tratta, rispettivamente, di 30,8 miliardi e 58,9 miliardi. “La soluzione è quella che lo Stato dovrebbe mettere a disposizione più risorse, il 6% è troppo poco. I parametri per accedere a tali benefici vanno rideterminati”, prosegue Rizzolo.
Le aziende non sanno da dove iniziare per provare a limitare i danni: sia quelle che hanno consumi energetici che impattano parecchio nei loro bilanci, sia quelle dove l’impatto energetico è inferiore ma hanno un ricavo che proviene dal loro prodotto percentualmente basso.
“Si è materializzato un incubo che avevamo iniziato ad intercettare già alla fine dell’estate – dice Giuseppe Russello, presidente di Sicindustria Palermo e Ceo di Omer Spa, società specializzata nella progettazione e produzione di componentistica ferroviaria ad alto contenuto ingegneristico e innovativo -. Il costo dell’energia è un tema dal quale non si può prescindere”. “Noi come azienda abbiamo provato a bloccare il prezzo prima della fine dell’anno, cercando di tamponare l’aumento. Rispetto all’anno scorso abbiamo una bolletta elettrica moltiplicata per 2,2 rispetto a quella dello scorso anno. Ovviamente – evidenzia – ha un impatto significativo sul nostro core business”. Una questione che ha portato la Omer Spa ad effettuare un investimento sul fotovoltaico: “Non immaginiamo che sia un fenomeno destinato ad esaurirsi nel tempo, ci auguriamo che si riduca ma non crediamo si tornerà ai valori pre-crisi. Ci eravamo concentrati su altri investimenti e adesso siamo dovuti passare anche a questo. E’ l’unico modo per provare a recuperare. Non è un investimento che ci dà competitività, ma che riduce la perdita di competitività”. Le difficoltà sono quindi strutturali e diventa anche difficile provare a programmare: “La pandemia non ha portato solamente la chiusura di alcune attività per mancanza di clienti ma ha innescato a livello globale la carenza di materie prime che ha comportato all’aumento dell’energia – osserva -. Alcuni studi – che spero siano sbagliati – dicono che l’incremento del costo dell’energia potrebbe arrivare a moltiplicarsi per 4, 5 o 6 volte rispetto al periodo pre-crisi”. “Di fronte a questi scenari – continua Russello – essere stati chiusi per qualche mese per il lockdown a confronto diventa marginale. Qui il problema è strutturale: o i mercati sono pronti ad assorbire gli aumenti, ma lo vedo complicato, oppure diversamente saranno dolori. Ci stiamo confrontando con una crisi pandemica senza precedenti. Poi abbiamo le scelte del governo che non è pronto e reattivo come ci aspetteremmo in questi casi. All’estero stanno affrontando il tema in maniera meno drammatica. In Francia la presenza di una energia elettrica prodotta da fonti alternative, nucleari, rende un pò più sopportabile questo aumento. Non riusciamo ad immaginare scenari confortanti. Il governo italiano – secondo me – non pensava che questo fenomeno assumesse queste dimensioni”.
Caso singolare quello che riguarda l’azienda trapanese Sosalt Spa, che si occupa della lavorazione e dell’esportazione del sale marino: “Noi non siamo una società particolarmente energivora ma produciamo un bene primario a bassa marginalità – dice il presidente Giacomo D’Alì Staiti -. Abbiamo avuto un amento del costo del gas del 593%. Più che aumento lo chiamerei esplosione”. “Per l’energia elettrica avevamo nel dicembre 2020 un costo di 0,05 euro per kWh, adesso è 0,28 euro per kWh (+520%), mentre per quanto riguarda il gas avevamo un costo di 0,15 euro al metrocubo e adesso 0,885 nel dicembre 2021. L’incidenza dei costi energetici nel nostro bilancio – dice ancora – era del 4%, adesso rischia di arrivare al 10%. E’ chiaro che dobbiamo ribaltare questo costo sul prezzo del nostro prodotto. Stiamo combattendo una battaglia molto dura”.
Una situazione che colpisce tutti a 360 gradi: “Tutta questa situazione ci sta mettendo in difficoltà – afferma Angelo Verdone, direttore di Ecoambiente Srl, società che si occupa di riciclo di materie plastiche -. Abbiamo una bolletta che si è raddoppiata. Non c’è più il margine di guadagno, il cliente non può sopportare questo tipo di aumento. Servirebbe l’aiuto del governo, non si può ribaltare un aumento del genere al cliente. L’energia elettrica per noi è linfa vitale, ma non abbiamo potere di contrattazione. Stiamo provando a limitare i danni aumentando la produttività, ma si tratta di pochi punti percentuali. Sai che devi aprire la tua azienda e sai che stai producendo perdite, fin quando si può reggere questo gioco?”.
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Sbarcati 280 migranti a Lampedusa, sette i morti
LAMPEDUSA (AGRIGENTO) (ITALPRESS) – Nuova tragedia del mare questa notte a Lampedusa. Sull’isola è approdato un barcone con 280 persone a bordo, in arrivo dal Bangladesh e ed Egitto. Il bilancio è di sette morti. Tre migranti sono stati trovati già deceduti, probabilmente per ipotermia, mentre altri quattro sono morti prima di arrivare sulla terraferma. “Ancora una tragedia, ancora una volta piangiamo vittime innocenti – afferma il sindaco di Lampedusa Totò Martello – Noi continuiamo a fare la nostra parte tra mille difficoltà, nonostante il governo italiano e l’Europa sembrino aver dimenticato Lampedusa e i lampedusani. Ma non possiamo andare avanti da soli ancora per molto”.
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Al Policlinico di Palermo una nuova metodica per la cura del Mieloma
PALERMO (ITALPRESS) – Al Policlinico Paolo Giaccone di Palermo una nuova metodica per la cura del mieloma multiplo che unisce le potenzialità della clinica e della diagnostica. Un’arma in più per trattare questo tumore che colpisce le plasmacellule, le cellule produttrici degli anticorpi: grazie a un esame condotto sul sangue midollare, infatti, è oggi possibile identificare la MRD, acronimo inglese (Minimal Residual Disease) con cui si identifica la quantità di malattia minima residua. Si tratta di un’informazione importante perchè la MRD indica la presenza di un piccolo numero di cellule di mieloma capaci di rimanere nel midollo nonostante il paziente sia sottoposto ad una adeguata terapia. Il tutto è stato possibile grazie alla sinergia tra l’UO di Ematologia, diretta dal professor Sergio Siragusa e il Cladibior, diretto dal professor Francesco Dieli. E’ oggi possibile eseguire un esame di laboratorio che, con tecnologie avanzate, è in grado di rintracciare una cellula tumorale in un milione di cellule normali. Un risultato, quello ottenuto grazie a questo esame, utile ai clinici per proseguire il percorso di cura con più consapevolezza, indirizzando al meglio le terapie con scelte mirate, cucite sul paziente.
“Perchè bisogna cercare così a fondo la presenza di una cellula malata? Ciò dipende dal fatto – spiega il professore Sergio Siragusa – che le cellule tumorali del sangue hanno una grande capacità di sopravvivere e replicarsi. Anche piccole quantità possono infatti, nel tempo, crescere sostituendosi alla popolazione cellulare normale del sangue dando quindi segni di malattia. Diventa pertanto fondamentale poter identificare tali cellule quanto prima, per decidere se, a prescindere dalla sintomatologia, proseguire o riprendere una terapia anti-mieloma”. In questo momento il Policlinico di Palermo è l’unico centro in Sicilia ad offrire questo tipo di esame nei pazienti colpiti da mieloma; l’indagine diagnostica viene effettuata durante i controlli o prima del trapianto di midollo osseo.
“Ad oggi, i tumori del sangue ed il mieloma non sono ancora guaribili – prosegue Siragusa – l’obiettivo è quindi quello di curarli, tenendo la malattia sotto controllo per il maggior tempo possibile. Tutto ciò non può prescindere dalla conoscenza della biologia della malattia; infatti, la nuova sfida è individuare fin dall’inizio la migliore sequenza terapeutica o combinazione di farmaci per ottenere una terapia personalizzata per il paziente. Ciò significa identificare biomarcatori di risposta, ma anche identificare precocemente quando una terapia smette di funzionare e/o quando sospenderla, se si è raggiunta cioè una risposta clinica che permette la sospensione più o meno lunga del trattamento”. “Il raggiungimento di questi importanti risultati dimostra la centralità del ruolo sanitario, oltre a quello strategico ed istituzionale del nostro Policlinico – commenta il Rettore dell’Università degli Studi di Palermo, professor Massimo Midiri – La vocazione assistenziale e di ricerca clinica, unita a quella dell’alta formazione, sono gli elementi portanti di un percorso di crescita che intendiamo portare avanti nei prossimi anni con interventi decisivi, che rafforzeranno ancora di più l’eccellenza del Policlinico anche a livello nazionale”.
“L’obiettivo principale che ci poniamo come Azienda Ospedaliera Universitaria – sottolinea il Commissario Straordinario dell’AOU Alessandro Caltagirone – è quello di essere nelle condizioni di offrire ai pazienti più fragili qualità di cura e di assistenza di alto livello. Ciò è ancor più vero nei casi in cui si convive con una patologia complessa come il mieloma. La sfida di un policlinico non può, dunque, che essere quella di proseguire lungo un percorso volto ad assicurare ai cittadini trattamenti all’avanguardia affinchè la ricerca del luogo di cura sia sempre più vicino casa e non fuori regione”.
In Sicilia si diagnosticano circa 400 nuovi casi ogni anno di mieloma multiplo e si stima che oltre 4.000 persone (numero destinato ad aumentare) convivano tutti i giorni con questa malattia. Tipicamente si presenta dopo i 60 anni ed è più frequente nel sesso maschile. Considerata fino a pochi anni fa una malattia grave e dalla prognosi infausta a breve termine, la ricerca ematologica (tra cui quella italiana ai primi posti internazionali) ha favorito la produzione di farmaci cosiddetti “intelligenti” in grado di selezionare e distruggere le cellule malate.
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Standard & Poor’s conferma crescita e stabilità Regione Siciliana
PALERMO (ITALPRESS) – L’Agenzia internazionale Standard & Poor’s, nell’ultimo aggiornamento del rapporto “RatingsDirect”, nell’analizzare lo scenario economico siciliano ha confermato il rating BBB- mantenendo l’outlook stabile. Risultano così confermate le tendenze al rafforzamento finanziario, all’equilibrio di bilancio ed alla crescita economica già prospettate dall’Assessorato all’economia nella nota di aggiornamento al DEFR 2022, a firma del Presidente Nello Musumeci e dell’Assessore Gaetano Armao, e già approvata nei giorni scorsi dalla Commissione Bilancio dell’ARS.
L’Agenzia di rating riconosce che la Regione Siciliana migliora il controllo dei costi e la performance economica, rilevante la riduzione del debito, grazie anche all’effettivo esercizio delle prerogative statutarie, con la conseguenza di premettere l’aumento della spesa senza compromettere la performance e rispettando il requisito del pareggio di bilancio.
La prospettiva economica (outlook) stabile riflette la percezione, da parte dei mercati, di una situazione finanziaria caratterizzata da bilanci in equilibrio e da un indebitamento in graduale diminuzione (anche grazie alla chiusura dei derivati ed il rifinanziamento con CDP che consente un risparmio, solo per il 2022 di circa 83 mln di euro, anche se permane qualche inevitabile rischio contingente connesso alla curva pandemica ed alle misure di restrizione. L’Agenzia di rating ritiene che la liquidità rimarrà sufficiente a coprire i requisiti annuali del servizio del debito, le disponibilità liquide della Sicilia, infatti, si attestano a circa 4 mld a fine 2021, in aumento rispetto ai 3,1 mld del 2020 e agli 1,4 mld del 2019. I finanziamenti europei, statali e regionali in corso consentiranno alla Sicilia di continuare a registrare lievi eccedenze e ridurre il suo debito.
Il sostegno della finanza extraregionale, ottenuto anche attraverso l’efficiente rinegoziazione degli accordi di finanza pubblica del 2021, assicura all’economia regionale adeguate fonti di reddito in un contesto di emergenza pandemica e sta mantenendo le erogazioni di servizi e finanziamenti in equilibrio.
“Crediamo – scrivono gli analisti di S&P – che il continuo coinvolgimento dello Stato abbia gradualmente stabilizzato la performance finanziaria della Sicilia. Tuttavia, comprendiamo che questa stabilizzazione è solo il primo passo verso un miglioramento strutturale della posizione finanziaria della regione.”.
Sul versante degli investimenti, l’Agenzia prevede che la maggior disponibilità di fondi europei sosterrà un incremento graduale degli investimenti nel periodo 2022-2024. Nei prossimi anni, la Regione ha infatti la possibilità di spendere porzioni inutilizzate di fondi UE 2000-2006 e 2007-2014 e beneficiare di fondi freschi dalla programmazione 2021-2027. “Dal nostro orizzonte di previsione – si legge nel rapporto – vediamo un aumento graduale degli investimenti, in quanto comprendiamo che l’Amministrazione è determinata a utilizzare sia la parte non spesa dei fondi UE che i nuovi fondi 2021-2027”.
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