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In Sicilia 505 nuovi casi di Covid E 16 decessi

PALERMO (ITALPRESS) – Dai dati del bollettino del Ministero della Salute emerge che i nuovi positivi in Sicilia sono 505 (ieri erano 514) a fronte di 34.683 tamponi processati, dato che porta il tasso di positività a 1,45%. In regione oggi si registrano 16 decessi (ieri erano 0). I guariti sono 364 e gli attualmente positivi registrano un incremento di 125 unità attestandosi su un numero totale di 10.903. Il numero dei ricoveri nei reparti ordinari è di 340, sono 42 i ricoveri in terapia intensiva con 2 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare ci sono 10.521 persone.
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Conferenza sull’Istruzione, Lagalla: “Prezioso momento di condivisione”

PALERMO (ITALPRESS) – Si è chiusa a Palermo la prima edizione della “Conferenza regionale Istruzione, scuola, università e formazione professionale in Sicilia”, promossa dalla Regione con il sostegno del Fondo sociale europeo.
Alle due giornate, volute dal governo Musumeci e organizzate dall’assessorato dell’Istruzione e della Formazione professionale, ha partecipato una folta rappresentanza di studenti e docenti del mondo della scuola e delle università siciliane e nazionali, ma anche esperti del settore che si sono confrontati su diverse tematiche: dalla scuola primaria alla formazione on the job, dalle politiche di inclusione alla mobilità internazionale, dal sistema Its alla valorizzazione della ricerca, dal sistema duale alla creazione d’impresa e start up.
Partendo dallo stato attuale del sistema scolastico e universitario e dall’analisi delle criticità presenti si sono avanzate proposte e sono stati posti obiettivi per il futuro, puntando a una nuova visione di modelli educativi che va di pari passo con l’Europa, con le priorità di intervento e gli standard qualitativi comunitari.
«L’evento – ha sottolineato l’assessore Roberto Lagalla – ha rappresentato un momento prezioso di condivisione, raccolta di proposte e idee provenienti dai tanti attori del complesso sistema educativo della Regione. Adesso mi aspetto il rafforzamento di un patto con la società, con i giovani e le famiglie. Dobbiamo restituire voce e protagonismo a tutti gli attori del mondo dell’istruzione».
Dopo la prima giornata di lavori, ospitata nella Sala d’Ercole di Palazzo dei Normanni, che ha visto la partecipazione del ministro dell’Università e ricerca, Maria Cristina Messa, la Conferenza regionale è proseguita nell’Aula magna del dipartimento di Scienze economiche, aziendali e statistiche in viale delle Scienze con interventi di esperti e talk moderati da giornalisti.
I suggerimenti e le riflessioni emerse sono state lanciate proprio dai protagonisti dei luoghi di studio e di formazione: va proprio in questa direzione la volontà di fare introdurre i lavori odierni ad Amel Chaouch, studentessa di origini tunisine del Liceo linguistico Cassarà di Palermo che, con un incipit in diverse lingue, ha letto una lettera al mondo dell’istruzione in cui emergono le sue speranze, i timori ma anche i sogni, come quello di diventare interprete della Commissione europea.
Contrasto alla povertà educativa, promozione del diritto allo studio, superamento dei divari territoriali, internazionalizzazione e interconnessione con il mondo del lavoro: sono questi alcuni dei temi affrontati dai relatori che si sono messi a confronto anche in più tavoli di lavoro tematici che si sono svolti in contemporanea, dedicati all’internazionalizzazione del sistema istruzione in Sicilia, alla formazione on the job, al sistema duale e alla creazione d’impresa e start up, agli Its, gli Istituti tecnici superiori siciliani, ma anche all’accesso all’Università, tra diritto allo studio e politiche di contrasto alla povertà educativa e alle disuguaglianze, alla mobilità internazionale e alla valorizzazione del capitale umano, alla ricerca, l’innovazione e lo sviluppo nel territorio e tanti altri.
Particolare attenzione è stata data al futuro dell’istruzione post Covid e alle opportunità e risorse offerte dal Pnrr che, se ben utilizzate, potranno rendere più agevole e adeguato al superamento delle sfide educative il cammino che il settore è chiamato ad affrontare. A chiudere i lavori della Conferenza è intervenuto, da remoto, il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi.
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Italcementi, meno CO2 con i combustibili alternativi per la produzione

MILANO (ITALPRESS) – Ridurre le emissioni di anidride carbonica generate dalla filiera del cemento e del calcestruzzo utilizzando combustibili alternativi al posto di quelli fossili durante il processo produttivo.
Tessuti, plastiche, carta e altri materiali non pericolosi, che non è più possibile riciclare nè riutilizzare in alcun modo, potrebbero diventare un’importante risorsa energetica per la produzione del cemento. Tuttavia, anche se l’industria è già tecnologicamente pronta, è frenata da ostacoli burocratici che non rendono pienamente attuabile una strategia fortemente voluta dalla filiera.
«Bisogna intervenire soprattutto sul processo produttivo perchè da lì provengono i 2/3 delle emissioni di CO2 – ha commentato Roberto Callieri, amministratore delegato di Italcementi e presidente di Federbeton, in occasione di Made Expo, a Milano – e in particolare è fondamentale la sostituzione dei combustibili di natura fossile con quelli alternativi derivanti dai rifiuti, dai materiali che sono giunti alla fine del loro ciclo di vita e che possono essere riutilizzati per ottenere combustibili a basse emissioni, come a esempio, le biomasse. Questo porterebbe a ridurre del 12 per cento le emissioni di CO2 prodotte dalla filiera».
L’uso nelle cementerie del cosiddetto CSS (Combustibile solido secondario) ottenuto dall’attenta selezione dei rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata, eviterebbe di ricorrere a discariche, inceneritori e non obbligherebbe a portare gli scarti oltre confine per lo smaltimento. Ma soprattutto ridurrebbe l’importazione del petrolio dall’estero, migliorando il bilancio energetico nazionale e risparmiando CO2. Oltretutto, le alte temperature degli impianti di produzione del clinker evitano la formazione di ceneri e non interferiscono sulla qualità del prodotto.
Ma l’Italia è fanalino di coda in questo processo: nei Paesi europei più avanzati i combustibili alternativi sono largamente impiegati da decenni.
Il tasso di sostituzione dei combustibili fossili con i CSS nelle cementerie ha raggiunto il 79% in Austria, il 66% in Germania, il 46% in Francia e il 33% in Spagna. In Italia invece, la percentuale è ferma al 19.7%.
Ma oltre al processo produttivo, il cammino della carbonizzazione passa anche per lo sviluppo di prodotti sostenibili e di qualità.
«Il prodotto va di pari passo con la parte legata al processo e come Italcementi stiamo focalizzando la ricerca in tal senso – ha aggiunto l’Ad Callieri – a Made Expo presentiamo la nostra soluzione i.power RIGENERA per la rigenerazione delle infrastrutture esistenti e i.idro DRAIN, un calcestruzzo progettato per garantire il rispetto del ciclo naturale dell’acqua e ovviamente la linea eco.build caratterizzata da prodotti sostenibili e a bassa impronta carbonica».
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Femminicidi, Lamorgese: “Il problema è sociale, nuove norme”

CATANIA (ITALPRESS) – “Quello che emerge è che il problema dei femminicidi è un problema sociale: perchè quello che abbiamo visto in questi mesi sono uomini, compagni, mariti che tante volte si sono rivalsi anche sui bambini, sui figli. Perchè è un modo per dire che le donne sono di loro proprietà”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, oggi a Catania, intervenendo alla presentazione al Teatro Massimo Bellini della campagna della Polizia di Stato “Questo non è amore”, contro la violenza sulle donne.
“Ecco perchè – ha aggiunto – l’urgenza di procedere con norme nuove da portare avanti anche in sinergia con le altre amministrazioni che sono interessate. Tanto è che stiamo lavorando con gli altri ministri Cartabia, Gelmini e Carfagna. Spero che il pacchetto di norme del ministero dell’Interno possa andare la settimana prossima al Consiglio dei ministri. Certamente, bisogna prevedere strumenti più efficaci – contro la violenza domestica, le aggressioni – che ci consentano un intervento più efficace e più immediato. Quello che dobbiamo pensare è che le norme aiuteranno a ridurre i reati contro le donne”.
“Non si può tutto addebitare alla magistratura, perchè è un’attività che ha vari stadi, ma la prevenzione è il punto forte. Non diamo sempre la responsabilità a forze di polizia o pm”, ha sottolineato. “Serve una prevenzione – ha aggiunto – come formazione nelle scuole, tra i giovani, nella società civile. Poi, chiaramente, le misure come quella del braccialetto elettronico, vengono dopo. E’ quindi necessario proseguire nella prevenzione, ma anche pretendo delle norme più incisive: non arriveremo all’eliminazione del fenomeno, ma diminuirlo sarebbe già un grande successo”.
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Femminicidi, Messina (Dac): “La parola d’ordine è prevenzione”

CATANIA (ITALPRESS) – “La parola d’ordine è prevenzione e la partita si gioca sulla prevenzione dei femminicidi perchè è con la prevenzione che noi possiamo contenere un fenomeno che nel tempo richiederà certamente un cambio di cultura”. Lo ha detto Francesco Messina, Direttore centrale anticrimine della Polizia, oggi a Catania, per la presentazione della campagna “Questo non è amore”, in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
“Abbiamo scelto Catania – ha aggiunto – per celebrare questo momento di riflessione perchè la città, purtroppo, è stata in cronaca come luogo in cui si sono verificati dei crimini efferati che hanno a che fare ovviamente con il femminicidio. E’ importante dare rilevanza a questa realtà e mettere in evidenza come questo fenomeno va affrontato proprio per evitare che in futuro si possano verificare altre situazioni di questo tipo.
“Le morti ci inchiodano e noi ci sentiamo responsabili di queste morti- ha sottolineato Messina, a capo della Dac – Direzione centrale anticrimine della polizia -. Per questo dobbiamo fare capo a qualunque strumento ci viene consentito di potere utilizzare grazie a una normativa all’avanguardia. Agire sulla prevenzione è fondamentale. L’erogazione dell’ammonimento del Questore a quelli che sono comportamenti sintomatici dell’inizio del ciclo della violenza, ancor prima che questi comportamenti possano diventare di natura penale, consente di potere incidere efficacemente sul fenomeno. A questa possibilità si aggiunge poi la stipulazione dei protocolli – come il protocollo Zeus – che riguardano il maltrattante a cui viene irrorato l’ammonimento per evitare il ripetersi del comportamento. Quest’azione incide ben il 90% sulla recidiva e è un modo per affrontare efficacemente il fenomeno”.
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Droga nelle strade della movida di Palermo, sette arresti

PALERMO (ITALPRESS) – I carabinieri hanno eseguito, nel centro di Palermo, 11 provvedimenti cautelari (2 in carcere, 5 domiciliari e 4 dell’obbligo di dimora e contestuale obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria), emessi dall’ufficio G.I.P. del Tribunale di Palermo su richiesta della locale Procura della Repubblica, per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.
L’indagine, condotta dai Carabinieri tra febbraio e agosto del 2020, ha consentito di acquisire un grave quadro indiziario a carico degli undici indagati, cui vengono contestati numerosi episodi di spaccio al dettaglio di stupefacenti.
Gli indagati si sarebbero resi responsabili di centinaia di cessioni di stupefacenti (cocaina, hashish e marijuana), principalmente nelle ore serali dei weekend, nel centrale quartiere Vucciria di Palermo, zona interessata dal fenomeno della movida.
La vendita di stupefacenti non si sarebbe fermata nemmeno quando la circolazione delle persone era limitata in ragione delle misure di contenimento per la pandemia da Covid-19.
Nel corso delle indagini erano già state arrestate in flagranza di reato 3 persone. Una di loro, in particolare, era stata sorpresa all’interno di un magazzino del centro di Palermo in possesso di un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti di vario tipo (500 grammi di hashish e 400 grammi di marijuana) e materiale vario per il confezionamento. Inoltre, erano state denunciate altre 2 persone e segnalati alla Prefettura, quali acquirenti, 25 individui.
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Covid, in Sicilia 514 nuovi casi e nessun decesso

ROMA (ITALPRESS) – Dai dati del bollettino del Ministero della Salute emerge che i nuovi positivi in Sicilia sono 514 (ieri erano 567) a fronte di 13.927 tamponi processati, dato che porta il tasso di positività al 3,7%. In regione oggi si registrano 0 decessi (ieri erano 9). I guariti sono 118 e gli attualmente positivi registrano un incremento di 396 unità attestandosi su un numero totale di 10.778. Il numero dei ricoveri nei reparti ordinari è di 352, sono 41 i ricoveri in terapia intensiva con 2 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare ci sono 10.385 persone.
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UniPa, Midiri “Creare nesso più forte tra Università e impresa”

PALERMO (ITALPRESS) – “Bisogna creare un nesso più forte tra università e impresa. E’ importante creare questo nucleo permettendo di fare degli stage formativi nell’ultima parte della laurea magistrale dentro le aziende. Immagino di creare un albo di aziende vicine all’Università che possano ospitare i nostri studenti”. Così Massimo Midiri, Rettore dell’Università degli Studi di Palermo, a margine della Conferenza Regionale ‘Istruzione, Università e Formazione professionale in Sicilià, promossa dall’Assessorato dell’Istruzione e della Formazione Professionale della Regione Siciliana in collaborazione con la Fondazione Falcone. “Per quanto riguarda l’internazzionalizzazione creeremo un centro di alta cultura che dovrà avere il ruolo di poter invitare visiting professor che devono costruire il primo nucleo di aggregazione per permettere poi lo scambio bidirezionale dei nostri ragazzi verso altri paesi e viceversa, trasformando Palermo in una moderna città europea. Noi non siamo meno attrattivi di Valencia o Barcellona, dobbiamo sfruttare quanto di buono offre la nostra città per dare un messaggio ai ragazzi di trascorrere la loro vita universitaria a Palermo, una città che ha delle caratteristiche di internazionalità intrinseca. Spero che clima, turismo e qualità dei nostri corsi possano diventare attrattivi per gli studenti”.
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